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Full text of "Le marauiglie dell'arte, ouero, Le vite de gl'illustri pittori veneti, e dello stato : oue sono raccolte le opere insigni, i costumi, & i ritratti loro : con la narratione delle historie, delle fauole, e delle moralità da quelli dipinte"


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Research Library, The Getty Research Institute 



http://www.archive.org/details/lemarauigliedellOOrido 









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S'^. Cav^Rcaut^thivi 1 



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MARAVIGLIE 

D E L L' A R T E. 

Ouero 
LE VITE DE GL'ILLVSTRI PITTORI 

VENETI, E DELLO STATO. 

Oue fono raccolte le Opere Infigni, i coftumi, & i ritratti loro • 

Con la narratione delle Hifiorie , delle Fauole , e de/lc^j 
Moralità da quelli dipinte, 

• Defcritto 

DAL CAVALIER CARLORIDOLFL 

Con tre Tauole copiofe de' Nomi de' Pittori antichi* 
e moderni , e delle co/è Notabili . 

PARTE PRIMA. 

A gì' Illuftriflimi Signori Fratelli Reinft, 

IL CAVALIER GIOVANNI SIGN. Di NIEL, 

E Com miliario appretto la Maeftà Chriftianiflìma per li 
Potenriffiini Stati delle Prouincie Vnito , 
E GERARDO SENATORE D'AMSTERDAMO 




IN V E N E T I A, Prejfo Giù: Battila Sgaua. M DC XLVIIL 
CON LICENZA DE' SFVET^IO P K I, E Tl{I VI LEGI. 

All' Infegna della Tofcana- . 




ILLVSTRISSIMI 

Signori miei Colendi fsirai . 

O N è difficile il perfuadere t che 
la Pittura, traejfe qencrofi natali , 
h attendo origine dalle Immane men- 
ti a fine fola di dilettare gli animi 
gentili, edejfendo allenata nella Reg- 
gia di Filippo Macedone, del Ma- 
gno AleJJandro, di Tolomeo di Egitto , e d'altri famofi 
Rè , che le diedero titolo non di ferua 5 ma d'amica .• 
E* noto ancora quanto laP il tura fojfe filmata da* 
Candaule 3 e da lAttalo Regi 3 e da Qefare dittato- 
te , e come di quella fi adornajfero 1 Temfij del- 
la Grecia , e di Roma s le Curie , le habitatiom de- 
gli jiugufii 3 ele loggie f amo fé ; come quelle di Pom- 
peo ,e di Ottawa*. 

Ma che bado k tempi andati? Ecco le Galerìede* 
maggiori Prenc-pi arricchite di pretto fé pitture y co- 
me m Roma , Venetia, Fiorenza, Vienna .Tari gì , 
Inghilterra , .& Olanda. Tralafcio il numero elegia 

jfudij. 



iludij frittati , (f a quello delle VV\ SS. lllufìrìf- 
fime folo ' mi appiglio , hauendo elleno con genero fo di- 
spendio erette m Venetia . & in jfmjierdamoduz^ 
famofeQAerie ,oue fi ammirano opere molte di Raf- 
faello, di (fio Bellino, dei 'Correggo, del P 'armentario , 
di T titano , dei T incoretto, di Parlo , e di q>Aal fi ^vo- 
glia altro infigne P ut or e : onde v e ngpno frequentate 
da Perfonaggt , e da begli ingegni nella gui fa à punto , 
che foieùano t popoli della Grecia nnfitare il Tem* 
pio di Venere in Gnido per la di lei Èìatua da Pra- 
fitte J colpita . 

Non m inoltro a commendare quefìa eccellente 
difciplma : ma aggiungerò foto che non meno dell' Hi/lo- 
ria ci incamina con fìngolari efmpij ali acquilo d'ogni 
Virtù , mouen do ella più efficacemente gli animi con 
l'oggetto , che ci rapprefenta : onde di fé Quintiliano, 
chela Pittura: Sic inuernos penetracarTetttis, ve ip- 
fam vim dicendi nonnunquam ftiperare videatur. 

Ne meno vagltono le Imagini de Adaggiori ad 
eccitarci ad opere degne, & ad intraprendere magna- 
nime imprefe , rammemorandofi con quelle i loro glo~ 
rio fi gè ài : Quindi Filoflrato : Quicuncjue pitturarci 
minime amplcttitur, non modo veritatem , ve- 
runi & eam , qus ad Toetas percinet , inmria arri- 
de iapientiam . Eademenim eft vtrifque adHe- 
roumtamipecies , quàm getta intendo. 

Si 



Siche offerendole vn'Hiftoriamifìa di "Pitture, e 
di racconti, farà p/oport tonato il dono al gufo delle 
VV. SS. JUufìrifime , riferendo/i in quefta fatti 
toreou d Heroi , at t ioni pie , morali componimenti y 
diletteuoli racconti , riferiti dagli Hiftorici , can- 
tati da Poeti , e coloriti da Pittori. 

Riceuino dunque con la /olita humanità quefia 
picciola mia fatica ; picchia in riguardo dello fcntto- 
re: ma laboriofa perla raccolta delle co fé molte fpar- 
fé in varij luoghi 3 e poco men , che fmarrite nella 
memoria degli huomìni , e degna ancora per la ferie 
degli illujlri Pittori mentouati , che non hanno da 
inuidiare i più celebri degli antichi tempi } de' quali 
bauendo elleno le Pitture raccolte , era ben di do- 
aere , che comparendo gli fteflt autori di nuouo invi- 
ta per mèlgjO delle sìampe , fojfero ancora raccom- 
mandaii alla loro protettione . Et a chi più doueuafi 
la tutela de' Pittori, che alle VV. SS. lllufiripme? 
dalle cui liberali mani riceuono ì Profeffori viuenti 
tontinue gratie , e fauoriì Lo attedino i me de fimi $ 
ed il Signor Nicolo Reni eri loro particolare amico y 
fio getto di tale fiima,che molti Prencipi hanno am- 
bito condurlo alle (forti , per veder fi effigiati dall'in- 
duftre fuo pennello , e merce del fuo valore y desina- 
to dal ChriHianifimo "Uè per fuo Pittore in Italia . 
Non entro negli honori fublimi della nobiifima 

fuo. 



fua Cafa , non efjen-do luogo proporùonato il breue 
(patio di queflo foglio , la [dando , che la Famafief 
fa per mille bocche n adempisca l'ufficio : ma diro 
bene, che fi come l' Eccellentifimo, e generoso loro Pa- 
dre reffe con tanta fua gloria col titolo di Qenera* 
le nell'efpeditione dell' Indie l Armata Otandefe , 
con accr e f cimento di flato à quella poi entifiima ,eno- 
bihfima Natione 5 cosi luna delle VV- SS. Illuflrifi 
fime nel carico di Comminano per la medefima ap- 
po la Qorona di Francia ha dato faggio ne' più im- 
portanti maneggi d' impareggiabile depreT^a , e va- 
lore ; per atteftatione di che ha conseguito , tra gli al- 
tri [e gni di h onore , l'ordine Regio di Caualiere , eU 
nobiltà della Francia ; l'altra , come Telante , e pru- 
dente Senatore, fi e adoperata aìtrefinelgouerno pft- 
blico , e nelle deliberationi più graui della Patria con 
uniuerfale fodtsfattione , & infinita fua lode. 

Qr adi fi ano per tanto il voto della mia diuotione P 
■che al nome tutelare delle loro SS. Illufirifiime con- 
facro; poiché in/ignito di que fio carattere y nonpauen- 
tero gf incontri de Critici 3 e dell' lnuidia . Le riut' 
rifco per fine 3 e le de fiderò ogni profferita . 
JOi Venetia } il dì 2j. Qiugno 164.6. 
Delle VV. SS. lliuft ridirne 

DiuoriflìmoSeruitore 

JlCaualierRidoIrl. 




CORTESE 

LETTORE- 

I V AN D da principio mi pofi i fcriuere 
le Vite de* Pittori , non hebbi intentione, 
che di fame alcune poche per mio tratte- 
nimento , non per ingolfarmi neH'immen- 
fità di quello Oceano . 
Stampai la Vita del Tintoretto à per- 
fuafione degli amici , benché non lafti- 
mafli ridotta à tal fegno , che fotte de- 
gna della tua lettura. 

Ti compiacelìi di quella debole faticai e mi obligafti a' termina- 
re le rimanenti . Oraghitimoli de' medefimi amici , eie perfua- 
fioni del Signor Giunta amatore della Pittura , il quale cerca com- 
piacerti con nuoue letture , fece che io non mifurando il tempo 
iniriduffi i teflere vn'hiitoria di 3 00. anni, da che il principiò à di- 
pingere in Venetia con qualche conueneuole modo : la quale 
concernendo la cognitione di molte vecchie memorie , de' nomi 
d'Artefici , di confronti , de' luoghi , de' tempi , d'informationi > e 
d'altre accuratezze^ricercana perà punto vn'animo libero da ogni 
cura 5 non il mio annoiato, oltre ghaggrauij famigliari , dalle op- 
predioni continue della Profeflione , che per fé ftefla ricerca tutto 
l'huomo , hauendo imparato à ime fpefe quello importino limili 
rifolutioni, onde mi condonerai, fé non riufeifle in tutto accon- 
cia al tuo gufto , non permettendomi il tempo più lunga limatura . 
La materia continuata, e d'vnlìlo medefimo ha portato tal'ho- 
ra l'introdurre nel difeorfo varie cofe per folleuarri , adeguate-» 
nondimeno all'hiltoria , concedendolo l'arte ancora infegnata da 
coloro , che han preferitto le regole al ben fauellare , e fcriuere : e 
trattandoli di Pittura vi campeggiano benei colori. 

Nelle relationi ho profetato (inceriti , e verità di racconto. 
E certo che nelle cofe da me vedute non fi è prefo errore: guidato 
da vna lunga pratica : efìendomi anco certificato delle non vedute 
con le informationi de' profelfori intelligenti. 

Quanto alle opere de' Priuati fi è fatta mentione di quelle , che 

a 4 



ci fono fiate moftrate , e (limate degne di memoria , per non de- 
fraudare il merito degli Ancori ; tutto che auuenir potrebbe , che 
tu nel ricercarle rimane flì alcuna volta ingannato , perche fpeflb fi 
mutano di Manza , e fonofòggette ad akri accidenti , non volen- 
do in qucftueflerti malleuadore . 

Nel collocar I : Vite de* tnedefiuii Pittori , ho procurato d'offer- 
uare 1' ordine de' tempi ; & alcune pofpoftc , per attendere più 
certe in formationi . 

Circa lo flile , ho feguito il naturai talento , e battami l' hauer fa- 
uellato puramente Italiano , fenza dipartirmi dall'ordine dell'hi- 
ftoria . Il Laconifmo non ammette per lo più , che tratti di fen- 
tenze : ma nello fcriuere a lungo,fono neceflarie le digreffioni : e 
douendofi fpeflb ridire vnamedefìma cofa > viconuengono for- 
me diuerfe , e numerofe . 

Appagati ancora ne' ritratti di quello s'è potuto raccorre dalla_» 
mia diligenza, non fenza gran fatica porti infìeme, riportati alcuni 
ne' rami dal Signor G io. Giorgio , & il retto dal Signor Iacopo Pi- 
ani induflri , e diligenti Intagliatori . 

Se vi fard chi dica male dell'opera mia , non t'incarico > cho 
prendi lo feudo per difendermi , hauendo ciafeuno liberti di dire 
il fuo fentimento.Momo non feppe dir giamai bene di cofa ancor- 
ché buona. E facile ad'ogn'vno il darfentenza delle cofe altrui» 
difficile il colpire nel genio di rutti ; ma difficiliffimo l'operar be- 
ne. Pratichi altri vna fìmile materia,& all' hora imparerò volentieri 
dal fuo efempio . Vincitore è colui, che ottiene il maggior nume- 
ro de' voti. Altro da te non bramo infine, che il tuo amore; e 
confenurmi nella tua memoria . 




GRA. 




ji^ii* 



CRATVLARE AR.TIVM NOBILISSIMA PICTVRA 

CAROLVM RODVLPHIVM EQVITEM 

DIGNVM TVA GLORIA SCRIPTOREM 

N A C T A. 

QJI IRVDITIS PENICILLI . ET CALAMI DOTIBVS EGREGIE EXCVLTVJ 

TVORVM ARTIFICVM VITAS , ET OPERA EX CALIGINE OBLIVIONE 

VIND1CARE, IN APERTVMQVE SOLEM PROFERRE 

VALVERIT. 

O REM VERE GLORIO SAM; FELICI QVIDEM PENICILLO MVTAS 

TICTORES ANIMAVERE TABVLAS , AT ISTE FELICIORI CALAMO 

ARTIFICES VNA CVM TABVLIS REDDIDIT IMMORTALES. 

AVREVM MEHERCVLE HIC LIBER E S T DOMI CILIVM 

IN QVO SPLENDIDE 1NHABITAT PICTVRA.DEAMBVLANTCAMOENAj 

LOOVITVR SVADA, CHOREAS DVCVNT VENERES, SALIVNT SALES, 

LVDVNT CVPIDINES. 

MORTALES PICTVRAE CVLTORES 

fOETVM ELEGANT1SSIMVM HILARI HVMANITATE EXCIPITE, 

AC GENITOREM BENEMERENTEM VESTRIS PLAVSIBVS AD CAPITOL1VM 

IMMORTALITATIS PERDVCITE. 

IACOBVS PIGHETTVS PATRITIVS BERGOMAS 
AMICO DILECTISSIMO 

^VODSVVM MVSAVM IN POS TERITATIS MEMORI AM 

INGLORIVM IRE NOLVERIT 
GRATIAS EX CORDE DIMANANTES 
EXTEMPORANEO HOCCE ELOGIO 
REFEREBAT. 




GIO FRANCESCO 

LOREDANO 
AL CAVALIER RIDOLFI. 

INGRATIO lamiafortuna.nonlamia 
Virtù > che mi ha refo degno della ftima di 
V. S. M. Illultre. E veramente l'inuitarmi à 
cenfurar'ilfuolibro,è vn ecceflò di mode- 
ftia > e di gentilezza , che mi confonde nel- 
l'itteflò punto > che m'honora . Le Vite de* 
Pittori defcritte con tanta proprietà , e con 
tanto candore dalla penna di V. S. ammet- 
tono più torto la marauiglia > che la corret- 
tione . 1 Momi , e gli Aristarchi , che fottopofero alla riprensione 
Filteffa bellezza di Venere , nelle fue compofìtioni trouano iftupi- 
dita la loro malignità . E chi potrà leggere le opere di V. S. fenza 
il tributo d'vnaricchiffima lode? Ardirei certo di lodarle > quan- 
do vna fomma marauiglia nata da vna lettura corrente non mi ha- 
uefleobligaroalfilentio. E poi s'io diceffi , che negli fuoi ferità 
lo itile è eleuato j la frafe fublime > le notitie Angolari j le deferit- 
tioninaturalijpuralanarratione, veriflìmilii giuditij , varial'eru- 
ditione , meriterei con perpetuo rofsore i rimproueridi tutte lej 
età ; poiché tutto quello > che io fapeffi dire , farebbe di gran lun- 
ga inferiore alla veritàje tutti i miei encomi; non fornirebbero, che 
à defraudarle il merito . Si glori pure V.S. che ha fatto vn libro» 
che non può morir mai , perche è tutto Vite ; e che con ragiono 
porta fecoquefto nome 5 poiché ha da godere vn'eterna vita di 
gloria . Anzi quefte Vite tanto faranno lontane dalla morte, quan- 
to che daranno per tutti i fecoli vita immortale à coloro,che fono 
morti. Le rimando il libro con mille ringratiamenti alla fua gen- 
tilezza > non potendo con mille encomi) alla fua virtù > accioche a* 
difetti dell'ingegno fupplifcano l'efpreffioni del cuore . E le bacio 
le mani • 



M. 




M- ILLVSTRE 

Signor mio 
COLENDISSIMO. 

ENDO molte gratiedV.S. per il libro » che mi 
ha fauorito mandare . E certo , chelaeccellentif- 
fìma penna di V. S. ha fatto digniflìma elettiono . 
Sari quello vn perpetuare il nome del valentiffimo 
Tintoretto : e così come è flato degnamente gradi* 
to da cotefto eccelfo Senato con publica munifi- 
cenza > così in ogni luogo farà Tempre laudata la fatica , ela_, 
virtù di V. S. pervadendola à profeguir il rimanente delle Vite » 
dalle quali ne riceueranno gli ftudiofì vtile> e diletto . Io non man- 
cherò di farle capitare , poiché così fi compiace , la nota di alcune 
mie Pitture , perrettar honorato dalla fua penna: e di già ho pre- 
gato vn mio amico amatore di Pitturai à farmi quefto piacere , che 
poi da me, ò da lui le farà inuiata . In tanto mi efìbifco à V. S . fer- 
uitore , e defìderofo di feruirle in tutto quello , che mi conofce at- 
to» e col defiderarle fanità , elunghiffimavita A le bacio le mani i 
eriuerifco l'Eccellenti fs. Pighetti. 

Bolognaà di 17. Giugno 1^42. 

DiV.S.M.IH. 

Diuotifs. Seni. 

Guido Reni . 



Del- 



Dell'Eccellentiffimo Signor 

NICOLÒ CRASSO 

AL CAVALIER RIDOLFI 
SOPRALE VITE DE' PITTORI 

/ 

Scritte da Lui. 

V A NT' ha vagoferittor lumi, e colori» 
Sluant' ha faggio Pittar tinte loquacii 
Tralu con fuor dal 'opre tueviuaci t 
Se tele , o carte mai verghi , o colori . 

Per te gareggia n, Carlo , ài primi honori 
E le penne \ e i pennei faggi, e veraci , 
Che tu invìue di gloria eterne faci 
Con la fola tua deftra entrambi honori . 

tfe benfembra altrui , eh' a igran Pennelli , 
Hor y cheferiue di lor,Jèrua la penna : 
Hanpur le Vite lor vita da lei . 

Cosi d'ambo tua fama ìvanniimpenna , 
Che nonhanpari : Efenz>apar tufei 
Fine iter de' P lutar chi , e degli Appelli , 




Del- 



Deli' Eccellentiflìmo Signor 

GIVLIO STROZZI 

AL CAVALlER RIDOLFI 

Scrittore delle Vice de' Pittori Veneti , 

Intitolate^* 

LE MERAVIGLIE DELL' ARTE. 

ELLE Vite de' Veneti Pittori 

Merauiglìa maggior , Carlo, dimofiri, 
Che fi ben rappnfent tàgli occhi nojlri 
Le merauiglie degli altrui colori . 

Ch'alia virtù porga immortali honori 
Fragilijjima carta ? ei negri tnehioftri 
Vadino à imporporare il 'minio , egliojìri, 
Non fon queFii miracoli maggiori? 

Oue di Zeufi le fatiche belle ? 

Oue di Fi di a fono i bronzile i marmi ? 
Oue le tele del dittino Ape Ile ? 

Tempo arruoli ifuoi dentice morte l'armi : 
C he far anno caratteri di flelle . 
Sempre agli eJlintiEroi le Storie > eiCarmi. 

4& fifa 

b Del 




Del Signor 

ALESSANDRO BERARDELLI 

All'ifteflò . 

jjB^H-^ AULO, mentre con fi il purgato , e raro 
ufsfcv Hiflorico Pittor dipingi , efcriui, 
E^sf-w E con tua gloria l'altrui gloria attui ni r 
1 en vai per doppio honor famofo , e chiaro. 

Lo fpirto nelle tele , e' l moto dai 
C ol pennello a l'imagini dipinte \ 
E con la penna le pitture cfiinte y 
E gli ejlinti Pittori eterni fai 

Chiaro fegno ne mofiri , hor che pi volto 
A trar da l 'ombre , e da le fauci ofeure 
De l'oblio li Pittori , e le pitture 
E torni in vita , chi di vita e fciolto . 

Suant'opre eccelfe di memoria priue 
Foran , che diuoro fiamma rapace ? 
gigante , che fpente fur dal Tempo edace 5 
Nel mondo hor a per te riforgon viue ? 

Sepolte ne l'oblio l'opre più belle 

Be' più chiari farian degni Pittori: 
Ma merce de più nobili fcrittori 
Eterno e Zeufi , ey immortale Apelle . 

Torri Archi , e Mau folci , che gufi al\aro 
Superbi al Ciel , minori hor fon de Iherba, 
E fé di lor vestigio alcun fi firba y 
Non è vii pie di calpcfcrarlo auaro. 

Le 



La penna fol dal Cielo ottiene in forte 
gu/tlhor da faggi a mano il moto prende '1 
Ch'ogni tempo , che fu , pr e finte rende , 
E può di palme difpogliar la Morte . 

Hor mentre audace a guerreggiar s'affronta, 
La penna tua co' fecali tiranni, 
Può co'gl'inchiofiri k gloria altrui de gì' anm t 
E fuperar l'oltraggio , e vincer l'onta. 

Per far guerra à l'età la for^a , e l'armì t 
E ne l'inehioftro , e nel color dimofri, 
Quindi e , etik tuoi colori , & a gl'inchioflri 
Corro» gli ingegni a, tributare i carmi. 

Ecco al tuo nome , al tuo valor dinoto 
Anch'io l'honor di breut carte appendo », 
E mentre me del troppo ardir riprendo 
Porgo a te , pia , che'l foglio , il core in voto. 




b a Del 




Del Cla riffimo Signor 
MARCANTONIO TIRABOSCO 

AL MEDESIMO. 

ENTRE i pregi [piegar ,C arlotti vanti 
Di chi feppe animar tele , e colori , 
Leghi le gemme altrui ne' tuoi te/òri, 
E fplendon le lor glorie entro a tuoi Canti. 

Di tua penna il licor con noui incanti 
jRingiouenir sa degli antichi honori 
Le memorie fuperbe , ejr a i furori 
Del tempo , e de l'oblio togliere i vanti. 

D'IlluJìre fama il lucido slr omento, 
Perche dal fofììo tuo refi è vitale. 
Forma più chiaro armonico il concento. 

Sarebbe il grido fuo languido , e frale, 
Senza il vigor del tuodiuino accento, 
Che pub render la morte anco immortale , 




De! 




Del Signor 

M- ANTONIO 

M AI NENTI- 

ist LT RI su mille tele 
Con l'arte del pennello 
Rende £ affetto altrui più vim y e bello ì 
Ma tu fpirto gemile 
Con più leggiadro fiile 
Defii le mtrauiglie al fé col noftrd\ 
Co' i colori non men, che con l inchiostro, 
Cof pennelli , e penne 

Tra gì 'inchiostri , e i colori 

Ti raddoppian gl'honori: 

Onde fi vede quanto 

Ejfer deggìa di te maggior il vanto, 

Poiché dipingi , e fcriui, 

£ con la penna , e col pennelrauuiui. 

DI DON FRANCESCO 

MADDALENA. 

D'Eccellente Pintura 
Mille fegni tua penna à noi riducei 
E ad onta di Natura 
Li ritoglie da' l tempo, e porge in luce . 
E sin oblìo del Mondo 
Furon tele , e colori , hora felici 
Riforgon (tU4 mene ) nuoue Fenici, 



AD 



A D C AROL VM RODVLPHIVM EQVITEM - 
M. Antoni; -Romiti I. C, 

W?AEOLE, dum pergis pitturam animare colore , 
|C Pittore s fcriptis & celebrare tuis , 




/JijE Sc r 'P ta tuo tua decer tant de laude colori . 
^gÈ M qui* erit finis ? pugna perennis erit . 

Eiufdem de eoe-' -n 

Natura, & 1 r itturA brettem , fed mira perennem, 
Carole , dant vitam [cripta , Rodulphe , tua , 
Ad eundem . 
pyjdaa&riG ' onifiua'j Arcidiaconi Tarui/ìni. 
Tela triplica Huis mortem , uitamq; tulcre ; 

Trina , lotti Jimilis , tu quoque tela geris . 
Das calamo fcriptor , graphio das uiuere Pittor , 
ffoftibus inuitto das eques enfe mori . 
Ad eundem. 
Io r ephiBaptiiì:E Academici Otiofì Ncapolir.ini. 
Hxc Jìmulacra uirum fimul hxc oftendere mores , 

Vna Manus uerbis , una colore potefi , 
Dat pitturatis tabu li s , fcriptaq; papyro , 

Delictas oculis , auribus barmoniam t 
Sic indunt C ARLO fudata fi lentia nomen, 
Nec negat aternum labilis umbra iubar. 
Sic hominum rapit e lethes dum gurgitc caco , 
VITAS , vita fibi non peritura uenit. 
Idem prò Icone eiufdem . 
Hunc liber , bunc melias poffunt oftendere teU % 
Scribere quem nouit , pingere quas uoluit , 
Idem de eodem . 
Afpicis hi e uultum ; cupi si at fi no fere mentente 
Carolus in Chartis lineai ipfe fuis . 

LET- 



LETTORE. 

Sarebbe troppo auuenturato lo fcrittore , fé nel fine delle fati- 
che non incontrafle ancoper aggiunta , negli errori della (lampa , 
che nafeono à guifa de' capi dell'Hidra > ne baita qual li fia oc- 
chio , benché accurato, per ifchii'argli,eflendo peculiari d»que- 
ft'arte. Io ne pongo alcuni feguiti d'equiuochi de' nomi , di 
parole fouerchié > e mancanti > & altri , che nel leggere poffono 
rendere ambiguità , & alterare il fenfo , quali incontrando potrai 
con facilità correggere . I men confiderabili fi rimettono alla_r 
tua difcretionc . Quello ti ferui per auuertimento , e viui lieto . 

Errori dellaTrima Tarte . 



Pag Lin. Errori . 


Corre ttioni. 


Tag.Lin. Errori. 


Correttioni . 


I 8 


alle inuentioni 


all'inuentione: 


39 Deo 


Dio 


3 26 Gioue, Amone GioueAmone. 


80 j5 pofte ,e 


e pofte in 


* 4 


egli . 


e gli . 


gì 1 di Caterina 


Caterina. 


15 


Dimenò 


I">ìpeno. 


di Confaluo 


Confaluo 


»9 


della 


dalla. 


85 33 altre 


altra . 


3 *4 


i utenti one 


inuentione . 


37 limitati 


limitari . 


5 2 + 


Dionifro Colo- 


Dionofidoro Colofo- 


95 7 dalla 


dallo 




fonico 


ni» 


98 marg.Tregi 


Treuigi. 


15 


Aglaone 


A ?, laofone 


101 il Quinto Cur- 


Marco Cuitio . 


S 16 


intita 


intinta. 


cio 




9 21 


Eufanorelfthi- 


Eufranore Ifthmio r 


36 negli angoli 


tra gli angoli. 




mo 




105 14 ritenero 


ritenerlo. 


»9 


Antitodo 


Antidoto.- 


105 28 coroice 


cornice 


35 


Che ripofe . 


e la ripofe . 


109 2j Antiela 


Antiela . 


io 12 


Metrodoto 


Metrodoro • 


no 32 valor. 


voler. 


37 


Etefiloco 


ClcrlìlocO" 


123 29 ftygis. 


Siygijs . 


39 


Etefidemo . 


Ctclidemo. 


150 5 calet. 


callet 


il 1+ 


Teodofo 


Teodoro . 


132 4 viue 


viua 


*5 


Alchiftene , & 


Alchiftene vn . 


136 1 fi a vedere. 


fi dà à vedere"' 




vn. 




140 37 fedo'. 


felli . 


ai II 


Aponale t 


Apolinare detto ApO' 


■ 142 20 ad mio . 


ad vn riuo. 






naie 


146mar.Se:! Trag oft. 


non ci va 


»3 50 


del Papa. 


Dal Papa • 


marg.Paftorfido 


non ci va 


34 22 


re d dot ito 


raddolcito 


147 5 ciò non era 


che ciò non era 


30 IO 


guadro 


quadro 


156 n Fra cigli la^ 


Fra i cigli la Viitiul' 


J2 21 


baiTamento 


ba farnetico. 


Virtù 




39 il 


centra . 


cereurn. 


i;S 14 d'Apollo. 


da Apollo . 


51 3 


l'alia 


l'altra . 


I6i 27 Vecellis. 


Vecellis indico 


53 1 


Romano 


Romam . 


167 36 Cafaris. 


Cafaris. 


39 


ftrenui 


fterni . 


169 1 Philippe . 


Phelippe. 


54 34 


vede. 


Cede . 


3 Ille 


Illuftrc. 


S» 2 


Mantenga 


Mantegni 


J70 10 fteffo. 


ftefo. 


61 3 


de mano. 


di mano. 


179 22 Girolano. 


Girolamo. 


67 14 


Rancefsco . 


Francefco • 


181 3 dell'arte 


dall'arre . 


18 


itiriofe vedute curiofecofe vedute 


188^30 loro . 


fuoi 


68 27 


hiltoria. 


hiftone . 


197 14 Corrono lo 


Corrono lo ftadio 


72 35 


Mantenga 


Mantegna 


ft udio . 




74 * 


coiunto. 


congiunto 


214 15 folleuati. 


folleuaco . 


79 3° 


l'aurea 


aura . 


322 16 Forfena. 


Porfena dorinono% 

VJ 



Jag.Lin. Eicori. 
35» 33 vi. 

38 madia 
134 36 Frrtuna 
«40 28 degli 
245 j<5 il Foppa, 
sjo 19 di. 
356 15 dal quale 
a5o 11 Quinto Cur- 

tig . 
272 6 fatelefimona 
385 26 niu. 
286 23 Diftepolo . 
:>/5 5 accommodar 

vile 
504 1 badando 
306 18 Atteoneoue 



Coirettioni • 

con 

materia 

Fortuna 

dagli 

Il Feriamola 

E 

il quale 

Marco Curtio 

far elemofina 
non 

Condifcepolo 
accommodarur-le 

badano 
Ancone, ouc 



Pag.Lin. Ettori. 

311 36 San Felice 
316 12 alla cui 

312 12 l'altro 
327 15 da parte 

36 quali 
338 23 cedere 
378 31 Vn Chrifto 

morto in braccio 
alla Vergine . 



394marg.!ib.2. dec.2, 

395 marg.lib.9. 
marg.dec.j. 

396 13 penetrando 
403 15 Micenello. 

3J Cugnuola 



Cotrettioni .- 

Santa Soffia. 

alla quale 

l'altra 

dà parte 

non ci uà 

cedere 

Vn Chrilto morto' 

portato alla fcpot 

rura , 
con la Vergine tra-- 
mortit.i.ele Marie 
lib.8.dec.2. 
hb.io. 
dece. 
penetrano . 
Micinello 
Cagnuolo 



Nella tavtola delle cofe notabili , &in quella eie' Pittori antichi 
nella ietterà A > leggi in vece di. Aglaone Aglaofone 5 &aggiungi 
fotto alla linea 1 2. Apollodoro >. Nella lettera D, leggi Dioniio- 
doro Colofonio , in luogo di Dioniilo Colofoiuco » 



TAVOLA 

DE' PITTORI ANTICHI. 

GRECI, E ROMANI. 

Defcritti nella Prima Parte . 



2 



Adriano Imperatore . 


ia 


Bularco. 


i 


*AgUone . 


S 


C 




^Alcimaco , 


io 


Calace . 


5> 


tAlcbijìene . 


ii 


Calide . 


9 


iAlcffand.ro feuero Imperadore . 


12 


Calipfo . 


H 


^dnafandro . 


II 


Carmane . 


S 


jlndrobio . 


IO 


Ce fi [odoro . 


i 


^Antigono . 


6 


Odia . 


9 


gititi fi lo . 


9 


Cintone Cloneo . 


$ 


^Antidoto . 


9 


Cleante , 


S 


jlntoride . 


6 


Cleone . 


i» 


spelte . 


7 


Cle fide . 


IX 


^irdice Corimbo , 


f 


Cleofante . 


S 


jtrelìo . 


li 


Cornelio Tino ì 


li 


^irifìodemo . 


8 


Craterio . 


ir 


^Ariflarete . 


li 


Ct efide mo • 


IO 


<Ariflide T ebano , 


8 


Cte fioco. 


IO 


mirisi ippo . 


9 


3 




^Arijìobulo . 


H 


Dina . 


f 


lAriftoclide . 


IO 


Diomfio Colofonie» . 


S 


jtriftofane . 


IO 


~ 




jlrifolao . 


IO 


E 




jtriflonide . 


II 


Zcchione . 


7 


jLfclepiodoro . 


8 


Emulio. 


lì 


jltenione Maronite . 


IO 


Enia . 


ir 


jlterio . 


12 


EmoVoetAt 


IZ 


lAttj.Q.Trifco . 


II 


Erigono, 


ii 



Elido- 



Tauola de' Pittori Greci , e Romani. 



Eudoro. 


ii 


J^icia <A tenie fé . 


Eutnore . 


5 


I^icofane. 


Lnfroììorc Iftbniio . 


9 


Tlitomaco . 


Etfltoaro ^Lttemefc , 


% 





Enpompo . 


6 


Olimpia . 


Enjemda. 


6 


P 


Euti chi fe. 


il 




E 




"Pacnuio Toeta . 
Tan o . 


Fabio Tatritio Romano , 


ri 


Tanflo . 


F derione . 


ii 


Varrà fio d'Lffejo 


Fiiifia . 


ii 


Tanfia Siciouio - 


Fdocle E?itiio . 


T 


Terfeo . 


Erilo . 


S 


Tireico . 


G 




Tr otogene da Canno . 


Gigc Lidio Egittio . 


4 


Q. Tedio < 


H 




S 


ti airone . 


1 1 


Senocrate . 


Heraclide Macedonico, 


IO 


Simone . 


tligiemonte . 


S 


Simonide . 


1 " 




■Socrate . 


Ifi. 


1 1 


X 


Irene . 


ii 


Tauri [co . 


L 




Telefane Siciouio . 
Teodoro . 


labeone Vrctore t e Troconfole . 


, 12 


Teone . 


Ida Cilena. 


12 


Terimaco . 


Leone . 


II 


Timagora . 


Leontifco . 


II 


Timante . 


Lucio Manilio . 


II 


Timarete . 


M 




Timomaco da Bifantio 


Marco Ludio. 


II 


Turpilio Caualiere . 


Mei opane . 


IO 




Melantio . 


k 


V 


Metrodoro . 


IO 




M icone , 


f 


Valentiano Imperadon 


K 






J^ealce . 


II 


Z 


perone Imperadore • 


II 




lìjcearcQ « 


II 


Zeufì di Eraclea, 



9 

9 
8 

ii 



5 

6 
6 

9 
9 

9 
8 



6 
1 1 
II 
io 

il 

$ 

il 
il 

7 

f 
6 

n 

io 
lì 



TA- 



TAVOLA 

DELLE VITE 

DE' PITTORI MODERNI- 

VENETI, E DELLO STATO, 
Defcritte nella prima Parte, 



>A 




CrfMO C altari . 


J55 


\Aleffandro Buonutcino dettoti Mo- 


Carlo orbino . 


402 


retto . 


245 


Cbrifloforo Tarmefe . 


rio 


Andrea Mantegna Caualiere . 


67 


Cbrifloforo Rofa . 


. Hi 


^Andrea Treuitale . 


"2 


D 




^Andrea Schiauone . 


227 


Damiano Magga . 


202 


Antonio Viuarino . 


21 


Domenico Campagnola . 


7ì 


^Aurelio Bufo . 

B 


4°<y 


Donato Venettano. 


19 


Bartolameo Montagna . 


Si 


F 
Fiorauante Ferrameli! •• 


US 


Bartolameo Pitturino . 


21 


Francejco Flore . 


18 


Bafli anello Florigorìo . 


114 


Francesco Biffolo. 


6} 


Buttifla Calli Ilo . 


I32 


Francesco Squarcione . 


61 


Battigia Zi lotti verone fé. 


3 4P 


Francefco Ter^i . 


'il 


Bellin Bellino . 


61 


Francejco Dominici . 


217 


Benedetto (.diari. 


33i> 


Francejco Èeccarwzgi . 


217 


Benedetto Diana. 


2 4 


Francesco Vecellto . 


i<?5> 


Benedetto Montagna . 


51 


Francejco da Tonte. 


3i?5 


Berna) dm Biacco . 


117 






Bernardi! o da Murano t 


22 


G 




Bernal dino Lumio . 


nò 


Gabrielle C altari. 


?3\9 


honifaiio fenctiano . 


169 


Cajparo Inerite fa . 


"7 


C 




Cernie fio Liberale . 


"f 


Califfo da lodi, 


M4 


C enttlt Bellino Caualiere . 


3? 


CatUCriaelli, 


*i> 


Genttte da Fabriano. 


2 3 






a 2 


Gior- 



Tauola delle vite de* Pittori Veneti 3 òcc. 



Giorgionc da Caslel Franco . 
Gio. dmonio liegillo detto 

da Vordenone t 
Gio. Battisi a .Aneraria . 
Giù. Battifta Cima } detto i 

gitano . 
G:*o. Batti n a Graffo. 
Gio. Bait-tfla Figulino-. 
Gio. Battista Aiorone . 
Clonarmi Bellino. 
Giouanni Buon e enfigli . 
Giou'anni Cariano . 
Gtouamii Manpieti • 
Giouanni Viuarino . 
Girolamo ^imalteo , 
Girolamo da Treuigi . 
Girolamo di Titiano . 
Girolamo Mutiano . 
Girolamo T adottano . 
Girolamo Santa Croce» 
Girolamo Sauol do . 
Gtofeppe Torta . 
Gin/io . 
Guari ento Padovano * 



lacobello Flore, 

Jacopo Bellino. 

Jacopo daTòte,dettoil Zaffano. 37$ 

Iacopo Montagna . 
Iacopo Talma yecebio* 



Lamberto Tedefco . 
Landino . 

Lattamio Gantbera ì 
Labaro Sebafìiani . 
Lor enfino . 
Lorenzo Canotto* 
Lorenzo Lotto . 
Luca Monntrde . 
Ludovico Fumiceli! , 



77 


Lugaro . 


HT 


Licinio 


Luigi Benetcllo . 


74 


9S 


Luigi Viuarino .- 


20 


'33 






/ Cone- 


M- 




19 


Marcs Bafaiti ; 


H- 


\\G 






95 


k 




*v 






47 

1JO 


'Hadalino da Murano. 


ZQlZ 







3- 
21 


Oratio Vecellio . 


20O 


\\6 






214 


"P 




204 






26<; 


Taolo Ciliari Veronese . 


283, 


73 


Taolo Zoppo . 


246 


62. 


Taris Bordone . 


205; 


2 H 


Tietro Maria Tenaccbi . 


214. 


221 


Tietro Rofa. 


2J(J 


67 


T olidoro Venetiano . 


20J 


'7 


Tomponio ^Amalteo . 

S 
Sebafliano Seccante . 


V) 


18 

34 


117 


ÒW.J'73 


Stefano dall' \Ar\ere . 


74 


73 


Stefano Ho fa . 


2 n 


W5 


T 






Titiano Vecellio da Cadore 


Crf«d- • 


204 


liere . 


% 


?J 


V 




a fj) 






3 1 


Vìcenzp Catena . 


64 


aoj 


Vicen%o Ctuercbio . 


401 


73 


Vicenza Foppa. 
Vittore Belltniano . 


*4f 


126 


61 


114 


Vittore Carpatio . 


*7 


. xi6 


Vittore Tifanello . 


** 



A V- 



AVTORI CITATI 



N E L L 


-'OPERA- 


j£ 


e 


achille Statio ^ìltffandrino ■ 


Giardino Hijìonco . 


^Aleniamo Fmio . 


Giouanni Boccacio . 


enfiatele . 


Gio. Batti fi a Marino . 


5 


Giouanni dalla Cafa . 




Giouanni H uarte . 


Balbo Toeta. 


Girolamo dalla Corte . 


Baldaffar Bonifacio = 


dimenale . 


Battifia Cuarini. 


Guido Cafoni . 


Bernardino S cardeone . • 


Guido Baldo de' Bonarellì .■ 


Bibita Sacra . 




e 


H 


Catullo . 


Herodoto . 


Hi fior ie varie . 


Celio Magno . 


I 


Ce fare Ripa . 




Claudiana . 


Iacopo Tirbetti . 


Cornelio Frangipane , 


L 


D 


Leon Batti fla Alberti ,■ 




Leonardo Qviirìno . 


Dante aligeri . 


Lucio Apuleio. 


Diodoro Siculo . 


Lucrctio . 


E 


Lucretia Marinella. 


Eliano . 


Ludo meo ^Ariofto . 


Bfiodo . 


M 


F 


Maffeo Veniero . 




Marcantonio Sabellico ■ 


Faufio Sabeo . 


Marcantonio Romiti . 


Federigo Zuccari , 


Miracoli della Croce . 


Filippo Ridvlfi . 


Miracoli della Madonna • 


Filojirato . 




FlosSantìorum . 


"K 


Francefco Tetrarca . 


Tiatal Conti. 


FrancefatSanfouino , 


"incoiò Crajfo, 



CI" 



Autori citati nell'Opera. 



K 



Officina Te xtoris* 
Omero . 
Oratio . 
Ouidio . 

"P 
"Paolo Ciouio. 
Taolo Lomasgo . 
Tartenio Etiro » 
Taufania . 
"Pietro Bembo . 
"Pietro Ciufliniano : 
"Pietro Meffia. 
"Pietro Michele . 
"Platina. 
Tlinio ► 

"Polidoro Vergili^ , 
"Porfirio, 
yropertio *. 


Quintiliano « 



Reginon Tedefco 



Salufiio . 

Scritture particulari , 
SenecaTragico. 
Silio Italico. 



Teofraflo . 
Tibullo . 
Tito Liuio , 
Tomafo Stigli ani. 
Torquato fafìo . 
Trimegiflo . 

. I 

Valerio Maffìmo . 
Vicenza Cartari, 
Virgilio . 



Zeufi , 




?a: 



TAVOLA 

DELLE COSE 

NOTABILL E DE' L VOGHI 

DOVE SONO LE OPERE 
Degli Autori defcritti nella prima parte . 



Cate , inuciitor de 1 trai- fuoco dalle Selci, 2. 
Adriano Imp. Pittore, i z. 
Aglaone Pittore. 5. 

Agoltino Barbango Doge , ritratto da Giorgione. 81. 
Alberto Durerò Tedefco Pittore > fi duole della morte del Mante» 

gna. 71. 89. 
Alcimaco Pittore, e Tue opere. 10. 
AleifandroBerardelli lodato. 97. 

Aleflandro Bonuicino P. detto il Moretto.i^.SuaPatria, Studi j,e pri- 
me opere . ibid. Varie pitture in Brefcia. 246. e feq. Nel Territorio 
Brefciano. ^S.ImagineMiracolofa. 249. InBergomo, e Verona- 
ibid. Eccellente Pittura, ib. Nel Vicentino. 249. Varij ritratti. a$o. 
Di fé medefimo. 2 j 1 . Muore, & è fepolto in Brefcia. 251. 
Aleflandro Magno non voleua efler dipinto, che da Apellc. f. Tacciato 

dail'ifteflb.7. Diche fi gloriane. 187. 
Aleflandro Seuero Imp. Pittore. 1 2. 

Aleflandro 1 1 1. e Tua hiftoria dipinta in Venetia' da Gentile Bellino . 
3 9. 40. Da Giouanni Bellino. 5 o. 5 1 . Dai Caliari. 341. Da Titiano. 
140. Dal Veronefe. 290. 291. Da Francefco da Ponte. 3 94. In Ro- 
ma dal Porta. 223. 
Aleflandro Varottari Pittore. 311. 

Aleflan- 




Tauola delle cofe Notabili . 

Alefìandro Vittoria Scultore lodato. 234. Compera due quadri ài An- 
drea Schiauone. ibid. 

Amore , e fua Forza.80. Suo innamoramento con Pliche. £4. e feg. fuo 
-rìne qual fìa.87. Come defcrirto da Filoftrato, e dipinto da Titiano. 
1 43-Perche fé gli diano l'ali, l'arco-, e gli ftrali.ibid. Onde nafca ne- 
gli huomini. 143. Suo trionfo efprefib da Bonifacio. 2 73.274. Con- 
gionto con la Mufica dal Veronefe, e perche. 291.292. 

Amfterdamo , vi fono pittura di Lorenzo Lotto. 129. Del Veronefo.. 

&■%• 

Anaitide, Dio degli Armeni. 3. 

Anafandro Pittore, n . 

Anafimandro inuentor della Sfera. 2. 

Ancona : vi fono pitture di Lorenzo Lotto. 12 9. Di Titiano. 185. 

Andrea da Murano Pittore, e fu e opere. 20. 

Andrea Mantegna Pittore. <58. Celebrato dall'Ariofto . 58. & 72 . Ad- 
dotato per figliuolo dallo Squarcione.d8.SePadouano, òManto- 
uano.ibid.Sue 0pereinPad0ua.e8.d9. in Verona. 70. In Manto - 
uà. ibid. In Roma ibid. Capellada lui eretta. 71. Sua Cala, ibid. 
Inte'ligente della profpettiua . .ibid. Sue opere m ilìampa. 72. Mor- 
te, ibid. 

Andrea Preuitale Pittore. 60. Difcepolo del Bellino. 123. Sue opere, 
ibid. 

Andrea Schiauone Pittore. 227. Sua Patria, e primi ftudi;. 228. Studia 
dal Parmegiano^daGiorgione.da Titiano. ibid. Che dicerie il Tinto- 
retto di lui. 2 2 8. Amico de' Muratori.2 2 9. Quanto folle pouero.ibid. 
Poco ftimato in quel tempo dal Mondo. 230. Sue vane opere. 230. 
Artifìciofa fatica, ibid. Pittura manierofa . 231. Opere eccellenti. 
ibid. Vinto dal Tintoretto. 232. Varie caffè da lui dipinte. 23 3. Al- 
tre fue opere . ibid. Due quadri eccellenti. 234. Molte hiltoriei e 
Morali componimenti, ibid. fue qualità, ecoftumi. 236. Morte. 
241 . Commendato dal fignor Pietro Michicle. 242. 

Androbio Pittore , e fue opere. 1 o» 

Antoride Pittore. 6. 

Anfione inuentor della Mufica. 2. 

Anima humana, e fuo Simbolo. 87. 

AnfeJmo Oliuahà Pitture di Lamberto difcepolo di Titiano . 20J. Di 
Girolamo Sauoldo. 255. Del Baifeno. 388. 

Antidoto Pittore, e fue opere. 9* 

AntifUo 



"Tamia delle cojè Notàbili . 

Antilìlo Pittore, e fue opere. 9. ' 

Antonello da Mefiìna trafportò ;ì Venetia il colorire ad oglio. 1 7.E 48. 

Sue opere. 48. Molte apprezzato in Venetia. 49. Sua morte, ibid. 
Antonio Badile P. e fue opere. 285. 
Antonio Campo Pittor Cremonese. z6o. 
Antonio Viuarino Pittore, e fue opere. 21. 

Anueria, vi fono Pitture di Gionanni Bellino. yj.DiGiorgiene - 88. 
Del Pordenone, ni. Del Palma vecchio. r22.LorenzoLotto.r29. 
Titiano. 1J9. Nadalin da Murano. 202. Paris Bordone. 11 3. 
Dello Schiauone. 2 3 8. Di Bonifacio. 273. Del Veronefej2 5. Del 
Banano. 387. 
Àpelle, e fue Lodi, & opere. 7. Sp. Loda l'opere di Protogene. 8. 
Apollo inuentor della Medicina. 2. 
Apollodoro Pittore, e fue opere. 5 . 
Aratro da chi inuentato. 2 . 
Architettura, come fi rapprefenti. 192." 
Ardice Corinthio Pittore, j. 
Arellio Pittore. 1 r. 
Ariitarete Pittrice. 1 r. 
Ariikolnuentor del mele. 1. 
Ariitide P. e fue opere. 8. 
Ariftippo Pitcore, e fue opere. 9. 
Ariftobuio Pittore. 1 1 .. 
Ariftoclide Pittore, efue opere, io. 
Ariftocratia come rapprefentata dal Zelotti. J J J« 
Ariftofane Pittore, e fue opere, io. 
Ariftolao Pittore, e fue opere. 10. 
Ariftonide Pittore. 1 1 . 
Armeni qual Dio adoraflero. 3* 
Artiglieria . Vedi Bombarda» - 
Afclepiodoro Pittore, e lue opere. 8. 
Afolo: ha Pitture del Battano. 377.385. Del Gambera. ì6% ". 
Aftrologia da chiritrouata. 2. 

Ateniefi adorauano Minerua.. 3. Loro genio dipinto da Parrafio. 6* 
Atenione Pittore, e fue opere, io. 
Atlante inuentore dell' Aiìrologia. a. 
Attio Prifco Pittore. 1 1. 
Aueraria Pittore , Vedi Gio. Battifta Aueraria, 

. b Au- 



Tauola delle co fé Notabili . 

Aurelio Bufo pittore , e Tue opere in Crema. 405. 
Aurora come bene rapprefentata dal adotti. 368. 
Autunno come dipinto dal Ballano. 3 8 6. 

B 

BAbilonia] edificata da Semiramis. 4. Pittura > &imagiui in cifa 
ibid. 
Bacco inuentordel vino. 2. da chi adorato. 3. Suo trionfo di- 
pinto daTkiano. 141. 

Badile, vedi Antonio Badile . 

Bartolameo Viuarmo pittore, e Tue opere. 2 1 . 

Bartolameo dalla Nane , di Vicenzo Catena. £4. Palma vecchio. 122. 
Titiano . 152. Nadaliuo da Murano. 202. Dello Schiauonc. 234. 
Del Zelotti. 3 69. Del BalTano. 383. 

Bartolameo , e Benedetto Montagna loro Patria . 9 t . & opere . 512. 
* Morte ibid. 

Bafaiti pittore, vedi Marco Bafaiti . 

Ballano pittore, vedi Iacopo da Ponte da Ballano . 

BaRianelloFlorigorio pittore, e fue opere. 1 15. Vale nelle cole afre- 
fco.ibid. 

Battifta Cartello pittore, e Tue opere. 1 3 a. 

Battiila Zelotti Veropefe,e lue opere. 349. In che folle eccellente ibid. 
condifccpolo di Paolo Caliari , e Molte opere di quello Mimate di 
Paolo ibid. Lodato. 3So.DifcepoIodelBadile, di Titiano. 350. Di- 
pinge in Vicenza , e nel Vicentino, ibid. in che biafmato da Paolo. 
3 5 1 . In Veneta. 352. Opere fatte al Cataio.3 5 3 . E Segue.Sue ope- 
re appreflbà particolari. 369. Suoi coftumi è qualità. 3 70. Suo lu- 
to compatito, e morte. 370. 371. 

Beccaruzzi, vedi Francefco Bcccaru?zi . 

Bellini famiglia in Venetia , lodata. 34. 

Bellin Bellino pittore. 61 . 

Bellino pittore. V e d» Giouanni Bellino . 

Benedetto Diana pittore, e fue opere. 24. 

Benedetto Montagna pittore. 91. 

Benedetto Caliari pittore , e fue opere. 343 . Valorofo nellecofe à fre- 
fco. 344. 

Berremo, e Bergamasco. Andrea Preuitale. 123. Lorenzo Lotto.iatf. 

G10- 



Tauola Mie cofe Notabili. 

Giouanni Cariano. 130. Gio. Battifta Mnrone. 131.GÌ0. Battifia 
Cartello. 132. Gio. Battifta Aueraria. i3 3.<Romanino*2 54. Il Ve- 
ronefe. 308. Francefco da Ponte. 397. 
Cbiefe di Bergamo. 

S. Agoftino. Andrea Preuitale. 123. 

S. Aleflandro Lorenzo Lotto. i25*HRomanino. 254. 

S.Andrea il Moretto. 249. 

S. Bartolameo Lorenzo Lotto. 1 2 6. 

S. Bernardino Lorenzo Lotto. \z6. 

Cathedrale . Andrea Preuitale. 123. Gio.Battifta Morone. 1 3 r . 

S. Francefco Gio. Battirta Morone. 131. Francefco Terzi. 132. 
V Aueraria. 1 3 3 -Il Moretto. 249. Francefco da Ponte. 397. 

Giesù: Battifta Cartello. 132. 

S.Gottardo il Cariano. 130. 

Santa Grata Lorenzo Lotto. 1 26. 

S. Maria Maggiore . Francefco da Ponte. 397. 

Bernardino Licino pittore, e fue opere. 116. 

Bernardino Blaceo pittore. 117. 

Bernardino Muranefe pittore, e fue opere. 2 2 . 

Bernardo Giunti, vedi Giunti . 

Bertoldo dal Reno inuentor della Bombarda. 2 . 

Biade da chi ritrouate. 2 . 

Biagio Lomb.eccellente miniatore lodato. 1 1 2 .Ha del Pordenone.i 1 1. 

Girolamo da Treuigi. 2 1 4. 

Bombarda da chi ritrouata. 2. 

Bonifacio Venetiano pittore. 269.Difcepolodel Palma vecchio, & 
imitator di Titiano. ibid. Sue opere in Murano, ibid. in Venetia. 
269. Sua eccellente fatica. 2 71. Opere particolari. 2 7 2. 27 3. Pittu- 
ra Angolare. 2 73. Trionfi del Petrarca rapprefentati.273. E feg. 
fue pitture particolari. 278. Morte. 2 80. 

Bonuicino . Vedi Alefsandro Bonnicino . 

Bordone. Vedi Paris Bordone. 

Brefcia lodata. 245. 

Brefcia, e Territorio : Il Bonuicino. 14,6. E feg. Il Bafsano* 3 79. 1 Fra- 
telli Rofa. 256. Lattando Gambera.260. 

Cbiefe di Bre/da . 
SvAfra:Carlo Caliari. 342. Paolo Canari. 308. 
Francefco da Ponte. 397, 

b » S. Alefsan- 



*r<tuola delle co fé Notatiti*, 

S. Afcfsandrp : li Romanino. 2 5 j. 
S . Barnaba: Girolamo Sauoldo. 25 f. 

Cannine: Il Foppa. 2 4 5 . Il Ferramola. 245. 
S. Clemente: Il Bonuicino. 24.7. 
S. Domenico: Il Bomanino. 252.. Califtoda Lodi. 254, 
Duomo: Il Bonuicino. 246* 
S-. Eufemia: Il Bonuicino. 2 48. Il Gambero. 261 . 
S. Fallitine : Il Romanino. 2 52.IiGanibera. 261. 
S. Franceico : Il Bonuicino. 248. 11 Romanino. 25 2.. 

Caligo de Lodi. 2 54. Girolamo Sauoldo.2 55. 

Pietro Rofa. 256. 
Il Giesù; Il Banana. 3 79. 

S. Giouanni : Il Bonuicino. 2 47. II Romanino. 253. 
S. Lorenzo: Il Camberà. 260. 

Madona de' Miracoli: Il Bonuicino. 2 47. 

Madonna delle Gratie : Il Bonuicino. 24S. Pietro Rofa. 25&V 
S. Maria Cakaria: Il Bonuicino. 248» Calino de Lodi. 254.- 
S-. Na2aro;Titiano.i5p. 

Palazzo publico: Titiancr. 1 59. 1 RofaFratellL 25^. 
S'. Pietro? e Paolo : Il Moretti. 24 6. 
S. Pietro Olmeto: Il Foppa. 1 45 * . 

Bronzo. Il fonderlo da chi inuentato. 2. " , 

Buonconfìgli . VediGiouanni Buonconfigh. 
Bufo .Vedi Aurelio Bufo . 



C Cadmo inuentor-delle Lettere, s, 
Cadore. Vedi Pteue di Cadore . - "> 1 

Calace Pittore, e fua eccellenza. 9. • 
Calicle Pittore in che cofa valerle. 9. 
Calipfo Pittrice. 1 1 . 

-Calilto da Lodi pittore , e fue opere. 2 5 4. E j 5 a 
Calinri: ha di Paolo Calian. 329. 
Callimaco ritratto dal naturale daPaneo. 5. 
Campagnola . Vedi ©omuiico Campagnola • 

€anotio. Vedi Lorenzo Canouo. 

~ Caria»». 



Tattofa delle co fé Notabili . 

Cariano . VediGiouanni Cariano . 

Carlo Caliari pittore r e fue opere. 3 3 9. Efeq.fu-a morte in età gioiU' 
mie- 343. 

Carlo Criuelli pittóre,^ fue opere;' 19: 

Carlo V. ritratto da Titiano quanto il viuo. 15 3 .di che fi gloriaifo . 
187. Lo fa Caualierer e Conte Palatino. 163. 165. Quanto lo fH- 
tnatìe.ibid. 

Carlo Vrbino pit!ore,e fue opere. 402. -Studiolo della fimmetria.e del- 
la prolpettiua.ib. Sue pitture in Pania. 10. In Crematoi-. 403. 404, 

Carmane Pittore. 5. 

Carpaccio. Vedi Vittore Carpacio. 

Cartaginefi adcrauano Cielo, 3. 

Cartigiano del Ballano. 385. 

Gattello, vedi Battuta Cartello . 

Caltelnuouo: Lorenzo Lotto. ì 24. 

Caftel Franco contende di efler Patria di Giorgione. jf. Sua oper*- 
nella Parrocchiale. 78; 

Caltità, e fuo trionfo rapprefentato da Bonifacio. 274. 

Cataio luogo del Pàdouano defcritto. 353. Dipinto dal Zelotti. ibid. 
E feg. 

Catena: vedi Vicenzo Catena . 

Caterina Cornara Regina di Ciprò,rittrata da Giorgione. 8 1. Dai Ca- 
liari. 34i.Da Titiano. 137. 

Gattello dipinto da Apdle. 7 .Da Nealce. 8. 

Cefifodoro Pittore: 5. 

Geneda:dèl Pordenone. 98. di Andre&Prettitale. 124. 

Di Nadalino da Murano. 202. 

Cerere inuentrice delle Biade. 2 . 

Chioggia: del Ballano. 3 88. Di Francefco da Pónte. 3 98. 

Cbriitoforo Or-fetti; ha del Palma Vecchio, del Pordenone; di Bonifa*- 
cio. 273. 

Chriftoforo Suarz pittore difcepolo di Titiano. 204, 

Chriftoforo Parmefe pittòrère fue opere.' 60. 

Chriftoforo Rofa pittore, e fuè opere. 255. 

Cidia Pittore, e fue opere; 9. 

Cielo Padre di Saturno . 3 . Adorato dagli Ateniefi. fi 
Cim one Clone© aggionge pertettione alla pittura. 5 .- 
Cine giro ritratto dal naturale da Pane©. 5* • 

Ciprii 



Tauola delle cofe Notabili. . 

Cipri j adorauano Venere. 3 , 

Cittadella del. Badano: 375. 

Ciuerchio vedi Vicenzo Cmerchio . 

Ciuidal di Belluno Pomponio Amalteo . 115. Paris Bordone, zìki 

Paolo Caliari. 3 03. Carlo Caliati. 3 41. Il Badano. 38$. 
Guizzano vicino à Trento del Badano. 384.385. 
Cleante Pittore. 5. 

Cleofante Corinto> di che inuentore nella pittura. 5. 
Cleone Pittore, io. 
Clefide Pittore, e fue opere. 1 r. 
Colalti da S. Saluadore . Dello Schiauone, 237. 
Cologna ; Di Carlo Caliari. 342. 
Colon quali vfati dagli Antichi. 89* 
Comedia 5 e fuo inuentore. 2 . 
Coneglianoj Vedi Gio. Battifta da Conegliano . 
Conegliano del Pordenone. 99. 
Coufaluo Ferrante ritratto da Giorgione. 8 r. 
Coltantinopohj Pitture diGentile. 40. 41 . 

Cornuti dipinti dal Veronefe. 300. 301.FamofickgliAntichi.3020- 
Cornelio Pino pittore. 1 1 . 
Craterio Pittore. 1 1. 

Crema Lodata. 40 1 . Pittori Cremafchi. ibid. 
Crema hi di Paris Bordone. 212. Califto daLodi.255 .Vicenzo Cì- 

uerchio. 401 . Carlo Vrbino. 402. 403 . 404. Aurelio Bufo. 406,, 
Cremonahi di Giorgione. 87. Del Pordenone. 1 05 . 
Cretenfii adoratori di Gioue. 3 . 
Ctefìdemo. io. 
Ctefiloco. io. 
Curiofità dannofa. 263 . 

D 

DAmiano Mazza pittorce fue opere. 202. 203. 
Dante Aligeri à Venetia, e fuoiverfi. 17. 
Dario ritratto dal naturale da Paneo. 5. 
Dedalo inuentor dell'Arte Fabrile. 2. 
Dei quali tenuti dagli Antichi. 2 . Vari) adorati da diuerfi , 3 » 
Delfo Tempio di ©jana dipinto da Pohgnoto. 5 . 

Demo- 



Tamia delle co/e Notabili, 



Democratia come rapprefentata dal Zelotti. 354. 

Diana , Vedi Benedetto Diana . 

Dibutade inuentor della plaftica. 4. 

Dina Pittore. 5. 

Dionifodoro Colofonio pittore. 5 . 

Dipeno inuentor dello /colpire ne' marmi. 2 . 

Difcordia come rapprefentata dal Zelotti. 3 54. 357. 

Difegnocòmerapprefentato. 192. 

Diuinità, e fuo trionfo efpreflb da Bonifacio. 2 77. 

Domenici . Vedi Francefco Domenici . 

Domenico Campagnola pittore, e fue opere. 75. 

San Domenico, fuo ritratto in S. Marco. 1 3 . 

Donato Pittore* e fue opere. 1 9. 20. 



ECchionePittore.7. & 8p. 
Egiti; ritrouatori della Geometria. 2. Si credono inuentoti del- 
la Pittura. 3 . Adoratori d'Ifide, e di Ofiride. 3 . 

Elena dipinta da Zeufi. 5. 

Elementi come rapprefentati dal Baflano. 3 87. 

Emo à Fanzolo nel Triuigiano . Il Veronefe. 2 8<J. 

Emulatione quado fia degna di lode.47.Stimolo à grandi imprefe. 2 5 i 

Emulio pittore. 1 1 . 

Endùnione inuentor del corfo della Luna. 2. 

Enia Pittore. 11. 

Ennio Poeta, e pittore. 12. 

Eolo inuentor della vela , e dell'origine de' venti.*» 

Erigono Pittore. 1 1. 

Efengrenio Pittore guafta vn'opera eccellente. 185. Senfale di pittu- 
re. 203. 

E Godo inuentor della Poelìa. 2. 

Efter come rapprefentata dal Veronefe. 3 z6. 3 27. 

Ethiopi primi nati al Mondo. 3 . inuentori delle ftatue , e de' Sepolchri. 
ibi4. 

Eudoropittore.il, 

Euenere 



Totuold delie co fé Hot abili: 

Etienore pittore. 5. :l 

Eufranorc pittore, in che lòfle eccellente, 9. 

Eumaro Atheniefe,che inuentaffe ìuella Pittura. $ . Sue opere. ibicL 

Eupompo pittore. 6. . . 

Eufenida pittore. 6. 

Eutichide pittore. 1 r- 

F 

FAbio pittore, 12. 
Fabrile Arte da chi ritrouata. 2. 
Falerione pletore. 1 1. 
Fama, e fuo trionfo rapprese ntato da Bonifatio. 275.* 
Fama come rapprefentata dal Zelotti. 356. 
Fanzolo nel Triuigiano , il Verouefe. 2 85. 
Fatica come rapprefentata . 1 9 3 . 
Fauno adorato da Latini. 3. . 
Fauole varie dipinte da Giorgione. 79. 80, 
Feltre: del Baflano.3 8 5 . 
Fenici inuentori dei numeri. 2. 
Eerramola. Vedi Fiorauante Feriamola .. 
Ferrara, di Titiauo. .1 4 : . 1 8 8. 
Fiandra. VediAnuerfa. 
Figolino . Vedi G10. Battifta Figolino . 
F1lifcapittore.11. 

Filoclc Egittrio vn de' primi delineatori. 5. 
Filofofia da chi ìnuèntata. 2 . 
Fiorauante Ferramola pittore, e fue opere. 245,. 
Fiorenza. Titiano. «78. Paris Bodone. 212. 
Fiorenza quando in efla fi rmouafle la Pittura. I %• 
Flauti da chi rirrouati. 2,. 
Flore. Vedi Iacobello Flore. 
Fforiani . Vedi Francefco Floriani , 
Fondaco de' Tedefchi rinouato. 8 1 . Dipinta vna parte da Giorgione. 

8 x . L'altra parte da Titiano- 8 1 . Vn giro di cuoi doro di Carlo Ca- 

liari. 3 4 ?. . Titiano. 1 $ 8. Di Paolo Veronefe. 328. 
Loppa . Vedi Vicenzo Foppa . 
Fortuna come rapprefentata dallo Schiauone. 2 34, Opinioni varie di 

quella, a 3 5.. 

Fofcari 






Tavola delle co fé Notabili. 

Fofcari . Vedi Fofcari nelle famiglie di Venetia. 

San Francefco, fuo ritratto in San Marco. 1 3 . 

Francefco Beccaruzzi pittore, e fue opere. 2 1 7. 2 1 8 . 

Francefco Bergoncio Iodato.2 zq.Hì di Titiano. 1 S 2 .Di Giofeppe Por- 
tai 24. Di Carlo Caliari.343 . Del Baffano : e d'altri. 3 88. Del Palma 
Vecchio. ibid. Di Perin del Vagaàbid. 

Francefco Biflblo pittore. 6 3 . A 

Francefco Dominici pittore, e me opere. 217. 

Francefco da Ponte da Banano figliuolo di Iacopo. 393. Sua manie- 
ra piaciuta ibid. Prime fue opere ibid. Nel Palagio Ducale- 3 94. Sti- 
mato da pittori ibid. Aiutato dal Padre. 395. Dipinge per Merca- 
tanti. 3 97. Molte fue opere terminate da Leandro fuo Fratello.3 99, 
E fua Sepoltura. 399. 400. 

Francefco Fioritimi pittore, e fue opere. 1 17. 

Francefco Saluiati pittore. 221. 

Francefco Santa Croce pittore. 62. 

Francefco Squarcione pittore. 67. Scorre la Grecia , e l'Italia, ibid. Sue 
Mogli, e Figliuoli, ibid Suoi Scolari. 68. Opere poche , e perche, 
ibid. Vifitato da Prelati. 68. Mortele Sepoltura,e fuo ritratto.ibid. 

Francefco Terzi pittore, e fue opere. 1 3 2. 

Francefco Vecdlio pittore. 199. Prima dedito allamilitia. 199. Sue 
opere, ibid. 

Francia. Vedi Parigi. 

Frilo Pittore. 5. 

Friuli, efuoipittori.^.efegue. Varie pitture del Pordenone ne' fuoì 
Villaggi. 97. ioi> 

Fumicelli . Vedi Ludouico Fumicelli . 

Fuoco il trarlo dalle Selci , da chi ritrouato. 2 . 



G 

GAbiro adorato da Macedoni. 3. 
Gabrielle Caliari pictore,e me opere.33 ? ,e feg-Dà fine i mol- 
te opere principiate dai Padre. ?.}o. 
Gabrielle Calian Padre di Paolo S cui tore. 2 8 j . 
Gambeta • Vedi Lattando Gambera . 
Gamberatopittore, e fua difperatione. 203. 

e Ga- 



Tauola delle cofe Notabili. 

Gafp aro Nenie fa pittore, e fue opere. 117.' 

Genntflìo Liberale pittore, e lue opere. 115.- 

Genous ha di Giorgione. 83. Del Pordenone. 106. Di Titiano. 1 79. ' • 
Del Veronefe. 3 08 . Di Paris Bordone. 212. 

Gentile Bellino pittore, e fue opere. 39. Efeg. à Cònftantinójpolij 
Quanto riufciflè grato àMaumetto. 40^1. Lo crea Canali ere; ri- 
tornai Venetia^i. Stipendiato dal Senato l ibidem fua morto. 

45 
Gentile da Fabriano pittore, e fueopere.23. Sua fama. ibid. ritorna 

ricco alla Patria, ibid. 

Geometria dac hi inuentata. 2. 

Germania ha diCarlo Caliari. 3 40* 

Giafoneinuen tordella Nane. 2. 

Gige Lidio primo pittore. 4. 

Gioachino Abbate quando fiorilTe. 13. Opere fatte fare da lui ne Ila : 

Chiefa di S. Marco, ibid. 
Giorgione Pittore, 60, 

Giorgione Pittore , e fue opere. 77 . e. feg. Diuerfì luoghi contendono 
d'eflergli Patria. 77. 78. Difcepolo di Gio. Bellino. 78. Lauorain 
Cartel Franco , eviritrà fefteflb. 78. Ritorna a Venetia. 79. Dipin- 
ge la facciata della fua Cafa , Se altre. molte. ibid.Dipinge molte fa- 
uole d'Ouidio . ibid. Varij Perfonaggi da elfo Ritratti. 80. 81. Lor- 
dato di approiììmarfi al naturale. 81. Varie opere fue doglio. 81. e 
fegue. Suamortce lodi.88. 89. Imitato da Titiano. 137. i38.Efu- 
perato.i$8. 

Gio. Antonio Regillo detto Licinio da Pordenone fua vita > & opere. 
95. e fegue. Sua Patria. 96. SuaCafata. ibid. Perche da lui mutata, 
ibid. SuoiMaeftri. 96. Pitture della. Patria, e fua prima opera. 97. 
Sue opere varie ne' villagi del Friuli. 97.E ior. InTreuigi. 98. Ce- 
neda. ibid. Vdine. 100. Veneria.102. e fegue. Cremona. 105. Man- 
toua. 1 06. Genoua. ibid. Piacenza, ibid . Di nuouo à Venetia. 107. 
Sue inuentioni pertefler arrazzi.. 107.108- A Ferrara. 1 11. Muore., 
e.fua Sepultura. 1 1 2. Suoi coiaimi. 113. 

Gio» Battifta Aueraria pittore, e fue opere. 133. 

Gio. Battifta Cima da Conegliano pittore, e fue opere. 59. 60 , 

Gio. Battifta Fais hàdiBartoiameo Viuarino. 22. 

Gio. Battifta Graflo pittore. 116. 

Gio. Battifta Figohno pittore, e fue opere. 93 - 

Gio. 



Tavola delle co fé Notabili . 

Gio. Battifta Morene d'Albino pittore. 131. Lodato da Titiano ne'ri 
tratti.ibid. Sua Patna, e Mae ero. ibid. Eccellente ne ' ritratti. iòici 
Sue opere in Bergomo. 131.Venet1a.4b1d. Sua morte. 132. 
Giouanni Bellino pittore, e lue opere. 47. E feg. fiia lode. 47. Appren- 
de il modo di dipingere a oglio da Antonello da Mifiena. 48. Suo 
arciriciO) per apprenderlo. 49. Sue varie opere. 49. e feg. amico del- 
l' Arioito. 5 7. Muore. 58.Suonomefamofo.1bid.SuoiScolari.59.60, 
Giouanni Buonconfigli pittore, e Tue opere. 2 5. 
Giouanni Cariano pittore, e fue opere. 130. 
Giouanni Gottemburgoinuentore della Stampa, z. 
. Giouanni Manfuetti pittore, e fue opere. < 2 . 

Giouanni Reinit : hd di Titiano. 1 8 1. 1 82. Di Lamberto. 205. Di An- 
drea Schiauone.232. Di Bonifacio. 2 73. Del Veronefe. 325. 
Giouanni Viuarino pittore, e fue opere.z 1 .Sepolto in S . Aponale.ibid. 
Girolamo Amalteo pittore, e fue opere. 116. 
Girolamo da Treuigi pittore , e fue opere. 2 14. 2 15. In Treuigi.ibid. 

Venetia. ibid. Bologna. 215. Trento, ibid. 
Girolamo di Titiano, e fue opere. .2 04. 

Girolamo Mudano pittore. 265. Difcepolo dèi Romanino. ibid. Suo 
opere in Roma è nello ftato.ibid. e fegue . Sue qualità. 167.E Mor- 
te, ibid. 
Gkolamo Padouano Eccellente Miniatore. 73 . 
Girolamo Romanino pittore. 2 5 2. Emulo del Moretto, ibid. Sue ope- 
re in Brefcia. ibid. Sue varie opere. 2 5 4. In altri luoghi lodato dagli 
Artefici, ibid. 
Girolamo S. Croce pittore, e fue opere. 6i. 
Girolamo Sauoldo pittore , e fue opere. 255. 
Girolamo Schiauone difcepolo dello Squarcione. 68. 
Gioue adorato da Crerenfi. 3 . 

Giouio perche non facefle mentione d'uno nelle fue hiftorie. 250. 
GiouitaBrefciano pittore Difcepolo del Gambera , e fue opere. 264. 
Giofeppe Caliari hd varie pitture del Veronefe. 319. 330.33 1. De' 
Fratelli Caliari. 342. e. 345. Di Benedetto Caliari. 3 45. Del Baf- 
fano. 388. 
Giofeppe Porta detto il Saluiati pittore. 221. Pafla da Roma a Venetia 
ibid. Opere fatteui. ibid. e feg. in Roma. 2 2 3 . Di nuouo a Venetia. 
ibid. Vifìtato da Titiano, edalSanfouino.225. Muore, ibid. 
Giujfto Pittore, e fue opere. 67. 

x z Greci 



Tauola delie coje ì$ota 

Greci risonatori delfhiftcria. 2. Si vantano eflerinucntori della Poe- 
fi a. 3 . Primi Lauoratori di Mofaico. 11.13. Vfo d'alcuni di loro cir- 
ca i Figliuoli. Ì28. 

di altieri Padouano. 74. 

Gì lariento Padouano pittore. 17.61. Sue opere > e maniera di dipinge- 
re. 1 7- Opere fue fmarrite. 1 8. 

K 

HAbrone Pittore. 1 1 . 
Hcraclide Pittore. 1 o. 
Higiemonte, che aggiungerle alla pittura. 5; 
Hiftoria da chi inuentata. 2 . Coinè (ì rapprefenti. 192. 
Homero: fette Città contendono d' effergli Patria, 77. 
Horedachintrouate. 2. . 

Huomini per la ragione fuperrori à tutte le cole 1 . quali adorati per Dei 
dagli Antichi. 2. Perchenon tutti dotti. 95. Nafcono infelici. 255?. 
Qual fia il loro folieuo. ibid. 



IAcobello Flore , e -fue pitture. 18. Nell'officio del Proprio, ibid. 
Nella Carità. 1 8". Etaitre Chiefe.i 9. Suo Sepolcro. 1 9. Suoi Di- 
fcepoli. ibid. 
Iacopo Bellino pittore , e (uè opere. 34. 635. Errore del Vafari circa_» 

le fue pitture. 36. 
Iacopo Montagna pittore. 60. 73 . Difcepoio di Gio. Bellino. 73 . Sue 

opete. ibid. 
Iacopo' Palila il vecchio pittore. 1 1 9. Sua lode. ibid. Sua Patria. 1 1 9. 
Sue prime opere. 120. In Venetia. ibid. Nella fua Patria. 121. Vi- 
cenza, ibid. Sue conditioni. 122. Morte. 123. 
Iacopo Palma il gioitine quello diceiìe del Veronefe. 298- DiFrance- 

fcoda Ponte. 394. 
Jacopo Pighetti ha diTiriano. 1 Sa. Dei Ballano. 583. 
Iacopo Ponte ha di Paris Bordone. 213. Dd Battano. 3 88. 
Iacopo Ponte da Baffano pittore .373. Inuentcre della fua ma- 
niera, ibid. Eccellente nel dipingere gli animali, ibid. Sua Patria^, 
e parenti. 3 74. Difcepoio di Bonifacio, ibid. Ritorna à Bailano.375 . 

Sue 



Tauola delle co fé Notabili . 

Sueopere varie in Cittadella, ibid. In Banano, ibid. Nel Vicentino, 
e Triuigiano. 3 76.-Quadri abbruggiati. ibid. Nel Baffanefe. 3 77. A 
Vicenza. 3 78. In Venetia. ibid. Brefcia. 3 79. Varie opere cauato 
dalla Scrittura. 379. e fegue. Arcadi Noe comprata da Titiano. 
399. Varie Parabole. 383. Pitture nelle Indie. 386. Le Stagioni. ìb. 
Sua infelicità. 3 86. Pitture ratte à Frencipi. 3 87. Presentato dal Du- 
ca Alfonfo. 389. Sua habitatione.ibid. Si diletta di Mufìca. ibid. 
Muore. ibid. SuaSepoltura. 39.". 
Iacopo Tintcretto pittore. 155. Sito detto circa Titiano. ibid. Circa_> 
Andrea Schiauone.. 128, Il qua;: è vinto da lui in vna concorrenza-. 

2 3 3. • 
Ih Pittore*. 

Imagini,e loro Antichità, donde fi raccolga. 3.4. Quali debbano effe-- 

re. 141. 334. 
Imperatori chedipinfero.i 2. 
Inghilterra ha del Pordenone. 1 11. Titiano. 175. 177. Natalino da 

Murano.202. Di Bonifacio. 273. Girolamo daTre1rigi.sr5.DeHd 

Schiauone. 234. 238. Del Ballano. 383. 3 87. Del Veronefe. 321. 
Innocenza come rapprefentata dallo Schiauone. 235. 
Inuenton di varie cofe. 2. 

Inuidiaconie rapprefentata dal Zeiotti. 3 54. & 353. 357. 
Irene Pittrice. 11. 
Ifide, Se Olìride antichi Dei degli Egitti). 3. Adorati da loro. Ibid* 

ereflero vn Tempio d Gioue,& ad altri Dei. 4. 
Inba Rè de' Mauritani da loro adorato per Dio . 3 0. 



LAbeone Pittore. 12. 
LalaCizena Pittrice infigne, e fue opere. 12. 
Lamberto Pittore, e fue opere. 2 04. 
Lancilao Pittore. 73. 
Latini adoratori di Fauno. 3 . 

Lattantio Gambera pittore. 2 59. Si diletta ci difegnare.26o.Difce- 
polo di Antonio Cam pò pittore C remo nèfe. 260. Va in pratica col 
Romanino- ibid. Sue opere in Brefcia. ;6o. 261.263. ì' 1 Parma, 
ibid. Sue varie cofe à frefeo. aói.Indefefib nella fatica. 262. Lauo- • 
raindiuerfeCittà.ibid. Sue qualità, 263. Morte. 264. 

Lattan- 



Tamia delle co fé Notàbili , 

Lattantio da Rimini pittore. 60. 

LazzaroSebaftiam oitcore,e Aie opere. 32. 

Lecce,hà di Paolo Veronefe.3 17. 

Leggi da cruimientate. 2. 

Lemni adoratori di Volcano. 3 . 

Leon BattiPca Alberti dà regole del dipingere. 89* 

Leone alato Simbolo di S. Marco. 2 o. 

Leone Pittore. 1 1. 

Leoni di S. Lorenzo hanno di Giorgione. 83 . 

Leontifco Pittore. 2 . 

Lettere da chi inuentate. 2 . 

Lino innentor della rilofofìa. 2. 

Lira da chi mnentara. 2 . 

Liuio Andronico inuentor della Tragedia. 2. 

Lodouico Arioiio amico di Titiano. 1 4 5. Lo loda. ibid. E da lui ritrat- 
to, ibid. 

Lodouico Fumicelli pittore , e Tue opere, a 16- 

Lomazzo dà Regole del dipingere. 89. 

Lombardia quando rìorifce. 1 1 9. 

Londra . Vedi Inghilterra . 

Loni.ro Cartello del Vicentino,hà del Moretto. 249. 

Lorenzino Pittore, e me opere. 203. 

Lorenzo Lotto pittore Bergamafco. 1 27. E fue opere in Bergomo.ibid, 
Treuigi. 128. Venetia. ibid. A' Loretto. 129. Sua morte. 130. 

Lotto.Vedi I orenzo Lotto . 

Luca Città, e fue infegne. 3 5 6. 3 5 7. 

Lucio Manilio pittore .12. 

Luigi Benetello pittore, e fua morte. 74. 

Luigi Viuarino pittore, e fue opere. 20. 

Lmia, e fuo corfo da chi ritrouato. a . 



M 

MAcedoni adoratori di Gabiro. 3. 
Manfueti . VediGiouanniManfueti, 
Mantegna. Vedi Andrea Mantegna. 
Mantoua il Mantegna. 70, Pordenone. 106. Il Veronefe. 320. Chiefa 

della 



Tauota delle co fé Notabili . 

d'ella Vittoria il Mantegna. 71 . S. Andrea. Il Mantegna. 7 r . S.Fran- 
cefco il Mantegna.7 1 . Duomo: il Veronefe. 285. 

Marco Antonio Romiti lodato. 3 691 Del Zelotti. ibid. 

Marco Bafaiti pittore, e fue opere. 2 4. 

Marco Ludio pittore. 11. 

Marco Zoppo pittore, e difcepolo dello Squarcione. 68- 

Marconi . Vedi Rocco Marconi . 

Marmi : Lo fcolpir in en*i da chi ritrouato. 3 . 

Maroitica: il Baflano. 3 7<5. 3 85. 

Marfia inuentor de i Flauti. 2 '. 

Mafiera nel Triuigiano: il Veronefe. 289. 

Matteo Pozzo pittore Difcepolo dello Squarcione. <J8. 

Maumetto,2. Imperator de' Turchi ritrato del Bellino, & altre pit-" 
ture. 40. 41. ' 

Mauritani qual Dio adoraffero. 3. 

Mazorbo:il Veronefe. 3 1 7. 

Mecopane Pittore, e fue opere, io. 

Medicina da chi inuentata. 2. 

Melantio Pittore. 89. 

Mele da chi ritrouato. 2 . ■ 

Menandro inuentor della Comedia. 2. 

Mercurio inuentor della Rettorica, e della Lira- 20 - 

Mercurio Trimegifto inuentor delle hore.2. 

Mefi rapprefentati dal Baffano. 387. 

Me (tre Rocco Marconi. 2 \6. 

Metrodoro Pittore, io.- 

Michel Angelo Scultore , va a Venetia per vedere vn'operadel Porde- 
none. 1 02 . Suo giuditio fopra vna figura di Titiano. 160. 

M icone Pittore, j. 

Milano:Paris Bordone. 212. 

S, Manadelle Gratie:di Titiano. 1 59. 

Milciade ritratto dal naturale da Paneo. 5. 

Minerua inuetrice dell'oliua , da chi adorata. 3 . Suo Scudo colorito da 
Paneo. 5. 

Mitra adorato da Perfiani. 3 . ■ 

Modena: del Veronefe. 320. 

Monarchia come rapprefentata dal Zelotti. 355.3 f6„ 

Monocromati quali pittori detti. 5 . 

Minerua 



limola delle co fé Notabili. 

Monfelice:il Moretti. 250. 
Montagna . Vedi Bartolameo Montagna . 
Montagnardi: di Carlo Caliari. 542. Dei Veronefe. 502.. 
Moretti . Vedi Alefl'andro Moretti . 
Morone. VediGio. Battifta Morone . 
Morte, e 1110 Trionfo cfpreflo da Bonifacio. 274. 
Mofaico antichiffitno nella Chiefa di S. Marco. 12. Quando princi- 
piafle.12 .Vane opere di quello prima della fondatione di Venetia.i 3. 
Murano :il Zelotti. 352. 

■Cbieje di Murano . 

S.Pietro Martire : Andrea da Murano. 20. Bartolameo Viuarino. 2 1.„ 
Francefco Biffalo 63. Il Porta. 223. Il Veronefe. 308. 

Gli Angeli «Giouanni Bellino. $4 Francefco Santa Croce. 62. Il Por- 
denone. loy.Titiano. 154. Il Porta.223. Il Veronefe. 3 16. 

S.MichielerGipuanni Bellino. 50. IlConegliano.59. 

Santa Chiara: Il Conegliano. 5 9. Bonifacio. 269* 

S.Giacopo: il Veronefe. 316. 

Mufeo inuentore deila Filofofia. 2. 

Muficadachiinucutata. 2. 

N 



NAdalino da Murano pittore, e fue opere . 2 02 \ 
Nafij adoratori di Bacco. 3. 
Nane da chi inuentata.2 . 
Nealce Pittore. 8. Et r 1. 
Nerone Imperatore pittore. 1 2 . 
NicearcoPittore.il. 

Nicia Pittore, e fue opere. 9. ~ 

Nicofane pittore. 8. 

Nicolò Craifo lodato. t75.HàdiGiorgione.84.DiTitiano. 175:. Del 

Veronefe. 324. 
Nicolò Pizzolo pittore discepolo dello Squarcione. 6S. Sua opera in.. 

Padoua. 69. 

Nico- 



Tauola delle co/e ì$otMi\ 

Nicolo Renieri pittore lodato. 146. Ha l'Ariofto ritratto da Titiano» 

145.DelBafiano.383.385. 
Nicomaco Pittore. 8. Et 89. 
Numeri da chi ritrouati. 2 . 

O 

OBizzi, e fuo Palagio dipinto dalZelotti. 3'53'.efeguei'Hifto* 
rie della loro famiglia. . 
Occafione come rapprefèutata dallo fteflb. 362, 
Olanda , Vedi Amfterdamo . 
Olimpia Pittrice. 12» 
Olmo da chi ritrouato. 2 . 
Orano Vecelho pittore, e fue opere» *oo. Fatto naturai di Spagna»., 

101. Sua morte, ibid. 
Orfeo inuentore della Poefia 2 . 

Oriago : ha di Francefeo Vecellio. 1 99. Del Veronefe. 310. 
Oro , e fuo potere. 250. 
S. Orfola, e fua vita dipintada Vittore Carpaccio nel fuo Oràtorio.2 B. - 

e 29. 
Ofiride inuentor dell' Aratro. 2. Adorato dagli Egiti j. 3 . Cognomina- 
to Diomiìo. 4. 

P 

PAce come dipinta dalZelotti. 361, 
Paccuuio Poetale pittore. 1 2. 
Padoua come rapprefentata dal Zelotti. 357. 
Padoua>&padouano;ilMantegna.57. Et altri pittori Padouaui.ibid,' 
Titiano. 180. Il Zelotti. 166. Bonifacio. 272. 

ChicfediTadma, 

S. Antonio di Pàdoua : ilMantegna. 69. Lo Squarcionc.óS.Titianp* 

Eremitani: di Ginfto. c>7,Il Mantegna. 69. Il Fumicelli. 217. 

S. Francefeo: lo Squarcione. 68 . Il Veronefe. 3 04. 

S. Gio. Fattiff a vicino al Duomo di Giufto. 67. 

S. Giouanni di Malta; il Veronefe. 304. 

S. Giuitina; il Mantegna. 69, li Veronefe. 303.ICaliari.341» 

è Santa 



Tauola delle cofe Notabili . 



Santa Maria in Vanzo: Lamberto. 205.ItBaflano.384, - 

Santa Soffia: Il Mantegna.68. 

Spirito Santo: il Mantegna. 70. 

Palma Vecchio* vedi Iacopo Palma.' - 

Panfilo pittore, d. Sue opere. 7. 

Pane inuentor della.fiflola. 2. • 

Paneo Fratello di Fidia ilprimo, cheritraffe i volti dal naturale. 5Y 

Pantere animali calidiffimi date à Bacco. 141. 

Paolo Caliari Veronefe pittore. 283. Ottiene il primiero intento deli- 
Arte. 2 84. Sua Patria. ibid.E.Genitori..285rDifcepplo del Badile» 
285. Ha tutte le conditionidel Pittore. 285. Sue prime opere, ibid. 
A' Mantoua»2 8 5 . Nel Vicentino.2 8<£.Nel Triuigiano.ibid. Et 3 03 . 
A Venetia. 287. Sue opere in San SebaftianoribidìPetle quali vieti 
lodato. 288. Alla Soranza. .2 89. A Madera. ibid. Nel Palagio Duca- 
le. 250.312. 3 13. Nella Libraria di S. Marco. 291. Onde gli è do- 
nata vna Catena d'oro. 2 93 . Opera celebre in Verona. 293. Singo- 
lare faticainSan Sebaftiano. 294. Sene vìa Roma. 297. Ritorna 
à Veneriate iauora nella Sala del Configlio di dieci.ibid;InSan Seba- 
stiano. 2 98.0peremerauigliofamente difpiegate. 299. Fa quattro 
tele di Conuiti tutti mirabili. 300. 3 01. In Padoua. 3 03. Vicenza. 
304. Verona. 305. 305. Opere particolari di. Verona. 305. Varie è 
vaghe inuentioni. 307. Brefcia. 3o8;Bergomo. ibid. Genoua.ibid. 
Venetia . ibid. e fegue. Mantiene il Decorosi 2 ~Marauigliola_i 
Tauola in S. Caterina. 314. Ofleruationi ne' componimenti, ibid. 
In Murano. 3 08.31 5. Sue pitture nellaSala del Collegio. 3 17. 3 18» 
Nella Sala del Confeglio.2 90.3 1 3 .3 19. Pitture fatte à Prencipi.3 2 o. 
3 2 1. e fegue . Opere infìgne da liii dipinte. 3 2 8. e fegue « Sua ef- 
fìgie. 331. Studia fopralecarte del Durero>e dal Parmegiano. 331. 
Accrefce bellezze alla Natura.ib.. Concorrente del Tintoretto. 332. 
Nume della Pittura. 33 2 .Sue opere ritrattei e date alle Stampe.ibido 
Sue- qualità . 333.Aiiuanza molte ricchezze. 3 3 4. Rifiuta l'inuito 
del Re di Spagna. 334. Celebrato dal Zuccari. ibid,. Suoi detu. ibid. 
Morte>e Sepoltura. 335. 3 3 6. Varie lodi. 337. 338. 

Paolo del Sera.-hàdi Giorgione.18 r.Di Titiano.82.DeI Veronefe.3 25. 

Parigi:hà del Palma Vecchio. 1 2 j . Di Paris Bordone. 2 1 2 .Dello Scbia- 
uone.2 3 8 .Del Veronefe. 3 2 1. 

Paris Bordone pittore. 2 09.Patria > egenitori feg. ibid.Difcepolodi 
Titiano» ibid. Sue opere in Tréuigi. 209. e feg. Venetia. z 1 o. Co- 

mendato 



!Tauola delle coje Notabili . 

mendato ne" ritratti. 214. Sua Morce> e Sepoltura. «14, 

Parma: Lattando Gambara. 260. 

Parrafio pittore. Lode, &c opere celebri. 6. 

Paufia pittore, e me opere. 9. 

Pellegrino da S. Daniello pittore , e fue opere. 96. 

Penacthi . Vedi Pietro Maria Penacchi . 

Pergamo opere di Apolidoro. 5. 

Perfeo pittore. 9. Scritte della Pittura, ibid. 

Piacenza del Pordenone. 1 06. 

Pieue di Cadore Patria di Titiano . 136. sue Opere in quella. 1^6. 
^137. 

Pireico pittore in che eccellente. 9. 

Piro Calcidenfe (limato inuentore del dipingere. 4. 

Pittore : primi Delineatori quali foffero. 5. Colori vfati dagli Antichi 
Pittori. 89. Perche pochi valorofi nel dipingere. 95. Di chéhabbia 
bifogno perriiifcire famofo vn pittore. 349. 

Detti di Titiano circa il pittore. 189. Quanto fia difficile il ritrouarnej> 
vno eccellente. -3 09. Molti più (limati dopo la Morte t che in Vita. 
227. Conditioni del pittore quali. 285. Che fi deue ofleruare nelle 
architetture,e nelle profpettiue.i 95 . Con che fine debba peregrina- 
re. 297. Sua infelicità. 3 85. 
, Pittura,e fua eccellenza, e fuoivarij encomij. 3. E 171. Suoi inuento- 
-riincontefa. 3. Modo della di lei inuentione. 4. Rinafce in' Vene- 
tia. 12. 1 3 . 1 4. E fi perfettiona. 1 7. Nelle vetriate quando incomin- 
ciata. 22. Troua gratia fino appretto d Barbari .40.41. Da_j 
chi,e come fi douerebbe effercitare. 44; Vfo del dipingere doglio da 

- chi portato d Venetia. 48. Quanto fi auuaiuaTe al tempo di Gior- 
gione. 77. Couditioni per farla. 95. Come fi auuanzattein Titiano. 
135. Rende famofe , e frequentate le.Cittd doue fi efercita. 1 40. Si 
confà molto con la Poefia. 145. Sua bellezza in che confida. 175. 
A chi afpetti la fua cognitione. 230. Da chi inuentata. 4. Lodata^* 
283. 284. Quando fi apprenda. 3 89. 390. 

Plaftica da chi inuentata. 2. 

Poefia da chi ritrouata. 2. 

Poefia,e pittura fi confano. 145. Come fi rapprefenti. 191. 

Polidoro Venetiano pittore, e fue opere. 205 . 

-Polignoto riputato inuentore del Dipingere. 4. Di che veramente "for- 
fè inuentore. 5 . Sue opere, ibid. 

d 2 Pom- 




Tatiola delle cofe Notabili.* 

Pomponio Àmalteo pittore,e Tue opere. 1 1-5. 

Pordenone . Vedi Gio. Antonio Regillo . 

Pordenone:del Pordenone. 99. 100. 

Porti à Tiene nel Vicentino ; del Veronefe.28<£. 

Praga : del Baflano. 587. 

Primauera come ritratta dal Baflano. 3 $6. 

Protogene , e fue opere. 8 . Lodato daApelle. 8. Stimato da Demetrio* 

ibid. 
Prudenza come rapprefentata dal Zelotti. 361. 
Pfiche } e Tua Fauola come dipinta, e diuifa da Giorgione. 84. 
Punitione come dipinta dal Zelotti. 364. 

Virino adorato da Romani. 3 . 
Quinto Pedio pittore. 1 2. 
Quirino Secretano lodato. 1 2 0. Ha di Iacopo Palma ibid» 

RAdamanto inuentore delle Leggi. 2. 
Ragione quanto gran danno nell'Huomo. 1.5 1* 
Recanati: di Lorenzo Lotto. 128. 

Reco inuentore di fondere il Bronzo. 2 . 

Religione.come rapprefentata dal Zelotti. 3 5 8. 

Rettorica da chi ihuentata. 2. 

Ritratti , che conditioiu debbano hauere» 131. Il Moronein quelli ec» 
celienti. 1 3 1 . Il Baflano. 388. 

Ritratti del naturale da chi primieramente fatti. 5* 

Rocco Marconi pktore 3 efue opere.» 1 6. 

JR.odi,.& opere in eflo di Parrafio. 6. Di Protogine. 8.. 

Rodiani adoratori del Sole» 3. 

Roma nel Tempio di Pompeo , tauoladi-Polignoto.5.NeI Tempio 
della Pace di Timante..6. Di Protogene.8. Tempio della Concordia 
di Parrano. 6. Opere di Nifihìe, 9. Di Paufia. ibid. Di Nicia. 9. 

RomaIodata.187.HaMelMantegna.70.DiGiorgione.87.Titiano.1tfo. 

178. Di Girolamo Mutiano.255 . e fegue. Del Veronefe. 320.321,» 
Del Baflano. 3 8 7. Di Francefco da Ponte. 3 9$. 

Romani 



Téttola delle co/e Notabili,* 



Romani adorano Quirino. 3 . 

Romanino . Vedi Girolamo Romanino. 

Romiti . Vedi Marco Antonio Romiti . 

Rondinello da Rauenna pittore. 60. 

Rofa . Vedi Chriftoforo, Stefano, e Pietro Rofa . 



S Abini adoranano Sabo. 3 . 
Sabo Progenitore de' Sabini, 3. Adorato da efli. j • 
Saluiati . Vedi Giofeppe Porta. 22 1 . 
-- Santa Croce Pittore . Vedi Girolamo Santa Croce . 
Santo Zago pittore, e fue opere. 206. Difcepolo di Titiano. ibid. Buoa 

coloritore d frefco. ibid. Su a più ftimata opera, ibid. 
Sardanapalo come rapprefentato dallo Schiauone. ajtf. 
Satiro detto Anapouemene. 8. Dipinto daProtogine.8. Da Ariil^ 

pò. 9. 
Sauoia: ha di Paris Bordone, 212. 

Scultura ne' Marmi , da chi ritronata. 2* Come fi rapprefenti. 1 ox. 
Scrittori quanto yaglianoà render chiari gli huomini. 24. 
Sebaftiano Seccante pittore, e fue opere. 117. 
Baftiane Ilo pittore. 1 (5. 
Seccantepittore . Vedi Sebaftian Seccante . 
Sem ir am is edificarti ce di Babilonia. 4. Fece dipingete Varie CofeneS 

terzo giro di quella. 4. 
Sfera da chiinuentata. 2. 
Siciani^e loro Leggi- 7. 
SimonePittore.ix. 
•Simonide Pittore. 1 1. 
Sole adorato da Rodiani. 3 . 

Spineda: Vittore Carpaccio. 31. Vittore Bèllinianoi Su 
Squarcione . Vedi Francefco Squarcione . 
Stampa, e fuoinuentore. 2. 
Stefano dall' Arzere pittore. 74. Sue opere, ibid. 
Stefano Rofa pittore, e fue opere. 255.256. 
•Stri: Benedetto Caliarì. 344. 
•Studiofifoggetti.à molte infirmiti, e perche. HjXoMprimoaunan» 

zoquaJfia.$6 

Taurifco 



Tauoìa delle co fé Notabili . 



TTaurifco pittore, ti. 
TalefaneSicionio pittore. 5. 
Tempo, e fuo Trionfo rapprefentato da Bonifacio. %ì]6. 

Teodoro pittore. 1 1 . 

Teodoro di Samia inventore di fonderli Bronzi. 2* 

Teone pittore. 11. 

Terimaco pittore. 7. 

Terzi. Vedi Francefco Terzi. 

Tiene nel Vicentino . Del Veronefe. 2 86 

Tifi inuentore della Naue. 2. 

Timagora pittore 5 . 

Timante pittore fue lodi, & opere. 6, 

Timarete Pittrice. 1 1 . 

Timomaco pittore, e fne opere. 1 o. 

Tinelli quel dicerìe di Titiano. 1 5 o. 

Tintoretto .Vedi Iacopo Tintoretto « 

Tifaferne ritratto da Paneo. 5. 

Titiano Pittore. 60. 

Titiano Vecellio pittore. 13 5. quanto fi aunanzafle in lui la Pitturalo 
ibid» Sua Patria. l ì 6 - Suoi coftumi nella fanciullezza ibid. Difce- 
polo del Bellino, ibid. Sue prime opere. 137. Emulo di Giorgione. 
ibid. E lo fupera. 13 8. Sue opere in Venetia. 139. Vicenza, ibid. 
Padoua- ibid. Rende famofe le Città nelle quali ha dipinto. 1 40. Sua 
opera Miracolofa. 1 4 r . A Ferrara , & opere iui fatte. 141.6 feguc» . 
Quanto caro a quel Duca, & amico dell'Ariofto. i45*Lqdato dal 
medefimo, ibid. Che per ciò lo ritratte, ibid. Viene in Venetia in_. 
flretta fortuna. 146. Sue mirabili figure. 146. 147. Molti ritratti di 
Dogi.147.148. Suatauola celebratiuìma in S.Giouanni,e Paolo. 1 50. 
15 i.Diuerfi ritratti fatti à particolari. 152.15?. Chiamato à Bolo- 
gna fa il ritratto di Carlo V. 1 5 3 . Onde ne reftò molto honorato. 
154. Ritorna à Venetia altre fue opere. 1 5 4. Manda vna tauola all- 
Imperadore. 1 5 4. Lodato effe , e fue opere da Partenio. 152.153. 
155. 157.1 58.1 74. Lauora in Mantoua. 150^. In Vrbino. ibid. A 
Venetia. 15 7. Vari; ritratti. 158. In Treuigi. 159. Verona, ibid. 
Brefcia. ibid. Milano, ibid. fua fama. 1 60. A Roma» e le opere , che 



Tauola delie co fé Notabili . 

vi fa. i5o.Iniftampa di Raffaello Sadeler. i 6 1. Rifiuta m'officio in ' 
Romaibid. Se ne va à Carlo V. e fa il fuo ritratto.ida . Onde è crea- 
to Caualiere, e conte Palatino, ibid. e feg.Diuenta famigliare del- 
rimperadore.165. Opere peri* Rè di Spagna. 168. Altre pitturo 
per l'ifteflb molto celebri. 170. La Maddalena lodata dal Marino. 
1 yi.L'inuia al Rè Cattolico. 171* Altre opere per il medefìmo . 
1 72. Li manda la Cena di nofko Signore, con vna Lettera. 1 72. Ri- 
tratti più famofi. 1 74. di Dame illuftri. 1 7 5 . Sue opere per partico- 
lari. 177. Lodato dal Cafa. 1 76. Da Bernardo Tafio. 1 77. Dal Mari- 
no. 1 8 1 . Sue opere intagliate in rame. 1 83. In legno.ibid.Varij car- 
toni. 18 3. Molte opere" fafciate imperfette. 186. Vifitato da popoli 
ikàhieri. i87.DavnRè. 188. Da molti Prencipi, 1 88. Amato da_. 
Grandi. 188. Suoi famigliari. 188. Sue qualità. 189. Morte* e fepol- 
tùra. 1 90. Ordine dell'efequie, che fi doueuano farer 1 9 i. e feg. fua l 
accortezza circa i Scolari. 2 o5. 

Torcetto • il Veronefe. 3 1 6« 

Tragediaj e fuo ritronatore. 2. " 

Trento : Girolamo da Treuigi. 2 1 5. ' 

Treuigij eTriuigiano. 60. Lorenzo Lotto. 128. Titiano. 155. Paris 
Bordone. 209. Ludouico Fumicelli. 2 16. Il Beccaruzzi. 217. il Baf- 
fano. 375. 378.IlVeronefe.286. 303*Francefco da Ponte- 397. ' 
Cbiefe ATreuigi . 

S. Agoftino;di Carlo Caliari; 342. Del Veronefe. 3 03. ' 

Cafa Auogara . Antonello da Medina. 48. 

S. Bartolameo: di Carlo Caliari. 342 . 

Duomo :Titiano. 15 9. Paris Bordone.aic tflPenacchi.2i4-HDomi- 
nici.'ai7. 

S. Francefco: Luigi Viuarinca o. Giouanni Manfueti.3 3 . Paris Bordo' 
ne. 2 10» 

S. Girolamo: Paris Bordone, a 1 o." 

S. Maria Maddalena: il Veronefe. 303. 

Monte della Pietà: di Giorgione. 78. 

S. Nicolò-, Antonello da Meflìna. 48. Rocco Marconi, xi $. Francefco 
da Ponte. 397, 

Ogni Santitdi Carlo Caliari. 3 4a. Paris Bordone.a 1 o.Del Baffano. 385» 

Padri Riformati : Lorenzo Lotto. 1 a 8 . 

San Paolo: del Baffano. 385. 
Semiti: Il Fumicelli. ai<5 

Cafa 



Tmok delie eofe Nudili' 

CafaTiretta: di Paris Bordone. 209, 

SanTomafo:ilVeronefe. 303, 

San Tonifto: di Cario Caliari. 342. 

Vefcouado : di Benedetto Caliari. £44. 

San Vicenzo : di Paris Bordone, aio. 

San Vito: di Francesco da Pónte. 3 97. 

Turino: del Veronefe. 3 a o.Di Francefco da Ponte» 3 p8. 

Turpilio pittore. 1 a» 

V-' 

V Alari di quali Pittori fcriuale vite. 13. e 238. Errore nella vi- 
ta di Titiano. 1 3 7. 1 5 o. itfo. Che ilima faceflè dello Sebia- 
uone.238. Suo eoftume. ibid. 

Vdine:hà di Pellegrino das.Daniello.96.Del Pordenone. ib.Di Pompo- 
nio Amalteo. 1 1 5 .Di Girolamo Amalreo. 1 16. Del Seccante. 1 1 7. 
DelFloriaui. 117. 

VeccIliQ . Vedi Titiano Vecellio . 

Vela da chiinuentata. a. 

Venere adorata da Cipri j. 3. Dipinta da Apelle. 7. Pere he detta Ana- 
diomène, ibid. 

Venetia in efla fi rinoua la Pittura. 1 3 . Sua dignità come rapprefentata 
dal Veronefe. 312. Suo Dominio come rapprefentato dal Zelotti. 
363. Lodata. -187. 188. 

Cbiefe di Venetia, One (otto diuerfe Titturr. 

S.Andrea : Cala dipinta dallo Scbiauone. 230. Nella Chiefa: il Vero- 
nefe. 311. 

S.Antonio : Vittore Carpaccio. 31. Iacopo Palma Vecchio j il Gioui- 
ne. 1 20. Bonifacio Veuetiano. 271 . 

S.Àpponale: Antonio Viirarino. 2 1 . Andrea Schiauone. a 3 iv 

Ss. Apoftoli: Benedetto Diana. 24. Carlo? e Gabrielle Cahari.3 40. 

S. Barnaba: Santo Zago. 206. 

S. Cantiano : Giouanni Manfueti .33. 

Cappuccini: Giouanm Bellino. 54. Paolo, e Figlinoli Caliari. 340. 

Carità: Carlo Caliari. 3 42. Scola della Carità, Iacobello Flore. 18. 
Giouanni, & Antonio Viuarino. 2 1, Giouanni Bellino. 49. Il Co* 
ragliano. 5 9' Titiano. 137; 

Carmini : Benedetto Diana. 24.U Coaegliano.60. Uparmefc.60.II: 
Lotto. 12 8. Lo Schiauone. 232; 

So Caftan© 



T suola àtìle co fé Notabili . 

S. Cadano Antonello daMeflina.48. Il Palma Vecchio, 1 2 r. 

S. Caterina: Titiano. 1 37. II Veronefe. 314.- 

S. Maria Celefte: Paris Bordone, aio. 

Corpo di Chriito: Iacobello Flore, 1 o. Lazzaro Sebaitiani. 3 z . France- 
sco Saluiati. 221. 

Crocecchieri:Il Coneglìano- 59. Lattando da Rhnirfi.óo.Titiaiìo. 1 8 j.- 
LoSchiauone. 232.. Bonifacio. 272. Il Veronefe. 293, 

S. Daniello: MarcoBafaki.a.}. 

S. Fantino: Santo Zago. 2 ce . 

Scola di San Fantino. Vedi la Lettera s. 

S.FelicerGentile da Fabriano. 2 3 . Giouanni Bellino. .1 8 . 

S. Folca; Vittore Carpaccio. 27^ 

S. Francefco dalla Vigna: lacobelloFlore'. 19. Giouanni -Bellino. 54,- 
II Santacroce. 62. Il Porta. 223. Il Veronefe. 31 o: 

Erari ; di Bartolameo Viuanno. 21. Giouanni Bellini". 54. Vicenzo 
Catena. 64. Bernardino Licinio. \\G. Titiano. 146. 147. Il Por- 
ta.2 2 3 . San Nicolò de' Frati : Titiano. 1 5 5 . 11 Veronefe- 3 1 7. 1 Ca- 
liari. 341. Scola di San Francefco>il Pordenone. 107- 

S. Giminiano : Batto lanieo Viuarino. 22. Bernardino Muranefe. 22 * 
Giouanni Bellino. 48. Il Veronefe. 312. 

S, Iacopo dall'Orio : Giouanni" Buoncon figli. 2 5 -, Il Veronefe . 3 1 r« 
Francefco da Ponte. 3 94. 

S.Giobbe.-MarcoBafaiti. 24. Vittore Carpaccio. 31. Giouanni Belli- 
no. 49. Paris Bordone- 212. 

S. Giorgio degli Schiauoni : Vittor Carpaccio. 3 o: 

S. Giouanni Euangcliftaje fua Scola. Vedi la Lettera s,- 

S. Giou. in oglio detto nuouo: Girol. di Titiano. 2 04. Schiauone. 230, 

S. Giouanni de' Forlani: Giouanni Bellino. %o. 

S. Giouanni, e Paolo : Iacobello Flore. 1 9. Luigi Viuarino.io. Barto- 
lameo Viuarino. 21 .2 2. Giouanni Buonconfigli. 2 5 . Giouanni Bel- 
lino. 48. Il Santa Croce. 62. Lorenzo Lotto. 128. Titiano. 150.185, 
Lorenzino. 203. Santo Zago. zcó. Rocco Marconi. 2 1 6. Bonifa- 
cio, a 72 . Il Veronefe. 300. 

S. Giouanni in Bragora : Bartolameo Viuarino.21. Vittore Carpac- 
cio. 31. Il Conegliano. 59. Paris Bordone. 210. 

S. Giouanni Grifoftomo: Giouanni Bellino. 54. 

San Giouanni di Rialtoril Pordenone. 105. Titiano. ib. e j 5 4. Bonifa- 
cio Venetiano. 273, 

e S. Giro- 



Tamia delle cofe Notabili . 

S.Girolamo ; delConegliano-óo. Di Gio. Bellino. 48. Nella Scola di 
eflb S.Gio. Bellino.48 -Vittore Carpaccio. 28. Luigi Viuarino. 20. 

S.Giuli ano : Gentile da Fabriano. 23. Gentile Bel lino. 44. Giouanni 
Bellino. 48. Antonello da. Medina. 48. Il Santa Croce. 6z. Il Vero- - 
nefe. 3 11. 

S. Giofeppe-.il Veronefe. 315. 

L'Humiltà: del Ballano. 378. Il Veronefe. 295 

Incurabili : il Porta. 2 2 2 . Il Veronefe. 311. 

S. Leone detto S. Lio:Titiano. 185. 

S.Lucca: il Veronefe. 315. 

S. Marco: Gentile Bellino. 44. 

Scola di S. Marco. Vedila Lettera s. 

S. Marceliano:DiTitiano. 141. 

S. Maria Nuoua: di Titiano. 185. Rocco Marconi, a \6. 

S. Maria de' Miracoli; Giouanni Bellino. 49. Il Penacchi. 2 14. 

S. Maria Formofa: Bartolameo Viuarino. 21. Palma Vecchio. 12C 

S . Maria Giubenico: il Porta. 222. 

S. Maria della Celeftia. Vedi Celeftia. 

S. Maria Mater Domini ; Vicenzo Catena. 64. Palma Vecchio. 121» 
Emanuello difcepolo di Titiano. 205. 

S. Maria dall'Horto : Gentile Bellino. 44- Giouanni Bellino. 5 6. IlCo- 
negliano. 59. Il Pordenone. 1 07. Il Palma Vecchio. 121. De i Rofa 
Fratelli. 256. Dei Caliari nella. Scola de' Mercatanti. 341. 

S. Maria de Crociferi , Vedi Crocechieri . 

S. Maria Maggiore: Giouanni Bellino- 56. Palma Vecchio. 1 21. Titia- 
no. 149. Arcadi Noè. del Ballano. 379. .Bonifacio-s 72. Il Verone- 
fe. 3 16. Il Ballano. 386. 

S. Marina: Paris Bordone. 2 io. Lo Shiauone. 237. 

S.Marta:Giouanni,& Antonio Viuarini. 21. 

S. Mauritio: il Veronefe. 290. 

S. Moife: Palma Vecchio. 119. Giofeppe Porta. 222» 

S. Nicolò de' Frari: Carlo Caliari. 3 41 . 

S. Nicolò del Lido: i Caliari. 341. 

Ogni Santi: il Veronefe. 3 1 5. 

S. Orfola oratorio: Vittor Carpaccio. 28. 

S. Pantaleone-.i Viuarini. 21. Il Veronefe. 311. 328. 

S. Paolo: Giofeppe Porta. 221. Il Veronefe, 3 1 it 

S.Pietro di Cartello. 3 2 8. 

S. Roccoi 






Tanola delle co fé Notabili . 

S.Rocco:il Pordenone. 102. Capitellodi Tifano. I4r. 

S. Saluadore: Lazzaro Sebaltiani. 3 2.GiouanniBellino. 54. Titiano-, 
1 8 5. Francefco Vecellio. r 99. Girolamo da Trenini. 2 1 4. 

Scola di s. Gionanni: Benedetto Diana. 24. Vittore Carpaccio. 27. 
Lazzaro Sebastiani. 3 2 . Giotianni Manfueti. 3 2 .Iacopo Bellino. 34. 
3 5 . Gentile Bellino. 43 . Titiano. 185. 

Scola di s. Marco: Giouanni Manfneti. 3 3 . Gentile Bellino. 43 . Vittor 
felliniano. 61 . Paris Bordone. 211. 

S. SebalHano appretto s. Lorenzo . Carlo Criuelli. 1 9. 

S. Sebaftiano . DeiCaliari. 341. Titiano. 175. Lo Schiauone. 23 1, 
Bonifacio. 2 72. Il Veronefe. 2 87. 288.294. 298.6300. 

I Semi : Benedetto Diana, j 4. Il Porta. 222. Bonifacio. 2 7 1 . Il Vero- 
nefe .301.311. Aleflandro Varotari. 311. 

S. Silueftro : del Palma Vecchio, r 2 1 . Damiano Mazza. 203 . Il Vero- 
nefe. 302. 

Soccorfo: dei Caliari. 341 . 

S. Soffia:FrancefcodaPonte.394.Del Veronefe. ji r.Doue per erro- 
re fi è detto s. Felice , 

Spedaletto cioè Hofpitale di s. Giou. e Paolo:di Damiano Mazza. 2 03 „ 

S. Stefano : Viuarini. 21. Giorgio Venetiano. 2 2. Vittore Carpaccio. 
3 1. Giouanni Bellino. 5 5. Il Pordenone. 103. Palma Vecchio. 120, 

La Trinità: il s. Croce. 6i. 

S. Vitale : Vittore Carpaccio. 30. 

S. Vito:i Caliari. 341. 

Famiglie > e Cafe di VenetìA . 

Antelmi hanno Pitture di Girolamo Sauoldo. 2 5 5. 

Barbarighi di s. Polo: di Gentile Bellino. 4 5 . Del Palma Vecchio 4 i 22. 
Di Titiano. 181. Di Bonifacio.278.a79-Di Francefco da Ponte.3 98* 

Cappello fopra il Canal Grande: del Veronefe. 3 08. 

Contarmi: di Titiano. 180. 

Contarmi à s- Samuello.del Battano. 3 80. Di Francefco da Ponte. 3 98, 

Cornari.'à 1 s. Caffano:del Veronefe. 323. 

Comari a s Mauntio: di Giouanni Bellino. 5 6. De i Caliari. 341 . 

Craflb: ha di Giorgione. 84. Di Titiano. 175. 

Delfini à s. Saluadore: dello Schiauone. 237. 

Donati à s. Maria Formofa: di Damiano Mazza. 2 03 . Santo s & Zago. 
206. 

Erizzi q. SerenifiimO} hanno di Bonifacio. 271, 

e 2 Fo- 



Tauola delle coje ì&otMi . 

FofcarialMoranzano:delZelotti. 3 55. 36 j. 

Fofcari à s. Simon Picciolo: del Gambara. 261. 

Fofcarini.dalCarmine;dello Schiauone. 237, 

Bernardo Giunti, hora in Firenze , ha di Bartolameo Viuarino. 2 2 • Di 
GiouanniBellino.55.Del Mantegna.72.DelPordenone.i 1 i.DiTi- 
tiano. 182. Di Polidoro Venetiano. 205. Di Paris Bordone. 2 1^, 
di Rocco Marconi. 216. Del Baflano.383. Di Bonifacio. 2 7 3. Dei 
Veronefe. 324. 

Giuftinianiàs. Mofe; del Veronefe. 323. 

Gradenigo; di Polidoro Venetiano. 205 . Dello Schiauone. 238. 

Grimani à s. Marcuola:di Gentile Bellino, 45. 

Giouanni Bellino. 56. Giorgione.84. Titiano.i 39. Del VerORefe.323» 

Grimani a' s. Maria Formofa; delBarTano. 382. 

Grimani ài Semi vna Facciata dipinta da Giorgione. 81. DiTitiano. 
180. 

Gufibni, ha di Giorgione. 84. DiTitiano. 180. DiNadalinoda Mura- 
no. 202 . Di Girolamo di Titiano. 204. Dello Schiauone. 232. Del 
Badano. 3 8 1 . Di Girolamo Sauoldo. 255. Del Veronefe. 3 2 3 .. 

Landò: di Giouanni Bellino. <,6. Di Titiano. 174. 

Loredano : Gio. FrancefcoLoredano lodato. 2 79 Ha di Bonifacio.ib. 

Loredano da s. Stefano : di Gio. Bellino. 56. Lei Porta. 222. 224. 

Malipiero:di Giorgione. 83. 

Melchiori Piouano di s. Fofca : ha di Carlo Caliari.. 3 43 , Del Verone- 
fe. 324. 

Michele; dello Schiauone. 238. 

Michele da s. Angelo; del Veronefe .323. 

Mocenichi à s. Samuello: di Benedetto Caliari.344,345. diPaoloCa- 
liari. 323. 

Moro fini; Francefco.Procuratore: di Gio. Bellino. 5$. Di Nadalino da 
Murano. 202. 

Morofini à s. Cantiano: del Veronefe . 3 io. 

Nani alla Giudecca: del Veronefe. 326. 

Nauagieri alla Pietà: del Pordenone. 1 1 1. Di Bonifacio. 2 7,*. 

Otthoboni: del Veronefe. 324. 

Pifani à s. Paterniano: del Palma Vecchio. 1 2 2, 

Pi f ani: del Veronefe. 322. 

Pefaro: del Veronefe. 32». 

li a s. Seuero , Leggi Bcnzoni; Andrea Schiauone.» s u 

Romiti: 



Tauola delle cofi Notabili . 

Homiti : del Zclotti. 3 6 9. 

Ruzzi™ hanno di Giorgione. 84. Del Pordenone- 1 n. Di Titiano. 1 So. 

Di Nadalino da Miujipo. 2 oz. Di Polidoro Venetiano. 20$. Dello 

Schiauone. 13.2. 233 Hai Bonifacio. 272. 
Salamone: diGiouanni Bellino. 56. 
Soranzi às. Luigi: dello Schiauone. 237. 
Soranzi da s. Polo > Facciata dellaloro Cafa dipinta da Giorgione. 70. 

Del Porta. 22 (. 
Triuifano à Murano : Del Veronefe. 3^8. 
Valieri à s. Giobbe: dis. Zago. 2aS. 
Vendramino: diGiorgone. 83 . 
Viariis. Benedetto: del Pordenone. 101. 
Vidmani : di Giorgione. 8o.Pahna Vecchio. 122. Titiano. 182. Paris 

Bordone. 213. Dello Schiauone. 238. Del Veronefe. 325 Dei Baf- 

fàno. 388. 
Zeni ài Crocechieri : di Giouanni Bellino. %6. Di Andrea Schiauone 

. nelle Cafe de' Zeni. 23.0. 
Zeni, cioè Vicenzo Zeno , ha del Pordenone, n 1. Di Paris Bordono» 

313. Di Bonifacio. 273. 

Jfole dì FcntticL, 

la Certofa: Marco Bafaiti. 24. 

S. Chriftoforo: il Ballano. 378. 

S. Elena -. Donato Venetiano. 20. Il Palma Vecchio. 1 >o- 

S- Giorgio in Alga: il Conegliauo. 59. 

S. Giorgio Maggiore: Rocco Marconi. 1 1 6 II Veronefe. 300. 

Giudecca :in s. Giouanni : il Conegliano. jp. In s. Eufemia .• Bartola- 

meoViuarino.21. 
S. Cofmo: Giouanni Buonconfigli. 2 5.. 
Cappuccini: Giouanni Bellino- j+. Francefco da Ponte. 398. 
S. Iacopo: 1 Cahari. 240. E 

Citelle: Francefco da Ponte. 3 94. 
S. Spirito: Titiano. 137-157. Giofeppe Porta. 222. 

Offici» e Magiflratidi renetta. 

Auogaria; Donato Venetiano. ao, Giouanni Bellino* 48. 

~~ ■ ~ ~ Biade: 



T 'amia delle cojè Notàbili. 

Biade: Il Veronefe. 302. 

Camera degli Impreftidi: Bonifacio- 271. 

Cinque Sauij; Bonifacio. 271. » 

Configlio di Dieci: del Veronefe. 291. 297- ilZelotti. 353. 

Gouernatori all'entrate: Bonifacio. 269. 

Libraria di s. Marco: Il Zelotti. 352.Ilrorta.222.Lo Schiauone- 
Bonifacio. 272. Il Veronefe. 291. 

Officio del Proprio: Iacobello Flore. 1 8. 

Officio del Sale: Bonifacio. 270. 

Chiefetta a canto al Pregadi:VicenzoCatena.54. 

Sala vecchia del Doge . il Porta. 224. 

Sala del Confeglio , e dello Scrutinio : Gnariento. 1 7. Luigi Viuarmo 
2 o. Gentile da Fabriano. 2 3 . Vittore Pifanello. 2 3 . Vittore Carpac- 
cio. 2 8. Gentile Bellino. 39.40.Gionanni Bellino. 50. Il Pordeno- 
ne. io5.Titiano. 140. 148 II Veronefe- 290. 3 11. 3 1^.319 I Ca- 
liari. 340. 34 1 • Benedetto Caliari. 344. Francefco da Ponte. 394. 

Sala del Collegio- 1 Titiano. 147. 148- Il Veronefe. 3 17.0 fegue. 

Zecca: Bonifaccio. 2 7 2. Benedetto Diana. 24. 

Venti, e fua ragione, da chi ntrouata- 2. 

Verno come rapprefentato dal Ballano. 385. 

Verona,e Veronefe: il Mantegna.70. Titiano.i 59-1 79. Lo Schiauone. 
338. 

Cine fé t e famìglie di Verona , 

S. Anaftafia-Vittore Pifanello. 2 3 . 

S. Bernardino: il Badile. 285. il Caliari, 285. 

Chiefa della Giara- il Moretti. 249. • 

Duomo: Titiano- 159. 

S. Fermo: Vittore Pifanello. 2 3. Il Caliari. 285. 

S.Giorgio:il Moretti. 249. 11 Romanino. 254. llVeronefe. 305. 

S. Maria in Organo: il Mantegna. 70. 

I Mufelli : di Giouanni Bellino. 55. Di Giorgione. 87.TitianO.'I7p. 

Dello Schiauone. 238. Del Veronefe. 306. 
S. Nazaro.-il Badile. 2 8 5 . Il Veronefe. 2 93 . 
S. Paolo: il Veronefe. 3 06. 
Veronefe . Vedi Paolo Caliari . 
Vetriate quando fi cominciaflero a dipingere. 2.2* 
V ittore B elliniano Pittore, e fue opere. di. - 

Vittore 



Tauola delle co fé Notabili. 

Vittore Carpaccio pittore, e Tue opere. 2 7. e fegue . Lodato. 3 0. Sua,, 

morte. 31." 
Vittore Pifanello pittore, e fue opere. 2 3 . Lodato dagli Scrittori, ibid. 
Vicenza Lodata. 9 r. • 
Vicenza, e Vicentino : il Montagna. 91.91. Titiano. 139. II Moretti. 

249,11 Veronefe. 285. 304.. Il Zelotti. 3 50. Il Battano. 375. 378, 

Chiefe di Vicenza, . 

Badia di S. Felice : de i Montagna. 92. 

S.Bartolameo:de i Motagna.91.Del Figolino.93.Di Carlo Caliari.3 42 è - 

Carmine :dei Montagna. 92. • 

S. Coronaci GioiiannlBellino. 5 5 . De i Montagna.92 .Del Veronefe,- - 

305.DelZelotti. 35X. 
Corpus Domini: del Zelotti. 3 5 ra - 
S. Croce: del Baflano. 378. 
S. Eleuterio.-del Baflano. 3 j$. 
S. Fauftino: del Figolino. 93 . 
S.Francefco Monache-, del Figolino. 93^ 

Erati dai Zoccoli : dei Montagna. 92 . 

S. Lorenzo: dei Montagna. 92 * 

Madonna dal Monterei Veronefe. 305, • 

S. Michiele:dei Montagna. 92. 

S. Rocco: dei Montagna. 92- Del Zelotti. 3 ji. Del Baflano. 37S. 

Teatini: delPalma.vecchio. 121. 

S. Tomafo: Figolino. 93 =, - 

Vicenzo Catena pittore , e Tue opere. 64. Emulo di Giorgione . ibid- 

Suoi legati,Morte, e Sepoltura. 64. 65. 
Vicenzo Ciuerchio pittore, fua Patria. 401. Vale nell'architettura, & 

intaglio, ibid. Sue opere, ibid. 
Vicenzo Foppa pittore , e fue opere. 245 . 
Vienna : ha di Giouanni Bellino. 5 5. Di Titiano. 177. Del Veronefe. 

320. 
Vino da chi ritrouato. 2 i - 
Virtù, e fue lodi, e poflanza. 3 4. Dono del Cielo. 96. Come rapprefen- 

tatajdallo Schiauone. 235. Dal Zelotti. 3 8. 3 64. Suo mifero flato • 

240. 
Vita humana» come, figurata, da Giorgione. 8 1.8 2, Deferita da Lu- 

cretio ; 



Tauola delle cofe Notabili, 



eretio : dal Marini. 82 . 
Vittoria, come dipinta dal Zelotti. 357. \ 

Viuarino. Vedi Luigi 

Giouanni ~) v; . . 

Antonio £ Viuarini * 

Bartolameo 
Viuian Viuiani lodato. 3 i.Hà di VittorCarpaccio.31. Dello Schia- 

uone. 239, 
Vliflej e fuoi errori efprefiidal Pordenone. 108. 109. Quello fignifjr 

caflero. 1 io, n 1. 
Vrbino . Vedi Carlo Vrbino . . 
Vulcano adorato daLemni. 3 . 



Z Elotti . Vedi Battifta Zelotti . 
Zeufij e fue lodi. 5. Sue opere, ibid. Perche le ■dóHaffe.ibid. Sue. 
varie opere. 6. Sua Morte. 6. . 
Zoppo . Vedi Paolo Zoppo • . 



IlFÌM dtlkTattoU dtlU cofe Notabili». 




VITA 1 




LE VITE 

DEGLI 

ILLVSTRI PITTORI 

VENETI, E DELLO STATO, 

Befcrittcs 
DAL CAVALIE% CA%LO %WOLH. 



Parte Prima. 

E gli buomini d'eleuato ingegno non fi fof- 
fero affaticati in ritrouar quelle arti,e difci- 
pline, che feruono per lo ben viuere , e.per 
ornamento della vita ornile, con le quali 
ci diitinguiamo da' Bruti non folo , ma_, 
■che danno ancora inditio della diuinità 
dell'anima humana> dotata da Dio, oltre-» 
la ragione , d'habilità" alle inuentione di 
varie cofé , non ferebbeil Mondo , che vn nido di fiere , e d'ani- 
mati j. Pocorileuarebbe airhuomoilpoffedere le qualità comu- 
ni alle piante, & agli animali , che mancano di ragione, fé non 
dafle anco à vedere più fubhmi effetti del fuo intendimento col 

A pene- 




i Le Vite de Pittori 

penetrar' ne' fecreti della natura, e del Cielo, e col produrre mira- 
bili effetti con l'arte. Quindi è -, che furono adorati dagli Antichi 
per Dei quelli , cheiì auanzarono in alcuna eccellente difciplina > 
egliinuentori di molte cofe fpettanti all'vfo humano . Cererò > 
che ritrouò le biade; Minerua l'oliuo; Ofiride l'aratro; Bacco il vi- 
no ; Arifteo il mèle ; Giafone , e Tifi lanaue ; Eolo'la vela, eia ra- 
gione de' venti ; Cadmo le lettere , Radamanto le leggi ; Apollo 
ìa medicina; Acate il fuoco dalle felci: E toccando più pellegri- 
ne cofe; Anafimandro ritrouò la sfera; Endimioneil corfodella_j 
Luna ; Orfeo , & E fiodo la Poefia ; Mercurio la Rettorica , e la li- 
ra ; I Greci I'hiftoria ; gli Egitti j la Geometria ; Atlante l'Aftrolo- 
gia; i Fenici i numeri; Mercurio Trimegiftol'hore ;Mufeo, e 
Lino la filofofia; Dedalo l'arteìfabrile; Dipenò Io fc olpir ne' mar- 
mi; Dibutade la plaftica ; Reco, e Teodoro di Samia il fonder il 
bronzo, di cui fecero i fimolacri degli Dij . E tacendone i molti 
celebrati dagli fcrittori , Pane inuentòla fiftola; Marfiai flauti:; 
AnfionelaMufica;Menandro laComedia; Liuio Andronico la 
Tragedia; e finalmente Bertoldo del Reno la bombarda , e GiO- 
uanniGutemburgodiMagontiarvfo della ftampa-. 

Ma tra le inuentioni pellegrine , e tra quelle arti-, che han per 
fine l'imitare le opere del fourano Artefice Iddio , nelle quali im- 
prese i caratteri della diuina fua Onnipotenza, alcuna none, che 
foprauanziin eccellenza , e dignità la Pittura. Quella arreca coi* 
/fuoi colori vaghezza,à i fion,bellezza alle piante, gratia alle fiere* 
delitie al mare , gioi&al Cielo-, pompa alla terra ,.& ornamento al 
Mondo ; J'oro , l'Argento, i marmi , le gemme , & ogni metallo 
più pretiofo diuiene , quafhor da dotta mano vien ridotto fotto 
forma di vafe di fregio , di colonna , ò d'altro induftre lauoro : 
l'huomo parimente auanza bellezza , e perfezione della Sirnme- 
tria,e da colori, s'egli apparifee di maeftofa fronte , d'occhi vaia- 
ci, di graui ciglia j di guancie porporine , di vermiglie labra, di 
profilato nafo, di biondi capelli, fé con gratia forride , fé con gra- 
nita ilmuoue,e fé in lui corrifpondono le parti tutte con cgual mi- 
fura , e proportione ; eie ben compolte membra fono fegni d'vn- 
animafaggia, e d'eccellenti operationi; ed in fine la Pittura -è 
quell'Idea vniuerfale , che in fé racchiude le cofe tutte dell' vni- 
uerfo; e la forma altro non è , ch'vnraggio della diuina effenza 
diffufo nelle cofe create mediante che fi rendono più riguardeuo- 
li quegli oggetti à quali maggiormente le gratie lue comparte . 

E per- 



Del C. Adolfi. Parte L 3 

E perche auuiene , che i naturali corpi nella loro produttione , 
per la praua difpofitione. della materia.) rimanghino fpcflb di mol- 
ti difetti imprefll, quefto folo ofìitio , e dignità è conceduto alla 
Pittura di ridurli à quello flato primiero , che furono dall'eterno 
Facitore prodotti : e come difpenfiera della diuina gradar recar- 
gli i gradi della perfettione, e della bellezza . E lafciando gli en- 
comi dati alla Pitturatagli fcrittori(che diflero , ch'ella fìa vn'Iri- 
dc, che rafl'erenaogni- torbidamente; Vn Proteo, che prendo 
ogni fórma ; vn tipo delle opere, della Natura, & vn'efempio, che 
c'incamina alla gloria; e che qual Rofa tra' fiori , Diamante tri le 
gemme; Aquila tra gli Augelli, e Sole tri Pianeti fri le più belle 
virtù rifplende ) fauelliamo dell'antichità fua , di donde trarre- 
mo chiari, inditi; della di lei nobiltà , e veggiamo da quali deboli, 
e dirncoltofi principi; hauefle l'origine .•> e come dopò il corfodi 
molti fecoliperuenifle ad vna fublime grandezza , toccando bre- 
uemente le opere di quegli Autori ,. che negli antichi tempi le ac- 
crebbero alcuna degna qualità .. 

Diflero gli Egitti; , che migliaia d'anni prima , che la Pittura.., 
fofle efercitata da' Greci , fu da loro porta in vfo . I Greci.voglio- 
110, ch'ella hauefle il fuo principio in Sidone . Trimegiflo a flèr-- a d^ c kpfol 
ma, che fortifle conia Religione, che gli huomini per rendere 
i douuti honori agli Dei componeflero alcune humane forme, e 
fotto quelle velando ladiuinitàoftenfleroincenfì, econfecrafle- Herodotolib. 
ro i voti loro ..Herodoto antichiffimo fcrittore attribuisce l'inten- 1 '' 
tione delle imagini à medefìmi Egitti; , quali fecero i fimolacri 
d'Iride, e d'Ofiride loro antichi Regi, diGioue , Aminone, di 
Diana , e di Ercole ; e che conueniflèro in honore di Diana in Bu- 
bafte in Bufilinel Tempio d'Iride , inSamitaua, in Elipoli ,.in Bu- 
tinellefolennitàdiMinerua, del Sole, ediLatona , e per le fe- 
lle di Bacco in Papremia Città dell'Egitto, oue ne' loro facrifici; 
vecidèuano numero d'animali; panando il culto de' medefimi Dei 
ne' Greci,&in altri popoli,adorando^li Ateniefi Minerua ;i Cre- 
tenfiGioue; i Cipri; Venere; i Lemni Volcano ; iRodìani il Sole; 
i:Nafli; Bacco; i Macedoni Gabiro; gli Armeni Anaitide; i Perfia- 
ni Mitra, i Mauritani Iuba loro Rè; i Cartagine!! Cielo padre di 
Saturno; i Latini. Fauno; iSabini Sabo loro progenitore ; i Roma- 
ni Quirino , & altri popoli altre Deità . 

Riferifce parimente Diodoro , che gli Ethiopi creduti i primi l^, 
nati al Mondo iiHienufleroifepolcri , eleftatue, per honorare 

A z- iloro 



'4 Le Vite de' Pittori 



i loro Rè come Dei , e che lfìde ergeffe vn Tempio a Giotie > & £ 
hb.i. Giunone Tuoi Genitori , à Volcano a Verta, à Mercurio , a Satur- 
no, a Rea, ornandolo di ftatue , imponcilè leggi à popoli , e che 
con Ofìride cognominato Dionifìo, come già dicemmo, ritrouaf- 
fé varie cofegioueuoli all'human viuere. 

Aggionge inoltre, cheSemiramisnell'edificadonediBabilo- 
j i[>;i nia , nel terzo giro delle mura , che circondauano la Reggia ver 
l'Occidente , facefle dipingere varie forti d'ammali , ogni genere 
di caccia , la figura di fé (lena à caualio in atto di faettarVa Par- 
do, e Nino fuo marito vn Leone; e che nel recinto dell'altro Real 
Palagio di là dall'Eufrate riponeiTe figure di bronzo , ritratti di 
molti Capitani, di Nino, di le medefima , ediGioue detto Belo 
da' Babiloni ; e che nel mezzo della Città ergeife vn Tempio, nel- 
la cui fommità pofe le ftatue , parimente di Gioue, di Giunone» e 
di Ope . 

Habbiamo ancora nelle (acre carte , che partendo Giacobdi 
6enef.C''P-}i' Mefopotamia , regione de' Caldei, con la famiglia , Rachele vna 
delle mogli fuefuraiie gl'Idoli a Labanc fuo padre , di donde ba- 
fteuolmente raccoglieremo i'vfo dell' Jrnagini appo gli Antichi. 
Ma difeomamo del modo d all'in uentione . Alcuni diilero , 
Albert' lio. i. c he fi apparane il difegno da alcune imperfette figure , che fi veg- 
della Pitnira. gono tal'hora ne' marmi dalla natura ìmpreffe, altri da.'ìe nubi, e 
in, & altri, ru chi ìcrifle, che foiie originatoper virtù d Amore , che (ommini- 
r 1 *? 3 ? fi- ftraffe nella mente d'vna fanciulla tale fottigiiezza di formar con 
butarfe $roui- l me ^ li volto dell'Amante , che da lei allontanar doueuafì, dali- 
• E . J ;','/' C c ' ' ornDra ' che vide di quello impreifa nel muro mediante illumej 
ti. " re della lucerna, conferuando in quella guifa la di lui memoria. Vie- 
ne da al tri ancora attribuita l'inuentione del dipingere à Pirro, 
T J r ;:°- , Calcidese è figliuolo di Dedalo , & d Poiignoto . Ma alle narra- 

■SPl' tele. . . . .-~t»-- - . » 

Teofrafto. te opinioni > queita ancora aggiungiamo, che 1 huomo nel fuo 

principio, per naturale inclinatione , dei: aerando approlfimarfì 

a Dioin tutte quelle operatmni, che alla fola fua onnipotenza.» 

conuengouo, prendeflè anco ad imi ..die ..pere della nati*; 

ra,col> rmarl'ii iginideMecc>fe dell' Vuiuerfb. 

: Oohuengono n< ... o per lo più gli fcriicori , che la Pit- 

9'; Lìdio i )mbr-a.dgU'h.u<?mQ > ; e che GigeUdia Egittio 

vii... ■ rojcheconftUo^ò'carboaedintoEnaiidofeitremg 

bra fiumana formaffe alcune rozze figure ; e che da indi 

inpoig:» iniomimjailortigliaiKb l'ingegno j cuuidcflero le para 

fue 



DelC.%doljì. VarteL s 

iie j aggiungendoli! le ombre, i lumi, Sci colori . 

Tra' primi delineatori furono Filocle Egittio, Cleante ,' Ardi- Pjjwaflfa-jf 
:e Corintio , e Telefane Sicionio . Higiemonte , Dina , e Canna- 
le indi ricoperfero il riltretto delle linee formate con vn fol col o- Filock . 
e (ntrouato fecondo alcuni da Cleofante Corintio) onde (uro- ^f,""' 
io detti Monocromati . Eumaro Ateniefe fiì quello , che diftin- Telefane* 
eilmafchio dalla femina , e ritraffe ogni forte di figura . Sia- £j ! l fa Cmol " :c ' 
lanzò poi l'arte in Cimone Cionco, che diuerfificò ifembianti, Cannane, 
nueftigò le pieghe ne' panni , fece apparirle vene ne' corpi , diui- Sifonccroma- 
làndoli in varie politure » onde ne riportò maggiori pregi de' paf- ti detridaJ di- 
ati Pittori . Paneo fratello di Fidia , ni il primo, che ritraffe i voi- ^"^^ ,T ° 
a ài naturale, di Milciade , di Callimaco , di Cinegi.ro Capitani Emnaro. 
\teniefi, di Dario , ediTifafeme Perfìani nella battaglia da lui eJj^oIj»,!, 
ìipinta di Maratona , e colorì lo feudo di Mincrua fcolpita da Co- «S vana hifto- 
ote difcepolo di Fidia : ma più fi refe !a Pittura cofpicua in Bu- guiaico. 
arco , che fece la Guerra de' Magneti , della quale Candaule Rè 
;le' Lidi fece acquifto,contrapefandola con l'oro, circa l'Olimpia- 
; le dieciottefima di Romulo . 

Fiorì pofeia Timagora , che vinfe Pitia in certame ; Polignoto Plu1.lt3j.es. 
Tafio fu il primo, che apriffe la bocca alle figure , e che variafTe 1'- 
dee de' volti ; aggiunfe ornamentine' capelli delle donne , eie 
icoperfe di lucide vefti . Dipinf e il Tempio in Delfo , e fiì vna_> 
"iia taucla poftain Roma nel portico di Pompeo: & indi videro 
)ionifio Colofonico , e Micone . Nella nouantefima Olimpia- 
le furono in grido Aglaone , Ceiifodoro , Frilo , & Euenore pa- 
ìrc , e Maeftro di Parrafio : e nella nouantefima terza forti Apol- 
odoro di chiaro grido fri gli Ater.iefi, ch'efpreiìe le bellezze nelle 
igure , e per le cui mani fi refe gloriofo il pennello . Le opere fue 
•iii celebri , furono vn Sacerdote orante, St Aiace arfo dal folgore 
li Gioue , che il vide in Pergamo . 

Acquiliò pofeia fama di valorofo Zeufi di Eraclea nelI'OIim- 
iade nouantefima quinta perla naturale efpreffione dell' vue , al- Z£ ^ 
: quali volarono ingannati gli vecelli , e per le opere a chiaro 
{curo . Ritraile vn E lena, della quale ne traile molti danari , non 
asciandola vedere , che per certo prezzo, onde era detta da Gre- Eliaco ìib.gì 
i l'Eiena meretrice, per il guadagno, che ne focena il Pittore. Co- 
tui fece acquilo di molte ricchezze con l'arce fua , e per decoro , 
'onaua nell'Olimpia fcritto nel mantello à lettere d'oro il nome . 1 
iio ; e ftimando > che le opere non fé gli poteffero pagare 5> donò 

l'Ai- 



Le Vite di Pittori 



llb.14- 



AlWfQCliic- 



?ariafio. 



Silano Jib.5 



Xufcnida «. 
Eupompo. 
Rinfilo . 



l'Alchemena àgli Agrigentini, e la figura di Pane ad Archelao», 
da cui riceuè pofcia quarantannine per dipingere la di lui Cafa ,. 
rutto che quello nonfofse auezzo d {pendere.- vn danaro perii pro- 
prio commodòjOnde veniuano molti di lontane parti > per vedere 
quelle Pitture . Equegli fii » che fcelfecinque delle più beile Ci- 
telle della Grecia , dalle quali trafse la figura di Giunone per i 
medefimi Agrigentini; e fi racconta, ch'egli moriflè per troppo ri- 
dere,, mirando vna vecchia dalui dipinta ; il che fu. accennato da. 
certo antico fcrittore in quefta guifa . , 

Nay» quid modus fafturus rifu denique?' 
Nifi Tiftor fieri vult , qui rifu mortuus ejì . 

Furono Tuoi concorrenti Eupompo ,. Androcide». e Timante », 
che difpiegò ne' volti gli effetti della pietà., e del dolore, come-» 
diede à vedere nella tauola d'Ifigenia immolata dal Padre ; fece in 
oltre vn Ciclope in picciola tauoletra » & alcuni fatiri, che gli mi- 
furauano il dito grolìb,per dimoftrare quale folle la di lui grandez- 
za; fece anco vn Heroe bellillìmo ». che fi vide ìnRoma nelTem- 
pio della Pace .. 

Parrafio d'Effefo quello fu, che delufe Zeufi col finto velo , che • 
arrecò gratia à fembianti, andamenti gentili à capelli , e le douute 
proportioni alle membra, celebrato da Antigono , e da Senocra- 
te ne' loro trattati di Pittura. Fu molto celebre ilgenio degli A- 
teniefi da lui dipinto, che dimoftrauafi in vn tempo irato , ingiu- 
rio, in ftabile, clemente, pietofo, eccelfo, ed humile . Di luive- 
deuafianco in Roma ne' portici di Filippo UE lena > enelTem- 
pio della Concordia Marfia legato, Tefeo nel Campidoglio, e Na- 
uarco in corrazza : & vn'altra tauola fé ne vide in Rodi, oue erano 
dipinti Meleagro, Ercole , e Tefeo > che tre volte percoflàdal ful- 
mine rimafe ìllefa . Fu copiofo nelle inuentioni » & ingegnofo : 
ma oltre modo fuperbo, efaftofo, vertendo la porpora , e portan- 
do corona d'oro in capo , e gloriauafi d'hauer datapcrfertione-» 
all'arte»e di trar l'origine.fua da Apollinee d'hauer ritratto Erco- 
le, come haueualo fpeffo veduto in fogno ». che fu pollo in Lindo . 
Lafciò ancora molti difegni in tauole » & in membrane di capret- 
to» che feruironoperiftruttione de' lludiofi .• 

Aggiunfero non meno nouelle bellezze alla PitturaEufenida_, 
M"aeltrod'Ariftide»& Eupompo, cu cui fi vide vn vincitore con_. 
la vittoria in mano . Da quefti apparò l'arte Pamfilo , che fu pa- 
rimente dotto nella Geometria > e nell'Aritmetica» in gratia di 

cui 



Del C&dolfi. Parte I. 



cui fu ordinato in Sicione della Grecia» che i fanciulli nobili at- 
tendeflero alla Diagrafica , cioè al difegno , ponendo/! la Pittura 
nel primo luogo dell'arti liberali , vietandoli à fèrui l'efercitarla : 
da che libere furono dette . DipinfelacognationeJa giornata^ M p '«u« 
di Filiunte , e la vittoria degli Àteniéfi : ne infegnò l'arte per me- u i . 
no, che d'vn talento in dieci anni, che tanto gli pagorono Me- 
lando, & Apelle . Echione , e Terimaco nell'Olimpi ade centefi- 
mafettima accrébbero nobiltà alla Pittura con le figure, che fece- f ed°" c * . 
ro di Bacco , della Tragedia, della Comedia , di Semiramis d'vna 
vecchia , che portaua vna lampada , e d'vna Donna di mirabile 
nonetti-, 

r Ma fra gli Antichi Torti Apelle il più famofo nell'Olimpiado 
cento diciottefìma , che diede alla Pittura il compimento della». Apdlc 
gratia , e della venuftà: amato in tale guifa dal grande Aleflandro, 
che prohibì per legge ch'altri-, che lui il dipingeflè , à cui fece do- 
no della bella Campafpe Tua fauorita -, e vide molto autoreuolo 
-appretto quel magnammo Re, dal quale ottennegratie , e fauo- 
ri. Fùrariffimo ne* ritratti, eriportò molta lode, perfaper na- 
feondere i difètti de' volti -, come fece in Antigono, ch'efiendo 
cieco d'vn'occhio , lo ritratte in profilo . Nitrirono le caualle nei 
veder' vn cauallo da lui fatto in concorrenza d'altri Pittori ; e lo 
fletto kce il Cauallo d'Aleflandro nel vederlo ritratto , credutolo 
naturale , che non «{fendo molto lodato da Aleflandro gli ditto 
Apelle o il tuo Cauallo intende meglio dell'arte, che te. Ritraf- E,iaiK),lfe - 1 - 
fé Archelao con la moglie, eia di lui figlia ; e di nuouo Aleflandro 
col folgore in mano , Megabizo facerdote di Diana , Filippo più 
volte, e Chtio , che montaua à cauallo , à cui vn Paggio porgeua 
la celatarma tra lecelebri opere da lui dipinte furono due Vene- /naHiotnent, 
ri , l' vna , ch'vfciua dal mare , la quale dedicò Àugufto nel Ten> deviata da! 
pio di Cefare fuo padre , che fu detta Anadiomène , l'altra per 
quelli di Coo , della quale fcrifle Ouidio 

Si numquam fenerem Cois pinxiffet jiftlles 
ìderfa fub equorei! illa lateret aquis . 

Furono notabili ancora le figure, che dipinte diCaftore , e di 
Polluce, della Vittoria, d'Aleflandro , della Guerra, e del medefi- 
-ino , Alefsandro fui carro , quali furono collocate da Augufto 
nella parte più nobile della piazza ; e la tauola celebre della Ca- 
lunnia . Rapprefentò ancora con marauigua i lampi -, & i fol- 
gori . 

Ari- 



8 Le Vite de Pittori 

■ AriftidcTebano efprefìe le Paflìoni dell'animo i come 'diede 
Ariftide» £ vedere nella madre moribonda temendo , che il fanciullo , che 
haueuain feno non nicchiane il fangue , in vece del latte , & Ana- 
' pouemene , che ftruggeuafi per amor del fratello . Si vide di co- 

lila Bacco, & Arianna nel Tempio di Cerere >&vn vecchio , che 
con molta applicatione infegnauad fuonat la lira ad vn fanciullo , 
nel Tempio della fede . Fece parimente vn 'infermo in cui efpref- 
fe così bene la languidezza , e la meflitia , che ne riportò la lo- 
de , & Attalo Uè comperò vna fua tauola per cento talenti . Di- 
pinfe ancora la guerra d Aleffandro co* Perfiani. 
Protocore Protogene da Canno Città fogge tta a Rodiani fu affidilo > e 
Eliano lib n« diligente, e celebrano gli fcrittori della fua mano, la tauola del Ia- 
lifojiielia quale impiegò fette anni, nel condurlad fine , oue inter- 
ueniua vn Cane anfante,nella cui bocca hauendo tentato più vol- 
te in vano di formar la fchiuma , impatiente al fine , vi gettò la_* 
fpungia iati tane', colori, formandola in quella guifa , impenfata- 
mente al naturale , (.e lo fteflò auuenne à Nealce nel cauallo , che 
dipinto haueua tenuto da Popizonte) che veduta da Apelle , dil- 
le , che fé l'Autore vi haueflè vfata maggior grafia , e vaghezza-. » 
come vi appariua lo artificio, farebbe fiata opera immortale; e 
per quella Pittura Rodi riconobbe la fua conferuatione, non vo- 
lendo Demetrio , che fi poneffe il fuoco in quella parte , oue era_» 
polla, per doue poteuafi far acquifto della Città, che dipoi fu tras- 
portata in Roma, nel Tempio della Pace . Raccontali ancora_, , 
che durando l'afledio ftauafi Protogine ad vna fua vi lletta, e ricer- 
cato dal Rè con quale fiducia , fé ne fìaffe fuor delle mura , rifpo- 
fe : perche fapeua, ch'egli haueua guerra co' Rodiani , non con l'- 
arti eccellenti : per lo che Demetrio comandò , che folle rilpetta- 
to da' foldati, & con elfo lui fpeflò trattenendoli, poco curaua_. 
Sacuo ricreo della vittoria. Fece ancora vn fàtiroco' Zufoli in mano , Cidip- 
Anapor.cir't. pe , Tlepolemo, Filifèo fcrittore di Tragedie, vn Atleta, e la ma- 
™™t giace- fa ^j Ariflotele, che il configliaua à dipingere le opere d' Aleflan- 
dro all'eternità . Fu nondimeno taifato da Apelle, di fouevchia 
applicatione, e diligenza nelle opere fue . 

Afclepiodoro fu molto accurato nella Simmetria , parte prin- 
Afclcpiodo- cipaie dell'arte , e perciò commendato da Apelle. Quefti con- 
tegni in premio de' dodeci Dei, da Mnafone Tiranno trecento 
mine per ciafeheduno . Si annouera ancora fra gliecceilenti Ni- 
comaco figliuolo , e difcepolo di Ariftodemo, che fece il ratto di 

Pro- 



• ; 



Del C. Adolfi. Parte /. 



?rofèrphia nei Tempio di Minerua nel Campidoglio , Apolline , 
Diana> e Cibele , & alcune Baccanti, & icoftui fu attribuita la fa- 
cilità del dipingere . Nicofane fu Pittor gentile , & ofTeruatore Nicofanr." 
del decoro nelle cofe da lui rapprefentate, edipinfe le opere fue 
all'eternità ; Perièo difcepolo d'Apelle fcrifle della Pittura; Ari- And^ppo, 
ftippo figliuolo d'Ariftide, fece il. Satiro coronato ;. Pireico valfe 
nel rapprefentar le cofe humili , e nelle profpettiue ; Calicle fece_>. Vj^o*. 
picciole, e diligenti figure ;. Calace fi eiercitò nel dipingere le ta- 
uole delle comedie ; Antifilo fu vniuerfale ,. ritraile Hefiona- > 
Alefsandro , Filippo , e Minerua ne' portici d'Ottauio.: & in_. 
quelli di Filippo Bacco , Aleflandro fanciullo , & Hippolito ifpa- 
uentato nd veder'vn toro ie ne' portici di Pompeo Cadmo,&: Eu- 
ropa. 

P-aufià Sicionio inneftigò lemaniere degli feorci ,■ e pofe in vfo 
il dipingere i palchi , e le volte delle habitationi, e faceua volon- * 
rieri picciole figure, e fanciulli . Amò coltili diceria bellifiima 
fanciulla telfitrice di ghirlande , che ritraile a federe:onde fu detta s tc fjnop!oco, 
Stefanoploco , vna copia delia quale fu pagata da L-Lucullodue cioè te/iitrice 
talenti.Fece in oltre due gran tanole, e nel portico di Pompeo,e di ' s 1U an ' 
lui,fi vide ancora vnfeenficio de' buoi. 

Nell'Olimpiade centefima quarta fiorì Eufanore Ifthimo » che 
rapprefentò con molta dignità i fembianti degli Eroi . Scriite del- E a f 4 „ rei 
la Simmetria , e de' colori : e tra le opere fue pregiate, fu l'Vlifle 
finto pazzo , che metteua il giogo ad vn bue , & ad vn cauallo , e 
Palamede, che nafeondeua lafpadain vn fafcio di legne . Dipm- 
fedipiùTefeo, eie figure de' dodeci Dei. Ne' medefimi tempi 
vide Cidia , che fece la tauoladegli Argonauti , che- Ortenfio ora- 
tore comperò per cento ,. e quaranta quattro feftertij , perla qua- 
le erelfe vn Tempio nella fua Villa di Tufculano . Antitodo di lui Arìtitodo*. 
difcepolo kce in Atene vn combattimento , & vn Trombetta—. . 
molto lodati . Nicia Ateniefe fuo difcepolo ritraile le Donne con 
moka delicatezza; fu oflèruatore particolare. de' lumi, edelle_> 
ombre , e lece fpiccar con molta forza delle tele le fue figure ;. fu- 
rono le opere fiie più eccellenti Nemea, che Sillano riportò d A fia. 
in Roma , che ripofe nella Cuna; vn Bacco nel Tempio della 
Concordia; e Giacinto trafportatod'Alefiandriada Augnilo, che 
Tiberio dedicò nel Tempio : & vna Diana in Efefo; fece ilfe- 
polcro di Megabizo Sacerdote di Diana Efefia , & in Atene lai 
Necromantia dOmero , delinquale ne rifiutò da Attalo Rè fefr 

E fanta. 



i o Le Vite de" Pittori 

faata talenti > facendone dono alla Patria ; e raccontafi , ch'e- 
gli liana così intento à dipingere, che fcordauafi tal'hora dì man- 

Eliauo bb. }. gi are , e fra le cofe eccellenti da lui operate furono gli animali da. 

A : ^ quattro piedi. 

Fu tenuto in pregio ancora Atcnione Maronite difcepolo di 
Glaucone da Corinto men dolce diNicea, ma più fiero colori- 
tore. Nel Tempio di EleaSna dipinfe Filarco , rna ragunan- 
zainAreie , Achille in habito di fanciulla feoperto da Vlifse , 
& vn' Aiìnaro à cauallo , che gli refe moltafama per la naturalez- 
za . 
Mcvarii ; e Vifsero con. non men chiaro grido in Atene Heraclide Mace- 
Mraodoro. donico , Metrodoro difcepolo di Cameade Filofofo mandato da- 
gli Ateniesi à L. Paolo per ornare il fùo trionfo , e per ammaeftra- 
re i di lui rìgliuoli .. Timomaco da Bifantio lauoròà Cefare Dit- 
tatore Aiace , e Medea , che gli coitarono ottanta talenti , quali 
pofe nel Tempio di Venere Gemtrice; dipinfe Orette, & Ifigenia 
nella regione Taurica.e Lecitione huomo.molto deliro: ma l'ope- 
ra .fu a più ìli mata fa la figura di Gorgone . . 
Ariftolao. Ariitolao figliuolo , e difcepolo di Paufia fu cafligato nell'arte : 
dipinfe EpaminDjnda, Pericle, Medeada Virtù, Tefeo , l'imagino 
della plebe d'Atene, e'1 facrifkio de' Buoi . Mecopane fu ftimato 
ecopane, ^ ^ ^ u diligenza ; Socrate ritra&e Efculapio con le fighe, Hi- 
gina, Egle, Panace , & il Pigro , che torceua fparto, & vn Afino , 
chelorodeua .. 

Non mancarono altri Pittori nell'antica età illuftratori della_* 
Pittura, che d'alcuni in fine, per pafeere la curiofità , breuemente 
diremo . Ariftoelide dipinfe il Tempio.d'Apolhne in Delfo,- Anti- 
filo vn fanciullo, che foffiaua nel fuoco , & vn facrifìcio , e molte-» 
Donne, che lauorauano lana; Tolomeo alla caccia, &vn Satiro 
con pelle di Pantera ; Ariftofane ritrafse Anteo ferito da vn cin- 
ghiale con Aftipale , che fé ne condoleua , &.in vna fcfsa taucla_. 
Priamo, Elena, la crudekd, Vlifse, Deifobo , eDolone; Andro- 
bio fece Scilla) eh; rro/icauale funi delle ancor : deh" Armata de' 
Perii, Diana, la Regina Stratonica, Hercole, e Diaoira :.e ne' por- 
tici d'Ottauia.fi vide Ercole nel monte Oera d.vpo il facrifìcio fa- 
lire al Ciclo, Laomedonte , Ercole , e Nettuno ; Alcimaco dipinfe 
Diofippo; Etefiloco difcepolo d'Apelle acqui. lo famapcr la lafci- 
uia vfata nelle opere lue ; fece v,i Giouc parturiente B.r co, con le 
Dee alkuavrici intorno ; Cleono dipinfe Admeto ; iitefidemo 1*- 

efpu- 



EelC.Bjdolfi. Parte I. ir 

efpugnationt di Echalia,e Laodamia; Clefide fprezzaro dalla Re- 
gina Stratonicala ritrafse in braccio ad vn Pefcatore,indi eipofta- 
la nel Portico d'Efefo k ne fuggì: ma già non volle la Regina, che 
quella tauola per !a Tua bellezza fofse indi leuata ; Crateno dipinfe 
alcuni Convjdianti in Atene;Eutichide vita carretta da due camal- 
li guidata dalla Vittoria; Eudoro valfe nelle (cene . In figurò Net- 
tuno , e la Vittoria ; Habrone l'a;nicitia , e la concordia, e gli 
Dei ; Leontifco Arato vittoriofo cól trofeo; Leone Saffo ; Nice- 
arco le Veneri, gli Amori , eleGratie , & Ercole pentito della 
pazzia. 

Nealce fùpofeia ingegnofo, &auueduto nell'efplicare le fue Ncalcf * 
inuentioni . Er.ia dipinfe Singenico ; Filifca vn fanciullo , che ac- 
cendeua il fuoco ; Falerione Scilla ; Simonide Agatarco ; Simone 
vn donine, e Nemefì ; Teodofo linfe vno , che fi folhaua il nafo : 
Orette che vccidea la madre, & Egitto , e più tauole delia guerra-, 
Troiana, che fi videro in Roma ne' portici di Filippo; Teone ri- 
trafse al viuo Tamira fuonator di cetra» & Orefte pazzo ; Taurifco E r ig „o. 
Clitemneftra, Panifco, e Polinice ; Erigono di macinator de' colo- 
ri diuenne Pittore, e molte cofe lafciò dipinte . 

Vi furono ancora Ariftonide, Anafandro , Ariftobulo Sirio , T i«iaitfte. 
& altri mólti, che lafcieremo di raccontare; ma non fi deuono paf- 
far'in filentio Timarete figliuola di Micene » che figurò il limola- 
ero di Diana in E fcfo . Irene figliuola , e diicepcla di Gratino 
Pittore , che ritrafse vna fanciulla in Leufina ; Calipfo dipinfe 
vn Vecchio, &vn Ciurmatore , Aichiftene,ìk vn Saltatore, & 
Ariftarete figliuola , e difcepola di Nearco fece-1'imagine d'Efcu- 
lapio . 

Tra Romani poi fu chiaro Marco LudioElota, che dipinfe il 
Tempio d'Ardea celebrato in quelli antichi verfi. 

Dìgnis digna loca picluris condecorauih 

Regime lunonis [uprem& coniugisTemplurrr, 

Marcus Ludius Elotas Setoli* oriundus , 

Quem nunc, & po(l femper ob ariem Arica laudai . 

Quelli colorì a frefeo nelle Ville,e ne' portici vccelli, felie, e 

{>efcaggioni; Arellio fu eccellente Pittore innanzi Auguilo; Emù- l n r " ! ,'i " 
ioofseruò il decoro dell'arte; Cornelio Pino, & Attio Prifco Pino.^ L 
dipinferoàpetitione diVefpafiano Imperatore il Tempio dell'- F *b»- 

B z hono- 



"Marco Ludi» 



labeonc. 

Pretore. 

Q.Pedio. 

Icrcpilic. 

£1111.0. 

Faccini 10. 

Nerone. 
Àltrtandio 
Seiiero. 
Valentiano. 

la!aJizu;.« 



?ranccfeo 
Santonine li. 
ì.iella Vci:c- 
. ila. 



Pittura come 
rmotiata in 
'V cuccia. 

Il molàico 
antichifTìmo 
nella Chic-ià 
«liS.Maico. 



12 Le Vite de* Pittóri 

honore , e della Virtù; Fabio Patrick) Romano Ci accreditò non 
meno co' pennelli» checron le armh e fi refe chiariflimo perii 
Tempio dipinto della Virtù l'Anno 1450. dell' edificatione di 
Roma, rilenando pertal'effetto il cognome di Pittore ; Lucio 
ManiliojAterio'; Labeone Pretore, eProconfole: Qj_Pedio ni- 
pote di Q^Pepio Confole , e trionfatore ; Turpilio Caualiere , 
Ennio 5 e Paccuuio Poeti > aggionfero anch'eglino ornamenti 
alla Pittura. 

Accrebbero finalmente gli honori di quella Nerone , A- 
driano , Alefsandro Seuero , Valentiano Imperadori , cheafsai 
bene dipinfero;ed in fine LalaCizena Vergine fu illuftre Pittrice 
ne' tempi di M. Vairone . Quefta ritrafse molte Donne in auo- 
ricefeftefsadallofpecchio, &auanzò molti celebri Pittori del 
tempo fuo j & Olimpia finalmente fu non meno degna Pittrice > • 
che infegnò l'arte ad Ariftobulo ; onde dal lungo giro d'anni » e 
d'Artefici chiaramente fi comprende , quanto affaticafsero gli 
humani ingegni in ridurre quella arte degna alla fua perfettio- 

Ne minor difficoltà prouò nel rinafeere ne' moderni tem- 
pi , doue prima dalle molte incursioni de' Barbari reftò dis- 
fatta, erri le rouine dell'infelice Italia fepolta: non rimanendo 
menoillefii bronzi, & i marmi dalle crudeli mani loro , empia- 
mente distruggendo , •& annichilando ogni pellegrina memo» 
ria_i. 

Quando in Veneria l'anno del Signore 977. ne' tempi dei Do- 
ge Pietro Orfcolo , furono condotti da Costantinopoli i miglic^- 
ri Architetti perla rinouatione del Tempio di San Marco , essen- 
doli abbruggiata la cappella Ducale fotto il Doge Pietro Candia- 
no . Terminatoli quel nobile edificio nel corfo d'anni 96 . dsl fuo 
principio, l'anno 1 07 1 .fotto Domenico Cont2rino,comc attclia- 
no quelli verfi fcritti nella cornice delporticale di quella Chie- 

Jlnm 7tiitleno tran fatto bisejuetrigcuc» 
Defupfrvndecimo futi fitta primo. 

Dandoli principio nel fine dell'anno lìefso, nella creazione del 
Doge Domenico Siluio , oltre i molti ornamenti di quella Chiefa 
ad vna forte di Pittura di Mofaico, tratta da' cartoni coloriti , vfa- 
ta ancora negli antichi tempi, come fi vede in Roma nel Tem- 
pio 



ì>el C. Adolfi. Torte 1. i $ 

pio di Bacco > hor dedicato X Santa Agncfe ; nel pauimen to def 
Tempio della fortuna in Prenefte; mRauenna» nell'Anfiteatro ¥-! l 55 on '* 
diPola; nelle remine d'Aitino* e di Concordia > ouefi tiene fi rit,?.' eMI ° 
efsercitafse il Mofàico ancor-a dopò la venuta di Chrifto , prima_ 
della fondatione di Venetia, connettendoli da quegli Artefici 
fopra della calce minuti (inaiti coloriti ■ quali refiftono lunga- 
mente all'ingiurie del tempo i e delle pioggie : figurandoli da" 
medefimi Greci molti Mofaichi * ed in particolare nella Tribu- 
na della Cappella del Coro il Saluatore , con figure intorno rap- 
prefentanùla Vergine , Dauide> Salomone , Malachia , Zac- 
caria , & altri Profeti , e nell'arco deliro hiftorie di San Marco 
quando fu confermato da San Pietro, e mandato in Aquileia , fo- 
pra di cui fi legge . "Marcus facratur » & altre attioni della vita 
:fua * e di Santo Ermacora : e nell'arco finiftro quando il cor- 
po del Santo Euangelifta fu trafportato d'Alefsandria a Venetia » 
*oue è parimente fcritto . 

"Matcttm fur^nturìKarr^ir ij vociferantur. 

Con altri miracoli accaduti nel viaggio , e l'incontro del Do- 
ge Giuftiniano Partecipata , che fogni l'anno di noftra falute Quan*»n 
#28. migliorandoli à poco d poco la maniera di quella fortej» MaKoftìpor 
<}i lauoroJie' tempi dell'Abbate Gioachino, che fiorì negli an- owu» Vene- 
ai di Chrifto 1 1 8 6 . , il quale per diuina ifpiratione fece ri- Rcjmion Te. 
trarre fopra la porta del Teforo le figure de' Santi Patriarchi Do- qj° ncl 
menico , e Francefco > con lettere ad ogn'vno ifcritte Sari' 
ììhs , defignando l'effigie loto di propria mano , con altre fue_> 
profetie : teguendofi poi a dipingere con le iftefse forme da" 
medefimi Greci fopra delle tauole imagini varie de' Santi > co- 
me da quella natione tuttauia ficoftuma : di donde fi yiene in 
chiarezza , che la Pittura ne' moderni tempi fi rinouafse in Ve- 
netia , prima che fofse introdotta in Firenze , come riferifceil 
Vafari , dicendo che da Firentini l'anno 1240. furono chiama- 
ti di Grecia alcuni Pittori per rimetter l'arte nella Città loro , fo- 
rnendo egli con molta oftentatione à deferiuere le opere di Cima- 
fcue , d'Andrea Tali , di Gado gadi , di Giotto , di Stefa- 
no , di Pietro Laureati di Bufaimacco , e d'altri fuoi Pit- 
tori . 

Maefscndofi in Venetia perle vicende de' tempi annichilate 

le 



** 



LeVite de' Pittori 






le opere di quegli Artefici > che indi feguirono : e per ì moki 
incendi) accaduti incenerite ; e per difetto degli fcrittori trafeu- 
ratii nomi di quelli , che per auuentura con più accomodato fti- 
ledipinfero » noi daremo principio all'Hiltona noftra da quegli 
Autori > de' quali habbi amo qualche notitia , e vedute le 
Pitture : e che in riguardo di quella femplice età 
alcunariforma diedero all'arte : onde feguirafsi 
per ordine de' tempi a deferiuere le Vite de 
que' valorofi Artefici , per le cui ma- 
ni reftò la Pittura finalmente in.». 
Venetia al maggior fegno 
aggrandi- 
ta . 




VITA 




*7 

DI GVARIENTO 

PADOVANO, 

! E D'ALTRI PITTORI VENETI. 

E dello Stato. 

AVEVANO i trafcorfi Pittori Veneti pet 
lungo tempo , conforme l'vfo introdotto da' 
Greci,operatoà tempera > con qual ordine lì 
dipinte per l'Italia tutta > fìnoche da Antonel- 
lo da Meilina ftì portato à Venetia il modo di 
^1 ^ colorire à oglio, facendo le figure loro in pun- 
0eg&Fàf ta di piedi , impouerite di panni, ienza ftudio ■ 
& artificio , che ben confiderete più aflbmi- 
gliauano à fantafime , che ad humane forme : Quando dopo l'an- 
no 1 1 oo. fi -cominciò à migliorar la maniera , e tra quelli > che fe- 
- cero opere di qualehe confideratione in quella Città fu Guariento 
Padouano , che fu tenuto in pregio , apprettandoli più dipanati al 
naturale. Queftiper ordine del Senato , fotto il Principato di 
Marco Cornarol'anno 1365. dipinfe nella fala del Maggior Con» 
figlio(che fu prima dipinta di verde à chiaro fcuro)fopra il tribuna- 
le il Paradifo,hor ricoperto da quello del Tinroreto, nel cui mezzo 
rapprefentò il Saluatore inatto di poner aurea corona in capo alla „ r 
Vergine Madre fua,con numero di Beati all'intorno, Angeli, Che- ' ' odc> ' M ^ 
rubini,e Serafìni,come ci vengono deferitti nelle facre carte: e fot- 
to qu«llo Leggeuanfi quelli verfi di Dante ; , 

L'Amor, che muffe già. l'Eterno Padre 
Per figlia hauer di fìta lìcita trinit 
Cofteiy che fkdelfuo figlio poi Madre, 
He tvniuerfo qui Ufo Regina 

Sopra l'ima delle porte dello fte(To Configlio appannano li Santi 
Eremiti Paolo,& Antonio» che diuideuano , tra di loro vn pane re- 

C catoglf 



1 fr 'De/le Vite de' Vittori 

catogli dal corno, per fimboleggiare l'viuone, e gli aftetti concam- 
bieuoli de' Cittadini di quella ÌUpubìica . 

Raccontano aiicora gii fcnt^L^dellecofeV^aeic, che Cuarku- 
Cdìdipin^efle in qrfdia frla la gaerr'a di-SpoIctVj & altre hiftorie& le 
quali pcicià furono rirfc uatc h\rch cól pfogrèllb "degli anni da'"fe^ 
guenti Pittori. Fece altre opere di pruni quella Città cosi publi- 
che,come priuate ; ma foggiacendo ogni cola alle reuolutioni del 
tempo,& à capricci huniani ,non fi Cono. confe aiate di quella ma- 
no pjù auuantagiofe memorie. 

FRANCESCO, E IACOBELLO FLORE VENETIANI . 

Crebbe la Pittura di riputatone in Fràncefco,e Iacobello Flore , 
perche aggiunfero all'arte alcuna riforma , onde con facilità pilo- 
terò que' primi Artefici acquietar nome , e riputatione con le fati- 
che loro : ma le opere di Francefco furono confumatc da gli anni, 
e4i Iacobellojfono in Venetia nell'officio del Proprio fopra vn'ar- 
maio tre figure , i cui corpi fono inferiti co bell'artifìcio di lauori 
di ftucco dorati : quella di mezzo rapprefenta la Giuftitia,con vii=< 
Breuc in mano in cui è notato . 

vfo ddjePit. Exequdr Antelìcos monitus ptcrdtddtte verba, 

tue ne' pumi , l , .. T. . ,. J . ,. J f , 

tea pi . Blanda fijs , inimica maUs, titmidiquejuperba . 

Al deliro lato ita l'Arcangelo Michaelc- , con altro Breuò. 
fcritto : 

Supplicmn /celeri \ virtHtim prxn/ia digiu , 
Et tritili purgatas animas de lance bemgiu . 
L'altra figura poita al finii! ro lato è delllAngelo Gabriele, che 
tiene quella ifcrittione : 

Vivgineipartui nmanx nuncia pacis , 
Fox me* Virgo duccm rebus, te pofeit opaca 
Et euui fotto annotato il nome dell'Autore in quella forma . 

1421.23. Nouembiio . Iacobcllus de Fiore Tinpt . 
E opera anco di codili. nell'albergo- della- Confraternita della., 
Charità fopra la banca. , oue fiedon© l Confrati . In quadro af- 
fli capace è la figura della Vergine fedente in ricca, e fontuofa fe- 
de inferita di vaghi intagli,che-tiene in braccio Noftro- Signore 
fanciullo , & vali bretto nella deftra mano ; ha dalle parti quat- 
tro gratiofr Angcletti , che tengono l'ombrella > c h e la ri " 

copre , 



DelC.%ìdolfi. Parte J. i? 



coprce dì dietro palla la veduta di inae!k)fo Palagio . Ne" duo va- 
ili delle parti fono compartiti i quattro Dottori della Chiefa, San 
Gregorio Papa con la Croce, e la Colomba fopra alla fpa'la ; SarL. 
Girolamo apprefso veftito da Cardinale , col capuccio in terbi, e 
la Chiefa in mano , e Santo Ambrogio parato con la Pianeta , e 
la sferza» € Sant'Agoftino col piuiale ricamato con ligure d'oro ra- 
ramente ratte , e diademe dorate in capo , ed altri gratiofi orua- 
mentùqual'opera tu per all'hora aliai {rimata da Venetiani.Dicef- 
fì ancora , ch'egli dipingere la tauola di San Pietro Martire nella 
Chiefa di San Giouanni,e Paolo,rinouata pofcia da Titiano . Era 
nel corpus Domini vn'altra fua Pittura , & in San Francefco della 
Vigna nella Cappella di Marco Morofini eonferuafì la figura del- 
la Vergine Noftra Signora fedente fopra trasforato feggio, con le 
mani gionte adorante il Bambino,che ha diftefosùle ginocchia : 
il manto della quale è finto con tale artificio , che par di brocca- 
to : ma la figura del Dio Padre porta di fopra fu d'altra mano . So- 
no fparfe à pie della Vergine Colombe,Pernici,Pauom, Amtre,& 
altri naturali vccellh e nella facreftia fono tre figure in altra tauola 
de' Santi Bernardino,Girolamo,e Ludouico . 

Dello ftefso Iacobello fi fa mentione nel fepolcro del padre fuo 
pofto in capo del chioftro de' Padri di San Giouanni , e Paolo 
vicino al Tempio della Pace , oue in lettere Longobarde fi legge 
quella infcrittione . 

Fert perfettiva Vìrum magna Vìrtmis imago 
Vrbe fatum Veneta dedit Ars Pittori* fummum 
Tranci feum de flore vocatum patrem Iacobelli 
Huius , ejr vxoris Lucia membra quiefeunt 
Jìi e , extrema fuos htredes fata recondunt . 



M. CCCC. XXXIV. Die 21. Ittly. 
CARLO CRIVELLI, E DONATO VENETI ANI. 

Quefti furono difcepoli di Iacobello . Di Carloiivede nella 
Chiefa di San Sebaftiano i canto San Lorenzo la figura di San Fa- 
biano Papa in Pontificale, c'1 fponfaliti» di Santa Caterina Mar- 
tire. 

C * Di 



*o Le Vite de' Pittori 

Di mano di Donato è nel Refettorio de' Padri di Sant'Elena 
la figura di Noftra Donna. Nel Magiitrato dell'Auogaria fopra 
il Tribunale fèee il Leone alato,fimbolo di S .Marco , & ha da vna 
parte S.Girolamoveftito da Cardinale, conbreiiefopraifcritto. 
Tunire quempiam Irati non flatuatis. 

■ Dall'altra Sant'Agoftino con tali lettere in altro Breue : 

■ Hominum vero ple&cntes errata: Ma non tàm magnitudine peccati;*, 

quàm veftm clementia,& manfuctudine metiamini. 

E nel libro del Leone è. parimente annotato : 
Legibus.quibus immoderata hominum 
Fr<xna(ftr cupiditas? quempiam parere cogatir. 

Et il nome del Pittore fcritto in picciol Breue.,.e l'anno Ì4&&. 

LYIG I V I V A R I N, O, 
Da Murano . 

Iiluftfò maggiormente le conditioni della Pittura il Viuarino > 
Seguendo il Cielo con benigno influfso ad infondere nelle menti 
de' mortali le grafie di cosi marauighofa Virtù .. Ilquale apprefe 1! 
arte da Andrea dà Murano ,- di cuili vede nella Chiefadi.San Pie- 
tro Martire, di queir tìbia la tauola. entroui il detto Santo , eli 
Santi Vincenzo , Rocco , e Sebaftiauo in campi d'oro, con altre fi- 
gure nel frontifoitio . 

Ma Luigi li auUanzò pofcia dal Maeftro , come dimoftrò in vna 
tauola da lui dipinta ne' Santi Giouanni > e Paolo , con mol- 
te figure ^ Nella facreltia è.il Redentore conia Croce incollo 
daini dipinto l'anno 141 4,Nella Compagnia di-San Girolamo 
ritrafsequel Santo Cardinale feguito dal Leone a cui tratto haue- 
uà la fpina dal piede , & i fuoi frati impauriti fen fuggono per en- 
tro a' Chioftri ; e ui è figurata con molta patienza la Chiefa di- 
nanzi , alla quale pafsavn fiume • In SanJFrancefco di Treuiei 
fece vna tauola con la Vergino&più Santi _ 

Vogliono ancora , ch'ei dipingefse nella fala del Maggior 

Configlio Qttonclieentiato dalPapa, e. dal Senato per 

trattar la pace col padre fuo Federico, ricoprendo 

vna fimile Pitturadel Pifanelloje.ch'egUpQr 

nefse ancor mauo ad vn'altra hiftona > 

alla quale non diede fine per la 

morte feguita. 

GIO- 



DdC. Adolfi. Parto /. * i 

GIOVANNI , E T ANTONIO VIVARINI. 

Seguirono poi à dipingere con più accommodata maniera G io-* 
aannijSc Antonio fratelli • Furono opere loro la tauola di San Gi- 
rolamo pofta amano manca nella Chiefa di Santo Stefano alla_» 
porta del campo, entroui San Girolamo in piedi cou diuerfe fìgu- 
rcdiuife in partimenti,e Noftra Donna nella fommità col bambi- 
no:& altra di Santa Monacha con picciole hiitonette intorno del- 
la vita fua . A Confrati della Carità fecero l' Annunciata; AlleMo- 
nache di Santa Marta la tauola della Vergine , & altri Santi, che_> 
fu indi leuàta rinouandofi gli Altari ; In San Pantaleone ne fecero 
vn'altra di tutti i Santi,& i portelli dell'organo . Dipinfe Antonio 
ancora da fé in Santo Aponaie alcune Pitture , che andarono col 
tempo à male , oue morendo fu feppellito l'Anno 1 440. e fopra- 
uiueudo Gionanni continuò per qualche tempo à dipingere . Se- 
guendo dipoi il fratello nell'eterno ripofo .. 

BARTOLOMEO V I V A R I N O. 

Bartolomeo fu il quarto Pittore de' Viuarini,& il migliore per 
auuentura di tutti loro , poiché con gli efempi delle cofe vedute, e 
per ener'egli lungamente viftiito (. lutto che non fapeflè dipartirli 
dall' vfata maniera)fece alcun a buona Pittura . Sei tauole fono di 
quefta mano in Venetia, la prima nella Chiefadi San Giouanni in 
Bragora con la Vergine nel mezzo, c'i Bambino , e dalle parti San 
Giouanni Ba:tifta,e Santo Andrea , e nellacima il morto Saluato- 
re.La feconda ne' Padri de' Fran pofta à canto alla Sacreftia eon_j 
l'effigie, medelìmamente di Noftra Signora, e de' Santi Pietro , e.» 
Paolo, Andrea, e Nicolò,dipinta.l'anno 143 5. La terza in Santa_» 
Eufemia della Giudecca,nella quale ritraile San Rocco in campo 
d'oro,& in due niche dalle parti San Sebaftiano, e San Ludouico » 
La quarta in San Vitale di San Rocco, e due Santi; La quinta in_» 
Santa Mariaformofa diuifa in tre vani , ne lideftro.è l'incontro di 
Gioachino , & Anna : nel finiftro la nafcita della Vergine , e nel 
mezzo la medefima» che raccoglie fotto il manto alcuni fuoidi- 
uoti,oprata l'anno 1 47 5 .La fefta riputata la migliore è quella del- 
la Chiefa de' Santi Giouanni,e Paolo,pofta nel primo Altare den- 
tro la porta maggiore à mano manca» oue nello fpatio di mezzo è 

Santo- 



•it LeVìte de' Vittori 

Santo Agoftino fcdente,dalle parti San Marco,e San Giouan Bat- 
tiìta,e di (opra la Verginea li Santi Domenico>e Vincenzo , nella 
quale Bartolomeo lì diportò vantaggiofamente bene dall'altre: Se 
"è ftimata delle migliori fue operationi , che fu recinta ancora con 
bell'ornamento di colonne dorate inferite di vaghi lauori hor ri- 
modernato . 

Fece ancora due figure dalle parti del Crocchilo nella cappella 
del Sanfouino in San Geminiano . Il Signor Bernardo Giunti hi 
di quefta mano gratiofa Imagine della Vergine col Bambino in 
braccio. Et vn'altra figura di noftra Donna col fanciullo in feno è 
apprefìò il Signor Gio:BattiftaFais ingegnerò di fontane , evie 
annotatO:BortolameusViuarinusdeMuriano Pinxit 1473. 

Nel tempo fteffo fi diede principio ad vna forte di Pittura nelle 
vetriateeome fi vede nel fenefixone di San Giouanni,e Paolo s oue 
fono figurati i due Santi Giorgio > e Teodoro Caualierij e l'Imagi- 
fte della Vergine di vaghi panni veltita , i Dottori della Chiefa > e 
Santi dell'ordine Domenicano tratti da' cartoni di Bartolomeo . 
Parimente nella Cappella de' Ballarmi in San Pietro Martire di 
Murano fi veggono due figure nelle veniate delle feneflre di Sant'- 
Agoftino,e San Vincenzo>cauate da' cartoni del medefimo Viua- 
rino ; e nell'Altare vi è inferito vn quadro di Noftra Signora col 
fanciullo, e San Giofeppe in mezze figure affai deheate dimano 
d'Andrea da Milano fatto l'anno 1 493. 

BERNARDINO DA MVRANO. 

Viife nel medefimo tempo Bernardino Muranefè di cui confer- 
mar! in San Geminiano picciola tauoletta col Santo detto in habi- 
•oEpifcopale, Santo Menna armato , e Sant'Elena nel mezzo di 
loro , che tiene la Croccoli maniera più tolto fecca , che nò , • 
conforme l'vfo di quell'età . Dipinfe ancora nel tempo 
fteffo Giorgio Venetiano > che fece la tauola di 
San Marco in Santo Stefano cori l'or- 
dine delle vecchie ma- 
niere. 



GEN- 



Del C. %doìfi. Parte I. 2% 

GENTILE 33 A FABRIANO. 

e Vittore Pifanello Veronefe. 

Benché il Vafari di quefli due Pittori habbia a lungo descritte le 
vite,e le opere, nondimeno non ripunto mentione di quelle cofe , 
che dipinfero in Venetia , oueper qualche tempo fi trattennero,!» 
che verranno da noi per tareftettoregiftrate fri quelle de' Veneti 
JPittori.Fù Gentile di chiaro nome perle cofe operate in Roma ne* 
tempi di Martino V. Pontefice in S.Giouanni Lateranno,& in altre 
Citti. Quefti condottoli i Venetia, dipmfe in San Giuliano la_. 
tauoladi San PaoloprimoEremita,cheih poi redipinta dal Palma 
giouine . Percommiffione del Senato lauorò nella fala del mag- 
gior Configlio il conflitto nauale feguito tra! Doge Ziano,& Ot- Sibell.rJecà » 
-tonc figliuolo di Federicojmperadore in concorrenza del Viuari- 
no , e di Antonio Venetiano, che ad vn'altra hiftoria haueuapofto 
mano: ma quegli partendofi da Venetia rimafe imperfetta. Hor 
piaciuta l'opera di Gentile , ottenne dal Senato annuale prouifio- 
ne, vertendo la toga all'vfo de' Patnci di quella Citti . Fece in oltre 
vna tauola in San Felice de' Santi Paolo , & Antonio Eremiti,& al- 
tre pitture i particolari . Finalmente aggrauato dagli anni fi ritirò 
alla Patria con auanzi di ricchezze, il che ducalmente incontrano 
colorojche viuono ne' luoghi oue nalcono , & oue longamentcdi- 
morano . 

Fu il Pifanello non meno illuftre Pittore , il quale abbellì la Pa- 
tria fua di Verona , con le pitture ch'egli fece in Sant'Anaftafia , in 
San Fermo , &altroue . Operò anch egli in Roma per ordine di 
Papa Martino nelle nauate di SanGiouanni Lateranno, è fu {lima- 
to ancora da Eugenio IV. e da Nicola V. Pontifici. Andatofenei 
Venetia vi lafciò alcuni degni effetti della fua mano , e feguendo 
l'ordine dell'hiftoria incominciata di Papa Aleffandro III. dipinfe 
Ottone licentiato fopra la fede del Papa 5 e dal Doge per trattar la 
Pace col Padre fuo , nella quale hiftoria erano ritratti variGen- 
til'hiiomini, e Senatori di quella eti,eiTendo in ciò riputato eccel- 
lente , onde riportò etiamdio in medaglie Papa Martino ,• il Rè Al- 
fonfo, Michele Paleologo Imperadore di Conftantinopoli ; Sultan 
Maometo Rè de' Turchi ; Sigifmondo Malatefta , con madonna 
Ifotta da Rimini > e Nicolò Picinino;ed in altre Gio. Galeazzo Vi- 
fcóte 3 BracciodaMótonejBorfo,&HercoledaEft«,&altriSiguo' 
fi. ma hébbe Vittore queiYauuétura di hauer p amici Guarino pur Scritici . 

Vero- 



2 4 2) eh Vite de' Vittori 

Veronefe , & i più chiari Sctittori di quel tempo , che lo t efero eoa 
le penne loro maggiormente nominato onde di lui per fempre^ 
conferueraflì la memoria : da-che fi comprende quanto fia d'vtile 
ad ogni Profeffore hauer chiferiua delle opere fue, poiché median- 
te gli ferità fi conferuano i nomi degli huomini eccellenti, e le Pit- 
ture foggiacciono finalmente alla voracità del tempo . 

BENEDETTO DIANA VENETIANO.- 

Fù Benedetto diferetto Pittore , e dipinfe con maniera all'ai pia- 
ceuole » dal cui fare vedeuafi come l'arte fi. andana gradatamente 
auuarizando,& approffimando alla perfezione . Ne' Santi Apofto- 
li nella Cappella delli'Signori Comari , lauorò la tauola di Santa_» 
Lucia , tolta in mezzo da due Sacti collocati in ricco ornamento 
finto di pietra.Nel Carmine nella Cappella vicina alla Sacrelìia. fe- 
ce quella di San Luca porto tra due Santi . Nella Confraternità di 
San Giouanni Euangelitta operò in gran tela in concorrenza de 
Bellinije d'altri Pittori alcuni Confrati,che difpenfaao danari à po- 
uerelli ,-eii tiene ancora opera di fuamano la tauola della Sacre- 
ftia de' Padri feruiti , e nel Magiftrato della Cecca euui vn quadro 
con due ritratti genuflefiì dinanzi alla Vergine , con Santi loro 
Protettori. 

MARCO BASATTI DEL FRIVLI. 

Fiorì dopò que:ìi, tra quelli , che poi dtpinferoconpiùraddo- 
cito ftilejl Bafaiti.il quale arrecò alle Imagmi de* Santi certa puri- 
tà,che tjiuoue gli animi alla diuotione , parte veramente molto de- 
gna nel Pittore . In Padouane' Padri Croci eri, è della di lui mano 
il morto Redentore, in San Daniele di Venetia già il vide_» 
vna tauola con San Girolamo , & in San Giob conferuafi tutta- 
uia nell'Altare di caia Fofcara il Chriito che fa oratione ncl- 
l'horto , con i tre Difcepoli dormienti fopra d'vn colle . Nella_i 
parte vicinattanno fotto ad vn volto li Santi Francefco , e Dome- 
nico con altri Santi ne' quali oflcruafi vna rara delicatezza , & 
vnione de' colori:qual'opera fece iti concorrenza di G iouanni Bel- 
lino , e del Carpaccio : ma la più fingolarfua Pittura è quella.» 
della Cliiefa della Certofa equini il Saluatore fopra il lido di Tibe- 
riade chiama à le Pietro, & Andrea , e v'appari feo no alcuni feo- 
gli } & vnapiaggk di mare molto naturale .- e con molto decoro 

figurò 



Del C. Adolfi. Tartc L 2/ 

figurò il Saluatorei, ed in quegli , e ne* loro fratelli iui rapprefen- 
tati,diede à vedere la prontezza nell'obbedire il fuo Signore , che 
per lo grido di fua bellezza tira la curiofità di molti àvederla.Ne 
altro di lui di notabile è in publico in Venetia . In Villa di Serto 
nel Friuli vedefi ancora di quell'Autore vn deporto di Croce con 
le Marie,in vn delicato paefe . 

GIOVANNI BVONCONSIGLI. 

Traflequeftobuon Pittore l'origine fua da Vicenza > e di li 
trasferitoli à Venetia operò vn quadro in San Giouanni , e Paolo» 
che fi vede appefo ad vn pilaftro della Cappella dell'Aitar mag- 
giore» in cui S. Tomaio d'Aquino legge la fcnttura facra ad alcuni 
frati:e vi è ritratto vn Cardinale & il porticale del Conuento tira- 
to con buon termine di profpettiua . In San Cofimo della Giudee- 
ca fece vna fingolar tauola con Noftra Donna fedente in alto, con 
Giesù Bambino in braccio» fotto ad vna volta lauorata con belli 
intagli:dalle parti fono li Santi Cofimo,e Damiano in verte Duca- 
Ie;Benedetto,Tecla>& Erafma : pittura gentile in vero , e con buo- 
no ftile condotta, e che molto s'accorta alla maniera, che poi fu 
porta in vfo da' migliori Pittori, e maggiormente è degna di lode , 
■effendo l'arte ancor giouinetta ; enei fedile della Vergine fcrifse . 
Ioannes Bonconfilius Marefcalcus de Vicentia 1 497. 

E di fua mano ancora in San Iacopo detto dall' orio il San Se- 
"bartiano con Santi Lorenzo » e Rocco . 




VITA 







Vittore Carpaccio 
Pittore . 



VITA 



*? 




DI VITTORE 

CARPACCIO 

PITTORE 

CITTADINO VENETIANO. 

[E' trafcorfi" racconti habbiamo fauellato de' pri- 
mi Pittori à fine folo , che fi conofca da quali 
principi j la-Pittura in Venetia haueffe 1 origine, 
ed m quale maniera l'arte fi andane à poco à 
poco auuanzando - Hor di quelli,che appreffo- 
feguirono più lunghi , e numerofi racconti for- 
meremo .Vittore Carpaccio dunque nobileper 
antica Cittadinanza: ma più chiaro per lafua Virtù fu quello , che 
arrecò alla Patria più degni fregi con le opere fue . 

Fu egli nel principio del fuo operare di maniera più tolto lec- 
casene nòrmapofeia raddolcì lo itile col progreflo del tempo, on- 
de acquili ò titolo di buon maefiro , poiché nella {piegatura delle 
hiitorie non folo: ma in certo che digradai ch'egli diede all'ari e_> 
de' volti,e per vna tale diligenza,che fi diparteda quella total du- 
rezza vfata dagli antichi, fi rende grato, e piacetiole : fiche egli è 
ben degno,che di lui raccogliamo le opere, che I'afciò in Venetia ,, 
Scaltroue, 

Tra le fatiche fue fi" annouera la tauola di San Criftoforo pofi* 
nella Chiefa di Santa Fofcacon li Santi Pietro, e Paolo, Pvocco, e 
SebafiianOjèNoftra Donna di fopra.Fece in competenza del Bel- 
lino,& altri nella_C'onfraternità di San Giouanni,alla parte fimftra 
dell'Altare, oue conferuafi il pretiofo legno della Croce , vn gran 
quadro , che dimoilra il Patriarca di Grado nella fommità d'vna_.. 
fcala,che liberalo quella pretiofa reliquia vn'indemoniato.Sono 
medefirnamente fparfi infiniti Confrati per l'ampiezza della piaz- 
za con lumi acce-fi, e gonfaionijfrà quali fono molti ritratti vefliti 
All'antica,, 

D s Fece 



2$ Le Vite de' Pittori 

Fece poi Vittore vna grand'hiftoria , nella Sala del maggior 
Configlio» che fi conferito lino all'incendio del Palagio- dell'an- 
no 1 5 76..nejia quale.intraueniua il Pontejice AleiTandroJ 1 1. pa- 
rato da Meffa nella Chiefa di San Marco , che concedeua Indul- 
genza Plenaria al Popolo,con i Cardinali Angcl i Corraro, e Pie- 
tro Barbecue furoiio ambi Pontefici , Francefco Lando,Gionan- 
ni Michiele , Giouan Battifta Zeno , Pietro Fofcari , e Domenico 
G rimani fotto alla quale ira fcritto . 

M. Antonio Afparatus facris in Diui Marci A e de Alexander Tont. om- 

ìp'.'uccali 7 ' nibus Domi ni ex Afcenfionis Die intra binasVefperas ad- 

euntibus , Plenam de liei or um veniam perpetue conce flit, 

feptima peccatorum parte per ctfauam frequentanttbus 

remijfa. 

In competenza di Gionanni Bellino dipinfè nella compagnia..* 
di San Girolamo due mezzane hiftorie di quel Santo,- ìieli'vnaè 
quando gionto all'estremo di fua vitacinto da horrido cilicio, po- 
lio ginocchioni, riceue con fegni di molta pietà il SantiiTìmo Abia- 
tico deJl'^ucarittia ,. & intorno viftanno i Tuoi Frati oranti ; & al- 
cuni alla poita del Conuen teche fauellanocon viandanti. 

Nell'altra è quel defonto Cardinale ftefo (òpra ruuida ftora,co'' 
Frati piangenti,co'lumi in mano, che nelle attitudini, e nella me- 
ftitia de' volti rapprefentano il duolo > che prouano per la perdita 
del loro padré,e Maeitro: vn de' qualiveftito eolpiuiale gli fparge 
fbpra l'acqua benedetta:euui vii Cherico,che tiene la Croce» & in 
vii canto ilbenetìcato Leone in atto- dimeftitia , e nella profpetti- 
ua decorticale appaiono le Imagini del Saluatore in Crocce del- 
le Marie. 

Ma moltopiù eccellenti furono le opere fatte da Vittore perla 

Pitture <win Compagnia di Sant'Orfola porta à canto alla Chiefa de' Santi 

dìs!órfola'. ta Giouanni,e Paolo , con le quali confeguì la pienezza della lodo . 

lui dunque infette quadri dipiù,e meno grandezza, difpiegò con 

molta induflria la vita di quella Santa Regina-. 

Nel primo fi veggono gli Ambafciatori deLRè d'Inghilterra», 
introdotti à Mauro : ò come altri dicono à Deonoto Rè di Britan- 
na per chiedere la Principeflafua figlia per ifpofaperlo Principe 
fuo figliuolo i adorni diricche vefticon baueri fregiati d'oro > att- 



Del C Ktdolfì. Parte 1. *p 



ree catene, co gioielli pcndéti al collo. Iti altra parte fc ne ftd il Rè 
in vna ftanza penfofo per tale maritaggio , e/fendo il Rè In^lclè di 
fede nemicare he viene confoiato dalla figliuola,perfuadendolo ad 
accenfentire al matrimonio . A pie della (cala fiede vna vecchia 
con drappo bianco iopra le fpalle moltonaturale» 

Nelfecondoil Rè Mauro iicentia gliAmbafciatori detti con al- 
cune códitioni,erichielte della figliuola tra le quali, fu che lofpo- 
fo fuole mandarle dieci nobili Donzelle > ogn'vna delle quali fece* 
haueffe mille citelle . 

Nel terzo imedefimi Ambafciatori vengono incontrati nel ri- 
torno loro dal Principe , & indi condottili alla prefenza del 
Rè (cheli vede tra' fuoi Configlieli )riferiicono le dimando 
del Rè Britanno . E' quell'hiftona ornata di molti palagi» e di 
enriofe foggie di veftiti , fi che ogni parte fi rende vaga , enu- 
merofa. 

Apparifce nel quarto il Principe Ingleiè in atto di prenderò 
commiato dal padre fuo , feguito dalla Corte ; e nella medefima 
tela, quale è diuifa da vno ftendardo , vedefi lo fieno co' Caualieri 
in vno fchiffo approdato al molo di ricche fpaliere tapezzato , in- 
contrato dalla Principefla Orfola, accompagnata anch^ella da no- 
bili Donzelle t e più lungi i due Regi fpofi prendono licenza dal 
Rè Britanno per montare in naue. E. vi è à piedi fcritto. Vitìoris. 
Carpati J.Veneti opus anno 1495. 

Nel feguente quadro comparifee la Città di Roma , e la Molo 
d'Adriano,à canto alle cui mura fi vede in lunga proceffìone Papa 
Ciriaco con molti Cardinali , e Vefcoui , e dinanzi vi ftanno gi- 
nocchioni i due Regi fpofi,& alcune Vergini , che riceuono la be- 
nedittione Pontificia ; e qui ritraile Vittore la mole detta , e qua- 
lunque cofa con tale accuratezza , che fembra per à punto natura^ 
k,così egli contrafece il vero col fuo pennello» 

Nel fefto entro nobile ftanza giace in Ibntnofo letto Sant^Or- 
fola dormiente, alla quale appare vn' Angelo, che le annuncia il n*- r 
ne del fuo pellegrinaggio,e come mediante il martirio doueua fa- 
lire al Cielo,con le Vergini fite compagne » 

Pofeiànel fèttimo ammirafi la naue onufta delle Sante Vergini 
gionta nel porto di Colonia, all'horaaflediata dagli Hunni, alla 
quale approdano in vno fchiffo foldati veftiti all'antica per rico- 
mofcerle , altri fono fparfi fopra del molo » e di lontano vederi la 
detta Città» 

• Enel- I 



2 o Le Vite de' Pittori 

E nell'ottano difpiegafi il glonofo martirio delle Sante Vergf- 
«" 10& fatl " m\del Pontefice detto,e de' fortunati Heroi,che in varie guife ven- 
gono perniano de' Barbari crudeli con fpade , e faette trucidati : e 
primiera tra quelli comparisce lagenerofa Regina, la quale offeri- 
fce il delicato feno alla ferita del Barbaro Rè, mentre egli addat- 
tàdo lo ftrale all'arco, fdcgnato per lo rifiuto fatto d'energlifpofa, 
incrudehfce in quel nobile feno , prillandola di vita . In tale guifa 
Orfola col lodeuole. ftratagema di quel pellegrinaggio incon- 
trò il morircconferuando la. Verginità al celefte fuo fpofo . In al- 
tra parte del guadro fi celebrano fontuofe efequie all'eftinta Re- 
gina portata da' Vefcoiù, la quale arricchì morendo le beate fidan- 
ze dell' Empireo col numero delle Vergini martirizate ,. Et euui 
(fritto il nomecome negli altri,e l'anno 1 493 .. 

Figurò poi nel!' Altare la medefima Santa fopra àfà*^> -di.. Pal- 
me , circondata dal numero delle fue Vergini, abbellite di no- 
bili fregi,d'acconciature,e digratiofi veftiti,due delle quali tengo- 
no purpurei Vefììlli .. 

Perle quali operationi acquiftò Vittore non poco grido , onde 
vi Gwpaccio vengono tuttauia ammirate da' Profeflòri per opere gentili, arre- 
cando molto difetto , & effendo ripiene, come dicemmo » di pro- 
ipettiue,d'habitivari,e con molta.dihgenza condotte : la quale_> , 
tutto, che non fi ponga à conto di principal condirione nel Pitto- 
rcnondimeno quando è accompagnata da.ragioneuole maniera ,.■ 
non è che degna di lode : come fouerchiamenre. vfata viene ripre-* 
fa,rendendo le. figure dure,e fpiaceuoli . In quello luogOxin fine,il 
Carpaccio fi diporto così bene in quel modo di fare , che adempì i; 
numeri tutti della delicatezza,e del finimento» 

Le furono allogate ancora da' fratelli della Cópagnia di S. Gior- 
gio tre hiftorie di braccia,due in circa di altezza , nelle due prime 
fece il Santo Caualiere , che vccide il Drago,che infettauala.Città. 
di Berìtodiberandone lafiglmoladel Rcje come viene incontrato' 
dal Rè,e d'al!a;Regina,e dal Popolo con canti,e fuoni,mentre con- 
duce il Drago vecifo alla Gittà,& vn Valletto gli tiene il deitriere,, 
ammirandolo dalle feneilre.de corate Matrone; e nella terzail Rèi, 
. e laiRegina vengono battezzati dal Santo , e dietro han ferui , che 
tengono il diadema, aurei vali , & 1 manti Reali . Seguì anco à di- 
pingere nefgiro vn hiiìoria.diSan Trifone , due. dell' Euangelo , £■ 
tre dì San Girolamo. . 
tane tauols. Altre. tauole dipinfc Vittore per quella Cittàfin San Vitale feée.- 

neL- 



Dei C. Adolfi. Parte L ì t 

Dell'Aitar maggiore il Santo àcauallo tolto in mezzo da più figu- 
re, e cafamenti più lontani aflaiben fatti . Diede anco fine ad vna 
Ittupla incominciata da Guarino per là compagnia de' Milanefi , 
<con Sant'Ambrogio nel mezzo fedente , veitìto alfEpifcopale 
ioti molti Santi intomo e 'Per il Signor Ettore Otthobono in 
Sant'Antonio altra ne fece de i dieci nulla Martiri confitti fopra_l 
degli alberi da' foldati in varie pofìtare], con molte bizzarie d'ar* 
me,e di venutine" Caualieri, & in San Giouanni in Bragora fece-» 
quèllk di Santo Andrea con hiftoriette della fua vita nel bacamen- 
to. 

In villa di Spiiiea ve ne vna con tre Santi ; altra in Pieue di Ca- 
dore ; e finalmente in Venetia nella Chiefa di San Giob dipinfe la 
Purificatione della Vergine , la quale porge al Pontefice Simeone 
ilfànciulk>,che fu dell opere fue più perfette,& hauui tre Angèlet- 
tià piedi,che Tuonano Conmolta gratia . 

Vn quadro eccellente di quefta mano trouafiilSignorViuian 
Viuiani Medico celebratiffimo in Venetia , e chiarimmo fcrittore 
il quale, oltre le fi ngolari opere date alle ftampe, ha comporto vn 
xelebre trattato del enftodire la fanità,euui in quello Noftra Don- 
na , San Simeone j& altri Santi . 

Nell'vltimo di fua vita fece ancora Vittore per la confraternita 
di Santo Stefano alcune hiftoriete della vita del Santo*& altre co- 
fe da noi pretermefle . 

Fiorì quello degno Autore nel tempo de' Bellini , e molte fiate 
dipinfe in loro concorrenza,e taf Jior fu pari la lode . Mori final- 
mente fatto vecchio con difpiacere comune, lafciandoil Mondo Muow, 
impouerito di quelle opere , che ancor viuendo poteuano vfeite 
dal fuo pennello, mentre pianto da' Cittadini > egli fornfe«eMe 
(beate danze del Ciclo . 



VITA 




VITA 

DI L AZ ARO 

SEBASTIANI, 

E DI GIOVANNI MANSVETI 
PITTORI VENETIANI. 

Ottoladifciplina del Carpaccio apprefe l'arte il Se- 
baftiani,il quale imitò il Maeftro. E della mano di 
cortili è vnagrand'hiftoria in Venetia nella Confra 
ternitàdi S.Giouanni Euangelifta dell' oblatione 
del legno della Croce donato à quella Compagnia 
da Filippo Mafferi Caualiere di Gierufalemmce gran Cancelliere 
di Gierufalemmce di Cipro l'anno 1 3 óp.chc l'hebbe in dono da 
fra ToinafoMorofini Patriarca Coftantinopolitano, coftituito|da 
Detto S. Lio. quel Prelato Commiflario al fuo morire.; èquell'hiftoriafparfadi 
copiofa architettura di Dame, e di ritratti de' medefimi Confrati , 
veftiti alla Ducale;^ altra del manfueti,che dimoftra la profpetti- 
ua del canaie di S.Leone con la compagnia de' medefimi Confrati 
incaminati per feppellire vn morto dell'ordine loro : ma peruenu. 
to al ponte colui, che portaua la Croce, non puote per voler Diui- 
nopaiìar innanzi , hauendo il morto anch'egli in vita negato d'ac- 
compagnar la medefima ad vn'altro defonto , il che palefatoda 
vno de'Confrad fu quella leuata del gonfalone dal Piouano di San 
Leone,e portata nella ma Chiefa , accommodando i fratelli d'vn- 
altraCroce,acciò potettero compire lapia funtione . 

In S.Saluatore è di Lazaro la tauola di S. AgofHno con Canoni- 
cbquali riceuono la regola,e nel baffamento è il Pótefice nel mez- 
zo à Cardinali,che gli ad Thabiiore nella Sala de' venti Sauij,fitua« 
ta tri quella del Configlio , e dello Scrutinio , fece molti ritratti 
de' Dogi>che fi abbruggiaronò . 

Nelle Monache del corpo di N olirò Signore ritrafle con molto 
decoro in vn Altare Santa Veneranda fedente in alto con libro 
in mano , e la Croce : e dalle parti fono alcune Sante Vergini j & 

Ange- 



DelC.JjUdolfi. Parte I. 33 



Angeli co' leuti vagamente dipinti con belle , & adorne archi- 
tetture^ in Santo Antonino vna pietà . 

Di Giouanni vedefi parimente nella Confraternita di S. Marco 
nella parte dell'albergo in gran quadro il Santo Euangelifta , che 
guanfee S. Aniano Calzolaio feritoli in vna mano, con molti Tur- 
chi cócorfi al miracolo,che moftrano di marauigliarfi, e vi appari- 
fee ancora vn' edificicnel mezzo del quale iìede il Gouernatore a" 
cui vie riferito il miracolosa troppo tedio apportarebbe il racco- 
tare minutaméte i fregi,e gli intagli molti>di che fono adorne le co 
lonne,e le cornici di quel Palagio;onde pare, ch'altro intento non 
hauefle il Manfueti,che far vedere quanto egli foffe accurato, e di- 
ligente in fimili fatiche : nelle quali per auuentura confitte la pri- 
miera fua lode : come per l'incontro i moderni Pittori con più fa- 
cilità han difpiegato i concetti loro, fchifando le fuperfluità , e le 
confusioni. Nel cantonale di quell'Albergo verfo la Piazza di San 
Giouanni, e Paolo fece Sant' Aniano battezzato da San Marco , & 
appreflò in maggior tela tre attioni della vita del medefimo Euan- 
gelifta;Nella Chiefa di San Cantiano è la tauola di San Luca con 
molte figure,e copiofiffime architetture . Dipinfe ancora nella 
Confraternita di San Giouanni Euangelifta vn miracolo accaduto 
ad Antonio Riccio Cancelliere dell'Arcipelago , che in vna fortu- 
na di mare fi votò alla Croce detta , e fu liberato , oue egli riceue 
le vifite degli amici , che fi rallegrano del fuo ritorno alla Patria . 
Ho veduto parimente in San Francefco di Treuigi vna tauola con 
Maria Vergine , e molti Santi lauorata con la folita fua diligenza. 




5 vjtk 



84 

VITA 

DI IACOPO 

BELLINO 

PITTORE 

CITTADINO VENETIANO. 

=KJ$£ <*^, A famiglia de' Bellini tenne ne' tempi andati hono- 
'F^p^jj*; rato luogo tra Cittadini Veneti; dalla quale ef&n- 
t^fctfy? d° «fcìo valorofi Pittori , fu maggiormente hauuta 
■J(^K.^\ in pregio . Da quefta vfcì Iacopo padre di Genti- 
-^T^lj^ le , e di Giouanni chiariffimi Pittori . Il quale co- 
nofeendo , che la virtù folapoteua apportargli 
dignità , & honore,fi applicò come à cofa eccellente alla Pittura, 
ed in cotal guifa diuenne chiaro,ed illuftre. Quindi è , che poco s'- 
apprezza la nobiltà fenza feettro, ne fi può dir Signore colui, che 
foggiace ad vna infelice fortuna : ma la virtù benché ignuda per 
ogni parte ma bellezza diffonde, e come il Sole rifehiara le mimi- 
li habitationi , così quella può render Illuftre chiunque la poffie- 
de . Vantifi à fua polla l'huomo di poffcder ricchezze ; pregili di 
comandare a' popoli,d'efler riuerito da' Vaffalli, d'hauer feguita 
d'amici ; che rea fortuna può togliere ad vii punto ogni grandez- 
za^ priuar l'huomo degli olfequi^ : vedendofi il nobile , il riuerito 
ali'hor.che manca di ricchezze,negletto, fuggito, & additato da_», 
ogn'vno . 

Per l'incontro gli huominidi virtù non foggiacciono àtali vi- 
cende , ne prouano le riuolutioni della fortuna , non potendo di 
quella rimaner priui giamai : onde quell'Hiftorico , che fu detto 
emulo di Tucidide, & Romanaprimus in hiltoria,dine per bocca, 
dei famofo Mario .. 

fa. ìugiutino. Maiorcyeorum omnia,qu& lìcehat i!lisreli<]itere i diuitias.imagi>iehmemo~ 
riam fui prachram, virtutem non reltquere , ncque poter ant, ta (ola, 
non da tur dQno,.nequeaccipitur » 






Bei C.%àolfi. Torte 1. ss 

Fu Iacopo dikepolo di Gentile da Fabriano , da cui apparò l'- 
arte quando fu in Venetia,come dicemmo. Di fua mano vedeuafi 
•nella Confraternita di San Giouànni Euangelifta la figura del Sal- 
uatore, e due Angeli, chepietofamente il regeuano , e nella pri- 
ma fala in molti mezzani quadri haueua compartite attioni di 
Chrifto, e della Vergine , quali eflendo diuorati dal tempo furono 
con varie inuentioni,& in altre forme rinouati d'altri Autori,come 
hor fi vedono , che quali ci furono riferiti da vecchi Pittori gli de- 
formeremo . 

In nobile ltanza nel primo quadro veniua Maria bambina laua- 
ta dall' oftetrici,S. Anna nel letto, e S.Gioachino ftauafi fcriuendo. 
\ Poi nel fecondo fe Vergine pargoletta fé ne paflaua al Tempio 
ocr-dpancioaifi per molti anni nel Diuino feruigio in tener fpoglie 
(grdotali , ornandole dirigami, e digioie,& in altre facre funtio- 
m 

, Nel terzo vedeuafi fpofata à Giofeppe per mano delfommo 
Sacerdote.accompagnata da molte Citelle: v'erano giouani anco- 
ra con le verghe m mano à canto al Santo Giofeppe . L'haueua di- 
poi il faggio Artefice figurata , come fu. annunciata da Gabriele, e 
fattoui fopra numerofa fchiera d'Angeletti fefteggianti . Indi ap- 
preflb la Vergine vifitaua la Cognata Elifabetta , dalla quale veni- 
ua accolta con grate dimoftrationi . 

E coms poi lotto ad humile capanna adoraua il nato bambino, 
& in vn raggio di gloria kcc le militie de' Beati cantori con bre- 
ui m mano , ne' quali era fcritto il Gloria in excelfis Deo , ch'era il 
tenore della loro cele (le canzone . Stauafi in vn lato Giofeppe, e i 
due vili animali refocillauano col fiato il lor nato Signore. 

Nel fegnente quadro poi haueua Iacopo figurato,la medefima» 
che per feruar la legge apprefentauafi col fanciullino al Pon- 
tefice Simeone,offerendo per mano di femphce fanciulla due can- 
dide colombe . Pofcia quella per timor d'Erode fuggmafi in Egio* 
to fopra ad humile giumea:o , con l'innocente Giesù tra panni m- 
uolto , e'1 vecchiarell ;> Giofeppe fopra a debil legno portaua le_j 
pouere fpoglie,precorrendole il fenuero molti Angeli, che lefer- 
uiuano per lo viaggio . 

Giunta Maria, & il Santo vecchio nell'Egitto,gli dipinfe il Pit- 
tore , come l'vno efercitaua l'arte di Iegnaiolo con Giesù , che gli 
fomminiftrauagli ordigni dell'arte, e la madre fedendo con foni- 
ma gratia cuciua » e molti Angeli in gloria confolauano la beata_> 

E * copia 



5 6 Le Vite de 'Pittori 

copia col canto . Morto Erode ritornauano ambi i Santi ipofi in_» 
Giudea,tenendo à mano il nobile figliuolo » il quale con faccia ri- 
dente gli miraua dimoftrandone fegno di letitia , e gli Angeli gui- 
dauano l'afinello carico de' lor poueri amefi . 

Quindi in altra tela appanua il Saluatore frale dhpute de' Dot- 
tori, interpretando le diuine fcritture , la Vergine , e Giofeppe-» « 
che racquetato il pianto fi rallegrauano per la ritrouata fua_* 
fpemc. 

Seguì ancora Iacopo a dipingere altri auuenimenti dolorofi di 

u«w, UUe " Maria all'hor, che Chrifto douendo per lo rifcatto del genere hu- 

mano andar alla morte, chinato dinanzi alla Madre fua,veniua da 

quella benedetto : & in que' due volti dolenti tentò il Pittore dì 

fpiegare gli materni , e filiali affetti. 

Dipinfe appreffo come Giouanni recaua la dolente nouella'/^ 
Vergine , che'l fuo figliuolo era fiato prefo nell'horto , e condro 
al Pretorio d'Anna,e di Caifaflò : per lo che cadeua tramortita ru_» 
brace hio alle forelle . 

E nel feguente quadro fece il Saluatore condotto al monte Cal- 
uario col pefante legno in ifpal!a,accelerandogli il camino co' pu- 
gni , e calci i crudeli miniitri ; e da lungi lo ìeguiuano le pietofe 
Marie . Indi vedeuafi in Croce vicino allo fpirar l'anima , racco- 
mandando la Madre al diletto Giouanni; eraui vn manigoldcchc 
preparaua la fpongia; altri giuocauano le vefti a dadi , & alcuni lo 
ftauano beffeggiando . 

Per compimento di quelf hiftorie ritraffe il Redentore riforto 
trionfante dal monumento , che appariua alla Madre col gloriofo 
drappello de' Santi Padri ; e nell'vltimo luogo haueua figurata la 
medefima Regina del Cielo dopò il lungo pellegrinaggio della_j 
vita aflunta al Cielo coronata dall'eterno Padre } e dal Figliuolo 
con diadema di gloria. 

Tali furono le opere da Iacopo dipinte in quella Sala ferendo- 
gli 1 figliuoli d'alcuno aiuto ; ma già non hebbe parte alcuna ne' 
quadri de' miracoli della Croce,come vuole il Vafari , che furono 
dipinti nell'altra Sala per altre maniye da Gentile . 

Fece in oltre molti ritratti de' Venetiani , e quello di Iacopo 
Lufignano Rè di Cipro capitato à Venetia, e d'alcuni Senatori. 

Vidi medefimamente di quella mano l'effigie del Petrarca } e di 
Madonna Laura » quali cofe furono tenute in que' tempi in molto 
pregio . 

Infe- 



T>d C. Tfybjfi. Parte L % ? 

Iafegnò Iacopo l'arte fuaà Gentile , & àGiouanni fuoi figliuo*; 
li > che auuanzarono di gran lunga il padre : ma più di loro 
due Giouannij de' quali pienamente riferiremo le ope- 
re da noi raccolte , & in maggior numero , e più 
veridicamente di quello , che dal Vafari fu- 
rono deferitte . 




yiTA 







Gentile Bellino 
Pittore, e Cavaliere 




39 
VITA 

DI GENTILE 

BELLINO 

PITTORE, 

E CAVALIERE. 

Gentile figliuolo maggiore di Iacopo , fiche d£ 

li prima fauellaremo. Egli nacque l'anno 1 42 1 . , e 

da fanciullo fu alleuato dal Padre nella Pittura > ed 

in breue tempo fi auanzò in iì fatto modo , che gli 

essili fu di molto follieuo in molte delle cofe dipinte. 

Haueuano qne' primieri PittorijCome fi difle lauo- 
rafe alcune hiflorie nella Sala nel maggior Configlio de fatti e- 
gregi di quella Republica>quali per lo"più> furono rifatte > per or- 
dine del Senato da medefimi fratelli Bellini , diuenuti chiari nella M. Antonio 
Pittura. Gentile dunque ottenute alcune di quelle hiftorie, fece p^c a j lb ' r * 
invnail Pontefice Aleflandro 1 1 1. che pr-efentaua al DogeSeba- 
ftian Ziano il cereo ; e à canto al Papa ritratte il Cardinal Befsario- 
ne Niceno, Leonardo , e Bernardo Giuftiniani Procuratori di San 
Marco , & altri Cardinali > e Prelati > con molti Senatorie fotto vi 
era quella annotatione . 

Duxvniuerfo populo comitante additare Eccle/ìteSar.ffì Marci Ta- 
pam cum canti! us,& deuotione perducit ; vbi perfonam ,facuUatem f 
magnitudmcm Citatati; , <& tontm Dommium inpott&iontm fuam» 
&* Ecciefu contra quosltbet offerì .. 

Et in altra parte del quadro leggeuafi .. 
Tapa prxftat Duci cerum aibun,quoipjt, &- Bucante spefìtum perpetue 
infws procefliontbui vcrentur.. 

la. feconda hiftoria, dimoftraufcil Pontefice col Dogcin Sedia » 

che 



40 Le Vite de' Pittori 

cheefpediuano dueAmbafciaton con Ducali comillìoni per trat- 
tar la pace con Federico Imperadore ; Erano quegli Oratori vefti- 
lib.7. t j co i bauero aU'an:ica , & il Gran Cancelliere con vede lunga ro- 
fa:a > e maniche pendenti > e berettaà tagliere in capo . Eterata- 
lerifcrittione^ 

Tro pace trattando mittuntur ad Imperatore m, tum in yApulia refiden~ 
tem folemncs Ambafciatores cmi htteru DucaUbas , qua} Tapa 
mandai per Duemmuniri Bulla plumbea, cum figura Sancii Mirri * 
atquc Duce . 

Sotto di cui annotò l'Autore il nome Tuo in queftiverfi inlette- 
re aurate. 

Gentilis "Patria dedithxe monumenta Bellinus», 
Otbomano atatus munire fatlus Equa .. 

E fu quella Pittura fatta da Gentile ritornato da Coftantinopo- 
li> oue per ordine publico erafi trasferito per feruire à Maumet IE 
Rè de' Turchi , il quale inuaghitofi d'alcune opere de 1 Bellini * 
portate da Mercatanti à Coftantinopoh> diuenutone curiofo>^ie_» 
ricercò il Pittore al Senato , che gli mandò Gentile come riferifee 
itaun nopoh° - mco ^ Giouionella vita di quel Rè > & introdotto dal Bailo alla_r 
di lui prefcnza,contra il- comune de que' Regi per lor natura fuper- 
bi>e pieni d'altengia , fu da Maumerto accolto con fegni di molta 
Immanità : così la Pittura puote infìnuarfì nella gratia fua > di ciù 
fece ìlritratto > e della Regina > che furono veduti da Turchi come 
cofe miracolole, parendogli imponìbile > che ad vn huomo foffe 
conceduta tanta Virtù di cangiar le tele in fpiranti figure 3 che faci- 
litò l'affetto di Maumetto verfo di Gentile y che gli dipinfe pari- 
mente gli habiti tutti de' popoli Orientali . 

Fecegli ancora altre pitture , ed in particolare la tefìa di S . Gio- 
uanni nel difeo» il quale come Profetai riuerito da Turchie reca-' 
tala al Rè lodò la diligenza vfataui , auuertendolo nondimeno d'- 
vn errore,che il collo troppo foprauanzaua dal capo.-e parendogli> 
che Gentile rimaneflè fofpefoj perfargli vedere il naturale effetto 
fatto à fé venire vno fchiauo gli fece troncar la tefta> dimoftrando- 
gli come diuifa dal bullo , il collo à fatto fi ritirauaj per la cui bar- 
barie intimorito Gentile* tentò ogni modo di rantolio licentiarfi > 



ZW C. %doljì. Torte L 4 1 

■dubitando che vn limile fcherzo vn giorno à lui auuenifte. 

Alla fine Maumetto fattolo à fé chiamare -, dopò Io hauer co- 
mendatoia di lui Virtù , e dimoftrandofi ben fenato dell'opera.» 
fua , lo creò fuo Caualiere , ponendogli al collo vna catena d'oro 
di molto prezzo lauorata all' vfo turchefeo ; pofeia da lettere re- f f M *? £?"*" 
gie accompagnato ( non hauendo voluto Gentile chiedere altra_j metto, 
gratia , tutto che da quello veniflè incitato ) lieto fece ritorno i 
Veneria > non cenandogli il timore , che concetto haueua per lo R'^ma a Vc ' 
accidente accaduto allo fchiauo : pofeia fatta la relatione in Col- 
legio di quello haueua operato in feruigio di Maumetto , e pre- 
sentate le lettere , fiì comendato dal Doge -, & affigliatogli ho- 
noreuole ftìpendio in fua vita . Riportò etiandio Gentile da Co- . Stipendia» 
ftantinopoliiljitratto di Maumetto , ch'è nelle Cafe del Signor dali<mato - 
Pietro Zeno . 

Nel feguente quadro vedeuanfì gli Ambafciatori Veneti fudet- ^ ( Antonio 
ti alla prefenza di Federico Imperadore fedente in maeftofo tro- S'^^Lij*'^* 
no.cinto da Prencipi> a cuiriferita l'intentione del Senato , otten- cca ' 
nero pocacortefe rifpofla > non acconfèntendo alla pace col-Pon- 
tefice, ed era il breue di quella Pittura» 

■Imperator primo jlmbifciatores Utanter recipit ; [ed audito quei 
venerane ad tramandarti pacem rigide refpondit, quod Tapam 
fugiùuum fibi tratant t & nolmt facere guerram alienanti 
fuam , nec (uftinere quem totits Tiìundus /equi tur alioquin para- 
re fé adbellum^ 

Nella profuma tela haueua figurato il Papa, ch'efortaua il Do- jfc. 7 . 
gè, eVenetianij che con trenta galee fi mouefferoà combatte- 
re coniraTederico,recando al Doge Io Stocco infegno di perpe- 
tua giuftitia . E vi appariua in bella profpettiua la Chiefa di San_i 
Marco , & era lo fcritto-. 

Hortatur ^Alexander Tontif. Maxim. Vrincipem , &* Venetos vt 
cum triginta triremibus publicè ad btUum iflruSis , prò pie- 
tate » &* religione fortiter in boftem moueant , datque in- 
clito Duci , & fuccejjoribus enfem perpetuimi ìufUtia infi- 
gne babendum : c&tem ad bellum eumibus pìenijjìmant dat . 
veniam . 

Et in altra parte era annotato. 



^2 LeVitede Pittori 

Toftquam trepide mntiattun efi quinque feptuagmta bofiim triniì 
mes Otkonis Imperatori* filij duci» aduentatc » tum Venetus 
Dhx circa Salbfaiam Hiiìria promontorium fuos ad pugnar» 
bortatns tdicit » vt curri ferrum à fé in Hoftem vibratura w- 
derint fito exemplo dimicarent, 

E in altra il Papa accompagnaua il Boge con la benedittiono 
all'armata, e vi appannano le pope di molte galee ornate di fa- 
nali, e di bandiere con numero de faldati . Era il Doge feguito 
da molti Senatori ritratti dal viuo tri quali erano Gio: Barbarigo 
Caualiere, e Procuratore di San Marco ; Tadeo Giuftiniano > e 
Giouanni EmoCaualieri ; Vettor Pifano ; Carlo Zeno ; Fantino 
Michele Caualiere,e Procuratore, Nicolò, e Francefco Contarini 
Dottori con velli di brocato, e manti di porpora fodrati di armeli- 
ni;Marino Carauello; Antonio Contarmo; Luigi Storiato; Federi- 
co Contarino, e Federico Cornato parimente Procuratori di San 
MarcojOrfato Giuftiniano chiarimmo per le molte legationijAn- 
tonio Loredano creato Caualiere dal Senato per la difefa di Scuta- 
ri,e Francefco Barbaro difenfore di Brefcia,con altri Signori , e vi 
fi vedeualaprofpettiuadcl Palagio Ducale. 

Et appreifo il quadro del conflitto nauale accaduto trà'l Doge 
Ziano,& Ottoncche rudipinto,come diremo, daGiouanni(ben- 
che altrilo faccino di Gentile ) haueua rapprefentato il Papa , che 
lib.7- porgeua al Doge nel ritorno della Vittoria vn'anello accioche_> 
ogn'anno foofafe il mare per lo acquiftato Impero , & Ottone di- 
nanzi al medefimo Pontefice inginocchioni , à canto cui erano 
Cardinali, e Prelatije a lato al Doge il Rè Iacopo Lurìgnano in ar- 
m 1 bianche; Marco Cornaro filo fuocero, il Biondo da Forlì hifto- 
rico; Luigi Fofcarini Dottore, e Procuratore ; Chriftoforo Duodo 
Generale,e Procuratore ; Vittorio Cappello Generale ; Marc'An- 
tonio Morefino Caualiere , e Procuratore ; Benedetto da Pefaro 
General di Mare ; Zaccheria Contarmi con manto , e capuccio 
chermefino,che fu più volte Prouedit :>re in campo , e molte Am- 
basciateci altri gentil'huomini,e l'ifcrittione . 

Conpletlitur Utabundus Ponti/ex Venetum Buccm incet- 
tarti Vifiorìxmreprtantem y & F e lagi Dominar» falu- 
tjtt. TrAdirfit } & anulum, quotile , ejrrsUquiPrwcij/es 



del C Ridotti. Torte I. 45 

m veri, perpetuile Imperi/ argume 'ntum quotannhip- 
fura fibi mare defponfarent , 

Nelleqiialihiftoriehaueuavfàto incredibile diligenza , & a In- 
fetto: le rimanenti* che feguinano l'ordine medefimo furono dal 
fratello,eome appreffo diremo dipinte . 

Ma feguitiamo a fauellar di Gentile, il quale fece nello albergo Operedclfa 
della Confraternita di San Marco fopra la banca il Santo Euange- j; s.Mmco ► 
Hfta y che predica nella piazza d'Aleflandria x oue è rapprefenta- 
to il Tempio eh Santa Eufemia fomigliante a quello di San Mar- 
co, dietro à cui vno ftà feriuendo la predica con molti y chel'- 
afcoltano . 

Sonoui molte Turche dinanzi ginocchioni coperte di bian- 
chi veli, che fanno vn bel vedere ,■ gentil'liuomini T eCaualieri 
ritratti dal naturale r qua! fatica è certo inefplicabile per le molte 
figure, e perle copiofe architetture ornamenti, & animali che v - 
interuengono ► 

A Confrati di San GiouanmEuangefifladipinfe in oltre nella 
Sala di mezzo fopra le due porte deirentrata, nelqual Iuogocon- 
fèruafiin vna Croce di criflallo qualche particella del pretiofo le- 
gno della Croce del Saluatore,(come altroue habbiamo detto) vn ì^^mìÌ^ 
miracolo accaduto- nella perfona d'vn figliuolo di Iacopo Salis Cere, 
mercatante Brefciano , ilquale correndo per la piazza di Brefcia , 
percotendo in vn pilaflro fi ruppe fieramente ir capo ► Horail 
Salis ritrouandofi nella piazza di San Marco nella fefthutà del; 
Santo Euangelifta, oue interuiene quella confraternita' portando 
la detta pretiofa reliquia a quella fi veto , & il giorno a dietro fa iì 
.figliuolo da Medici ritrouato fan o . 

Qui ritraile Gentile al naturale i Guardiani, & altri titolati con 
himi in manosi Doge, il Senato , e numerofa gente fparfa per !a_» 
piazza con habiti vari , e vi fi veggono ancora intorno le Procura- 
le vecchiej& il nome dell'Autore a piedi in quella forma . 

Gentili* Bellìnus T.qttes amore incenfus Crucis 
M.CCCCLXXXXVI» 

E nel mezzo della Sala detta rapprefentò vn'altro miracolooc- 
corfenellafolennità di San Lorenzo » alia cui Chiefa auuiandofi, 

£ z quella 



4^ Le Vile de: PÙ.tork 

quella Compagnia,per la calca del popolo, cadde h Croce detta-* 
ael canalejtentando molti in vano tratti nell'acqua di rihanerla, ili 
che fùfolo conceduto ad Andrea Vendramino Guardian maggio- 
ro, che poilofì anch'egli annoto fi vede firingerela Croce , vi fono 
accora moki in barchette , in vna delle quali è il Capellaao di.San 
Lorenzo .. Sopra le ripe , & à balconi llanno molti ofleruando il 
miracelo , e vi fi ritraile. Gentile , (di donde tratta habbiamo- l'ef- 
figie) con altri foggetti qualificati ginocchioni, vfandoinquel- 
l'ope ra vna laboriofa diligenza, 0ue.fi può credere , che vn lungo 
reti ipo vi fpendefle , a che fare , non capiterebbe aicunmoderno 
TJittorcperacquiftar fama di diligente . 

E però vero, che in quel tempo gli Artefici non durauanopéV 
auuentura quelle difficolràjche al tempo d'oggidì fi prouano, per- 
che non emendo la Pittura del numeto delle arti fabrili, ma dagli 
Antichiripofta frale più nobili, (benché ne' prefenti tempi ven- 
ghi conculcata , fìimandofi folo dal volgo ignorante quelle pro- 
fi fiìoni,che portano feco alcuna vtiliti , ) non fi donerebbe eferci- 
tare,che per deliciofo talento, poiché in fine qual fi fia virtuofa , e 
degna operatione fi rende con la mercede balla, e vile y& annoto- 
ui come neh altra così il nome », 

Gentilis Btllinus Eques fio ptnttifìtm& Crucis; 
affettu lubens fecit .. MCCCOC. 

Pmir> di tu- Tra le feneftre dipinfe vn'altro miracolo auucnuto nella perfb- 
dotucDiifana- na di Pietro di Ludouico vno de' Confrati >. liberato' dalla. febre_> 
quartana,il quale con molta diuotione ftà dinanzi alla Croce: e vi 
fono altre figure, & ornamenti ». 

Di fua mano fono etiandio i portelli dell'organo fituato nel 
corno fìhiftro nella.Cappella-maggiore nella Chiefa di San Mar- 
co,nel di fuori appaiono Santi Marcoie Teodoro Protettori, e nel. 
di dentro li Santi Girolamo,e Francefco; e ne' Padri dell' horto ve- 
defi foprala porta. maggiore della.Chiefail Beato Lorenzo Giu- 
ftiniano in piedi .. Fece in oltre nella fcuola.de.i Merciari à canto 
San Giuliano latauola dell' Altarejcon layergine,Santa Caterina» 
e.San Daniele, diuifi in partimenti .. 

Habbiamo veduto ancora.di quello Autore, vna mezza figura 
di Maria Verginecon più Santi intorno , confórme la diuotione di 
coloro per quali la dipinfe, dal Sig.Giouanni Reinft genwl'huomo 

Olaa- 



Ifl 



Bel C Rìdo/fi.. Parte/. 45 



Dlàndefè . La Circoùcifiòne d.i Signore dalli Signori Pabarighi 
fi San Polo . Lauorò etiandio nell'intauolato d'vna ftanza di cafa Detto 5. Mar- 
^rimanasi S. Ermacora alcuni veftiti alla Soriana,che mirano giù. 
i'àlcunifuori .. 

Ma ciò batti di Gentile > ch'efiendo lungamente rifiuto, e de- 
gnamente hauendo operato fi morì danni ottanta l'anno di 
whrifto i 501. e fu dal fratello con molte lagrime , fatto feppellire 
iella Chiefa de.'SantiGiouanm,e Paolo,trà quali pafsò fempre /in- 
volare beneuolenza>e fraterno amore, non oftante la.competenza 
ìell'artcchefuole per lo più cagionar l'emiilationce l'inuidiargo- 
lendo vicendeuolmente degli auuanzi,che l'vno » e l'altro faceua— 
ìadella gloriai delle fortune acciuffate .. 



8^ 




VITA 




Giovanni Bellino 
Pittore. 




VITA 

DI GIOVANNI 

B E L L I N O 

PITTORE 

CITTADINO VENETIANO. 

N Giouànni fratello di Gentile fi viddero conferite 
maggiormente le diuine gratie, che fi lafciò à die- 
tro tutti coloro, che fino ai tempo fuohaueiuno 
dipinto : nelle cui pitture fi vide vn compendio di 
ciò,che di bello, e d'eleuato feppe fin all'hora l'Ar- 
te produrre-. 
Egli ridurle la maniera vfata per l'adietro,che teneua del fecco, 
•ad vn più efquifito > e foaue itile , col quale vnicamente imitò la_i 
Natura:arrecando alle Imagine de' Santi>certanobile,puritd, e di- 
■uonone , onde con ragione ottiene il titolo di celeberrimo tra gli 
fcorfi Pittori : che però di tanto Artefice diffufàmente ragione- 
remo ; e benché la fama fua chiariilìnia fen voli per ogni fi* 
to , verrà da noi la di lui memoria in quelle carte ancora con- 
feruata-. 

Separato/! Giouànni dal fratello , cominciò à far opere da fé , 
benché l'Amore tenefle Tempre gli binimi loro congionti, ambi 
ccrcandoconvirtuofo gareggiamento auuanzarfi nella virtù: e£ 
fendo 4'en?ulatione degna di lode all'hora » che à gloriofo fine è" 
•indirizzata. 

Hora mentre con ledefcritte operationitentaua Gentile d'a- 
prirfi il calle alla fama , Giouànni anch' egli incaminauafi con lo 
generofe fue fatiche alla gloria . 

Ma perche le opere da lui fatte furono in' gran mimerò , ha- 
uendo oltre le publiche moke cofe à priuati dipinte , imponibile 
anco fia il fardi tutte pienamente melinone, fi che fi ridurremo al- 
la narratione diquelle } che più note>e famofe fono . 

Furono delle cofe prime efpofte in Venetia due tauole , f vna_> 

della 



4* 



Le Vite de Vittori 



della Vergine,ch'egli pofe in San Giuliano , che fu poi leuata, l'al- 
tra di Santa Caterina In San Gcminiano » che rinouandofi l'altare 
fu rifatta dal Tmtoretto , 

In San Felice altra ne fece di noilra Signora nello Altare de' 
Cinturari, hor riporta per fianco di quella Chiefa nella fcola loro . 
In concorrenza d'altri Pittori lauorò per la Compagnia di San Gi- 
rolamo due quadri della vita di quel Santo . L'vnolo dimoftraà 
federe a canto alle mura del fuo conuento fermoneggiando co' 
fuoi frati,che gli fiedono intomo in femp liei politure > chi di loro 
fi appoggia à debil legno;altro rito l'afcoltajeuui vn Frate , che di- 
spiega alcuni drappi (opta ad vna loggia: e finfeui nel piano iepul- 
titre,& herbette molto naturali . 

Nell'altro vedefi il medefimo Santo nello Studio fuo pollo ad 
vno fcabello in atto di leggerle vi fon Fratijche Hanno Studiando» 
& altri fàuellano infieme:& cuui qualunque cofa efpreffa con mol- 
to artificio,ediligenza:e v'ifcriife il nome > e l'arino 1 454. 

E nel Magiitrato dell'Auogaria figurò noflro Signoremorto fo4 
/tenuto dalla Vergine Madre,e da San Giouannifopra il fepolcro; 
e l'anno 1 472 . fece nel Refettorio de' Padri della Carità à chiaro 
feuro il Crocefiflb con le Marie , Si i Dottori della Chiefa . 

Per il Tempio de' Santi Giouanni , e Paolo dipinfe la gran tauo- j 

la di Santa Caterina da Siena con la Vergine fedente fotto à mae- 

flofo porticale»foStenuto da naturalissimi pilastri ripieni di lauori , 

con li Santi Domenico » Girolamo » Orfola » & altri Beati . A pie 

della Vergine fono tre Angeletti con libro in mano » in atto d 

fcioire le labra al canto» 

. „ . Haueua il Bellino feeuendo il coftume de' paflati Artefici lauo 
.Antonello pn- .- ° , r .. , r ,. ,. . < .. 

mo dipinte à ratoa tempera» nn tanto che apprele il modo di dipingere a oglio 

osIiouiVenc portatoà Venetia da Antonello da MeSfina , come nel principio 
dicemmo » che apparato Jo haueua in Fiandra da Giouanni di 
Bruggia,che in tale guifa dipinto haueua vna tanola in San Caflìa- 
no con nofira donna fedente»e fan Michele, & altra in San Giulia- 
nojche furonoleuate .. 

Fece ancora alla Regina Caterina Cornara vn'Imaginc della_i 
Vergine della quaje kce donoad vna fua Damigella , che fu acca- 
lata in Treuigi in cafa Auogara , oue ancor fi conferua. Dipinfe; in 
oltre àfrefeo fanno i49o.in S.Nicolò della medefima Città à la- 
ti del fepolcro d' vn Perfonaggio di cafa Oniga due armati all'anti- 
ca. 

In 



: 



Del C. Adolfi. Parte/. 4? 

In Vcnetia trouafi di Tua mano vn'effigie parimente di noftra^. 
Donna in cala de' Signori Contami i ; Se altra figura di San Chri- 
ftoforo in cafa Zanne di Piazza , il Signor Giouanni Van Veetle ha 
mandato di queito Autore alle fuecafe in Anuerfa con molte ec- 
cellenti Pitture vn'altra diuotiffima effigie di Maria Vergine ac- 
compagnata da quattro Santi . 

Ma ripigliando il primiero difcorfo>veduto»chc hebbe Giouani 
quella nuoua maniera di dipingere nel quale appanua cera vnione 
e sfumatezza de' coloniche non fi praticaua à tempera, ne fapendo Anuerfei 
imaginarfiilmodo tenuto da Antonello^s'introduue in Tua cafa 
fotto titolo di Gentilhuomo con muentione di farfi rittrare , poi 
che veftédo la toga Veneta refeò facilmente quello iuganato:onde 
fenza alcù riguardo pofe man oal lauoro, & ofleruando Giouanni, 
che di quando in quando intengeua il pennello nell'oglio di lino 
venne in cognitione del modo da lui offeruato . Perloche Anto- 
nello per hauer portato à Vcnetia così bella inuentionc hi molto 
apprezzato da que' Signorile dopo qualche tempo vi fi morì d'an- 
ni quaranta noue , e fu da Pittori Veneziani honorato di quella 
ifcrittione . 

Antoninus Piffor , prxcìpuum M ejfan& fù<e, faSicìlUtotius 
ornamentum, hochumo contegitur . N on folum fuìs fi- 
cluris , in quibus jhigulare artificium,& l'enujìas fuit 
fed., ér quodcoloribus oleo mifeendis fplendorem , &fer- 
petuitattmprimus Italia riclur<e contulit:fummo femftr 
ar tifi cium Studio celebrata* . 

Inqueiìa guifa dunque Giouanni apprefo il modo di ftemprar 
i colon con l'oglio(benche altri dichino j che Antonello conferà 
{ce prima il fecreto ad vn Maeftro Domenico) fi mife anch'egli in 
quella maniera à dipingere 3 il cui efempio fu poi feguito da tutti i 
Pittori Italiani . 

Dipinfe intanto Giouanni d Padri della Carità la tauola del 
Saluatore al Giordano; & alle Monache de i Miracoli il San Giro- 
lamo nel feno d'horrìdo deferto . 

InSanlob rapprefèntò in grande Altare la Vergine i federe-» 
fotto ad vn a tribuna foftenuta da natu-aliflìmi pilaltri cosìfomi- 
gliantià - quelli deU'ornamentOjche paiono fcolpiti .Da lati hauui- 

G dirit- 



Taflfo cjii. 16. 



5 o Le Vite de* 'Pittori 

diritti San Giob piagato; San Francefco , che mira con molto af- 
fetto IaCroce;San Sebaftiano ignudo,e San Luigi : in vero natura- 
li confidente figure , nelle quali Giouanni cercò d'imprimere-» 
quella pietà che fi richiede nelle Imagini de' Santi : non badando 
àfcorci,ó ad atteggiamenti , che furono pofcia praticati da fé* 
guenti Pittori ; ne fi può defcriuere à pieno la gratia, e la bellezza 
ditte Angeletti, che fiedono à pie di quella Vergine , chi di loro 
tocca la vaiolaci liuto, & il vaiolino :d*arie così gentili, e di moui-» 
menti così foaui>che rapifcono gli animi , qual maniere di figure 
deftano fomma diuotione nelle menti de' fedeli ; e fegli può con~» 
ragione fottofcriuere quel detto. 

Mancati parlar, dìviuo altro non chiedi i 
Ne manca quejlo ancor, fé a gli occhi credi . 



DctmS Gio * n San Giona ini dal Tempio figurò nell'altar maggiore con 
«{e Fiiilai» . moltadelicatezza il Saluatore al Giordano , e'1 Caualiere Priore 
padrone da vn lato inginocchioni con la Croce in petto > e vedute 
d'alpeitri monti. • - 

Altre due tauole fece in S. Michele Ifoletta vicina à Muranod'v* 
na dimoftra noftra Signora col fanciullino,e li S.Pietro, e Paolo , e 
due Santi dell'ordine m nichie dalle parti col ritratto di Pietro 
Prmh Procurator ài San Marco padrone dell'altare l'altra nella_» 
cappella di Marin Giorgio di Chrifto refufcita.o, con cuftòdi ar- 
mati al Sepolcro in picciole figure porto fotto ad vn monte , e di 
lontano vedefi vn paefe ripieno dimonti,d'alberi,e d'animali, e le 
Marie in camino . ' " " --■---. ... 

Ma diciamo delle pitture da lui fatte nella Sala del Maggior 
Configlio in competenza del fratello > poiché eflendofi Giovanni 
refo non mèn relb grato a Cittadini per le fue virtù , era al pai i di 
Gentile accarezzato , e fauorito ; onde gli furono parimente djo- 
gate la maggior parte delle rimanenti hiftorie di Papa Aleìfan- 
dro . 
: Nella prima figurò il Doge Sebaftiano Ziai. o co"Scnatorifmon- 
>i-7 K Dccad. tati dal Bucintoro alia Cniefa dèlia Carità , che ricònofceuano il 
Pontefice Aleffondro Ill.chcfconofcmto ilaua'i tra oue' Padri, "e 
vi iì leggeua fo:to quelle iferkaoni, per dilucida! ione deil'il tene*. 

Tr'tma notte declinanti apudC anonicos S.S'aluatori Qui duxe r 






Del CBJdolfi. Parìe I. S t 

tuhteum adMonafiefium Sancì* Mari* Caritatis , ibi» 
quem forma feruiebat, 

L'alrapoco dittante così diceiia. 

guidarti peregrinus nutu Bei , e x "voto ve ne rat Venetias , qui 
dum vifitàret Ecclefi am fuprafcriptam S. Mar He de Ca~ 
ritate cognouit Papam, notificat illufiri D. Seb astiano 
Ziani, tu ne inclytoV 'enetiarumBuci,qualiter Summus 
Pont. e fi in tali Ecclefi a , 

La terza efprimeual'attione dipinta . 

&ux Confi Viari/ nobile s, & tota Venetiarum Ciuitas , fwiiliter 
Patriarcha Gradenfs, & Epifcopus Caftellanus cum fo- 
to clero perueniunt cum cructbus ad B. l'apam dubìtan- 
tem de tanto concurfu . BeuotiJJìmus Dux genibusflexis 
dedit ofcula ad beatifs.pedes prxfentans clamidem, mi- 
tram, cjr ornamenta pedum , &confortans r vtmetude- 
pofito afsumeret animum , & Pont if calia ornamenta > 
quia ett in vrbe tutijjima libera, & potente . 

Pofcia m altra tela.feguendo l'ordine dell'hiftoria detta,efpref- 
fe la battaglia nauale accaduta tra il Doge detto , & Ottone figli- 
uolo dell'Imperadore Federico , oue diede à vedere vn intreccio 
di molte galee in vari , & arcificiofi modiaccommodate , numero 
di combattenti, che fieramente fi colpiuano , altri fi fchermiuano 
con gli feudi dalie fa ette auuentate ; erano molti ancora caduti 
nell'acqua, che tentauano aggraparfi à legni , altri morti veniuano 
rifofpinti dall'onde, e fopra dorata pope itauafi il Doge, à cui era_, 
condotto prigione il gioumetto Ottone; ne fi può efprimere la fa- 
tica, la diligenza, e l'arte vfata dal Bellino nel rapprefentare co- 
tante figure m atti co c ìdinerfi , la varietà delle armi , e la bel- 
lezza degli ornamenti , onde fi dice , ch'egli fpendefle vnde- 
ci anni nel condurre à fine quella fi immenfa fatica > e vi fi leg- 
geua_, . 

G a Atrox 



j 2 Le Vite de' Pittori 

Atrox vtrinque pralium committitur,demumDuxfortiffmtis t 
diuina epe t Venetaque virtute nixus , Imperatoria clajfe 
difiecìa Othonem cum triremibus 6 o .capit,rctiquis , prA- 
ter paucas^quA.celeri fuga abierant % aut igne abfumptis , 
aut alto mare deprejjis . 

Diede anco fine Giouanni ad vna hiftoria lafciata imperfetta-» 
dal Viuarmo, nella quale vedeuafì Ottone dinanzi il Padre , di cui 
ammolito lo {degno , ottenne la pace col Pontefice ; & erano in., 
quella , come nelle feguenti hiflorie compartiti molti ritratti do» 
Senatori,(narraticonfu(àmente dal Sanfouino») di Andrea Dona- 
to Caualiere con velie di brocato d'oro; di Iacopo Venicro, e di 
Iacopo Marcello Generali di Mare ; di Candiano Bollani, e di 
Francefco Pafqualigo parimente Dottori , e'1 Pafqualigo porgeua 
vn libro al Raucafio celebre Iureconfulto , &eraui alato Gentil 
Bellino . E quella ifcrittione. 

Lxtatur Imperatorvifo flio, cuiuscoftantìaqmd alioquìab- 
borruerat animus, tandem viffus ei trattando pacis tri- 
buit poteftatem . 

In altra kcz il Papa l'Imperadore , e'1 Doge {montati nel porto 
d'Ancona , & eflendogli portate da Cittadini due ombrelle co- 
mandò il Papa, che vn'altra mede/imamente ne folle portata per 
il Dogcordmando, che la potell'e vfare co' fuoi fucceflòri ; ed hij 
quella erano altre R effigeati que Iti lettei'ati.Giouanui Anpoido; 
Teodoro Gaza ; Emanuello Crifalora ; Demetrio Calcondile ; e_> 
Giorgio Trapefuntino veiliti all'vfo Greco . 

Veniuano nel vicino quadro i tre Prencipi detti incontrati fuor 
di Roma, con folenne pompa dal Clero,c dalla Nobiltà > e da nu- 
mero de Caualienveititi in belle, e ricche foggie fopragenerofi 
Caualii con ltendardi innanzi di van colon,e trombe d'argento in 
fegno di le:icia,e quantità di popolo fefleggiante , che acclamata 
la venuta del Pontefice , à quale folennuà fece il Pittore preferiti ; 
Hermolao Barbaro ; Angelo Politalo ; Girolamo Donato in 
velie aurata , Antonio Cornaro Lettore di Filofofia , e Zac- 
chera il figliuolo co' capiteci in capo all'antica con quello 
fcritto . 

Pro- 



Dei C. Rìdolfi. Parte L $j 

Prof cifcuntur bine Romano cum celeri equitatu Alex. Pont. 
Imperator , & Dux Venetus , quibus ibi appropinquanti- 
bus omaes fuprtmiordinis Antiflites cum totoC uro pro- 
dcunt obuiamfequuti primiores Ciuitatis totaque nobili- 
taf , porremo multitudo ingens sludio ^ffufa, veniente s 
cum multa Utitia,& veneratione excipit. 

Rapprefentaua la pr oflìma hiftoria il Pontefice , mentre faceua 
dono al Doge degli itendardi,e delle trombe d'argento , acciò per 
fua memoria le portane nelle folenniti maggiora e per la Vittoria 
confeguita; Nella quale attione interuemuano parimente Paolo 
Barbo Caualiere fratello di Papa Paolo Secondo; Andrea Molino; 
Antonio Dandolo Dottore;Luca Zeno, e Domenico Marino Pro- 
curatori di San Marcoje Nicolò Michele Caualiere , e Procurato- 
re anch'egli di San Marco, e vi fi leggeua , 

ObtuUt Romanus populus Alexandro ingre/fo otto varìj color is 
vexilla , totidemq; argenteas tubas , qu.t dignità tis orna- 
menta vitro Pont if ex Veneto Duci de tu Ut quibus,ipfe , & 
emnis Ducum poll-eritas folemni pompa vtcrentur „ 

Finalmente nel-f vltimo luogo haueu 1 Giovanni con molto de- 
coro rapprefenuto il Pon:ence,rimpera lore , e"l Doge peruenuti 
«ella Chu-fa di San Giona mi Laterano , oue e {Tendo apparecchia- 
tc-duc TediedVna per lo Ponte ficcl'altra per lo Imperadore, ordi- 
no il Pontence,che vn'altrafimile Tedia folle recata al Doge,acciò 
fofle comune l'honore -, e vi ritraile Marc' Antonio Sabellico fcrit- 
tore dell'hiiiioria Veneta ; Giorgio Amafeo ; Giouanni Menila , & 
altri Toggetti illuiri di qu;l tempo , & in oltre vi appariua molto 
popolo coucorfo à quelmarauigliofo foettacolo , con quello 
lettere . 

Inuìfit Alexander Pont.Lateranenfem Bajìlicam cum Impe. 
rat or e , & Veneto Duce . Hic cum forte fella ejfet vn.u 
Pontifici , alter a Federico Imperatori slrata y tertiam Ve- 
net a ftrenuiiuftu : de di tq uè tam illiadcurrulis felUitt* 






, f 4 Le Viti de' Pittori 

./£gw „ .quam pojltrìs VcnetorumBucibtis perpetuo fa 
bendum. 

Quattro pretiofe tauole fono di più di Giouanni in Venetia_^ 
vna nella facreftiàde' Frati con la figura della Regina de' Cieli,e> 
folito bambino in feno , pofta à federe fotto dorata tribuna , e dui 
Angeletti à piedi>che/con gratiofo modo fuonano illeutò, & il zi: 
folo , e ne' portelli fono li Santi, Nicolò, Benedetto > & altri dir 
Santi. • 

LafecondainSanZacchcriaediin quella è parimente figurar 
la Vergine col bambino in braccio , e dalle parti San Pietro ,i 
le Sante Maddalena,e Caterina con arie,e lineamenti diuini, e Sai 
Girolamo veftito da Cardinalereiuii vn Angelino à piedi, che fuO: 
naia viuola:e nel recinto appare nobile architettura , e cosìnatu 
rale,che par da douero . E quella pittura vien tenuta delle più bel 
Ice delicate dell'Autore >e v'ifcriile il nome,e l'anno 1505. 

La terza è in San Giouanni Gnfoftomoou'è San GiroJamc 
nella cima d'vndiruppo conlibro in mano: San Chriftoforo , < 
' San Luigi di belle forme non folo>ma di paftofo colorito » 

La quarta è pofta nella Cappella della Concettione in S.Fran 
cefco della "V igna,oue entra medelìmamente noftra Signora , Sar 
Sebaftianoj & vn ritratto . 

Fece in oltre per la Chiefa delle Monache degli Angeli di Mu 
rano altra gran tauola deli'Anunta della Vergine ornata di pann 
deliciofi : e nella parte inferiore ftanno in cerchio a colloquio 1 
Santi Pietro,e Paolo,Francefco 3 Luigi , Agoftino , Antonio Abba- 
te 3 e'l Battifta , fatica in vero delle fue più delicate . Sopra ad vna 
ferriata è in gran quadro ritratto il Doge Agoftino Barbarico gi- 
nocchiato adorante la Regina de' Cieli,San Marco , & Sant' Ago- 
ftino Protetton 3 & due Angeli, che fuonano due lire co' fembiant 
veramente celefti,& in minor quadro fopra ad altra feneftra il Sal- 
uatore vien riporto nel monumento . 

Ma veggiamo il rimanente delle cofe di Venetia . Nella Cap- 
pella del Sacramento in San Saluadorc è Chnfto alla menfa con 
Lucale Cleofa,e feco vede vn Gentilhuomo Venetiano,& vn men- 
dico chiede l'elemofina molto naturalerma fopra tutto , e ango- 
lare l'effigie del Signore fpirante affetti diuini . 

Nella Chiefetta vecchia de' Padri cappucini alla Giudecca fece 
ancora Giouanni altra tauoletta di Maria Santilfima con S. Fran- 

cefeo 



DdCRìdolfi. Parte I. $f 

, cefco in cui ritrafle il Guardiano al naturale, accoftandofì in quel- 
la alla via di Giorgione:o fofle come alcuni diconos che gli piacef- 
fé la maniera dello {"colare . . 

Fece dono à Padri di Santo Stefano d'vna effigie del Saluatore 
in atto di benedire rariffimo per la diuotione , e perla diligenza 

: vfataui,annouerandouifiogni minuto pelo,& efprimendouifì ogni 
particolare fentimento del volto . E nella Procuratiadi yltra ri- 
trafle fopra alla porta più interna nobile figura di noftra Donna," 
San Marco,e tre Procuratori ginocchioni . 

Il Signor Bernardo Giunti gentilhuomo Firentino ha vn qua- 
dro del Saluatore pollo in mezzo à quattro Santi molto diligenti, 

' e dinoti in mezze figure,& il Signor Giouanni Van Veerle fìamin- 

• go fece acquiflo d'vna effigie fingolare della Vergine adorata da_> 
Santi Pietro, Girolamo in mezze figure quanto al naturale. 

Horregiflriamo altre cofe di que (lo mfigne Pittore, che fono Anucr ^* 
iiior di Venetia,non fermandofi il grido di fua Virtù in vn folluo- 
go-.ma volando chiariffi'.no dounnque . 

Vollero i Vicentini honorar laChiefa loro di Santa Corona V]Ccnza . 
con grande tauola di quella delicata mano, del batte/imo di Chri- 
flo . Vn'altra figura dì Maria Verdine trouafi nella Catedrale di (r S omo * 
Bergomo;e nella terra d' Alzano, ditlrettoBergamafcoeuuivn ài* 
tracimile Imagine di noftra Donna , & in Pefaro nella Chiefa di 
San Dominico euui vn'altra tauola nelT aitar maggiore . 

II Signor Arciduca Leopoldo viuente , il quale con la fua Regia viennr» 
munificéza accrefce gratie continue alla Pittura poffiede del Belli- 
no vna diuina imasine della Verdine . 

Li Signon Chriiloforo , e FraticefcoMufeli in Verona hanno , 
tra le molte'cofe raccokedel già Padre loro,di quello Autore due 
rariìTime Pitture, l'vnain forma d'altare continente la Regina de i Verona. 
Cieli, hd dalle parti i Santi Pietro , e Pàolo,evi è vn ritratto a pie- 
di vellito all'antica ; e;ièlja coperta San Francefco , e SanVi- 
cenzo Férrerio ; l'a!tra,è della Cireontyfione deLSìgnore in mez r 

■ ze figure,beliiffima in eccellente grado,& il ritratto del medeiìmo 

: Bellino. 

Furono raccolte ne'cempi andati molteopere da particolari Si- Le o di 
gnori facendoli gran Mimi dell* cofc di Giouanni , e molte ve ne Giouanni ap- 
fono in Romadn Germania,!.! Fiandra,^ in Inghilterra, venendo P rczzate * 

: deli Jerate dairvniuerfalo,per.un'a certa delicater.za,e foauità, che 
fu gratia di lui particolare : ma impoifibde farebbe:! far di tutte 

rela.- 



Venetia . 



$ 6 Le Vite de Vittori 

ceJatione . Hor tocchiamo quelle , che fi confènuno turtauia in 
Venetia . 

In Venetiain cafaGrimanad Santa Ermacora dipinfe nella Sa- 
la due gran quadri di Cofmografia con le figure di Tolomeo» Stra- 
bone,Plinio,e Pomponio Mella>e v'ifcrifle il nome fiio. 

In quella de' Comari a San Mauritio emù il Signore alla Menfa 
con Luca,e Cleofa di forma al naturale,dipinto dall'Autore in gra- 
tia del Signor Giorgio Cornaro Caualiere fratello della Regina' 
Caterina, la quale ritraile in matura età. 

In cafa Loredana di Santo Stefano conferita/! il ritratto del Do- ì 
gè Leonardo Loredano pollo a federe ad vn tauoIino>e due fnoi fi- I 
gliuali, & altri della famiglia intorno 5 che fono figure , molto viua- I 
ci. Tri le pitture del Signor Procuratpr M orofino eraui vna fingo- : 
larimagine della Vergine col bambino tolta in mezzo da alcuni 
Santi . 

Vn'alrraè nelle cale del Sig.Cauaher Landodignifiìmo Senatc-I 
re ; & vna è pofleduta dal Signor Giouanni Salamoile Senatore i 
meriiifilno , &in cafa Zena alti Crocechierieuuivn altra fiutile! 
diuotione . 

Si veggono in uarie Chiefè ancora di quella Città diquefta nia- 
Mot» e imagi nopiù figure della Vergine. Nella Madonna delThortOjin San Gt- 
ri della ¥»& rolàmo > &in Santa Maria Maggiore tre ve ne fono con differente 
modo dipinte , & in cafa Saunda e uni vn quadro oue entra pari- 
mente Maria Santiflima,e San Giofeppe in unabofcaglia. 

Molti furono i ritratti fatti dal Bellino di Perfonaggi.ed huonti- 
niilluftri, e de Dogi di Venetia , alcuni de' quali ritraile in gran 
quadri con altre figure per la Sala del Collegio . Di Bartolomeo 
Liuianojdi Pietro Bembo prima) che folle Cardinale; per lo" fai le- 
ce anco il ritratto d' vna fùa fauorita 3 che dalla pena di quel chiara 
fcrirtore tu in tale guifa cele brato. 

Intanine mia celefle , e pura , 

Che fplendi più che' l Sole à gli occhi mki t 

Emtrajfembri il volto di colei 

Che f colpito ho nelcor conmaggior cura, 
Credo che'lmio Belli fi con la figura 

Thabbia dato il cofiume anco di lei , 

Che m'ardi s'io ti miro , e pur thfti 



toélC.Ridoif Torte I. S7 

Fredde f malto ietti gionfe alta ventura . 
Ecome Domiti invifia dolce httmile y 

Ben moftri tu fitta del m/o tormento , 

Pàfe mercè te* frego non rifondi, 
Xnquefithaitùdilei me» fero fi 'ile : 

Nefpargi ti le nuxffcran^e al venta, 

Ch'dlmem quandi ti cerco non f afe ondi* 

SiMquefiique r hegìi occhi , in cui miranda 
'. Sen^adtfe/à far feraci mejhfio: 
. E quefto quel bel ciglio , a cui ttffcjfo 

Invano almi» languir , merci dimando. 
Som quefle quelle chiome y che legando 

Vannoilmio cor y fi che ne more tffrejfoi 

uveite, e he mi fidi nell'alma imfrejfo, 

Perche io vitto, di me maijemfrein bando. 
Parmi veder nella fra fronte Amore 

Tener fuo maggior figgi* ,c ctvna far te 

Volar ff ente , fiacer , tema , e dolore, 
palt Altra quafi fielle in Ciel ceffarte, 

sguinci ,e quindi affarir' fenno , e valore 

Sellerà , leggiadria, natura t & arte. 

Finaimc ite nell'vlcimo degfi anni fuoì diede principio ad vna 
inuentione per Alfonfo I. Duca di Ferrara > oiic entrauano molte 
Donne Baccanti intorno ad vn tino di vino vermiglio,con Sileno 
▼briaco su l'Afino» e fanciulli} intorno , alla quale non diede fi- 
ne perla morte fcgiuta > vai da Titian j vi ni aggiunto per compi- R 
mento vn vago paefe. Dicefieflerin Roma appreflb de'Signori 
Aldobrandino , & euui annotato^. 

IoannesBelknut. M CCCCCXIV. 

'Contralte con tal occasione intrinlechezza con Mefler Lodoui- 
co Ariofto > onde fu da lui regiftrato nel canto trentèlimo tetto 
del fiso Furiofo fra'l numero de'celebri Pittori> in qneftì verfi . 

H E 



yS LeVìte de' Vittori ' 

E quei , che faro a noftri dì , e fon hor* 
Canto }j. Leonardo , Andrea Mantenga , e Gian Bettina. 

Ma' peruenuto Giouafini i gli anni 90. & al maggior grado d- 
honorcper le cofe eccellenti operate nella Patria > e fuori, e con.- 
feguito l'amore de Cittadini > e riportate , lodi vniuerlàli > dal ma- 

Muom. * e ^ vecchiezza terminò gli anni fuoi » che non è picciola felicità 
di coloro > che in fimile modo lungamente viuono lontani da_» 
que* mali » che fogliono efTer compagni della vita > in aggiunta.» 
delle tante humane mHerie j e fri coft molto honòre nella Chiefa_* 
de'Santi Giouanni > e Paolo , appreflb if fratello; Seppellito > ha- 
uendo tenuto il Principato di tutti coloro, che fino al tempo fuo 
11 nome del dipinfero: dalle cui mani riconobbe la Pittura Angolari grafie» 

Bellino ftmo- e f u bi j m j honori : La cui'fama nnouelleraflì di feeolo > in feeolo » 
fino à glVltimi refpiri del Mondo. 




VITA 




5* 

VITA DI 

Già BATTISTA 

CIMA DA QDNEGLIANO 
PITTORE 

Et altri Diicepoli di Gio. Bellino . 

Ipongono il Conegliano tra primi imitatori del 
Bellino approffimandofi molto alla di lui maniera, 
come fi vede nella tauola di noftra Donna.» 
con Santi intorno, nella Chiefa della Cariti. In 
San Giouanni in Bragora, dipinfe neH'Altarmag- 
giore lo fteffo Santo al Giordano, che battezza il 
Saluatore » con Angeli , che tengono le fàcre vefti ; eper l'aria-yo- 
lano fpiritelli di vanj colon ; e nella Chiefa ftefla fece la piccioli 
tauola! di Sant'Eleni , e di Conftantino Imperadore . A .Padri 
Crociferi nella. Capella delira à canto l'Aitar maggiore , ritrafle 
la Vergine Annunciata , San Marco , e S. Sebaftiano dalle parti. Se 
Whiltorietta del medefimo Euangelifta nella parte del muro. Per 
lo Altare de'Pellicjari lauorò parimente la tauola di Maria Santif- 
(ima, con San Giouanni, e San Benedetto, hor ripofta nel Coro , 
e&ndofi rinonato l'Altare,e la pittura per mano del Palma gioui- 
ne. Nella Saereflia de Padri di.S. Michele di Murano, ritraile anco- 
rala Vergine col Bambino in ',feno, fedente fotto ad'vna vcka, da 
lati, hauiu iiSS.ApoftohPierro,e Paolo,e due Santa Monachi,edè 
qusèlj'opera lauorata con fòmma pacienza ; & in Santa Chiara del- 
r/i.ola.aecta, chpiflfe lamedefimainvnpaefe, oue imitò conmol- 
tadiiigenza ogni minuta herbetta , & i Santi Girolamo , e Luigi * 
• A Padri di San Giorgio in Alga, figurò la nafcitadel Saluatore .. 
Per^ h Badia di San Giouanni della Giudecca lauorò i portellidel- 
l'organr> ; e perla Confraternita de' Mercatanti nel vecchio Aita- 
re fece il San Chriitoforo con più figure compartite in vani, hor ri- 
porto, in altro fito ; e nella Chicca yicina de'Padri di S. Maria dell'- 
HottòjdipinfeUtauoladiSanGiouanniBattiftainpiedi , fotto- 

Hi ad- 



6o LeVite de Tutori 

ad antica tribuna, imitando con molta accuratezza le macchio 
degnarmi , e le rotture , che vengono cagionate dal tempo» e dal- 
le partì del Santo Precurfore vi itanuo riti h Santi Pietro , e Paolo» 
Marco, ^Girolamo, e di lontanoappare il CaftellodiCaneghano 
Patria del Pittore . 

Nel Carmine,! operò la nafcita del Saltatore ,"oue ritrailo 
Sant'Klena , & altre figure . Vna però delle migliori opere del Co- 
negUano è vn quadro di mezze figure , pollo ad vn' Altare nella 
Criiefa di SanGirofamo , cntrouinoftra ; Donna col fìgliobam- 
bino»SanNicolò Vefcouo, che gli prefenuk auree palk, eSant* 
Orfola con loftendardo . 

A petitione deirAbbadeflà di S.M. Mater Domini di Coneglia- 
no, fece vna dinotione; e per laCòpagniadeBattuti la tauola del- 
l'Aitar maggiore conlaRegina de Cieli , e numero di Santi intor- 
no . Sono fparfe ancora nel territorio di Trenigi , altre fue tauole 
in Villa di Camino > à San Germano , al Taio,in Villadi Fiore , à 
Maroeco,& a Fótanelk vicino ad Oderzo,che furono da luidipin 
tehnlanno 15 17. comehabbiamo dalle memorie confèruate da 
gli heredi Cuoi.. Terminò il Conegliano la vita » nella virile età 
con accudito di lode ». 

CKRISTOFORO PARMESE. 

Sjannouera ancora tra Difcepotì del Bellino > il Parmefe , che 
djpinièinVenetiane portelli dell'organo del Caroline „l'Annun- 
tiat a , e li Santi Elia , & Alberto Carmelitani ; & Andrea Pteu na- 
ie da Bergomo di cui fàuellaremo. nelle vite de Betgamaiclu, e 
Latantio da Rimini >■ della cui mano è parimente nella Cappella 
deftra vicina all'Aitar maggiore de Padri Crociferi , vn ruitone tta 
di San Marco , eh egli fece in competenza del Conegliano > Row- 
tinello da Rauenna» Iacopo Montagna, & altri: Mi fra tutti j 
jScolari del Bellino i piùfamofi,'& eccellenti furono Giorgio» 
ne de Calte 1 F t an co , e Tkiano da Cadore » i quali eoi Albu- 
me ingegno loro, fecero conofeere, quanto la 
Pittura , ha fra le hu mane operar 
rioni grande > & ec- 
cellente » 

1*1* 



DelC. Adolfi. Parte/. <s t 

BELLIN BELLINO. 

Quelli fiì parimente della famiglia de 'Bellini, e dipinfe molte 
imagini della Vergine fopra le tauole, e perche s'appreflano alla 
loro maniera vengono ul'hor tenute , de mano de medefìmi Bel* 
fini. 

VETTOR BELLINIANO. 

Fece coftui qualche conueneuole Pittura. Di Tua mano fi vede 
nella Confraternita di San Marco , fopra la porta dello Albergo » 
ti Santo Euangelifta ftraffinato per la Città con funi da Gentili, 
e vi appaiono molti Palagi, di donde ftanno molti à mirarlo, & 
annotouiil nome, e l'anno 1525. In Villa di Spineajfopra Meftre, 
cimi vna fua tauola col Saluatore fopra ad vn poggiuoloin atto di 
coronar la Vergine Madre : e nella parte inferiore ftanno a colo 
quio, gli Apoitoli Pietro, e Paolo* con altri Santi,& vn.Angeletto 
i pie<u , fuona il Leuto .] 




yi?a 




6i 

VITA 

DI GIROLAMO 

SANTA CROCE- 

Enche il Santa Croce fiornTe ne'tenipi , ch'era dr- 
uulgata la manieradi Giorgione , e di Titianoj da_* 
che poteua ogni mediocre ingegno apprendere la 
morbidezza del colorire, e con glieferapi di que- 
gli eccellenti Maertri ridurli à piùlodeuole manie- 
ra > nondimeno egli non feppe dipartirli dall'an- 
tico itile, come fi vede dalle fue Pitture „ 

Nel portuale terreno de'SantiGiouanni,e Paolcera vn in qua- 
dro il Cxocififlb, dinanzi i cui ftaua inginocchiato vn Senatore» 
che fùleuato. In San Giuliano, èia tauola dell'Aitar maggiore,, 
entrouii Santi Floriano, Giuliano , e Giofafat : e foprala Vergine 
coronata.. 

Nella Compagnia di" San Francefco, duiifòin dieci quadretti 
Ja vita diqiiel Serafico Santo , dando principio dalla'rinontia_»» ; 
ch'egli fece dal Mondo nel fiore degli anni fìroi , veitendófi di Tac- 
co : con molte delle attioni fue, come gettoifi tra le (pine : Indi 
appare dinanzi al Soldano , e qual'hor fù;impreflb'dal Serafino- 
Celefte delle diurne cicatrici ,md più dell'amore del Crocefiffo ; e 
finalmente come gionto aJl'eitremo di fua vita , fpirò l'anima fra'l 
rogo delle ceneri del cilicio , rinouandofi qua! nouella Fenice in 
Cielo . Nella profuma Chiefa della Vigna, fu fua faticala tauola. 
di Santo Antonio di Padoua poito tra Santi Andrea, Marco , Bo- 
nauentura , e Benedetto j nella quale hauendoui poflomano vn 
poco pratico Pittore per racconciarla , la'prOgiudicò molto di fua 
bellezza . E di quello Autore nella Chiefa della Trinità il San Ge- 
rardo nella Cappella dTCafa Sagreda .. 

Furono le opere del Santacroce circa Tanno r 53 o. e di que- 
lla famiglia vi fu ancora vn nominato Francefco , che ha dipin- 
to nellaChiefadegliAngelidiMurano ,. vnaaflài conueneuole_* 
tauola.. 

IRAN- 



v 



- . -, DdCRjdoIfi. Forte L & 

FRANCESCO BISSOLO. 

.- , - y ■ 

Vedéfi del Bùfolo in San Pietro Martire cfifMurano kvna gran 
tauolacol Saluatore , che porge a Santa Caterina Ja corona di 
(pine accennandole vn'altra d'oro > che gli rifferua in Cielo: da_. 
che fu tratta gratiofà imprefa , formando vna- corona di fpine coi 
motto : Tamar» altera Cdo » Sonoui altre figure intorno > e l'An- 
gelo Raffaello con Tobiai mano > e foprà Iddio Padre : onde fi 
comprende come il Bùfolo fi approiHmaua al moderno itile. 




VITA 




VITA 

DI VICENZO 

CATENA 

PITTORE, 

CITTADINO VENETIANO. 

Ebbe il Catena vn genio nobile nella Pittura » come 
lo dimoftrano le opere Tue , ed oltre la virtù fu poi* 
feditore di molte ricchezze : onde hebbeagio di 
commodamente dipingere , e renderli chiaro con 
le opere lafciate . Egli vifie nc'tempi di Giorgione» 
8c emulo con ogni potere la di lui gloria : ma non 
lo fùperò gii nella maeftria , benché egli vfaffe ogni diligenza-., 
e buon colorito nelle fue pitture . Furono le opere ch'egli fece 
in Venetia. ; 

Nella Chiefa di Santa Maria Mater Domini > la tauola di San- 
ta Febronia » la quale gettata in mare le vien foftenutala mola», 
che tiene appefa al collo da ghAngeli.e di fopra in vn lume di glo- 
ria è il Saltatore » che gli manda per mano d'vn Angelo, vna vette 
bianca . Nella Cappella di San Francefco de'Frari > ne fece vn'al- 
tra di quel Santo in piede tolto in mezzo da San Bonauentura . e 
San Luigi > ne'quali efprefle diuoriflirni effetti > e v'ifcrifle il nome 
fuo. Nella Chiefetta vicina al Pregadi è vnpicciol quadro col ri- 
tratto d'vn Doge protrato dinanzi alla Vergine , e| Santi dal- 
le parti . 

Io vidi tra le cofè di Bartolameo dalla Naue , di quello Autore 
mezza figura di Giuditta . lauorara fu la via di Giorgione con fpa- 
da in mano e'1 capo d'Oloferne . Fece ancora molti ritratti tenuti 
in pregio per la bellezza loro . 

Inftitui il Catena al fuo morire alcuni Legati pij di celebrar di- 
uini facrifìcij , di maritar Citelle , e far elemofìne à poueri Pittori; 
lafció in oltre ai CojL'gio mede/imo de Pittori il rimanente de' 

ftioi 



DelC.%tdolfi.VarteI. 6l 

fuoi haueri » co' quali fi fabricarono alcune commode cafe à San- 
ta Soffia> & il luogo oue fanno le loro radunanzeje vi pofero nello 
alpetto per fua memoria quella ifcrittione . 

Piftorcs 
é'folum emerunty 

&hd* conftruxereuty 

*der boms, 
Fictnth Catena 

Pittore, 
fuo C alleggiò reliclis. 
M. D XXXII. 

FùfeppellitoinSanGiouanni,ePaolo> come egli haueua or- 
dinato , hauendo goduto vna tranquilla , e commoda vita > e la- 
fciato al Mondo vn Angolare concetto della virtù fua > hauendo 
con molto affetto , e delicatezza dipinto . 

E qui porremo fine al racconto di quegli Autorij ne'quali fi ter- 
minò la prima età della Pittura > che fi refe poi ne'feguenti Artefi- 
ci molto più confpicua > ed eccellente : de'quali con ogni accura- 
tezza raccoglieremo le opere, e defenueremo le attioui. 




VITA 







Andrea Mante gna. 
Pittore, e Cavaliere 



VITA 



«7 




DI ANDREA 

MANTEGNA 

CAVALIERE. 

Ed altri Pittori Padouani .. 

; E R C H E tra quelli , che dipinfero in Venetia , fu 
GuarientodaPadouavnde'primi , che vi facefle_» 
opere publiche di confidcratione nel principio di 
lui fauellamo/eguendofi poi da noi l'ordine de' Pit- 
tori Venetiani. Hora de' rimanenti Padouani> che 
videro in quella età , tratteremo . 
Nel medeflmo tempo di Guariento > lauorò in PadouaGiufto 
Pittore , che fece nella Cappelladi San Giouan Battifta »• pofta à 
canto al Duomo, hirtorie della Scrittura , Se il Paradifo . Negli 
Eremitani dipinfe m altra Cappella le Arti liberali > levimi i, Sci 
viti) , e vi ntrafle molti huomini chiari per virtù , & all'incontro 
altri notati di viti; . Le altre fue pitture furono annichilate da. 
tempo. 

RANCEFSCO SQV ARCIONE.. 

Fiori pofeia lo Squarcione figliuolo del Cancelliere del Prea- 
; cipeGiouanni , che diletto/fi da fanciullo della Pittura : ma 
vago di veder il Mondo , fé ne pafsò in Grecia , e feorfe molte ài 
quelle Ifole , difegnando in carte le più curiofe vedute , e che-» 
leparuero à profitto per l'arte fua. Volle ancora veder l'Italia-, 
tutta; onde con la virtù , e fua affabilità , fi kcc amico di moki 
Perfonaggi , e gran Gentilhuomini . 

Fermatoli finalmente nella Patria , mancatagli la prima mo- 
ie pafsò alle feconde nozze , en'hebbeGiouanni, e Bernard*- 

la no > 



6 s Delle Vite deYttorì 

no, il quale imitò le virtù del Padre, benché non molto fi applicaC 
fé alla pittura . 

Fu dettalo Squarcione primo Maefrro de' Pittori, perche con 
molta humanità inlègnaua l'Arte a fuoi Scolari , e n'erodi 137. 
di diuerfe Città , tra quali Nicolò Pizzolo, Matteo Pozzo? Mar- 
co Zoppo , Dario da Treuigi , e Girolamo Schiauoue :.mà di: 
quelli il più valorofo fu Andrea Mantegna , di cui appretto fa- 
uelleremo . 

Si dice , che lo Squarcione dipir.gette inPadouaà chiaro fru- 
ito nella Chiefa del Santo, ed in quella di San Francefco alcune at- 
tionidel Santo medefimodi coler verde ; ne di altre opere lue fi 
fa mentione, poiché attendendo egli 2 godere felicemente lo fiato. 
fuo,enendo accommodato di fortune,fuggiua lo aftaticarfi,appog-- 
giando volentieri le opere à Difcepoli, come fece quella della 
Cappella degli Eremitani a Nicolò Pizzolo» & ad Andrea , ftauafì 
in commoda cafa al Santo, & altra ne teneua.in Venetia, douèfar 
cena tal'hor paffaggio . - 

Haueua fatto ancora numerofà raccolta di difegn i » di Pitture, 
edirilieui, che feruiuano di norma à fuoi Scolari , fenza faticarli : 
z in formargli altri e femplari. Raccontali , che pattando Federico 

r« yuira'Jó a <ia Imperadore per Padoua, lo volle vedere, e fauellar Seco per la ehia- 
pàfcm, ra fama, che di lui correua : tal'hor veniua vili tato dal Beato Ber- 
nardino, da Cardinali, e da Preiati, efamiguarmente dal Patriarca 
d'Aquileia . 

Egli fi mori fatto vecchio d'anni 80. l'anno 1474* e come h*- 
ueua ordinato fu feppelito nel Clauftro.di San Francefco , e l'effi- 
gie fua , fu efprefTa dal Mantegna, in V na delle hiftoria da lui dipin-- 
Suoriti tt te negli Eremitani, in perfona d vn foldato vecchio difeinto velli-- 
to di verde con l'afta in mano. 

Ma di Andrea ragioniamo molto più confpicuo , & eccellente- 
nella Pittura . Queiti conefeiuto dallo Squarcione di viuace , e- 
pronto ingegno, l'addotò per figliuolo, e con ogni amore gli infe- 
gnò l'Arte fua, facendolo fiudiare da gli efempi raccolti , 85 in par T 
«colare fepra le ilatue, onde fempre ritenne di quello Itile . 

Fu Andrea natiuo Padouano nato l'anno 143-1. non Manto- 

uano come vuole il Vafari, fé preftiamo fede à gli Scrittori delle 

ifScar^ne antichità di Padoua, che riferirono d'vnatauola, ch'egli dipinte 

rfUMot Ìdlità * 5 * So ^ aconfamata<la ghanni oue era fcrirto. ^Andreas Man- 

iit.'j?" 3 ' tintATMaHirwann./eptem &io,natusfua marni pwxìt 14.48.& vn al». 

tra. 



Bel C. %dolfi. Parte I. €9 



tra ne lauorò in Santa Giuftina, All'Altare di San Lucaj e v'iferifle 
altresì il nome fuo . 

Colorì poi à frefeovna ftanza nella Cafa vecchia apprelfo San- 
ta Lucia con hiitorie di Gatamelata » chiaro Capitano de' fuoi 
tempi; & indi apprefib negli Eremitani nella Cappella finiftra à 
canto l'Aitar maggiore, fece vn'hiftoria di San Iacopo (oueanco 
I dipinfe Nicolò Przzolo fno eondifcepolo ) nella quale alcuni di- 
' cono , ch'egli ritraile , oltre lo Squarcione,ne' foldati aflìitentijNo 
feri Struzzi Fiorentino » Girolamo dalla Valle Medico di Grido 
Bonifacio Fuzimelega Dottore , e femedefimo con altri amici 
fùoi , e Marfilio pazzo nella perfona di colui , che taglia la tefta al 
Santo:ma quella prima lodata dallo Squarcicme,fù pofcia dall'iftef. 
fo biafimata , eflendo fèco fdegnato per hauer prefa in moglie 
vna figliuola di Iacopo Bellino Pittore Venetiano , con dire, che 
hauendo in quelle figure imitatole itatue , doueua fingeile più to- 
lto d'i pietra > che di colori , di che rimafe Andrea non poco difgu- 
ftato ; onde pollo mano ad vn'altra hilìona di S. Cliriltoforo , 
che gli reftaita compire , traile molte cofe dai viuo , benché nelle 
opere me piegane più aU'imitatiune delle fratue , che al naturale, 
parendogli , che in quelle fi contenefle ogni perfeteione : ma il Pit- 
tore deue cercar di vantaggio la tenerezza, e la dolcezza ne' panni, 
1 & i mouimenti nelle rigureche difticilmente fi apparano da' mar- 
mi, qual" fatica eflend© molto piaciuta ne acquiitò buon credito »■ 

Sopra la Porta principale di Sant'Antonio, cognominato il San- 
to figurò San Bernardino, e'1 medefimo Santo inginocchioni, che 
tengono il nome di desìi in mano ; e di fopra nei veftibulo del' 
Tempio in memoria delladilui venuta àPadoua fi leggono quel- 
iti Yerfi : 

Mille ducente nis vno currente trìgenh 
Antonini frater venit ad Alta Pater -, 
Nttncregnat plenus, quiuixitfaufer tgcnusl 
Hijpanus gè ni t us Padu&tulit effe coionus, 
Cuiusad exemplumfacratumvijìta TemflHm,, 
Et fÌAiwns vota fumino, virautmta^ 



Site- 



70 JDeEeVìt e delittori 

E l'otto l'Arco, e Umilmente fcritto , 

Andreas Mantegna optumo fatte nt e inumine per fecìt l 

Nello Spirito Santo dipinfe il Saluatore > che manda gli Apo- 
ftoli à predicare perii Mondo : molti quadri di dmotione, & hiito- 
rie à particolari , che fono itate in diuerfì tempi altroue traf- 
portate . 

AnJrca à .Ve- Paffato à Verona , dipinfe fopra la piazza del Lago vna facciata 

rona. àfrefco. In Santa Maria in Organo fece vna tauola con Maria.» 

Vergine polla tra due Santi , & à piedi iranno tre Angeletti» I 

A M che fuonano,e cantano,&i vn'altra in S.Zeno con più figure de Sati. < 

Ma inuaghitoiì della di lui maniera.il Marchefe Ludouico Goti- : 
zaga, col quale ha«eua Andrea prefoferuitùj lo condurle deviati- 
toua j oue gli dipinfe vna tauola per il fuo Palagio , che fu rubbata 
da Tedefchi nel facco di quella Citta fanno 1630. Se. vna, camera, 
detta degli Spofi ,- glidiuife anco in più quadri con figure mag? 
giori del vino, il trionfo di Cefare, nel quale figurò ( oltre il Trion- 
fante ) Regi, Regine , Matrone con volti dimeni piangenti co'' i 
loro bambini* Caualieri, Soldati,. Littori, Tibicini, Incenlìeri, 
Schiaui con validi monete » Carridiuerfi con imagini di Città fu- 
perate , Tori coronati per facrifici Elefanti bardati di ricchi orna^ 
menti , e molti fpettatori nella ftrada , &allefeneitre , vfandeui. 
vn così raro finimento , e tale audio , che rende ad ogn'vno itupor- 
re,per lo cui degno femigio n'hebbe dal Marchefe cafe, e poderi,e 
crcollofuoCaualiere. • ' 

a Rom2. Volata la fama in tanto del fuo valore all'orecchie del Pontefi- 

ce Innocentio Vili, lo ricercò al Marchefe , il quale tolto inumi- 
lo à Roma per feruire Sua Beatitudine , che gli allogò la Cappe!* 
la da lui eretta , nel Palagio di Beluedere , oue tra le altre cofe 
vi fece Andrea à freico il batte/imo diChriito co moke figure , che 
fi difpogliano per entrar nel Giordano à bar.tezarfi , trahendo- 
fi chi le velli , e chi le calze .- Ma elfendogli poi ordinato dal Pon- 
tefice , che yì dipingerle i lette peccati mortali vi fece appreflola 
Difcrettione , ouero come altri dicono l'Ingratitudine ; onde an- 
dato il Papa a veder l'opera gli rie hiefe , corìie eflendo fette que* 
vitij vi entralfe l'ottaua figura , àcuirifpofe Andrea , che fopra- 
uanzandovn luogo haueuaui fatta l'Ingratitudine , noneffendo- 
ui vitio peggiore . Piacque al Papa la viuezza del Pittore , acuì 

ferri- 



JdCRide$. Parte ì. ?\ 

Tomienio diffe > da quell'ai ;ra parte vi farai parimente le fette 
virtù e perrottaua vi parrai i cancola Pacienza > che non è in- 
feriore ad ogn'altra virtù . Terminato Andrea il lauoro, non bei» 
fodisfatto( tutto, che premiato dal Pontefice ) fi partì da Roma » 
ingannato del concetto difegno d'ottenere vn beneficio pervn 
£10 figliuolo. 

Ritornato d Mantoua lauorò di nuouo a reqmfìtione del Mar- 
chele vna tanola per la Chiefa della Vittoria , nella quale entraua 
Sant'Anna > e San Gioachino > che prefentauano alla Vergine il 
MarchefeTrancefco in memoria del fatto d'armi feguito al Taro: • 
& hauendofi Andrea eretta vna Cappella in Sant'Andrea > vi di- Cappella eret- 
pinfeeti andio nsllo Altare la Vergine Santiflìma > Sant'Anna , e ^f 1 M * lKe - 
San Gioachino , e'1 pargoletto Batrifta , che fi abbraccia con 
Giesù parimente fanciullo , & i Santi Giofeppe > e Zaccheria_» > 
Con l'incenfiere in mano : feceui anco à frefco da vna parte il bat- 
tefimo di Chrifto, gli Euangelifti > e le armi Mantegne tenute da 
bambini. 

Nel di fuori di quella Chiefa Sipinfe in oltre gli Àpoftoli>che 
mirano falire al Cielo il Saluatore,& in SanFrancefco fopra il pul- 
pito ritrafle SanLodouico Rè di Francia . 

Colorì ancorai frefco la medefima fua Cafa polla per fianco d 
San Sebafliano, oue è intagliato il fuo nome in vna pietra > ma le tor c .* l 
pitture fono fiate disfatte da foldati Tedefchi . 

Raccontali , ch'effendo venuto m Italia Alberto Durerò Te- 
defco famofo Pittore , & intagliatore di Stampe, ciò rifaputo fi da 
Andrea lo ìnuitò con particolare meflb à Mantoua , desiderando 
riconofcerlo, e trattar feco per l'accutezza del fuo ingegno, il 
che incontrando volentieri Alberto , fi pofe in viaggio ; ma pri- 
ma, che giongefle à Mantoua Andrea morì , di che molto fi con- 
dolfe il Durerò ; onde foleua dire non efsergh accaduta cofa la_» 
più trilla in fua vita : 

Le opere di quello Autore furono molto apprezzate nel tem- 
po fuo > e tuttauia fi conferuano negli ftudi per memorie degne; 
e benché ritenghìno qualche durezza,non hauendofi in que'tem- 
pi lume maggiore, nondimeno fono condite di venuftà . 

Fu egli molto ftudiofo della profpettiuà,& accurato nel locar *"<jj t « »«<£- 
le figure nel piano col rigore del punto , onde polle in alto fi van- pro%t t iua. * 
no le più lontane diminuendo > il qual modo benché erudito , 
nonfùperòfeguico da moderni Pittori, per non poteruifi ac- 
corci- 



72 LeVite de' Pittori 



commodar le figure iti maniera , che fi veggano gli effètti 

•loro . 

Vii gentiliflìmo difegno à chiaro fcuro di Chrifto , che libera i 
, Santi Padri dal Limbo è poffeduto dal P. Anfelmo Oliua Brefcia- 
no digniflìmo Inquifitore in Venetia , & vna picciola Madonna-i 
purea chiaro fcuro, hi il Signor Iacopo Pighetti infigne lettera- 
to . Il Signor Bernardo Giunti Gentilhuomo Fiorentino muaghi- 
: to della Pittura , ( che parimente ha fatto raccolta di varie pittu- 
re d'influiti difegnià mano , e di carte in iftampa depili celebri 
Autori de'moderni tempi, ed in oltre,di ftatue di marmo, di bron- 
zo, di legno, e di molte altre curiofitd , le quali formano vn nobi- 
liifimoftudio)conferua del Mantegnavna Madonna col bambi- 
no in feno, e due Santi à lato con San Giouanni in mezze figuro 
delle eccellenti opere fue . 

Da quefta mano vfcirono ancora molte ftudiofe {lampe inra- 
.„. me , & in legno,che paiono tocche d'acquarelli co'lumi di biacca» 
Opere m ifta- ^ monfo & Ce f are defentto, d'alcune felle di Bacco , e di Dei " 
marini, il Chrifto depofto di Croce , la collocatane del medefi- 
mo nel Sepolcro, la Refurretione , & altre molte, che diedero in 
que'primi tempi molto lume à Pittori,e tuttauia fi apprezzano per 
lo ftudio vfatoui, e per le buone eruditioni contenute . 

Così Andrea mediante la fua virtù fi refe chiaro al Mondo , e 
vifle honorato CauaUere con molto fplendore ; e di lui fa mentio- 
ne l'Ariofto in tale guifa . 
Canto;», Leonardo, Andrea Mantenga^ Gian Bellino. 

Morì quello infigne Pittore in Mantoua l'anno 1 517. d'anni 
86. e fu feppelito in Sant'Andrea nella Cappella da lui eretta,oue 
fu pollo il fuo ritratto di bronzo con quella ifcrittione . 

Effe parem bunc noris, fi non pKtponis ApelU, 
Aenea Mantinea qui Jìmulacra vides . 

E fopra la lapida del Sepolcro fi legge . 

Offa Andre* Marnine* f amo fidimi Pittori s cum, duobus filys 
in hoc fepulchro per Andream Mantimam nepotem ex 
fi Ho cojirutfo. 

M. Z>. L X f 

LAN- 



Muore ì 



Del C. %doljì. Vàrie 1. 7} 

LANCILAO ET ALTRI. 

Ripongono ancora fra quello numero Lancilao > che dipinto 
nondimeno in Roma , e Girolamo Padouano valente miniatore . 
di cui diced eflfere le miniature de'Iibri nella Chiefa di Santa Ma- 
ria Nouella di Firenze . Iacopo Montagna > che vogliono folto 
Difcepolo di Giouan Bellino , che fece opere nel Santo , e fu da_» BclSno*^ dcl 
lui dipinto il Chrifto Refufcitato fopra vna porta del Vefcouato 
diPadoua> fii etiandioop^ra fuala Pittura della coperta della_» 
Madonna di Monte Ortone, ou'è dipinto il modoj che fu ritroua- 
ta quell'Imagine . 

LORENZO C A N O T I O. 

Siregiflra parimente fra Pittori Padouani > il Canotio di cui 
nondimeno , non fi nferifeono le Pitture , egli però più attefe alla 
fcultura , & à gli intagli > e fono di fua mano i fedili del Coro nel- 
la Chiefa del Santo , da quali fi comprende lo ingegno fuo . Fu 
feppelitonelClaufl.ro della Chiefa m^defima i oue fi legge que- 
llo Epitafio . 

Canotms ìacethac Laurcnùusmole Jèpultus , 

Slui de cus Euganeis vnicus Hofpes erat , 
Vmbris parrhafium , pittura xquauit Ape Ile m , 

Formis Lyfippum , mar more Praxìtelem . 
Nam Ch or us xterni narrat monumenta labori* , 

£>mj miris Tempio fulget imaginibus . 

M. CCCC. LXX. XIII. Calendis Aprilis . 

DOMENICO CAMPAGNOLA. 

Non fu di men chiaro grido de'paflati il Campagnola . Nella 
Chiefa di Sant'Anna fu fua pittura la tauola dell'Aitar Maggiore . 
Fece anco vn quadro nella Sala del Podeftà de i quattroSariti Pro- 
tettori ; Si in quella del Cortfiglio ritrafle la Vergine^ li medefimi 
Santi , vfandoui molta diligenza . Sono opere fue nella Compa- 
gnia del Santo , e nelle café de i Comari; fece in foffitto molti ri- 

K tratti 



74 Le Vite de* Pittori 

tratti diuifi in quadri , tra quali è quello di Ruzante venuto da 
Cacciatore . Vifle ancora Gualtieri coiunto in fangue 'al Campa- 
gnola» che dipinfe a frefco vna Cafa à San Leonardo , & altre an- 
cora ; e nelle Calè dei Signori Mantoua fece alcune hiftorie>e mo- 
rali virtù . 

STEFANO DALTARZERE. 

Fu pratico delle cofe à frefco . In Padoua al Ponte di Santa Sof- 
fia fi veggono di coftui alcuni gnan Giganti fulminati daGiouo» 
e nella Chiefa degli Eremitani le figure di Mosè, di Giofuè , e de- 
gli Apoftoli Pietro, e Paolo » Ne'Serui dipinfe la tauola dell' A^ 
tar maggiore . In cafà de'Capi di Lifta kce altre pitture; e fotto il 
Portico della Chiefa delle Monache di Betelemme colori gli 
Euangelilti . 

LVIGI BENETELLO. 

Viffe dopò quefti il Benetelfo da cui attendeua quella Citta ac- 
crefeimenti d'honorema la morte interruppe il corfo del fuo ope- 
rare.Di lui viue nondimeno la memoria nell'epitafio preferite pò- 
fto in Sant'Anna, oue fu feppelito . 

Atoyjto Benetelfo Tafanino fummafpeì adolefeentì y morurrui 
probi tate, ingenij celerìtate nulli posìhabendOyPicloriquc 
fupra atatem egregio :cuius opera y nijì acerba atque im- 
matura mors intercejft/fet cuntlis altjs celebrioribusprtu 
culdubio aquìparanda forent \ 

Febre autem 

Furenti/*^ opprejfiet* 
Inter ìjt die Mercuri/ XXV li. Mart. M.D.LK 
Aetat. Anna JCXI* 
lo: BAfK Rota amico incomparabili* 

P. 
Ann, M. Zk L X. 

E feruì ciò per hora delittori Padouani , rifferuando ad altro. 
luogo il ragionar de più modernij che fiorirono in quella Patria » 

VITA 




Giorgionl da Castel Franco 
Pittore . 




77 

VITA 

DI GIORGIONE 

DA CASTEL FRANCO 
PITTORE, 

Aueua di gii la Pittura nel Teatro del Mondo per il 
corfo di più d'vn fècolo , difpiegato le induftriofe 
fatiche de fuoi fauoritiPittori li quali con la bellez- 
za j e nouità delle opere dipinte haueuano recato 
diletto , e merauigliaà 1 mortali: quando cangian- 
do il profpetto in più adorna, e fontiiofa fcena die- 
de a* vedere più deliciofi oggetti > e più riguardeuoli forme nella_# 
perfona di Giorgio da Caftel Franco , che per certo fuo decorofo 
afpetto fu detto Giorgione . Hor quelli facendo vn mifto di na- 
tura , e d'arte, compofe vn così bel modo di colorire , che io non-, 
faprei , fé fi douefle dire vna nuoua Natura prodotta dall'arte , ò 
vn'arte nouellaritrouata dalla natura per gareggiare con l'arte fua 
emulatrice , come cantò quel famofo Poeta • 

Di Natura arte far , che per diletti T afló < ant> t6 - 

L'imitatrice fuafcherzando imiti . 

Contendono Caftel Franco Terra del TriuigianO , e Vedelago 
Villaggio non guari lontano, chi diloro foffe Patria di Giorgione, 
come fecero le Gitti della Grecia per Homero , come traffe dal 
Greco Faufto Sabeo » 

fatriam H ornerò vni feptem contenditi* Vrhet, 
Cuma i Smyrna> Chios, Colophon, Rhod^s^Argos, Athena. 

LaFamiglia Barbarella di Caftel Franco fi vanta hauerui dato 
l'effere , e fé ne può con ragione vantare , hauendo Giorgio reca- 
to à quella Patria 1 più fubhmihonori ; così i Fabi Patritij Roma- 
ni fi 



78 Le Vite delittori 

ni fi pregiarono, che nella loroprofàpia foflè vfcito Fabio chiara*" 
aio more, nio Pittore. Affermano alcuni però , che Giorgione nafcefle in 
Vcddaco p d .. Veci eJago d'vna delle più commode famiglie di quel Contado» di 
tria di "Gioì. Padre fàcoltofo ,che veduto il figliuolo applicato al difegno>con- 
dotcolo à Venetìa ilponeflfe con Gio. Bellino , dal quale apprefc 
Difcepok) di le regole del difegno dando egli poi in breuetépomanifeftifegni> 
GioBciiùx). jgj vwace f u0 ingegno nel colorire : il che cagionò alcuna puntu- 
ra di gè lolla nel Maeftro,vedédo con quanta felicità foflero dùpie» 
gate le cofe dallo Scolare : e certo che fa marauigha il vedere , co- 
me quel fanciullo fapefTe aggiungere alla via del Bellino , ( in cui 
pareuano addunate le bellezze tutte della Pittura ) certo»chedi 
gratia , e tenerezza nel colorire » come fé Giorgio partecipale di 
quella virtù con la quale fuol la natura comporre le humane carni 
colniilto delle qualità degli dementategli accordàdo con fomma 
dolcezza le ombre co'ilumi, e colfarroffeggiare con delicatezza 
alcune parti delle membra, oue più concorre il fanguce lì efercita 
la fatica in modo,che ne compofe la più grata,e giocóda maniera» 
che giamai fi vedefle: onde con ragione fé gli deue il titolo del più 
ingegnofo Pittore de'moderni tempi,hauendo inuentato così bel- 
la via di dipingere : Ma non elfendogli conceduti dal Cielo , che 
pochi anni di vita, non puote in tutto dar à vedere le bellezze del 
ingegno fuo , mancato nel fiorire delle fue grandezze . 

Vfcito dalla Scuola del Bellino fi trattenne per qualche tempo 
m Venetia , dandoli à dipingere nelle botteghe di Dipintori , la- 
uorandoui quadri di diuotìone, recinti da letto, e gabinetti > go- 
dendo ogn'vno in tali cofe della bellezza della Pittura. 

Defìderofo pofcia di veder i parenti, fé n'andò alla Patria , oue 
fu da quelli, e dal vicinato accolto con la maggior fella del Mon- 
do, vedutolo fatto grade,e Pittore. Dipinfe poi à Tutio Coftauzo> 
condottiere d'huomini d'armi la tauola di noftra Donna con no- 
ftro Signore Bambinetto ; per la Parocchiale di Cartel Franco, nel 
de Irò lato fece San G ìorgio in cui fi ritraffe , e nel finiflro S. Fran* 
cefco, nel quale riportò l'effigie d'vn fuo fratello , e viefpreffej 
qualunque cofa con naturale maniera, dimoftrando l'ardire neh* 
inuictoCaualiere, e la pietà nel Serafico Santo-Fece ancora qual- 
che ritratto de que'Cittadim : la figura di Chrifto morto con alcu- 
ni Angeletti,che lo reggancconferuafi nelle camere del monte di 
Pietà di Treuigi, che in fé contiene elaborato difegno > & vn co- 
lorito così paitofoi chepar di carne . 

Dopò 



DelC. Rìdolfi. Torte/. 79 

Dopò qualche dimora in Cartel Franco, ritornò Giorgio à Ve- 
netia , effendo quella Città più confacente al genio Tuo, e prefa_» 
cafa in Campo ai San Siluettro, traeua con la virtù, e con la' pia- 
ceuole fuanatura copia d'amici co'qnalitratteneuafi in delitie,di- 
lettandofi Tuonar il Liuto , e profetando il galant'huomo , onde 
fece acquifto dell'amore di molti. 

Dipinfe in tanto lo afpetto della cafa prefa, acciò feruir poteflc 
d'eccitamento à coloro, che haueffero meftieri dell'opera fua,ac- 
coltumandofì all'hora per pompa il far dipingere le caie da ga- 
lantuomini , nella cui cima fece alcuni ouati entroui fuonato- 
ri, Poeti, & altre fantafie, e ne corfì de camini, groppi di fanciulli* 
techi a" chiaro ofcuro, & in altra parte dipinfe due mezze figure > 
credefì vogliono inferire, Federico I. Imperadore , & Antonia da 
Bergomo, trattogli il ferro dal fianco in atto d'vcciderfi , per coh- 
feruar la virginità, del cui auuenimento è dmulgato vn dotto elo- 
gio del Signor Iacopo Pighetti , & vn poema celebre del Signor 
Paolo Vendramino; e nella parte inferiore, fono due hiftorie , che 
mal s'intendono, efsendo danneggiate dal tempo . 

Piaciuta l'operai quella Città gli furono date à dipingere le_» 
facciate di cafa Soranza fopra il Campo di San Paolo , oue fece hi- . , 

ftorie, fregi de'fanciulli , e figure in nicchie , hor d fatto diuorate eto ' ° °* 
dal tempo, non, conferaandofi , che la figura d'vrta donna con fio- 
ri in mano ,-ef quella diVolcanoin altra parte , che sferzai 
Amore . 

Seguiua in tanto Giorgio à dipingere nella folita habitatione* 
oue dicefi, cne aperta hauefse bottega dipingendo rotelle, arma- 
ri, e molte caise in particolare , nelle quali faceua per lo più fauo- 
led'Ouidio, come l'aurea età dmifandoui liete verdure , riuica- Fauole dipìnte 
denti da piaceuoli rupi, infrafcare di fronde , & all'ombra d'ame- dall'Autore. 
ne piante fi ftauano dilitiando huomini, e donne godendo l'aurea 
tranquilla: qui vedeuafi il Leone fuperbo , colà l'humile Agnelli- 
no , in vn altra parte il fugace Cerno , & altri animali terre- 
ftri. 
Appariuano in altre iGiganti abbattuti dal fulmine di Gioue,ca- 
duti l'otto il pefo di dirupati monti, Pelio, Olimpo , & Ofsa ; De - 
calione, e Pirra , che rinouauano il Mondo col gettar de'fafìi die- 
tro alle fpalle, da quali nafceuano groppi di fanciullini . 

Haueua poi figurato Pitone ferpente vecifò da Apolline > & il 
medefimo Deo feguendo la bella figlia di Peneo > che radicate le 

piante 



So Le Vite de* Pittori 

piante nel terreno, cangiauale braccia in rami 3 & in frondi d'allo- 
ro; e più lungi fece Io tramutata in Vacca , data in cuitodia dalla 
gelofa Giunone ad Argo , & indi addormentato dalla Zampogna 
di Mercurio > veniuagh da quello tronco il Capo, verfando il (an- 
gue per molte vene, poiché non vale vigilanza d'occhio mortale , 
doue afille la virtù d'vn Nume del Cielo . 

Vedeuaiì ancora il temerario Fetonte condottieri infelice , del 
carro del Padre fuo, fulminato da Gioue , gli affi, e le ruote fparfe 
per lo Cielo ; Piroo, e Flegonte , & Eoo , che rotto il freno corre- 
lano precipitofi peri torti fentieri dell'aria ; eie forelle del sfor- 
tunato Auriga su le ripe del Pò cangiate in Pioppi , e'1 Zio addo- 
lorato vertendo di bianche piume gli homeri > tramutauafì in_» 
Cigno . 

Ritraffe il oltre Diana con molte Ninfe ignude ad vna fonte, 
che della bella Calirto le violate membra fcopriuano ; Mercurio 
rubatore de gli armena di Apolline , e Gioue conuertito in toro , 
che riportaua oltre il mare la bella Regina de' Fenici : cosìpuote 
la forza d'Amore di trasformare in vile animale vn fauolofoNume 
benché principale fra tutti . 

Finfe parimente Cadmo ftarello d'Europa , che feminauai 
denti dell'vccifo ferpente, da quali nafceuano huomini armati , e 
di lontano ergeua le mura alla Città di Tebe ; Atteone trasforma- 
to in Cerno da Diana, Venere, e Marte colti nella rete da Vulca- 
no ; Niobe cangiata in faflb , & i di lei figliuoli faettati da Diana, 
e da Apolline; Gioue, e Mercurio allamenfa rufticale di Bauci , e 
Filomene, &c Arianna abbandonata da Tefeo fopra vna fpiaggia 
arenofa . 

Lungo farebbe il raccontar le fauole tutte da Giorgio , in più 
calte dipinte di Alcide, di Acheloo , e della bella Deianira rapita 
da Neffo Centauro faetato nella fuga dall'ifteffo Alcide •> degli 
amori di Apollo, e di Giacinto di Venere, e di Adone r e tre di 
quefte fauole fi trouano appreffo de'Signori Vidmani ; in vna è la 
nafcita d'Adone, nella feconda , vedefi in foaui abbracciamenti 
con Venere , e nella terza vien vccifo dal Cinghiale : & altre 
delle defcritte furono ridotte parimente in quadretti pofte,e in va 
ri ftudij . 

Ma di più degne cofe fauelliamo . Auanzatofì il grido di Gior- 
gio, hebbe materia in tanto di far opere di maggior confìde- 
ratione , onde ritraffe molti Personaggi , ria quali il, Doge 

Ago- 



Dei C. Adolfi. Par tei. Si 



AgoftinBatbarigo,di Caterina Cornara Regina di Cipro,di Con- 
faluo Ferrante detto il Gran Capitano > e d'altri Signori. Tre ne 
fece ancora in vna medefima tela , pofleduti dal Signor Paolo 
del Sera Gentil-huomo Fiorentino di coltami gentili, e che fi f» 
conofeere di bello ingegno nella Pittura . Quel di mezzo è d'vn 
Frate Agolliniano , che fuona con molta gratia il clauicembalo, e 
mira vn altro Frate di faccia carnofa col rochetto, e mantellina-, 
nera , che tiene la vaiola ; dall'altra parte è vn giouinetto molto 
viuace con beretta in capo , e fiocco di bianche piume , quali per 
la morbidezza del colorito , per la maeflria , & artificio vfatoui 
vengono riputati de i migliori dell'Autore : ne fìa vanità il dire-;» 
che Giorgio fofle il primiero ad approffimarfi con mirabile indù- 
foia al naturale 5 confermandoli quella veriti in que'rari efem- 
pian . 

Lauorò in quello tempo la facciata di Cafa Grimana alli Serui; 
e vi fi conferuano tuttauia alcune donne ignude di bella forma , e 
buon colorito . Sopra il Campo di Santo Stefano » dipinfe alcune 
; mezze figure di bella macchia. Inaltroalpettodi cafa fopra vn 
Canale à Santa Maria Giubenico, colorì in vn'ouato Bacco , Ve- 
nere, e Marte fino alpetto, e grotefche à chiaro feuro dalle parti > 
e bambini. 

Rinouandofi indi à poco il Fondaco de'Tedefchi, che fi abbm- 
giò l'anno 1 5 04. volle il Doge Loredano, di cui Giorgio fatto ha- 
ueuail ritratto , chea lui fidane l'impiego della facciata vef- 
fo il Canale ( come à Titiano fu allogata l'altra parte verfo il pon- 
te ) nella quale diuife trofei, corpi ignudi , tefte à chiaro feuro ; e 
ne'cantoni fece Geometri , che mifurano la palla delMondojpro- 
fpettiue di colonne > e tra quelle huomini à cauallo ; & altre fan- 
tafie , doue fi vede quanto egli fofle pratico nel maneggiar colo- 
ri ifrefeo . 

Hor feguitiamo opere fue à oglio . In quadro di mezze 
figure quanto il naturale, fece il fimbolo dell'humana vita . lui 
appariua vna donna in guifa di Nutrice, che teneua tra le braccia 
tenero bambino,cheà pena apriuai lumi alla diurna luce prouan- 
do le miferie della vita dirottamente piangeua : alludendo à quel- 
lo cantò Lucretio dell'huomo nafeente in quelli verfi . 



Tmi 



il 



Le Vite de' Pittori 



lucretlib.;. 



i, delle molali 



Iobcap 7. 



Tùm porro pucr, vtfkuis proiecHus ab vndis 
Nauita , rmdus humi iacet , infans , indtgus orniti 
Vttaiauxilio ; tum primum in luminìs eros 
Nixibus ex alueo Matris Natura profudit : 
Vagitumq; locum lugubri compie t , vt aquum e fi 
Cui tantum in vita refiet tran/ire malorum . 

E rifletto concetto fu pofciamarauigliofamente , e con più nu- 
merofe forme dal Marino nel feguente Sonetto difpiegato . 

Apre l'huomo infelice althor , che nafee , 

In quefta vita di miferie piena, 

Pria eh 'al Sol ', gli occhi al pianto , e nato ) pena 

Va prigionier fra le tenaci faf ce. 
Fanciullo poi , che non più latte ilpafce , 

Sotto rigida sferra i giorni mena: 

Indi in età più fofea , che ferena, 

Tra Fortuna , & Amor more , e rinafee . 
Quante pofeia fofiien triflo , e mendico , 

Fatiche, e morti in fin che curuo,e lajfo 

Appoggiato à~ debil legno il fianco antico . 
Chiude al fin le fue fpoglie angufto fajfo 

Ratto così , che fofpir andò io dico , 

Dalla cuna, alla tomba e vn breue pa(fo . 

Nel mezzo erauivn huomo di robufto afpetto tutto arma- 
to «inferendo il bollore delfangue dell'età giouanile > pronto 
nel vendicare ogni picciolaoffefa , e preparato negli aringhi di 
Marre à verfar il fangue per lo delio della gloria , il quale punto 
nonralcntail furore , benché altro gli rechi innanzi il fimo- 
lacro di morte , ò volefle ingegnofamente dimoitraro il Pitto- 
re (fecondo il detto del pacientifiimo) la vita dell' huomo altro 
non edere, chevnafpeciedimilitiafopralaterra,& i giorni fuoi 
fimili à quelli de' mercenari . Poco lungi vedeuafi vn giouinet- 
to in difpute co'Filofofantij e tra negotiatori > e con vna vecchia- 

rella, 



Del C Rìdolji. Parte I. fj 

relIa,perdinnotareléapplicationi varie della giouentù, efinal' 
mente vedeuafi vn vecchio ignudo curuo per lo pefò degli anni > 
ondeggiante il crine di bianca neue , che meditaua il tefchio d'vn 
morto,confiderando come tante bellezze,virtù,e gratie del Cielo, 
all'huomo compartite , diuenghino in fine efca de vermi entro ad 
vn'ofcura tomba:, qual Pittura dicefi eflere in Genoua appreflb de' Geoaa» » 
Signori Campielli . 

Si videro ancora in Venetia due mezze figure, lVna rapprefèn- 
taua Ce lio Plotio affalito da Claudio , che lo aflferraua pel colla v i M y , 
re del giubbone, tenendo l'altra mano al fianco fopra il pugnale; e" 
nel volto di quel giouinetto appariua il timore ; e l'impietà nell'af- 
(àlitore, che finalmente rimale da Plotio vccifo , la cui generofa_. 
reflblutione fu commendata da Caio Imperadore , Zio del morto 
Claudio; & vn altro ritratto in maeftà all'antica . 

Ma confideriamo vn gentil penfiero gratiofàmente dilpiegato 
dal penello di Giorgio . In capace tela haueua fatto il congreflò 
d'vna famiglia, ftandoui nel mezzo vn vecchio cantatore con ca- 
pellaccio , che gli adombraua mezzo il volto , e lunga barba ri- 
piena di molli giri in atto di caftrare vn gatto,tenuto nel grébo da . 
madonnaja quale dimoftràdofì fchiffa di queH'atto,altroue riuol- 
geua il vifo : eraui prefente vna fantefca con la lucerna in mano,& 
vn fanciullo teneua il tagliere con empiaftri,& vna fanciulla reca- 
ua vn altro gatto , che defendendofi con le vnghie le ftracciaua_. 
il crine . 

Fece ancora vna donna ignuda, & con efifa lei vn Pallore, che 
fuonaua il zufolo , ed ella mirandolo forrideua ; e fi ritrafie in for- 
ma di Dauide con braccia igrmde, e corfaletto in dolfo , che tene- 
ua il te S:one di Golia: haueua da vna parte vn Caualiere con giup- 
pa,e beretta all'antica , e dall'altra vn Soldato , qual Pittura., 
cade dopò moki giri in mano del Signor Andrea Vendra- 
. mino . 

Vna deliciofa Venere ignuda dormiente ; e in cafa Marcella,& 
. d piedi è Cupido con Augellino in mano , che fu terminato da_j 
Titiano . 

Altra mezza figura di donna in habito Cingarefco , che del bel 

feno dimoftra le animate neui co'crini raccolti in fottil velo, e con 

la de (tra mano fi appoggia ad vn libro di vari caratteri imprefso,è 

. nelle cafe del SignorGio. Battifta Sanuto, e gli Signori Leoni da 

San Lorenzo » conferuano due mezze figure in vna ftefsa tela di 

L • Saule 



84 



LeVìte de' Vittori 



Sanie , che flringe te'capelli il capo di Golia recatogli dal gioui- 
netto Dauide , ed in quelli ammirali l'ardire » iti quello la regia_» 
maeflà:& in altra tela Paride con le tre Dee in piceiole figure ; & 
&<no San Jq ca f a Grimana di Santo Ermacora , èia fentenza di Salomone , 
di bella macchia» lafciandoui l'Autore la figura del miniitro non 
finita, 

U Signor Caualier Gufsoni grauiflimo Senatore ha vnanoftra_». 
Donna, San GkolarrK>,& altre figure di quella mano. Il Signor 
Domenico Ruzzini Senatore amplifGmo , poflìede il ritratto d'vn 
Capitano armato . I Signori Contanni da San Samuello , confer- 
uano quello d'vn Canaliere in arme nere,& i Signori Malipieri San 
Girolamo in mezza figura molto naturale, che legge vn libro ; ed 
il Signor Nicolò Crafso il ritratto di Luigi Crafso celebre Filofofo 
Auo Tuo pollo a federe con occhiali in mano . 

Io vidi ancora dell'Autore in mezzani quadri dipinta la fauola 
di Pliche , della quCile,defcriuendo il modo tenuto da Giorgio net 
diuifarla, toccheremo gli auucnimenti . 

Nel primo quadro appariua quella fanciulla , il cui bel vifo era 
Fauofa Ji Pfì- fparfo del candore de i gigli , e del vermiglio delk rofe , formatta 
B ' ata " tra le labra di rubino vn foaue forifo, e co'bei lumi faettaua 1 cuo- 
ri i nell'aureo crine fpuntauano à gara i fiori , formando quali in 
dorata fiepe vn lafciuetto Aprile . Stauafi quella in atto modello, 
foilenendo con la delira mano il cadente velo , e con l'altra llrin- 
gcndo l'c Arcanti di quello nafcondeuafi il morbido ìèno ; e di- 
nanzi le llauano ofseqciiofi molti popoli,che le orTeriuano frutti,e 
fiori, tributandola come ncuella Venere .. 

Nelfecondo Tamorofa Dea priua de'douuti honori,afifa fopra 
a gemmato carro tirato da due placide Colombe , imponeua al fi- 
glio Amore, che della fua riuale prendefse vendetta , facendola 
d'vn huomo vile ardere in amorofa fiamma .-ma quella fiata il bei 
Cupido preda rimale di bellezza mortale , prouando de'begli oc- 
chi di Pliche le amorofe punture. 

Nel terzo il Rè Padre (conforme la rifpofta dell'Oracolo di Mi- 
leto ) accompagnaua Pliche con lugubre pompa alla forella ( fi 
prepari Tempre il cataletto chi nella cima delle grandezze lì ritro- 
ua) oue attender doneua lo fpofo fuo ferino iprezzatore degli Dei* 
& era accompagnata dalla Corte,e dal popol tutto confaci accefe» 
e rami di ciprefso in mano in fegno di duolo * 

Appariua nel quarto la fconfolata fanciulla portata da leggieri 

zefiri 



TtelC.Ridolfi.TarteL Ss 

2efiri al Palagio d'Amore , doue lanata i;i tepido bagno, ftauafi 
poi ad vna ricca menfa tra ratificali Tuoni , & in rimota ftanza,ve- 
deuafi più lungi corcata fotto padiglione vermiglio appreflbal 
bello Amore. 

Nel quinto quadro defiderofa Pfiche di riueder le forelle ( ben- 
ché ammonita delle Tue difauenture da Amore) portato anch'el- 
lenodaZefiri, fivedeuanoingratiofe attitudini nel reale palagio 
in ragionamenti con le forelle, le quali marauigliate delle ricche 
fupelletili, e dello fiato fuo felice , punte da muidiofo veleno le-» 
fan credere,ch'ellaad ( vn bruto ferpe ogni notte fi accompagni,da 
cm deue attendere la morte in breue, perfuadendola, che di notte 
tempo, qual'hor dorme l'vccida, fottraendofi in tale guifa dalla di 
lui tirannia . 

Poi nel fello ftauafi la credula amante col ferro , e la lucerna in 
mano fopra l'addormentato fanciullo, e vagheggiando il bel vifo, Jfótime f'at> 
l'oro de'crini, le ali miniate di più colori , foprafatta dallo ftupore tione. 
non penfa al partire . Spiccali in tanto dall'ardente lucerna infi- 
diofa fauilla , auidaanch'eila di toccare le morbide carni , e ca- 
dendo fopra l'homero d'Amore , turba advn tratto i piaceri di 
Pfiche . 

Cefi le gioie han per confine i pianti . 

fugge. 
Onde Cupido rilcuotendofi dal fonno , mentre quella tenta rite- 
nerlo , rapidiffimo in altra parte fi vedeua fuggire , riprendendo la 
di lei ingratitudine . 

Nel fettimo Giorgio haueua rapprefentato il pellegrinaggio 
dell'infelice amante , come incontrauafi in Pane tinto di color 
fanguigno, dal cui fianco pendeuano forati beffi, che la confola; 
e di lontano fi vedeuano le inique forelle ingannate da Pfiche(fat- 
ta fcaltra nelle proprie difauenture ) precipitarli dal monte , cre- 
dendo diuenirfpofe d'Amore . 

E nelfottauo era "Venere cinta di sbara celefie , accompagnata 
dalle Gratie (opra conchiglia di perle , che adirata nprcndeua il 
figliuolo per gli amori di quella fanciulla ; &in altre fito appa- 
nnala sfortunata Pfiche , peruemita dopò molti difagi al Tempio 
di Cerere, à cui limitati erano fafei di fpiche, raftri, e vagli i è fpar- 
gendo amare lagrime, pregaua quella Dea della fua protetticnc : 
la quale per non difpiacere all'amica Venere(anteponendofi fpeC- 

fo 



So Le Vite àe" Tutori 

fo l'interelfe alla pietà ) non ode d'vn cuor orante le aflfettuofe_> 
preghiere : e di la partita (dopò lungo camino ) ftauafi di nuouo 
nel Tempio di Giunone , diuenuta fordaanch'ella alle di lei pre- 
ghiere , poiché ad vn rubelle del Cielo } hi turate le orecchie 
ogni Deità. 
St-to nana- In così mifero ftato agitata datanti penfieri, che farà l'infelice 
gliofo di Vii- amante, in odio al Cielo à gli Dei, & allo fpofo (ho ? doue fi na- 
fconderd da Venere fua fiera nemica ? ( ò con quanto difauantag- 
gio contende fhuomo col Cielo?) gli farà forza in fine ridurfi ili 
braccio alla potente fua nemica , la quale per ogni luogo fattala.» 
bandire da Mercurio, promette baci, e doni à chi di quella nouel- 
le le rechi. 
VaKre/k da Onde nel nono vedeuafi la mefchina prefa per le chiome dx_, 
Venere,e battuta con miferabile fcempio , e dopò molte ingiurie> 
e rampogne , in diuidere gran cumulo di confufi femi l'impiega » 
allignandole quel di tempcche alla cena del gran giouc fi tratten- 
ghi, quali in virtù d'Amore veniuano dalla nera , e follecita fami: 
glia diuifi * 
tab °f'p'j c f *■ Nel decimo la Dea del terzo Cielo vie più incrudelita > defide- 
rofa della morte di Pliche , l'inuia ad vn folto bofco , oue pafceua- 
no fatali pecore , perche di quelle vn fiocco di aurata lana le porti 
(così per la via delle atlìittioni fi purgano le colpe, ) &efequito 
l'ordine importo, dinanzi à quella Dea la pouera Pliche fipreien- 
ta . Poi con l'aiuto dell'augel di Gioue le acque di fiigie le ripor- 
ta ; e pervltimo delle fatiche fcefaper comifììone di Venere all'- 
inferno , e riceuuto da Proferpina il creduto vnguento per abbelli- 
re il vifo: ftimolata dalla ^vanità , fcoprendo il letale Sonnifero 
cade tramortita, onde rifuegliatala Amore col dorato tirale , e 
rimeflble il fonniferonel vafe larimandauaalla madre fua. 
Nelf vndecimo(non potendo il bel Cupido più fofterire gli ftra- 
. r ti] della fua donna , ottenuto in fine . che gli diuenghi fpofa , ve» 

fionaw . deuali Gioue nel mezzo al Conciitoro degli Dei, decretare il ma- 
trimonio di quella con Amore , mentre dalla balla terra veniua la 
bella fanciulla da Mercurio portata al Cielo . 

E nell'vkimo Giorgio finto haueua belle, e fontuofe nozze,oue 
ad vna ricca menfa mibàdita d'aurei vafi,di fiori , e d'altre vaghez- 
ze, fedeuano nel più fublimc luogo Amore , l'amorofa Pliche , e 
gl'altri Dei di mano in mano;le Gratie fomminiftrauano al di nino 
conuito laute viuandej Ganimede d'aria, di crefpij e d'aurei ermi , 

e di 



delCRidolfi.ParteL S? 



e eli rofatc vedi adorno feruiua di coppiere co'nettari diuini . Le 
Mufe anch'elleno formando due lieti cori co'ftromenti loro riem- 
piuano di celeite armonia le beate ìla!ize,e'l Dio diDeloful ca- 
noro legno intuonaua foani canzoni , mentre le hore veloci 
dibattendo le ali d'ogni intorno ricamavano di rofe biinche , e 
vermiglie il Cielo. 

In tale guifa Giorgio figurati haueua gli auuenimenti della fa- 
mofa P fiche, la quale dopò molte fatiche gionfe à godere il desia- 
to Tuo fpofo . E fotto quello nome intefero quegli antichi faggi , 
l'anima fiumana della quale inuaghitofì il diuino Amore, l'ab- 
bellifce d'ogni virtù : ma perfeguitata dall'appetito con nome di 
I Venere, cerca d'accoppiarla all'habito vitiofo , quindi ftimolata 
i dall'irafcibile, e concupifeibile potenze, demando da diuini pre- 
I cettijcade negli errori : alla fine per fentieri delle fatiche , median- 
te l'vfo degli habiti morali Ci riduce di nuono in gratia dello fpofo 
tuo , partorendo quel diletto , eh e la fruitione della celefte Bea- 
titudine ; alle quali inuentioni Giorgio refo haueua tale gratia , e 
naturalezza nelle forme, nelle attitudini , e negli affetti , che ogn' 
vno fifandoui lo fguardo,non iftimana uaniti la fauola ; mi uera è 
I naturale . 

Ma ricerchiamo altre pitture dell'Autore . Dicefì effere in Cre- Cremona* 
mona nella Chiefa dell'Annunciata una tauola co SanSebafliano, 
r che hi legato alle fpalle un panno , & ui è tratta per terra una ce- 
I Jata> e nel frontefpkio dell'Altare fono due Angeletti , che tengo- 
i no una corona» 

Il Signor Prencipe Aldobrandino in Roma , hi unafìguradel Roma, 
detto Santo i mezza cofeia , & il Signor Prencipe Borghefe un_. 
Dauide. 

Li Signori Chrifloforo , e Francefco Mufelli in Verona hanno Verona, 
nngiouinetto con pelliccia tratta bizzaramente i trauerfo le 

Ì fpalle flimato fìngolare . 
Si uide ancora di quefla mano un quadro in mezze figure quan- 
to il naturale di C finito condotto al monteCalnario da molta s bi- 
raglia ; vn de quali lo tiraua con fune , & altro con cappello roffo 
di lui rideuafì ; Io accompagnauano le pietofe Marie > e la Vergi- 
nella Veronica porgeuaglivn panno lino per raccorre delcaden- 
Ìte fangue le pretiofe filile. 
Dipinfe in oltre vn gran teflone di Polifemo con cappellaccio 
in capo , che gli formaua ombre gagliarde fui vifo > degna fatica-i 

di 



8Ì Le Vite de* Pittori 

di|quella mano per l'efpreflione di si gra volto.Ritrafle molte don- 
ne con bizzarri ornamenti > e piume in capo , conforme l'vfo di 
quel tempo . Fece Giorgio di nUouoil ritratto di fé medefimo in 
vnDauide con lunga capigliatura, e corfaletto in dodo» e con la 
fìniftra mano afterraua ne'capegli il capo di Golia , e quello d'vn 
Comàdatore co vefte,e giubbone all'antica,e beretta rofla in ma- 
nojcreduto d'alcuni per vn Generale , & altro d'vn giouinetto pa- 
rimente con molle chioma, & armatura , nella quale gli riflette la 
mano di efquifita bellezza,& vno d'vn Tedefco di cafa Fuchera co 
pellicia di volpe in Hoflbjin fiàco in atto di girarfi ,& vna mezza fi- 
guravi' vn ignudo péfofo co panno verde fopra à ginocchi,& corfa- 
Anuerfa» j etto ^ canto [ n cu , egli trafpare , nelle quali cofe diede à vedere 
la forza dell'Arte, che hi virtù di dar |vita alle imagini dipinto ; 
che fono nelle cafe degh Signori Giouanni , e Iacopo Van Voert 
in Anuerfa . 
Vogliono alcuni,che il medefimo ancora hauefle dato principio 
ad vna hiftoriaperla Sala del maggior Configlio di Papa Aleflan- 
dro III. à cui llmperadore Federico I. baciaua il piede ( che altri 
han detto fofle incominciata da Gio. Bellino ) che fu pofcia ter- 
minata da Titiano , con qual fatica hauerebbe confeguito la pie- 
nezza della lode, interuenendoui molte figure , che formar pote- 
uano vn degno componimento : ma piacque à Dio leuarlodal 
Mondo d'anni 3 4.ÌI 1 5 1 1 . infetandofi di pe(te,per quello fi dice , 
praticandocon vna fua amica ; benché altrimenti il fatto fi rac- 
conti , che godendoli Giorgio in piaceri amorofi con tale donna 
da lui ardentemente amata , le foife fuiata di cafa da Pietro Luz- 
20 da Feltre detto Zarato fuo Scolare, in mercè della buona edu- 
catione , & infegnamenti del cortefe Maeftro , perloche datofi in 
preda alla difperatione ( mifchiando fempre Amore tra le dolcez- 
ze lo aflèntio ) terminò di dolore la vita , non ritrouandofi altro 
rimedio alla infettatione amorofa, chela morte, e lo diflo 
Ouidio . 

Nf c modus , & requìesjiifi mors referìtur Amorìs . 

Così reftò priuo il Mondo d'huoino così celebre , e d'vn Nume 
delia Pittura,à cui fi conuengono perpetue lodi , & honori,hauen- 
do feruito di lumiera à tutti coloro, che vennero dietro di lui . E 
certo,che Giorgio fu fenza dubbio ù primo * che dimoftraffe la 

buo- 



Del CRfdolfi. Parte/. S 9 

buona ftrada nel dipingere > approlEmandofi con le mifchie de' 
fuoi coloriad efprimcre con facilitale cofe*lella natura ; poiché 
ilpunto di quello affareconfifie uelritrouar vnmodo facile, e 
non ftentato,celandofi quanto più fi può le difricoltadi,che fi pro- 
uano nell'operare : quindi è , clie nelle mifchie delle carni di que- 
ftoingegnofo Pittore non appaiono le innumerabili tinte di bigio 
di rancio, d'azzurro, e di fi fatti colori, che fi acco fiumano , infe- 
rma da alcuni moderni, che fi credono con tali modi toccar la ci- 
jtu dell'Arte, allontanandoli con limili maniere dal naturale, che 
fu da Giorgio imitato con poche tinte > adequate al foggetto, che 
egli prefe ad efprimere , il cui modo fiì ancora ofl'eruato tra gli an- 
tichi ( fé prediamo fede a' gli Scrittori ) da Apelle , Echione , Me- 
lantio, e Nicomaco chiari Pittori , non vfando eglino , che quat- d^n'àuSi 
tro colon nel comporre le carni ; quali termini, però non fi poflb- Antichi . 
nobaiteuolmenterapprefentareincaree , e che più fi apparano. 
dalTefperienza , che fi fa fopra leopere de'valorofi Artefici , che 
dal difcorfo : e come che da pochi Profcflbri fono intefi , così mal 
vengono ofleruati da coloro, che men fono ìftrutti nell'arte ; in- 
gannandoli molti ancora dalla vaghezza de'colori , quali fouer- 
•chiamente vfati , apportano nocumento alle carni ; ne già come 
alcuni fi credono il dipingere dipende dal capriccio , ma dalle-» 
olleruationi della natura, e dalle regole fondate fopra la fimmitria 
de'corpi più perfetti, da quali franerò rarilfimi documéti ne'fcrit- 
ti loro , fra gli antichi, A pelle, Eufranorejfchiniò, Antigono, e Se- 
nocrate ; e tra moderni Alberto Durerò, Leon Battifta. Alberti , il 
Lomazzo, & altri, che ne prefcriflero parimente accurate regole ; 
non douendofi meno imitare ogni naturai forma : ma quelle folo, 
che più fi apprettano alla perfettione , di che efier deue giudice 
l'ingegnofo Pittore , ch'eleger fempre deue le più belle , & eccel- 
lenti . 

Mi ritornando à Giorgio dico, che gli Artefici, che fono dopò 
lui feguiti, con gli efempi delle opere fue, hanno apparata la faci- 
ita, e'i vero modo del colorire , onde fi fono auanzati nella ma- 
liera, che dipoi fi è veduto . 

La fama nondimeno nell'immatura fua morte appefe nel Tetti- 
no delf Eternità la tabella delfeifigiefua» che con gentile profo- 
x>pea così di fé ragiona. 



M Ttt- 



p o Le Vite de Pittori 

Finfi nel Móndo, e fu fi chiaro il grido 

Della mia fama in quefte parti , e in quelle ', 
Che glorio fo al par di Zeufi, e Afelle t 
Di me rijfona ogni rimoto lido . 

In ghuanile et ade il patrio nido , 
Lafciai peracquijlar grafie notte Ilei 
IndialCielntenvolai fr al' auree Ilelki 
Oueho ftanz,a migliore, albergo fido . 

£ui fra l'eterne, & immortali menti, 
Idee più belle ad emular e io prendo 
Di grafie adorne , e dì bei lumi ardenti. 

£t hor del mio penneltopre riprendo, 
Che vaneggio con l'ombre tra viuenti , 
Mentre nelCiel forme dm ne apprendo* 




VITA 



VITA DI 

BARTOLOMEO, 

EDI 

BENEDETTO 

MONTAGNA 

PITTORI 

I VICENTINI. 

Icenza nobile Città della Marca Triuigiana allena- 
ta fra gli aringhi di Marte , e nodrita negli ftudl 
d'Apollo , hi goduto ,. oltre le grandezze de' Tuoi 
Caualieri , e le magnificenze degli edifici co'qua- 
li può gareggiare con l'antica Roma, degli honori. 
ancora de'fuoi eccellenti Pittorijcon le opere de' 
quali fi fono i Tempij , &i Palagi di quella abbelliti . Men- 
are dunque in Venetia veniuano predicate le pitture dei Bellini, 
Vicenza anch'ella pregiauafi della virtù de' due fratelli Bartolo- 
meo, e Benedetto Montagna fuoi valorofi Cittadini *i quali fé- 
guirono la maniera didetti Bellini , e diloro fi veggono in e(fa_i 
Città le pitture feguenti .. 

In San Bartolomeo latauola col Santo mede fimo > eSanSe- 
baftiano > che tolgono in mezzo nofìra Donna , è di ma'/iodi 
Bartolomeo; ed in quella Chiefa altre due ne fono dell'iftefTo, in 
vna è figurata la Purificatione della Vergine, nell'altra è msde- 
fimamente la Vergine adorante il bambino. 

ISIel Duomo euui enandio vna tauola di nofira Signora con due 
Sante Verginelle . Nella Sacrefìia ne fece vn'altiaccnli Santi 
Fietro , e Paolo, Leonzo; e Carpofaro Protettori della Città con-, 
due loro Beate forelle , e nel mezzo flà Maria Sannif ma ; e nei 

M 2- Car- 




p2 Le Vite de Pittori 



Carmine ne lauorò vn altra de'S'anti Sebaftiano,& Antonio Abba- 
te, e tra quelli è parimente la Regina de Cieli . 

Tre ne fono ancorain San Michele, vna nell'Altare de'Con- 
ti Brazzi,ou'è ritratta noibra Donna, San Lodouico,e Sant'Orfola, g 
&vn Angelino, che fuona il Liuto. Nella feconda fonouih Santi 
Agoftino, e Nicola, e nella terza San Gio. Battala, e Sant'Ono- 
frio , e tra quelli rapprefentò altresì la Vergine , ed in Santa_* 
Corona fece quella della Maddalena . 

DeH'iiteffo Autore fi veggono in oltre in San Lorenzo, due pit- 
turo , l' vna del Crocefiffo , l'altra di Santo Antonio da Padoua . 

In San Rocco fece il medefìmo Sauto con San Sebaftiano , & 
vn Angelino ; & in vn quadro fopra la porta ritrafle il Saluatoro > 
che dimoftra le piaghe a Santi detti . 

Ne'rrati dai Zoccoli operò nella maggior Cappella il San Bia- 
gio, ed altre lodeuole figure , e due Frati dell'ordine dalle parti > 
& in altro il Preicpc di Cruuìo ; e Benedetto vi fece il Santo An- 
tonio Abbate . 

Nella Badia di San Felice fono di Benedetto quattro tauolo» 
vna della ftrage degli Innocenti , la feconda di noitra Signora con 
li Santi Felice, e Fortunato ,• e nella terza fono figurati i Santi Flo- 
riano, e Simpliciano, Prudentia, e Perpetua loro forelle , i cui cor- 
pi ini iì conferuano , e nella quarta appaiono altri Santi ; e nella.* 
Chiefa di Monte Berito, fece la vifita de'Magi . 

Nel Caftel di Lonico,é di Bartolomeo nella Chiefa di San Mar- 
co la Pittura dell'Altare della Concettione , oue è la Vergine cor» 
buona gratiaà federe, e Noftro Signore bambinetto in braccio» 
Sant'Homo buono con velie rofla, e Itola all'vfo Veneto all'antica 
in atto di far clemofina ad vnPouerello , e San Francefco dalle 
parti , tenuta in molta veneratione da que'Popoli ; e nella Chiefa 
Parrocchiale DomenicoMontagna dipinfe la tauola del San Chri- 
ftoforo : quali figure benché tenghino dell'antico, per efler elleno 
lauorate con molta diligenza , & affetto > muouono l'ammiratore 
alla contemplatone . 

Il Signor Girolamo Maroe Iureconfulto peritifiìmo in quella.» 
Città ha vna dinota imagine , che rende teftimonianza della vir- 
tù di Bartolomeo. 

Fiorirono quelli due Fratelli circa gli anni del Signore 1 5 00. e 
turano tenuti in pregio da Vicentini . Hebbe nondimeno il primo 
luogo Bartolomeo,e tri quelli,che dipinfero nel tépo fuo in quella 
Citta. CIO. 



DelC Rtdolfi. Tarte I. 93 

GIO. BATTISTA PIGOLINO. 

E riputato ancor valorofo nell'ordine di quella età il Figolino » 
che dipinfe ne' tempi mededefimi de i Montagna,è di fua mano in 
San Bartolomeo la vifita de'Magi ; e la tauola dell'Aitar maggio- 
re, in San Tomafo > è quella della Vergine con molti Santi , nella 
Chiefa delle Monache di San Francefco . In San Fauftino fece pa- 
rimente la nafcita del Saluatore . 

Vitìfero qualche tempo dopò in Vicenza altri eccellenti Pit- 
tori, che dipinfero fui moderno itile » de'quah à fuo tempo ragio- 
neremoj e regiftreremo le opere . 




VITA 




Gio. Antonio Regiixo 

DETTO IL Po*D£NONÈ.PnTOX£ . 



VITA DI 



fi 




GIO ANTONIO 

R E G I L L O 

DETTO LICINIO 

' &A PORDENONE) 

E d'altri Pittori del Friuli. 

V fempre difficile lo intendere perqual cagione gii 
huomiui d'vn'irtefla mafia formati , fiano così diffe- 
renti nelle attieni loro, come fé ài varie nature fof- 
fero comporti : vedendofi alcuni d'eccellente inge- 
gno dotati) altri cosi inetti alle cofe tutte , come le 
dell'humana conditione veftigio alcuno nònrite- 
neflero . La ragione ci viene aflègnata dalla Stagirita > attribuen- 
do tali effetti alla natura, la quale più,e meno habili ci rende nel- 
le operationi così attiue , come intellettuali : e che ciò auuenghi 
perla proportione , che hanno tra di loro le qualità conftituenti v. c M 
del caldo, del freddo, dell' humido , delfecco, eladifpofitione reformanogii 
delle parti i'rtromentali, che ci fanno più, e manco capaci di quel- ""'geg'». 
le cofe > che le opere richiedono , quindi è , che fi formano negli 
indiuidui varie le temperature^ diuerfiti degli ingegni,e le diffe- 
renti inclinationi . 

Supporto tale fondamento , fari facile i feiorre il dubbio , on- 
de auuenghi, che pochi riefchmo valorofi nel dipingere . E la ra- 
gione è, che richiedendoli in cotal'arte finezza d'ingegno per in- 
tender il bello ; e perfetta memoria per ritenere le innumerabili 
imagini degli oggetti ì quali due facoltà non fi trouando , che di 
rado nel comporto , quindi è che dilficilmente fi conrtituifee il 
buon Pitture,in cui fi ricerca habilkà maggiore,che nelle altre di- 
fcipline, ed vna tale eleuauone- di genio fuor dell'ordine della_» 
natura, che pnouiene da fuperiore cagione , concorrendo nelle di 

lui 



H Pordenone 
muta il eoe 
me in Regi] 



96 Le Vite de* Pittori 

lui oper-tioni, come nel Poeta,con benigno influflb H Cielo . Tali 
effetti fi videro m Gio. Antonio dotato di fopranaturali doni , in- 
figne per l'opere eccellenti lafciate di fua mano , con le quali ili 
confeguito degno luogo tra quelli , che fono riputati i primi del- 
l'Arte . 

Quelli nacque in Pordenone Terra del Friuli , che però traile H 
tMdS < Ktto cognome dalla Patria . Il Cielo fi compiace donare limili gratie 
re, ad humili Terre,come fece i Cai tei Franco,& d Cadore, di donde 

nacquero Giorgione, e Titiano : per dar'ad intendere» che la virtù 
non fi merca con l'orojtie con fregio d'alta nafeita : ma che ci vien 
conferita dalla diuina mano , e tutto che alcuni paiono illuftri per 
le ricchezze, tale fplendore fi quell'effetto à punto m coloro , che 
mancano di virtuofe qualità , che fa il Sole illufirando i fterpi del- 
la terra , che non tanto Ito fparito il lumeperdono ogni loro bel- 
lezza . 

Dicefi che Gio: Antonio folte di cafa Sacchknfe , benché fi 
chiamafle il Licinio,& alcuna volta Cuticello : ma che pofcia can- 
oe!» giaffe il cognome in Regillo, all'hor che ottene prmilegi dall'Im- 
gillo. peradore con titolo di Caualiere , abiurando quello di fua fami- 
glia per l'inimicitia contratta con vnfuo fratello, che lo colpì d'- 
archibuggiatadi pallini nelle mani, rinouandofi ne'tempi noftri 
l'empietà di Caino, poiché à talefegno arriual'humana fierez- 
za , che anco nel proprio fangue incrudelifce, come cantò vn gen- 
til Poeta. 

— — Tratrum quoque gratta rara ejt . 

Spinto dal naturai talento fi pofe Gio. Antonio à ftudiar, fecon- 
do alcuni,le opere di Pellegrino da San Daniello,da cui fu dipinto 
in Vdine l'organo vecchio nel Duomo , oue San Pietro inftituifee 
Vefcouo Santo Ermacora ; e vi kce i Dottori della Chiefa , & al- 
tre cofe ancora in quella Città . Altri vogliono , che da fé fi ponef- 
Studia da fc à difegnare , e che dipoi tratto dalla fama di Giorgione , fé ne_» 
orgione. paffaffeà Venetia,& introdottofi nella fua cafa apprendelTe la_. 
buona maniera. (Il primo auanzo dello ftudente , e lo ftabilire 
fopra buoni fondamenti l'edificio dello ftudio fuo ) la quale colti- 
p-.. uò inguifa, che la riduiTe à quella perfettione, che fi è veduto , ed 

effendo ardito, e facile nell'cfprimere i fuoi penfieri, fece numero- 
fe cofe à oglio» & à frefeo in particolare , nella qua! pratica riufei 

fingo- 



delCRUoIff. Pari rì. 97 



angolare ricercando prontezza, eriublmione-, che fu ìua parti- 
colare dote , 

Ritornato il Pordenone alla Patria, dicefùch ci dipingere ape- 
tirione d' vii Bottegaio in vn Aio pomcale la figura di nòiìra Bon- 
, na, e che effendo intonicato il muro , nel tempo à punto , eheil 
\ Bottegaio vdì la Meffa, egli dafìè fine al lauoro ( vn fecondo inge- 
gno partorisce le marairiglie ad vn punto)quale Pitruratuttauia fi 
; conferua, e per opera bella viene ammirata . 

Aggiungono ancora , che indi à poco tempo fu nece/Iitato par- 
1 tire per certa mortalità accaduta , e che ritirattofi in que' Villaggi 
vi faccfl'e opere molte ... Come fi foffc il fatto è però vero , che ne* 
primi food tempi dipinfe nella Chiefa eli Rorai grande , nella Cap- 
pella maggiore la Croci fiffionc del Salnatore con numero di figu- ritturejnvau 
re, e due hiftorie dalle parti, le quali cflendo deturpate dalla poi- Vl BB '' 
u£, e dal tempo furono,per auuiib del Signor Aleffandro Berardel- 
li valorofo nella Pittura,c nelle lectere(come habbiamo dalle ope- 
re fue ) fatte rinettare , perilche maggiormente fi godono. 
In Cordenons giuridittionc de'Signori Octhoboni, e Padauini fe- 
ce la ta'iola di San Michele : e nel banamento vn'Inferno ripieno 
di picciole , e diligenti figure ; & m altra Chiefa poco dittante li 
Santi Apoftoh Pietro, e Paolo, che tengono la Vergine- in mezzo . 
Indi à~ Villa nuoua lauorò à frefeo hiftoi-ie della vita di Chrifto , & 
1 Fótanelle nelCenedefe nella volta di quella Chiefa gli Euange - 
li ;ti:e dalle parti le attioni di San Pietro quando fu chiamato dalle 
rcti,da Chnfto, commutandogli la pefea di pefciin huoraini, e ne 
gli archetti il Santo Vecchio, mentre col fegno della Croce fa ca- 
dere dall'aria Simon Mago , alla prefenza di Nerone , volando dal 
Campidoglio all'Auentinore come il Santo Vecchio po£o in Cro- 
ce pafsòperleorme del fuo Signore i godere del ben retto gouer- 
no della Chiefa ilpremio nel Cielo. Fece in oltre nella medefìma 
Chiefamvn Altare il Santo fteffoà fèdere tra architetture, che 
accennaà San Giouanni *che gli è vicino, la Scrittura , e San Ti- 
tiano Vefcouo d'Oderzo . 

Nella Parrocchiale diTreues,dipinfe l'hiftoria de'Magi con ha- 
biti belli,ecuriofi : e tra le Pcneftre della Cappella in alcun iriitret- 
tifpacij framifle molti fanciulli l'vnfopra l'altro accommodati; e 
poche miglia .fidante lauorò in altra tribuna gli Euangelifti ; & à 
Bleffatio per certi Confrati dipinfe d frefeo noflra Signora,che pa.- 
fa nell'Egitto : e San Giofeppe hi teak braccia il fanciullo Giesù; 

N e fot- 



9$ te Vite de Pittori 



e fottovi ritralTe in proceilìone molti di que'Raftici con cappellai 
ci in capo, e drappi villefchi, cinti di corda , così naturali , che pa« 
ion viui . 
Opere di Tre, Trasferitoli a Treuigi à petitione del Canonico Brocardo Mal- 
fi'* chioiìro fece à frefeo nella Tribuna del Duomo , oue nello Altare 
fu dipinta l'Annuntiata da Titiano, Iddio Padre folìenuto da mol- 
ti Angelettije fopra la cafa del Caualier Rauagnino lauorò hiftorie 
d'Ifigenia rapita da Diana nel facrificio> Venere, che arreca lo feu- 
do ad Enea : e fopra Bacco, Vulcano, e Marte in piedi , & altre fi- 
gure guade dal tempo . E chiedendo il Pordenone per le fue fati- 
che feudi 50. parendo al Caualiere eforbitante il prezzo, ambi fi 
Mifew condì- rimederò nel guidino di Titiano, il quale à quello effetto condot- 
tore? ' -t tofi a Treuigi, commendò l'opera non folo : ma perfuafe il Caua- 
liere à non paiTare ad altra ilima , il quale prudentemente accettò 
il configlio. 

Ma feguitiamo il racconto d'altre opere a frefeo,. & à oglio pre- 
termefle dal Vafari, acciò non refii diftettofa la relatione delle fa- 
tiche fue , e perche viua ancora fi mantenghi di quelle la me- 
moria ^ 

: Chiamato àCeneda dal Cardinal Marino Grimani dipinfe à 
frefeo fotto la loggia, oue fitien ragione tre notabili giudici; acca- 
duti . Nel fianco deliro fiede Daniele in foglio dinanzi à cui Han- 
no i due vecchi, che accufarono Sufanna : l'vno in atto di fottra'rfi 
Pruderne-, daminilìri : l'altro viene conilituito , e l'innocente Sufanna_>. 
nò guari lontana con le mani aggroppate mirail Cielo, accompa- 
gnata damolte donne . Iddio vuole, che l'innocenza dalla men- 
zogna ifiena reili folleuara . Nel girar del cantóne fopra ad vna_», 
porta fono le armi Grimane, & appreiTo quelle lettere . 

M arino GrimanoS.R.E. Cardinale Per ufi £ , atcjue- 
V mòrta 'Legato Jpo/hlico, Patriarcha Aquileienfe 
fatitts Ciuitatis Pr afille optimo exiftente . 

Nel mezzo foprail tribunale, apparifee Traiano,il cui figliuolo 
fcauendovecifo col caualloTvniea prole dipoueravedouella . ric- 
Ciuftr» cor J2 q UC i] 3 £ piedi del pio Imperadore ,. aggrauandofi del danno 

le diede in cambio il medefimo fuo tìgluiolo,qual accéna con ma- 
no > Il Prencipe conleguifce il titolo di giulto,e di clemente men 

tte 



2>el C. %idoffì. Parte ì. pp 

tre velie il mauto del fuddito , fontrm quell'hiftoria molti Caua- 
Iieri, che feguono l'Imperadore , fc vn putto temendo della calca 
de'CaualIi addita con mano,fuggendo il fanciullo eftinto in brac- 
•cio della madre, e (opra la feneitra vicina fi legge . 

VERAE INDEX PlETATlS OPVS 
SAPIENTJS IMAGO. 
VOS HAEC RECTA SEggl, 
ÀT&. IMPlA ABBESSE DOCENT 
CIP'. CEN. AERE 
PVB. POS, 

Seguono di nuouo l'armi del Cardinale tenute da due Angeles 
ti ; e nell'altro fianco è il Giudicio di Salomone, alla cui prefenza Saggio. 
ftà fup'plicante vna delle due meretrici per Io fcampo del tìglio ba- 
bàio , tenuto dal carnefice à cui cerca l'altra con gefto imperiofo 
trarlo di mano . Stanno Configlieli intorno al Rè , e vn giouinet- 
to in piedi con habito trinciato, e mantello roffo ; e fuor d'vn arco 
fi veggono ferùi (tendere dalle fcale del Palagio . Lauorò appref- 
fo in Sant'Antonio di Conegliano in vna Cappella li Santi Agofti- 
no, Vbaldo, Maddalena, e Lucia . Il Quinto Curdo a cauallo fo- 
pra ad vna càfa . Ganimede rapito fopra quella de 1 Cornetti ; e 
fòpra la porta Cenedefe lece il Leone figurato per San Marco . 

Hor diciamo delle opere, ch'egli dipinfe nella Patria fua . Nel 
Duomo fece vna tàuola entrouila Vergine r e San Giofeppe , che 
ha nelle braccia il pargolettoGièsù à cui fa vezzi , e San Chrifio- 
foro di bel colorito . Sopra ad vn pilaftro dipinfe à frefco Santo 
Erafimo di cui fi veggono inafpate le budella: crudeltà non ima- 
ginata da Penilo, ò Bufiride : ma con barbaro modo efercitata da' 
perfecutori della fede di Chriftó nelle perfone de' Santi Martiri . 
Ma non è marauigha, perche doue alligna l'empietà iui pullulano 
la inuentioni de' tormenti. Euuiin altra parte là figura di Sàru, 
Rocco in cui fi ritraile il Pittore, come dicono egli facelfe in mol- 
te limili imagini . Pofcia in altro tempo dipinfe nelf Aitar mag- 
giore il Saluatore in vn raggio di gloria , San Marco parato feden- 
te à canto ad vna colonna ( dietro à cui panano altre colonne, che 
formano vna profpettiua foltenendo vnirtuuolàto, ) che confacra 
vn Sacerdote . Da vn lato è SantoAlefTandro à cauallo j e San Oh 

N z toh- 



io® Le Vite de' Pittóre 

rolamo ; dall'altro il Battifta , e San Sebastiano » tSc alcuni Ange- 
letti nel mezzo {tanno fcherzando, qnal pittura fu pofta m opera 
non finita nondimeno in quella abbozzatura ofleruafi la maeftria 
d'vn'ardito pennello , e fi tiene, che fé foffe con limile maniera-» 
condotta, fi potefle equiparare alle più belle dell'Autore . 

Perla Chiefa di San Francefco dipinfe à frefco il Santo impref- 
fo dal Serafino delle diuine cicatrici ; & in altra Cappella fopra ad 
vn afle, fece a og'io due figure di noftra Donna , e di San Giouan- 
ni piangenti;& à Padri Cappuccini lauorò il San Gottardo Velco* 
uo collocato nel mezzo d'vn atrio, m atto di benedire : accompa- 
gnato dalli Santi Rocco , e Sebaftiano ; e fopra ad vna tauola, che 
già ha feruito per bacamento alla medefima pittura, figurò il San- 
to Pellegrino a federe à pie d'vn'albero, &c alcuni lo ftanno miran- 
dole tra quelli vn'hofte,che gli accenna vn cagnuolo.che gli reca il 
pane . Vuole il Cielo, che la pietà tal'hora fia efercitata dalle fie- 
re, per confufione degli hnomini . In altro canto appare il marti- 
re San Sebaftiano percoflb da'Satelliti co'baftoni, nel cui tormen- 
to fi morì ; e poco diftante è il Tiranno nella fomimtà d'vna fcala 
cinto da'Miniftri; & in Santa Lucia fece àiirefco in mezza lima la 
Vergine, & alcune Sante intorno . 
j yj. Pattato Gio. Antonio ad Vdine, iui fermofli per qualche tempo 

occupandoli in vari lauori . Nel pulpito dell'Organo, di cui furo- 
no i portelli di Pellegrino da Vdine , come dicemmo , fece in nuo- 
ue partimenti hiftoriette di Santo Ermacora, e Fortunato ; & in-. 
FamofatauoJa San Pietro Martire la celebre t.iuola deHAnnunciata , con Iddio 
Padre nel volto cinto da fplendofì, con molti Angele tti , che lo fo- 
ftengono . Dipinfe à frefco nella cafa de'Tigni, hora dc'Bianconi 
i Giganti fulminati daGioue , alcuni de quali fono caduti à terra 
polii in belli fcorci, e maefteuolmente maneggiati , facendo egli 
volentieri i corpi nudi , quali anco cercaua fempre comporre nel- 
le più difficili formcchevengono fuggite per lo più da Pittori, che 
volentieri Ci accommodano alla minor fatica . Euui Diana , che-» 
fi difende da vn Gigante co vna facella, che moftra di percuoterla 
con nodofo baftone : e nella cima del quadro altri Dei fono pofti 
in fuga . Dicefij-che hauendo il Pordenone fatto vn di quc'Gigan- 
ti con le parti virili feoperte, dimoitrandone il Padrone poco gu- 
fto,conmoItaprontezzaIoriduffein altra politura. Fcceuian- 
cora tra balconi Cibele, e Nettuno, e fotto Apollo, Pane, Venere, 
e Diana à chiaro Tcuro, eh e fi veggono difegnati da Odoardo Fia- 

letti 



Ikl C Rsdolfi. Parìe L r © t 

letti in acqua forte ; & vn .fregio inferito di vari facrifìci degli an- 
tichi > e fotto a portici del Palagio della Ragione dipinfe noftra_> 
Donna a federe con tre Angeletti a piedi -, che toccano ftro- 
menti. 

Haueua il Pordenone prefacafa in Spm'mbergo, nel cui afpetto cr .. 
finfe colonne , e tapeti pendenti da'balconi ; ed in quella fé- deamcf 
ce in picciola Chiefetta fopraad vn ade la Vergine Santiflìma con 
li SS. Rocco>e Sebaitiano.Nel Duomo lauoròi tépera ne'portelii 
dell'organo l'Affinità con.fchiera d'Angeli, egli Apoftoli intorno 
al Sepolcro ; e nella parte interna la caduta di Simon Mago» e San 
Paolo conuertito accommodato in quello augufto fpatio in vn-. 
rarinìino fcorcio ; e nella cafla picciole hiftorie della vita di 
Chrifto. 

Ma profeguiamo la narratione delle pitture rimanenti fparfe per 

que' Villaggi . Fortunate folitudini , che dal pennello-di tanto 

Autore folte abbellite, e refe per fempre illunri 1 Ecemel'oro fi Y?, 1 ^ 15 '^" 1 

1,1 , i -r-ji >-j ne Villaggio 

trae dalla terra, le margarite da cupi leni del mare , cosi noi da_» 

-quelle felici forefte raccorremo le gioie pretiofe del Pordenone-». 
A Pifcincanna fece vna tauola a tempera con più Santi, e tra quelli 
vn Caualiere armato , il quale con gentil maniera tiene la mano 
veftita del guanto fopra l'-elfa della fpada . In Villa di Varmo al- 
tra ne fe.ce con la Regina de'Cieli con tre putti innanzi , che mo- 
iìraiianodifuonare, & hamù alati li Santi Ermacora , e For- 
tunato- 

Nella Tribuna di Caftìons dipinfe gli Èuangelifti, e bambini di 
-bella macchia, vn de'quali lafciò i bella porta imperfetto , in cui 
volle dar a diuedere la prontezza del ftio pennello . Nella Parroc- 
chiale di Venzon Terra fopra d'Vdine , colorì nella parte di fuori 
ne'portelii dell'organo le nozze di Maria Vergine con San Gio- 
feppe/eguite per mano del fommo Sacerdote, e nelvolto della 
Vergine ftampò vna modella bellezza, e nel Santo Vecchio vna_, 
mietente humiltà , che lo refe degno di sì nobile fpolà : e nel di 
dentro la vifita de' Magi, eia circoncifìone. Perla Cattedrale di 
Belluno fece la tauola del Saluatore con la Maddalena nell'horto » 
dopò la Refurrettione . Per Lufignana Villaggio della giurifditio- 
ne dc'Sìgnori Conti di San Saluadore , fece quella dell'Aitar mag- 
giore conia Vergine in mezzo , e da'lati Santi Gio. Battitla , Ca- 
terina Martire, Pietro, e Giouanni Apoftoli ; e nella Chiefa vec-> 
chia del loro Cartello ( oue riconobbi il Signor Conte Annibale,» 

Colla!- 



io2 LeVìte de Vittori 

CollaltoCaualiere di gran valore, e d'intelligenza in varie diùr 

, pìine ) vidi nell'Altare vna picciola hiftorietta della Trasfigura- 

tione del Signore ; e dalle parti in mézze figure al naturale li Santi 

Prodocimo, Pietro, Gio: Baruffa, e Girolamo, che non fi poflbno 

, auuanzare in delicatezza, e finimento. 

Haueuail Pordenone per molti anni panata la vita nel Friuli , 
do. Antonio occupandoli nelle narrate fatiche, quando condotto da Martino > 
àVenetia. d'Anna Mercante Fiamingo àVenetia, gli dipmfe l'afpetto della 
fuacafaà San Benedetto, nor dal Signor Francefco Viaro fplendo- 
pera famofa. re ^ • q ue n a p atr ia . In quattro maggiori fpatij tra le feneftre fece 
Mercurio volante inuaghito d'Erfe . Quinto Curdo à cauallò,che 
entra nella voragine , che fu ilimato marauigliofo per lo difegno, 
& artificio dello fcorcio , che hor a pena fi difcerne . Le altre due 
rimanenti hiftorie fono anch'elleno affatto confumate dalla tra- 
montana , ma per ancor fi conferua fotto il pergolato la Proferpi- 
na rapita da Plutone , che ha da preflo vn cotal mofìxo inferna- 
le, che riempe di fpauento Ciane piangente la rapita compa- 
gna.,. 

Fu tale il grido di quella Pittura , che vi concorfe ciafcuno à ve- 
derla, ed in quel vaghiffimo colorito pareua ogn' vno di felicitarli, 
e raddolcir le noie. Dicefi ancora, che il famofo Michel' An- 
gelo tratto dalla fama di sì nobile fatica fé ne pafsò à Venetia,oue 
vide in effetto, che la Fama non era fiata menzognera , ne vana- 
mente haueua decantate le lodi dell' Auttore, e nel capitello pofto 
nell'angolo della medefima caia colori l'Annuntiata , la qualo 
effendofi guaita , fu ritocca da Matteo Ingoli , già non molto 
.tempo . 

Auuanzatofi il Pordenone per fi bella , e dotta fatica traffe 
molti alla fua diuotione , che gli diuenncro partiah Protteton, 
con lo cui mezzo ottenne vari impieghi in quella Città . Nella-, 
Chiefadi San Rocco gli fu locata la maggior Cappella.nella quale 
diede à vedere Chrift o trasfigurato nel Tabor , ne'fianchi dell'Al- 
tare compofe vn giro di colonne, fiammettendoui alcuni putti, 
che tengono il cappello , il bordone , e la tafca del Santo Pellegri- 
no; e nella tribuna fece Iddio Padre foftenuto da molti Angeletti , 
& altre figure , &i Dottori della Chiefa negli angoli . 
. Dipinfe ancora àoglione'portelli di grande armario San Mar- 
tino à cauallo , che diuide il mantello col pouero : e perche rico- 
perfe l'altrui nudità, fu riueftito di eterna luce nel Cielo . In altra 

parte 



DelC Rtdolfi. Tarti I. i oj 

parte è San Chriftoforo con Noftro Signore bambino in ifpalla in * 
fiera pofitura con numero di Mendichi intomo . L'altro armario 
al dirimpetto col Saluatore alla Pifcina fu dipinto dal Tintoretto > 

, non già dal Pordenone, come dice il Vafari . 

Circa lo fteflo tempo fece a' frefco nel Chioftro di Santo Stefano 
fopra à colonnati dodeci facre hiftorie del vecchione nuouo Te- pitture in San» 
{lamento . Nella prima Adamo vien difcacciato dal Paradifo ter~ » Stefano di 

, reffre dall'Angelo» Infelice Adamo! che per compiacere alla po- 
co prudente tua moglie, perdetti la diuina gratia > diuenuto Pelle- 
grino del Mondo ; ed Eua, tu»che fofti cagione di cotanto errore , 
ottenerti in premio del tuo pretendere l' vguaglianza diuina , i do-< 
lori del parto, e Tener foggetta al marito . 

Nella feconda il Saluatore appare alla Maddalena dopò la Re- 

, fùrrettionce mentre quella cerca ritenero,lperche di nuouo non 

' gli fia toltojeghfiarretra^nd'ellainattompplicante parche gli 
dica : mio bramato Maeftro pur ti veggio dopò la fiera te mpeita 
della tua paffione riforto: concedi homai à quella mia dolete boc- 
ca, che affiger poffa i baci nelle diurne tue piante : ma auuanzan- 

. dole in copiale lagrime , & occupata dalla fouerchia dolcezza, 
chiude al fauellarrvfcita. Delle quali due figure non baita vn 
tratto di penna per defcriuere à pieno la gratia , gli affetti , e la 
tenerezza . 

Nella terza è l'homicidio di Caino efpreflò in due paftofe figu- 
re, dimoftrando con quale ferita vccida l'innocente fratello. Ecco 
non tantofto l'huomo priuo dalla diuina gratia , fi fa foggetto alla 
morte, cadendo negli errori : così Caino diuenne à vn tempo ho- 
micida, e ladrone : non gli baftando vn Mondo intero alla fua in- 
gordigia : dal cui peffimo, & abbomineuole efempio fi diedero gli 
«uomini à tradimenti,e alle rapine; e prefero efilio dal Mondo le 
più belle virtù, come lòtto fauolofe forme cantò quel Poeta , de- 
fcriuendo per apunto quella ferrea età. 



Vifìa iacet Pietas : ejr Virgo c&dt madentes- 
Vltima c&leftutn ttrras Aftrxa reliquie . 

Vedefi nel quarto il Protomartire Santo Stefano lapidato , che 
porge pneghiai Cielo per i fuoi perfecutori. 

E nella quinta^ Noè ignudo , tratto ftipinoful terreno acco- 
modato in vno artificiofo fcorcioi dixrvti tì vede ogni fna parte for- 

prefo 



Ouidio , 



\Ojf Le Vite de' Pittori 

prefo dal dolce veleno, che '1 diitorrta dalle virtiUScifèii/Icarrora- 
pe, come alcun dille ► 

Vino forma perù, r vìnocorrum$hur*t&r* 

Il quale viene da Sem, e da lafetpietofamente ricoperto col: man- 
tello, & addittato da Cam . 

Poi nella feftail perfecutore della fede Paolo-cadeimpaurito da 
cauallo alla voce di Chrilto , che hi virtù di commouere , ed'at- 
terrire con la fella difciolta,e le ltaffe volanti, & il cauallo precipi- 
tato fìffo col capo nel terreno». 

Nella fettima è iLSacrificio, che fece Abraamo , il quale fenza 
cercar ragioni pronto offerifee i Dio in holocauito Ifaac , ed è ri> 
tenuto dalla diurna; voce .. Iddio volle far la maggior proua delF 
obbedienza del Santo Patriarca imponendogli, che glifacrifìcalTe 
la miglior parte delle vifeere fue . 

E ncll'ottaua il Saluatore epodo nel monumento daGiofep- 
pe , e da Nicodemo , riufcendogji vno de'più dotti feorci di quel- 
l'ordine . 

Dauide ne Ha nona tronca laicità al fiero Gigante. Ildiuina 
aiuto non mancai più deboli, che in lui confidano . Et accomo- 
dò il Pittore con arte mirabile in qiieH'angufto luogo il Coloffo' 
di sì vado Gigante . 

La decima rapprefentaJ'Adulteracoudotta al Saluatore dagli. 
fcribi,-dipintaeon tenero ,e foaue modo . 

L'vndecima contiene il giuditio di Salomone, imperante al mi- 
niftro, ehediuida il bambino contcntiofo>. dandone vna parte i 
ciafeuna delle Donne pretendenti , conqual modo feopri la-, fro- 
de della fìnta madre . lì Giudice prudente fmafehera facilmente 
la menzogna,che fpefle volte da appare te pietà viene adombrata . 

E nell'vltimo luogo il Saluatore fauellaconla Sammaritana al 
pozzo,fuelandole lo itato della paffata vita . 

Tri le fèneftre di fopra collocò noftra Donna annuntiata_j 
da Gabrielle^ dalle parti molte Sante Vergini con le in fegne loro, 
-quali operationi vengono {limate da profelfori per. vna tale facili- 
ti, e tenerezza di fare , e fonodelle più conferirne cofe àfrefeo , 
che fiano in quella Città , poiché le altre quali del tutto fono, 
andate i male per caufadeH'ana,&deJle acque marine,onde man- 
tengono viuo il nome del fuo Autore . 

Piceli 






DelC^Mfi. Parte L io/ 

"Dicefi) che mentre Gta. Antonio ftaua occupato in quel lauoro 
tenefle à canto la fpada, e larotdla » perl'inimiltà contratta con 
Titianoperlagara, che tri dllorpaflaua: onde alla ài lui concor- foimieoiMre. 
renza fece nell'Altare de'Corrieri , in SanGióuanni ài Rialto Ia~. tUno ' 
tauolacon Santa Caterina, San Sebaftiano,e San Rocco veramen- 
te figura rariifima : ma non puote già abbaflaxe la fama ài Titiano* 
.che fatto haueua il San Giouanni Elemolinario nell' Aitar mag- 



giore 



In quello métre dipinfe alle Monache degliAngeli di Murano,la 
tauola dell' Annuntiata ripiena di modeftia > e purità, hauui fopra 
J)io Padre , congliAngeliMichele, e Raffaele, quale feceinluo- 
: go d'vna, che dipinta haueua Titiano , il quale non conuenendofi 
-nel prezzccon quelle Suore, vi fu polla quella del Pordenone : e 
per la Terra di Noale a Frati di San Francefco , ne kcs etiandio 
-vna di San Giorgio-. 

Fu ancora decretato in quel mentre dal Senato , che fi profe- 
<guiffe il rimanente delle pitture delle Sale del Ducale Palagio : 
-quindi fu affigliato al Pordenone tutto il palco dello fcrutinio, di- 
uifo in tre gran vani, ne'quah dipinfe morali virtù accommodate 
in vari, e difficili fcorci;c nel giro del muro vn fregio inferito de* 
ianciullùdi militari arnefi, e d'altri capricci -, 

Ma difcoflianci da Venetia, eleggiamo ciò , che egli operò in 
Cremona. Chiamato da fopraftanti del Duomo gli allogarono u p orc jenonc 
«fine fpaci) nel fianco defilo dellcntrata, ne'quali fece Chrifio con- à Cremona, 
'dotto a! Monte Caluario , acuita Verginella Veronica porge il 
panno Imo, S: il medefimo Saluatore inchiodato da'Miniftrij'con 
•la Croce accommodatainifeoreio » che ifpnntacolda piedi ih 
fuori fopra la coroke dipinta, che gira intorno , che par di rilieuo, 
■& vn Soldato accelera con geftoimperiofoTeffecutione .Nell'am- 
piezza del muro fopra-la porta lo efprefle pofeiain Croce fpiran- 
te, vn manigoldo in tanto alle rtifle la fpungia per dargli à bere-. 
Longino à Cauallo fi prepara à ferirlo con la lancia , e molti degl'i 
.Scribi fauellano infieme, & il Centurione percorrendoli il petto lo 
confetta figliuolo di Dio. Lapatienza del Saluatore nel fofferire 
innocente tanti tormenti , non meno , cheta fpezzarfi delle pie- 
tre, lo fquarciarfi del velo del Tempio, el'ofeurarfi del Sole , die- 
de inditio della fua Danniti . Vnminiftro in quello falita vna_» 
•fcala fpezza con grande fierezza le gambe ad vno de'ladroni cro- 
•cefiflì , che inatto tortuofo mouendofi dà fegno dell'euremo fuo 

O dolo- 



toó 



Le Vite de' Pittori 



Artiiìriofo . 



Il Pordenone 



dolore, dimoftrando nella fierezza de'mufcoli l'artificio > e'1 dife- 
gno . Appaiono per quell'hiftoria molti Caualieri fopra arditi ca- 
uallij vno de'quali per lo fcuoterfi della terra furiofo tira de'calci , 
& vn Paggio vefhto di bianco impaurito fen fiigge con verga ìel, 
mano, così viuace, che par fé n'efcha dalla muraglia ; equi con 
molto ingegno tenne il Pordenone le figure proportionate all'al- 
tezza} fi che vedute nel piano paiono per à punto naturali , ouo 
quegli, che vi dipinfero altre hiftorie intorno non hebbero queflo 
auuedimento . 

Da vn lato della porta è il Redentore fiaccato di Croce co'piedi 
innanzi pofto in vno feorcio difficiliflìmo molto comandato ; e 
nella medefìma Chiefa lafciò m oltre vna tauola à ogho , con la_j 
Verginced vn ritratto : e tri gli archi, che girano intorno impref- 
fé in più tondi belliffime tefle de Profeti , 

Panatone à Mantoua in gratia de Paris Cerefari , lauorò la fac- 
ciata della fua cafa, e benché danneggiata dal tempo, fi feopro- 
no alcuni veftiggi del Cielo degli Dei , il monte Parnaflb con le-» 
Mufe, Diana con la luna in fronte, che accarezza vn cane , & alcu- 
ni Satiri à chiaro feuro, che foftengóno quelle hiftorie : e fotto al 
tetto euui ancor conferuatovn fregio di bambini colorito , che_> 
tengono alcune gran lettere, e tra quelle trapaffano alcuni de quei 
putti, che formano il nome di quella cafata in quella guifa. 

Ceptriorum donius ì & amie or um, 

limitato dal Prencipe Doria fé ne pafsò à Genoua , nel cui Pa- 
laggio diuisò fauole di Giafone, e fregi de fanciulli . E finalmen- 
te condotto da fopraflanti della Chiefa della Madonna di campa- 
A Piacenza, g 11 * di Piacenza gli dipinfe le opere feguenti . Ma formiamo pn- 
malapofìtura del Tempio ; Quello è fituato in forma ài crocie- 
ra , & ha negli angoli quattro minori Cappelle , e nel mezzo gran- 
de tribuna . 

La prima cofa nondimeno , che vi facefie il Pordenone fu nel!' 
ingreho de) la portai mano manca il Santo Agcilmo i frefeo fe- 
dente tra colonnati con Angeletti, che tengono il libro , eì pafto- 
rale ; & effendo piaciuta quella pittura vollero , ch'egli feguifle i 
dipingere le due feguenti Cappelle , e la tribuna maggiore . 

Nella prima à mano manca fece à frefeo lanafcita di Maria-, 
Vergine con molte donne occupate nel lauar la bambina, & in al- 
tri 



A Genoua . 



Bel C. Adolfi. Varte I. i o r 

tri feruigi , e fopra quella in mezza luna colorì la fuga della Vergi- 
ne in Egitto, e fopra l'Altare la nafeita del Saluatore, e nel medefi- 
mo Altare l'adorarione de'Magi ; e nel giro dellatribuna diuifo 
vn coro d'Angeli , e nella lanterna. Santa.Caterina, che fale al 
Cielo. 

Nella feconda Cappella fece poi nell'Altare à oglio la detta_». 
Santa,alla quale il.bambino Giesù porge aurata zona in fegno del- 
l'eterno maritaggio , cingendo il di lei cuore, con catena d'eterno 
amore .. Vi fono tre putti à piedi, L'vno tiene liviuola, l'altro l'ar- 
chetto, & il terzo i due guatando forride . Nella parte deflxa del 
muroeuui la medefìma Santa difputante co'Filofofi , quali ben- 
ché apportino itefti loro inoltrano rimaner confufi , effendo infi- 
pienze le dottrine de'faggi con le diuine . Nell'arco di fopra èia 
Santa ikfla polla nel tormento delle ruote , e l'Angelo , che con 
infocata fpada difiblue la machina, & appreffo vien decoll ata. 

Ma con più forte maniera dipinfe nella tribuna maggiore otto 
hiftorie facre (egregate da liftoni ripieni di bambini, Iddio Padre 
che crea ilMondo.-e mentre ifpira l'anima ncll'huomo.Il facrifìcio 
d^Ifaac; e Giuditta, che recifo il telchio d'Oloferne il ripone nella 
fàcca.della vecchia ferua, & altre hiftorie della Scrittura . 

Nella fteflaCittài contemplatone del Signor Barnaba Pozzo , 
hor del Caualier Pozzo lauorò in vn Giardino la caduta di Feton- 
te ; Atteone, che guata.Diana al bagno . Paride Giudice delle tre 
Dee; la Giuftitia, e la Pace, che fi abbracciano , e fanciulli , che 
tengono palme: e nell'afpetto della cafa, diiùfè alcune battaglie i 
chiaro feuro, hor diflìpate aal tempo . 

Ritornato finalmente a \ enetia , itaco di girare il Mondo,fece 
perla Compagnia di San Francefco de'Frari nel foffitto gli Euan- p ; torna ^ y e „ 
gelifti, & 1 Dottori della Chiefa in mezze figure ; e ne'Padri della "«« • 
Madonna dell'horco nell'Altare di cafa Reniera la grantauola del 
Beato Lorenzo Guuliniano poftonel fenod'vn atrio in atto di 
benedire : intorno à cui hanno li Santi Ambrogio, Gio. Battala in 
piedi, che.tiene l'agnello fopra del libro, figura molto ben colori- 
ta. E imi ancora San Francefco inginocchiato, eh e mira con diuo- 
to affetto il Beato, lafciando l'Autore in quella de gna Pittura vna 
prenofa memoria di fé fteflb . 

Percommiflìone ancora del Duca Ercole II. di Ferr ara, ebein- 
tefo quanto foffe Gio. Antonio pronto nel difegno , lo ftimòà 
propohto per diuikre alcune muentioni per.teffer araz z i , hauen- 

O a do 



i o S Le Vite de' Pittori 

do dqueft' effetto condotti di Fiandra Tenitori) fi pofe a conv- 
por molti- difegni , traendone inuentionidall'OdifTea d'Omero ».- 
deglierrori d'VlifTe ,. all'hor, che-partendo dalla vinta Città di 
Troia, fé n'andò lungamente vagando il mare , protrando varie-* 
auuenture, alcuni de'quali habbiamo veduti . 

Nel primo dauad vedere amena fpiaggia de' popoli Cioni, al- 
Omero lib.9. ' a I 112 ' approdato Vliire, efatto acquifto della Città loro , nel ri- 
dciTQcìifea. portar alle naui le rapite fpoglieera fbprauenuto dafuggitiui Cio- 
ni, e dagli Ifolani, paflando coivquelli vii fiero combattimento : cr 
vi fi vedenano Donne piangenti, Ipoglie, & arnefi diuerfi , caduti» 
per terra> 

Tratto qusll'Heroc dalla tempefta àlidi de'Lotofagi, lo fece 
con fuoi compagni ad vn-a ricca menfa-, quali allettati dal dolcej- 
lotto, neganano indi partire, ed in altra parte, veniuano rifofpinti: 
con violenza da VlifTe alle naur. 

Figurauà il. terzo l'Ifole de'Ciclopi, ripiene di làuri, e di cipreffi 
quali formano gentili profpettiiie . Quini fmontato il faggio Gre- 
co , vccideuale capre delle Ninfe habitatnci., ed appreflolediui- 
deuaco'fuoi compagni.. 

Nel quarto h'auena ingegnofamente formato il Pordenone vn. 
Intorno di fmifurata grandezza con vn fol'occbio in fronte . Era. 
quefto il Ciclope Poliremo cinto di fpoglie d'animali , e dal fian- 
co pendetegli il zaino, fuonando ruftica Zampogna : appogiando 
il grane pefo del corpo ànodofò baitene : alcui fuono pafceuano 
numerofe capre,-?:- agnelli.. Ih altra parte ergeuafi vn'antro, dal-» 
le cui cime pendeuano bizzarre frondi, e nel feno vedeuanfi- diui^ 
fate intorno alle impolite con celle di cacio, conche dibatte , cal- 
dare,& altri paftorali ftromenti: e dalniuido tetto pendeuano pel* 
li di feorticati animali., & agnellini belantime'loro couili . Hoc 
quiui entrato il valorofó Campione , con generofo vino bauerido 
adormentato il fiero Ciclope, con infocato palo gli cacciaua l'oc- 
chio -. & in altra parte dall'antro fuggiuafi nafeoito tra le lano- 
fe greggi. 

Indi il prode Guerriere venuta accolto da Eolo Rè de venti fò- 
Lib- ic pra ruuido fcoglio ; e nel partire riceueuadairhofpite fuo cortefe. 

vn'otrem cui erano racchiufi i furiofi venti, lafciando fol zefiro in 
libertà, acciò feruifle di foaue guida nel viaggio ad Vliflè. Pofcia 
appariua la di lui nauetrauagliata da fiera tempefta , hauendo i 
fuoi compagni , mentre egli dormiua, fciolto l'otre credendo ri-r 

trouar- 



Dei C Rido/fi. "Fatte L io 4 

rrouanù tefori , e pofti l venti in libertà haueuano fouertito il 
mare. 

[n al trodifegnoappariua Vlifle trafpoftato dall' onde all' Ifoli 
diLamo habitata da Leftrìgoni , e due de fuoi compagni fàuella*- 
nano con fa figliuola del Rè Anfitate difeefa ai fonte d'Artaciav 
à quali addicaua le paterne cafe, doue penienuti nmafero vecifi > 
& all^ftiti in cibo perla regia menfa • ed in altro fìto erano i Greci 
fopraginnti dalla furia dc'LeArìgoni , ed Vlifle (alito in naue fta- 
aafì in atto di troncar la-fune per difeoftarft dal lido . 

Vedeuafi in altro poi l'ifola d'Eea , fignoreggiata da Circe fi- 
glia di Porfe , e del Sole, alle cui cafe penienuti Euriloeo, e Polite*, 
erano dalla bella incantatrice tramutati in porci, dand ogli à bere 
in dorata coppaincantati fuchi ; &.. inakro fito Mercurio recaua_». 
ad Vliflevna radice per-difefa della maga,e più-lontano era co'fuoi 
compagni, ritornati nella primiera forma da Circe, ad vna imban- 
dita menfa. 

Formò pofeiain maggior difegno là Città de'Cimmerij Vlifle,- Lib-m 
che facrificaua a Plutone,& à Proferpina vn montone,& vn'agnel- 
lo : & Euriloeo, e Perimedfe offeriuano alle anime d'Auerno vino .» 
& acqua fparfa di fior di fannarcon ombre infinite accorfe intor- 
no all'altare tratte dall'odore del fangue, che formauano due lun- 
ghi cerchi . Nel primo era Elpenore morto nelle cafe di Circeo, 
Antiela madre d'Vhfle, e l'indonirso Tirefia , che auuertiua Vlifle 
dello sdegno-contra di lui concetto da Nettunno , perche tratto 
haneua l'occhio à Polifrmo , e ciò che far doueua , giorno alla Pa- 
tria per ammollire lo sdegnato Nume . Le ombre rimanenti erano 
Tiro figliuola-di Salomeo moglie di Creteo ,-che d'Eolo nacque , 
della quale godùtofì Nettunno partorì Polia , e Neleo . Antiope 
di Afopo, che generò di Gione Annone , e Zetto edificatori delle 
mura di Tebe ; Alchemena fpofa d'Anfitrione madre d'Ercole ii>- 
uitto, che concepì di Gioue • Megara fpofa dello fteflb Alcide, fi- 
gliuola dèi fuperbo Creonte, & locafta, che fi congiunfe col figli- 
uolo Edipo ■ Clori la bella madre di Neftore , Cleromijo, e Beri- 
olymneo ; Piro di Neleomoglie d'indo ; Leda, che fi vnì in mari- 
talenodo con Aleoo , che giacendo eon> Nettuno partorì Otto il 
diuino,&Efiakenodrito dalla terra, e'1 bello Orione vccifìnel 
più bel fiore degli anni loro da Gioue , e da Latona , perche ofaro 
guerreggiar col Cielo . V'erano le ombre ancora di Fedra, di Po- 
frbed'ArìajnufuùtadaTefcojdiMera, di Climene, e delizi» 

mefta 



lit.I.l, 



zio Le Vite de- Pittori: 

meftaErihle , che tradì il marito inuaghita dell'oro. 

Nell'altro cerchio appariuauo le ombre de'Greci Eroi d'Agamé»- 
none,d'Achille nato di..Te.tide,e di Peleo,di Patroclo,d'Antiloco, 
e d" Aiace, che dimouraiiafi (degnato per l'arme d'Achille , e d'al- 
tri Greci .. Poco lungi era Minos con manto Reale, che daua leg- 
ge alle ombre ; Titio figliuolo della terra , à cui l'Auoltoio diuo-- 
raua il cuore per la violenza tentata di Latona ; Tantalo attuftato 
in vn lago fino al mento , fopra di cui pendeuano rami ormiti di 
pomi, e d'altri frutti ; Sififo, cherefpingeuail faflb al monte; Erco- 
le cinto della fpoglia del Leone,con Hebe à nianojTe(eo,e Piritoo ■ 
con altri femidei ; eì fiero inoltro di Gorgone >. quali figure l'Au- 
tore haueua cópartite in più diltanze, alcune di quelle illuminate 
da' fuochi , che finti haueua nell'horrida magione , & altre velate 
dalla caligine, in modo, che per l'arte vfataui , e per l'horrore rap~- 
prefentato recauano molta marauiglia • . 

Haueua anco il Pordenone dato principio ad altri curiofi dife- 
gni d' Vhfle peruenuto al lito delle Sirene, che turatoli le orecchie 
per auifo di Circe veniua legato da Eunloco, e da Perimede al- 
l'albero della naue , ed intorno al legno erano molte lufihghiere. 
Sirene, che tentauano con la.dolce melodia trattenere il nauigan- 
te Guerriere , e nella {piaggia appariuano offa di molti cadauen . 
Fu facile al forte Campione.il fuperare la forza. de'Leftrigoni , e'1, 
furore de'venti : ma quella fiata ft tenne perduto,perc he la bellez- 
za vnita al canto ha potere di render gli animi effeminati, emclli ; ; 
e come peruenuto. a gli fcogli di.Scilla , e diCariddi , erano i fuoi 
compagni ingoiati da Scillafigurata con canino afpetto ; ed indii 
sbarcato nell'lfoIaTrinacna, hauendoidi lui compagni rubbati, 
gli armenti del Sole>vemuatio fulminati da Gioii: à pneghi d'A- 
pollo; e rotto il legno , trarportato Vlifie all'lfola Ggig!aera_i. 
dalla bellaCalipfo raccolto . Quindi iingeua Mmerua, che prega- - ' 
uà Gioue , acciò che YJifleibflè rimandato alla Patria : Mercurio 
fauelante con Calipfo riferendole il valor diurno ; Vhfle licentia- 
to con doni da quella Dea,e rotto di nuouo in mare dallo sdegna- 
to Nettuno, peruenuto all'lfola de'Feaci , per virtù d'vn cinto da : 
togli da Inno figliuola diCadmo,da Nauftcaa , veniua finalmente 
condotto alla Città al Rè Alcinoo fuoP. ite . 

Horconcedafi.cheda quefiafaiK Iciacontcciane cauiamoal-- 
uola 1 ° aC1J ' iri * cunfentimento morale, hauendoqu;.! djuine Pcetafotto tali for- 
me figurata la.vita.deli'huoino ciuùe : e come, in quella vita mor- 

tale • 



Scrfo della fc- 



belCRidolfi.Partel. tu 

tale viene agitato in vari modi da infinite cure , e trauagli . Neil' 
Mòla de'Lotofagi ci vengono fignifìcati i diletti del fenfo , cho ci 
ritardano dalla virtù . Le barbarie de'Leftfigoni dimoftrano la_. 
crudeltà de'Tiranni fitibondi dell'humano fanguè . Lafagacità 
d' Vlifle nel cacciar l'occhio à Polifemo ci aauercifce, che l'huomo 
•faggio può con l'ingegno fupcrar l'imporra iti difficoltà . I venti 
dati in potere da Eolo ad Vlifle,ci auuifano efler'in noltro arbitrio 
le diurne grane . Circe è vn tipo della bellezza, che à forza di tra- 
mutare gli huomini in fiere . Il facniiclo d'Viiffe, ci infegna , che 
nell'importanti noitre actioni dobbiamo ricorrere al diuino aiu- 
to . Il canto delle Sirene , inferifee gli allettamenti della mufìca > 
che proferita da lusinghiera voce vecide . Scilla, e Cariddi, din- 
notano le punture de maledienti . I compagni d' Vlifle fulmina- 
ti per li rapiti armenti del Sole, ci auuertifcono il rifpetto , che de- 
uefi alle cofe facre . Minerua , che ferue di feorta ad Vliffe , me- 
diante la cui protettione fi riduce alla Patria , èvna fimiglianza 
della diuina gratia , che non ci manca nell'auiierfità» guidandoci 
finalmente al Cielo . 

In tanto il Pordenone follecitato dal Ducagli conuenne pana- paffaàFerrara 
-re à Ferrara, penfando ini dar fine à cartoni incominciati , oue ri- 
ceuuto con molta humanità gli fu affigliata cafa , e le douute 
prouifìoni: ma in pochi giorni fopraprefo da improuifi dolori , 
terminò la vita, con difpiacere del Duca , che viuamente Ci con- 
solle per la perdita d'huomo così eccellente : ilche fu cagione,che 
l'opera non hebbe il fuO fine , non vi efTendo alcuno , che fofse 
baiteaole à feguire la maniera da lui tenuta . 

Ma prima, che veniamo al fine della vita dell'Autore , tocchia- 
mo alcune prillate fue pitture, benché poche ei né facefse . Vn_i 
quadro mezzano entroui il Saluatore portato al Sepolcro co mol- 
te figure, (fu acquetato dal Signor Vice Conte Bafilio Féilding 
Inglefe, già Ambàfciatore à Venetia , era in ca r a Marina. Il Si- 
gnor Domenico Ruzino Senatore altrOue mentouato , ha tre tefle 
in vn mede fimo quadro . 

Sono tenute ancora opere (uè vn San Paolo conuertito in cafa 
Nauagiera alla Pietà . Vn altra limile inuentione con molte figu- 
re pofseduta dal Signor Bernardo Giunti . Vn Lazero refufeitato, 
che ha il Signor Iacopo Ponte Iureconfulto chiarilfimo ; & vna fe- 
mma ignuda apprefso del Signor Vicenzo Zeno . 
Nelle cafe degli Signori Giouanni > e Iacopo Vati Vffel > 

fra- 



1 1 2 LeVìtedf Pittori I 

- -fratetiiiR-Aituerlà è vn quadro in cui è la Vergine-col babino ad»- 
*f rata da Santi Giofeppe > e Francefco > & vn altro quadro oue è fi» 
inilmente la Vergine, San Girolamo-, & vn ritratto di figure inte- 
re poco raen del naturale, ambi fingolan . Il ritratto di Barnaba 
Pozzo Cremonefe Dottore con pelliccia di gatti, e guanto in ma- 
no per lo cui il Pordenone , come fi difse, dipinfe nelle fue cafein 
Cremona, & vno di Dama Venetiaiu con gioiello in petto • e pel- 
le di pardo fu le fpalle, e libretto in mano in mezze figure , tocchi 
con Comma delicatezza, e l'effigie parimente d'altra Matrona col 
petto ignudo adobbata di ricche ve (li , e teihera di fiori in capo » 
the fembra fpirante . 

. Il Signor Biagio Lombardo Cittadino Veneto ingegnofo emu- 
latore de'più celebri Italiani , e Fiaminghi nel far de'paefi , & al- 
-tresì valorofo miniatore , poifiede di que ito Autore vnrarodife- 
^no,colgiouinettoDauideinnanimito da Saule all'imprefa del 
Golia,il quale depoftele armi delle quali haueualo cinto, pofto- 
filamanoalpettofiofferifce d'affrontare il Gigante con la fo- 
la fionda . 
Muore* Segui dunque la morte del Pordenone inFerrarail 1 540. negli 

anni di fua vita j 6. e per quello fu creduto di veleno cagionatogli 
; da emuli fuoi, vedendo quello efser molto amato , e fauorito dal 
Duca: onde bene fé gli aquadra il detto di quel Poeta. 

ba-)' ItallC0 ° d irum exitìunt mortalibut, a nthìlvnqu/tm 
Crefcerejiec magnas pattens ex urgere Uudes 
Inuìdia — — 

Gli furono ordinate dal Duca fontuofe efequìe, honorando la 
virtù di tanto Pittore, il quale già non abusò il talento datogli dal 
.Cielo: ma lo accrebbe con mirabil modo per lo breue fpatio di 
fua vita: benché non fia breue la vita di colui,clie fece gloriofe at- 
tioni : onde per fempre viue, chi per poco ben viue . 
• Non gli fu eretto particokr fepolcro , come il Duca haueua_j 
penfato di fare occupato per auuentura in alt;o , ò perche ftimaf- 
fe efièr bafceuole per la memoria d'huomo Ci celebre, le opere tan- 
.te, che lafciate 111 più luoghi haueua > chetuttauia palefano gli 
honori fuoi . 

Raccontali > che il Pordenone foffe di natura piaceuole,e che fi 

accom- 



DelC^tdolfì. Torte 1, r x 3 



accommodaffe al genio degli amici. Dipingeuavolontieriralle- 
grandofi quando gli riufeiuano le opere , dandone co" gefti fegni 
di letitia.Fù di pronto , e viuace ingegno , riffoluto nel dipingere , 
emoltoambitiofodellagloria >&emulò con ogni fuo potere la_» 
fama di Titiano. Hebbe genio martiale , e buono intendi- 
mento delle humane lettere , fuonò affai bene il Liuto , flandofì 
fpeflo infetta con gli amici > alleuiandofi con tal via le noie del- 
l' Arte , 

Poche furono le fortune acquiftate da Gio: Antoniojnó effendo 
in que'tépiin vfo i prezzi eforbitanti delle pitture . come hor fi co- 
ftuma , perche effendo in molta copia i valorofi Pittori , veniua di 
loro fatto non molta ftima ; come hor nella penuria fi riputano ec- 
cellenti i mezzante le cofe folo fi apprezzano quando mancano gli 
Autori , defiderando ogn'vno far bene à morti . Lafamaglicmfe i! 
crine d'immortale alloro , e loferittore confacraaldilui jfepolcr* 
picciolo tributo d'honore con l'oda feguente . 

guide firn ani ingegni 

Giace la pompa e flint a. 

Per cui Natura fu da l'Arte vinta r 

Che à più fublimifègni 

Giunfe y e'l grido immortale 

Spiego ueloce in ogni parte l'ale .. 
I elidami Uni, 

pennelli rari, induflri, 

Di uoi canta la fama i pregi illufiri r 

Che co' tratti diuini 

Sortiftealta uè mura 

n'animar l'ombre in tacita figura. 
Se d'un beato uìfo 

La /imbianca eelefle 

In afe , o in tela ad imitar pnndefle } 

Beltà di Par adifò 

Agli oc e hi de' uìuentt 

Suclafte, e un raggio de [eterne menti. 
Vaga imago dipìnta. 

FMrérde^ & innamorai 



1 1 4 "Delle Vite de' Vittori 

Se da lauirtk u.osfra fi attualora ; 

Vna chioma ancor fimo. 

Scrue di laccio , e prende 
. L'alme adoranti^ e in feruitìt le rende 
Amor fatto Pittore , 

Di noìfeguendo torme 

Freftà' compor uarie leggiadre forme t 

Onde fiorai maggiore 

Co' dipinti fembianti 

egli nprefe in adefcar gii amanti 
Hor qui dolente l'arco 

Eipofa ,egliaureijìrali . 

Non sdpiùfaettar , ne recar mali , 

Ne più et attende aluarco. 

Che ne ' uoslri colori 

lempraua i dardi per ferire i cori , 
Ben con ragion s'adira 

Di tanta fa a fuentura 

Mejlajedinconfolabil la Pittura , . 

E dolente fof pira , 

Che bramo à un tempo ftejfo 

Alfuo amato pitt or morire tppreffo , 
Ma in tanto e gli nel Cielo 

Fra luci di^aprì 

Gode felice, e dagli eterni giri, 

(Sciolto dal mortai uè lo) 

Infonde grafie À tarte, 

E materia di lode k mille carte . 

LVCA MONVERDE , E BASTIANELLO FLORIGORKX 
Diicepoli di Pellegrino da S. Daniello . 

Fra difcepoli di Pellegrino riufeì buon coloritore Luca Monuer- 
Vdine- ^ e J chefecein Vdine in Santa Maria delle Gratie-vna tauola di 

noftra Donna, col bambino , che ftàà federe nel feno d'vna tribu- 
na , & ha dalle parti due fanti armati , con li Santi Rocco , e Seba- 
ftiano . Altro di ouefto non fi vede » poiché fi morì giouinetto . 

Di 



Del C. tydalfi. Parte 1. 115 

Di Baftianello vedefi nella Chie/àdiSan Giorgio nello Aitar 
maggiore > il Santo Cauahere, che vccide il Drago, liberandone la 
figliuola del Rè; ed in quello ritraile fé iteflo ; fioco lungi èSaru 
Giouanni Battifta, & vn paefe, efop -a. va ita la V ergine circondata 
da vn coro d'Angeletti . Nel Refettorio de' Padri di S. Pietro Mar- 
tire fece à frefco lo fteflo Santo vccifo dall' Hcretico nel viaggio , 
& vna tela àoglio con noftro Signore alla menfa con Luca, e Qeo- 
fa . Nella Contrà del Duomo fotto il pergolaco d'vna cafa dipin • 
fé in vna nicchia San GiouanniEuangeliita > e fopra vna figura à 
chiaro fcuro molto lodata . 

Si annouera ancora tra queftiGennefio Liberale , che fu buon 
Pittore i e conti afece molto bene ogni forte di pefci . 

POMPONIO AMALTEO. 

il Fu Difcepolo, e genero del Pordenone : e benché non arriuafie 
all'eccellenza del Suocero,lauoro nondimeno su quello ttile,come 
fi vede ne' portelli dell'organo del Duomo d' Vdine , ne' quali figu- 
rò nella parte internala P; Teina, il Lazzaro rifufatato , e nel di fuo- 
ri il Saluatore,che difeaccia i venditori e i compratori dal Tempio; 
e nel Duomo fteflo fece lacenadiChrifto , & in San Francefco il 
Santo medefimo,che riceue le ftimmate,e fopra la cafa de' Bclloni, 
dipinfe il San Chnltoforo di forma eccedente d naturale ; & in San 
Vito fua Patria la Cappella della Madonna . 

Nel Refettorio de' Padri della Vigna tece Chrifto con Luca , e 
Cleofa alla menfa , e nel Cartello d'Vdiue rapprefentò combatti- 
menti nauali ,& hiftorie d'Aquileia . 

NelfolfittodellaChiefadiSanGiouannidi Gemona colori al- 
cuni Profeti , e nella Parrocchiale della Terra di Pordenone vna_< 
Cappella à frefco,e nel Duomo di Treuigi nella voka , dinanzi alla TieuigL, 
Cappella,oue Titiano dipinfe l'Annuntiata.fece pene a frefco mol- 
ti bambocci fopra à Delfini con bandiere in mano , & altre bizza- 
rie , e in mezzaluna nella Cappella medefima la vifita della Vergi- 
ne à Sàta Elifabeota,& i Santi Apoftoli Pietro,& Andrea dalle parti 
■dell'Altare . Viene però ftimata delle migliori opere fue la tavola 
dell'Aflunta,ehe egli fece alle Monache fuor di Ciuidale . Altre fa- 
tiche fi trouano di Pomponio nel Friuli, delle quali non prendere- 
mo briga in raccorle 3 badando l'accennate per darà diuedereil 
fiiovalore. 

"• P 2 Gì- 



ile Dette Vite de' Pittori 

GIROLAMO AMALTEO. 

A s. Vito = Fù fratello di Pomponio , e molto fpiritofo . In San Vito kau 

vna tauola con Maria Vergine, 8c altre figure de Santina quale ve- 
duta da Pomponio dicefi,che temendo d'efler da quello fuperato , 
Io applicò alla mercatuta,amgnandogli ducati cento all'anno> ac- 
ciò non dipingeflejcosì l'inuidia ha potere di cótaminare anco gli 
animi de' più congiunti. Vedefi ancora di Girolamo à frefco in 
vn fregio inferito di molte fauole in certa cafa vicina al Duo- 
mo » tenuto per buona pittura » 

BERNARDINO 1ICINIO. 

Veneta. Fu imitatore del Pordenone, e di lui habbiamo in Venetia nella 

Chiefa de i Frari vna tauola alla parte de itra dell'Aitar maggiore* 
con noftra Donna fedente in alto , fopra vn pedeftallo , & à piedi 
vi fono li Santi Francefco,& Antonio da Paàoua con altri Beati in- 
tomo. Si è veduto ancora di lui qualche ritratto , & alcun altra 
Pittura,che pana per di mano del Pordenone. 

GIO. BATTISTA GRASSO. 

Ha coftui dipinto in Vdineà frefco nella facciata della cafa de* 
ValentinilaguerradiFarfaglia, attioni di Marc' Antonio , Scaltri 
fatti de Romani , e certi chiari fcuri . In quella degli fitorij alcune 
Virtù colorite>& va fregio di terretta . 

In vn giardino de' Bonecchi ha colorito Umilmente molte figu- 
re, & vna Proferpina rapita . Nel mercato vecchio fopra la cafa de' 
Sabadini linfe ancora varie deità , & vn fregio de' facrnirij degli 
Antichi a chiaro feuro , e lo afpetto dell'hofpitale di Santa Lucia_» 
col martirio della medefima Santa , e nel Borgo freno lauorò fa- 
uole di Cacco, & altre cofe hor confumate dal tempo . 

Nella fala del Cartello diuifein più paramenti Curtio » ch'entra 
nella voragine: Catone, che fi sfafeia le ferite; la Patria del Friuli 
fedente coronata di torri riccamente veftita , e l'alta in mano ; Ce- 
reae con fpichee frutti per dinotare la fertilità del paefe » e Venere 
con Amore ; la Giuftitia , e la Pace ; Hercole con la claua » & alire 
cofe . 
d raojm .. Sono fue pitture ancora i portelli dell'organo del Duomo di Gè- 

nona» 



Vdine . 



DelC Adolfi. Parte I. 117 

mona » ouc nel di fuori è dipinta l'Annunciata* e nel di deturo la 
▼ifione de' morti di Ezechiele^ Elia rapitoiiil carro. 

BERNARDINO BLACEO. 

tguefti dipinfein Vdine nello Aitar maggiore di Santa Lucia la 
Madonna Santiffima polla à Sedere tra belle architetture con due 
Angeletti,che L'adorano .-alla delira ha le Beate Verginelle Lucia* 
Se Agata : dall'altra i Santi Agoflino >e Nicola. In Porta nuoua , è 
di fuo i frefco altresì noltra Signora , eli Apolloli Pietro * e Gio- 
vanni • 

FRANCESCO FLORIANA 
&altri. 

Fu il Floriani affai lludiofo dell'architettura, e fece anco figure^ 
xonragioneuole maniera. Vi è di fua mano vna tauola ne" Ca- Vdin<u? 
.puccini entroui la Vergine.Santa Giuftina,e S.Francefco. In Santa 
Lucia quella dell'Angelo Raffaello , & vna nel Carmine con pia 
Santi. A Reana Villaggio fopra di Vdine ne.hàfàttavn'altnu», 
nella quale vi è umilmente la Regina de' Cieli,e con effa lei alcune 
Sante, che viene lodata. 

Gafparo Netuefa fu Oifcepolo di Titiano , e fece opere in Spi- 
limbergo. Il Lugaro ha efpreffo nelle Gratie d' Vdine il Croceffffo » 
& il Santo Antonio da Padoua sii l'albero co' Santi Martino » e Gi- 
rolamo . 

Sebailiano Seccate ha dipinto due quadri nella fala delli Retto» 
ri,có ritratti de* medefimi Rettori, vna tauola in Santa Lucia, & al- 
trexofe in quella Cittd. Hebbe coltui vn fratello , che d'anni 5 o fi 
pofe à dipingere, tarda riflòlutione per quello affare, di cui fi puè> 
vedere per curiofitd vn'opera fua della paflìone di Chrilìo neiuu* 
compagnia de' Calzolai. 







Iacopo Palma il veqhio 
Pittore, 




t'rjr 

VITA 

DIIACOPO 

PALMA 

IL VECCHIO) 

E d'altri Pittori Bergamafchi . 

IRA già diuenuta la Lombardia il ricetto d'ogni pel- 
legrina virtù , partorendo dal di lei feno infigni let- 
terati,prodi Guerrieri,& egregi j Pittori , rinouellan- 
dofi in quelli degli antichi tempi la bellezza dello 
^ fciézeje lo fplendore delle armi; in quelli gli ftupori 
deH*ingegno,e dell'Arte; fi che alla moderna età nonreftaua, che 
pretendere in vantaggio di gloriale di lode.Quindi è>che in Bergo- 
mo,e nel dillretto fuo fiorirono etiàdio alcuni valorofi Pittoriche 
refero co' loro pennelli quel clima nominato , tra quali il più pre- 
giato tu Iacopo Palmari vecchio , la bellezza delle cui opere con 
perpetuo grido fi è difFufa per ogni luogo; e fu quegli>che sfidando 
à certame la natura ìtefTajOttenne gloriofo di quella la palma j on- 
de fé ne fregiò il nome in fegno dì vittoria . 

La lunghezza degli anruue l'obliuione de' trafcorfi tempi, ci vie- — 
ta il riferì re con ordinato filo le attioni fue : Noi però dalle me- 
morie rimafte > e dalle opere vedute , formeremo la teladella fua_» 
vita- 

Nella Terra di Serinalta Vicariato del Bergamafco, nacque Ia- 
copo di mo Jefta famiglia , ma priuilegiata dal Cielo di quello ec- s ."'y™ 1 * 3 , p *- 
celléie ingegno. Gioinnetio co' principi) dell'Arte fé n'andò à Ve- 
netia , nel tempo > che Titiano era nell'auge della perfettione : col 
quale praticando ne trafle molti ammaeftramenti , &: vtili ricordi : 
quindi è ch'egli apprefe certa dolcezza di colorire , che fi auuicina 
alle opere prime dello fleflò Titiano . 

Dato faggio del fuo valore in quella Città , gli fu locata vna ta- Sue Pitture in 
uola in San Mosè, nella quale dininfe noiìra Donna fopra vna nu- Veneta . 

be- 



i so Detti Vite de Tittorì 

be col figliuolino in fcno : ik à piedi i Santi Giouanni» e Girofer 
mo. 

Per la Chiefa di Santo Antonio , ne fece va'altra degli fponfa- 
li di Maria Vergine à petitione.rfei Signor Marino Quirino: la qua- 
le effondo in moire parti gnafta fu fatta rinouare dal Signor Luigi. 
Quirino fuo Nipote Secretano mentiflimo del Senato , e di /ingo- 
iare lettcratusi, per mano del Palma giouirre , il quale conferua_» 
appretto di fé il groppo del fommo Sacerdote , della Vergine , e di. 
San Giofeppe , rimato illefo, » come r^riffima reliquia di tanto Ar- 
tefice . 

A Padri di Santa Elena nella laguna dipinfe l'adoratione de 5 ' 
Magiche ofterifeono al nato Signore l'oro, l'incenfo , e lamirra_» : 
(imboli della Religione, della Fede, e della Pietà : e vi ritrafle-» 
la Vergine con quella modeftia , e decoro , che fi conuiene ad vna 
tanta.Regina rapprefentado l'attione nel feno di rouinato edificio, 
non dipartendofi dal fentimenro dell'Euangelo . 

Ma fu mirabile^: immortale Pittura la figura di Santa Barbara» 
ch'egli fece perla Compagnia de' Bombardieri nella Chiefa di Sa- 
ta Maria Formofa , è quella tauoladiuifainfei (pati j » in quel di 
mezzo è la detta Santa in piedi con la palma in mane. L'aria del 
volto non fi può comporre di più nobili lineamenti , due chiocche 
©pera ftlcbre. bipartite di biondi capelline- circondano la fronte da fottìi velo ag- 
groppate fopra di che rifplende aurea corona; non baitano l'hiper- 
boliad vguagliare labianchezza delle carni,alfa via làttea del Cie- 
lo, gli occhi à zaffiri, le gnancie alle rofe , le labra a rubini , poiché 
fono improprie bellezze,e poco adequati colori : ma ben fi può di- 
rebbe l'Autore le arrecò vna eccellente forma, & vna pura bellez- 
za mifea di Maeilà Realcla velie purpurea,edil manto foauenaen* 
re cadendole parti delle membra con belle piegature ricopre,e pò* 
fa i piedi tri alcune bombarde,infegne di quella Compagnia . Nel 
lato deliro è San Sebafliano ignudo con fembiante di nobile Ca- 
ualiere , e nel finiflroSamto Antonio Abbate » venerando nello 
afpettor, appoggiato ad vnbaftone in graue politura , e con mano 
fufiiene vna fiamma di fuoco ; ne tre (pati; di fopra è la Vergine-» 
Madre col Saluatore eiìinto in braccio, San Giouanni Battifta,e S. 
Domenico,qual opera è condotta à tale perfettione , che non fece 
il Palma la migliore . 

A Padri di Santo Stefano nella Cappella delira a canto l'Aitar 
maggiore/ece. vna dinota imagine di nollra Donna , e con e fifa lei 

San. 



tura. 



Del C. Adolfi. Tas tei. i 21 

San Giofeppe, e Santa Caterina, e la Maddalena , che porge à 
Noftro Signore il vafe dell'vnguentopreciofo colorita con modo 
molto naturale . 

Fece due cenacoli di Chinilo con gli Apoftoli , lVno in San Sil- 
ueiìro , l'altro in Santa Maria Mater Domini, tentito per lo mi- 
gliore , ne'quali efprefle , conforme l'vfo Tuo diurnamente il volto 
del Saluatore , ed in quegli Aportoli diede a vedere la loro {impli- 
cita, nell'incoltura delle barbe, e ne'capelli , (k apparò la menfa_» 
con quella fchiettezza,che fi può credere fcfTe quella di Chrifto ; e 
benché egli togliefle quelle figure dal viuo, vi aggiunte tale forzai 
e maeftria , che fuperò fenza dubbio in gratia, & m buona forma 
il naturale . 

Vna Angolare Tua tauola , e parimente in San Caflìano con San 
Giouanniin piedi tra i Santi Pietro Paolo , Marco , e Girolamo > 
lauorati con fi bella niione di colori , che non vi appare colpo di Delicata Jic» 
pennello : di donde ogn'vno può venire in chiaro, che i Pittori r "* 
della Scola Venetiana, hanno anco polfeduto, in aggiunta della 
buona maniera, e del difegno, ogni defiderabile delicatezza nel 
colorire . 

Altra le ne vede nella Madonna dell*Horto,de , Santi Lorenzo 
Elena, Domenico, e del Beato Lorenzo Giufhniano , e d'vn Pon- 
tefice; & in Santa Maria Maggiore euuivn quadro con più Santi 
appefo à mezza Chiefa . 

- Per la Patria fua di Serinalt a , nella Chiefa Parrocchiale lauorò 
due preciofe pitture .In quella dell'Aitar maggiore fece laPurifica- 
tionedel!aVergine,laqualeprefentaal Sacerdote Simeone ^di- 
letto fighuolino , e vi è vna fanciulla con due colombe tutta gra- 
tia, e leggiadria : Nell'altra il Signore Refufcitato co'Soldati de- 
ttati dallo fplendorecon armi in mano : quali eccellenti faticho 
rendono non meno glonofa quella Patria , che facefTero Eraclea > 
Coo, e Rodi, le opere di Zeufi, di Apelle, e di Protogine . 

In Vicenza ne'Padri Teatini, vedefi in oltre di fua mano in vna 
Cappella la Vergine fedente ; al deftro lato San Giorgio ar- 
mato in piedi , e Santa Lucia al finifiro , & vn Angelo à pie* 
di vaghiffimo . In Villa di Zerman nel Triuigianotrouafi di lui al- 
tra figura della Vergine, e Santi ; & in Conegliano euui ancora_» 
ne'Riformati la tauola de'Santi Iacopo, & Antonio Abbate , e nel 
volto Nofira Donna col Saluatore mfeno>Giofeffo> eNicode- 
npo dalle parti. 

Q^ No» 



122 Le Vite de' Vittori 

Non habbiamo di quello Autore in publico molte pitture , Sì 
perche poche ne dipinfe perla breue fua vita> occupandoui mol- 
to tempo nel condurle a fine, ritoccandole à lungo con molta pa- 
cienza , e rendendole al maggior fegno finite , e trattenendoli per 
io più io far cofe à priuati, la maggior parte, delle quali fono ftatc 
portate altroue da Foreftieri ; e fé ne conferuano alcune appreflò 
de Signori , effendo le opere fue da ogn'vno , per vna tale delicar 
tezzadefiderate. 

Da Monfìgnor d'Housfet ,' già Ambafciatore à Venetia,furono 
rnngi. portate in Francia due diuotioni della Vergine con San Giofeppe, 

Ameifa. & a ' : " Santi : e dal Signor Giouanni Van Veerle in Fiandra , due 
mezzani quadri, nel primo è la Vergine col bambino , e San Gio- 
feppe ; nell'altro il Saluatore alla menfa con Simone, e la Madda- 
lena a fuoi piedi ambi delicatiflimi , & vn altro con la Vergino» 
.<. San Chriftoforo, e Santa Caterina mezze figure, & il ritratto della 

Regina Caterina Comara . 

TrouafiincafaBarbarigadiSanPoIo la figura di noftra Don- 
na, adorata da due ritratti ; in quella de Signori Pifani di San Pa- 
terniano vn 'altra fimile diuotione con più Santi ; & i Signori Vid- 
mani , hanno parimente vn'inuentione di Noftra Signora, pofta à 
federe , che mira con buona gratia San Giouanni Battifta genu- 
fleffo con altri Santi intorno, gentil cofa dell'Autore . 

Fece il Palma ancora molti ritratti di Dame con ornamenti , e 
vefti all'antica , e fra gli altri vno della Zattina , di gratiofo afpet- 
to con bionda capigliatura , che tien in mano vna Zampina dora- 
ta» alludendo al fuo cognome ; che fi vide tra le cofe di Bartolo» 
meo dalla Naue : & in oltre il ritratto difefteflb, che fu tenu- 
to rariifimo con altri, che fono fmarriti . 

Ragioniamo in fine delle fue conditioni . Fu Iacopo ài grato 
afpetto , come dall'effigie habbiamo , di buoni coftumi , regola- 
to nell'operate, di nobile idea , e di buon difegno , affidilo , e di* 
ligentecome lo dimostrano le opere fue, le quali per lo finimen- 
to, e delicatez2a, fanno mirabile effetto, oue di vicino fi godono » 
come che vedutele Pitture in vna certa diftanza , non ricercano 
tanta politezza , non difcemendofi di lontano ( come pur 
anche fìofferuanel naturale) la minutezza de'capelli,ne le pie? 
ciole rughe delle carni , ma fole alcuni principali lumi , & ombre, 
che tocche a quella fimiglianza dall'induiìre Pittore , le recano 
T eflere proprio , e naturale ; alle quali offeruationi effendo con-? 
j giunto 



Del C. %ào§. forte L 1 2j 



giunto il buon difegno 3 fi forma queir eccellente maniera, che 
da inditio di padronanza dell'arte >douendofi regolare il Pittore 
-all'occafione . 

il Palma dunque per quelli rifpetti fu molto amato , perche 
Ja virtù ha potere d'imprimere in alcuni vn carattere, che induce 
riuerenza > e amore nell'animo del conofeitore ,- benché da molti 
ancora, fi anteponghi fpeflb il ferro , & il piombo all'oro più fino» 
piegando ogn'vno, oue trabocca con l'intendimento . 

Ma terminiamo il difeorfo , quegli dopò il generofo corfo di 
molte fatiche fino gli anni 48 . di fua vita, fi mori nel più bello del- 
l'operare, & all'hor , che riempala gli animi d'ammiratione , in- 
fondendo ne'dipinti volti , quafi in imagini di Pigmaleone , fenfi. 
vitali , incitando con le Diuine forme pietofi affetti , e con le pro- 
fani il diletto ; non produfiero giamai le murici così pretiofi colo- 
ri, ne di più bel candore, biancheggiarono i gigli , ne d'azzurro 
più fino fi riueftì il Cielo , che pareggiane la frefehezza delle car- 
ni, e la vaghezza de'panni da lui dipinti; fi che la natura flena_> 
ammirò nelle pitture dell'emulo fuo le marauiglie più rare da lei 
prodotte . 

Le opere di quello egregio , e raro Artefice , furono decretate 
per la tromba dellaFama all'eterniti, onde fopra di lui non haue- 
rà giamai ragione l'oblio , come cantò quel Poeta Latino , di chi 
eccellentemente hauerà operato . v 

Tofl obìtum benefaftdmAnent , aternAque virtus 
Non mettiti Jiygis ne rapiatur a^hìs , 

ANDREA P R E V I T A L E . 

Dalla Scola di Giouan Bellino, vfcì Andrea Preuitale da Ber- 
gomo , da noi folo altroue accennato , il quale imitò con diligen- 
te induflria il Maeiìro , e fece su quella via molti ritratti , creduti 
del medefimo Bellino . Per la Cathedrale di Bergomo , dipinfe la 
tauoladiSan Benedetto, & altri Santi , oue fono viuaci tefte , ed 
è tenuta in molto concetto da Bergamalchi ; e nella Chiefadi 
Santo Agoftino, vedefi quella di Sant'Orfola , accompagnata dal 
numero delle fue Vergini con arie di volti delicati , e belli andari 
dipanili. 

Q_a la 






J 24 



LeVite de Pittori 






In Ceneda ammirati in oltre vna diligente imagine dellaVer gì- 
ne Annuntiata > qual ritratte inginocchioni dinanzi à vn leggio • 
è l'Angelo in atto diuotiifìmo .con apparato di nobile ftanza » e 
dicefi 1 che occorrendo i Titiano il pattar tal voltai Cadore-»* 
prendeua diletto divederla» rapito dalla diuotione, che rapprefea- 
ta . Il Signor Giouanni Salamone Senatore altroue detto , hi di 
que fta mano vn quadro ou'entra parimente Noftra Signora » San 
Giofeppe, e San Girolamo adoranti . 

la fine Andrea R fece conofeere degno imitatore del Bel- 

liuo > onde non meno , che gli altri Pittori « 

ha recato fama à fé fteflb j 8c 

honorealla Patria 

con le fatiche 

fuo. 

(O 




gITfl 




Lorejstzo Lotto 
Pittore. 



126 



VITA 




DI LORENZO 
LOTTO 

PITTORE- 

Iffufe non meno in moki luoghi il Lotto , coetaneo 
d;l Palma , fplendori di virtù . Dicono alcu- 
ni eh' egli imparafle l'arte nella Scola di Gio. Bel- 
lino , e che dipoi ftudiaflè fopra le opere di Gior- 
gione, altri vogliono , che faceflè lo ftudio con_. 
l'amico Palma, appreflàndofi in moke cofe à quel- 
la maniera . 

Nella Patria ma di Bergomo nella ChiefadiSan Bartolomeo è 
vnafuamarauigliofatauola con la Vergine noftra Signora , e'1 
bambino in alto > dalle parti hauui li Santi Bartolomeo , Aleflan- 
dro Protettori di quella Città , Stefano , Sebaftiano,Domenico,e 
Tomafo d'Aquino,e nel baflamento hiftoriette del Protomartire . 
In San Bernardino e parimente opera fu* la figura della Regi- 
na de'Cieli, San Giofeppe , e lo fteffo San Bernardino , e San Gio. 
Battifta , e fopra quelli fono due Angeletti , che foltengono vna_» 
cortina di colorito Zendado : & à piedi è vn Angelo , che accor- 
da vn a cetra, ripofandola fopra al ginocchio coningegnofa pofi- 
tura . Nelle Monache di Santa Grata , euui altra pittura lafcia- 
ta fotto fideicommiffo con la Vergine , e Noftro Signore bambi- 
netto, e li Santi Rocco, e Sebaftiano; e nella Chiefa di Santo Alef- 
fandro, in colonna fece vii pierofiflìmo depolto di Croce . 

Altre pittare fono fparfe nel Bergamafco . In Celana . In 
Villa di San Martino, TAnunta di noftra Donna molto lodara. 
Nella Trinità dipinfelamedefima Trinità. A Santo Spirito la_» 
tauola con la Regina de'Cieii, e San Giouanni pargoletto , che 
fcherza col l'agnellino . E nel Villaggio di Trefcorio nella Chie- 
fa di Santa barbera lauerO fui muro la vita di quella Santa in mol- 
ti paramenti . 

Tro- 



izB Le Vite de' Pittori 

Trouafi parimente in Bergomo aelle caie de'SignoiiBonghivra 
quadro dello fpofal izk> di Sanca Caterina martire , che ne'tempi » 
che i Franteli occuparono quella. Città>fù ripolto per jficurezza in 
Pi'cnifa giufh $ zn Michele : ma que'foldati poco rifpettando i luoghi facri , in- 
da FfaocdG. uafero quella Chieia, & vn di loro inuaghito del paefe ,-che appa- 
riua fuor d'vna feneftra col monte Sinai , lo recife dal quadrone co- 
sì ancor fi ritroua: Dicòno effere ancora nelLe cafe de'Signori Tafli 
la uafcka di Noftro Signore con Angeli : Chnftcchc prende com- 
miato dalla Madre, mentre vi alla morte : la medefima Vergine-»- 
col hàbinoin fono* & altre ligure kitornoajvna delle quali le porge 
yna coppa co vari) frutti; lo fpofalitio)d'Amore;va Vecchio,& vna 
giouiue , che tengono vna carta di mufica in mano : e parimente 
ell'ere in Treuigi ( oue fi trattenne per qualche tempo il Lotto) ne" 
Padri Riformati la Vergine,che adora il bambino; in cafa degli Si- 
gnori Polaè il ritratto d'vn Medico ;.e della Signora Conteffa Col- 
lalta quello d'vno di fua famiglia ; e de'Signori Caldini Santa Ca- 
terina, che fi fpofaà Chrilto ; e del Signor Agoftino Vnigo, il ri- 
tratto d'vn Prete di ma calli ; e perla Chiefa di Porto Bufale la- 
uorò il Crocefìflo con la Vergine, San Giouanni , e la Maddalena 
à piedi» 

Paflàto Lorenzo a Venetia dipinfe per il Tempio de'Santi Gio- 
uanni, e Paolo,Ia tauola di Santo Antonino Ardue feouo di Firen- 
ze, nel mezzo de Tuoi miniitri , alcuni de'quali difpenfauo mollet- 
te a ponerelli, altri nceuono le fuppliche da Diocefani * efleudo 
fùutione del Prelato il fouenire alle necefììtà de'poueri , & vdire 
gh oppreflì . Ne'Padri del Carmine , fece il San Nicolò Vefcouo- 
parato all'Epifcopale, pollo à federe foprale n ubidii actodi bene- 
dire , con Angeli intorno, che gli tengono il libro , le auree palle» 
e"l pa florale ; e più fotto fiatino parimente fopra alle nubi San. 
Giouanni Battifta, e Santa Lucia, che in gefto aftettuofo mira il 
Santo Vefcouo ; à piedi è vn paefe con picciole figure di S. Gior- 
gio, che vccideilDragceviandantiin camino : qual opera gli 
refe molto nome appreflo a Venetiani per lo Itudio , e delica- 
tezza vfataui, e v'iferifle il nome, e l'anno 1529. 

Fece.in tanto altra tauola à Padri di San Domenico di .Recanati 
colSanto medefimo, che riceue l'habito dalla Vergine permano- 
degli Angeli, & in più vani diuife il Saluatore foftenuto da vn' An- 
gelo, noftra Donna, la Maddalena, li Santi Pontefici Gregorio, & 
Vrbano, San Tomaio d'Aquino, Scaltri Santi; e nella predella la 

trask- 



del C R i dolù . Parte I. /2p 

traslazione della Santa Cafa di Loreto , & hitloriette di San Do- 
menico . Per Cartel nuouo drpinfe il Saldatore trasfigurato, e nel 
nento il medefimo Sagace. > che conduce i Difcepoìi fui Ta- 
bor,rOratione nell'horto ,-e l'Afcefa al Cielo, e perla Citta d ? Au- 
cona la ììgura di Maria Vergine tenuta in molto pregio . 

Trattenendoli Lorenzo in Venetia, lauorò parimente opere di- 
nerfe, e tra ciucile la nafeita di Chrifto; fìngendo l'attione di notte 
tépo, con Angeli intorno al Prefèpe >in compagnia della Vergine 
Madre illuminati da fplendori, che efeono dal Bambino, rariiììma 
Pittura» bore nelle cafe del Signor Giouanm Reinft Gentil'huo- „ r( j am0f 
mo Olandefe in Amfterdamo - 

IlSignorCaualierGnflonihàvnafìguradi Nofira Donna con 
due Santi à lato , e Santa Caterina legata alla ruota mezza figura» 
& vn picciolo Crocififlo con le Marie molto delicato ; fono etian- 
dio in cafa del Signor Gioiranni Gnmani alcuniritratti , & hiuen- 
tioni j & il Signor Iacopo Pighetti Gentilhuomo Bergamafco, per 
la cognitione delle belle lettere , ornamento della fua Patria, pof- 
fìede vn pietofo Redentore con laCroce in ìfpalla ► 

Trouafi in oltre dell'Autore in Anuerfà , apprelTo degli Signori 
Giouanni, e Iacopo Van Burella la figura di Chriit o morto fopra Amierfa» 
il Sepolcro foftenuto da due Angeli ; picciolo ritratto d'vna Mo- 
naca ; due dimarito, e moglie : quello d'vn Caualiere,e d'vna Da- 
ma fiu fpofa con cagnolino in mano, e d'vna vecchia con pelle d'- 
a-meUini fopra delle fpalle incito naturale. 

Indotto finalmente ilLotto da diuotione, fé ne pafsò alla Santa 
Cafa di Loreto , doue per lo innanzi haueua mandata la pittura di A I-otto a Lo 
SanChrifloforo, e conofeiuto da Gouernatori di quel luogo gli 
furono fatte grate accoglienze, inuitandolo à dipingere per quel 
celebre Tempio :qualoccafione incontrò volontien Lorenzo,, e 
pofe mano ad alcune facre hiitorie della nafeita di Chrillo, e delle 
attioni della Vergine, di Danide, e dell'Arcangelo Michele , che 
furono poi collocate fopra àfedili del Coro : e negli acanzi del 
tempo occupauafi il buon vecchio in quel diurno albergo in ora- 
rioni , meditando come il Figliuolo di Dio vi dimorò in carne con 
la Madre fua, e San Giofeppe ; fentendofi in quelle fante contem- 
plationi a liquefare il cuore per tenerezza, & ini pensò infinedi 
terminar 1 giorni in feruigio di Dio, non efiendo colui felice , che 
abbonda di ricchezze, ma che faggiamente sa vfare le gratie diui- 
ne lungi dall' occalìone di peccare . 

R No» 



OJa9,Iib.4« 



no Le Vite de Vittori 

No fi pofsidentem rrìultavocaueris 
Rette beatum : retti us occupai 
Nome» beati , qui Deorum 
Muneribus fapienter vti y 
Duramque calet pauperiem pati, 
Peiufq] letbo flagitium timet , • 

Difle il Ventilino Oratio . Così il Lotto fpendendo il tempo, e 
l'opera in quel lodeuole impiego» terminò di vecchiezza la vi- 
ta, e lafciò al fuo morire vn chiaro nome della virtù , e bontà fua : 
e h" dee piamente credere, che fi come morale , e chrifhanamente 
ville , così hora godi felice quella mercede, che Iddio promet- 
te à coloro, che impiegano per fuo amore in terra le vigilie, e le fa- 
tiche, ricompenfa/.idole co'celefti doni nel Cielo. 

GIOVANNI CARIANO. 

Circa i medefimi tempi fiorì il Cariano ardito Pittore , il quale 
cercò di feguire la maniera di Giorgione . Fuor della porta di San- 
to Aleflandro di Bergomo nella Chiefa di San Gottardo vedefì di 
fua mano la figura di Noitra Donna con Santi intorno di buoru 
colorito . 

Nella terra di Zogno nella Chiefa de'Padri Semiti è parimente 
vn altra limile figura di Maria Santiffima con più Santi . In Ber- 
gomo fopra la Piazza noua,colorì àfrefeo alcune fauole delfArio- 
fto . Vna Venere diìtefa fopra ad vn drappo con vn Satiro vicino 
di buona macchia. 

Appretto de'Cittadini Bergamafchi lì trouano alcune fue fati- 
che mia nonne hauendo miglior notitia le pafferemo. In Vene- . 
tia il Signor Iacopo Pighetti ha vn ritratto con berettone in capo, 
ftimafi effer quello del Pittore,e Monfignor Polacco viiadiuotio- 
ne ; e fi tiene opera del Cariano il Saluatore , che trae dal Limbo 
i Santi Pa iri, oue fono alcune buone telìe in cafa del nolfro Gio- 
vanni de'Steia.n Calzolaro . 



GIO, 



DelCtUjdolJì. VmeL iji 

GIO, BATTISTA MORONE D'ALBINO. 

Nafcono gli hiiominital'hora dotati d'alcuni naturali doni me- 
diante» che lì tan credere con poca fatica per eccellenti , come fe- 
ce il Morone , il quale fece fomiglianti ritratti >/>ndefoleua dir iodato da Ti, 
Titianoà Rettori desinati dalla Republicaalla Città diBergo- tiano. 
mo, che fi douellero far ritrarre dal Morone , cheglifaceua na- 
turali . 

Quelli nacque nel Territorio Bergamafco nella terra d'Albino, 
nella Valle Seriana della famiglia de i Moroni , e fu. Difcepolo di 
Aleffandro Bonuicino detto il Moretto Brefciano. Nella Cate- 
drale di Bergomo è di fua mano la Pittura di San Girolamo, di Sa- 
ta Caterina , e d'altri Santi : e net Carmine quella della Vergine, 
e di SantaBarbera. Nella Chiefadi San Francefco il Chrifto in 
Croce, Sant'Antonio, e'1 Santo detto dalle parti: Ma molto più 
fu valorofo ne'rkraici, in che conlilte la primiera fua' lode. 
Tre de'quali fi conferuano in Bergomo, l'vno appreflb dell'Ar- 
chidiacono Terzi, l'altro dal Canonico Moroni , il terzo degli Si- 
gnori Tafii . 

In Venetia nelle cafe del Signor Giouanni Grimani vi è quello 
di Hercole Taflb con libro in mano in cui è fcritto . 

De Morte . 

Hercules Tajfus pbilofiphus annum dgens 29. 

Con altri ancora di donne , & rinomini molto naturali \ Inca- 
fa Nauagiera alla Pietà è il ritratto di Antonio Nauagiero fu Po- 
d eftd di Bergomo. Il Signor Caualier Landò , ne ha vn altro di 
VettorMichiélePodellàdiClufone. Il Signor Iacopo Pighet t i, 
' ha quello di Monfignor Bartolomeo Pighetti fuo Zio , Prelato di 
valore nel le leggi, ch'è de'migliori dell'Autore; & il Signor Pietro 
Anemica, vnod'vn Monfignore di fua famiglia . 

Poch:cofe nel rimanente operò il Morone d'inuentione , poi- 
che attefeà far ritratti ne'qualihebbeparticolar talento : che fé 
bene non tengono il primo luogo nella Pittura , non potendo in 
quelli il Pittore dimoftrare la viuacità dell'ingegno , eflendo obli- 

eatoall'imitatione', quando però hanno quelle due conditioni 
b ir R • ^ d>effe _ 



1 3 2 Le Vite de Vittori 

d'effere fimiglianti * e di buona maniera* non fono * che da -Jo- 
darfi. 

Morì quefto Pittore nell'età ancor virile l'anno di uoftra faiutc 
1 5 7 8 . e viue tuttauia fi conferua la fua memoria per i ritratti la- 
fciati ; la cui virtù diede materia ai Signor Achille Mutio di anno- 
verarlo nel fuo teatro di Bergomo fra gli hnomini illuftri di quel- 
la Patria in quefta guifa » 

Fingere Baptift&Jìmulacrd coloribus aptì i eli 

Morono ingenium , pr&ctpuumq\decus . 
Non ilio melior viuos imitantia vultus 

Signa, ne e omniferì recidere veris opes . 
Sed qua /igniferi defcripjìt cor por a forma 

Nuper Alexandrì fufpicienda magis ? , -. 

Lumina pene bebetat clypeus fulgore corufeo, ...... n 

Ventillant fumma cajftde pene iuÙ£ . 3 

Lylia purpureo furgunt qua/i olentia/tgno t 
lllius ad nitidumfulgurat ha/la latus ^ 

&c. 
FRANCESCO TERZI. 

Benché il Terzi più attendere al difegno * che al dipingere * fe- 
ce nondimeno alcune conueneuoli pitture. In Bergomo nella_j 
Chiefa di San Francefco dipinfe f All'unta della Vergine , e la na- 
feita del Saluatore . Ma quello, che gli recò qualche grido fu Ia_i 
ferie de'ritratti, che diede alle ftàpe de'Prencipi della Cafa d'Au- 
ftria, quali adornò d'habiti vari;, e curiofi* d'armature bizzarre . 
e gli recinfe con belle architetture . 

BATTISTA CASTELLO. 

Fu condotto à ftìpendi di Filippo II.Rè di Spagnaye dicono* che 
gli fermile nell'edificio dell'eicuriale . Di pittura hi in Bergomo 
la figura del Saiuatore fopra la porta della Chiefa del Giesù,e nel- 
la Cappella di Bartolomeo Coleoni fece à frefeovn fatto d'armi. 
Ville il rimanente di fua vita in Ifpagna * occupandoli come hab- 
bianao detto nell'architettura* onde riportò premi* e doni da quel 
generofo Rè*poiche i Grandi han potere in vn punto d'aggrandire 
chi gli pretta feruitù . 

GIO, 



DelCRidolfi. Parte L ijj 

GIO. BATTISTA AVERARIA. 

Sopra la Piazza vecchia di Bergomo > coftui colori que'putti > 
•che tengono le armi de i Rettori.; Nelle cafe de Signori Pighetti, 
fece neliaSala la Tragedia d'Orbecchcnel fofitto la morte del Rè 
Salmone fuo Padre, de figliuoli, e di lei medefima ( come riferifcc 
il Giraldi)e fotto la loggia della ftefla cala la figura della Vergine * 
di San Giofèppe, e di San Bartolomeo . 

Sono anco flimate due hiftorie fue à frefco in San Francefco , 
nellaCappella della Città,doue è il corpo d'vn morto pollo in yho 
artificiofo fcorcio. Quelli dipinfe ancora nella Chiefa della Badia 
4'Artinolungi vn miglio dalla Città, & in altre Sale di Bergomo. 







VITA 



■ 







Titiano Vecellio Pittore, 
e Cavaliere . 



G.O?»>y/- 






VITA 



ns 




DI T ITI ANO 

V E C E L L 1 O 

DA CADORE 

Pittore , e Caualiere. 

E L tempo à punto, che Giorgione con vantaggio 
di lode difpiegaua le bellezze di quell'ingegno, in 
cui fiimaua ogn'vno, che la Pittura hauefle ftabili- 
te le fue fperanze, e racquifiati gli antichi honori , 
Titiano con nouello ftupore traheua à fé gli occhi 
di tutti con l'ammiratione ; e benché il Mondo 
giudicafle, che Giorgio hauefle ottenuto l'intento dellArte , non 
hauendo egli però né breui anni della vita fatte , che poche Pittu- 
re, mancaua ancora di vedere qualche accrefeimento nelle inuen- 
tioni, certoche di pi ^delicatezza, Se vn'vniuerfale {piegatura del- 
le cofe tutte, che furono compite dall'egregia mano di Titiano : à 
fegno,che fi videro in queft'hucmo celebre,raccolte in fine le ma- 
raiuglie più rare della Pittura; che però la natura, che per lo in- 
nanzi fi itimò infuperabile , vinta a quello fi diede , nceuendole 
leggi dall'induftre fuo pennello, con apparar da lui forme nouelle, 
per réder più vaghi i fiori, più brillanti le herbepiù liete le piante» 
più vezzofi gli augelli , più graditi gli animali , e più nobilo 
l'huomo . 

Hor mteffendo la vita di così chiaro Pittore , chi affiderà lo in- 
gegno per folcar il mare di tante marauigiie ? Come faprà la pen- 
na delinear la qualità di quelle imagini , che non poffono riceuere 
lode maggiore, che il dire, che fiano da Titiano dipinte ? Edi 
quali caratteri fregierò il nome fuo , fé della Fama ftefla fi fianca 
i'mfaticabil grido in difpiegar le lodi di colui , che folleuò à tanta 
gloria la Pittura, e che recò col fuo lume all'Arte la maggior chia- 
rezza ? Fia dunque il difeorfo noftro vn picciolo tributo à meriti 

fuoi 



i$& Le Vite de* Pittori 

Cuoi fublimi, e dal poco, che n£ diremo, coaie fi à vedere la vani- 
tà del Mondo rifìretta in picciol globo,co;ì nel brcue giro di que- 
lle carte verrà à conofcere il lettore quanto fi eftendi'fi gran valo- 
re ; e benché da altro Scrittore foiTero le opere diluì ancor viuente 
ma fcarfamente , regiftrate, & eifendo per qualche tempo Titiano 
dopò viiìiito,fi.defcriuerauno fedelmente da noi quelle operationi 
Ululiti , che tino al morire vSrirouodall'egrGgia iua mano. 

Pieue è picciolo Cartello fituato ne'contìm del Friuli , capo di 
fette Comuni di Cadore , cinto d'ogn'intorno d'inacefibili mon- 
ti > c'da profonde Valh,oue la Piane famofo torrente, tal'hora con 
le disfatte neui acrefee tanto fé fteflb , che sdegnando l'ampiezza 
del proprio letto, fùperbo rompe gli argini, furibondo abbatte le 
vicine cale, e i campi interi ne porta feco . In quefto rimoto , ma 
fortunato fito, dell'antica famiglia Vecellia ( della quale alcuni 
dicono foflevfcitoSanTitiano Vefcono d'Oderzo ) nacque Ti- 
tiano figliuolo di Gregorio l'anno di Chriìlo 1477. afiflendo à 
fuoi natali con fortunati afoetn benigne le ftsile ; l'indole grata_. , 
e gli co fiumi gentili furonofegni di quelle gratie, che da lui forrir 
doueuano, poiché il Cielo tal'hor imprime ne'voltii caratteri de' 
vitij, e delle virtù.. 

Queili nell'età puerile, benché pollo allo fludio delle lettere, 
in che fi auezzano i ben nati fanciulli , dauafi nondimeno à difer 
gnarcj come quello, ch'era deftinato dal Cielo à rinouare gli flit- 
pori degli antichi fecoli : onde ancor piccioletto col folo impulfo 
della natura, fece co'fughi di fiori, entro ad vh capitello fopra ad 
- vna flrada della fua Patria,la figura della Vergine , già non molto 
tempo-, per occafione di certa fabrica rouinato . Indi appreiTo fu 
T ' D'fc rnanc ^ aro ^ a ' Padre à Venetia in cafa d'vn Zio materno- acciò egli 
jioloiie] BcUi- poneìYe ad effetto il naturale talento , che l'accomodò con Gio. 
n°' . Bellino Pittore di chiaraiamain quella Città, nella cui cafa per 
qualche tempo fi trattenne, oue apprefe con molta felicità il mo- 
do del dipingere , auanzandofi in gnifada quello, che reflaronO' 
difgombrate in lui quelle difficoltà , che fi videro interpolìe fra il 
Bellino, e'1 naturale ; apprelTandofi al verifimile con modo mi- 
gliore . 

Molte furono le cofe dipinte da Titiano vfeito dalla Scola del 
Maeflro, che ritennero certoche di quello llile, finche cangiò ma- 
niera (che non fi può di meno, di non feguir in qualche parte le 
©mie delle primiere inflitutioni^ trale quali fu latauola dell'An- 
gelo 



ZklC.BJdolfi. Parte I. 137 

gelo Rafaello col picciolo Tobia à mano -, che fi vede nella Chie- 
fa di Santa Caterina di Venetia; moki ritratti fopra delle tauolo 
-conforme l'vfo de que 'tempi; il Prefepe di Chrifto, che io vidi tra 9. p ." c P riB »c 
le cofe del Gamberato Pittore ; e per la Patria fua di Pieue la tela 
à tempera per la Cappella delli Genoua polla nella Parrocchiale-» 
conia Vergine, e li Santi Rocco, e Sebastiano , & alcuni ritratti 
raccolti in vn medefimo quadro adorati laRegina de'Cieli,ch'egli 
-fece àpetitione di Giouauai d'Anna ricco mercante Fiamingo , 
molto amico fuo. A Padri di San Spirito Ifoletta vicina à Vene- 
ria lauorò parimente la tauola di San Marco , ou entrano li Santi 
Hocco» e Sebailiano, & altre figurce molte opere àpriuati; e con 
la maniera ftefla ritrafle la Regina Caterina Cornara in habito ve- 
douile campeggiando tra quelle nere fpoglieil candore delle car- 
ni, dalla quale fi fono tratte l'infinite copie , che vanno intorno, 
molte delle quali per la viciflimdine de'tempi han cangiato 
Patria. 

Con quello , ò poco differente modo dipinfe vn lungo quadro 
•a Confrati della Carità, oue noflra Signora piccioletta fale i gradi 
del Tempie riceuuta dal Sacerdote , accompagnata da gratiofo 
donne , ornate di vaghe fpoglie , & acconciature, e di gemme ne 
groppi de'capelli, col feguitode'Parenti, e de Confrati ai naturale 
ritratti ,• tra quali è Andrea de'Francefchi in verte Ducale , che fu 
gran Cancellier Veneto , amoreuoliffimo del Pittore , e Lazzero 
Crallo . A fianchi alla fcala fiede vna vecchia contadina , in vile- 
fco drappo inuolta con votf?o e poli éntro ad vn cello, che non fi 
può efpnmere quanto fia naturale . E tutto, che Titiano folle par- 
ticolare oiTeruatore delia natura , che manca per lo più di quella-, 
ftringatura, che l'Arte richiede , ei diede nondimeno alle figure 
fue certa naturale proprietà , che le reca ogni bellezza . Alterò 
pofeia la maniera all'hor, che vide il miglioramento, che fatto ha- 
ueua Giorgione. Errando nondimeno il Vafari,facendck> fuo Di- 
scepolo, e che d'anni 1 8. facefle vn ritratto fu la maniera di quel- 
lo,poiche Titiano era di pari età , & alleuato con elfo lui nella ca- 
fadiGio. Bellino . 

E però vero, che piacendo à Titiano quel bel modo di colorire, 

pollo in vfo dal Condifcepolo , e praticando feco , ne diuènne ad 

vn tempo imitatore, & emulo . Non prenaleua all'hora ne'fluden- _.. , . 

»• u i j . • .. .1 • t i , - «.■•»-« Titiano emulo 

u , benché adulti , 1 albagia, hauendo eglino per folo fine 1 auan- di Giorgione . 

xarfi in perfezione col feguir la viapiù lodata :.il cui bel modo di 

S colo- 



ijS LeVite de' T inori 



colorire fu per molto tempo praticato da paflati Pittori Veneti » 
fin tanto, ch'è rimafto perduto tra mifcugli delle maniere intro- 
dotte in quelli Città 3 non efiendo lodato il dipingere à capriccio, 
ma il feguir la natura con que'modi, che ci vengono preferita dal- 
l'Arte; poiché eflendo gli humani corpi comporti della miltìone 
degli elementi non appaiono già di così viuaci colori , come da_. 
alcuni fi coftumail dipingerli,partecipando eglino d'vn mezzano 
colore, che più, e meno tira alf opaco,conforme la qualità del fuo 
mirto , quali termini quanto bene fòdero intefi da Giorgione , e 
da Titiano non è da farne digreffione , onde quelli? che hanno ca* 
minato per le orme loro , fonoarfluati con facilità allaperfettio* 
ne dell'Arte . 

Ma feguendo il difeorfo , trasformofli Titiano in guifa nella_> 
maniera di Giorgione, che non feorgeuafi tra quelli differenza al- 
cuna . Quindi è > che molti ritratti vengono confufamente tenuti 
fenza diftintione, hor dell' vno, hor dell'altro : e col medefimo fti- 
le dipinfe la facciata verfo terra del Fondaco de'Tedefchi ( eflen- 
do la parte verfo il canale locata à Giorgione, come nella vita fua 
dicemmo ) Nel cantone, che mira il Ponte di Rialto collocò vna 
donna ignuda in piedi delicatiflìma, e fopra alla cornice vn giout- 
netto igundo in piedi, che rtringe vn drappo in guifa di vela, & vn 
bamboccio lograto dal tempo ; e nella cima fece vn'altro ignudo » 
che fi appoggia à grande tabella , oue fono fcritte alcune lettere , 
che mal s'intendono . 

Ma più fiera è però la figura di Giuditta,collocata fopra la porta 
dell'entrata, che pofa il pie finirtro fui recifo capo d'Olofernccon 
fpada in mano vibrante tinta di (àngue, & à piedi vi è vn feruo ar- 
mato con berettone in capo, di gagliardo colorito : errando anco- 
rainquefto luogo ilVafari, facendola di Giorgione. Sopra Ja det- 
ta cornice diuife altre figure , e nel fine vn Suizzero j e vru 
Leuantino,& vn fregio intorno à chiaro feuro ripieno di varie fan- 
tasìe. 

Dicefi, che così piacquero quelle Pitture àVenetiani, che ne 
riportò comunemente la lode, e che gli amici fuoi tìngendo non 
Titiano fupc- conoscere di chi fi foffero, fi rallegrauano con Giorgio della felice 
ra Gior£ionc. r i u f c i ta dell'opera del Fondaco , lodandolo maggiormente della 
parte verfo terra,à quali con fentimento alterato nfpondeua loro, 
quell'efiere dipinta da Titiano, e così puote in lui lo sdegno , che 
più non volle, che praticafle in fua cala . 

Con 



DelC. Rtdolfi. "Parte I. np 

Con l'intraprefa maniera lauorò nel porticale di cafa Calergi , 
f>or Grimana à Sant'Erinacora alcune armi, e due figure di virtù; Dct . t0 S.Mat* 
eperlamedefimaCafafecevnquadrod oghodi noftra Donna-» cuoa * 
col figlio in feno, che palla nell'Egitto , feguita da San Giofèppe » 
vn Ange lo guida il giumento,e perle herbe parteggiano molti ani- 
mali cortegiando il loro Signore .-e vi è vna cortina d'alberi mol- 
to naturale, e lontano vn Soldato, e Pallori.. 
- Inuitato in quello mentre da Vicentini, gli dipinte nel Palagio 
della Curia la fentenza di Salamone , acciò fendile d'efèmpioà Av,cenia » 
Giudici di faggiamente giudicare , afitlendo molti a quella cele- 
bre attiene, chegliriuicì molto bene, eflendo fatto ardito , e va- 
lorofo nell'opera del Fondaco , poco prima dipinta : nelle quali 
operationi fi efercitarono con molto profitto i paflàti Pittori » fa- 
cédo.quel modo di dipingere l'Artefice rifoluto nelle colè a ogliot 
ma quella fi bella fatica fu pò feia difiìpata nella rinouatione di 
quella Curia. 

Trasferitoli pofeia à Padoua , dicono» ch'ei ritraefse il Trionfo A Padoiu»' 
di Chriilo nel giro d'vna ftanza della cafa da lui prefa , che lì vede 
in ìllampa in legno difegnato di propria mano, che per efser mol- 
to noto non fi affaticheremo in defcriuerlo . 

Lauorò nella medefima Città, per la Compagnia di Santo An- .. 

"toni© dfreico, in concorrenza del Campagnola,e d'altri Padouahi compagnia 
tre miracoli con figure quanto il viuo . Nel primo vedefi. il detto <telSa*to. 
Santo porgere àftobilsCaualierevezzofofauciullino , aflìcuran- 
-dolo della fede della moglie, la quale alla grande veflita co'capel- 
li raccolti in rete all' vfo antico , feguitada fue Dame, lieta fi di- 
mo itra per loracquiilatohonore. Farebbe di mellieri, che ne 
tempi noftri ancora ritornafsero i Santi in uita per feiorre alcuni 
dubbi i mariti, qual' opera è così delicatamente condotta, che pa- 
re a oglio dipinta . 

Il fecondo rapprefenta un giouanetto, che per cofsa haueua la 
madre con un ealcio(che in emenda dell'errore fé fhaueuarecifo) 
-caduto m agonia nei fenodella fupplicante madre , fpirante l'ani- 
ma per lo dolore rifànato dal Santo : fono prefenti perfonaggi , e 
foldati foprafatti per lo ltupore del miracolo » 

11 terzo dimollra un Caualiere con foprauefte bianca fregia a_> 
adi purpuree lille, ch'infofpettito della fede dell a moglie Tucci- 
,«fc . Di lontano il medefimo rende gratie a Sant'Antonio, che ri- 
tornata in uita l'haùeua, e ili appare un naturai pa efe ; con le quali 

S x fati- 



i^o Le Vite de' Pittori 

fatiche ofcurò Titiano la gloria di tutticoloro, che haueuano ir* 
quel luogo dipinto,.rendendolo celebre in guifa, che del continuo 
è vificato da foraftieri , e bell'ingegni .. Tanto accade negh anti- 
chi tempi delle opere d'Apelle, cu Zeufi, e ài Protogene, che refe- 
rafamofe, e frequentate Coo> Eraclea, e Rodi; e ne'moderni té- 
pi Raffaello» Andrea dal Sarto, il Correggio, il Pordenonesi Tin- 
foretto, il Veronefe, e Titiano in particolare illuftrarono con le_y 
Città refeillii- pitturcloro Roma, Firenze, Parma, e Venetia: e dicefi , che il Ca- 

ftn-pcr le pit- ualierGiofcppe d'Arpino andato à Padoua, tratto dalla curiofità» 
ture eccellenti. r rr ■ " .- r -rr- 

ne f-acetk copia* come di cofe ranffime . 

E (fendo poi Venetia l'anno 1511. ( come fi dine ) tocca di pe- 
ftilenria dalla Diuina mano , nel qval tempo mancato Giorgione» 
elafciate alcune opere imperfette , furono terminate da Titiano > 
come quello, che piti confaceuafi con quella maniera, e tra quelle 
fi vnagrande biftoria , qual accrebbe di molti ornamenti , doue 
iP.Deodl Federico I- Imperadore baciaua il piede à Papa Alefl'andro III. 
nella Chiefa diSan Marco - A lato al Pontefice era il Doge Seba- 
frian© Ziano, & appretto vi ritratte Pietro Bembo Priord'Vnghe- 
tia prima, che folle Cardinale ; Iacopo Sanazaro >Ludouico Aric- 
rto ; Andrea Nauagiero; Agortino Beuazzano ; Gafpare Contari- 
no ,-ehe fu ar.ch'cgli Cardinale; Marco Mufuro; Fra Giocondo 
Veronefe; Antonio Trono ; Domenico Triuifano ; Paolo Cappel- 
lo, Marco Gnmano figliuolo del Prencipe Antonio Procuratore 
diSan Marco , e Giosgio Cornaro in verte aurata . Accompagna- 
uano l'imperadore Confaluo Eerrante, detto il Gran .Capitano , il 
Conte eh San Seuermo, Bartolomeo Lituano , & altri Perfonaggi 
illuftri di quel tempo tolti parimente dalviuo , fiche pareuano fpi- 
ranti . Rapprefentò ancora con molta proprietà i.manti de'Car- 
dinali, vergati d'onde marine ;Ja finezza.dc'rocchetti di ibrtilinì- 
mi lini conteiH ; e nelle tribune di quella Chiefa *iìnfc figure di 
Mofaico con le armi de'Dosri, che dopò la morte loro iui s'appen- 
dono, rapprefentando quell'hiftoria con tale uiaeftà,che fu credit 
to, che con pompa, e decoro maggiore , il fatto non auueniiTe , & 
eraui fotto annotato .. 

Imperdtor, Othoquefiltus , hìc pridìe fefto, Me ChriBidtut 
Afienjtonis die , triremibus Venettas adveBì eodem die 

cHmRom.fentifice, VenetoqueDuce fàcem frmdrunf. 

■ 
Circa.. 



Del C. %idolfi. Torte 1. i ^ i 

Circalo fieno tempo oprò Titiano il Chrirto del capitello di 
San Rocccpofio dal Vafari nella vita di Giorgio , tirato con fune, 
dap-rrido hebreo, che per efier piamente dipinto , ha tratto à fé Pitturami», 
la diuotione di tutta la Città: enetto» che promène dalle diuote 
imagini,che muouonoi fedeli ad vna frequente veneranone; Tan- 
to fi racontaaiiueniffe della ftatua di Gioue in Acaia, ò in Elide , 
da Fidia fcolpka, che per certa maeftà recatale dall'Autóre, augu- 
mcntò in que'popoli quella falfa religione: onde fu fatta vna legge 
da Spartani, che i fimolacri degli Dei , e degli Heroi fi doueflero 
faregregij, imponendo pene a chi faceuaaltrimentf, -come per lo 
contrario le feoncie imagini cagionano il derifb, e Io fcherno , ca- 
dendo-fi fpeflb in tali errori per la poca cognitione di coloro à qua- „ 
Ji fi afpettano fimili cure, molli per lo più da particolari affetti , e 
molte fiate rittenuti daU'anaritia, e guidati dal poco intendimen- 
to ; il che rielce a poco decoro della Chnftiana religione , non do- 
uendofiefporre nelle Chiefe, che eccellenti imagini, rapprefen- 
tandofi in quelle le idee delle beate menti illuftrate dalla Diui- 
na vifione , che deuono efler'arricchite d'ogni gratia , e bel- 
lezza » 

Fece poi per la Chiefa di San Marcelliano l'Angelo Raffaello > 
con Tobiaà mano in camino, che porta vn pefee, che par guizzan- 
te, precorro da vii cagnuolino, e nel feno di foltabofcaglia è San 
Giouanni orante,: nellacui lodata tauola Titiano compofe la più 
delicata fua maniera, raddolcendo la fierezza vfata, con la quale 
feguì poi perlongo tempo a dipingere . 

Andato pofeia alla Corte d'Alfonfo I.Duca di Ferrara, diede co- A Ferrar»; 
pimento ad vn Baccanale lafciato imperfetto da Gioiellino (co- 
me nella vita di quello dicemmo )à cui aggiunfe delitiofo paefe ; 
- e per compimento del Camerino, oue (ì doueua riporre, fece due 
quadri di pari grandezza , continenti li trionfi di Bacco, &vno 
degli Amori m tale forma difpiegati . 

Era nel primo fopra la fpiaggia- del mare quel Dio trionfante 
degli Indi in atto di lanciarci dal carro , tirato da due Pantere , in- p a " t É re anima 
uaghito delle bellezze di Arianna abbandonata da Tefeo, ftrifcià- 'j caMflìmi 
do nel mouimento purpureo zendado, che gli pendeua dalle (pài- jiioftiaro. ' 
le . Vicino al carro era Pampino Satiretto fuo fauorito, che trahe- 
ua con fune il tefehio del Vitello, folito facrifiearfi nelle fèlle di 
Bacco, in memoria di Penteovecifo dalle Baccanti cangiato in_> 
quell'animale , il cui bel volto perà punto, come fu da Titiano di- 
pinto 



Catullo. 



1^2 Le Vite de Pittori 

pinto, Hi dal Marino nel fuo Adone raccontando gli amori diBac» 
co, ritratto in quarti verfi . 

£a bella fronte gli adorno natura 
Di gentil maeftà, d'aria cele He , 
Dolce color di fragola matura 
Gli face a rojfeggiar leguancie honejìe , 
Nella boccaridea la grana fura 
Tra [e biette perle in doppio filcontefle ; 
Ne quiui bau e a la rofa pur pur ina 
Prodotta ancor la fua dorata fpina .. 

Lo fegukiano pofeia molte Baccantifuonando cembali ,, e ftre- 

-pitofi (Iromenti . Eraui vn ebro annodato da ferpi , de'quali fo- 

leuano cingerfi gli Miniflri di Bacco , che in atti tortuofi mouen- 

-dofi , dinotaual'agitationi, che fa il vino indifcretamente beuuto:. 

-e molti di quegli ebri fefteggiàti con le parti del Vitello in mano, 

Sileno c<m(\. e Sileno appoggiato à femi vbnaco> coronato difòglie di vite , e 

gheredifocco j. vuè . Di lontano vedeùafi la naue, dell'infido Tefèo veleggiar 

fra le onde, e la Corona d'Arianna fplendere nelCielo . 

Nel fecondo compofevn numero de 'medefimi fegnaci -di Bac- 
co milH con akre Baccanti, intorno adriuo di vino vermiglio ,. 
Sefte di Bacco qual traheua il fuo principio dalvicin colle,oue vao di loro diftefo, 
premeua copie d'vue , & iu vnadi quelle ritratta haueua ìlPittore 
« vna donna da lui amata. detta Violante , alludendo al di lei nome 

con fiordi viola, che haueuale ritratto in feno , e in picciol breue 
ftritto Titiano . Altri di quegli ebri riempiuano i. vali del corren- 
te liquore , e chi riuerfando l'otre ripieno di vino gonfiaua le gote 
-con la dolce beuanda, & altro fatto gentil. coppiere verfaua i (tem- 
perati rubini in limpide tazze alle mufiche compagne » & vn fan- 
ciullo per ifcherzo entro vi orinaua . Alcuni danzauano in giro 
con altre giouinette cinte di fiottili drappi fomiglianti à zendadi , 
•he folleuati da legger vento , in bei raggiri vagando, {copriuano 
. . delle gambe leggiadre l'animato candore,e l'impareggiabile mor- 
bidezza : vna delle qualirtanca per auuentura, fattali demolii cri- 
ni, e di dorato vafe ricco guanciale , dormendo fupina giaceuaiì , 
ài così delicate membra , che pareuano auori animati , nel cut 
-*olto feorgeuafi il refpiro del placido fuo ripofo>alle quali lo lenità 
Vi , erano 



PelCRidolfi. Parte/. *& 

.•erano prefeati ajcuni Caualieri. 

Nel rerzoappariua ameno prato di tenere herbette ricoperto » 
tapezzato di colorire fafcie, cinto d'ogni intorno di liete piante,» > 
di donde pendeuauo pomi aurei ., e vermigli > està velatini alcuni • 
Amoretti, ftaccauaao dagli onuìti rami i dolci frutti, gettandoli i 
compagni, che in confette rìfcelle li raccoglieuano > altri aggrap- 
pati al tronco tentauano di falire , e chi addarandolo (baie all'ar- 
co lo fcoccaua all'amico, che gli offeriua il bianco fèno 5 & altri 
"vicendeuolmence fi gettauan pomi ; & alcuni facenan prona , chi 
di lor meglio "baciar fapefle , inferendo i vari efletti d'Amore, e le 
/cambi euolezze di due cpriamanti > 

Numerofafchiera in tanto d'altti fanciulli, che haueuanoap- 
pefe le faretre, e gli archi a' tronchi , tentauano di far preda di ti- 
mida lepre, che i caduti-pomi cercati haueua ài rapire , aflalendo- , 
laco'dardi .- mentre vn'ahxa fi hiera di loro farro cerchio dello 
braccia danzauano , e l' vn fopra l'altro faltellaua , intorno al fi- 
molacro di Venere, erano le Gratie Tuonando cembali , e miran- 
•dofi in terfi criftalli . 

In tale maniera emgieato haueua Titiano gli Amori, conforme 
la tabella di Filoftrato teneri, e vezzofi bambini , onde che allet- Jél?«\niagi'i* 
tano ogn'vno con le bellezze loro ; e perche han virtù di penetrà- 
reper le fecrete vie degli occhi al cuore . Propertio gli di l'ali poi- 
the volaao in ogni luogo, & alle maggiori altezze . 

Idem non frufiraventofas addi di t alas , 

Fecit & humano corde volare Deum : Jjg^ ,,bl * 

Scilic et alterna quoniamiactamur in vnda, 

Nofiraque non vllis ftrmanet aura kris . 

Et il Petrarca fi Amore arma:o d'arco, e di ftrali . 

Sopra vn carro di focovnGarzon crudo „,. . „' 

_ « J - \ e 1 • Trionfo o'Ai 

Con arco m mano , * con faette -a pane hi » - . more. cap. v 

Quindi è , che dinafeofto entro vn miniato volto , congH 
archi di due nere ciglia , a.iuenta faette a cuori , Se ha 1'? 
origine in noi dal duetto , che fi prende vagheggiando , le 
mortali bellezze ; e maggiormente lì auanza negli orioli 

p-ioui- 



\àf4- Le Vite de Vittori 






giouinetti > onde Seneca trafportato in noftra lingua così 

Tuona • 

Vna gran forza,érvn (batte foco 
Scn.Tag.ca* E Amor, e he volentieri Ji accompagnA 

Al? età più fiorita, e fìnodrifee 
Tra leaelitie di beata forte: 
Ma J egli manca l'alimento , cade p 
Edinbreue riman di for^e prtuo . 

Ed il Guarino diurnamente anch'egli ! delineò le qualità > eia»» 
forma d'Amore in quefto modo ? 

Pafl, Fid atjo j. ^ aro woftfOt * mirabile d'human* , 

E di dittino a/petto , 
Di veder cieco , e di faper infano ,' 
Di fenfo, e d'intelletto, 
Di ragion , e de fio confufo affetto. 

Ma il fauellar di quefto folle Dio ci haueua fatto poco men> che 
fmarrire il fentiero , fi che ritornando alla confideratione di fi no- 
bili pitture, riman confufala penna nel formar lodi , che equiparar 
pollino tali bellezze : hauendo Titiano diurnamente efprcflo vn 
Arianna diuinafpirantej e dato raramente à vedere lagratia > e'1 
diletto brillar ne'Yolti degli ebri danzatori , e lalafciuia fatta li- 
centiofain quelle baldanzofe giouinette , traboccanti in atti lafci- 
uiper lo beuuto liquore ; non haueudoui minor parte le bellezze 
di que'tanciiilli , eia giocondità -degli alberi verdeggianti di la- 
feiue fiondi , fi che chiudiamo il difeorfo nella marauiglia . 

Volle parimente il Duca eflèr ritratto con Madama la Duchef- 
fa, la qua! fece Titiano con rarifiimi abbeglimenti in capo , di ve- 
li, e di gemme, in veftc di veluto nero con maniche trinciate , di- 
uifate da molti groppi ; che con maeftofo portamento teneua la 
manca mano appoggiata alla fpalla d'vn Paggetto Etiope , che fi 
vede in ìftampa di rame da Egidio Sadeler. rarifiìmo in tale prat- 
tica_>. 

A contemplatione del Duca medefimo figurò Noììro Signore > 
ì cui vn vecchio H ebreo dimoitra la moneta > interrogandolo : fé 

dar 



Dei C. %idolfi. Parte I. r ^/ 

, dar doueuafi il tributo ì Cefare ? condotto con rariflìmo finimen- 
to . diche ftupìl'AmbafciatorCefareo , che fi trouòà quella 
Corte > {limando non poterli equiparare la diligenza del Tuo Du- 
rerò , che fi conferua nella Chiefa del Cartello di Modona . 

Raccontali, che Titiano era diuenuto cosi caro al Duca , che 
di quando in quando, partendo quegli daVenetia (oue fpeffo 
tratte ner foleuafi ) il riceueua nel fuo Bucintoro, e conduceualo 
à Ferrara, e mentre ei dipingcua, era vifitato da Mefler Lodouico 
Ariofto » il quale conferma con elfo lui le compofitioni -, che an- 
dauateflendo del diurno fuo poema, trahendo da'fuoi ricordi 

i molte degne ofleruationi per le delcrittioni de'lìti , e per le bizza- 
rie delle liuree, e per defcriuere le bellezze d'Alcina, di Angelica . 
e di Bradamante in quello introdotte : poiché la Pittura fdl'of- 
ficio di muta Poefia , e la Poefia di loquace Pittura : onde dille il 
Taflò per colui, che figurò la fua Gierufakmme . 

Muto Poeta di Pìttor Canoro . 

Hauendo elleno vn medefimo fine di rapprefentare le Immane 
attieni , e gli effetti dell'animo , fi che poteuafi ben dire , che fof- 
fero accoppiati infiemel'Homero? el'Appelle della moderna-» 
'•età : onde hebbe materia quel gran Poeta di commendare la vir- 
tù di Titiano , rallignandolo nel fuo Furiofo tra celebri Pittori di 
quel fenolo in quella guilà cantando, 

E quei, che furo à nofiri dì , ofin bora , 

Le onardo , Andrea Mantegna, Gian Bellino^ Canr. j }. fla. t- 

DuoDofsi,equel,cb'àpar fculpe, e colora 

Michel, più che mortai, AngeldiuinOi 

Bafliano, Raffael, Tuian , eh' honora 

Non men Cader, che quei Venetia, e Vrbino > 

£gli altri di cui tal opra fi vede , 

£ual de la prifea età fi legge, e crede , 






Al cui affettocorrifpondendo il Pittore, fece il di lui ritratto in 
maeltofa maniera con veite di velluto nero foderato di pelle di U> 
pi cernieri apparendogli nel feno con gentil {prezzatura le crefpe 
della camifcia . Hortrouafiin Venetia appretto del Signor Ni- 

T colò 



i^6 Le Vite de Vittori 






colò Renieri degno Pittore , ornato di molte riguardeuoli con- 
ditioni . 
Ma benché le opere di Titiano fonerò dagli intendenti tenute in 
Sen.Tmg.ofl, fornirlo pregio, viueuafi nondimeno in Venetia in ftretta fortuna. 
Sia pur l'huomo di genio eccellente ,. che non potrà prometterli 
acquifti di ricchezze , fé non è guidato dalla forte , ò portato dal 
fauore degli Autoreuoh . E tanto auuenneàquelto egregio Pit- 
tore , il quale tutto 5 che folle in e (ietto huomo di tanto valore_« » 
non arnuò giamaià godere i frutti delle fatiche , fé non quando fu 
chiamato alle Corti de'Grandi, ed in particolare da Carlo V. Im- 
peradore, dalla cai generofa mano fùriconofeiuto con regali do- 
ni, infignko di titoli, e d'annuali prouifioni iìripendiato > come apr 
pieno diremo : il cui efempiofeguito da molti Prencipi , cagionò 
PaR Fid.atto?. l'accrefeimento dello fiato fuo, 

Dipinfe appreflb , effendo nel femore degli anni fuoi, la gran 
tauola della Cappella maggiore de'Frari, oue Nofira Donna , do- 
pò breue fofpiro di morte afeende al Cielo , per ricenere , corno 
Regina, il Diadema della gloria 4 oue tra raggi di fempiterna luce 
il fuo figliuolo Iddio nel foglio dell'Eternità > che hi per bafe le 
sfere, e per tetto le bellezze dell'Empireo, cinto dafchieredegli 
fpiriti celeiìije tri le mufiche de'beati canton, la fua diletta atten- 
de: mentre ella vezzeggiata dalle aure, corteggiata dal Sole, e fer- 
uita dalla natura fteflafopra lucida nube, folleuata dà teneri barn? 
bini, fen va poggiando i felici fentieri del Cielo : e più maeftofa fi 
rende la pompa,e(fendo incontrata dall'Eterno Padre , foRennto 
da due Angeli, con graui politure itanno gliApoftoliapiedi > 
di fchietti , ma naturali panni vediti , in atti d'arnmira- 
tione , 

Dicefi, che Titiano Iauoraffe quella tauola nel Conuento de' 
Frati medefimi , fi che veniua molefiato dalle frequenti vifiteio- 
ro, e da Fra Germano curatore dell'opera era fpeflo riprefo> 
che teneife quegli Apofroli di troppo fmifurata grandezza, duran- 
do egli non poca fatica à correggere il poco loro intendimento, e 
dargli ad intendere, che le figure doueuano efl'er proportionate al 
luogo valriiììmo, oue haueuanfià vedere, e che di vantaggio fi 
fariano diminuite : nondimeno, benché dal buon effetto feguito 
poteffero rimaner fodisfatti,non pienamente fi dimoftrauano con- 
tenti , finche dall'AmbafciatorCefareo-non furono tratti d'erro- 
re ( poiché gli huomini non così facilmente fi accommodano alla 

ragie- 



Del C. %idolfi. Varte /. t 4.? 

iragione , fé l'autorità non vi fi frammette ) mentre riputando e fio 

quella Pittura marauigliofa , tentò con larghe offerte di farne ac- 

quifto, per mandarla alllmperadore e fopra di che que'Padri , fat- 

i talalororagunanza, conuennero nel parere de'più prudenti ., di 

l non priuarfene a niun partito , conofcendo in effètto , ciò non 

i era meftier per loro, & effere molto differente la prattica del'Bre- 

uiario dall'i ntenderfi di Pittura . 

Poi per l'Altare di cafa Pefara dipinfe l'altra lauola delia Con- 
cettione, con la più delicata, e finita fua maniera . Qui fi imagini 
ii Lettore veder vn mirto d'arte, cài natura, e nel fembiante delia 
Vergine efpreflàla più fchietta > e naturai bellezza , oue la- 
, feiuia non impera : ma diuotione piamente innamora . Quella fi 
; ftringe alienò quel Dio bambinetto , che per amore racchiudo 
l'effere fuo infinito tra legami deli'hùmanità, onde fi cóprendono 
tenerezze diénadre, evezzi di figlio;à"càto al pedeft alicene quella 
. ripofa, Ita San Pietro appoggiato , e con atto graue, fiendendo la 
mano fopra il libro , rimira :1 Vefccuo Baffo Generale del Pon- Mirabili figa- 
: te lice, che riuerente confacra al Saluatore , &. 2lla Madre le infe- re • 
; gne tolte al Rè Ottomano, tenutedavn Caualier vicino coperto 
! d'armi nere, nelle quali nfplendono naturalmente i lumi ,, ftire- 1 
i uerberidel brunito acciaio . Dall'altra parte euui quel Serafino 
terreno, che prono ventura d'imprimere le membra fue delle feri- 
! te del Redentore ,nuol:o con molto affetto al bambino: &bà da 
preiTo Sant'A ntonio da Padoua. A piedi fono tre Senatori di quel- 
; la famiglia con veite Ducali, ne quali,fe non fofièro in meditatio- 
ne, s'offeruarebbe il moto, & il girarde'lumi : così gli infufe lofpi- 
. rito con i colori , e vn giouinctto vefìito dirafo bianco-, non diffe- 
rente dal vero, che nella taciturnità , chea prima vifìa rafiembra 
vino. Sopraluclda nube iranno due Angeletti col veffillò della 
noiìra redentione , poiché le glorie di Chrifìo in differenza delle 
humaue grandezze, fondate nell'ambitione , campeggiano nella 
Croce. Non aggiungo lode a quella celebre Pittura: ma dirò fò- 
,.lo,che Iddio diede \irtu £ Ila rarura ài produrrei corpi viuenti,& 
àTitiano, d'animarle figure nelle tele. 

In quello mentre per ordine del Senato ritraile in due gran qua- 
dri per la Sala del Collegio i Preneipi Leonardo Loredano , & Volti Dogi ri- 
■ Antonio Grimano, accompagnaci da Santi loro Protettori : e l'an- uatti# 
no 1523. effendo creato Doge Andrea Gritti j famofe Capitano 
j di quelia Republica? immortalò l'effigie di tanto Eroe col fubli- 

T 2 me 



i^(f Le Vite de Pittori 



me fuopcnnello i e lo ridalle" parimente in gran tela con Sant'- 
Andrea vicino> che. fu medelì-mamente riporta nella Sala detta ce* 
i ritiri et alrritreDogi, Pietro Laudo , Marc 'Antonio Triuifano ,. 
e Francefco Vernerò prortrato a piedi di Nortra Donna; che pure 
fi è veduto in irtampa di legno con altre figure; per le quali ope- 
rationi ottenne pofeia Titiano dal Senato vn benetìtio' di fenfaria 
fopra il Fondaco de'Tedefchi, che gli rendeua feudi 400* d'en- 
trata -.con obligo di far di tempo, in tempo l'effigie de'fegueuti 
Dogi» concerta adeguata ricognitione , ma quelle con altre. 
pitture jonufero efea. del fuoco, nell'incendio feguito del Col- 
legio . 

r ù decretato ancora dal Senato > che egli dipingere per la Sala 
del gran Configlio il fattad'armi feguito à Cadore tra gl'Impe- 
PierioGmft. riali,eVenetiani.Qnì finfe ilfito naturale del fuopaefe col Cartel- 
lo lòpra d'alto monte collocato >oue era appefo il fuqco dal lam- 
po d' vna faetta. di donde vfeiuano caliginoli globi, in guila di nu- 
bi , mi Etra gli horrori dell'improuifa tempelta : ingombraua in 
tanto ii Campo bombile conflitto di Catialieri, e pedoni,aJcuni di 
quelli difendeuano con gli Hocchi la bandiera Imperiale, che agi- 
tata dal vento,.laceua nell'aria bizzarri riuolgimenti . Vedeuafi 
in q'iclla mifehia alenili gettati da cauallo armati di loriche , e fob 
dati ignudi vecifi, e dal ponte, ch'attrauerfaua il fiume, trapalìaua 
drapello di Caualieri p;r lo foccorfo, tra quali ventillatiano le in * 
fegne vincitrici di San Marco; e nella parte vicina era il Liuiano 
Generale dell'Efercito, appoggiato con mano al battone, acni vn 
Scudiere allacciaua lo fpalìare dell'armatura re poco lungi vn pa- 
lafreniere veftito di giuppa rolla trinciata, ritteneua biàco dertne- 
re, che eccitato dal fuono delle trombe fcuoteua.dalf alta ceruice 
le ondeggianti chiome : le citi groppe fplendeuano d guila di can» 
didafeta. Faceua ancorava bel vedere vnmifero mezzo ignudo 
caduto nell'acqua , che tentaua rifalir le fponde , grondeggiando 
di limpide ftilie : e bella gioutnetta. in atto di dolerli ftaua aggrap- 
pata drterpi. della ripa, che pareua comporta di neue, e d'olirò, 
così delicatamente haueua imitato la frefehezza delle carni . L'hi~ 
ftoria tifine era ripiena di numerofe figure,, nella quale diede à 
veder Titiano l'intendu*ento,che poll'edeua nelle numerofe con> 
pofìtioni, arrecando vna naturale proprietà alle cofe tutte., con-» 
accurate dimoftrationi dell'arte, in modo , che quella. Pittura era 
diuenu«l.'e.fen,plaredogniltudente ; mortificando con quella»» 

eccel- 



de IC Ridolfr. Parte I. / ^ 

eccellente opcratione la temerità di coloro , che lo pred icariano 
folo per valorofo ne'ritra:ti, benché poteiTero dalle molte cofe di 
lui vedute venir in cognitione,come egli forfè vniuerfale: ma i Cri- 
tici non pofTono , che con difficoltà ridurli alla lode , & i fulmini 
non cadono fopra le humili Capanne : ma fi allentano à i gran Pa- 
leggi» & alle eminenti Torri : e di queita hiftoria molte copie fi fo-. 
no vedute , ma fcarfamente rapprefentano la bellezza dell'origi- 
nale : cherea fortuna volle, che nell'incendio diquelle Sale, ri- e data alfe 
manefle con altre incenerita , pure fé ne conferua l'inuentione in ftampc, 
iltampadel Fontana. 

E prima che partiamo dal Palagio DucaIe 3 diamo di vifta ad al- 
tre pitture, che Titiauo in vari tempi dipinfe . Nella Chiefetta 
di San Nicolò pofta nella fommità delle fcale de'Giganti , fece à 
fretto (opra all'Altare la Vergine col bambino in atto d'accoglie- 
re il Doge Gritti , fi m altra parte San Lnigi in habito Epifcopa- 
k,e gli Èugàelifti a lati dell'Altare; e nel dirimpetto San Marco in 
atto di leggere, col Leone vicino , à cui non manca per crederlo^ 
vino, che il mgito: ma molto più niarauigliofa èia figura del San 
Chriitoforo ( pofta fcpra-1 a porta della Sala vecchia del Dogcper 
doucvfi va al Colleggio ) che varca il fiume con Noftro Signore 
piccjoletto in ifpalla, nel cui volto comprendefi la nobiltà, nell'e- 
nergia , ne'mufcolila fortezza, e nell'attitudine dai vedere quan- 
to gli prema il pelo dei Rè del Ciclo .. Quindi è , che mirando il 
picciolo-bambino mofìra di fUipire dell'infolita grauezza . 

Nella Chiefa à canto al Pregadiduogo già del Mufeo,oue fi có- 
feruauano le ftatue , hor in altro luogo ripofte , vederi vn fingolar 
quadro di braccia quattro in circa di Chriito alla méfa con Luca, e 
Cleofa, vn feruo, e l'hofte, che gli lbmrniniftrano viuande . A pie 
delle fcale del medefimo Palagio èia figura di Noftra Donna fo- 
pra le nnbi , la quale con foaue vezzo ammira il bambino Giesù 
ftefole nel virginal grembo. Qual pittura come fopra humana è 
rifpettata dal tempo • 

Di quello dite ancora campeggiano in Santa Maria Maggie^ 
fnarauiglie nouelle nella tauola del San GiouanniBattifia,oue ap- 
panfee gentile intreccio d'arbofcelli , quali piegando i lor verdi 
rami inoltrano di baciar'il limpido fonte , che gli fomminiiha_» 
grata beuanda, mentre feorrendo fra minuti faffi zampilla ftille 
d'argento : e nell'effigie del Santo Precurfore, apparifee Immagine 
d' vn'huomo habkator di Selue, co'crini incolti » macerato da di'- 

giuni 



1 5 Q , ' Le Vite de Pittori 

giuni, e da lunga penitenza, coperto di ruuide pelli di camello; 
in difprezzo delle porpore > e dei biffi ,' pofti in. vfodafupcrbi 
mortali ., 

Hor canfideriamo lafamofatauola di S.Pietro Martire , pofta. 
nella Chiefa de' Sari Giouanni , e Paolo, nella'quale fi tiene , che 
ndlf, t0 tle ' Tl " l'Autore componete vna maniera non eccedente né mancante di 
quel linimento ,. che richiede l'arte , e la qualità del fito , & oue 
gionfe ad emulare con arte rariffima la natura . Dicefi, che nella 
cufpofitione di quell'opera vi concorreflero il Pordenone ,. e'1 Pal- 
ma vecchio, di cui conferuafi in cafa Contarina di San Samuello , 
vn picciolo modello : nondimeno preualfe il merito di Titiano ef- 
fendo, che il grido del Tuo valore eftendeuafi per ogni parte , fpi- 
rando à fuo fauore il Cielo, e gli huomini infieme.. 

Apparifce in quefta il Santo, che nel ritorno al fuo Conuento di 
Como (dopò hauer predicato co molta efficaci in Milano contra 
Tanni j ctk- f hereticaprauita)viene da mafnadiero crudele eccitato, dagli he- 
retici, ferito à morte.. Strano portento in vero, che la verità fi bella, 
partorifea l'odio sì detefiabile , e brutto ., Lo auuenimento è rap- 
prefentato nel principio di folto bofeo d'annofe quercie , e d'afire. 
piante ripieno , che formano de'rami loro ombroià cortina per. ri* 
paro del Sole . Quiui il Santo caduto à terra è foprafatto dall'em- 
pio homicida , che aiferandogli il lembo della cappa , radoppia_> 
fieramente; il colpo j mentre il Martire glonofo tingendo li dico 
nel proprio fangue fcriue in terra, benché fi muora, lo otdc in Dio 
Tadrc onnipotente , autenticando fin nell'efiremb punto la Chriftia* 
naFede. In tanto il. Compagno intimorito, percoflo anch'egli 
fopra della tefta, tema con la fuga faluarfi , poiché il timore ocila. 
morte fa, che fi abbandonine! maggior vopo l'amico, nel cui pal- 
lido volto compeggia il rimorde dalla bocca par ch'efehi lo anhe- 
lico : ma perche forano infcpportabih i tormenti , mercè dell'hu- 
mana fragilità, fé la Diuina gratia non fomminifirafle l'aiuto , col. 
darci à. vedere vn raggio della futura gloria , feendono da celeité 
fplendore due vézzofi Angeietri, che arrecano al Martire genero- 
fola palma del trionfo preparatogli nel Cielo : e cosi belli fono, 
che fembrano germi di Paradifo : quali rin-afle da vn getto di Cu- 
pidine, che fi crede opera di Fidia, e fi tiene dall'vniuerfale , che 
non fi pollino meglio comporre , proponendoli egli tai'horal'~ 
xmitatione delle cofe celebri antiche, molto bene da lui conoiliu- 
te, errando in quello luogo il Vafari, che da fidano non folle- 
rò u- 



DelC.BJdoifi. Parte I. i/r 



to tali ftudi praticati , effendo que'bambini condotti nel colorita 
non folo : ma nel dileguo à termini di marauiglia. 

Viene parimente tenuto a che in que ffo luogo Titiano daffe il 
maggior faggio della fua virtù . Confiderifi la collocatione di 
qualunque cola iui rapprefentaca , ò la qualità del colorito impa- 
reggiabite» ammirandoli in quella veramente diuina Pittura vna 
mntione de colori, che dimostra la iteffa venti > onde ogni parte 
rapprefenta in modo la limiglianza della natura , che alletta 
l'occhio coninduirriolb inganno : ò pur conlìderifi la figura del 
Santo Marcire, nel cui volto fi ammirano i pallori della marte , ò 
1 grezza del barbaro hoinicida , non men dotto per l'intelligen- 
za de ile patti, e de irmfcolià luoghi loro raflegnati, òigli effetti 
della paura del higgitiuo compagno, a fegno, che nell'entrar , che 
fi fa in quelf augulto Tempio , par in effetto di vedere vn fatto na- 
turale :& il proprio fitod' vna bofcaglia, oue dilontano nelle ci- 
me de'iaonti(allhor, che fparica l'Aurora bianca , e vermiglia) 
incomincia à forgerei poco à poco il Sole, ftrifciando di dorati 
tratti l'azzurrino Cielo, hauendo tolta per apunto quella veduta 
da monti del Cenedefe , che vedeua dalla propria fiàbitatione . 
Hor per conchiudere, que-ltapregiatiifimatauolà'vVen riputata da 
ogni intelligente delle migliori fue fatiche, e che in quello luogo 
egli toccaffe l'apice più fuolime dell'arte : onde fé le può con_, 
ragione fottoferiucre quel detto di Zeufi, dell'Atleta ino là- 
mofo . 

Chi UìnuidijbenfiAy nonché [imiti. 

Già la fama per ogni fitoportaiia celebre il nome , dell'huomo 
eccellete, onde ognVnO fumana grà felicità il poter bear l'occhio 
nelle pretiofe imagini fue : quindi è, che varie cofe à prillati dipin- 
fe, ed in particolare fece molti ritratti , de'quali effondo grande'l 
numero d'alcuni più celebri venutici à notitia ,quì folo faremo 
mentione , nferuando la narratione de'rimancnti ad altro tempo . 
Viio de'più eccellenti fu quello di certa Dama , detta la Gattina 
con chiome cadenti giù perle fpalle, cinte da vn na'tfo vermiglio 
rifplcndenti à guifa d'aurate fila . Le carni fue fpareuano compo • 
fte di gigli, fparfe di rofe, e le labra tinte di pretiofa grana . Sra- 
xiafi quella in atto maeftofo mirando in fàccia con gentil maniera, 
né poteuafi alla politura arrecar gratia, ò leggiadria maggiore . 

Altro • 



H2 Le Vite de* Pittori 

Altro ne fece del Medico Mio detto il Parma > di faccia rafa, eoa 
chioma canuta à mezza orecchia, di non minor bellezza> che am- 
bi fi videro tra le cofe di Bartolomeo dalla Naue ; e del fuo Con- 
feflfore dell'Ordine de'Predicaton , Era tra le cofe de! Gamberato 
altronedefcritto;& altro d'vn vecchio rafo Senatore della famiglia 
Grimana, è nelle cafe del Signor Vicenzo Grimam di Santo Er- 
macora veramente ringoiare . E capitando nel medefimo tempo 
àVenetiaPartenio Etiro, lo ritraile con beretta nera in capo ri- 
camata con fiocco di piume figillate da vna medaglia d'oro, col 
motto FIDES donatagli dal Duca di Mantoua , e nella delira ma- 
no teneua • corona d'alloro . Ritraile ancora Don Vrtado di 
Mendozza celebrato dalla penna dello fleffo Partenio in quella 
guifa . 

Chi vuol veder quel T iti ano A felle 

Far dell'arte vna tacita Natura , 

Miri ilMendo^a fi viuo in pittura^ 

Che nel fi lentie fuo far, che fauelle. 
Moto , fpirto, vigor , carne, ojfa, e pelle 

Gli da lo Itti, eh' in ptedi lo figura: 

Talché il ritratto ef prime quella cura t 

Che hanno di lui le gè nero/è fielle . 
Dimofira ancor nella fembian\a vera 

Non pur il facro illufire animo ardente \ 

E delle fuevirt ut eroica fichiera. 
Ma i penfier alti della nobil mente , 

Che in le fue grauità raccolta , e intera 

Tanto fc or gè il futur, quanto il pr e finte . 

Per lo quale ritraue ancora vna fua fauorita , le cui bellezze fu- 
rono dal medefimo fcrittore , e gli affetti del Mendozza in quella 
forma difpiegati . 



Furti- 



■vj 



Del C. "Rodolfi: Parte L • 1 5 j- 

Furtiuamente Titiano , e Amore 

Prefer'amhi i penne Ili, e le quadretta, 

Due efétnpi han. fatto ctvna Donna bella- T 

E /aerati al Mendo^za aureo Signore . 
Onde egli altier di sìdiuin fauore y 

Per feguir cotal Dea , come fuaflellay. 

Con cerimonie appartenenti a quella 

L'vna in corner a tien, l'altro nel core . 
E mentre quell'effigie, e quejlo imago 

Dentro a /è /copre, e fuor cela ad altrui^ 

Ein età ,che piudejta meno apparvago*. 
Vanta il fecreto , che fi afe onde in lui, 

Che s'ogrivn è del foco fio prefag» 

Ardendo poi non sa ver un di cui, 

■ 
Vece ancora alcuni componimenti m mezze figure ; Cornelia.* 
iiuenutaiin.braccio ì Pompeo; Lucretia, e Tarqumo; Pepona, che 
allattauail padre ne! 1* prigione; & altre inueutioni r che annota*- " 
remo nel racconto delle priuatepitture , per piacere à Lettori » e 
perche fia noto otte queMe /intronano. 

■» Conofceua "furiano il pregio-delie opere die , delle cpali non 
■irahendo ilpremio eguale-alla fatica , ramaricauafi della cattiuà 
fortuna con l'amico Partenio : il quale defidefofo di moftrarfeló 
gioueuole, faticaua fpeffo la perni», perche volarle- à far palefe il 
di lui valore nelle Corti di Prencipi Grandi ; e J'ànrìo 153 eh quan* 
do venne Carlo V. Imperadore a Bologna, per riceiiere dalla ms- 
no del Pontefice-Clemente VII. l'Imperiai Corona» predicò in^ 
maniera appretto Cefare il valore dell'amico , che diiquello inua- 
ghito lo fece chiamare in fretta alla Corte : e dice fi , che iiìtefò 
i'Imperadore l'arriuo di Titiano, ordinò , che tantofto à lui vehifc 
iè, riceuendolocon fegni di molto honore , e volle , che fenza di- Tinaroà Bo. 

~- ,^r ■ 1 r n » I<~gna fa il ri. 

mora ponefle mano al fuo ritratto > qualrapprefento conmaelta tratto di Cai 1<* 
leggiadra, adorno di lucide armi fparfe di pretioii fregi , fopra a v * 
baio cauallo fte|lato in fronte, e di ricche barbature guernito, che . ■ ; 
ufiofo disi nobil pefo, con portamento fuperbo, sbuffando dalle 
nari generofo ardire , rodeuaildorato Ire no,ftando in atto di paf- 

V feggia- 






1 5 4. Le Vite de' Pittori 



feggiare alterameate il fuolo : e sì viuamente efpreffe quel glorio- 
fo Monarca , che pollo il quadro nel capo d'vn porticale , à prima 
viftafùcredutoperrimperadorerdicheCefare ilupì, vedendoli 
in cotal guifa al viuo formato dalle mani di Titiano,godendo,ehe 
1,' imagine fua folte da ogn' ' yno riuerita . Vna limile riueren- 
za. , e timore accade in Caflandro Capitano, j, nel mirar l'effi- 
gie d'Alell'andro dipinta dal famofoApelle .. Ritraile ancora An- 
ton da Leua General Cefareo con giubba all'antica , e berettone 
in capo :.& il Marchefe. dal Vailo, che dipoi fu Generale in luogo 
del Leua , dal quale ottenne annuale penfìone di feudi cinquanta 
d'oro fopra le gabelle del fuo Cartello di Lione ». 

Partito flmperadore. da. Bologna , Titiano decorato d'honori » 
ritornò à VenetÌ3,nportado per lo ritratto fatto mille feudi d'oro,, 
onde tirò ile gli occhi diciafeuno, non fenzartormeuto. dell' inui- 
dia> che non può patire di vedere il galant'huomo folleuato ad al- 
cuna grandezza, parendo ad alcuni, che la. virtù debba per fempre 
rim anere inuolta ne'cenci,e dipédere dalla pietà dè'piii fortunati: 
e di coloro, che fortifeono ventura, d'effèr tenuti dal mondo , ben- 
ché fciocchi, per begli indegni.. •• 

Seguì in tanto Titiano à dipingere inVenetia alcune publiche 

¥it«jiói!i ve. colè. Per San Giouanni di Rialto fece la rauola della Cappella.*. 

nella . maggiore col medefimo Santo in mantellina violata,e'lrocchetto 

tocco con tenero modo , e diede à vedete in quel volto, e nella.» 
veneranda canitie l'idea.d' huomo perfetto > ftandou* in atto di far 
elemofinaad vnpouerelio, cambiando nel banco del Ciolol'au;- 
ree monete in gemme di gloria . 

Per le Monache degli Angeli di Murano lauorò vna gran tauo* 
la di Noftra Donna annuntiatadall' Angelo, che cinto di bianca 
velie, e di molli piume àgli homeri, ben dimoftrauaeflere del Ce* 
Ielle Menarca meffaggiero ; ed in atto humile pareua proferiueJ»- 
dalle labra iljdiuino faiuto . Era parimente il volto della Vergine 
fparfo di purità, e ne'lineamenti dimollraua le perlèttioni dell'ani- 
ma, non contaminata da terreni effetti , ond' ella meritò effe» 
■ fatta tabernacolo dell' Altiffimo, e molti beati Ipiriticbrteggiaua- 
no il Verbo Diuino, che inuifibile, adombrato da vanni, dello Spi- 
Tfenofa ma»K rito Santo, feendeua nel ventre di Maria : ma non conuene»dolì 

radere». nipc * Tirianoconxiuelle Suore la mandò in dono all'Imperadore , òro* 
me altri dicono all'Imperatrice liàbe,lla , riportandone indonC, 
due nulla feudi 

! ; Fortur 






Dei CMdolfi. Parte I. *sf 

Fortunati Pittori, che fortifcono il feruireàPrencipi liberali, 
onde han materia Si efèrcitare f ingegno loro . Non germoglia- 
no le fpiche nell'arida arena , ne la virtù può produrre degni effet- 
ti , fé non è inatEara dalle gratie . L' honore gli ferue di fregio sì : 
rndilconimodoglidàl'efTere, d'alimento» Si pratica nondime- 
no , che rea fortuna fortifcechi più fi affatica , perche il Mondo 
giudica alla decade l'ignoranza è quella forte di feoienzach' è ra- 
<dicata per ogni terreno . 

A Padri diSan Nicolò de'Frari fece la tauola dell'Aitar mag- 
giore con maniera molto rinforzata. Sopra vna nube giace No- 
ltra Signora col bambino in grembo , e due Angeletti l'adorano . 
Nel feno di rouinato edifìcio è San Nicolò Vefcouo , veftito con 
lapianeta.. e tiene il pattorale , in cui riportò gentilmente la tetta 
del Laocoonte ; hauui San Pietro vicino , la gloriofa martire Ca- 
terina d'idea molto foaue, & i Santi Francesco, & Antonio da Pa- 
doua . In altra parte è San Sebastiano , che fembra fpirante , né 
alcano penfigiamai veder cofa, che più s'apprefii al naturaIe,poi- 
che Titiano rapprefentò quell'ignudo così delicato con pochi fen- 
timenti , che par di vera carne : e come altre fiate habbiamo det- 
to, egli ridufle sépre le figure fue così al verifimile, e gli refe etiarj- 
dio certa gratia, che appaga l'occhio d' ogni intendente » ondo Dett 3^' G '£ 
dir foleua il Tmtoretto, che Titiano tafhor fece alcune cofe , che co . 
far non fi poreaano più intefe, ò migliori ; ma che altre ancora fi 
poteuano meglio difegnare» 

A Giouanni d'Arma, già mentouato , fuo compare fece vn_» 
gran quadro di Chrifto Ecce Homo , moftrato da Pilato al popo- 
lo nella fominiti d'vna fcala . Nella figura di Pilato haueuaritrat- 
toPartenio,& in due Caualierià pie delle fcale Carlo V. Impe- 
radore, e Solimano Ré deTurchi, e fé fteflb in altro Perfoiuggio, 
e fopra la fcala era vn putecche riteneua vn cane,che eccitato dal- 
lo ftrepito delle turbe , moftraua di latrare , come voleflfe ripren- 
dere la ferità degli Hebrei ■. 

Paflando in tantoper Venetia , Legato di Cefare il Cardinale,* 
Hippolito de Medicijlo dipinfe in habito Vngareico : eTeco anda- 
to Titiano à Bologna , kcc la feconda fiata il ritratto di Carlo V. p *>i° G,0U! °- 
celebrato così da Partenio * 



DÌ 



//£ \ Le Viti de Pittóri • 

Dimandi quella idea, chela Naturd 
imita in viuo , e ffirital difegno 
E del gran Carlo il fante efemfio, e degnt t 
N onfik di Titianfacra figura . 

Ptrò dimoBra in tacita figura 

Cornee f ufo il valor, come l'ingegno, 
Ch' indole in fé tiene l'imperio, e l regno t 
E ciò, che forge altrui ffeme , e faura . 

Negli occhi hk la giuflitia , e la demerita* 
Tra cigli, la virtù, eia fortuna , 
L'altere^Za, la grafia , * la /àf lenza . 

Sembrali fuo fronte few{a nube alcuna^ 
V . l'Alto cor di lui fa rejidenza , 
Vn Sol, che adombra ogni Sultana Luna . 



Vogliono , che con tale occafione ritraefledinuouoil detto 
Cardinale armato, il Marchete del Vafto, & il DncaFederico 
Gonzaga, che ritornandofene à Mantoua vi con dune Titiano,per 
lo quale fece le figure de'dodeci Cefari, fino à ginocchi, armati di 
bizzarre armature , corazze all'antica > e manti reali, arricchiti di 
vari fregi , cimieri, e lauree corone in capo ; e tutto , che follerò 
tratti dagli impronti, e daile ìlatue, gli dipiufe con tale tenerezza, 
come fé da volti naturali tolti gli hauefle , in modo , che uè' fìnti 
ìtfpctti apparila l s Imperiale maeflà, e nelmedcfimo tempo ritraile 
lo ftcflb Duca , e'1 fratello Cardinale . 

Venendo Paolo III. a Ferrari , l'anno 154;. Titiano coki con- 
dottoli per lettere del Cardinal Farnefe , ritraile il Pontefice, che 
fece ogni tentatiuo per condurlo à Roma , ma non puotc Titiano 
andarui per fobligatione , che haueua col Duca Franccfco Maria 
dalla Rouere,nferuandoilferuireàSua Beatitudine ad altro ti- 
po: mi trasferitoli ad Vrbino,dipinfcperlo Ducala figura di San- 
ta Maria Maddalena in contemplinone , moki ritratti de Ponte- 
fici, de Cardinali, e Prencìpi , & vna Venere diftefa fopra i ferici 
drappi con vn caglinolo . Fece ancorai ritratti del Duca medefi- 
mo, e di Madama Leonora fua moglie , la bellezza de'quali fu di- 
fpiega"a dalla penna di Partenio in quelli verfi . 

Seti 



Del C. ^RUolfi. Parte L ì57 

Se il chi Aro Afelio con la man deli arte 

Efe mpiod' Ale Jf andrò il volto, e l petto i 

No» fin fé già di fellegrin fubietto 

L'alto vigor, che l 'anima comparte . 
Ma Titian, che dal Cielo ha maggior parte, 

Fuor mofira ogni imifibik concetto : 

Pero il Gran Duca nel dipinto a/petto 

Scuopre le palme entro il fuo cuor confparte. 
Egli hàilterror fra tvno,t l'altro ciglio , 

L'animo en giacchi, e [alterezza in fronte a 

Nelcrin fpatial'honor , fi e de il configlio. 
Ntlbufio armato , e nelle braccia pronte 

Arde il valor, che guardadal periglio 

Italia f ocra, e fuevirtudi conte, 

L'vnion de 'colori, cheto Bile • • 

DiTitiandifiefe ,ef prime fora 

La concordia, 'che regge in Leonora^ 

Eleminifire del fpirto gentile . 
Seco fi e de modeflia in atto humik , 

Ed front fi à : che in ve fi e fua dimora , 

Vergognai! petto,e'lcrinlevela, ehonora 

L'effigia Amor lo /guardo /ignorile. 
Pudicitia,* beltà nemiche eterne 

Le fpatiannel fembiante ,€ fra le ciglia 

Il trono delle G ratte fi difeerne . 
Prudenza il fuo valor guardale configlia 

Nel bel tacer , l'alte virtudi interne 

Gliornmla fronte ctvgnirnerauiglia. 

Peruenuto Titiano à gli anni feflantaquatcro della vita_» 
fua oprò la tauola della miffione dello Spinto Santo à. Padri di 
Santo Spirito, nell'Ifoletta pofta nella Laguna di Venetia, effendo- 
ne andata vn'altra finnica male da lui dipinta : e non-molto dopò ' 

per 



/$£ Le Vite de' Pittori 

per lo Cielo della ftefla Chiefa fece tre gran quadri con le hiftorie 
d'Abelle vccifo da Caino ; delgiouinetto Dauide,che recifoil ca- 
po à Golia, rende le domite grafie al Cielo ; di Abraamo in atto 
di facrifìcar Ifàac ; e negli angoli i quattro Dottori della Chiefa in 
vno de' quali figurò fé fteflo : che furono opere in vero di maeftre- 
uolemanoàfegno, che rendono per certo iprèz^o di maniera 
vfataui imrauiglia$riafcun'Artefice,ilcuifareneHa diftanza fa 
mirabile riufcita, fapendofi molto bene Tiaanoaccomnaodare al 
luogo, & all'occaiìonc . 

Molti ftironoetiandioiPerfonaggiiJluftw in quefto mentre da 
lui ritratti, Gio.de Medici, il Duca d'Alba > e di nupuo l'amico 
fuo Partenio, & vna fua figliuolina nominata Adria io atto di por- 
Vari ritratti.;. re vn accia nel forame d'vn ago, per lo quale dipinfe -ancora nel 
cielo d'vna lìanza Marfia feorticato d'Apollo , & Mercurie» , che 
troncaua il capo ad Argo, e latefta di SanGiouanni nel difco,chc 
à contemplatione dell'amico traneda vii marmo del Sanfouino: 
come fu Angolare quello di Madonna Elisabetta Mafiòla, refoil- 
luftre dallo IteiTo Partenio , che ne fece quefta copia con la dotta 
fua penna. • • /A 

£uefto e l'aureo , // bello , il facro volt» 
Bella Majfola [aera, & aurea, e bella : 
Chi il mira, vede quella grMia, e quella 
Che dagli Angeli il Cieiper darle ha tolto . 

Ecco ogni fenfo ogni valor raccolto 
Tra talme, e gróui ciglia doue,ch'ella t 
Che nelle felle fuet tenia Jua fella, 
Sta il fècold'hoggi al beli' oprar r imito* 

La mente illuflre , e C Animo reale 
I penfier generofì , elcor fi ne ero 
E lo Jpirt» di lei di no, e fatale . 

Lalor fembian^a nel fuo fronte alter* 
Ritratto ha Titian huomo immortale. 
Talché il dipinto noni men eh' e Ivero, 

. E lafciando per breue tèmpo Venetìa* e ricerchiamo altroue 
noutlle Pitture di Titiano.. Per il Duomo di Treuigi dipinfe nel- 
la 



DeiC Ridolfi. Torte I. ifp 

h frefea età, vna diuotiffima Annunriata con apparato di nobile 
architettura tirata in profpettina , nel capo alla quale è ritratto inTreuigi». 
Brocardo Malchioftro Canonico , ch'ereffe l'Altare . Per fianco 
del Duomo fopra la Scola del Sacramento* è il Saluatore rifergen- 
te con Cherubinetti fotto à piedi .. 

Fece per lo Duomo di Verona TAlTunta del la Vergine nellaCa- 
pella della famiglia Nichifola con figure eccedenti il viuo , & in_> IaVeron * * 
vno degli Apoftoli ritraile Michiele San Michiele Architetto illu- 
stre Veronefe, amico Tuo con le man giunte , mirandola folleuata 
fopra lucidi globi di marauighofa nube : iui fono tefte tocche con 
dolci paraggi d'ombre , e di lumi, quale fu dallo Scrittore dello 
prefenti vite ritratta nella ftefla forma, e dal Signor Gio: Azzaliho 
honoretiole mercaracteVeronefe riportata in vn fuo Altare à Ro- 
: uere di Trento . 

Operò per la Chiefa di San Nazaro della Città di Brefcia , altra i n Brefaa , 
tauola. con delicata maniera compartita in cinque vani, in queldi 
: mezzo è il Redentore riforto dal Sepolcro, ne 'rimanenti la Vergi- 
ne, l'Angelo, & i Santi Nazaro , e Sebaftiano ► 

E poiché Canio in Brefcia diciamo alcuna cola delle opere da_. 
lui fatte à petitione di quella Città , perii Palagio publico , qual- 
che tempo dopò la tauola detta . In tre quadri di piedi quattordi- 
ci per ogni lato , figurò nel primo nobile Donzella per quella Cit- 
tà con l'elmo, e la corazza circondata dal numero de'laghi , e fiu- 
mi del fuo diftretto .. 

Nel fecondo fece Cerere tra fafei di biade per dimostrare l'ab- 
bondanza del fèrtile fuo terreno, Pallade armata d'vsbergo , e con 
l'haita per la militare difciphna . 

E nel terzo entrauano i Ciclopi , che fabricauano armi diuerjè 
eoi Leone /imbolo di San Marco ; lauorandofì del continuo in 
qudla Patria armature per lo Stato Veneto , quali pitturefùro- 
no recinte da gentili ornamenti da Stefano , e Chriftoforo Ro- 
& Brefciant valcrofi Architetti , e molto intrinfcchi di Ti- 
tiano , [che gli procurarono l'impiego , ma quelle pitture fu- 
rono pofciaconfumatedalfuoco , onde non virimane altra me- 
moria, che vn* carta in ìftampadei Ciclopi , & quello, che da. 
noi fi fi t me « 

In Milano n ella Chiefa di Santa Maria delle Gratie,fece la cc- 
lebr e tela del Saluatore doue in ampio Teatro cópartito di colon- ** miM ' 
»c* e di ftame,T«&fiGk5H»ll'hoE> e he cinto «ti porpora dagli. 
• ' Hebtei 



lì éo LtVìte de" Pittori 

Hebrei fu trafitto dalle, fpinè > nel cui volto s'affaticò il Pittore 
efpnmere gli effetti ckl dolorce della vergogna , e d'intorno vi 
Sanno molti in intieri implicati iu quella barbara funtione , che ne 

. gelri dimofteano la ferità degli animi loro , vno.de' quali coperto 
di lucida maglia gli porge inginocchioni per ifcherno viio 
canna.. . 

S'ornino li mortali di pretiofe gemme le tempie » che nelprenf 
der il poflefìò del Regno fuo Chrifto le circondò con diadema di 
fpine, riportandone fanguinofe cicatrici . O effetti maratiigliofi 

i di quella diuinaimagine , che ha virttìdi trarla compaffione da 
cuori ,, dichilarimira^oiienonpuoteil tormentato Redentore 
dei^K picciola fcincilla di pietà negli efférrati hebrei - 

Era in lì fatto modo creièiuto il nome di Titiano , che quafi à 

gara lo inuitauano i Prencipi alle Corti loro , onde la di lui-fama^ 

... maggiormente veniiia ad augumentarfi ; in modo , che à fuo prò- 

, polito par cantane Ouidio». 

Jwl nt ' 1,b ' : '- ' Excitat aud'mr Hudium , Uudataq)virtu$ 
Crefcit , dr ìmmenfum gloria calcar habet, 

, , Chiamato à Romal'anno r548-.dalCardinalFarnefe(che l'ari» 

A Roma. tepofe.adogn'altro Pittore) ritraffe la feconda fiatai! Ponterìc» 

Paolo III. fedeiue, che fauellaua col Duca Ottauio a i&. ilmedefii 

mo Cardinale , che furono due de'fuoipiù fauoriti ritratti-. Per lo 

fteffo Pontefice figurò N offro Signore fino a ginocchi in forma,; 

t di Ecce; Homomelcui volto, benché circondato da dolorofi affct> 
ti , rifplendeua vn raggio della diurna clemenza , ibffeccndo con 

•tanta h umiltà i tormenti cagionategli dalle miferie noftre > che 

, traheua dagli occhi il pianto, e da cuori la comtniferatione.. 

.. Gli fece in oltre la figura di Maria Maddalena nel. principio 
cklla,fua penitenza, d'humili fpoglie ricoperta> hauendo deporta 
quelle lafciuie, che le feruiEonoper minifire al peccare > in atto di 
meditare il Cielo. 

Per lo Duca Ottauio dipinte vna bdliflunar Danae > quanroil 

,natur.alejla.quale yeduta da Michelàgeloda celebrò per fingolarej 

affermando non poterli maneggiar meglio colori : benché il Var 

lari con fentimento appaflìonato dica, che il pungefle nel chfegno, 

-'>'-■ poiché nell'^fprunere i corpi delle femine > che non ricercano i 

, (èntimenti delle anatomie, ò 1 a fierezza jle , mujcpji, : ma foia certa 
i * tene- 






Dei C.7{ìdolp. Parte I. \6,i 

tenerezza, e gentile proportione , fu Tempre da ogni fàno ingegno 
tentitOj che Titiane foffe incomparabile , e che non lì pcflldi van- 
taggio pretendere da qua] lì fia fuogliato appetito > in materia di 
tali morbidezze.il cm modo rarillìmo di fare vieivtcntato di fegui- 
redao^niitudiofo. 

E di grandezza rnen del naturale gli efprefìe Adone , cho 
\ dipartala da Venere , la quale fattogli delle molli braccia foaui ca- r " 'ftarop» di 
. tene vuol ritenerlo,prefaga delle fuedif;uuienture:i quali vezzi fa- ] C r. Ji " ° e 
tendo il giouinctto refiltcnza,mou£ndo il pafiò , tenta partire^ . 
lalefauoìa perla fuanaturalerza incita ogni riguardante à direr 
Infelice Adone,oue t'incamini?gid non fai, che l'armigero Dio ce- 
fet< ■ lotto l'ifpida fpogha del cinghiale t'attende? quanto tifarebbe 
' più foatie il godere gli auori animati del feno della. tua Dea, che l'- 
incontro dell horrida fera? mifero d cheti conduce il temerario ar- 
dire: 5 doue la vanità di far preda di raminga Damma ti mena ? qual 
dettino ti guida dal letto al feretro;dai godimenti alla morte? ò e c- 
me renderai Venere tua dolente, nel vederdi purpuree lille irriga- 
te le membra tue?Mi l'incauto gioninetto , incitato dal latrar de' 
cani s incamina alla caccia> né vag'iono gli amorofì folpiri , ò vn_. 
-Paradifo-di bellezze per tenerlo , e di già il Cielo ricoperto di nere 
nubi,prefagifce la morte*deI bello Adone - In limile maniera di- 
spiegato haueua TitianoqueU'auuenimento, &efpre{ìala bellez- 
za, ed il vezzo di quella Dea,che hauerebbe raddolcito vna Tigre 1 » 
Rammollito vn fallò . Quali Pitture fi conferuanotuttauiainRo- 
ma,nel Palagio de' SignorìFarnefi, confeguendone in premio : , ol- 
! treà doni del Pontefice vn beneficiodi buonarendita per Pompo- 
nio fuo figliuolo , rifiutandone per lo medefimo il Vefcouato di 
Ceneda offertogli da Sua Beatitudine , non gli parendo caricai 
i quello proportionata. Nafcono per lo più da Padri eccellenti -figli— 
• noli di non corrifpondenti conditioni . Tentò ancorail Papa trat- 
i tenerlo alla Corte,proponendogli l'officio del Piombo, vacato per 
la morte di Fra Sebafhanccmi refele Titiano le douute gratie , vol- 
le ritornare alla Patria (non eflendo le Corti, che ridotti d'inuidie, ^dèfpiom" 
d'odij,di fimulationi,e di perfecutioni)à godere della folita libertà bo. 
con Partenio.col Sanfouino fruitore >e con Francefco dal Mofaico 
fuoi ftretti amici,co' quali amoreuolmente conuerfaua, etrattene- 
uafì, benché vecchio,in diporti gentiIi,con quella fchiettezza 3 che 
ricerca la virtù fenza adulatione . 
Circa il fine dell'anno ifteffo, a richiefta di Carlo V.Impcradore 

X ' fé 



i42 Delle Vite de' Pittori 

fé ne pafsè alla Corte Imperiale con honoreuole corteggio di gio* 

uani,e ferui portando à quella Maeftà, l'Jmagine di Chrifto morto 

dipinto in pietraie la figura di. Venere rariflìniai par del vino , do- 

ue la terza, fiatalo ritraile ridotto alla fenile età , m armi, brunite > 

Fa Hi hhouo il fregiate d'aureilaiK)n,come dalle copie fi vede - v e raccontili, cho 

Carlo w nel ri trarlo gli cade vn pennello, che gli fu da quello leuato , à cui 

Titiano protratoli dille :Sire,non merita cotanto honore vn feruo 

fùo.À cui di(k,è degno Titianoelìere fernito da Cefare . Gli feco 

ancora vn fregio degli huomini illullri. della, cafa. A ultriacaperlo 

Co.ìicen.i jjìj-q j' vna ftanza,e vollcche anco Titiano vi fi ritraefTe, ed egli per. 

Cornelio Fian b . , . . . . . r j-ii i 

9 pine obedire li poie nell vitimo Iuogo,polcia.in ncompenia delle molte 

cofe operate(oltre il foljto dono di mille fi. udid'oro, per ogni vol- 
ta , che lo ritraiTe)riconobbe quel magnanimo Prencipe. la virtù 
fua, col crearlo Caualiere ,. a cui.einfe.con f inuitte mani lo fiocco' 
doratole conferi'.ie il titolo di Conte Palatino, con carattere di no- 
biltà con fuoi defccndentiA altre immunità, come fi ha dal privi- 
legio coneedutoglnn Barcellona l'anno 15 53. .di cui annoteremo' 
quelle parti fo!o,che appartengono à gli honori fuoi,per ridurci al- 
ia breuità,per kuare ogni dubbio a Critici , e per appagare l'altrui. 
curiofità,potcndofi ragioneuolmente.contrapefare. con tanta virtù: 
qual fi voglia grande honore.. 

CAROLVS V. DIVINA F AVENTE C LEM ENTI ASOMAi- 
NORVM IMPERATORAVGVSTVS , ac Rex Germani* „ 
Hifpaniarum , vtriufiq. Sicilia,Hierufialem, H unger ia, In~ 
diarum,érc, 

Spettabili nottro , & Imperi/ Sacri fi de li diletto Titiano de Ve' 
cellisjìue Eqttiti Aurato,& fiacri L ateranenfiu palatijAuU 
qu&nofira, & Imperiali* Concijlorij Corniti grati am Cafia? 
rtam^ejr omne bonum, . 

Vm nobis fièmper mosfitterit , pojtqvam ad huius C&fiare* 

' dignitari*- cetfitudinem , diuis aufipicijs euettifuerimtts , 

Somma <fei w potififimum,quifitngularifide ì & obfiiruantia ergano* , & 

fu» < gto. Sacrum Romanttm Imperiumpraditi egregijs moribus, eximij* 

•9ÌrtHtibus^& ingentilì • Artièusjndufilriaqtte e lari, &excellen- 

tes habitifitt»t,pra e&teris beneuolentiajauore ì & gratta n o/Ir 4 

| rofeqià . Attenderne s igiturfitngularewtHam erga nos , & Sa- 

trum 



c 



Del C. 'Ridolfì. Parte /. r 6* j 

trum Romanum lmperiumfidem,& obferuantiam, ac prater a- 
lias egregiasvirtutes tuas^&ingenij dotes , exquifitamillam 
pingendi, &advìuum etììgiendarumimaginumfiientiam y qua 
quidem arte talis nobis vifius es , qui meriti huiu s fioca li Afil- 
le sdieimerearis. Nosquidem pradece[forum nottrorum Ale- 
xandri Magni , & Ottauiani Augusti , quorum Ule a filo A pelle ; 
forverò nonnifi abexce llentibus magi/tris pingiuolebat .Pru*. 
deater cauentes, ne quid ab indottìs Magiftris mais, & prodi 
giofit Pittura uitqs illorù gloria apudpofteros detrahereturjibi 
Nospingendoscredtdimusfuamqueillam non minorem facili- 
tatem , quamfklicitatem ita expertifiumus , vt merito Cafiareis 
ornamentis te duxerimus honettandum, quibus , & noftraerga 
' te clementiam declararemus, &tuarum virtutum tefiimonium 
etiam apudpofieros relinqueremus. 

Motu igitur proprio,& certanoflraficientia, animo deliberi- 
, Ufiano quoque Principum,Comitu>n,Baronum , Procerum,(-ra- 
i liorum nofirorum, & Imperij Sacri dilettor u accedeteConfilio , 
& de noflraCafiareapoteftatis plenitudine , te pr anomi natum 
Titianum Sacri Lateranenfis Palattj AuUque noftra , & Impe - 
rialis Conci fiori] Comitem fccimusjreauimus, ere ximus , & 
Comitatus Palatini ti tu lo clementer infigniuimus, prout tenore 
fr£fintiumfacimus i crearnus ì erigimus, attollimus , & infigni- f^° ^ ome 
mus , ac a liorum Comitum Palatinorum numero , ejr confiortto 
gratanter dggr{gamus,& adficribimus:de cernente s ,& hoc lm~ 
perialifiatuentes editto,quod ex nunc in ante a omnibus,&fin- 
gulis priuilegqs,gratus,iuribus , immumtatibus , honoribus t 
exemptiontbus,&lib£r£atibusvti,frui,&gaudere pofjir,& de- 
beas, quibus cateri Sacri Lateranenfis PalatqComìtes hatte- 
nus fretifuntficu quornodolibet potiuntur , confùetudine , ite lek 
iu re dantes,& concedente s, ere. 






Seguendoli ndloiteìlo priuìlegio gl'indulti fòliti à concederli 
a Conti Palatini di crear NotarUllituir Giudici, legitimar Ballar-. 
di^Sc altre particolari graticcile fi tralafcunc » reghtraudoappref- 
fojaò che concerne la di lui dignità . 



1 6 4 'Delle Vite de" Pittori 

Ad àemojlr andar» quoque nofir -a erga te bene mie ntìa , & 
grafia abnndantiam , ac v fi per te omnis poflcritatis tu£ ratio- 
tiem habuiffe videamur quo , & ipfi tuo exemplo due ti adbone- 
ftavirtutis fiudia munificentia nofir a inuitati facilius ac- 
ce ndantur,ac in te nonfolum exemplum adimmitandu habeant, 
verumetiam a perenni quodam fonte gloria , rjr dignitatis ori- 
qinem ducere vide antur, mot u,fcientia,confilio,animo, authori- 
tnte,<& Potejìate fupradiclis . Teprxnominatum 7 'itianum,ac 
fittos tuos '-,e : >tti/nos vtriufque fexus natos, & nafeituros , eo- 
ru^que beredes,& defeendentes in perpetuum no [Irò , & Sacri 
Romani Imperij viros nobile s creauimus , fecimus , ereximus, 
ordi#Jumus,& infiituimus, ac tenore prxfentiu creamus ,fa- 
cimus,&erigimus,ordinamus,&ifiituimus, nobilitatisque no* 
mine,titulo,gradu,dignitate,&fafcibusckmenler infignimus ; 
Vosque iuxta qualitatem conditionis humanà nobiles tnnquam 
de nobili gè nere adorno parentela nobiiiumàquatuor Auispater- 
ms,ejr maternis procreatos dicimus, ejr mminamus , ac ab viti. 
tterfis, ejt ji 'ngulis cuiufeunque conditionis emine riti ji status , 
gradus,aut dignitatis exifiant dici nomi nari, rjr reputari volu- 
musfiatuentes prof mi nofir o Ctfareo edici o,& exprejfe decer" 
nentes^quodtupr&fatle Tiiianefiitjqife,at furedes <y> defeen- 
nentes tui pradicli ex nunc, & deinctpsperpetuisfutims tem-_ 
poribus vbique locorum, ac terrarum tam in tudtcqs , quam ex- . 
trainrebusfpiritualibus,ò'temporalibusEccleJiafiicis , & 
propbanis etiamfi tales forent , de qstibus in prdfenti fpetialis 
mentio fieri debtret,&c. 

Nec non in omnibus, & fi ngulis exercitìjs,negotijs rjr aclibus 
ìllts,honoribus,dignitatibus, officijs, iuribusjibertatibus , inji- 
gnibus,priuilegqs,gratifs,cjr indù Itis fruì debeas , ejrgaudercs, 
quibus extcri nofir i, ejr Sacri Romani Imperij viri nobiles d(—> \ 
nobili profapi a i quatuor Auispaternis , <jr maternis geniti, ey 
procreati utuntur,fruuntur,érgaudent quomodolibet confuetu- 
dine,uelde Iur t, & aquo . Te Titianum Vecetlenfem vberiorì 
grafia a nebis omatumfentias noflrodfareo edic7o,(jr aucJori- 
tate C afare aje militcmfiue equitem auratumfecimus , creaui- 

mus > 



DeiCKìdolfi Torte 1. xó* 

■mus ì crextmus y conflituirM4s,& ordinauimus,Jì cuti per pnefèn- 
tes facimus , creamus,erigi?nus,con/titui/nvs y et ordinamus , ac 
militi* aurat<e tituloclementerinjìgviimus, atqueaUorummì- Ca «au««' 
litum,f.H ecjuitttm ordine, et cftui adfcribimus , et aggregamus ; 
dearnentes vt ex nane in antea prò ornamento fufceptx digni- 
tatis militaris gladijsjorquibusjalcaribusjvejlibus^tphdleris 
aureisjet omnibus alijs aÉlibits^et exercitijs militaribus^nec no* 
omnibus priuilegijs,iuribus,immunitatibus, bonoribus , confue- 
tuaìnibus^franchisijs^ibertatibus^xemptionibus , injignibus , 
grat:js,etindultis/rui debeas,et gaudere^quibus cceteri milite* , 
feu equites aurati a nobis Jlriclo enfe creati gaudent,et potiun- 
tur , quomodolibet confuetudine , uè l de iure , etc< 

E perche il titolo maggiormente ih Ini rilplendeflè , gli afTegn© 
i fopra la Camera di Milano feudi duccnto annuali; diede a Pompo- 
nio fuo figliuolo vn Canonicato nel Duerno di Milano , & ad Ora- 
rio altro fuo figliuolo la naturalezza di Spagna > con feudi 500. di 
penfione:& era diuenuto così famigliare di l'uà Maeftà»che à bene- 
placito fuo entraua nelle ftauze Imperiale ne" viaggi , che faceua, ,,, F r am '£''*£ 
vnito à gii Ambafciatori Regij > l'accompagnaua al fianco douun- ^ mpcra 
que andarle : da che fi comprende à qual grado d'honore giunga l'- 
eccellente Pittore, oue non peruengono giamai coloro, che poffie- 
dono emolumenti di fola fortuna : di che i belli ingegni priui ri- 
mangono,benche di rado fi vegga la virtù con buona vefte ; anzi 
che da coloro ,che potriauo fouuenirla , viene non folo trafeurata j 
ma perfeguitataprendendofi ancora come fi fuol dire da molti in 
quella materia,fpeflb il granchio . 

Gl'infoliti fauori conceduti a Titiano dal liberale Imperadore, 
deflorono negli altrui petti,e de' Prencipi ftefii l'inuidia , pungen- ln«iai JM , 
do la di lui Inimamtà, che fi rendeffe troppo famigliare con vn Pit- 
tore;once quegli per longo tempo penauanoalla Corte per l'intro- 
duttione,-ìl che ri ferito àCefare,hebbe à dire «rrpuarfi molti Pren- 
cipi:ma vn fo'o Titiano, il quale nondimeno fapeua faggiamentej 
\iare le grane conferitigli , e renderli grato con la diilimulatione 
con gli emuli,virtù la più neceffaria delle Corti . Rkraife nel me- 
defimo tempo il Prencipe Filippo di Spagna , di che cantò Parte- 



ndo . 

Quel intento di magno , e di [ìnctro , 



che 



1 6 6 Delie Vite de' Tìttan 

Che al gran Filippo in l'aere (acro fplende , 

Mentre il valore ti di Lui petto accende 

Col fatto de la gloria , e de l'Impero , 
Quel non so che terribilmente altero 

Che Natura, che'l fa, (ol vede ,e intendi 

Nel guardo , che gli affige v'(t comprende 

Il Monda ejfer minor dd f»o penfìero . 
Quel proprio in carne di color vitale 

Titiano efprime ,e du' L'efempio mone 

In geilù bel di Afaeslà Reale . 
Tare che 7 Cui con marauiglic none 

Gli fparga intorno ogni poter fatate , 

Come a nato dt C efare , e di Cioue ~ 

Ter cui fece dopo opere molte,come appretto diremo.dal quale 
ne tratte doni , & altre annuahprouifioni. Felice ecade, fortunato 
fecolo, effendo la Pittura dalle liberali mani de* Grandi, in così 
gran manierariconofeiuta ? Tanto auuenne ncgli.antichi tempi ài 
Aleflaudro con Apelle. 

. Parlato poi in Ifpruch, ritratte Ferdinando Rè de' Romani, la 
Regina Maria fua moglie , e fette nobilùììme Citelle , figliuole di 
quellaMaeftà in vna itetta tela.cóponédo quali vnCielo di terrene 
Deitàje raccontarcene ogni fiata.che quelle Principeffe andauano 
à ritrarfi,recauano vna gemma in dono al Pittore , & oltre a doni 
ottenuti dal Rè. Confeguì ancora per Francefco fuo fratello libera 
tàd'ellraere dal Contado del Tirolo copia di legnami, condonata 
uo di feudi 3 oo. di gabella , qual conceilìone appo di noi fi confer- 
ua.Fece ancora il ritratto di Maffimiliano il fratello,che fu poi Im- 
peradore,e d'altri Prencipi, e nel ritorno in Italia vifitò il Cardinal 
di Tréto,che volle da lui etter ritratto ,e vifeccaTtre Pitture, e (do- 
pò l'etterfi trattenuto in Gennania per lo fpatio d'anni cinque )'ne 
riportò a Venetia vndeci mila feudi di donatila: onde fi può ben.. 
dire,che fi come egli fu il primo nell'arte fua, così fotte il più fortu- 
nato di quel tempojnon potendoli inferire , che querele nelle vite 
degli altri Pittorirpofcia andatofene in Collegio , efpofe al Dogo 
Francefco Veniero,& al Senatccome fedele ìiiddko, ciò che ope- 
Offer.fceai ratohaueuaperrimperadore.eperlo Rè Ferdinando, e delie gra- 

Doge diivu a] • r r „- r . _ ,. f ,.,, ■ , . ° 

cmic hiftone. tIe confeguitcoflerendofi far tre grandi hi Itone , che nmaneuano 
à compirli nelle Sale del maggia Confìglio , di che fu lodato dal 
Trencipce gradita l'offerta . 









DelCRìdolfi. Torte L 1 6? 



Ira- 



Ih quello mentre à petitioue di Cefare fece la figura di S. Seba- 
ffjano,richieftale con lettere humàni(fime,honorandolo con tito- 
lò 1 di fuoGentifhuomo, & vnagran tela coIPàradifo , nella_, Altre Pirane 
{bramita de Ila quale figurò le tre Diuine Perfone circondate da_. peuduiel' 
numero di Cherubini;e Serafìni,&- Angeletti, la Vergine , e S.Gio- 
uamu oranti dalle parti,e lo fleflò Imperadore,e l'Imperatrice con 
le man giunte iuuolti in panni.lini*tenendo à piedi le dcpofle Co- 
conce più bado fi ritraffe Titiano,diuifando il rimanente di quella 
nobil tela co'Santi del vecchio.e nuouo Tefiamento .. Eraui Noè 
con i'Arca,Mosècon le tauole della- legge, dalla cuifronce vfciua- 
no 1 aminoli fplendòri „ Dauid accordando il Salterio con la melo- 
dia del Cielo. Gli Euangelifti coloro fc ritti in mano ,• diuifati in_ 
belli ignudijvalutofi ili quelli il Pittore d'alcuni tor fi, e tefle anti- 
che^ finfeui à piedi vn naturai Paefe di piaceuole orizonte , quale 
fd mandata dall'ifteflb Imperadore in Ifpagnanel Monaflerio de' 
Monaci di San Girolamo, detto di S. Giulio , longi fette miglia da 
Piacenza, nellaProuincia;d'Efiremadura,oue terminò la vita , che 
ili poi fatta trafportare da Filippo 1 1. il figliuolo all'Efcuriale , per 
rendere maggior decoro à quelxnaeftofo edificio . 

Gli dipinfe ancora-in fallò , vna Imagine diNoftra Donna ad- 
dolorata in atto di meditar la Pafiìone del Saluatore, la quale de- 
3:0 pietoiì affetti nel petto del Magnanimo Imperadore , editite- 
lo Titianoeffergliperuenuta. , gli.fcnfle le prefenti lettere. 

INVITTISSIMO CESARE. 

Ringratio la Diuina Maefià , che il quadro della Madonna ad- 
dolorata da me dipinta in faflò,fia peruenata all'Imperiai prefenza 
voflra,nellaguifa,che io defideraua,La quale fé à V.M.fodisfà , io 
ottengo il fine d'ogni mio defiderio : e quando fofle altrimenti, 
fupplico V.M.che mi faccia degno d'efferne ragguagliato, che io 
m'affeticherò difar,ch'ella.rimangafodisfatta, &c. 

Difpiegò in fine à gloria di Cefare in gran tela il tipo della Reli- 
gione perfeguitatadàll'Herefia , come fi vede nelle ftampe del 
Pontana,fotto di che fono rcgiftrati quelli verlì. 
Cafarisinuifti fio, Religioni* imago 

Hxrefis anguicoma , & feuus quam territat boflisl, 
ChriHigenum paffura dolos(vt cernis) vtrinque 
Vinati, & Taci fé fé comendat amie* '> 

Con- 



1*8 Delie Vite deVìttorì 

Continuaua Titiano intanto nel feruigio del Rè Cattolico con 
titolo di fuo Pittorcper lo quale dipinfe Chrifto nell'HortOji! me- 
defìmo ftaccacodi. Croce nel Xeno delia Dolente Madre : & altre 
diuotioni,<x alcune Poe.fk> che con lettere sottoferitte dalla Re- 
gia mano gli vennero conimene , quali conferuiamo ■>• riferendole 
qu'i nell'Idioma Spagnuolo 3 che furono fcritte ~ 

Don Phelippeper la grafia.de Dios Rey de Efpaiia, 
de]adDsSiei!ias,deHicrulalem ,&c. 

Amado ritte Jìrojs uejìra carta de xix.del pajfado he rccibido\ 
y holgado de ente rìder por ella lo que eferiuis que temades ac& 
badas las dos Poefias,la una de Diana en lafut nte , y la otra de 
Califto.Y porqueno fuccedaelinconue niente , quefuccedioàU 
■pintura del Chrifto Jjè acordado que fé emhien a Genova, para- 
que de alti fé me e ne ami ne n a Efpana:y eferiuo à Garci Hernà\ 
de te fobrt ilo. y os le laseniregareis a ely procurarci* que lutyah 
isttty bienpue(tas,y enfus caxas,y empacadas de manera, que rì» 
ftegaften.en eie amino y para eftoferà bien que vos,que lo enten* 
deislas pongais dcvueftra mano, por que fèria gran perdida y 
que Ile gaffe ndaìi ad as . Tambien ho/gare mucho, qneos deis 
pri/faàacabarel Chrifto e nelHuerto , y las otras dos poeJìÀSL 
que de\is,que te nei s comencadas, y ajjt mifmo holgaria mucho t 
que me hi^jffedes etra pintura del Chrijì,o mutrtp en el Se puh 
chro,como la que (e perdio , por que non querria carecer de i'na,\ 
ian buina picca:y os agrade&co cltrabajo, queponeis en ba&cr\ 
ejìas obras,que las tengo en lo que es razon,por fer corno di vue- 
slramano,ytnehàdefpla7^do,quenofèayacumplidoloqueman-\ 
de,quefè os pagajfe en Mitany Genoua . Agora he mandado tor- 
nar a fcriuir fobr e Ilo de ma nera, que tengo por cierto que de ftt 
vex, no aura falia .De Gante à XIll.de lulio MDLV11I, 
Yodiiey. 

G. Perez. 
Peruenute le Pitture dette al Pvè^ommife con particolari lètte- 1 
re al Gouernatcre di Milano , che gli fullero fubito conforme le 
iftanzefatfc , fpcdke le douute pernioni da-quella Camera afle- 
gnategli dal morrò Imjperadore in quefìafbrma . 

Don 



Del CRidoIfi. Parte/. 16 y 

Don Philippe por la grafia de Dios Rey de Efpafia* 
deladosSicilias, DuquedeMilan, &c. 

lite. Duque primo nuefiro Gouernadordel Efado deMt- 

btn,y Capitan Generale . Tohe entendido que de las dos penfo- 

nes , de que hi^o merceden ejfe efado el Emperador mi fri or orcfine dato 

( queeftaen gloria) aTicianoVecelliopintor Venerano, lavna j'^" a c "^ to; 

e nel alio de quarentay vno , y la otra e nel de que r anta y ocho, 

nonha podidohafa agora cobrar cojàalguna, por macho que 

lohàprocurado,y folicìtadoyy por que de mar de fer muy iufio t 

que las mercede s, que sii MagefadCefarea le hf{o le feanfru^ 

lìuofts por lo bien que à mi me ha fruido,y frue,ybuena vb. 

• luntad que le tengo, holgare mucho que fé cumpla con elde ma. 

1 tpera, che non aya falta, os encargamos,y man damo s , que ou 

1 'recibiendo e fa hagais ver los priui'.egios desk M, que el diche 

1 '7 /ciano tiene de las dichas dos penfones yhauiendo aueriguado 

'' lo que envirtudde cadauno dellos ha de auer delopafado,pro- 

^ ueais,y deis orden, que todo a quello fé le pague ,y fatisfagx_j 

conejfeclo, ylomas prejloque fpu diere a el,o a su legitimo 

trocurador de quali s quier dinero s de fa nuefra Camera Dh- 

' cai ordinar ios, o extraordinarios, o de algun otro efvediente de 

que alla fé viere, que fé podr à mejor cumplir . Bando ajjimif- 

i mot al orden para lo de adelante que las dichas dos penjìor.es fé 

\ paguen cada ano,aldicho Tic iaa.it fus tiemposfin que ayafal- 

\ta,dilacion,M efpcrar fibre Ilo otromandamiento, ni confitta 

\nueslra '., por que tal e s nuefravoluntad , non ob fante s las or- 

} ienes de V V orme^niotr as algunas de fé efiado^ que en contra 

m aya, Datas , en eluonaferio de Crune ndal a XXV . dcs 

Deciembre MDIVIIL 

Aggiung-Wo il.Rè nella lettera, di propria mano , le fegoenfi 

parole. 

Ta fabeìs elconteìitamitnto queyo tendre defto , por toc or 
ìTmano,ya(h ofe ne argo mucho , que lu-ego le hagais pagar efit* 

y di 



ì7o, Le Vite de" Ti t tori 

dimanfrdquenonayamcnejler acudirmas ami fóraqueor!» 
bucinai mandar^ 

YoelRej. 

G.Perez. 

Oltre le accennate fatiche,gli'dipinfe il martirio di quel Loren- 
zo > che fatto depofitario di Santa Chielà , difpensò il teforo di 
11 S..Lcr«)z<K Chriftoà pouerilanguéti,à vedoue fcófolate, à nubili Verginelle 
& à miferi racchiufi dalla vergogna frale angufte mura, che porta 
à fronte del Tiranno Decio non temè il coitfeflare d'efler miniftro. 
di quel Dioiche col fuo morire,. aperfe il Paradifo a Fedeli , facili- 
tando la. via de 'tormenti à coloro, che lo feguirono; & che in fine 
fteffo fopra la graticola, arfo da cocente fuoco ,. intrepidamento 
foitenne il più crudele tormento, che dall'impietà ftefla ritrouar 
fi potefle . Quhùil Martire generofo , benché efanimato dal do- 
lore, ofterifee all'empio Impera.dore le carni fue arrolrite in cibo,, 
ftaiìdoui d'intorno crudeli miniltri» che recano fomento alle fiam- 
me, ìk alcuni lo vanno con lunghi ferri affiigendo nel martirio , e 
l'hiftoriariceueil lume da vna fiaccola , che tra la caligine ri- 
fplende . 

Fecegli di più altre fàcre inuentioni di Noftro Signore tentato 
dagli. Hebrei fopra il tributo di Cefare, che gli dimoitrauano l'if- 
crittione della moneta; la vifitade'Masi al Saluatore ,& il mede- 
Tinio riporto da Giofeffo,e da Nicodemo nel Sepolcro, quali fom- 
mamente piacquero à quella MaeiH . 

E fra'l numero delle cofe pie gli dipinfe l'effigie di colei , cho 
mutò le porpore, i biffi, le auree catene, e le gemme in afpn cilici, 
1* M.-!dcialc- * n timide fpoglie, in dure ritorte, in pungenti flagelli ; che cangiò 
i?a cekbie^ i fontuofi palagi in romite celle , & in folinghi horrori , paffando 
dalle ambrofie,e da nettari,àcibi delle radici, & alle acque de' cor- 
. remi rufcelli : oue in vece de'ferui,e di Donzelle adulataci, vernili 
corteggiata dalle ferpi,.e dalle beine . Nondimeno Tkiano con- 
cedendo lapiu nobil parte all'arte, rapprefentolla in guifa , cho 
. ;ancorriteneualamolhtie della nobile, conditione, dimortrando 
nell'affetto del volto, nel fiughiqzzar de'fòfpiri , e nel cader delle 
lagrime , come s'addolora vn. cuore tocco da Cele Ile motiuo : ed 
in quale guifa fofpira dolente bocca perlifommefilerrori. All'in- 
. contro di tale Pittura , ben fi può dire , che il vero appai à dipin- 
to, e. 



DelCMdolfi.Tarte I. i?i 

to,e che tanta figura ferui all'auuenire per fìmmetria dell'arte , per 
imagine del bello > per efempio delle anime penitenti, e per com- 
pendio in fine di ciò , che sa produrre induftre pennello moffo da_» 
dotta mano ; apparendo in quella veramente fopranaturalc figura 
lo sforzo dell'arte nell'auuiuar le tele : aùuerandofi ad onta degli 
fciocchi , che il maggior fìupore , che ingombri l'intelletto è il ve- 
dere, che (òpra rozza tela fi {tampino da induftre pennello > quelle 
idee pretiofe,che di rado fuol produr la Natura . Ma terminiamo le 
lodi di fi degna Pittura col Marino , il quale dopò hauerne longa- 
mente defcritte le conditioni, cosi conchiude . 

Ma ceda la Naturai ceda il vero 
A quel t che dotto Artefice ne fin fé : 
Che quall'hauea nell'alma, enelpenfiero, 
Tal bella , e viua ancor qui la dipinfe . 
O e eie fi e fentbianza , ò magiftero , 
Oue ne topra fuafe fi (fio et vinfe , 
Fregio eterno de' lini,e delle carte , 
Merauiglia del Mondo honor dell 'arte , 

Qual idea fu da lui tolta da vn marmo di Donna antico > che fi 
vede negli ftudij:rai per offeruare alcuni naturali effetti fi feruì d'v- 
na bella giouane fua vicina > la quale ftando in quell'atto con mol- 
ata applicatone , lecadeuano in copiale lagrime , e come fi dolefle 
■ 'dimoftraua nel volto quell'affetto , ch'eglimarauigliofamente 
efpreffe.E raccontafi,che mentre ei dipingeua,ftaua cosi intento al 
lauoro, che meri curaua di mangiare, gemmando quella figura al 
iRè.l'accompagnò contali lettere, che le mandaua Maddalena, ac- 
ciò coale lacrime fue, intercedefìè l'efpeditione delle pennoni af- , , M.i'ida 1* 

r i- ? • l j t A- i j-r j ■ Maddalena àf 

legnategli, che tuttauia badauano ad eilerle pagate , per difetto da xè Cattolico 
Regi; Miniftri : rìceuendo auifo dal Secretarlo Perez , dell'ordine-* 

idatoda fiuMaeltd.alVice Rè di Napoli, Si alGouernatore cUMi- 
1-auo in quella forma .. 

Muij Mag. Senor. 

1 . fé r la de su M. vera F.M. loque esfèruido,y la or din qtte ha 
mdndadoxtar al Duqtte de Se fifa, y al V irei de Napoles paraque 
ile paguen y en que yo he hecho lo que he podido ,yloharefiempre 
en quanto fé ofifrec'urey me que fi ere mandar. £>ue ra%on esatte 

Y a todos 



i 72 Delle Vite de' Pittori 

todos ayudenà 'perfona,que ' contanto cuydado, y fatìs faconde 
sii MageJladhàferuìdo,y firueJìempre.N .S.guardeV . M. come 
dejfea. De Barcelona, a S.de Marco is64. 

Por la imagende Nucftra Senoraque dilettene he e ha para 
mi le b e fi las manos ,y quando venga la cena yo acordare ÀStt- 
Magejladque haga con V. Mja demofiracion que es ra^on . 
ASeru.de V.S. 

G.Perez. 

Altra figura di Vfcirono dal perielio di Titiano altre due fiorili figure di Mad- 
Maddalena . da | ena di pari belle22a £Vtrà fa fa fai data à D.Siluio Badoaro, che 
gli fece dono di cento feudo d'argento , e dopò la morte di quello 
peruenne negli Elmani mercatanti Fiamenghi , che la pagarono- 
feudi 500. e mancando quella, famiglia in Venetia, fu pofeia man- 
data in Fiandra, l'altra ri mafe nella e afa dell'Autore .. 

Per lo medefimo Rè fece ancorala fauola di Venere , e d'Ado- 
ne;Andromedalegata allofcoglio»Jiberatada Perfeo; Europarapi-- 
ta da Gioue nella mentita forma di Toro , chegliafferrauacon la 
delicata mano vn corno, e con l'altra raccoglieua il cadente zenda- 
do trapunto di ftrifeie auree, e vermiglie, con fchiera di Amoretti, 
che le volauano fopra,alcuni ricamando di fiorii! mobile argento». 
& altri traheuano co naftri coloriti l'innamorato animale, e le Ne- ■ 
reide recauano alla piangente fanciullaconchiglie , di perle, e co- 
ralli ; con Siringa rapita da Pane; e finalmente dato fine alla Cena, 
di Chriftcglie ne diede parte con quefta lettera . . 



L 



A Cena di Noftro Signore, già promeffa alla. Maeftà V'olirà» 
hora è p la Iddio gratia ridotta à compimento > doppo fette 
PiMnracek-"" anni , ch'io la cominciai, lauorandouifopra quali continua- 
^- mente , conanimodilafciarallaMaeftàVoftrainqueftamiavlti- 

maetà.vnteuimonio della mia antichiifimadiuotionc il maggior*, 
ch'io poteifi giamai. Piaccia à Dio,ch'ellafembritale alfuopurga- 
tiflimo giuditio , quale io mi fono sforzato di farla parere con desi- 
derio , che le lodisfacia . Però Vofìra Maeftà l'haurà vno di quelli 
giorni per confegnata al fuo Segretario GarziaErnando , fecondo 
la fua impofitione.ln tanto io fupplico la fua infinitaclemcnza,che 
fé le è ttato giamai grata in qualche parte !a mia lunghiffima ferui- 
tù, ella fi degni,di compiacerli, ch'io non fia più tanto lungamenta 

toc- 



Del CSRidolfi. Parte 1. 173 

rormentato da' fuoiMiniftriinrifcuotere le raieprouifioni , così 
nell'ifpeditione di Spagna , come della Camera di Milano , accio- 
che io polla più tranquillamente viuere quelli pochi giorni , che 
mireftano d'effer fpefi in fuo feruirio, che in quello VoftraMaeftà 
farà non men pietofa verfo Cefarefuo genitore (di gloriola memo- 
ria)in far dare eflecutione alla fua volontà , che amoreuole à fé me- 
defima : quando per queftorefrando io libero da mille cure conti- 
nue di procurar di nfcuotere quel poco di aliméto ch'io ne traggo , 
potrò fpendere tutto il tempo in feruirla dell'opera mia,fenza spen- 
derne la maggior parte , come mi conuien fare al prefente , in ifcri- 
uerc hor quà,hor la à diuerfi fuoi negotiatorinon fenza mio grauif- 
iimo difpendi o,e quafi fempre indarno > per hauer quel poco dana- 
ro,che poflo à pena trarre dopò molto tt mpo. So certo , clementif- 
fimo Sire, che fé. la Vofìra Maefìà fapeffe la pena mia , la fua infini- 
ta pietà fi mouerebbe à cempaffione , e i-x mofirarebbe per auuen- 
tura qualche fegno : che quantunqjla fua fingolar benignità fi fac- 
cia feruire in ifcriuerefuecedule j nondimeno non mi vien pagato 
mai cofa alcuna fecondo la fua intentione per la loro Icrma.Ja qual 
cofa è cagione,per la quale al prefente fono sferzato à ricorrere hu- 
milmente per fuffiragio ài piedi del mio Cattolico Signore , fuppli- 
cando la fua pietà à degnarli di prouedere al mio infortunio con_i 
qualche opportuno efpediente , acciò ch'ella non refli più lunga- 
mente tediata da mie querele , ed io polla da qui inanzi più libero 
dafimili cure eflercitarmiin fuo feruitio , e le bacio le Cattoliche-» 
mani.Di Venetia alli 5 A' A gotto M D LXIV. 
Di Voftra Maeftà Cattolica 

Di uot [fimo j & Humili(JimoSerw 
Titiano. 

Gionta quella pretiofa tela al Rè , non fi può riferire quanto 
TammirafTe, e rimaneffe feruito , riconofcendolarirtùdiTitiano 
con dono di due mila feudi, che gli furono rimeffi per via di Geno- 
ua , dando di nuouo firette comniifConi à fuoi Miniftrì di Milano , 
che le foffero fubito fpedite le. domite prouifioni , il che'feguì tofto 
per decreto del Gouernatore , di cui confermarne l'ordine . 

Alla Regina Maria mandò alcune Poefie di Tantalo famelico 
fotto l'albero onufto di pcroijtipodell'^uniana ingordigia; di Pro- 
meteo,di Sififo,e d'Europa;Et alla Regina di Portogallo,figurò m 
pie tofo Saltatore aUa Colonna . 

Mol- 



1 74 E*fc Vite de Pittori 

Molti furono i Prencipi da lui ritratti preflb i nominati : ma 
de' più famofi qui da noi regiftrerafli la memoria . Li Pontefici 
Giulio II. Clemente VII. Li Cardinali Medici , Accolti , e Pietro 
Bembo nel!' vltimaeta. Li Rè Francefcol. di Francia , Odoardo 
d'Inghilterra , il Prencipe Tuo figliuolo ; Solimano Rè de' Tur- 
chi ; il Duca di Sauoia ;li Dogi Marc'Antonio Triuifano , e Pietro 
Landò in atto di palléggio , è qnefti nelle cafe del Signor Caualier 
Landò : Francefco Sforza Duca di Milano ; il Marchete di Pcfcara ; 
Don Diego di Mendozza, & altri Perfonaggi-Ritrafle anco moki 
Letterati , e tra gl'altri Sperone Speroni èinPadouaappreflb il Si- 
gnor Cr.nonìco Conti , efopra la coperta finfe vn fanciullo > che 
fcherza con vn Leone » alludendo à certo auuenimento del mede- 
fimo Sperona; il Fracàftoro Medico Veronefe * Francefco Filetto 
Iureconfulto Veneto > &vnfuo figliuolo invna medefima tela; 
Torquato Bembo , e la di lui moglie» che fi viddero in Padoua nel- 
le cafe loro con quello del detto Cardinale , e la figura di Santa; 
Margarita in piedi;Monfignor Beccatello; Paolo dal Ponte; Nico- 
lò ZonojAlefsadro da gli Organi;Pietro de* Benedetti poOeduto da 
Antonio degli Epifccpi;Vn Gioiliere in atto rincrente, à cui vn'A- 
quila bianca co le ali fpiegatc polla fopra d' vn elmo doratOjadomo 
di gemme porge col roftro>e con vn artiglio vna collana d'oro> con 
medaglia pendente del Rè Sigifmondo ih di Polonia , da cui fé 
fatto Cavaliere , vedefi frale pitture delli Signori Mufelli in Vero- 
na^ Francefco Vargas Ambafciator Cefareo commendato da Par- 
remo in tal maniera . 

guefto e lYargas dipinto di naturale ,, 

Egli e sì vino in la nohil figura,. 

Ch'à Titianpar dica la natura, 

L'almo tuojliipiù , che 'l 'mio fiato valc^ 
In carne io già lo partorì mortale, 

Tuprocreatodiuinoìn pittura» 

il da te fatto la forte non cura, 

lidi me nato il fin teme fatale . 
L'eftmpio in vero hàglifpirit't , e ifenfi 

Raccolti in l'arte, e chi' l mira comprende 

Ciò, che alla vece di Ce far conuienfi . 
Nel guardo fitto certattirtk rifplende .. 

eh. 



Del C. Adolfi. Parte /. 1 7/ 

Che con l'ardor de defiderì intanfì 

Di Cor lo in gloria ogn' intelletto accende. 

Altri ne fece di Nicolò Graffo celebre Iureconfulto, per lo qua- 
le eflendo Tìtiano ridotto alla vecchiezza, l'anno 1563. lauorò la 
tauola di San Nicolò in San Sebafbauojfigurando quel Santo Ve- 
fcouo con faccia vigorofa così viuace, come fé l'anima gli infon- 
dente il mouimento, e vn Angelo, che gli tiene la mitra : onde dal- 
la qualità di quella degna fatica fi può ciafcuno chiarire , chela_» 
bellezza della Pittura non confìtte nella finezza , ò nella puli- 
tia de'colori, ma nella maeftria del fare , effendo quella figura.* 
fatta di foli colpi ,. e con fprezzo marauigliofò : ne fi può lodare à 
pieno il rocchetto , e la vefte ad onde marine ; per lo quale fece_» 
parimente l'effigie di Sàta Maria Maddalena fimile alle altre nar- 
rate ; vna Venere rariffima, che fi mira nello fpecchio con due A- 
mori ; & vna gioùìnetta con paniere di frutti in mano , dicefi folte 
figliuola del Pittore detta Cornelia, che tutrauia fi conferuano dal 
Signor Nicolò Craffo , Oratore illuflre , e chiariflìmo Poeta fuo 
Nipote , & herede di quella qualificata famìglia . 

Per Francefco Affonica Iureconfulto, fece il ritratto, che troua- 
fi appreflodet Signor Pietro Afìbnica, ed anco vn quadro di No- 
ftra Donna,che fcefa dall' Afino, fèdeua nel mezzo ad vn prato col 
fanciullo in grembo, a cui gli Angeli porgeuano dattili , & il giu- 
mento porto in libertà , pafcolauale herbe . Fecegli ancora vna 
femina al naturale , à canto alla quale, ftauafi vn giouinetto fuo 
nando l'organo . Hor'è in Inghilterra . 

Ritraffe in oltre molte Donne illuftri . La Roflà moglie di So- 
limano Signor de'Turchi; Cameria fua figlia belliflìma Dama_>; Dame illvifkrì: 
vna gentildonna di cafaMarcella>è nella medefima famiglia;Giu- 1U^atce • 
liadil Ponte ; Irene Vergine nobiiiffima de'Signori Spilimberghi, 
àluVtre per la Pittura, celebrata dalle penne depili canori cigni di 
quel fecolo:ed in gratia di Monfignor dalla Cafa Nuntio del Pon- 
tefice a Vcnetia , defiderofo d'hauere alcuna memoria della fua 
mano, gli fece l'effigie di belliflìma Dama Veneta, onde pofeiafù 
da quel dolciifimo Poeta celebrata in quella guifa.. 



Sm 



I 7 6 Le Vite de Pittori 

Ben veggo io, T titano, in forme notte 

L'Idolo mio , che i begli occhi apre, e gir A 

In vojlre viue carte, e farla, e /pira 

Veracemente, e i dolci membri moue . 
Epiacemi, che' l cor doppio rìtroue 

Il fuo conforto, otte tal' hor (ofpira\ 

E mentre, che iva volto , e l'altro mira? 

Bramita ilverotrouar, ne sa ben dotte . 
Maio come potrò l'interna parte 

Formar giamai di qttefia altera imaga y 

O fura Fabro à fi chiara opra eletto ? 
Tu Febo (poiché Amor men rende vago) 

Reggi il mio fìil,che tanto alto fubietto 

Fia fomma gloria à la tua nobtl arte . 

So» quefie Amarle vaghe treccie bionde. 

Tra fxefcherofe,e puro latte fparte , 

Che prender bramo, e far vtndettain parte. 

Delle piaghe, ch'io porto a/pre, e profonde. ? 
E q/tefio quel bel ciglio, in cui s'afconde, 

Chi le mìe voglie, come vuol comparte ? 

Sonquefii gli occhi onde' l tuo (Irai fi parte-? 

Ne con tal for^a vfc ir potrebbe altronde? 
Dhe ! chi tbel volto in breue carta ha chiufo 3 

Cui tornio fi il ri-trarr e in. djrnoproua , 

Ne ciò me fol, ma l'Arteinfime a<:cufa ? 
Stiamo a veder la merauiglia noua , 

C he'» Adriait Mar produce , e t antico vfì, 

Di partorir celefle Dee rineua. 

E Bernardo Tafl'o limitando Tkianoi far i'cìHgfe d'vua fua_, 
Fauorita così gli fcrjffe ,. 



Ut* 



Del C- Adolfi. Parte L 177 

Btn p otett e on ? ombre , e coi colori , 

Dotto Pittar rajftmiglidr al uero 

Situila beltà, ch'ùgnor colmiopenfiero 

Via piti bella ping'iofra therbe,e i fi ori. 
Ma quelle gratie, che i più freddi cori 

Ribaldano \onde Amor ricco, & altero 

Stende le braccia del fuo dolce Impero , 

Opra non e da chiari alti pittori . 
Se potete ritrarqueluifo adorna 

Sluel girar de' begli occhi bonetti , e fanti, 

Che ogni rara beltà fa parer uik, 
Con pace Ji ad ogni pittor gentile, 

E Statue, e Temptj aluojlro nome intorno 

Erger an lieti i più cortejì Amanti. 

Le pitture poflfedute ck Prencipi , e particolarrfono numetofe : 
ma qui annoteremo le più celebri folo in diuerfi tempi fatte da 
quella eccellente mano , acciò villino anch' elleno in quefte-noflre 
fatte. 

Mandò il Signor Duca Cefare diModonaalla Maeftd Cefarea . 
di Ferdinando li. per regalato dono il già deferitto ritratto della Vleona# 
Duchefla di Ferrara , che hor pofliede l'Inuittiflìrno Ferdinando 
Imperador regnante con altre cofe di quello egregio Autore , che 
furono raccolte da Ridolfo IL cheli videro nella fua Galeria di 
Praga . Alcune di varie diuotioni, altre di Poefie > tra le quali era la 
Danae famofa figura , che (ì vede in iflampa , nel cui feno {liliali 
Gioueinoro , & il Signor Arciduca I.eopoldoGuglielinotrouafi . 
anch'egli vnarariflima Imagine di «olirà Donna , nella quale rifer- 
uò l'Autore à dimoflrare le glorie del fuo pennello . 

Capitarono nella Galeria del Rè d'Inghilterra i dodici Cefari Londra, 
deferùti: vn San Sebaitiano in piedi quanto il viuo ; la nafeitadei 
Saluatorein picciolatela coni pallori , che fi vedeinilìampa di 
legno: vna imagine di Noftra Signora : l'effigie d'vnGioilierein 
tre afpetti dipinto : Lucretia in atto d'vcciderfi , nella quale of- 
feruan la delicatezza non pure delle carni , ma l'atto di generofa_» 
rifolu tione nel lauarfi la pretefa macchia , in onta delle donne po- 

Z co 



Pirerae. 



Moderna . 



* 



Roma. 



i 7 % ì>elie Vite de Vittori 



co curanti l'honeftà lorced in oltre molti ritrattile fri quelli alcuni 
d'vna famiglia, in vna mede ficu tela dipinti, pcnfofbflero quegli 
accennatine! principio. 

Altre pitture furono raccolte da Duchi , e Signori Inglefi . USi- 
gnor Conte d'Arundel haueua vna Lucretia sforzata da Tarquinio 
con diuerfo modo rapprefentata : & il Signor Duca di Bauierapof- 
fìede vn nobiliflìmo quadro di Madonna col bambino Giesùnel 
grembojSanta Caterina, e San Domenico con vn ritratto ;ìp;edi di 
maniera delicata. 

Nella tribuna del Gran Duca di Tofcana vederi il ritratto del 
Cardinal Hippolito de' Medici , accennato in habito Vr.garefco; 
altro d'vn vecchio rafo fin'à mezzo , due figure di Venere , l'vnaj 
fatta per lo Duca d' Vrbino , l'altra in vn paefe con due Donne lon- 
tane; Vna donna mezza ignuda con tre Satiri » chetirano vnte- 
Tchiodi Vitello. 

Il Signor Duca Francefco di Modona, hi vn'effigie della Vergi- 
ne col bambino in braccio con San Paolo, che feco fauella il ritrat- 
to di Alfonfol. Duca di Ferrara , quellod'vn Senator Venstiano, 
Scaltro di Dama veftita all'antica con vn cagnuolo in braccio» 
quello dell' Ariotlo in profilo , &vno d'vn Sacerdote. 

J>offiedeancoin detta Città il Signor Marchcfe Beuilacqua vna 
noflra Donna col fanciullo in feno, San Giofeppce San Giouanni» 
no in vna bofeaglia, con due Angeli in gloria , e gli Signori Cocca- 
pani hanno vna Venere ignuda.. 

Nelle habitationi del Signor Prencipe Ludouifìo in Roma , fi 
veggono più imagini della Vergine . Il trionfo degli Amori deferit- 
to di Ferrara : vna delicata Venere poco men del naturale , pofta i 
dormire . In quelle del Signor Prencipe Borghefe due Donne vi- 
cine ad vn fonte, entro i cui fi fpecchiavnfancillo : leGratiecon 
Cupidine , & alcune paftorelle , e da gli rieredi del Signor Cardi- 
nale Aldobrandino è conferuato il trionfo di Bacco , deferitto: vn 
quadro finale i quello della Religione, che fece Titiano per lo fin- 
peradore:due pa(torelli,che fuonano flauti nel feno d'vn prato,e la 
figura di Maria Vergine con li Santi Girolamo , e Lorenzo reftito 
da Diacono. 

Il Signor Marchefe Giufliniano , hi fimilmente vn foggetto 
di Noitra Donna conS. Giouanni fcherzante con Noftro Signore 
bambino. Il ritratto di Anton di Leuaèappreflb il Signor Pietro 
& il già narrato ritratto fatto à petitione di Monfignor 

della 



Mattei 



Del C:%dolfi. Parte /. i 7^ 



2aHa Cafà/ era poffeduto da Monfignor Muffo . 

Dicefi ritrouarfì in Genoua inCafadel Signor Francefco Lo- Gaiouai. 
nari la fauolad'Adone,e Venere,e del Signor Francefco Pallama- 
no la nafcita del Saluatore , e'1 viaggio di Maria Vergine in E- 
girco . 

Ne'gabinetti delli Signori Chriftoforo» e Francefco Mufelli in 
Verona è il ritratto di Carlo V.Imperadore, die ha nella deftra_* Verona * 
mano lo fcettro, e apoggia l'altra fopra l'elfa della Ipada » in giub- 
bone di broccato d oro con pelliccia fopra , e berretta gioiellata 
in capo . Due ritratti della famiglia d'Anna , lvno con barba 'lun- 
ga, e canuta, l'altro rafo> de'celebri dell'Autore ; il picciolo mo- 
dello della Maddalena defcritta ; tre inuentioni di Santa Caterina 
martire», che fi fpofa à Chrifto diuerfamente dipinte ; altra rela_» , 
oue entra Maria Vergine col bambino, e'1 picciolo Battifta , e San 
Iacopo ; la Maddalena con Chrifto nell'horto ; e due quadri pari- 
mente con figure di Noftra Donna, e più Santi .. 

Furono trafportati in Anuerfa dal Signor Iacopo Cafciopino » 
due {"oggetti continenti, cofe di diuotione ; e le fèguenti Pitturo Anueti»* 
parimente dal Signor Giouanni Van Vffel ne ^ e me ca ^" e • Voj 
quadro di Piramo moribondo con Amore piangente, che difprez- 
, ; rs. l'arco, e gli ftrali, di grandezza al naturale ; altro della Vergine 
adorante il bambino con San Girolano veftito da Cardinale , San 
Francefco, e l'Arcangelo Michele di mezze figure quanto il viuo ; 
Sa^GiroIamo orante in vna fpelonca ; Chrifto in forma d'Eece_> 
Homo; vna giouinetta, tenutaper Cornelia figliuola di Titiano, 
che tiene vn badile, entrouiduemefoni ; due ritratti, l'vno di Da- 
niel Barbaro,che pofa la mano fopra vnfibro rariffimo, l'altro del- 
l'Aretino ripofato fopra d'v'n braccio con ramo di lauro innanzi , 
& vno di vn Patriarca Greco, e quello d\n Gioiliere vicino ad vn 
miolino con filo di perle in mano ; vn huomo caluo : e l'effigie di 
belì'luia Vedoua, & altra della figliuola pur del Pittore in diuer- 
fa maniera rapprefentata, in oltre vna imagine di Noftra Donna.» 
col bambino in feno, San Giouanni, e San Giofeppein vn paefè di 
! figure intere ;&vn componimento finalmente, che dimoftra. la_» 
Vergine folto ad vn albero, co'Santi Antonio Abbate, Francefco» 
' e Girolamo mtorno , di forma saturale delle cofè più eccellenti 
'■ di Titiano. 

Sarebbe finalmente difficile imprefa il ricercar le opere tutte-» 
di quefto Autore>che fono fparfe in più luoghi dell'Italia , in Ger- 

Z 2 maniaj 



iSo 



Le Vite de* Pittori 



J^doiK). 



?cuara. 



Yeneùa : 



mania, in Francia, in Spagna, & Inghilterra : onde fi appagherà' il 
lettore di quanto.fi è potuto raccorre dalla noilra diligenza. 

Soleua tal volta Titiano per diporto panar à Padoua>oue ritraf- 
fé Monfignor Buonfio ,, per lo cui fece vna. Maddalena ; & altre 
pitture a particolari; e nel-Palagio doro della Dogarefla Grimaiia 
vedeuafi vn pietofo Saluatore, conia Croce. in collo,& vn Hebrea 
vicino col pugnale al fianco * In cafa del Signor Galeazzo Re- 
Iogio in quella Città conferuafi vn capriccio di vna donna con le 
braccia iguude, che tiene fopra a ginocchi la palla del Mondo en« 
troia quale trafpare picciolo bambino ; hauuivngiouinetto ap- 
pretto con ferpi ih mano., & vn moftro tiene vna tazza ripiena di 
frutti,dicefi xoglia inferire laDkiina Prouidenzaul bambino fecó-» 
do l'opinione di Platone l'anima del Mondo ,.che fua virtù diffon- 
de nelf vniuerfo:le due figure l'irajfcibilcela concupifcibile poten- 
za j &; in Ferrara, nelle cafe del Signor Marchefe Carlo Beuilac- 
qua è vn fòggetto di figure,, circa il naturale, ou'entra la Vergi- 
ne , chefìringe il bambino al feno , a cui il pargoletto San Gio- 
uanni guida, l'agnellino , e Santa Caterina gli ftende fopra la 
mano . 

Concludiamo il difeorfb con le opere priuate di Venetia , onde 
ogn'vno potrà facilmente appagare la cunofità . De'Capitani il? 
Infili fi regifbano le attioni più degne operate: così noi hauere- 
mo adempito l'officio m quelle deferittioni , mentre delle fatiche 
più in fignide'Pittori balleremo fatto mentione ,. 

Nel Mufeo del Signor Caualier Guflòni Senatore, conferuafi di. 
quella mano vn'effigie di Maria Vergine , e di va vecchio in velie 
nera con mano al f]Zi\co,e Ci tengono opere fìie vn paefe , entroui 
nofira Signora, e Santa Caterina, che fa vezzi al bambino Giesù . 
Il ritratto del Cardinal Hippohto da Elle limile al defcritto,& 
vna mezza figura di donna con due armati . 

Il Signor Caualier Grimano Senatore , ha parimente pretiofà 
tela con Noltra Signora, & alcuni Santi , &il Signor Francefco 
Gontarino>Y.na effigie della Vergine col bambino fu le ginoc- 
chia,. 

Nella Galeria dcLSignor Dominico Ruzzino Senatore veggonfi 
due ritratti d'vn giouinetto di frefehiflìme carni, l'altro d'vn huo- 
mo virile, e quello di Titiano fatto da fé medefimo dallo {pecchie- 
nell'vltima fua età con Francefco dal Mofaico , che glidimoura 
vna carta difegnata à cui alludendo il Marino così cantò . 



LelC.%dolfi.?arteI. iSi 

Titiano fin io 

M'eftinjè per paura 

D'ejfer dell'Arte mie vinta Natura : 

Ma di mia man mi fei y 

Vendicando il mie torto y 

Immortai pria, che morto . 

Horeccoviuo, e come tv fi mio 

Ancor dipingerei ; 

Ma fra l'eterne forme ìnCietaue%$g 

Simolacri terreni odio, e di/prezzo . 

pe'quadri concernenti diuotioni, vi èilSaluatorein atto di 
benedire : la Maddalena in contemplatione nel deferto, e S. Fran- 
• cefco di mezze figure :.il ritratto di Vicenzo Cappello General di 
i Marc, in arme brunite tocche con belle oflemationi di lumi, nelle 
quale riflette il manto purpureo , che gli attrauerfa alle fpalle , af- 
tìbiato co'globbi d'oro celebratiflìmo per il l'oggetto, eperl'Au* 
tore .. 

Gii Signori Barbarighi di San Polopoffiedono vna delle Mad- 
dalene deferirle : la Vergine col bambino al feno, e la Maddalena, 
che le porge il vafe dell'ai abartro : Noftro Sign. che s'incaminaal 
i Caluano con Simon Cireneo in cui ritraile Francefco dal Mofaico 
! di fopra nominato, che gli fotlien la Croce ; il generofo martire 
i Sebaltianoinpiedi : i ritratti di Paolo II L di Filippo II. Rè di Spa- 
, gna; di Francefco Rè di Francia in profilo : e de'Dogi Antonio. 
: Grimano>.& AndreaG ritti,, di cui molte copie fi veggono. Vna 
Venere finoà ginocchi, che fi vagheggia nello fpecchio con due 
Amori: e Siringa rapita da Panejquali pitture fi conferuarono nel- 
la cafa di Titiano fino al fuo morire ; & i Signori Malipieri di San 
Samnello godono vnaivladonna diuotiffima col bambino in feno,. 
& il ritratto di Caterino Malipiero , che morì nella battaglia na- 
uale l'annoi 571. 

Il Signor Giouanni Reinft Gentilhuomo Olandefe , ha medefì» 
mamente di quella eccellente mano l'effigie d'vn vecchio Sena- 
tore con vefte aurata di fomma bellezza : picciola figura di San 
Ecance/co in Yn paefe porto vicino d'alcuni fafii, che mira con 

mol- 



it2 Le Vite de' Pittori 

molto affetto la Croce, che tiene in mance {lilla dagli occhi amo- 
rofe lagrime ; & altra tela con Maria Vergine vicina ad vn fiorito 
Opera fgraoft rofaio , che contempla il fìgliuolino pollo tra le molli herbette , e 
lungi è l'Angelo Raffaello in camino, vna delie Angolari fatiche 
di Titiano . 

Appreflb il Signor Paolo del Sera è ni naturale paefecon 
piccioli foldati,& animali : è del Signor Bernardo Giunti vn ri- 
tratto d'vn'huomo rafo di bel colorito ^ Nelle calè degli Signori 
Conti Vidmani, trouafi vna figura di Nofìra Donna » e San Gio 
uanni pargoletto , che porge al bambino Giesù il breue dell' \- 
gnus Dei :alcuinrijtratri,è quello delGrau CancellienFrancefchi, 
per lo quale ancora dipinfe vn San Sebafliano , che fi confertiò per 
Van ntratu.. molto tempo nella Tua famiglia. Il Signor Iacopo Pigherci hdvn 
ritratto raro d'vn'huomo dimezza età: il Signor Bortolo da Fino 
quello diMartmo Scultore>mentre era giouinetto,& ilSignor Fra- 
cefeo Bergoncio altro d'vn gentilhuomo rafo co gioie in mano; & 
in e afa del SignorChriltoforo Orfeti ve n'è.vno pariméte d'vn hi. > 
mo con chioma a mezza orecchia, e barba ritonda ,.che incomin- 
cia a incanutire con velie nera foderata di martori tratta co {prez- 
zatura su le fpalle , e nella delira mano tiene vno ferino : i 1 Sai- 
tutore alla Colónna, e ritrouafi vn'altro belliffimo ritratto .. 

Il Signor Gio. Battilla Rota qualificato Caualier Bergamafco * 
ha vna imagine della Vergine , alcune opere del Lotto , e d'altri, 
valorofi Autori ., 

Frano ancora nello ftudio di Bartolomeo della Nane più qua- 
dri di diuotione , tra quali vno della Vergine con più Santi , f A- 
dultera condotta al Saluatore , e.molci ritratti di donne ,. ed' huor 
mini .: 

Nelle ftanze delle Procu arie fi veggono etiandio alcune effi- 
gie de Procuratori, e del Doge Denato ; e nelfofEtto del Statua- 
ri o euui vna figurina di Donna credefì fatta per l'hifìoria , <k vn' A- 
morino, che glitiene vn breue .. 

Per quanto fi è da nei potuto, fi fono regiflrate qc ile pitture , 
cheda prilli ci fono ìlaiefaite vcdeie,c venuteci a notiti;).- Isji 
quali iiChci!eudopeimanenti>puòcagioriarancc::i,chei.- . i c- 
tore riefea tal'hor fallace perle vicende, che fanno ; oltre che non 
fi può à tutti pienamente fodisfare,eflendo fpefiole òpere predi- 
cate per quegli Autori, che giamai non videro , & ogn'vn vorreb- 
be , che le cole. degli eccellenti Attenti puliulaflìro. nelle cale lo- 

CO) 



De IC Ridolfi. "Parte 1. ] /Sj 

ro > come il granone' campi , fi che lafcieremo ogn'vno nella fua_» 
opinione,eflfendoche : 

Ciafcunddfuo faper par , che ft appaghi . 

Scriuendo io vite de' Pittori.non regole degli ingegni, feruendomi 
in quelle relationi di quella prattica, che può dettarmi l'efperienza 
di molti anni , non inferendo qui cofa non veduta , ò riferrami al- 
meno da Profeflòre intelligente , fi che mi farà ancora condonato , 
fé per auuentura folle accaduto alcuno errore, non potendoli veder 
ogni cofa di prefenza . 

Circal'annoi57o. capitando àVenetia Cornelio Corte inta« °ppdi iftl- 
sliator Fiaminghojfù ricouerato in cafa da Titiano,che gli fece tra- 
jportare nelle ltampe il Paradifo già dipinto per lo Imperadore ; il 
martirio di San Lorenzo fitto per lo Rè Cattolico : la Maddalena 
pentita nell'eremo:il San Girolamo nel deferco:iI bagno di Califto 
con molte Ninfe : Prometeo lacerato dall'Aquila - : Andromeda le- 
gata al faffo liberata da Perfeo , & altre innentioni refe celebri ne- 
gli intagli di quel valorofo Artefice , che fu vn de' primi , che cor» 
delicato modo,e tratti gentili incidere in rame,giouandogli fopra- 
modo lo hauer al fianco il Maeilro > che gli fomiitiniftrò ogni op- 
portuno ricordo. 

Difegnò Titiano ancora in tauole altre inu emioni , che fé ne fé- in legno . 
cero ftampe, il Faraone fommerfo in più fogli compartito . Maria 
Vergine con Sant'Anna , ch'egli dipinfe à chiaro fenrO fopra il Se- 
polcro di Luigi Triuifano in S.Giouanni , e Paolo : la nafeita del Si- 
gnore:San Francefco, che riceue le ftimmate : San Girolamo nella 
folitudine: SanfoneprefodaFiliflei , conDalidafailo f adeltradi- i 
mento co' recifi crini in manoralcuni paftorelli , & animali > Se vn_i . 
gentil penfiero di tre Bertuccie fedenti, attorniate da ferpi , nella_» - 
guifadel Laocoonte, e de' figliuoli polli in Beluedere di Roma . 

Compofe ancora molti cartoni à Maeftri del Mofaico j per la_. vad canoni* 
Chiefa Ducale . Il San Marco parato da meflà , pollo fopra la por- 
ta maggiore , lauorato da Valerio , e Francefco Zuccati fratelli , & 
altre figure nel porticale . Vn Angelo , cheinuaginala fpada nel 
lato deliro dell'arco della Cappella principale, hor ricoperto da vn 
feudo Ducale. 

Volle anco lafciar aìcurrauiemoria di fé fletto nella Patria nella 
Cappella della fua famiglia, ò come altri dicono Palatina , nella ta- 

uola 






Sì 



1 8 4 Delle Vite de' Pittori 

uola di San Titiano Vefcouocon Sant'Andrea adoranti la Reeri na 
de" Cieli, col proprio fuo ritratto : e per la Chiefa di Santa \laria_, 
Maggiore di Serraualle dipinfe con rifoluta maniera altresì Maria 
Sanriifimain gloria con Angeli intorno. Ne] lontano appare il Sai- 
uatorc alla ripa dehnarc, che à fé chiama PietrcS: Andrea, e vi fo- 
no altri pesatori , che fi affaticano in trar le reti dalle acque: e di 
forma al naturale , Hanno da preiìb in piedi i medelìmi Santi,e con 
rmrabilmodoètoccoil San Pietro in profilo , che alza le chiaui 
con la mano deftra,e con l'altra tiene vn libro mirando la Vernine 
di cui prefe à dire il Caualier Cafoni con J'oda tegnente; 

Pietro, vnaSeruavile 

Non t'accufa; ma chiede ; 

E pur temaferuile , 
Tomba de tatua fede, 

Fa, chef dogli la lingua , t l'alma leghi, 

E temendo il morirla vita neghi. 
Mendace nel timor e, 

il tuo amato negafii : 

Poi leale in amore, 

lituo negato amasli ; 

E mentre canta mattutino il gallo , 

Tu fra l'ombre de lduol,piangiihuo fallo. 
Piangi^ gode al tuo pianto 

L'abbandonato Chrijlo j 

Piangi, e raddoppia il canto 

llC iel lieto altuoaequiflo ; 

Piangt la Fé perduta/ 1 tuo demtrto ; 

Ma trouando la Fede , acquisii ilmerto . 
spianto fortunato , 

O piangente felice , 

Morto , epofeia rinata , 

Vera immortai Fenice, 

Non nel rogo delfocoj fra gli odori, 

Ma nel mare del pianto , e frki dolori, 
Così riforgi amando, 



Se 












Del C. Adolfi. Parte I. i 8j 

Se cadefti temendo j 

E ben doueui errando 

Cader , che pietra ejjendo , 

Dio fopra te dotte a , fabro il tuo %elo, 

Fondar la Chiefa, e fublimarla aLCielo* 

Seguiua ancora Titianoà dipingere , tuttoché ridotto all' viti- 
. ma età. Onde per IaCittid'Ancona fece la tauola diNoltroSignore 
in Croce, che ha dalle parti San Giouanni, e San Domenico, e ne* 
Frati dc'Zoccoli il San Francefeo impreco deile piaghe dal Serafi- 
no . In Venetia nella Chiefa de'Padn Crociferi dipinfe il martirio i u y e n«ia» 
di San Lorenzo, fimile al mandato al Ré Cattolico» hor pregiudi-r 
cato per alcune fepulture, che dinanzi fi cauarono , elicgli refero 
molto nocumento per lo fetore ; & altra picciola tauoletta di San 
Girolamo per la Chiefa di Santa Maria nuoua, in atto di meditare 
il Crocefiflò : & in vn canto è il Leone . Per lo fornito della Con- 
fraternita di San Giouanni, nella parte dello albergo>fece vna del- 
le vifìoni deli' x\poealiffe , & intorno in più pattimenti alcuni fan- 
ciulli, e grottefche , DnetauoleperSaiiSaluadore^l'vnadell'An- 
mmtiata, che nell'attitudine dimoftra il timore per lo improuifo 
apparire dell'Angelo, fopra alla quale vola lo Spirito Diuino fer- 
uito da fchiera d'Angeli : mi parendo à Padroni , che quella_> 
pittura non fbfle in riguardo delie altre fue ridotta a perfettiono> 
per fargli raueder l'Autore del loro poco intendimento vi fcriife-» 
quefte due gemine voci , Tttianus Fecit Fecit . 

E però vero, che eflendo fiata racconcia da poco auueduto Pit- ^enTfoffel' 
tore, ptr accommodarui alcuni difetti del Tempo , la pregiudicò Efengmuo. 
della fua punti . L'altra è del Saluatore Transfigurato nel Tabor, 
polla nello Akar maggiore, fatta di colpi con molta macftna : da 
che fi comprende à qual termine di magiftero giongeffe Titiano , 
e con quale feliciti maneggiane colon , doue non amuauo , che 
coloro , che pofiìedono gran talenti in que Ita facoltà . Quin- 
di è,che le manierevnite,e delicate più facilmente fi praticano:ma 
vn fimil fare è folo conceduto à grandi, e valorofi Pittori . Perlo 
Refettorio de' Padri de" SS. Giouanni,e Paolo, fece il Cenacolo di 
Chrifto, che fi abbrugiò ; &; in San Leone lafciò il Sanlaccpoin 
camino, non del tutto terminato . 

Diede in oltre prin cipio ad alcune cele continenti Chrifto ripa» 

Aa fto 



\86 LeVite ài Vittori 

fìo nel monumento, e quando appare alla Maddalena dopò la Re- 
furrettione,e della vifita de'Magi;e per loCardinal di Ferrara haue- 
ua anco dato principio à tre quadri con quelle inuentioni . 

Ifigenia dinanzi all'altare di quella Dea per effer immolata, fta- 

VakrioMafT doui intorno molti de'Greci dolenti : ma più degli altri l'infelice 
Agamennone forprefo dal dolore , douendo pnnar di vita la pro- 
pria figlia. Gli affetti filiali oprano così fatti accidenti. Tanto 
auuenne à Gefte Capitano degli hebrei nel facrificio della mede- 
lima figliuola . 
Nel fecódo ne fece vn'altro degli Spartani,che hebbero in rifpo- 

P! reo ne' fo dall'Oracolo » che haurebbe fine certa lorpeftilenza facrifican- 

iatelU« do a Diana vna fanciulla. Toccò la forte ad Elena figliuola di Tin- 

daro, e mentre il Sacerdote ftaua librando il colpo morcale,Aqui- 
la generofa gli rapì col roftro di mano il coltello, lafciandolo indi 
cadere fopraad vna giouenca, che in vece della fanciulla immola- 
rono, (limando ciò ellere l'intento della Dea . Il Cielo fu fempre 
protettore degli innocenti,che fi appaga della prontezza del cuo- 
recome habbiamo nella celebre attione di Abraamo . 

Nel terzo erano figurate due ffatue di Eutinichio , e di Rodo* 
pe cacciatori, che verfauan acque dalle vrne , formando vn fon» 

Ai 'flL'nialu te ' oue veruuano introdotte certe fanciulle con tauolette al collo» 
nelle quali era fcritto il giuramento fatto, dando quelle acque fe- 
gno della loro pudicitia col rimanere immobili : & alterandoli > 
euendo impudiche, come fi racconta negli Amori di Leucippe , e 
Clitofonte : Fortunati coloro , che nel prender moglie poteflero 
far fimil proua della ealìità delle donne loro : mi quell'opere non 
furono men finite per la morte del Cardinale . 

Lafciò ancora imperfetta vna tela col Doge Antonio Grimano 
armato dinanzi alle Fede, con tre Angeletti, che {ottengono la_> 
Croce, San Marco da vn canto con libro in mano , epreflò al Do- 
ge vn Paggetto col Como Ducale , e vi furono terminate alcune 
eofe da Difcepoli, che hor fi vede nell'Ani ipregadi . 

Haueua anco dato principio ad vna tauola col morto Saluato- 

Tauob pirti- reinfeno alla dolente Madre ; a cui San Girolamo , femiua di 
foùegno, e la Maddalena con le braccia aperte fi condoleua , che 
difegnaua por Titiano nella Cappella dtlChrifto nella Chiefa. 
de'Frari, ottenuta da'Padri con patto di fanu quella pittura : mi 
portandoli la cofain lungo,ò perche, come altri dicono, non voi», 
lero quelli perder l'antica dmotioue tklCrocefiflò , che vi fi. 

vede* 



colare defi'Au 
tote. 



DtlC *Ridolfì. Parte I. i$7 

vede, non vi diede fine : maperuenuta dopò là Tua morte nelle.» 
mani del Palma, fu da Ini terminata, con faggiongerui alcuni Aa- 
geietti, e quella humile ifcrittione . 

SlupdTitìdnUf inchoatum reliquìt y 
Palmareuerenter ferfecit, 
Deoque dkduit opus . 

Altre opere andarono à male nel contaggio feguito,e molte dir- 
upate da Pomponio vltimo fuo figliuolo, che ridufle in nulla le fo- 
ftanze del degno fuo genitore . Alcune abbozzature diChrifto 
coronato di fpine, il medefimo battuto alla colonna , la fanola di 
Califfo; di Venere, Se Adone , peruennero «elle mani delTin- 
toretto. 

Eccoci gentil lettore peruenuti al fine della vita di Titiano , le 
cuifublimiconditioninonfipoflono fra quelli angu 1« fogli re- 
flringere, non arrivando à dispiegarle penna mortale : per lo cui 
valore fu la pittura al maggior legno aggrandita , e per Tempre re- 
fa illuftre, sì che non hebbe, che più oltre bramare ; onde il Mon- 
do foprafatto da fi rare meraniglie itimò, che Iddio per le fue ma- 
ni formaffe vna nouella Natura . 

Fortunati, & auuenturofi pennelli, felici tele vergate, & anima- 
te da si dotta mano; i voi cedino pure gli ftami intefti delle ima- 
gini indulìri della faggia Minerua, e della follecita Aranne : à voi 
naferiuino le marauighe decantate de'Zeufi, de'Prorogeni, e de- 
gli Apelli ; poiché le cofe tutte , che nelle fila voftre racchiudente , 
furono ftupori . 

■ Si vantòAleffandro all'hor, che peruenuto all'Impero del Mon- 
do d'hauer fortito Apelle, che feppe degnamente rapprefèntare il 
maeftofofuofembiante. Carlo V. gloriofo Monarca fi pregiò , 
dopò ifcorfifecoli della caduta del Romano Impero, d'hauer re- 
fe tributarie non folo le Prouincie, & i Regni, ma d'hauer ottenu- 
to tre fiate anch'egli l'eternità dalle mani di Titiano . 

Perueniuano popoli di Nationi ftraniere i Roma tratti dalla_. 
fama non folo delle moli immenfe, de'fuperbi Palagi, degli eferci- 
ti; di Cittadini > dallo fplendore de'Caualieri -, e dalle grandezze 
de'Cefari : ma per veder Liuio ftupore dell'eloquenza. Veniua- 
no in copia le genti da rimote regioni à Venetia per bear l'occhio 

A a a non 



ì8% LeVìte ài Vittori 

non pure nelle delitie di così fortunata Patria , fondata nella im- 
mobilità delle acque, magnifica per la venultà de'Tempij. e degli 
edifici) ; abbondeuole di ricchezze, e de prouedimenti ; mfignita 
di fiorita Nobiltà, ammirabile per le fantiffime leggi, gloriola per 
la continuata libertà , & adorabile per lo clementilfimo fuo go- 
uerno ; ma per veder Tìtiano vnico tra Pittori t come vnica è Ve- 

Vifitato da vn net j a nc \[' vn iuerfo . Quindi fu vifitato nella propria cafa da Enri- 
^* co III. Rè di Francia, e di Polonia l'anno 1574. panando al Re- 

gno fuo di Francia , defiderofo di vedere prefentialmente quel- 
l'huomoinfigncdicuilaFamahaueua riportate nouelle, finnel 
Settentrione, accompagnato da Duchi di Ferrara, di Mantoua , e 
d'Vrbino, e trattenendoli per qualche tempo feco le narrò Titia- 
no gli honori ottenuti da Carlo V. Imperadore, da i Rè Ferdinan- 
do , e Cattolico, e ricercato dal Rè, del prezzo d'alcune Pittu- 
re, che gli piacquero,glie ne fece libero dono. 

Rifplendeuain lui non meno la grandezza dell'animo, tenendo 
in cafa honoreuole feruitù, veftiuapompofamente da gran Calia* 
liere ; e ne'viaggi, che fece alle Corti de Prencipi , trattò fcmprej 
con generofo difpendio : e dicefi, ch'egli riceuefie all'improuifo à 
mangiar feco i Cardinali Granuella, e Pacecco Spagnuoh , e get- 
tando la borfa a ferui ditte, preparate il pranfo , che io mi trono 
tutto il Mondo in cafa,trattenendogli in tanto nel ritoccar i ritrat- 
ti loro . 
E fé le amicitie de'Grandi vaghono à recare augumento d'ho- 
Fauoritocta nore, confeguì Titiano in particolare l'affetto del Pontefice Paolo 

rrcncipi;.) nL di Carlo v> i mpera dore , de i Rè, e de'Duchi deferirti , e de' 
Cardinali Farnefe, Medici, Gonzaga; Effe; Mandrucci , e d'altri 
gran Prelati; de'Dogi Veneti Grimaui,Gntti, Landò, Donato, 
Triuifano, e Vernerò; Di Agoftin Doria Doge di Genoua ; di An- 
ton di Leua, de'MarchefidalVafto,ediPefcara loro particolari 
fautori , per i quali fece non iblo i ritratti , ma altre pitture anco- 
ra : ne vi fu in fine Perfonaggio, ò Caualier di portata d'Italia , ò 
oltramontano , che non gli compattine fauori , e non procurafli 
qualche memoria della fua tàmofa mano; ma non fi può delle ope- 
re tutte da lui dipinte far olendone , eflendoche per lo giro degli 
anni , di molte fi è perduta la memoria , come alimene cu qualun- 
que cofa, che non fi regiitra dagli fcritton . 

Furono fuoi famigliari, & intrinfechi amici Partenio nominato 
eGio. Mario Verdizzoti > che fi dikttauaiòpramodo di Pittura i 

che 



DclCRidolfi. Pane L i8y 

che haneua di Titiano due figure d' Apolline, e di Diana , & vn ri- 
tratto di donna belliffimo, i quali gli {emiliano di fcriu.er lettere à 
Prencipi > non isdegnando que'grantetterati preftar feruigio ad 
vn tato Pittore, onde trattò sépre co molto decoro te attioni fuc » 

Hebbe cortei! maniere, e benché non fono di molta letteratura Qnalità dell* 
fu dottato di naturali doni > ecoul'vfo delle Corei apprefe ogni Autorc " 
buon termine Cauallerefco . Soleua dire,che la virtù,da lui poife- 
dutaera grafia particolare del Cielo, che però non fé ne gloriò 
giamai ; & iamtato da vn Pittore à vedere vn'opera 5 che fatta ha- 
ueua, folo dille, eftendogli piaciuta, che pareua di fua mano . Di- 
ceua ancora , che ogn'vno non era habile alla Pittura, e che mol- Modello. 
ti re italiano ingannati incontrando nelle difficolti dell'Arte . Che 
il dipingere con violenza, fenza il douuto talento, nonpoteua_j 
partorire, che effetti informi , ricercandoli in quella facoltà il ge- 
nio non turbato . Che il Pittore doueua fempre nelle opere fue_> NorabT detti 

! cercare la proprietà delle cofe , formando l'idee de'foggetti , che 
rappre'tentino le quàlitàloro, e glieftetti dell'animo •> che maraui- 
gliofamente appagano il miratore , & che 1 colori non faceuano 

! belle le figure , ma il buon difegno : e benché ridotto alfeftrema 
vecchi ezza.e quali in tutto pnuo di lume,imitàdo il famofo Apel- 

t le, non paflaua giorno fenza formar alcuna cofa col carbone, e col 
gelìo.con qual modo foleua far per lo più i fuoi difegni , alcuni de" 
quali fé ne veggono nelle mani de' deiettanti . 

Fu infaticabile nelfoperare,e béche folle folito d cauar qualun- 
que cofa dal naturale con lunga applicatione,tuttauia mediante la Affidilo, 
lunghezza della vita fece opere in molta quantità, valendoli pari- 

j mente, come già dicemmo, delle forme de'marmi eccellenti , co- 
me fi vede nella figura del Dauide, nel Paradifo deferitto , & in al- 

; tre fue opere : ma egli hebbe quello aùuedimento di ridur le cofe 
tutte con buona via al naturale,in maniera, che nò vi appare l'imi- 
tatione . Vsòpochicolon imitando Giorgione, e poneua volon- Buonpenfiero 
tieri ne'panni il roffo, e l'azurro , che giamai feonciauo te figure . 
Era anco folito à tener le pitture à lungo in cafa, ricoprendole co- 
me lauorato vi haueua , e dopò qualche tempo quelle riuedendo 
leriduceua in più volte à perfezione . 

Godè ancora vna lunga , e felice vita>fe felicità fi proua in que- 
fta vita mortale,circódata dalle perfecutioni, dagli odij : e dall in- 
uidia , e da quegli affetti,che porta feco l'humana conditione: Di- 
-cefi nondimeno felice colui > che meno abbonda di cure monda- 
ne, 



19® Le Vite de* Pittori 

ne , come à quegliauuenne, ornato di uirtù,honorato da Grandi» 
Fortuna^, copiofo d'amici,e nuerito dal Mondo . 

Ma perche ogni cofa terrena fi riuoglie al fuo fine, elauita 
noftra è un Sole, che tramonta all'occafo , per più non rinafeere , 
per lo contagio feguito , non potendo Titiano ritirarli alla Pa- 
tria,euendo ferrati ipafll , gli conuenne correre la fortuna comu- 
ne. Onde d'anni 99. terminò il uiaggio della uita , ferito di pe- 
fte il 1 576. e benché fonerò uietati ad ogn uno i funerali , gli fu-, 
rono dall'autorità de'maggiori , conceduti gli honori della fepul- 
' tura ; e nella Chiefa de'Frari à pie dell'Altare del Crocefiflb, come 
uiuendo haueua ordinato , col modo più conueneuole,che permi- 
fequel tempo con le infegne di Caualiere fu feppelito , non po- 
tendoli all'hora accrefeere maggiormente la douuta pompa . 
Viuerà Titiano dunque nella duratione de'fecoli & il di lui no- 
me non fia giamai per ifpengerfi,ad onta della Parca; che lo ltame 
fuo u itale recife , e del Tempo diuoratore delle mondane memo- 
rie , fi che di lui fi può dire . 



Muore. 



Suafepultuta 1 



AerdquidemabfitmìtTempus, fed tempore numquam, 
MagniabfHmitur glorftVecelij . 




E S E- 



191 



ESEQ V IE 

D I 

TITIANO 




Aueua l'implacabile Morte con dolorofa ftrago 
l'anno della pefhlentia il 1 576. ( che infettò Vene- 
ria, & altre Città dello Stato ) trionfato d'innume- 
rabili mortali , e del medefimo Titiano , come fi è 
defcritto, quando celiate le turbolenze per la pietà 
del Redentore ( alla cui clemenza fece ricorfo il Se-t 
nato con publico, e folenne voto , ) li Pittori Venetiani per hono- 
rar la memoria di tanto Pittore jpenfarono celebrargli l'efequio 
con publico funerale ; onde à loro petitione ni chi ne ferine l'ordi- 
ne dell'apparato,che haueuafi à fare, che fé bene non hebbe effet- 
to, per la diuerfìtà depareri demedefimi Pittori , effendoci parfo 
degno di memoria,quì lo regiitreremo in tale forma. 

SIGNORI. 

Nella Chiefa dedicata al voftro Protettor San Luca ( come ha- 
uete propofto ) fi formerà nel mezzo vna tribuna foftenuta da ot- 
to colonne ioniche di quella altezza , che parerà conueniente, nel 
cui fregio faranno inferite telte di bambocci con piccaglie d'offa 
varie di cadauere . 

Sopra la cornice poferanno fanciulli con faci fpente in mano in 
Tegno di duolr), e tra quelle arderanno lucerne fatte ailVfo antico . 
Nellafsómità federa vna figura di ftucco,ò d'altra materia co vol- 
to dimeffo coperta da lungo manto , per la Pittura , e dal collo gli 
penderà vna catena con mafehera, e due fanciulli le foftentaranno 
il manto : & à piedi farà re^irtrato in vn breue . 
1MITATIQ,. 

Nel 



IP* LeVìtede Pittori 

Nel leno di effa tribuna,farà il feretro guarnito di qualche drap- 
po nero fregiato d'oro a piacer- loro,in cui poferà la ftatua diTitia- 
no, in habiso di Caualiere con lo flocco dorato à canto, e fproni 
a piedi. 

A quella afcenderaffi per quattro fcale riferrate da balauftri ; che 
parimente girino intorno , ciafcuna delle quali farà terminata da 
piedeftalli , che^regeranno otto figure diitucco » 

La prima nel dqftro lato farà va' Apollo per la.Poeffacoronato 
di lauro» nella finiftra mano tenera la lira > e nella deftra ìJplettro ». 
& al braccio deliro fc gli attrauerfarà ricco drappo aggroppato al- 
le fpaile con motto à piedi ; 

MVLCET ANIMOS.. 

Nel fjnifèro farà l'Hiftoria alata con afpetto di Donna vecchia» 
ricoperta da lunga vede con libro aperto in mano in atto difenile- 
re, e volumi apprettò ; Temendo la Poefia» e l'Hiftoria di foggetto 
al Pittore riferendo lecofe vere , come le fauolofe » e nella bafo 
i-arà fcritto : 

PRAETERITA REFERT „. 

Nel féguente piedeflallo àman rita fi farà il difegno,ch'è il fon* 
damento della Pittura, perche racchiude infs ciò , che foggiaco 
alla fòrma:fi fingerà vecchio co barba lunga da femphee panno ri- 
coperto» poiché fadi meftieri per arriuare all'apprenfione di quel* 
lo lunga efpericnza • Moftrerà difegnare fopra vna cartella , e fa- 
rà f'ucrittione : 

NIL SI NE ME RVLCRVM. 

Sopra il quarto fi farà la Scultura, che ha lo fteffo fine , cheia_» 
Pittura» hauerà in mano martelli, e lcalpelli , & à canto forme di 
corpi, e.teile di rilieuo con quello fcritto : 

DE MARMORE VIROS. 

■ Seguirà nel quinto l'Architettura con volto di graue Matrona 
con l'archipendolo, e'1 compano inmano , polla fra quello nume- 
ro per accennare i profpetti, e gli edifici) , che entrano nelle Pit- 
ture : Hauerà à piedi il modello di ricco Palagio con lettere : 

ORNAMENTO* ET VSVl» 






Del C. Adolfi. Parte /. » p$ 

La fetta fìngerà la Simmetria, che regola qualunque cofa con_« 
mifura,eproportione, haueri anch'ella mmaiio felli , e compat- 
ii, e farà lo fcrirto : 

AD FERFECTI&RA. 

- 

La Settima rapprefènterd la Fatica in forma di bella giouine di 
robulto afpetto, farà coperta in alcune pani di poueri panni , poi- 
ché non produce frutti dv virtù, che pouera,e robuita,douendo re- 
filterealle continue applieariom degli ftudij, & in particolare deL- 
ia Pittura , col motto : 

SIC ITVR AB GLORI AM. 

- Nell'òttauo finalméte farà vn hnomo di bello afpetto co cote al- 
l'antica, coronato di rami di palme, e manto reale , fi appoggierà 
allo fcudo,ouefarà il Tempio di Marco Marcello con lettere, Vir- 
tuteprauia; tenira Thafta in mano , e varie corone > maniglie, e 
e ^llane,inferendo gli honori, che fi deuono alla virtù con ifcrit- 
tione : 

CERTAMI N1S TROPHEA. 

NeTpatfvtra le fcale fi alluderanno hiftòriette di color giallo» 
tratte dalla Scrittura, comeilpeccar di Adamo»quàdo vien difeac- 
ciato dalParadifo terreitre ; Eua, che nutrichi 1 figli , mentre Ada- 
mo Iauori la terra ; . Abelle vecifo da Caino ; il medefimo maledet- 
to da Dio ;e la fepultura deil'ifteflb Adamo , e ciò per dimoftrare 
fordiiie delle hnmane mifene, onda hebbe principio la morte. 

D'intorno al Feretro, faranno vafi con vari jodori, e nella parte 
anteriore farà vn breue pendente da naftri violati , oue fi legga . • 

'Tìtìano Fece Ilio Cadubrenfi Pittori ex/mio, EqvìtiCafareo* 

Corniti^ Palatino, Veneti Pittores petatis , & 

honoris ergi. 

Et in altro breue nella parte pofteriore parimente fiaui fcritto 

Adimmortditatem Titiani Vecelly Cadubrenfi s> 
tUiorum Coryphtti. 

Eb Si 



i$± LeVitede Pittori 

• Si diniferà la Chiefa intorno di tele nere compartite con dieci 
colóne corinte,lopra àpiedeftalli co fuoi pilalki,népendo la cima 
della cornice di rami dicipreffi,e di lumi,e nel fregio fi potrano in- 
ferire di color roflb,tefte de'PóteficùInìperadorije Regi,che heb- 
bero in protettione la Pittura, cioè Leone X ..Giulio Inclemente 
VII. Filippo Macedone; Aleflàndro il Grande ; Tolomeo Rè d'E- 
gitto; Nerone; Seuero; Vefpefìano; Aleflandro; Carlo V. e Ferdi- 
nando Imperadori ; Filippo II. Rè di Spagna» Francefco I. Rè di 
Francia con altri Heroi » nel mezzo à quali farà, va {cheletrodi 
morte con lettere : 

AEgVQ PVLSAT PEDE e . 

Entreraflìnelrecintoperdue porte cinte di qualche ornamen- 
to , e fopra l' vua apparirà San Luca in atto di dipingere col bue vi T 
cino» & Ange.letti.con tauolozze,e pennelli , fonumniitrandogli al 
Santo Pittore col motto .. 

ET SFPER ASTRA ^ 

Sopra l'altra, Veneti* fedente fui Leone conCibele, e Nettu- 
no à lati, alla quale la Pitturai la Scultura offerifchino dipinte ta- 
belle, e figurine dinlic'uo, per accennare gli effetti da quelle pro- 
dotti,, e co'quali hanno abbellita quella grande Città eoa que fio, 
dire ; 

TVO DECORI OMNIA^ 

Tra le colonne fTdiuiféranno à chiaro feuro le artioni più degne 
diTitiano.Nella prima fi tìngerà quello in nobile, ftàza accócio in 
pofìtura di dipingere, prefente il Duca Alfonfo I. di Ferrara,e Lu- 
dovico Ariofto , che legga vn libro con qualche corteggio di Pag- 
fi, onde il vegga.con quanta domeftichezza trattafle quel degno 
rencipe con Trtiano , e Cairi fottoferitto : 

Tìtìanus Ferrariam duetti s ab Alphtnfo I. ipfius, Ludouicique 
Ariofii infima vfus famitiaritate. 

Nel fecondo formeraffi lo fteflb accolto in fpatiofa Sala, :la Carlo 
V.Imperadore, one iìano preferiti molti Prem ipi.Qgci Menarca à 
cui fi piegavano i feurj, e le corone, fi.vide.ad honorar Titiano, & 
à pie farà regifìrato:. 



Del C. Ktdoìfi: Parte. L ip? 

Titiaitwad Caroli V. Imperatori* vffigiem fingendo** B*- 
noniam accerjìtus) Dmibtts , & Pr&cerUms afyftfntibus 
ab tffo Cétfdrehftmam^mt-exceftìes „ 

Nel terzo fi farà Titiano col Ponce lìce Paolo In. in Ferrara... , 
©uè la prima volta kcz il dilui ritratto» effendo riputato folo de- 
gno di ritrarre fi gran Pontefice fra'l numero degli eccellenti Pitto 
ri di quella età, e vi fiiegga : 

Ferrarti Pauii III. Pontijìcis effigici* iternitati mandanti . 

Nel quarto poi veggafi Titiano in atto di fef di nuoao l'effigie 
dell'accennato Imperadore , prefente il Cardinal de' Medici , di 
cui fece altresì il ritratto con moki Caualieri intorno lioodrando 
la virtù di tanto Pittore , e fia lo fcritto : 

Stnomam rurfus Titidnus aduecfus Imperialem Mate fiatati ^ 
HippolytumqueMedicem Cardinalem fuisin tabalisad 
viuum exprefìit. 

Nel quinto ( condottoli à Roma, oue ritratto di miouo il Pon- 
tefice detto,)veggafiTitiano ricenere da quello priuilegij,& indul- 
ti : non effendo meglio impiegate le gratie , che nel i ollieuo della 
virtù , e faràriferittione : 

Rtntaa Pontefice Paulo III. oè amnùrahikmvìrtutcmbenefi* 
cys % oc indulti* mdxmis exornatus \ 

Nel feftoapparifca il Vecellio creato Caualiere dall'Imperado- 
re à cui gli cinga lo fiocco allaprefenza de'principali dell'Imperio 

■ con Paggià liureaj che tenghino gli fproni dorati» elaberetta» fi 
che ammutifehino colotoiche mal parlano della Pittura jielveder 
Titiano petuenuto à tale grandezza mediante i pennelli -, e fia Le£ 

: pi ic adone della Pittura * 






Ib a. Bar- 






ip 6 Le Vite de' Vittori 

Barcimn* à Céfarea Moie fiate corani pluribus Princtpibus 
Bqueflri dignitate militi* aurata decorata! , ejr Comes 
Palatinus oh pingejtdiexcelUntiamejfe&us, Aulx Late- 
rattenji adfcriptus Anno Domini ijsj. 

Nel fectimo vegganfi Ferdinando il Rè de'Romani > e la Regi- 
na Maria» accompagnati da fette nobihfiìme Principetìè loro fi- 
glinole, delle quali Maeftd hauendo fattoi ritratti; venghi hono- 
rato di ricchi doni, fcefentioni, concorrendo le regie giade ùl. 
arrkxhirlodifauori.e fiailbreue.- 
ZM» Regem Ferdinandum , Mariam coniuge m , Septemq; He- 

roinas filiasmiraarteTitianus pinxijfet , immunitari» 

bus , ac mu neri bus Regi/finjìgwtus . 

Nell'ottano finalmente fi fari il Caualicre nella fenile età ritor- 
nato di Germania, nell'atto, che fece di vilìtare il Doge col Sena- 
to dandogli parte del feruigio pre fiato all'Imperadore,&: al Rè de. 
Romani, porgendogli vno fcntto, ne! quale offeriuafi dipingere 
trehifiorie, che reltauano i farfi nel Gran Configlio de'fatti di 
quella Republica . Dimofirandofi pronto come buon Cittadino I 
nel feruigio di della Patria , & fia il fentimento di quella attione 
cosìdifpiegato. 

Venetias tandem adueclus Duci Francìfco Venerio, ac Sena- 
tui honores a Carolo V . Imperatore , Regeque Ferdi- 
nando impertitos expofuit ,fuumq;fpondet ofjicium. 

Ne'fianchi delle hift'orie fi appenderanno per ornamento pic- 
càglie di trofei nulle di tauolozze , mazzi di pennelli > vafi , colla- 
ne, corone d'oro, e di laura, e militari arnefi con le armi Vecellie . 

Ne'piedeftalli fi formeranno imprefe , chealludinola vita, e 
le conditiani del Pittore . 

Nel dado primiero fi fari gratiofarofa per inferire la di lui fan- 
ciullezza, che apprendo il purpureo feno tributi di foaui odori il 
Cielo col motto ; 

n r- 



DelC. Ridoìfi. Partel. ip? 



WriLAT IN ORTV. 

Kel.fccondo fi formerà vn' erto Monte , che con l'altera cima > 
quafi piramide poggi al Cielo , dinotando le fatiche, che fi paca- 
no nellapittura con breue : . 

PER ARBVA V1RTFS. 

Nel quarto Aquila generofa dirizzi il volo ad altezza maggio- 
re accennando 1 progredì dell'Autore, con iofcritto : 

NEMO SVBLIMIQR, 
Apparirò nel quinto il Sole cinto da numerali raggi col m otto : 

PROPRIO SPLENDORE CORFSCAT, 

Sdendoli Titiano refo illuftre còl proprio valore . 

Nel fello formili trionfale palma , infegna de'combattenti , le 
<:ui frondi non fi raccolgono, che da coloro , che degnamente co- 
ronò lo ftudio delle fatiche, come fece Titiano,e'l motto. 

HIXC PERPETfTS ffONOR, 

Nel fettimo per accennare quanto egli folle grande nell'arte 
Sia, veggafi nel mezzo di fereno Cielo lucida ftella , che da Poeti 
Nuntia dell'alba fi appella* con lettere : 

MICAT INTER OUNES. 

Poi nèlf ottauo dipingali vn girafote piegato vetfo l'occidente > 
col detto : 

2V0CVM3VE GRA&IERIS, 

Per accennar l'amore della Pittura verfo il fuo Titiano . 

Nel nono per inferire gli affetti della medefima,eflendole man- 
cato il fuo diletto, fi rapprefenti vedoua tor torella piangente , nel 
mezzo di verde mirto con dire : 

. . ... IllE M£OS* 

— " Enel- 



jp8 LeVìtede* Vittori 

E nclf vltimo luogo finalmente fiaui figurato 11 Zodiaco , enei 
mezzo il Sole, inditio della di lui gloria* eleggali ; 
-IN ÀVGB, 

Nelbafamento trapiedeftalli fi potrà" per compimento diuide- 
m , come in medaglie alcuni de principali Pittori , dell'antica , e 
moderna età,che affittino ad honorare l'efequie di Titiano, Apol- 
lodoro ; Appelle ; Zeufi ; Timante ;Parrafio:Protrogene; Mi- 
chel Angelo ; Rafaello ; Leonardo da Vinci, Andrea 
dal Sarto , Gio. Bellino, il Corregio ; Giorgionc « 
il Pordenone, il Palma vecchio , loSchia- 
uone , 8: altri : rimettendo alla 
loro prudenza l'accrefcere » 
ò il diminuire l'ordine* 
e l'inucn- 
tione. 

CO 




VITA 



Ififi 



VITA 




DI FRANCESCO 

VECELLIO 

P I T T O R E» 

Fratello di Titiano. 

Aueua il Cjelo compartite non meno le gratie del 
dipingere a Francefco , che à Titiano il fratello , & 
hauerebbelafciatóanch'eghfamadigràPittore,{e 
hauefie profeguito lo ftudio,e l'operarcricercando 
la Pittura applicatione, e continuo efercitio : ma_» 
Francefco più dedito alle armi, che al dipingerò , 
militò lungamente in fuagiouentù nelle guerre d'Italia in ferui- 
gio della Republtca , e dimoftrofllvalorofo in fingolar certame.* , 
sfrdato da Caualier nemico .. 

• Sedati i tumulti d'Italia, fé ne pafsò à Venetia in cafa del fra-* 
tello, oue dipinfe varie cofe. Fece à Padri di San. Saluadore ne-' 
i portelli dell'organo, il San Teodoro armato, che tiene lo ftendar- 
do, e lo feudo impreflò della Croce bianca,i cui vn Angelino arre- 
calapalma, cheàprimavifìarafembradi Giorgione: Sant'Ago- 
ftino in altro canto, & alcuni Canonici ; e nel di dentro la Trasfi- 
guratione nel Tabor , e la Refurrettione di Chrifto... 

Dipinfe ancora tre gran Confaloni, che fi efpongono ne'giomi 
d'alcimeféitiuità . Perla Scola de'Zoppi quello dell' Annuntìata > 
Sci piedi fono dueftorpiati moka naturali, opratol'annoi5i8. 
Il fecondoper la Compagnia de'Bombardieri, con la Vergine,che 
raccoglie fotto ìlmanto alcuni di que'Confrati . Il terzo per la_» 
Chiefà di Sant'Euftachio . 

In Villa d'Onago fopra la Brenta, ammirali dell'ifteno nell'Ai- Opera rara, 
tar maggiore di quella Chiefa Noftro Signore refufeitato , inuolto 
in drappo azzurro, conia Maddalena a piedi, ambifigure degne 
di lode . Sotto fcofcefa rupe fono gli Angeli alla cuftodiadel 

Sepol- 



2 oo Le Vite de' Pittori 

Sepolcro > e più lungi vna veduta lontana di lieto paefè : daJ 
che li comprende quanto Francefco foffe poflèditore in ogni mo- 
do dell'Arte . 

A Campo San Pietro, nel Padouano, è parimente, nella Chiefii 
deTrati de'Zoccoli la tauola di San Ludouico Rè di Francia , coii 
manto di broccato fregiato di gigli d'oro i il Battuta , e San Gio- 
uanni'Euangelilta , e uel mezzo Maria Vergine , & vn Angelino 
col nome di Giesù . 

Per la terra dell' Oagarone , deìla giuriditione di Cadore , di- 
piufe ancora vna pretiofa teli con San Girolamo ; vn'altra per Sait 
Vito dello fteflb Santo armato» con più figure , la qual veduta da 
Titiano, punto da gefofia, dubitando, che il fratello gli potefle ef- 
fer d'orlacelo alla gloria, lo impiegò nella mercantia de'legnami > 
e per lui ottenne da Ferdinando Rè devoniani in virtù deTeruigt 
prefitti , l'efencione di molte gabelle, coinè fi dille : onde France- 
fco occupato in quegli affari, a^^mdonò quafi in tutto la Pittura» 
facendo folo qualche ritratto à petitione degli amici:£ certo che 
fu non lieue danno dell'arte, che egli tralasciane di dipingere , e 
che l'inuidia folle cagione ( fé crediamo a ciò, che fi rifèrifce ) che 
fi perdcffero quelle opere^che colprogreflbdeltenapohauerebbe 
dipinte .Ma glihuomini non riguardando , che a! proprio intere?- 
fe,pofpongonobene fpeffo gli affetti del fangue, quando fi tratti 
di materia d'honore, e di regnare, e con poche altre fatiche terrai 
8Ò la vita-ridotto agli anni maturi . 

ORATIO V E C E t I I O. 
Figlinolo di Titiano . 
Si attribuifce particolar lode ad Orafio ne'ritratti : e così bene 
ne fece alcuni, che gareggiano di perfèttione con quelli di Titiano 
fuo Padre. Dipinfealcun'opera ancora d'inuentione : onde pri- 
ma dell'incendio del Palagio Ducale vedeuafi di fua mano nellà_» 
Sala del maggiGrConfiglioIa pugnafeguitain Roma nella coro- 
ìtatione di Federico Barbarella Imperatore, tra Baroni Romani, 
e gl'ImperialHoneravn dentiere tenuto davnferuo, che perla 
fua bellezza credeuafi ritocco da Titiano, ch'egli fece in concor- 
renza del Tintoretto , e del Veronefe > & eraui fotto quelta», 
ifcrictione:: 



Rotti/t» 



Del C Adolfi. Parte L i o i 



Rmdni familidmlmperatoris a Prato Neronis prof etti ad viuSSi* 



molem Adriani dggrediunmr ad tentorium vfquelm- 
peratoris. 



tv. 



Accompagnò Oratio il Padre alla Coree di Roma , quando vi 
andò ì ritrarre il Pontefice Paolo III. oue fece alcuni ritratta & in 
particolare quella di Battìi-la Siciliano fuonator di viola ■ e d'altri 
della Corte del Papa. 

L'annopoi 1 548. fé ne pafsò col Padre ancora in Germania al- 
la Corte Imperiale, ed ottenne da Carlo V. Imperadore la natura- 
lezza di Spagna con prouifioue annuale di feudi 5 oo.come Ci dille, bacini 1 4 
€ fi ha daÒe lettere feri tte daTitiano al raedefimo Imperadore , Spagna, 
inaiandogli la figura di Noftra Donna dipinta in faflo , regiftran- 
: do qui quel la parte» che alpetta ad Oratio . 

Refidmiil fupplicdrcPAlte'Qd di VM. oltre la mercede^» , 
vhe io ne /pero fi a feruita diconcedermi grafìa , che la pro- 
uifione mia fopra la Camera di Milano di feudi 200. di cui non 
hi mai rie e unto co fa alcuna , così delle tratte delle 300. Carrd 
digrano del Regno di Napoli, e della penfione della naturalez,- 
%adi Spagna di feudi soo. per mio figliuolo , habbino hormai 
quella e fpeditione ,che fi ricerca alla cortefiadiV. M. ejralli 
vi fogni del feruo fuo, per poter fodisfareconla fua liberali- 
tà alla dote di mia figliuola^&V.M. mi farà grafia fingo- 
\ iare comandarmi, quanto io fempre mi adopererò in fuo fi r- 
Hitio ,che io nonde fiderò altro per fine fino alla morte woj 
£ Noflro Signore Iddio perpetuamente conferiti ld C efare xj 
SudMdefid. &c. 

Mi hauendo Oratio l'animo inclinato ì viuerealla grande , è 
con poca noia, porgendoglien^occafionei comnjdi della fi«Lj 
Cafa, abbondinole di fortune, poco curò l'affaticar co'pennelli: 
mi datoli all'alchimia , ridulfe in fuma molto dell'oro acquiftato 
con sì degni fudori dal Padre fuo , e fi morì in frefea età nella pe- 
stilenza dopò quello l'anno 1 j 76. 

Ce N A- 



302 Le Vile de Vittori 

NATALINO DA MVRAMO. 
Et altri Difcepoh di Titiano . 

Tra i Difcepoli, che hebbero in forte di profittarli fotto la di- 
sciplina di Titiano» riufcì vno de'più eccellenti Nadalino . E ben- 
ché folle valorofo , viueuafi con poca fortuna nella Patria Iòta , fa- 
cendo per lo più quadri di diuotione , quali portaua a rendere a 
Bottegai di Venetia. Si efercitò ancora nel far ribatti, ne'quali 
diuenne eccellente, e neriportò la primiera lode. E di fua majo , 
nelDuomodiCenedalatauola continente Noltra Donna, e li 
RiKatto cele. <j ant j Rocco, e Sebaftiano , col ritratto d'vno di cafa SarcinelljUj 
molto naturale, e tocco per apunto su lo ftile di Titiano . Veda-. 
nafi tra le Pitture di Bartolomeo dalla Naue.vna teila di Doimi. 
attempata,credura la Madre dlefìb Nadalino , con occhi così vi«ì 
uaci, mirti di naturali roflbri, che pareuano in quel voi to dalla na- 
tura inferiti : & altra effigie di donna col petto {coperto , che, fenir . 
braua comporta di viua carne . Hor fono in Inghilterra . 

Il Signor CaualierGurToni ha due ritratti , vno di giouinetto 
veftito in giubbone di rafo nero, in cui apparirono naturalmente 
iluftri della feta, che fi appoggia la mano al fianco; & altro dì 
donna delicatiffima . In cafa Ruzina è vn quadro con più figure ' 
decanti con la Vergine; & vna abbozzatura di Adamo » ed'Eua 
difcacciati dal Paradifo terreitre . 

Il Signor Giouanni] Van Veerle hi. di Nadalino l'effigie d'vn 
Anuetfa» Mufico con vn fanciullo pollo tra vari irromenti muficali,e di lon- 
tano è vnpaefino. Vna Madonna, e S.Giofeppeà federe tra ver- . 
dure, & altra figura della Vergine col bambino , e tre Santi innan- 
zi . Vn ritratto d'vnoadorante la Croce, e noiìra Donna parimen- 
te annuntiata, colorita su la via di Titiano . 

Era medefimamente tra le cofe del Signor Procurator Morofi- 
no vna donna inuoltain vno femgatoio , co'crini raccolti in drap- 
po, come fé ella venifle dal bagno, che faceua fembiante di ridere. 
In cafa Contarina a San Samudlo, conferuafi vna Venere ignuda 
con vn Satiro, che le arreca alcuni fiori . Fu Nadalino gentile » e 
delicato Artefice, e fi morì giouinetto . 

DAMIANO MAZZA DA PADOVA. 

Appreflò Nadalino fi annouera Damiano» Que (ti fu eccellen- 
te coloritore, & alcuna volta contrafece mirabilmente Ja maniera . 

del 



Del C. Ttidolfi. Parte I. 205 

delMaeftro. Dicoftuifi vedein Venetianella Chiefa dell'Ho- 
fpitalede'SantiGiouanni, e Paolo nello Aitar maggiore Nofrra 
Donna coronata dall'eterno Padre , ej dal Figliuolo . Era nel fof- 
.fitto parimente delIamedefimaChiefa l'Affinità delfilìelTa Ver- 
gine con numero di bambinetti * & Angeli maggiori in ifeorcio , 
che folteneuano la nube, ou'ellaripofaua : ma indi fu leuata , nel 

• rinouarfì" della Chiefa, perdendoli il godimento di così bella Pit- 
tura, che vi fi doueua rimettere , poiché hauerebbe refo qualche^ 
dignità à quella nouella irruttura. Errore, che riefee di molto pre- 
gmdicio, che fi perdino le pitture degli huomini eccellenti , per 
rimetterui in vece loro vn affé imbiancata: & in San Silueftro fece 
litauola di Sant'Elena appoggiata allaCroce con quel Santo Pon- 
tificalmente veftitoà federe i cCoftantino Imperatore inginoo 
chioni innanzi. 

Nelle cafede'Signori Donati d Santa Maria Formofa fono due 
quadri contenenti Deità, Amori, e Satiri con panieri di frutti , co- 
1 >mbe, e fiori ; ed in Padoua in quelle de 1 Sonica vedeuafi nel fof- 
fitto d'vnbel vedere Ganimede rapito dall'Aquila , quanto il na- 
turale, creduto per la fuaefquificezza di Titiano. Da che fi può Operaecccl- 
argomenrareàqualfegno di perfezione pervienine Damiano . Ne '"«e. 

Il Ganimede poteua riputarli menhonorato dal pennello di quello 
eccellente Artefice, che così m orbido , e vezzofo il dipinfe , che 
dalle penne de'Poeti, che lo fecero coppiere di Gioue . 

Haueua il Gamberato Pittore vn fragmento della Crocififfione 
del Saluacore con tre fol.lan venuti alle mani perle di lui veftr, che 
fi aiì'errauano ne'capelli, ponendo manoàpugnali, che gli fu trat- 
to di mano con altre pitture dal Efengrenio, che di Orefice di- 
uenne Pittore, dipoi fenfale di pitture : ma rauuedutofi tardi il 
Gamberato di fiiafollia, datoli in preda alla difperatione , fu vi- 
cina all'impazzire, terminando miferamente la vita . Mancò Da- 
nnino ne' più begli anni fuoi, che hauerebbe anco fatto cofe mag- 
giori, promettendolo le opere da lui dipinte . 

L O R E N Z I N Gv 

Di Lorcnzino, che apprefe l'arte anch' egli daTitiano, non_»- 
habbiamoin Venetiaiche vn'opera a iìrefeo, della quale non fi sa 
da molti l'Autore. NeH'augu!to Tempio de'Santi Giouanni > e 
Paolo nella Cappella di San Michele fopra il fepolcro di Iacopo 

Ce a- Caual- 






504 . L* Vite de' Pittori 

Caualli, che fa Generale della RepuMica,dipinfé due gran figu- 
re, che pofanoi piedi fòpra bellici ftromenti , e foftengono i lem- 
bi di padiglione campale , fuor del quale fi vede il Capitano in ar- 
mi bianche , che vktoriofo fegue fchieradi nemici rugati . Nel- 
la fommità fono appefidue trofei mini d'armi varie con iferit- 
tione : 

TARVISIO, ET XELLVXO SERFATIS* 
CLODIA ISTRIAgVE RECEPTJS* 

Morì coftu-i negli anni ancor verdi della fua etàjmentreil Mon- 
do da fi bel principio attendeua più maturi parti del fecondo fu© 
ingegno . 

GIROLAMO DI TITIANO. 

Fu quefti creato di Titiano , e lo feruì lungamente nelle opere i 
fìie,ntrahS do i fuoimod<elli.Ne hauerebbe già Titiano tante ope- : 
re condotte à fine* fé da Difcepoli non folle fiato tafhor folleuati 
dalle fatiche, & in particolare da Gkolamo^di cui parimente van- 
no alcune opere in uolta > che parlano per del Maeftro . Ma per 
cflerfi trattenirto longamente nelladi luicafa , fece poco auuanzo 
di fortune, e di nome . Si tiene opera fiia la tauola de'Santi Cofi- 
mo, e DaimanoneMaChiefa di San Giouanni Nuouo : ma la fìgu- 1 
ra del Dio-Padre , e que 'bambinetti foprapofti , mal fi confinino \ 
con la maniera de'Santi detti, onde fi ftimano d'altra mano . Il 
Signor Caualicr Guffoni hi vn ritratto d'vn Prelato di cafa_* . 
Barbara . 

LAMBERT O , CHRISTOFORO, 
Suarz , & Émmanuello Tedefclii » 

Non capitana oltramontano a Venetia,che inuaghito delle pit- 
ture di Titiano, non procurafleerudìrfì lòtto lafuadifciplina_». 
Tra quali furono Lamberto , lo Suarz, & Émmanuello Tedefchi , 
che vennero diGermania con non molta buona maniera: ma edu- 
cati in quella Scuola diuennero valorofi , e riportarono alle cafe_* 
loro T & in particolare lo Suarz vn'aecrefcimento di molta virtù . 
Quefti fece poi nella Patria » & altroue opere molte di confidera.- 

tionej, 



DelC.RMoìfi.Partef. 20$ 



rione; e fi vede diluì" in iftampa il Chrifto ,che poggia al Calcia- 
no , con numero di figure : & io vidi parimente vn quadro di 
Noftra Signora lattante il fanciullo raramente colorita. 

Ma Lamberto fi trattenne per qualche tempo in Venetia , Ter- 
uendo mede/imamente alcuna volta a Titiano , &al Tintoretto 
nel far paefi . Fece ancora vna tauola in Santa Maria in Vanzo di 
Padoua entrom la Vergine, San Girolamo, & altri Santi : & altra 
del Santo Cardinale nella di lui Chiefa . 11 Padre Anfelmo Oliua 
diBrefcialnquifitore in Venetia poflìede vn geutilifiìmo quadro 
di Santo Euftachio , che adora la Cerua nel feno di naturale bo- 
fcaglia, con fuoi Caualieri impauriti , che arreftano i loro caualh ; 
: & il Signor Giouanni Reinft , di cui altroue habbiamo fauellato > 
hi la fommerfione di Faraone . 

Di Emmanuello eraui vna fola reliquia in Venetia, in vn capi- 
tello fopra il ponte di Santa Maria Mater Domini , della figura di 
Noftra Donna con due Angeli dalle parti , la quale eflendofi gua- 
ita, fu ritoccata da poco auueduto Pittore, che càcellò non folo le 
pennellate di Emmaanello : ma refe queir opera in tutto difor- 
me,& occorre bene fpeflo, che le cofe de'buoni Maeftririmanghi- 
no guaite dall'altrui imperitia . 

POLIDORO VENETIANO. 

Fu Polidoro della medcfima Scola : ma egliattefè à far per lo 
più quadri per Maeftri delle botteghe con figure della Vergine, e 
de'Santi , e molte ne fono fparfe perle e afe de'Venetiani . Il Si- 
gnor Canal ierGuffoni ne ha vna di NoftraDonna , che tiene il 
bambino con molta gratia inuolto in vn velo . In cafa del Signor 
Domenico Ruzzino, trouafi vn componimento, ou'entra la Mad- 
dalena , e S. Girolamo in compagnia di Noflra Signora . II 
Signor Pietro Gradenicolureconfulto chiariflìmo, pofiìedepic- 
ciol quadro di Noftro Signore , fauellante con la Samaritana al 
pozzo, egliApoilolipiùIungi in camino. Il Signor Bernardo 
Giunti ha parimente vn quadro di Maria Santiifima y con li Santi 
Gio. Battiiia, e Girolamo di buon colorilo . Eraui ancora di Poli- 
doro nella ChiefadellaMifericordia, l'Aflunta della Regina de* 
Cieli con numero di Angektti, e gli Apoftoli intorno al Sepolcro » 
Ma tuttoché Polidoro foflè conueneuole Pittore > fu di lui tenuto 
poco conto nel tempo fuo, per efferuialThoramoltieccellenti Aj^ 

telici i 



z o6 Le Vite de Pittori 

te liei : ma vedutali col girar degli anni te perdita della buona ma- 
niera le opere fue fi fono auuanzate in opinione >. e fi ripongono 
negli ftudij per buone . 

Furono gli Difcepoli dettiinpoco differente tempo incafa di 
Titiano refi racconta» che nel!' vfeir, ch'egli faceua di cafa> lafcia- 

. uà à bella poita le chiaui nel camerone done teneua le cofe pregia- 
te-, nunontantofto partito, quelli fi dauano a far copie delleope- 
re più belle» ftando vn di loro allafcorta . Pofcia a qualche tempo 
wna. aC ' rauifando Titiano i quadri, raccoglieua le copie fatte da Difcepo- 

■ li, le quali da lui ritocche paffauano per di fua mano; e di qui è che 
molte cofe de i Difcepoli fi Rimano delMaeftro ». 

S A N T O Z. A G O.. 

Per non tramare dall'ordine de'tempi,hor ragioniamo di Santo 
Zago,che fu lodeuole coloritore a frefeo.. Studiò coftui lungamé- 
teda baffi rilieui. della Colonna Troiana,dapili,camei , e dalle ita- 
tue antiche, come diede à vedere nelle opere fue, non fapendo egli; 
dipartirli dalle cofe Andiate , eflendo benlecito lo imitare le cofe 
altrui : ma deuefi però cercare nello fpiegamento delle inuentioni 
la libertà della maniera, in modo, che non appaia a fa;to l'imi- 
tatiope .. 

Eglidjpinfeà chiaro feuro il palagio de'Sign. Vali end S.Giob* 
be,aiuifandouihiitorie,efantafie ; & vn'altrafacciata di cafa d 
•SanSilueitro con varie inuentioni.. Sopra ilCampo di San Fanti- 
no colorì ilcrepufctilo di MicheLAngelo, & altre figure , Se alcune 
gran tei te con sfumata maniera .. A San Barnaba fopra il gran Ca-i 
nalejfece fcpravn'altra «afa à chiaro fcuro,hiiiorie Romane, & in 
altra cofe colorite. Sopra quella de SS. Donati i S.Maria Formofal 
. finfe Prometeo, Mercurio, Pane , & altre figure tolte per a punta 
dall'antico, con altre fitntafie; e fopra il Campa di Santo Stefano ,: 
fece altre inuentioni, & ornamenti .. 

Ma la più (limata opera di Santo, fu quella del Coro de'Santi 
_ .Giouanni, e Paolo, oue appaiono què'SantLferui di Co (tanta fi- 
>1osSìnflorH. gliuoladelMagno Costatino, dati in compagnia di Gallicano, de- 
itinato dal Senato Generale contro -i Sciti , che fi erano ribellati 
all'Imperio Romano : Ma il Capitano, fopt afatto nel fatto d'armi 
da'Barbari, fiuieceflìrato ritirarli . Indi da quelli affìcurato,che 
Jafciando l'adoratione degli. Idoli ottencrebbe la vittoria , & 

aflen- 



DelCRUoffi. Parte I. s 07 

ffentendo al configlio, fiaccinfe di nuouo alla battaglia , compa- 
rsogli in quello mentre vn giouinetto con ia Croce in ifpalla_.> 
|-, : inaitandolo all'imprefa, gli fece fcorta, e d'improuifo cinto da 
hura di foldati audacemente entrò nel campo nemico > facendo 
rage de nemici :àcui piedi tratcofi il Rè rubelle gli cede l'armi > 
ome bene fu dilpiegato dall' Autore . Ritornò pofcia Gallicano 
■ionfante à Roma , e dopò non molto, più gloriofo> trionfò nel 
ielo mediante il mattino . 

Li altra parte i mede fimi Santi vengono decollati per ordine di 
iiuhano Imperadore, perche non vollero adorar la ftatua di Gio- 
;,ad'vn de'quali eflendo tronco il capo dal carne fice,vien portata 
mima fua dagli Angeli al Cielo . 

Dipinfe poi negli archi teftei chiaro feuro , bambocci , e fefto- 
, e piccaglieper ornamento ; e per caula di quelle pitture (ì ri- 
mò in piedi il Coro deièmato i gettarli à terra, per accrefeerej 
npiezza à quel maeftofo Tempio > ftimandofi di que' Padri inde- 
ucofa lo annichilare fi degna memoria. Tanto fi riferifee eflèr 
menuto alla Città di Rodi, faloata da Dememo per la tauola 
:1 lalifo dipinta da Protogene, come altroue fi diflè » Ma tanto 
im di Santo > il quale decorò lapitturacon quella fuà via di fare 
l'alcune pellegrine bellezze. 







VITA 




Paris Bordone 
Pittore. . 



/. Tremiti j ' . 




209 

VITA 

DI PARIS 

BORDONE. 

I E d'altri PittoriTriuigiani. 

\ Vanto fia difficile il ritrouare vn'ecceIJente Pitto- 
re, e con quale riftretta mano il Cielo comparta sì 
fatti doni a mortali , chiaramente fi comprende 
dal poco numero di quelli , che in sì lungo giro 
d'anni fono in tale facoltà diuenuti eccellenti . Si 
è però veduto in quella noftra felice regione, effer 
fioriti huomini di tal pregio, che han dato fama con le opere alle 
Patrie loro . 

D'vn gentil huomo Triuigiano di cafa Bordona , e di Donna_, 
nobile Veneta nacque Paris . Quefti fu mandato da fanciullo 
là Venetia in cafa de'Paréti,e da quelli fu alleuato nello ftudio del- 
le lettere,nella mufica,&in altri ciuih efercitijrma fattofi conofce- 
re di eleiiato ingegno fu pofto in pratica con Titiano» nella cui ca- 
v fa per non molto tempo fi trattenne , datofi anco à ftudiare dalle 
{opere di Giorgione . Crefciuco Paris in età , & in virtù fi ritirò al- 
ita Patria, cedendo il campo al Macftro, oue fece opere molte , che 
; mal fi poflono ridire per l'ordine de'tempi . 

Stimafi delle cofe fue primiere, nella contrada «Se i due paflì,fi> 
ipra la cafa de i Tiretta, la fauola di Atalanta con altre figure , hor 
«danneggiate dal tempo . 

Chiamato da' Vicentini, gli fece nella fala della Ragione , l'hi- 
ftoria di Noè vbbriaco, oue Titiano haueua dipinto quelladi Sa- 
lomone, che ambe furono diffipate nellarinouatione di quella_> 
Curia. 
Lauorò per i medefimi Tiretta y« quadro con Noftra Donua fé- 

Dd dente 



2 IO 



LeVìte de Pittori 



Iu."Prcujgi;*. 



^Venqtia.. 



dente in vn bofco, col fanciullo in braccio, e San Giofeppe : che 
trafportato à Venetia , fece dipoi pafiaggio in Fiandra ; e nella 
Chiefa di San Vi.ce.nzo dipinfe la. tauola del' Santo Diacono fopra 
vnpiedeftallo, con altri Santi alato. Nel Duomo diuìfe in pic- 
ciolo Altare fei mifteri dell'Euangelo: l'Annujatiata^ la nafeita del 
Saluatore., l'adoratione de'Magi, il Signor q condotto al Caluario > 
e la Vérgine afeendente al Cielo .. 

Per le Monache d'ogni Santi fece molti quadretti , e monacan- 
doui vna fua figliuola, vi dipinfe la tauola dell'Aitar maggiore col 
Parad ifo, compartendola numerofe figure collocate fopra le. nubi 
in più di.ftanze, condotte con molta, diligenza .. In San Paolo è in 
oltre di fua mano picciola tauoletta , oue noftra Signora prefenta 
al Saluatore. San Domenico , acciò per la di. lui innocenza plachi 
l'ira.fua verfo il Mondo . 

In S. Girolamo vederi il Santo medefìmo, che porge il cappello 
purpureo al. fanciullo Giesù, pollo nel feno della Madre , e al de- 
ftro lato è San Giouanni Batdfta, & a piedi vn Angelino, che mi- 
rando il Santo Cardinale moflra di fuonar la viuola .. 

L'anno 1 569.dip1nfeper.la Chiefa di San Francefco,à penno- 
ne del Caualier Rouero, perii fuo Altare la nafeita del Saluatore, 
e vi ritraffe lo fteflb Caualiere, e la Signora Ottauia fua Conforte > 
di cui viue herede il Signor Liberal Rouero gentil huomo di raro 
conditioni ; e per Val di Biadene vna. tauola. con noftra Don- 
na, e con efla lei li Santi Rocco, e Sebaftiano, &.vn Angelo con 
vna tromba in mano ., 

Ritraffe in tanto Monfignor Alberti il Canonico Rouero , Al- 
berto Vnigo, Marco Saraualle, Francefco Quer , & altri Cittadi- 
ni Triuigiani , & ancor fi conferua nelle cafe de'SignoriCanceni- 
chi vn Chrifto morto con due Angeli, che lo regono > ed in quelle 
de.'Signori Rolli, e Reloi, altre diuotioni ., 

Trasferiuaftancora Paris fpenoàVenetia, oue occupauafiin 
alcune operationi, auuanzatofi in buona opinione in quella Città, 
onde fe.ee in Santa Marina la tauola di.San Daniele nel Lago de' 
Leoni, à cui.vien recatoli cibo da Abacuc , & vn' altrajn S. Maria 
detta la Celeftia conh'San Antonio Abbate,Bìagic,<: Vicuizó.In 
San Giouanni in Bragora dipinfe la Cena di Noftro Signore con 
gli Apolìoli ,. & à Confrati dellaScola di San. Marco dprefle 
1 auuenimentodelPefcatoreintaie giufa accaduto . 

JNe'tempi del Doge Bartolomcó-Gademco à a 5 . djFebraio, fi 

gon- 






Del C. ^Mfi. Parie 1. % n 

"gonfiarono in Venetia le acque in modo , chebenpoteuafi dire 
con quel Poèta . • 

ìmperuerfatat il Mondo, era tramite c Bonardli. 

Fra le nuuole il Mar , fra le onde il Cielo . 

S'vdi/tn da nembi , i tuoni 

■Scoccar fremendo //orribili tempefie . 

"Quando vn vecchio Pefcatore abbatuto dalla fortuna attiratoti .^Ani»Sab<l. 
con la sdrucita fua barca alle ripe della Piazza di San Marco , vide 
venire ì fé tre huomini , che lo pregarono condurli à San Nicolò 

■ del Lido>per certo loro importante affare -, a che faceua il vecchio 
rcn*itenza> temendo di fommergeriì : ma entrati quelli in barca il 
coftrinfero à dar il remo all'acque à cui cedendo miracolofamente 
l'impeto delle onde , vificonduflein fine -, e gionti alla foce del 

| porto gli molìrarono vna naue ripiena di Demoni , che fouef tiiia- 
; no il mare.e cagiònauano quella fiera tempera, la quale per lo co- 
mando lorof eìtò fommerfa , è tranquillate le onde . Ritornò poi 

■ "vn di loro alla Chiefa vicina di San Nicolò, l'altro a quella di San 
: Giorgio, e ricondotto il Pefcatore il terzo al luogo.oue l'haueua_> 
: leiuto, benché intimorito per le cofe vedute, gli dimandò lamer- 

I ? tede : ma quello gli dilTe anderai dal Doge, e da Senatori , che di 

vantaggio te la daranno, dandogli parte,che per Opera nolìra que- 

: fta notte fi è liberata quella Città da così grande dilauio , acuì 

rifpofe il Pefcatore non mi crederanno , e farò tenuto per menzo- 

. gnero, all'hora trattoli quello del ditto l'anello, foggiunfe moftra- 

1 gii queito per fegno, e lappi, che vn de que'due» ch'erano meco è 

San Nicolò, tenuto in veneràtione da voi nauiganti, l'altro San 

f Giorgio,/^ io fono Marco Euangelilta Protettore di quella Repu- 

Éblica', efparue. 
Il feguente mattino introdottoli il Pefcatore in Collegio riferì 
il miracolo, e con l'anello autenticò il fuo ràuellare > a cui mentre 
vi(Te gli fu aflegnata dal Senato annuale prouifionei fiche egli può- 
tè fenza più affaticar con le reti commodamente viuere . 

Hor qui rapprefentò Paris il Pefcatore dinanzi al Doge , & ai 
• Senato, che gli dimoftra l'anello, e vi ritraile molti Senatori al na- 
turale, diuifandoui àncora belle profpettiue di palagi , ed è tenuta 
quell'hiftoria delle migliori fue fatiche> nella quale ifcrifle . 

Dd a OPFS 






212 



LeVìte de Vittori 



0?rS PARI DI S SORDO NO. 



Guidale» 



Milano» 



Genoita. 



Fiorenza. 



Et in San Giobbe fece la tauola di Santo Andrea nel mezzo à due 
Santi. 

Per Ciuidale di Belluno dipinfe due tauole, in vnail Saluatore, 
e nell'altra San Giofeppe . Due per la Città di Crema, in vna del- 
le quali fece il Caualier San Giorgio,in cui ritraffe Giulio Manfro- 
ne j e perla Chiefa di S. Celio di Milano,ne operò vn'altra con pili 
figure à petitione diCarloRomajnella quale fece il di lui ritratto,c 
panato con tal occafione à Milano ritraile la Signora Paolina fua 
Cóforte,e lauoroui in oltredue quadri,l'vno diDauide,e diBerfabè 
nel Giardino co le ferue,& altro diVenere,e Marte colti nella rete. 
Al Signor Ottauiano Grimaldi fece ancora vna Venere ignuda , & 
il fuo ritratto > che dicono conferuarfi in quella famiglia in Ge- 
noua_i. 

Per lo Duca di Sauoia dipinfe altrefi vna Venere ignuda con 
bello intreccio di capelli, come haueua in vfo di fare, & vn cupidi- 
ne, & effendo capitate in Francia alcune Tue pittime, veduce dai Rè 
Francefco, lo inuitò alla Corte, di cui fece il fuo ritratto , e dello 
più belle Dame della Francia, co altre fatiche,che piacquero fom- 
mamente à quel magnanimo Rè , che prendeua tal'hor diletto in 
trattenerli feco in vederlo à dipingere , & in vdirlo a Tuonare il 
Liuto , onde ne traffe gratie, e molti doni ; e con tal occafione di- 
cefi, che à requifitione di Monfignor di Guifa , dipingeffe per vn 
fuo Altare Maria Vergine, e più Santi , alcune poefie con Ve- 
neri , & Amori; Al Cardinal) di Lorena Nof.ro Signore in for- 
ma di Ecce Homo ; la fauola di Gioue , & Io . Al Rè di Polonia., 
mandò vn'inuentione di Gioue con Califfo . Alla Regina Maria, 
laMaddalena nel deferto accompagnata da due Angeli, & fece al- 
tre opere à più Signori . 

Il Signor Prencipe Leopoldo Medici , ha tre Angolari qua- 
dri di queffoAutorejin vno è il Satuacore,che trae dal Limbo i San- 
ti Padri, & ha fòtto à piedi vn Demonio , che fi contorce in fiera 
attitudine , è in altra parte Eua con bambini intorno creduti per 
gli innocenti, il buon ladrone con la Croce , & in alcune di quelle 
figure cercò di feguire la maniera di Giorgione . 

Nel fecondo Santa Caterina martire , fi fpofad Noftro Si- 
gnore bambino, che {piccandoli dalla Madre le porge l'anello per 

far- 



- DelCRMofi.TarteL 21 j 

fatfela ipofa, e San Giouauni pargoletto è prefo per mano dalla». 
Vergine, nella qual opera pare, che fiapproffimaiTeallaviadel 
Vecchio Palma. 

Nel terzo è di nuouo noftra Donna tra lieteverdure, il vecchio 
Giofeppe, che fa vezzi à Noftro Signore fanciullino, e San Girola- 
mo, che legge vn libro , ed in quefto ofleruafi Ja iuaparticolar 
maniera , 

Hanno ìn Venetia gli Signori Conti Vidtnanì ,vnafemina col Veneti. 
feno feoperto , chefimiramifpecchio, tenutole da vna vecchia 
coti vna bella giouine acanto ; vna donna in maeftàcon maniche 
aggroppate, & altri viuaci ritratti. 

IJSiguorVicenzoZenonehà vno fimilmente di morbidiffima 
donna con mano al fianco , & il Signor Paolo del Sera , poffiede-» 
picciol quadro con la Vergine , e più Santi di maniera molto de- 
licata^ 

Il Signor Iacopo Ponte Iureconfulto di molto grido , ha pari- 
mente vna figura di noftra Donna col bambino , eSanGiouan- 
ni» e Giolsffo appoggiato ad vn battone, che Joftà mirando, di 
mezze figure di naturale colorito . 

Il Sig. Bernardo Giunti conferna ancora di quella mano il Sal- 
Batore alGiordano, il medefimo alla colonna,aItro quadro di no* 
ftra Signora con San Giofeppe, e Santa Caterina (po/a'a da Giesù 
bambino, &vnlìngolar ritratto d'vnhuomo conberetta nera 
incapo. 

Due pi ccioli quadretti fonoìn oltre appretto la Signora Grade* 
nica GradenicoMonacaìn San Daniele, di candidi coftumi, e 
d'impareggiabile bontà, in vno e'1 matrimonio di Maria Vergine 
con San Giofeppe , con l'alliftenza di molte donzelle , e giotiani 
con verghe in mano . Nell'altro è San Giouanni Duca di Aleflan- 
dria nella prigione battezzato dai Samatore> e vi fono due Angeli 
con feiugatoi in mano . 

Il Signor Giouàni VanVeerle,hà etiandio dell'Autore il ritratto , 

d'vn Mufico, ed vn fanciullo con vari ftromenti da fuono, e quello 
d'vn' Allrologo con betetta neraà croce in capo , polio à federo 
Copra vna Sedia , & il ritratto di bella donna , che con buona graf- 
fia tiene vn caglinolo in mano » 

Il noftro Signor Michel Pietra Pittore > fece àcquifto d'vn 
quadro con più Santi in compagnia della Vergine in vn paefe, tra 
quali è vn San Sebaftiano ben colorita figura . 

Viene 






Vi 4 Le Vite de' Pittori 

Viene Paris particolarmente lodato ne 'ritratti , componendo 
quelli tal volta in alcune inuentioni, che faceua, accommodando- 
gli con tal gratia, fiche non pareuano ritratti : ma cofe formate di 
capriccio: il Signor Bernardo Trincauella ne ha vno d' vn Caualie- 
re a cai vn pagetto allaccia l'armatura. 

Dicefi,che finalmente ridottoli Paris in Venetia, figodeffe il 
rimanente di Tua vita in ftato tranquillo,dipingendo agiatamente, 
-enendoaceommodato d'haueri , e di fortune confeguite da Prei> 
cipi, e da altri Signori à quali haueua feruito dell'opera fua, e che 
d'anni 75. ei fi morilTe , & hebbe fepultura in San Marcelliano» 
e le opere fue (ì fono di tempo in tempo auuanzate in modo , che 
iì raccolgono da dilettantije quali benché annichilate dal tempo, 
fi conferiranno nella memoria del mondo , di donde prenderan- 
no argomento gli ftudiofi d'aftaticarfi in quella nobiliffima prò- 
feffione,per effer anch'eglino dalle penne degli fcrittori , all'eter- 
rutà raccomandati. 

PIETRO MARIA TENACCHI, 

Quelli fiorì ne'tempi di Gìo. Bellino, di cui fu Scolare , e cercò 
di feguire la di lui maniera . Fece nel Duomo di Treuigi la 
tauola dell' AiTunta, e quella dell'Altare de' Rinaldi in San France- 
fco . Dipinte ancora in Venetia il Cielo del Tempio della Ma- 
donna de i Miracoli , diuifandoui in molti paramenti figure degli 
Apoftoli, e de'Profeti, che fu opera (ingoiare in que'tempi , e nel 
fine di quella operatione, terminò anco la vita il 1 5 z 8. 

GIROLAMO DA T R E V ' I G I. 

NacqueGirolamoi'annoi5o8. e fi diede tuttoché in riftretta 
fortuna allo fludio della Pittura» onde arriuò à dipingere con mol- 
ta delicatezza, e cercò di feguire la maniera di Raffaello , come fi 
vede nella tauola di San Iacopo, in San Saluadore di Venetia , po- 
llo nel mezzo di San Lorenzo, e della Maddalena, e nella cima fo- 
no Angcletti , che cantano à libro , ad imitatione della Santa Ce- 
cilia del medefimo Raffaello, dipinta l'anno 1 5 3 1 . 

Negli anni primi fuoilauorò in Treuigi, fopravna facciata di 
cafa la fentenza di Salomone : ma più eccellentemente fi portò in 
quella di Andrea Odone in Venetia al ponte dal Cafaro, oue di* 

pin- 



DelC Rìdoifi. Parte L ii$ 

pihfé Cerere con fafci di fpiche , e Bacco con vnvafe à federe 
fopra le nubi, & vna fanciulla, credei! vna delle Gratie , che ver- 
fa vino da due vali, & alcuni bambini volanti, con fiori in mano , 
dinnotando i commodi , e le fortune dell'Odone, e dalle parti del 
pergolato fece Apollo con l'arco nella finiftra mano , e la delira 
pofata fopra il carcaffo, e Palade, con l'afta, e lo feudo , per dimo- 
ftrare il talento , 'ch'egli haueua di molte virtù . Vi fono figure à 
chiaro feuro fopra le feneftre, e cartelle a piedi, oue entrauano al- 
cuni motti, hor calli dal tempo,e nel Cortile fi veggono battaglie 
d'animali a chiaro fcuro,& altre fantafìe , quali fatiche piacquero 
molto a Venetiani per la vaghezza, e delicatezza vfataui .. 

Trasferitoli àBolognadipinfe fopra ad vn portone il Crocefiflb 
con noftra Donna, e San Giouanni, & in San Petronio vna rara ta- 
uola con la Vergine medefima> e più Santi con altre pitture per 
quella Città, & a particolari .. 

Chiamato a Trento dal Cardjnale , lauorò alcune- cofe à frefeo 
nel fuoPa!agio,e ne trafle per quella fatica vtili,& honori. Final- 
mente dopò vari corfi di fortuna , per fuggir l'inuidia degli emuli , 
fipartì da Bologna, e pafsò in Inghilterra,e fatte alcune prone del 
fuo valore diuenne Ingegnere del Rè, che gli allignò 400. feudi di 
prouifione, onde felicemente viuendofi ftimaua hauer incontrato 
nella buona fua fortuna , vedendoli arrichito di gratin e di fauori 
1 Regi ; finalmente mandato dal Rè a Bologna , in Picardia , per le 
1 guerre, che paffauano tra gli Inglefi , e Francefi , mentre egli era 
intento in quelle fortifìcationi , improuifamente fu da vn colpo 
d'artiglieria vecifo l'anno 1544.. negli anni di fua vita 3 <J. così le 

regie grane guidano bene fpelfo à i precipiti) , onde fareb- 
be fiato molto meglio perGirolamo, il viuere pouero 
Pittore , fcapri e ciancioli con la penna, in far 

1 machine, e fortezze , che auuen- 

turar la vita nelle fattio- 
ni fiere di Mar- 
te, per far. 
acqui- 
fto 
di ricchsze d'vn 
vanohono-v 
rej. 
:: ' X 

KOO 



216 LeVite de Vittori 



ROCCO MARCONI, 

Fu Cittadino Triuigiano, e fece Io fhidto fuo in Venetia t dalle 
opere del Palma vecchio . Di qnefto Autore non fi veggono mol- 
te cofe in publico, eflendofi dato a fare opere à particolan>ne'qua- 
h fpefe lungo tempo . Sono fue pitture in Treuigi in San Nicolò 
nell'Altare de'Pellicciari» li Santi Gio. Battifta > Tonifto > e Leo- 
nardo, quali conduffe con sfumato modo . Et in altra tauola nel- 
lo Aitar de'M tiratori fece li Santi Bartolomeo > e Prodocimo . In 
Mefire fi vedenella Parrocchiale il Cracefiffo nella Cappella della 
famiglia Croce, delle prime opere fue . 

In Venetia ne'Santi Giouanni, e Paolo, vicino alla porta del 
Cimitero, è fua pittura la tauola del Saluatore nel mezzo de'Santi 
Pietro, & Andrea : & altra ne fece in Santa Maria Nuoua del me» 
defimo Saluatore » 

Tra quadri da lui dipinti, pafla per buona Pittura quello del- 
l'Adultera, che fi vede nel Capitolo di San Giorgio maggiore,oue 
fono, bene intefetefìe , e tocche con foaue maniera; Il Signor 
Bernardo Giunti hi vna medefima inuentione . 

Fece molte imagini ancora de'Santi , che Ci veggono nelle cafe 
dc'Venetiani, quali tralafcieremo, effondo difficile il far di tutti 
nicntioae . 

LV D V I C O FFMICZLLI. 

Sono degne di memoria le opere del Fumicelli , eflendo fiato 
buon, difegnarore, e gagliardo coloritore» Ne'Padn Semiti in_» 
Treuigi, furono da lui dipintii portelli dell'ergano» nella parte 
interna appaiono San Liberale, e Santa Caterina : e nel di fuori 
San Sebafiiano, legato ad vna colonna ; e'1 Beato Filippo Fonda- 
tore di quella Religione . 

Dipinfe à chiaro feuro fopra la cafa de'Zignoli , da'Iati della^ 
porta profpettlue di colonne je fopraà due piedeitalli > Caualh in 
atto di correre; e tra le due fenafire il faettar de'rigliuoli di Niobe 
da Apollo, e da Dianaportati da infuriati caualli , oue in, vna car- 
tella è regi fi rato. 

vaglio* Pifìite ìttfiitìam miniti \& non tcmmrtdtHis. 

Io 



De ì C. t Bidolfi. Torte I. % 1 7 



In altra parte èli fulminar de'Giganti,e quandoZeufi tolfe dal- 
le cinque Citelle le parti più belle , per formar la figura di Ghino- 
ned gli Agrigentini: lauorò a FP.del Giesù la nafeita del Signore; 
nella Cappella de'Nodari il San Gioachino , & Anna , e nel Duo- 
mo il quadro della procelfione del Sacramento ».con molti ritratti 
de'Confrati : appefo al primo pilaflronei fianco dell'entrata-. : 
•oue anco fono diuifate k profpettiue del Duomo» e delle cafe 
intorno. 

L'anno 1536. fece à Padri Eremitani di Padoua , per l'Aitar 
maggiore la Verginefedente in alto , Sant'Agoftino veftito all'E- 
pifcopale in piedi, San Iacopo, e Santa Marina, & il Doge Gritti > 
che tiene il modello di quella Città, in fegno dello acquifio da lui 
fatto, effendo Proueditore del Campo Yenetiano . 

Ma col mutar proferitone, migliorò Ludouico la fua condirio- 
ne, ponendo fine alle fatiche dell'arte ( fotto il cuigraue pefo fì- 
nifeono fpeflb la vita i valorofi Pittori ),perche condottofi à ferui- 
gi della Signoria di Venetia, con carico d'Ingegnere, fi adoperò il 
rimanente de 'giorni fuoi nel riordinare ( dopò le guerre di Lom- 
bardia )le Fortezze ddlo Stato , nel qnal carico con honorato fti- 
pendio fi morì . 

FRANCESCO DOMINICI. 

Quefti fu molto valorofo ne'ritratti » cerne fi vede nel quadro 
deJDuomo, fopra la banca della Compagnia della Madonna» in 
cui rappresero in procefiìene il Vefccr.Oj,e molti Canonici,in vero 
gratiofa fatica, effendo que 'ritratti così ben fatti, che non vi fi può 
aggiungere gratia maggiore. Nel Palagio de i Tiretta ha fatto 
alcune opere a frefco;& altre in ViJIa di tre Bafeleghe : ma nel 
: più bello egli mancò negli anni 3 5. di fua vita, inuidiando la Mor- 
te i trionfi del fuo pennello- 

FRANCESCO BECCARVZZI, 

Da Ce negliano . 



1 



Dipinfè il Beccaruzzi molte cofein Treuigi,feguendoIa via del 
Pordenone, di cui fi crede feffe Eifccpclo. E epera fua nella 
Cappella de'Medici» in Santa Margherita la tauola de'Santi Gioa» 

E e chino» 






2\8 



Le Vite de Pittori 



chino, & Anna; e nella Chiefa della Monicione quella di Noftra 
Donna» e San Michiele ; e nella Maddalena il San Rocco , e'1 San 
Sebaftiano . Nel Palagio, oue fi tien ragione ; dipinfe varie cofe 
confumate dal tempo ; & à pie delle fcale vederi vn quadro con 
la figura di noftra Signora ; e dalle parti li Santi Girolamo, e Lui- 
gi, & vn Angelino à piedi col viuolino . 

Honorò ancora il Beccaruzzi la Patria fua con la tauola, che 
egli fece in San Francefco,nello Aitar maggiorcoue quel Serafico 
Santo ftà in atto di riceuerle facre ftimmate ; enellaparte 
inferiore fono in piedi i Santi Ludouico, Bonauentura » 
Caterina, Antonio , Paolo , e Girolamo veftito 
da Cardinale : ne'quali fece in vero pretiofe 
telte lauorate con molta maeftria , e 
tenerezza : e vi fono] quelle let- 
tere à piedi in m faflb 
F.B.D.C. che cipri- 
mono il no- 
me , e la 
Pa- 
tria dell'Au- 
toro. 
(•) 



t^M^W^ 




VITA 




Giuseppe Porta 
Detto Salvjati Pittore, 



I.Picr.us 



21 l 



VITA 



l: 




DI GIOSEPPE 

PORTA 

DETTO SALVIA TI 

PITTORE. 

jL valore di Giofeppe ci inuitaà ragionar di lui, il 
quale per efler dimorato lungamente in Venetia fii 
anco detto Venetiano. Quelli nacque in Cartel 
Nuouo nella Garfignana della famiglia Porta , e 
l'anno 1535. giouinetto fu condotto davn fuo 
Zio à Roma> che l'-accommodò con Francefco Sai- 
fiati Pittore di gran valore, da cui apprefe l'artceì cognome ,col 
quale paflato à Venetia ( all'hor, che chiamato dal Patriarca Gri~ 
nano gli dipinfe nel fuo Palagio la Pliche adorata , & alle Mona- 
:he del Corpus Dominila tauola del morto Saluatore ) e piaceli- 
io à Giofeppe l'vfo di quella Città, più non volle partire > ma pre- 
aui moglie, n'hebbe figliuoli, e vi fermò -fhabitatione . 

Effendo fatto pratico nel lauorar à frefco » accoitumandofi in 
iloma fimil forte di lauoro , fùpropofto dal Sanfouino al Signor 
; ederico Priuli, il quale lo conduffe à Treuille, oue dipinfe nella_j 
sedata del fuo Palagio molte figure rapprefentanti l'Hiftoria , la 
: ama, & altre virtù, e nella Sala, fece II cader della manna nel de- 
cito à gli Hebrei , oue figurò molti ignudi ne'quah dimoihò lo 
tudio, che fatto haueua, e dalle parti d'vna Madonna di micco , 
jece i Santi Marco, e Giouanni , e vi lafciò fcritto . 

JOSEPH GÀRFAGmNVS Anno zs^: 

Et apprefa la maniera Venetiana dipinfe fopra il Campo di San. 
'olo nella facciata della cafa del Signor Nicolò Bernardo , ne'due 
maggiori fpatij le Parche, che filano l'humana vita , e nella cima il 

Tera- 



2 zi Le Vite de* Pittori 

Tempo,con loriuolojnell altro il Bellorofonte,che vccide la Chi 
mera, e più fotto in minori vani finte Endimione , che vagheggi, 
la Luna, Venere, con Amore , & altre due inuencioni , die futo^ 
guaite per rimetterai alcune feneftre , e nella cima appapifce ance 
ra la Pace con rami d'olmo in mano , e nella fommità dfuife vn fa 
gio compartito di figurine, e bambocci molto ben coloriti , cai 
telle, & altri ornamenti . Dietro ali* Confraternita di San Rocc, 
fece in altra tacciata di cafa vn facriiìcio del Sole, e Caino, che di 
fperato fi vede in camino per hauer vecifo il fratellcformatone v 
bello ignudo . A San Mosè dipinfe in altre cafe Mosè > che riceu 
la legge da Dio, e la caduta di Fetonte . 

Ma la più ftimata opera fua a frefeo è quella fopra il Campo e 
Opera famofa Santo Stefano > oue nello afpetto della cafa Loredana, diuife Li 
cretia in efercitio con le fèrue, foprauenuta dal Marito , e da Tai 
quiniojClelia con fue cópagneje quàdo palla il Teuere , mentre 1 
fentinelle del Rè Porfena. Mutio.Sceuola,che Ci abbrugia la deftr 
dinanzi al medefimo Rè, & altre hittorie guaite dal tempo , nell 
quali vsò belli, e viuaci colori , come fé tollero à oglio , poiché d 
Iettandoli Giofeppe dell'alchimia gli veniuano fatti cafualmeni i 
nelle boccie, valendofene poi nelle opere à frefeo , non perdend ; 
in tutto la fatica. In fei ouati potti tra mezzati colori le Virtù Ci 
dinah, e due fiumi di terretta gialla , aggiungendo in quell'opei 
numerofi ornamenti di cartelle, grotefche, e fettoni mifti di va : 
frutti, & herbaggi, così belli, e naturali, che meglio non fi pon f j 
re : ma in quettaparte dicefi, ch'egli hauefle in aiuto vn dipintoi 
cognominato dal Zallo, il quale gli folleuò molte fatiche , è pc j 
queft' Opera acquiitò gran fama » e n'hebbeà far poi molte alti I 
diconfideratione. 

Nella deftnbutione delle Pitture della libreria, gli furono ali > 
gnatitre tondi nel fé fio luogo della volta . Nel primo (cce la. Vi" j 
tu , che deride la fortuna . Nel fecondo l'arte , elaFifonomù I 
Mercurio, e Plutone, e nel terzo la Militia ignuda fedente fopra a 1 
vna Artiglieria con altre figure; efcfì hauefle domito dar la pali» 
ad vna figura fola,quettan'era ben degna,poiche pare impattata e 
viua carne. 

Sono più tauole di Giofeppe nelle Chiefe di Venetia . In Sant 
MariaGinbenico , quella di noftra Donna annuntiata pofta nel 
Aitar maggiore, vn altra con limile inuentione negli Incurabili 
L'Aflùnta della Vergine ne'Padri Semiti . In San Zaccheria la pr; 

ma 



Del C. %tdolfi. Torte 1. 22$ 

ma à mano manca de'SS.Cofmo,eDamiano,che guarifcono vn 'in- 
fermo, il Saluatore in aria, e da'lati i SS.Gio.Battifta, e Zaccheria. 
Due in San Francefco della Vigna» in vna delle quali è la Vergine 
fedentecol bambino , San Bernardo,e S. Antonio in cui riportò vn 
effigie naturale , e due figure àfrefco dalle parti , nell'altra fono 
quattro Santi . Nella Chiefa de'Padri de'Frari ne dipinfe vna nug- celebre tauola. 
giore, nello Altare di cafa Vallerà con la Purificatone della Ver- 
gine,neila cima noia un'Angelo in gratiofa attitudinccon la coro- 
na di fpine, e la lancia in mano» e di fotto i Santi Nicolò, Bernardi- 
no, Agoftino, Elena,& è San Paolo appoggiato allo fpadone , che 
moflra di fauellare con S. Marco, & a fianchi dell'Altare fono due 
' figure a frefco di Malachia Profeta, e della Sibilla Eritrea. 

Nella Chiefa degli Angeli di Murano fece il Chrilto co la Mad- 
dalena ne!l'horto,& in S.Pietro Martire figurò il Saluatore fiacca- 
to di Croce,da Giofeffo,e Nicodemo,& à piedi la Vergine Madre 
ifuenuta co le Marie piagéti,Lógino,ela Maddalena in atto di rice 
uerlo,riputata delle opere fue niigliori>effendo condotta con belli, 
e naturali effetti : benché paia ad alcuni , che Giofeppe troppo fi 
obhgaffe a modelli, che far foleua di ftracci, formandoui ogni Cen- 
timento del corpo , il che fu vfato ancora da molti antichi per far 
vedere Io itudio nelle figure. ^ M.Ant.Sabti, 

Per ordine del Pontefice Pio IV. paffato à Roma , dipinfe nella Dec.uhb.-r.sc 
Sala Regia Federico I. Irnperadore , che bacia il piede à Papa Al,tori ■ 
Aleflandro III. figurando 1* attione dinanzi alla Chiefa di San 
Marco di Venetia affiftendouiil Doge Ziano , Cardinali , e Sena- ^ R oma , 
tori , e ne riportò Giofeppe dal Pontefice per quella fatica miHe_» 
feudi in do:io> lotto alla quale fi le<^ge quefta ìfcrittione . 

Alexander Papa III. Federici I. Imp. iram, & irnpetum fu- 
• giens abdidit fé Venetias ì cognitum , &à Senatu per- 
hononfice fufeeptu Othone Imp. Fiù'avicfo , captocj; Fede- 
rie us pace faci a fuplexadorat, fidem,& obedientiam 
potticitus-, ha Pontifici fnadignitas Veneta Reip. Bene- 
ficio refiituta. 

I -con tal occafìone diede fine advn altra hiftoria di Francefco 
r uo maekro . • <* 

Dipinfe poi à Padri di Santo Spirito nella laguna di Venetia ne' 
: >ortelu dell'organo Dauide vittoriofo di Golia incontrato dallo 

don- 



22^ Le Vite de Pittori 



donzelle di Gierufalemme . Nel loro Refettorio fece la eena> di 
Chrifl:o,& altre hiitorie della Scrittitra,5£ à Bagnoli luogo de'me- 
defimi Padri lauorò vna tauolacon più Santi , 6c à Piene di Sacco 
vna facciata di cala a frefco . 

Fece ancora altre pitture nella volta della Sala dinanzi al Pre- 
gadi : maquelle hebbero infelice fine abbrugiandofi coti mortifì- 
catione vniuerfale, e dell'Autore, che in quelle erafi molto affati- 
cato rìl quale però nel porlein operar fatti alcuni calcoli di Cielo : 
predille, che non niolto haueuano à durare * Nella Sala vecchia, 
del Doge conferuaniì quattro figure dentro allo feudo. Ducale, h 
Fede^ la Carità ,l' Abbondanza, e la Pace,, con k armi del Doge 
Donato, Se vnpietofoCrocefìffocon noilra Donna» e San Già- 
tianni piangenti dalle parti, e la Maddalena à piedi ; alcune Sibille 
fopra a balconi del cortile, e due bambini foprad'vna porta. 

A Maeitridelmofaico pcrlaChiefa di San Marco colorì moki 
Mokicartoni. Cartoni . Neh' ing re (lo del primi porticaleil Lazaro refufcita- ' 

to , il Chrifto iti Croce , e no-lra Signora riporta nel monit 
Agoclib-i. niente Nel principio della volta, vna delle viiioni dell' Apocar ■. 
liffe ou'entra vn vecchio venerando con (Ielle in mano , e la fpad; 
in bocca . Il San Michele, che. combatte col Dragone, e per il vol> | 
to foprala Cappella di Santo Ifidoro, fece quello della profapL 
della Vergine, Se altre muentiom . 

De'quadrì priuati non riabbiamo molta notitia : fi vede però ir 
cafa Loredana à Saro Stefano i fponfali di Salita Caterina marbré 
IncalaContarinaASanSamuello vna tela con più figure . USs 
gnor Caualier Guflòm ha vn /oggetto con noflra Donna , & i SS 
Soranzidi S.Polo conferuano altrefi vna imagine di M, Vergine 

li Signor Francefco Bergoncio di efquifito talento nelle bel 
le lettere, erudito in molte lingue , & amatore della Pittura, di ai 
fi dille nella vita di Titiano, d'vn fingolare ritratto da luipofledu 
tchàddl'Autorepicciol quadro col Saluatore,chefe ne va aiCa 
nano, accompagnate» dalle pictofe Marie, e dalla verginella Ve 
tonica , che gli porge ilpanno-lino perafciugareil dilniinfan 
guinaro volto parto eccellente di quella mano . 

Dicefi, che eflendo ordinata da vno i Giofèppe la figura dell 
•Vergine, gli richiefe. quali colori erano di maggior prezzo ìa\ 
dille l'azzurro, e la lacca,e quegli foggiunfe,fattemi per gratia ali 
mia Madonna. vn occhio d'azzurro, & vno di lacca? e coltici^ 
che vuole .. 

Hebbe 






Del C. Ridolfi. Tarte L 22$ 

Hebbe buon intendimento delle fcienze,e fu ftudiofo delle Ma- 
tematiche,delle quali compofe molti fcritti,e difegni,che penfaua 
dar alle ftampe : ma foprauenuto da vna infermità , prefagendo il 
fine della vita , leuatofi di letto fattifegli portare gli gettò fui f tu< ^ c rH i va 
fuoco con molte inuentioni dicendo, che non voleua, che altri fi 
feruiflero delle fue fatiche, e quegli fu , che trafle da Vitruuio l'or- 
dine della voluta Ionica , che (ì vede in iftampa con altre cofe di- 
fegnatedifua mano, tra le quali il Chrifto in Croce defcritto 
della Sale del Doge,l'Hiftorie della Biblia , le figure ;de' Filofofi , 
nel libro delle vite loro,e Lucretia con fue Damigelle pofte à cu- 
cire :m a fopra tutto fu rarifiìmo nella Pittura , hauendo in quella 
dimolìxato ciò che appartiene al buon difegno » & al colorito . 
Quindi è , che era di lui fatta molta ftima , & interueniua ne* 
congrefli de* letterati, efiendo arguto ne* moti , e nelle rifpofto , 
dando faggio in ogni conto di bell'ingegno, Veniua alcuna volta 
vifitatoda Titiano,e frequentemente dal Sanflbuino,e dagentil'- 
huomini,quali godeuano della foaue fua conuerfatione . 

Predifle molte cofe i figliuoli , che le vennero ad effetto ,& efr 
fendogli portato vna volta vn veftito dal Sarto gli dine , Maeftro 
mio hauefti almen badato vn hora a" recarlo , che io non lo gode- Vifitato da 
rò,e poco dopò paflando il ponte di Rialto , gli fu da vn fachino ltiaiis * 
verfato à dolio vn vafe d'oglio,e verifico» 1 ] il vaticinio. 

Pafsò per tanto Giofeppe in più modi virtuofamente la vita> 
e mancò d'anni cinquanta in circa , lafciando defiderio di fé freno Muore, 
i coloro,che haueuauo conoiciuto il fuo valore. 




11 



ì 



Ff VITA 




Andrea Schiavo ne 

Pittore ;. 






I Pumus f 







2 27 

VITA 

DI ANDREA 

SCH1AVONE 

PITTORE- 

O N vi è profeflìone fra il numero di quelle , che 
il Sourano Iddio infufe negli humani ingegnij per 
dare à conofcere gli effetti della Diuina fua onni- 
potéza, in che efercitàdofi l'huomo, poffi promet- 
ter/i men di felicitai di contéto, che nella Pittura: 
nellaquale prima,chealcuno ardui a qualche fegno 
di perfettione , corre così gran numero di ftenti,e di fatiche , ch'- 
eccedono l'humana credenza: ne dopò ifparfi nidori , può men 
' prometterà" picciolo applaufoj fé vento di fauoreuole fortuna non 
lo guida in porto . Onde è , che tra le miferie > e le anguftie la vita 
bene fpeflo fìnifce : ma quello, che arreca maggior ftupore è , che 
mancato lo Artefice ( che mentre vifle fu sì poco auuenturato , ) 
all'hor che non può godere il frutto delle fparfe fatiche , le_> 
opere fue vengono commendate, lambite dagli huomini . Ed 
cccone vn'efempio in Andrea Schiauone , il quale benché forfè 
eccellente Pittore, e per certo fuo modo di fare veramente mara- 
uigiiofo, non prouò in fua vita giamai fauoreuole la forte. 

Attribuifcono alcuni al deftino le cotante auuerfità , che s'in- 
contrano da belli ingegni , quafi che il Cielo foffe partiale nel di- V.ui giudici 
Hribuire le grane à mortali, poiché con giuda bilancia vengono i 
beni, ed i mali contrapefati; ne di la sii cofa deriua, che à diritto fi- 
ne non fi incamini ; ne fi auuifano , che troppo auuantaggiofa fa- 
rebbe la conditione di coloro, che vna eccellente virtù , e copia_j 
di ricchezze godettero . Quindi è, che fi prouerbia il Cielo , qual 
hor comparte i fuoi fauori à gli huomini poco curanti le fatiche-»» 
nulla badado à coloro, che negli ltudi continuaméte trauagliano. 

F f a Nacque 



de mortali . 



2 2 $ Le Vite de' Vittori 

Nacque il pouero Andrea l'anno 1522. dibafii Parenti Schiauo 
nijche da Sebinico venero à Venetia ad habitare.come quei popo- 
li vlano di fare , per lo commodo delle Feluche., ed iui occupando^ 
fi in vari efercitij,vi fondano fpeflb le famiglie.Hor piccioletto va- 
gando per la Città, tratto dal diletto, offeruaua i lauori de'dipin- 
tori, ingegnandoci i difegnare ( e nella guifa , che foleuano alcuni 

vfo alcuni fanciulli della Grecia guidati da'Padri per laCittà , perche fi ele- 
po '' ' genero quell'arte , che più gli foffe in grado , ) Ci pofe in animo di 
farli Pittore. Che non può la Natura ! Ella fomminiilra alcuna., 
volta al genio quel talento , che fé vien feguito produce le grandi 
marauiglie : onde que'Maeitri veduto Andrea inclinato all'ar- 
te loro , lo impiegauano ne' feruigi , eflendogli cortefi d'al- 
cun difegno , e documento . Ma crefeendo in lui con gli anni Ia_» 

Studia dal IUi cognitione del beilo, fi mife àritrarleftampedi Francefco Maz.- 

migiano . 2uoli detto il Parmigiano,che in copia all'horaandauanoin volta: 
dalle quali apprefe certo che di grana ,~ e leggiadria . Non fanno } 
che grande impreflione ne'teneri fanciulli le primiere in fti turioni» 
mediante le quali fi formano quegli habiti, che difficilmente poi fi 
mutilila. 
Da G ; or- Studiò ancora dalle opere di Giorgione , e da Tiriatio , amini- 

uSw» 6 a ''rate fino all'hora dal Mondo : ma formò poi la fua propria ma- 
niera con vna tale forza, e morbidezza>& vn fi bel modo di colori- 
re, che arreca ad ogn'vno ftupore, nò vi effendo fiato forfè Pittore> 
che più felicemente maneggiane colori,fuggendo lapontuale imi- 
tatione delle cofe ftudiate,(alle quali gli imitatori à dietro fernprej 
fi rimangono ) . In fomma Andrea aiutato dalla Natura , più che j 
dallo fiudio, valent'huomo diuenne : e così piacque lo itile da li 
tenuto, che inuogliò del fuo dipingere ogni ftudiofo . 

Soleua perciò dire Iacopo Tintoretto,ch'era degno di riprenfio-l 

Darò dtITin- ne q ue j pittore,-che non tenerle in fua cafavnquadro d'Andrea : mà] 
che meritaua ancora non lieue caftigo chi non procurane meglic 
difegnare, effendo in quella parte tal' hor difettofo, perlobreufl 
lìndio, che fatto haueua : ma eghricoperfe gli errori del ditecene : 
col vago fuo colorito . Fu però degno di feufa, mancandogli que' 
commodo, che faceua di me] tièri per iftudiare , effendo il di lu3 
Padre pouerifiìmo , e mal'atto al proprio fonenimento , non tht i] 
del figliuolo; fi che fu necefiìrato prima del tempo àprocurarfi coj 
pennelli il pane . E benché la Natura fomminifiri la prontezza. , 
all' ingegno, fa però di meftieri l'erudirlo conio ftudio , per in' 

carni- 



Dei C Rìdolfi. Parte/. 22^ 

caininarfi con buoni fondamenti all'acquifto dell'Arce. 

Ne'fuoiprincipij fi diede Andrea à fatigar co'Dipintori , che 
fàceuano opere d'ogni qualità nelle botteghe : contrade ancora_» 
amicitia co'Muratori , per haueroccafìone d'alcun lauorojacco- AmicodeMa» 
ftumandofi all'hora il dipingere gli afpetti delle cafe : onde veni- latou ' 
uafpeffodata à Maeftri detti la cura ancora della Pittura ; fiche 
lo hauere il Muratore amico, cagionaua la fortuna del Pittore. Ed 
eraà tale fegno ridotta l'arte , che dar foleuafi al Pittore la folita 
mercede, ò poco più de'portatori dello fchifo, come fé fiata non 
foffe differenza dal dipingere, all'imbiancar le cafe . Qual' vfo di 
dipingere fi è dimetto in Venetia, parédo,che le opere à frefeo an- 
daflero à male per le acque marine, con le quali s'incorpora la cal- 
ce, & hanno in quella vece , gli Architetti introdotto lo incroftar 
di marmi le cafe à guifa di Fortezze, come fé gli huomini hauefle- 
ro à guerreggiar con la morte , non ricordandoli del detto di 
Orario. 

Pallida, mors aquo pulfat pede pauperum tabe mas , Carm.0d.4i 
Regumqueturres . — — 

Togliendo quel diletto, che per alcun tempo apportaua la Pittu- 
ra, foggiacendo ogni cofa finalmente alle rouine del Tempo, 
poiché . 

Muoiono le Cina ^muoiono ì Regni', Tallo carni* 

Copre i fafti , e le pompe arena , & herbd \ 



Operaua molte volte ancora per dipintori da banche, che per 
antico priuilegio del Senato haueuano le loro habitationi fottoi 
portici della Piazza di San Marco, dipingendo nelle catfe folite à 
ivenderfi hidonette, fogliami, grotefche, & altre bizzarie ; & al- - 
r cune di quelle fi concernano come cofe rare da chi le poflìede , e 
: molte fono fiate altroue trafportate : ma perche non erano limili 
trattenimenti fempre in pronto , ne le occafioni del far de' quadri 
iti per le botteghe, nduceuafi fpeffoil pouero An/lreaà pregar mae- 
; firo Rocco dalla Carità fuo compare, dipintor da banche,à dargli 
l'impiego d'vna giornata non hauendo Umifero con che viuere . 
Non erano le opere fue per all'hora molto ftimate , apprezzan- 
doli 



sjQ Le Vite de* Pittori 

dofi folo quelle di Gio. Bellino, tenendo la Città ancora dell'an- 
tica opinione di gradire quella, forte di figure diuote,e diligenti; 
oltreché Giorgione, il Palma Vecchio» e Titiano haueuano colpi- 
to nel fegno della maggior delicatezza,fiche le cofe loro veniuano. 
pofte in vfo per ornamento de'luoghi publici non folo : ma delle_> 
priuate habitationi : per lo incontro le pitture d'Andrea > benché 
Pòco ftimaro di buona maniera, e tocche con molt' arte più dilettauano à Pit- 
«WMondo. t o r i, che all'vnmerfale. 

Per tale cagione dunque : ma più per efTerfì dato, affretto dalla 
necelfità>alloftrapazzo , erano le opere fue poco gradite , poi- 
che molti fi compiaciono veder nell'Artefice certa pompa appa- 
rente ; e flìmano , che nelle ve lìiconfifli la virtù. Lacognitione 
poi di quefl'Arte non è conceduta ad ogn'vno : ma riferuata folo 
a' coloro, che col lungo fludio hanno di così difficile , e laboriofa 
materia i termini apprefi : ma è chiara cofa ancora , che la virtù 
male addobbata , e fenza decoro, tu fempre poco ben veduta . 

Hor fauelliamo di quelle cofe, ch'egli dipinfe col mezzo de* 
Muratori, che fu vna facciata di cafa à Sant'Andrea , nella quale,» 
benché logorata dal Tempcfi veggono le reliquie di due figure di 
Marte, e di Apollo . A San Giouanni Nuouo altra ne dipinfe,oue 
apparicela Virtù folleuata in aria da Mercurio , che mira vna 
ilracciofo Filofofo con libro in mano, riflbluta d'andarfene al Cie- 
lo, vedutali mal trattata nel Mondo : appaiono ancora due palme 
in aria cinte da vna corona, inferendo i premi di coloro , che vir- 
tuofamente viuono? e di fopra è la contefa di Pane , e di Apollo » 
col giuditio di Mida . 

Della ileffa maniera lauorò nelle cafe de'SS.Zeni atti Crociferi» , 
alcunefigure tra le feneflre maggiori,e tra quelle de'mezzati,Net- i 
timo col tridente fopraàvn Delfino, con lunga barba, e chiome: 
bizzare, Marte, e due Tritoni ben coloriti . 

Con fìmili fatiche trapafiàua la vita l'infelice Schiauone,e co dif- 
ficoltà farebbe peruenuto à far opere di momento , le da Titiano I 
non veniua pollo nel numero de gli altri Pittori , deflinati per k 
pittare della libreria di San Marco, à cui fece affegnare i tre primi I 
tondi verfo il campanile . 
Artìficlofa fa- ^ e * P r ' mo rapprefentò la forza delle armi, neceflaria alla con^j 
t ica. * feruatione degli Stati, figurandouiCauaheri trionfanti de'nenuci" 

caduti à terra . 

Nel fecondo fece per il Principato vn Rè fedente,che conferifce 

premi 



I Del C. %Mfi. Parte I. a 3 > 

premi, & honori à foldati : La catena della gratitudine annoda gli 
animi de'miniftri col Prencipe . 

E nel terzo figurò per il Sacerdotio vn Vefcouo , che fommini- 
ftra carità à pouerelli : ed in quelli pofe Andrea ogni ftudio per 
fuperare gli Emuli fuoi, dintornando quelle figure con molta fie- 
rezza ; ma di vantaggio le colpì d'ombre gagliarde , e di viuaci 
lumi, formando alcune barbe de vecchi in molli gin , con gentil 
fprezzatura ; ne vi lafciò parte in fine mancante d'arte,e maeitria> 
in modo, che fu opinione d'alcuni, che à lui fi conuenifle non me- 
no la palma . Ma la Fortuna, che giamai le arrife , meno le fu quel- 

. la fiata fauoreuole . 

Dipinfe per lo Altare de i Tagliapietra in Santo Àpollina- Detto S-Apo. 

ì: \X la tauola de' Santi Coronati, che ftannoà colloquio infieme, e nae ' 

. iie'pilaftn l' Annuntiata . 

Non tralafciaua Andrea qual fi fofle occafione di dipingere > 
jertrar il vitto, ripigliando di quando in quando il lauorare à fre- 
co . Quindi fopra il gran canale, nelle cafe de'Signon Zanni, co- 
ori quattro hiftorie, & à piedi vna Galatea ignuda fopra vn Delfi- 

. io, così morbida,e vezzofa,che par veramente fen vadi traftullàn- 
lo,fra le acque,ed vn Tritone,che fuona vn corno ritorto,di carne 
irficia dal Sole, paefi , & altre figure con molta vaghezza : nondi- 

;. neno col profittarli invimi, non poteua fgrauarfi dal graue pefo 
Iella pouertà, onde bene fu detto » 

I . Onus inopulongè omnium grauìfjimum. 

Per la famiglia Pellegrina in San Sebaftiano fece la tauola del Pittura manie 
N'r ^hrifto in Emaus,con Luca,e Cleofa,al cui forte colorito non può toft • 
ce sfilìere qualfiuoglia Pitturale di quella maniera diuifein più qua- 
ri le feguenti inuentioni. 
Pilato, che per discolparli del Sangue di diritto fi laua le mani, 
a (da vn feruo gli viene gettata l'acqua con vafe d oro , e gli Ita in- c ccfe ]j- H 
:r:-j anzi il Saluatore in atto humiliffimo , annodato da dure ritorte , 
dh-'iwto da Soldati . La Vergine tra le folitudini col fauciullino , S. 

/iouan Battuta, e S.Giufeppe . 

co; f Tre fauofe d' Ouidio con figure poco men del vino; il ratto de' 

::i;j entauri delle Donne de' Lapiti , e vi agparifce vn rouinofo mi- 

uglio di donne gridanti conculcate da que Semicaualli ; Il Giti- 

iriiiJ tio di Mida con Apolloj che con gentil maniera fuona Ja lira , e 

Pane 



2$i LeVite de Pittori 



Pane il flauto; Andromeda ignuda legata al fallò , liberata da Péf- 
ieo . Ma i due primi quadri della Vergine , e del Pilato , furono 
de migliori, & più celebri che fi facefie,ritenendo certo che di gra- 
tia, e di finimento , non fempre accoftumato dall'Autore : parte 
de'quali fi conferuano nella Galeria del Signor Gio. Reinft gen- 
tiluomo Olandefe in Venetia, & altri nelle fue cafe in Amfterda- 
rao. Ha in oltre dlquefta mano vn quadro di braccia quattro j 
oue nella fommità d'vna fcala Pilato mo lira il Saluatore al popo- 
lo : & a pie vi fono molti degli Hebrei, che gridano il Crucifige; & 
alcune tefte di Filofofi raramente colorite . 

Nella Chiefa del Carmine dipinfe fotto il Coro in. gran tondo 
Maria Vergine , & Angeli intorno : di fotco San Pietro , e San- 
to Elia Carmelitano : e negli angoli gli Euangelifti , con fi gran.» 
modo coloriti , che fia difficile il vederle più fiere,e manierose co- 
fé : ma per ben goder quell'opeVa vi fi conuerrebbe maggior di» 
ftanza,diftinguendofi per la vicinanza troppo le pennellate. . Nel- 
la parte anteriore fono tre picciole hiftoriette , l'Annuntiata , la_i 
Nafcita del Saluatore , e l'adoratione de'Magi , e nella parte ver- 
fo l'Aitar maggiore il Signore tentato nel deferto , quando chia- 
ma Pietro dalla nauicella , e la Sammaritana al pozzo . 
Vinto dal Tin- A Padri Crociferi fece in concorrenza del Tintoretto la Vifita 
tonKto . di Noltra Donna a Santa Elifabetta : ma tuttoché vi vfaffe la folita 
fue bella macchia» diede Andrea quefta volta in troppo duro in> 
contro, poiché rimafe fuperato nel difegno , e nella viuacità da! 
TintorettOj che nel dirimpetto dipinfe la Purificatione della ftefla 
Vergine . j 

Ma veniamo alle Pitture lue priuate da noi vedute . In cafa 
Priola à S.Seuero,fopraà due porte di vna itanza fi veggono Apol- 
lo,e Diana,e fopra il recinto del letto alcunefauole alludenti la na- \- 
feita d'vn bambino . 

Il Signor Caualier Gufloni grauiflìmo Senatore, altroue mento fl 
uato,hà ài quella mano vna Santa Cecilia fi à ginocchi, che fuon; 
cu buona gratial'organo,e due Angeliche gli aflìftonoje la Vergi 
ne in altro quadro,che preséta al vecchio Simeone Noftro Signori 
bambino, che con vezzo ridente mira la Madre, altresì diuota,co 
me adorna di pellegrine bellezze . 

Fu Andrea molto famigliare de'Signori Ruzini, onde hebb* 
maer iadi molti trattenimenti,à quali fece molte pretiofe Pitture 
che hor fi ammirano nella Galeria dsl Signor Domenico Ruzin 

Sena- 



Del C. Adolfi. Par. I. 2j S 

Senatore meritiffimo . In quadro grande è noftra Signora col fan- 
ciullinOje con San Giofeppe in vn paefe, che fche-rza con San Gio- 
uanni . In altro la Regina Saba dinanzi à Salomone , che in gefto 
aftertuofo fé gli inchinaj e dietro ferui con ricchi doni . 

In picciola tela l'adultera condotta al Saluatore dagli Scribi , e 
Farifei: la Purificatione della Vergine in mezze fìguie quanto il vi- 
no : San Girolamo in vn paefe : Noftro Signore orante nell'horto : 
e in altro picciol quadro il Crocefiflò , oltre ogni credere , di forte 
colorito: lo fpofalitio di Santa Caterina martire. Quattro hi fto- 
riette della Scrittura facr-a compartite in piccioli quadretti, Iddio , 
iche ragiona con Abraamo: Agarifcacciata dicafa dalmedefimo 
Abrahamo , & allhor , che nel viaggio le viene additata la fonte-» 
(dall'Angelo, per trar lafete al moribondo figlio Ifmaele; e lo fteflò 
.Abrahmo alla menfa con gli Angeli hoipitifuoi , e numero di fer- 
.tri, che viaìlìftono. 

Hauui in ki caffè ancora altre inncntioni.In vna Sufanna al ba- Vatie ci(rfi 
gno con le ferue , oue entrano nobili Architetture : l'Angelo che d ipinte . 
ilEenedice Giacob: e Samuelle,che vngein Rè il paftorello D;uidc 
kNella feconda l'efercito di Faraone, che fegue il popolo Hebreo . 
con due figurine dalle parti. Nella terza il fanciullo Tobia , che 
iprende il pefce, accompagnato dall'Angelo,& il medefimo in viag- 
gio, & all'hor, che è raccolto nella cafa del vecchio Padre . Nella 
,quarta Giacob benedetto da Ifaac , in vece di Efau , ingannato da 
Rebecca . Nella quinta Rachele , e Giacob alla fonte , e due figu- 
re negli angoli : e nella fefta Mosè ritrouato nel fiume dalla figlt* 
i: uola di Faraone, con vedute di cafamenti , e liete verdure-» . 

De' foggetti fauolofi vi è vn quadro di braccia due con Atteone 
mutato in ceruo da Diana , con molte altre Vergini ignude , che 
ai di lui improuifo apparire fi nafcondono dietro à pilaitri d'vn an- 
tico edificio . Dal cui auuenimento fi trae morale allegoria per co- 
,Ioro, che fcrutar vogliono i Diurni fecreti , che fi rendono fimili à 
brutti animali. Danae, quanto il naturale,che fi rallegra della piog- 
gia d'oro, che le cade in leno, onde facetamente cantò vn Poeta : 
Tolte aurum , nulU vitiantur in orbe ptiella , 
Tolleaitrum, nullus feccat in orbe puer. Balbo. 

Soleua negli auuanzi del tempo lo sfortunato Schiauone (r- 
juadri tuttauia per le botteghe de' dipintori , trahendone in fimil 
giufa fcarfamenteil vitto . Or mentre rn giorno due ne portaua à 
foliti Bottegai , fùincontrtto da Aleflandro Vittoria Scultore, il 

Gg quale 






2 j 4. Le Vite de* "Pittori 

quale con chiari effetti faceua conofcere non eflere flato fauolofo 
il tramutare 1 faf fi in huomini, cangiando anch'egli marmi in fpi- 
ranti figure, e sforzatolo à lardarglieli vedere,e giudicandogli del- 
le migliori fue fatiche, li volle per fé , dandogli prezzo uantag- 
giofo de'Bottegaijticufando Andrea tuttauia il concederglieli,non 
gli filmando degni d'vn fuo pari, quali caderono,dopò la morte del 
Vittoria» in Bartolomeo dalla Naue, con molti difegni del Parmi- 
gianoicheperuennero finalmente in Inghilterra con altre picciolc 
hiflorie de' fatti d'Enea , del partirfi ch'ei fece da Troia , portan- 
do il Padre Anchife fopra le fpalle , e Giulio piccioletto à mano , 
mentre quella Città rimafe efca delle fiamme ; lo sbarco del mede- 
mo in Cartagine ; gli Amori di Didone , & altre attioni tratte da 
Molte hi. Virgilio, fatcc dall' Autore , per vn recinto da letto ( conforme ao 
*°" e# cofhimauafi in que' tempi) por lieuericognitione. 

Doleuafi fpelfo l'infelice Andrea dello flato fuo,eflendo aflretto 
. per lo più à dipingere per Maeflri detti, con deboli remuneratio- 

ni, onde effendogli date da Partenio Etiro amico fuo alcune mora- 
li inusntioni , dalle quali fperando trarne qualche vtilità , per effer 
cileno curiofe, le difpiegò in quefla forma. 

Nella fommiti d'vn Cielo flauafi femina ignuda con gli occhi 
Moraii'có. bendati fedente fopra ad vna palla. Sedenagli appreffo vn' huomo 
ponimemi. di graue afpetto cinto di drappo nero, intefo per lo Deflino, & vna 
di fue miniilre, che teneuano due grand' vrne, di donde quella 
traheua le forti , fpargendole alla cieca fopra molti , che flauano 
nella cima di piaceuol monte, conforme il detto di Seneca . 
I{es humo.nct ordine nullo 
fortuna regit , fpargitque manti . 
Mimerà c&ca , peiora fouens . 
A quali difpenfaua accette, ordigni fabnli, elmi, e fpade; à quali 
fcettri, e corone . Sopra alcuni dormiglioni cadeuano gioie,dana- 
ri, e varie dignità . A molti infelici gettaua ceppi, lacci, catene, & 
altre fciagure . A Donne di nobili afpetti fufì, e conocchie , & ad 
alcune ignobili maniglie, e corone, come diffe Afclepio : 
Fortuna immeritos auget bonoribus 
Fortuna innocuo s cladibus afficit » 
in App. vir« Iuftosilla viros pauperie grauat» 

6' 1 ' Indignos eadem diuitijs beat . 

Tra quella numerofa fchiera erano Bertuccie , Afini , Bufali > & al- 
tri animali immondi , che rapiuano fchedule fegnate d'alcune let- 
tere, 






Del C. %tdolfi. Far. I. 23 y 

tere , che dalle mani di quella Dea cadeuano . 

Efpofìo il quadro alla vifta comune , diede materia à gli fpetta- 
tori di vari; difcorfi , e fé bene egli era intefo per lo tipo della For- °£ ai d"| 1 £ 
tuna , erano nondimeno diuer/ì i pareri fopra le gettate forti . Di- Fortuna, 
cenano alcuni hauer chiunque al fuonafcere allega ato il fuo detti- 
no } come cantò il Poeta : 

Sua Fortuna ha eiafcun dal dì , che nafce . Petrarca ; 

Et il medefimo : 

Così fon le Jue forti àciafcunfifsc . 
Altri de^li antichi le diedero titolo di Deità con dire » 

Ttfacimus , Fortuna , Deam , caloque locamus . Stoicf. 

Alla quale ereffero Tempi) , & Altari , dal cui volere differo dipen- 
dere gli euenti delle cofe tutte , benché da più faggi non fi conce- 
dine che alcuni fortuiti accidenti: pare però che non baiti ali 'huo- 'i^ii For- 
mo naturai dono di forza, dibellezza, di Virtù , fenza il di lei fauo- V* na *?* li 
re . Vegli follecito {rudente ne' più gelati verni , efpongafi animo- 
fo foidato à gli affronti di Marte ; falchi ardito Nocchiere l'iitabi- 
le , e fluttuofo elemento ; ferui accurato Cortigiano con fedeltà il 
fuo Signore ; arda in amorofa fiamma leggiadro amante , che man- 
cando di buona fortuna ,proueranno fempre vana ogni fatica . 

Quello però , che diede occafione di marauiglia , fu il vedere-» 
mifti tri quegli huomini cotanti animali , non potendoli imagina- 
re quello haueffero à fare le beftie con gli huomini , fopra di che fu 
chi dille : quegli inferire il numero de' Buffoni > fauonti delle Cor- 
ti , Mezzani d'amorofi cornerei , Adulatori , & altri fimili foggetti » 
he à voglia loro rubbano le gratie de* Signori . 

Vedeuafi nel fecondo Mida coronato di reale diadema , con le-» 
crecchie afinili : Haueua à Iati l'Ignoranza , e l'Adulatione, e com- 
pariuale innanzi la Bugia,che afferraua nel crine nobile donzella-,, 
che mercè gridaua.feguita dall'odio veftito di color fanguigno,che 
teneua nafeofto il ferro lòtto il mantello . Fu giudicata quella pit- 
tura il tipo dell'Innocenza , alia fimiglianza della Calunnia d'Apel- 
k . Penfi ogn'vno quello fperarpoteua l'infelice da vn Mida, ac- 
compagnato datali Configlieri , e circondata da sì fieri nemici « 

Era nell'altro quadro , pollo ad vna fontuofa menfa vn'huomo 
d'afpetto delicato, venato <fi porpora, e d'oro. Gli fedeuanoappref- 
fo la Lafciuia, il Giuoco , la Detrattione , l'Otio , e la Crapula , ed 
era feruito da giouinetti di fencheveftì ornati ; co' crini annodati 
da colorici naifri r Stauafi in. vn canto della Sala nobile fanciulla » 

-" ' Gg a ueiti- 



2 $6 Le Vite ài Vittori 

veflita di bianca vette , coronata d'alloro con cerchio di ferro al 
piede , aggroppato da vna catena , che gli pendeua dal fianco . Fu 
interpretato quel Perfonaggio eflfere la figura di Sardanapalo , che 
fra le diflfolutezze banchettaua ; e quell'humile donzella, vna ferua 
di Corte , altri differo vna Schiaua, e chi l'infelice Virtù . 

Appariua nel quarto quadro alpeftre monte, verfo la cui fommi- 
tà alcuni faliuano per torti fentieri, co' volti pallidi , e dimeflì , chi 
teneua in mano libri , altri tauolozze, e pennelli, fquadre ,compa£- 
fi , & altri ingegnofi ordigni. Vedeuafi nella cima graue Matrona, 
appoggiata ad vna piramide, con varie corone in mano , per orna- 
re le tempie di coloro , che la su perueniuano : & haueua appreflo 
vna donna alata con tromba, d'oro, e le veftimenta fparfe d'occhi,e 
d'orecchie. ApièdelmonteftauanofpettatorifT.midia, e la De- 
trattione con molti , che mirauano coloro poggiare que' malage- 
uoli fentieri» tra quali eraui vno di fgarbata forma di carne fofea , 
di pelo nero , & irfutos-che in ifeoncia pofitura , e con occhio torto 
miraua vn di quelli , che ad onta fua fi apprenaua alla cima ; Altro 
d'afpetto graue con lunga vette teneua vn breue in mano fcritto : 
Egli è co/a d'amante , e Caualliero 
Spefse volte il cangiar voglia , epenfiero 
Non pafsò quella Pittura fenza la fua interpretatione , alcuni 
dinero quell'eflere il monte della Virtù , alla cui cima non fi pe> 
uiene , che mediante gli ftudij , e le fatiche ; così per appunto de- 
ferito da Efiodo. 

.Ante virtutem Dei fitdorempo/uerunt 

JmmoYtaks longa , & ardua via ad ipfatn , 
Et afperaprimum : poflquamad fummumperuentum fuerit j 
Facilis deinde cft, difficdis quamuis fuerit . 
Et il Guarino efortando il fuo Siluio à continuare nella virtù,gii 
addita in quefta guifa il fenderò della fatica » 

Atto 4.scc- Styejto è il vero camino 

» a 6 * Di poggiar à virtute : 

"Però ch'innanzi à lei 

La fatica , cljudor pofergli Dei y 

Chi vuo l goder degli agi , 

Soffra prima i di/agi , 

Ne da ripofo infruttuofo , e vile ? 

CbeH faticar abberres 

70 






Bel C. %dolfi. Var. 1. 237 

Ma ad fatica , che virtù precorre , 
Nùfce il vero ripofo . 
Alcune hiitorie della vita di San Giouanni fono in cafa Priola à 
San Saluadore,e de' Signori Fofcarini del Carmine la Miflione del- veneti*. . 
lo Spirito Santo . In cafa Bozza à Santa Marina, in vn foffito dipin- 
fé l'Aurora col gelofoTitone , che affettuofamente par la preghi à 
non lafciar sì tolto le maritali piume ; & in altro Bacco , & altre.» 
Deità; e nell'afpetto verfo il canale fece alcune cofe à chiaro feuro* 
e due gratiofe ligure fopta il capo. Li Sign. Soranzi di S. Luigi han- 
no tre gran tele , l'vna del ratto delle Sabine , 1* altra del figliuolo 
prodigo pentito raccolto dal Padre; e nella terza è dilpiegata la vi- 
ta dell'huomo , fecondo la tauola di Cebete . 

Condottoli lo Schiauone à Sa n Saluadore, à richiefta de' Signo- 
ri Conti Collalti dipinfe à fefeo parte dello afpetto delle cafe loro: s. Saiuado 
il refto fu d'altra mano à quella imitatione. Nel foffitto d'vna di rtJ - 
quelle Sale lauorò a oglio quattro fauole, tra le quali vna è Danae, 
così frefea , e di morbide carni , che della amorofo affetto : fopra la 
quale Gioue diffonde vn nembo d'oro, & vn' Amorino, che lo faet- 
ta . Né già poteuano i Poeti con più {ingoiare moralità rapprefen- 
tare la cupidigia donnefea , non eflendoui così riftretto luogo , oue 
non entri la forza dell' oro : onde il moralismo Oratio cantò . 

jlurum per medios irefatellites 

Et penumpere amatjaxa , potentìus 

Ititi fulmineo . — — • lìb. 3. ode 

: Vi dipmfe ancora quattro minori foffitti . Nel primo diuife in_. l6 ' 
più partimenti la fanola di Pfiche , & in quel di mezzo fi fpofaad 
Amore , oue fono in vero gratiofe figure. Nel fecondo veggonfi 
compartiti in più vani Apollo , Diana , Pallade, Mercurio , Gioue , 
Saturno , Cinthia , e Venere . Nel terzo fono due hiftorie j e nel 
quarto è Venere pofta à dormire tra fiori , animata dalla virtù dei 
Pittore, alla quale fi auuicinavn Satiro, & Amore , che lo faetta ; 
onde fi può dire , che lo Schiauone hauefle la maggior parte in ab- 
bellire quelle deliciofe habitationi. 

Rifenfce il Vafari , ch'egli fece fare ad Andrea per il Magnifico 
Ottauiano de' Medici la battaglia feguita tra Carlo V. e Barbarof- 
&>dachefivedelaftima, chefaceua del di lui valore , benché 
pafsandoalla sfuggita alcune cofe da quello dipinte , horlobiafi- 
mi , & hor lo lodi, conforme è fuo coftume , mentre duella de* Pit- 
tori Venetiaui , tuttoché conofcelfe il lor valore > empiendo folo le 



2 j$ Le Vite de Pittori 

carte de' nomi di quei Pittori , la fama de' quali non pafsò perao* 
uentura il margine del fepolcro • 

Da Monfeur Heflelino Francefe Maggiordomo > e Configliero 
tulei. àel Rè Ludouico XIII, di Francia , furono portate da Venetia à 
quella Maeftà due gran tele , in vna delle quali era dipinto la Ver- 
gine col Bambino, nell'altra Chrifto trionfante in Gierufalemme 
feguito dalle turbe, Si vn'alcra di Apollo , che fcortica Mariìa, del- 
le rare cofe di Andrea » 

Il Signor Conte d'Arundel poffiede di quella mano la nafcita de 
lolita . Saluatore , e'1 medefimo Signore , che trionfa su f afino in Gierufa- 
lemme, elacenadello fteflò con fuoi Difcepoli. Il Signor Duca 
di Premboc ha il Redentore dinanzi à Pilato , che fi laua le mani, 
qual foggetto fu dipinto più volte dall'Autore . 

Il Sign. Gio. Pietro Curtonilureconfultochianflìmo in Verona 
hi vn quadro di Maria Vergine con San Giofeppe ; E gli Signori 
verona» Chriitoforo , eFrancefco Mufelli hanno vnpicciol quadro di Su- 
fanna nel giardino con i due Vecchi . 

In cafa del Signor Valerio Michiele Senatore è vn Chrifto mor- 
to con le Marie , e Nicodemo : Gli Signori Conti Vidmani hanno 
Vtnetia. vna Madonna con S. Giofeppe ,e Santa Caterina . Il Signor Pietro 
Gradenico integerrimo Iureconfulto hi due facrifici degli antichi. 

Il Signor Francefco Bergoncio gode di quelli vn fingolar quadro 
cntroui la Vergine co'l bambino in braccio , e vari fanti intorno»!* 
figure intere del naturale . 

Il Signor Gualtieri Vander Voort foggetto cofpicuo Alemano, 
(che pure ha fatto raccolta di molte pitture , e numerofi di'egni di 
eccellenti Autori ) conferua vn'inuentione del giudicio di M ida fo-u 
pra la contefa d'Apollo , e Pane , ou'entra anco Minerua, leggia- 
driffime figure minori del viuo , tocche con manierofo modo . 
Il Signor Chriitoforo Orobono Gentil' huomo di molta virtù , e d- 
ornatifiimi coftumi poifiede anch'egli di quefto valorofo Pittore-». 
vn'Ecce Homo , tenuto con fune da vn foldato , con altri intorno , 
rapprefentatocon molta pietà dinanzi à Pilato , regolarùfimo non 
pure ne Ila forma, mi di fortiffimo colorito , e di varia inuentione, 
fra le cofe da me vedute, in vero delie mirabili d'Andrea: £t vna 
imagine di Noftra Signora , che fi ftringe al feno con foaue vezzo il 
fancmllino Giesù formato con fomma tenerezza , dimezze figure 
al naturale. 

Hauerà lo Schiauoae ancora, oltre le Barcate, altre cofe dipinte : 

aoi 



Del €. 'Ridolfi. Par, I. 2j o 

noi però delle più noce, e Angolari haueremo fatta fedele mentio- 
ne, come di Pittore dotato dalla natura di particolari gratis , pò- aÌhmÌ.* 
tendoficon verità di Ini dire, che nafceffe co' pennelli in mano , e 
con particolare procliuità al dipingere , fenza la quale non può al- 
cuno peruenire à fegno di perfezione . E fu fenza dubbio vn de* 
migliori coloritori della Scuola Venetiana, il cui bel modo di di- 
pingere fu fempre ammirato da' Profeflbri,ftendendo egli i fuoi co- 
lori con tale felicità, che rende marauiglia : accoftumando egli di 
porre in opera le mifchie , che per alcun giorno lafciaua alleftite 
fopra la tauolozza»formandone poi le carni così morbide,e frefche, 
fi che paion viue : qual via di fare , hi dato materia à Profeflòri di 
trarne bellifiìme ofieruanoni , hauendo in vfo di velar le parti del- 
l'ombre d'alcune tefte d'ocria, di lacca , e d'afpalto , che fa in vero 
marauigliofo eftetto,compcnendo in quella guifa vn mirto cafuale 
di tinte, che ben praticate dall'intelligente Pittore, fanno mirabile 
riufeita : il che prouiene principalmente dallo fprezzo , & arditez- 
2a del pennello. 

Fu medefimamente dotato di molte mirabili qualità, vfando di 
are i volti,& i profili delle donne molto vezzofi,e di bei lineamen- 
ti, e le tefte de' vecchi di buona macchia con barbe bizzare. Fu 
*ratiofo nelle attitudini, e tutto che facefie i panni di fempliciter- 
■e, gli refe però molto vaghi, toccandogli di qualche cangiante j e 
e egli hauefle hauuto commodo di ftudiare , farebbe gionto alla 
naggior altezza dell'arte, poiché il modo del colorito vien tal - 
lora fomminiftrato dalla Natura ; il difegno , per lo contrario 
on fi acquifta , che con lunghe fatiche , tic ofleruationi , con- 
iftendo nel formar le parti degli humani corpi con le debite prò» 
orcioni . 
Ragioniamo finalmente de' coftumi fuoi , già che delle opero 
abbiamo fauellato . Fu Andrea ; per quello fi racconta, di fchiet- Sno . . __ 
' i , e femplice natura , feguendo l'iftinto della fua natione , auezza mi. 
3 naturali talenti . Veitì così rozzamente , che niuno hauerebbe 
iamai giudicato , che fotto sì vili panni vi folle nafeofta vna tanta 
rtù : e pur Ci pratica , ch'entro mal compofto gufeio marino fi ce- 
■110 le margarite pretiofe . La Pittura s'aflfomiglia ad vna nobile-» 
>nzella , che fé fi accoppia ad vn Rè diuien Regina i e fé ad vn_i 
jebeo i\ marita , diuentauile , come appunto accade allo ftefso 
* hiauoae ,à cui effóndo appoggiata, non potè raoftrar il decoro , 

eia 



5^o Le Vite de* Pittóri 

e la fua nobikà,poiche la rea Fortuna toglie l'ardire,e priua di gra- 
fia ogni degna uirtù. Toleraua egli nondimeno con molta foffe- 
renza il mifero Hato fuo» riceuendo dalla benigniti del Cielo quel- 
o che gli era compartito . 

Prouo, come habbiamo detto» contrar iflìma Tempre la Sorte, ne 
:onobbe giamai aura cortefe dall'inimica fua fortuna , hauendol'- 
ìuomo di meftieri in quella uita non pure delle neceflarie cofeper 
o uiuerermà per tiuilméte anco uiuerj onde il poffederle con penu- 
la riefce di troppo duro partito ; né bene quadra allo ftato dell- 
ìuomo ciuile l'occuparli in tùli efferati j, benché portino feco con- 
fequen'ze di fortune : abbonendolo il genio del galant'huomo . Si 
che in quello infelice Pittore fluide la uirtù circondata dalle hu- 
mane miferie . 

Il riferirccome gii dicemmo,auuenimenti così miferabili al de- 
ttino , & alla forte, che fono quelle caufe , che lì uanno machinan- 
Vitì difcor ^° ^ a Attili ingegni , è un dar uigore à quelle ragioni, che partori- 
c fopra iaj fcono nelle hu nane menti le ambiguità , e gli errori : & il dire,che 
. jj p ato ^ a un d ecreto i a fl u ico da Dio nelle lìelle , uiene in un certo 
modo ifcemare la Diuina onnipotenza , effendo Iddio fommafa- 
Kc Prouet pienza,e d'infinito potere , non hauendo egli di meflieri d'intcrpo- 
bi «p. 16, fe mezz j p er reggere il mondo, poiché le forti da lui folo dipendo- 
no , né le llelle uagliono, che ad influire , che alcuni effetti nelle fu- 
blunari cofe . Si che piamente conchiudiamo , che prouenendo le 
cofe tutte dal Cielo , fé tal'hor ueggiamo negli huominiau-, 
uenimenti non buoni , ciò prouiene da occulte cagioni , non 
intefe da mortali , che giudicano per lo più degli euenti ,ì 
ignorando le caufe , che nondimeno alcuna uolta partorifco- 1 
no accidenti , benché in apparenza non buoni , profìtteuoli al- 
l'humana uita . 

Non è però, che deplorabile lo ftato di colui , che uirtuofamen- 

. . r . te uiuendo, è accompagnato dall'inopia, e dalle continue calami- 

to delia vis ta, come auuenne al poco auuenturato Andrea , che appena potè 

** da fuoi degni , e uirtuolì fudori trarre il neceffario alimento della 

uita. LaChriftiana patienza ferue di feudo à buoni nelle afflittio 

ni , ne hanrebbe egli giamai potuto effercitar così bene l'arte fua i ' 

che armato di toleranza .* Onde fi uede apertamente , che la Virtù 

non ha per confine le gioie , & i contenti : ma che termina con. 

g U 



. 



DdCRidof/L Parte I. 2^ t 

gli ftenti , e con le fatiche, accoftumandofi dal Mondo quella po- 
litica gentile, di trattar Tempre fcarfamente con la Virtù , per te- 
nerla per Tempre in foggettione, affermando alcuni, che i begli in- 
gegni fi perdono all'hora, che abbondano di ricchezze . 

In così mifera fortuna dunque vifle lo infelice Schiauone : onde 
non hebbe da dubitare della riuolta della Fortuna , chetantofto 
ritoglie ciò , che largamente comparte , come affermò il dotto 
Seneca • 

bene pattpertAS 



Scen.8>Att.j. 



Muore 



Humili tetto contetta Utet. 
Sluatiunt altas fape procella, 
Aut euerùt Fortuna Demos . 

Finalmente dopò il lungo corfo di molte difauenture d'anni 60. 
in circa, egli pofe fine col morire alle noie , & alle fatiche , non ef- 
fendo la vita dell'huomo punto diflìmile dalla ruota d'ftfione , gi- 
. rando del continuo ne'tormenti : e fu fenza veruna pompa da_» 
Maeftro Rocco fuo compare,con la pietà degli amici, fatto in San- 
to Luca feppellire . 

Il Mondo, che vide con occhio poco cortefe il viuo Pittore, ap- 
plaude al di lui valore, hòrche morto nulla richiede : e le opere-» 
lue, che non baftaronodnodrire il fuo vaiente Facitore, hor al- 
trui d'oro, mentre quello di gloria , copiofamente amechifeo- 
no, verifìcandofi in Andrea ciò, che cantò il Prencipe de'Poeti 
Lirici. 

Vìrtutem incolumem odimus , Oiod. 24. li. j. 

Sublatam ex oculis quarimus inuidi . 

E quell'altro gentil Poeta » che tanto celebrò la fua bella». 
Cinthia . 

Omnia poji obitttm fittgit malora vetufias, 

Maius ab exequtjs nomen in ora venìt . Prop.d.i li.j. 

La cm memoria rimarrà via più viua > per la penna del Signor 

H h Pietro 



5^2 Le Vite Aé Pittori 

Pietro Michiele Nobile Veneto» che glifcriflequeflo bellilfimo 
Epitaffio . 

Dentro la fianca angufia 
Di quello ofcuro anello , 
Andrea fé» giace : quello , 
Per cui del Mondo E ampia mole duguftx. 
Scarfa alla gloria fu. d'vnfol gemello. 
Già creo , non dipinfi ; 
£ ogrihor coni 'Arte la Natura vinfe v 
Che per dolor profondo 
■Delle perdite fue lo tolfe al Monde. 




VITA 




Alessandro Bvonvicino 
Detto il Moretto Pittore 



VITA DI 



'■4S 



ALESSANDRO 

BONVICINO 

i DETTO IL MORETTO 

E d'altri Pittori Brefciani. 

VINCENZO POPPA. 

Refcia madre feconda d'animi guerrieri , produfle 
anch' ella ne 'tempi all'hor> che della Pittura ifpun- 
tauan le primiere bellezze, alcuni valorofi Pittori. 
Ond'èj che circa gl'anni 1 407. fiorì il Foppajdal- 
la cui mano fi vede vna Cappella nel Carmine . In 
San Pietro Olmeto due tauole , in vna la Trinità > 
Bell'altra Sant'Orfola, tocche conragioneuol ftile, che per l'ordi- 
ne di quell'età* paflano per buone Pitture . 

FIOIAVANTE FERRAMOLA. 

Di quefta mano fi veggono pure opere nel Car#ine . La figura di 
noftra Donna co'Santi Fauftino>e Giouita,& altre cofe à frefco in 
quella Cittàj Iequali béche Mano già molto tépo dipinte jtuttauia fi 
cóferuano. "Ritrouoffi coftui in Brekia> quando fu faccheggiatada 
Francefi, e difpogliato d'ogni fuo hauere da foldatij fu neceffitato 
ricorrere à Monfignor de Fois Capitano delle armi> à cui narrate-» 
le fiie difauenture , e quegli intefo quanto foffe quefti valorofo 
nel dipingere} volle da lui effer ritratto , ricompenfando la perdi- 
ta da lui fatta j € la virtù fua con dono di 5 00 . feudi . 

) 
PAO- 




'46 



LeVìte de Vittori 



PAOLO ZOPPO. 



Fu tenuto il Zoppo per buon Pittore non folo,: ma perdiligeri 
te miniatore . Nella Chiefa di San Pietro Oliueto dipinfe il Sa/tu- 
tore condotto al monte Caluario . Et in quella della Croce , e di 
San Cofmo , e Damiano fece altre pitture , & in San Domenico 
era la Natalità diChrifto. Lauorò molte miniature per diuerfi 
libri con figure,& ornamenti . Morì coitili in Defenzano nel viag- 
gio di Venetia per dolore d'vn bacile di Criftallo,che fé gli ruppe : 
nel quale con lunga diligenza fraueua figurato il facco di Brefcia_» 
fatto daFrancefi, in cui ritraile Monfign or de Fois,& alcuni prin- 
cipali Capitani* ch'interuennero in quella imprefa , che defignaua 
portare in dono al Doge Gritti, accorgendoli tardi della fua leg- 
gerezza , hauendo raccomandata alla fragilità d'vn vetro , vna co 
sì laboriofa fatica . 

Ma di molto più chiaro grido fu Alefiandro Moretti , vno de* 
principali ingegni Brefciani , natodell'honoreuol famiglia Bon- 
uicina . Quelli cffendo fanciullo pafsò à Venetia in cafa di Titia- 
no,doue flette per qualche tempo ad apprender l'arte : e cercò an- 
cor di feguire la maniera di Raffaello . Ritornato à Brefcia , co» 
minciò à far vedere 'gl'auanzi dello ftudio Tuo» ornando quella^ 
Patria con molte fue fatiche . 
Opere prime Ne'fuoi principi j dipinfe per la Chiefa de i SS.Pietro,e Paolo nel 
tkiEiHuicino ] a p arte a j di f uor j dell'organo > que'due Apoftoli , che foftengonò 
vn Tempio : e nella interna , Simon Mago, che precipita rout- 
nofo dall'aere. Entro FA ltar maggiore fece la Vergine in gloria > 
coronata dall'Eterno Padre, e dal" Figliuolo ; à piedi gli detti San- 
ti , e tra quelli la Pace , elaGiuititia > che fi abbracciano , con 
arnefì militari fottoà piedi, &vn Angelo in aria , che tiene con 
mano le chiaui di San Pietro : & con l'altra porge vna tauolaà Sani 
Paolo, oue è fcritto . Faftus e(i angelica tuba . In altro Altare ritrae 
Altre pittar». ^ no ^ ra Signora , e fotto quella à federe il Beato Lorenzo Giù- 
ftinia.no , che fauellaconvna bella giouine, figurata per la Sa- 
pienza .. 

Nel Duomo colorì l' Afluntione di Maria Vergine , con gli A- 
portoli intorno al fepolcro con molta delicatezza; e nella Cappel- 
la del Sacramento, in gran mezzaluna , efprèfle il mangiar dell'A-i 
gnelloPafcale* che fecero gli Hebrei nel partirli dall'Egitto : &| 

altre 






Bel C. %dolfì. Parte I. 2 47 

altre due minori hiilorie del facrificio d'Abraamo, e di Mosè, che 
ficaualefeaEpeperfalireilmonte Oreb . La prima è figura de! 
Saluatore; la feconda inferifce il rifpetto, che fi deue à i luoghi 
facti. E per la compagnia dell'Ororiamma lauorò vn gran Conia- 
tone , in cui ferine il fiionome . 

£ filmata pittura di quefta mano la tela maggiore della Chiefa 
di San Giouanni ; e nella Cappella del Sacramento il cader della 
manna» ch'egli fece in competenza del Romanino ; e nell'arco la- 
terale alcuniProfeti. Nella medefima Chiefa rappresero in oltre la 
ftrage degli innocenti molto commendata , hauendo efpreflb in 
quelle madri dolorofi affetti , i cui bambini vengono da'crudeli 
miniftn barbaramente vecifi . 

In San Clemente Chiefa de' Padri Domenicani, dipinfenel- 
1" Aitar maggi ore la Vergine con Noftro Signore bambino aflìfa_» 
fopra ad vn arco, cinta da felloni, & Angeletti à piedi , San Cle- 
mente, & altri Beati . In altro Altare ritratte la medefima, nella.» 
cima d'vn piedeftallo : Santa Caterina da Siena , che le arreca vn, 
giglio ; & il bambino Giesù, che fa fua fpofa la Martire Caterina ; 
e nella parte inferiore hauui San Paolo, e San Girolamo:& in.altre 
due tele fset Sant'Orfola con la fua comitiua ; e cinque Verginel- 
le, 1 cui volti fpirano molta gratia, e diuotione : e fopra all'organo 
yedefi appefa altra tela col Saluatore refufeitato , che già feruì per 
Altare . 

Ne men degne fono le figure delle coperte della celebre tauola 
di Titiano, oue fono effigiati i due Santi Caualieri Nazano,e Cel- 
!b vediti alla militare, con palme in mano ; e di fopra alcuni An- 
eli in gloria, che fanno mufica . Nella ftefla Chiefa fono due ta- 
vole, vna di Chrifto in gloria, che corona la Madre fua , ed i Santi 
^ Bernardino, e Francefco, e fArchangelo Michele: l'altra è pofta 
nella Cappella del Sacramento col Saluatore abbracciato alla_» 
roce, cinto di raggi , che diffonde dal coftato il fangue entro ad 
calice* con Angeli intorno , e due Profeti con tauole in mano . 
_. vna è fcritto . Hic efl pants quem dedit Dommus: nell'altra : Co- 
°°* medite amici , & inebriamim ; e tra quelli è vn'Angeletto con altra 
! ' tauola , nella quale fi legge . Htc eiì Sanguis tneus noni teflamenti . 
Nella Madonna de'Miracoli, per l'Altare eretto da Galeazzo 
Rouellio Maeftro di Scola, fece il San Nicolò , che raccomanda 
alla protettione della Vergine alcuni fanciulli , ritratti dal natura- 
le, & in cartella à piedi vi è icritto . 

Beati 




2 ^ n Le Vite de' Pittori 

Beata Firgi ni Deipara , ac Beato Nicila* 
Galeatius Rouellius i/sp. 

Vna delle opere più belle, vfeite dalle mani del Moretto , è ì S» 
Antonio di Padoua nella Madonna delle Gratie » collocato tra li 
Santi Antonio Abbate, e Nicolò di Tolentino ; & in quella Chie- 
fa fono ancora due lodate figure de'Santi Rocco , e Sebaftiano . 
In Santo Aleflandro dipinfe di nuouo il Santo Pellegrino > icui 
l'Angelo medica la ferita : & in San Giouanni tre tauole, 1" vna del- 
la Vergine, che ha a man ritta l'Angelo Cuflode,che raccomanda 
alla di lei protettone vn'huomo togato di cafa Luzaga; l'altra del- 
la Nafcita del Saluatore ; e la terza di nolìxa Donna fituata in vno 
fplendore, fotto alla quale erano figurati alcuni Beati , che furono 
fatti per (implicita ricoprire da que' Padri, rimettendola vnpae- 
fe renella difciplina fece à lati d'vn Crocefiflb di rilieuo S. Gio- 
uanni , e la Maddalena piangenti . 

In Santa Maria Calcarla rapprefentò il pranfo di Simon Lepro- 
fo col Saluatore, e la Maddalena a fuoi piedi , che verfa dagli oc- 
chi copia di lagrime, in emenda de'falli fuoi . In Santa Eufemia 
ritrafle la Regina de'Cieli, col figliuolino in feno ; e li Santi Bene- 
detto, e Paterio veftito all'Epifcopale ; e due Beate Verginelle. 
E nella Chiefa dedicata à San Francefco Santa Margherita tolta 
in mezzo da'Santi Girolamo, e Francefco . 

Ma ci conuiene far vn breuetrafeorfo per lo territorio Brefcia- 
Pitturc fatte no ricercando nouelle pitture dell'Autore . In San Felice della Ri- 
sei rckianc. u i era> dietro all'Altare, vedefì il Saluatore nel mezzo degli Apo- 
fìoli, à cui il poco credente Tomafo affige il dito nella piaga : & à 
"Limone, altra Terra , la figura di Maria noftra Signora j e d'altri 
Beati . 

Nella Chiefa pofta nella cima di MótePaitone,dodici miglia di- 
ttante da Brefcia, ammirafi ancora vna miracolofa imagine della : 
Vergine, che fece il Moretto à petitione di quel Commune , per 
vn tale miracolo accaduto . Raccoglieua vn contadmello more 
filueftri nel feno di quel monte , à cu.i apparite Maria SantJffimain 
fembiante di graue Matrona, cinta di bianca vefte , commetten- 
dogli, che facefie intendere a' que'Popoii, che al di lei nome edifi- 
caflero vna Chiefa in quella fommiti , che in tal modo ceflarebbe 
§erto infortunio di mal e, che gli opprimeua. Vbbidì il garzon- 
cello» 



Del C. Rìdolfi. Torte L 1 4$ 

cello» & ottenne anch'egli la fanità . Edificato il Tempio » fu or- 
dinatala Pittura al Moretto» il quale con ogni applicatone fi die- 
de à compor la figura della Vergine, nella guifa,che riferiua il Ru- 
nico : ma affaticandoli in vano , pensò > che qualche fuo graue 
peccato gì' impediffe l'effetto , onde riconciliatoli con molta di- 
uotione con Dio, prefe la Santiffima Euchariflia , ed indi ripigliò 
il lauoro, e gli venne fatta l'Imagine in tutto fimigliante à quella » 
che haueua veduta il Contadino, che ritraffe àpiedi,col cello del- 
le more al braccio : onde viene frequentata da continue vifite de 
Popoli, mediante la quale ottengono dalla Diuina mano gratie , r ^^' t e mi '*- 
le fauori . 

Lauorò ancora perlaChiefadiS.FrancefcodiBergomolate- 
la del martirio di San Pietro Martire ; e per quella di Sant'Andrea In BcT S° m o . 
Noftra Donna con li Santi Domno» Domneo, & Eufebia patritij 
TJergamafchi, della famiglia Claudia : e raccontafi , che cadendo 
il fulmine, rouinò l'ornamento di quell'Altare , lafciando intatte 
quelle diuine, & ammirabili figure . 

Per la Città di Verona dipinte in oltre tre celebri tauole , l' vna |„ y erous 
in San Giorgio,di Santa Cecilia, polla nel mezzo delle Sante Ver- 
ginelle Lucia, Caterina, Barbara, & Agnefe, che in gentili attitu- 
dini mirano la Vergine in vn Cielo , cinta da molti Serafini . 

L'altra in Santa Eufemia per lo Altare de'Piftori,di Sant'OrfoIa 
con lo ftendardo, e da'lati i Santi Pietro, e Paolo , & Antonio Ab- 
bate , e fopra la Vergine » e San Giofeppe adoranti il fanciullo 
Giesù . 

La terza per la Chiefa della Giara, già officiata da'Padn Humi* 
iati, che fu locata al Moretto da Fra Bartolomeo Arnoldi Prepo- Eccellente pit- 
fito del Conuento|> che pur fi vede fcolp ito di marmo , veflito all' cnra> 
Epifcopale, fopra d'vn fepolcro nella fleffa Cappella, il quale è pa- 
rimente ritratto con l'habito dell'Ordine nella fteffa tauola con 
Utro Frate fuo Nipote , che ambi] adorano la Regina de'Cieli, 
edente fopra le nubi : e Santa Elifabetta tiene il picciolo Giouàn- 
u, che fcherza col Bambino, operatraqueftela migliore . 

Rettaci l'aggiungere, oltre le narrate , due notabili fatiche del- 
' Autore . L'vna del Cartel di Lonico nel Vicentino , polla nel Re- Macftofb con 
'èttorio de'Padri di San Fermo > e Ruftico , delle nozze di Cana 11 " ' 
3alilea, oue il Saluatóre tramuta l'acqua in vino . Gli flà i lato 
a Madre fupplicante , e molti conuitati appreffo mirandoli l'vn 
'altro in vifo, con effetti di marauiglia» mentre > che lo Scalco 

I i velli- 



* 



2 so Le Vite de Pittori 

■veftito di ricca zimarra , foderata di lupi cernieri > ordina ad vtt 
feruo , che verfi in altro vafe il vino : e fopra la menfa fi difende 
purpurea tenda, che le arreca molto ornamento . 

L'altra è polla nel Refettorio de'medefimi Padri nel Cartel di 
Monfelice, ed in quella è rapprefentato il cornuto di Simon Le- 
profo co Chrifto,oue interuiene laMaddalena proftrata à Cuoi pie- 
di, colorita con la via di Titiano, nel cui volto diipiegò il Pittore 
gli effetti del dolore, e lo fpargimento delle lagrime . Due ferue 
tengono le ricche fopraueili, ed è la menfa fituata lotto à vn por- 
tico diuifo di paffaggi di colonne } e d'archi tirati in prospet- 
tala. 

Furono da lui ritratti il Vefcouo Vgoni di Famagofta . Era net 
M '.'. . le cafe del Conte Gio. BattiftaGambera,BrunoroGambera, che 
o annate j nteruenne nella Coronatione di Carlo V. in Bologna , corno 
Maeflro di Campo Generale, di cui non fece mentione il Giouio* 
come riferifce il Roffi negli ejogij, hauendogli negato l'hofpitio 
dicendo non hauere ftanze per letterati : onde non è che beno» 
l'vfar gatitudine fempre àgli Scrittori, da' quali fi può riceuer fa- 
ma, & honore . Di Bartolomeo Arniggio Medico , che fece mol- 
te efperienze sii le vite di quelli di Valtropia . Scrifle della medi- 
cina d'Amore, per la cui infermità l'oro folo è bafteuole rimedio » 
onde cantò vn gentil Poeta . 

«alt». Aurumcunftdmwet, fuperì flecluntur ab auro . 

Et il Prencipe de'Poeti Latini . 

v«tg.iib.,.nei. £uidnonmortdlia feftord cogh 

i*£u€idc. Ritiri faerd fdrnes ? 

Et il Lirico Orazio defcriuendo la forza dell'oro dille . 

J-'k *• fewi. ■- ■ OmmsenimreSy 

or a j. Virtus, Famd y decus, diuind, humdndf,fulchris 

Diuitijsparent : quas qui conftruxerit y Me 

Clar us erit, finis, iufius , fdpens etidm t & RtX ', 

EtquidquidvoUt — — -~ 

■ • 

Fece 






Dei C. Rìdolfi. Parte L 251 

Fece ancora il Moretto il fuo ritratto dallo fpecchio in giubbo- 
ne di più colori ; hor in cafa del Signor Francefco Gallo , peritifli- Ritratto idi* 
monelle Leggi , ecortefilfimo gentilhuomo ( da cui habbiamo Autore « 
iratto l'effigie fua) con quello di Agoftin Gallo , chiaro Scrittore-» 
dell'Agricoltura, 

Altre particolari cofe fi trouano apprendo del Signor Ludouico 
Baitellb celebratiflìmo Iureconfulto , delConte Antonio Gambe- 
ira, del Signor Achille Maggio, e d'altri Signori, e due tefte de'SS. 
Fauftino, e Giouita in cafa de'Signori Sauoldi . 

Tali, & altre operationi fece il Moretto nella Patria , e fuori > 
imediante le quali fi fece conofcere per buon difegnatore , grato 
coloritore, e molto pio, & aftettuofo neH'efprimere le facre inda- 
gini, onde con ragione gli raflegna il proprio merito vn deprimi 
luoghi tra gli ingegni Brefciani , poiché la Grecia , e Roma , non 
fi refero men chiare per lo numero de'Capitani valorofi, che per 
la ferie degli eccellenti Pittori . Brefcia, che gli die la culla, gli 

diede ancora honorata fepoltura nel Cimitero di San Cle- Sepolto in San 
mente , e fu pianto con ragione da' Cittadini non Clemente 

effendo perdita maggiore , che'l mancar di 
coloro , che vogliono ad aggrandir 
le Patrie con Ievirtuofe 
loro opera- 
tioni . 

(0 










li ì VITA 




VITA 

DI GIROLAMO 

ROMANINO 

PITTORE- 

\V fcmpre l'emnlatione cagione d'acquifti di gloria 
e di eccitamento àgli animi grandi, egenerofi di 
fare attioni via più illuitri . Quindi è , che molti 
mofli dal folo impulfo d'honore, hanno degne ,& 
eccellenti cofe operate . Nel tempo medefimo, che 
il Moretto dipingeua in Brefcia , vifle fuo concor- 
rente il Romanino, coloritor bizzarro, fiero, e capricciofo inuen- 
tore, onde la di lui fama non men chiara , che di quello fen vola.» 
per lo Clima Brefeiano . 

Di quefto Autore fono opere molte in Brefcia . In San France- 
iaSaftisr?" *" co ^ a tauoIa della Vergine fedente in trono, & à piedi fono Frati 
della Religione : e ne*due portelli , che la ricoprono appare il Se- 
rafico Santo, che fi fpofa alla pouertà ; e fotto il Vefcouo d'Asfifi , 
che predica al popolo l'indulgenza della Madonna degli Angeli , 
& il Pontefice dormiente, à cui il Santo ftilla dal collato il fangue 
in vn calice, & in altra parte difcaccia dalla Città d Arezzo molti 
Demoni fotto moftruofe forme, lignificando le difcordie,che ver- 
tiuano in que tempi tra là fattione Guelfa, e Gibellina, frapoflofi 
il Santo, mediatore tra quelle difcordie . 

Nella Chiefa di S. Domenico ha dipinto il Santo Patriarca con 
vn Tempio in mano . Hauui al lato deliro San Pietro Martire , € 
San Paolo; al finillro li Santi Francefco, & Antonino Arciuefco- 
uo di Firenze, e'1 Beato Iacopo Salomone Venetiano, coni due 
SantiCaualieriFaullino,eGiouitain giubbe militari; e di fopra 
è la Vergine Coronata dalla Santiflima Triade . Fece aucora nel 

la 



I 



Dei C Esdolfi. Parte I, z S3 

!a parte al di fuori dell'organo. San Domenico dinanzi al Pontefi- 
ce Innocentio III. pofto tra Cardinali: e di lontano appare in mac- 
chia lo lleflo Pótefice, che gli par di veder dormendo il detto Sato 
foftener la Chiefa di S. Giouanni Laterano, perlaqualvifìonegli 
confermò la Regola . Nel di dentro di lontano vedefi il Nipoto 
del Cardinal Neapoleone, che nel cader da cauallo rimafe morto: 
:più da pretto il Santo medefìmo lo ritorna in vita , allaprefenz* 
Ji due Cardinali . 

Nel Clauftro del medefimo Conuento, diede anco principio ad 
llcune hiftorie a frefcó della vita del Santo detto : ma dipingen- 
dola, col folito Aio coftume, molte bizzarie , non piacque l'opera* 
; mancando que'Padri della douuta cognitione , non vollero» 
che in oltre profèguifle il lauoro. 

E fatica dell'Autore la tauola dell'Aitar maggiore nella Chiefa 
di Santo Aleflàndro, compartita in fei vani. In quel di mezzo è 
figurata noftra Donna con San Giofeppe, adoranti il nato bambi- 
no? ftefo fopra d'vn drappo ; negli altri fi veggono li Santi Girola- 
mo, & Aleflàndro armati, il Beato Felice Semita , San. Gaudentio 
Vefcouo di Brefcia ; e nella fomnùtà San Giouanni, e la Maddale- 
na, che piangono l'eftinto Saluatore ; e nella coperta è l'Angelo 
Gabrielle, che annuntia la Vergine ; e la vifitade'Magi ; e nell'or- 
fano il Santo Aleflàndro à cauallo . 

E tenuta vna delle migliori fue pitture il Chrifto deporto di Cro- 
ce nella Chiefa di San Fauftino, oue interuiene la Vergine Madre, 
•le Marie , e San Giouanni : e crebbe il concetto di quell'opera ef- 
fèndo veduta dal Palmaj che la lodò con dire, che il Romanino in 
quella fi fufle apprettato allo itile Venetiano . 

Lauorò poi nella Cappella di San Giouanni-latelaal dirhnpet- 
:o di quella del Moretto con la Maddalena à piedi del Saluatore 
iella cafa di Simone, e due Profeti dalle parti, & in vn' Aitate te 
nozze di Maria Vergine . 

Nella volta del Salotto del Capitano dipinfe à frefco nel mez- 
10 Ercole appoggiato alla Claua, & à piedi euui fcritto: Ex labore 
•equtcs , con altre ifcrittioni intorno : & in otto fpatijjche formano 
a volta , fìnfe nel primo vbriachi, e giuocatori; nel fecondo huo- 
nini,edonneinattifolazzeuoli ; nel terzo vna donna accompa- 
gnata con due armati; dicono inferir Brefcia , e quegli armati due 
'delle principali famiglie; nel quarto fono alcuni foldati, che falgo- 
10 vn'alpeftre monte ; nel quinto appaiono huomini togati con 

libri 



3 54 Le Vite de* Pittori 

libri in mano, & altri co'ltromenti mathematici ; nel fello Sculto- 
ri, che lauorano bufti di marmo ; nel fettimo huomini, e donno » 
che ballano; e nell'ottano altri ftanno con femine crapulando . 

InBergomo,nelIaChiefadiSanto Aleflandroin colonna, è di 
quello Autore l'Affinata della Regina de'Cieli . In SanGiorgio di 
Verona, i portelli dell'Organo, oue nel di fuori , è il Santo Caua-? 
iiere dinanzi all'Imperadore, cinto da foldati, che hanno habkj 
bizzarri j e nel di dentro è il Santo in vna caldaia ; & in altra parte 
arrotato da minifiti . 

Sono fue pitture in oltre nella Chiefa della Madonna fui Lago 
d'Ifèo, in Santo Antonio di Breno , e per quelli di Valcamonica_» 
fece la figura di San Chriftoforo con la verte così corta, chea 
pena gli copriuai fianchi : ma quelli vedutalo , fé ne condolfero , 
che m tale maniera l'haueffe dipinto,onde duìè à loroiche il dena- 
ro patuito non era bafleuole per allungargli il panno della velie > 
e con tale accortezza gli accrebberola mercede ; R trouano opere 
lue ancora nelle cafe di Brc (èia, e del Signor Baitello la Vergine 
annuntiata . 

Viffe lungamente il Romanmo , e godè tutti ipriuilegi delle 
lodato siagli etadi, morendo nell'età decrepita : onde vide ampliato il nome 
Artefici» a - fuo con le opere molte, ch'egli dipinfe , auuarizandofi tuttauiail 
di lui grido per l'autorità de'Profeflbri . 

CALISTO DE' LODI. 



; 



Califlo, nato in Brefcia della famiglia de'Lodi, fu buon colori- 
tore àfrefco,&à tempera. In San Domenico fi veggono da lui 
dipinti due portelli dalle parti d vii Altare, che altre volte iéruiro- 
no per coperta del Rofario : in vno è il Papa accompagnato da_» 
Cardinali, e Prelati, che recitano il Rofarioj nell'altro l'Imperar 
dorè, e Caualieri, che fi efèrcitano nella medefima diuotione . Iti 
SanFrancefco vede fi la tauola della Vergine, cinta da molti San- 
ti ; ed in San Clemente la Nafcita del Saluatore. Fece di più in 
Santa Maria Calcarla con più eccellente manierala Vifita della 
Vergine à Santa Elifabetta, tenuta la migliorfua pittura ; e nella 
Chiefettadel Capitano il San Pietro Martire . 

Dipinfe per la Parrocchiale di Breno in Valcamonica , nell'Al- 
tar maggiore Noftra Signoracol figliuolino in grembo,e due Sali- 
ti eccedenti il naturale ; e per la Terra di Ciuidat di quella Valle» 

nella 






Del C. Adolfi. Parte L 2$ 5 



nella Cappella principale, la tela dell'Altare con molte figure » 
. Jn Crema ne'Padri del Cannine lauoròà f'refco vna Cappella 
nella volta Iddio Padre, e ne'pilaflri, felloni , e grotefche > e la ta- 
uola à oglio col Battefimo di Chrifto, & Angeli vaghinomi ; & in 
Lodi ha dipinto la Chiefa della Madonna . 

In Brefcia hanno i Signori Sauoldi la Nafcita del Saluatore, de 
il Signor Dottor Gallo hi due quadri, in vno Maria Vergine ; «el» 
l'àltro lenozze di Santa Caterina Martire ■. 

GIROLAMO SAVOLDO. 

Nacque Girolamo in Brefcia della Nobil famiglia Sauot 
da, e fi diede per delitiofo talento à dipingerere , onde diuenne 
buon Pittore : e mediante le opere Tue lafciò degna memoria di fé 
fteflb in Brefcia in S. Francefco nella tauola degli Sponfali di Ma- 
ria Verginea in S.Bamabà nella Natiuità del Signore nell'Altare 
: de' Bargagni , & m cafa Auerolda in vna figura della Maddalena 
inuolta in drappo,col vafe deH'alabaftrOjincaminata al Sepolcro: 
■■ celebre pittura, dalla quale fi fono tratte molte copie . E di quella 
mano trouafi il Padre Anfelmo Oliua da Brefcia» Inquifitore ift 
ni IVenetia, vn quadro di noltra Donna lattante il bambino, con San 
Giofeppe, che trae dell'acqua tri alcuni rouìnati edificij . 

Quelli poi fé ne pafsò à Venetia trattenendomi! fino al fuo mOr 
rire , non con altro nome , che di Girolamo Brefciano : oue 
fece fludio particolare foprale opere di Titiano . Il Signor Caua- 
ilfl lierGuffoni ha in vn quadrovn capriccio di mezze figure finte di 
i. notte, nelle quali offeruanfi alcuni lumi cagionati da vn lamfc_>» 
m Madama d'Ardier,Ambafciatrice Francete, haueuavn San Giro- 
u ìamo orante nel deferto , & vna delle Maddalene dette ; & in cafa 
pei Antelmi vi è vn deporto di Croce, Le opere di quello buon Pit- 
:ore fono raccolte da dilettanti , e tenute in molta ftima . Fu mol- 
• :o dilìgente , e fi approfiimò allo ftile Venetiano , onde accre- 
ditò il nome fuo . 

CHRISTOFORO, STEFANO, 
e Pietro Rofa. 

i: \ Furono Chriftoforo, e Stefano fratelli, valororofi nelle profpet- 
v... iue, e nelle cofe de* foffitti, onde vennero molto adoprati nel fare 
itila . • orna- 



2 $6 Le Vite de Pittori 



ornamenti ne' Cieli de* Tempi) . Lauorarono la volta del Palagio 
del Capitano di Brefcia , e nella Crocetta dell' Orofiamma > 1«> 
quali due fatiche gli diedero molto grido . 

Due notabili foffitti in oltre dipinfero in Venetia , l'vno nel 
Cielo della Chiefa della Madonna dell'horto,in cui fono compar- 
tite colonne ritorte, cannellate, cinte da vitalbe , che reggono tri- 
bune dorate, con alcune figurine, foftenute intorno damodiglio- 
ni:ed in quel riftretto fpatio puotero facilmente ingannar l'occhioi 
e con molto ingegno mutarono più volte il punto della veduta , fi 
che vedute in più fiti, fanno l'effetto douuto : l'altro fu quello del- 
lo Statuano di San Marco, oue finfero vn giro di colonne dorate , 
è nel mezzo vn foro, oue Titiano dipinfe vna figura, come fi dine; 
& il bafamento è così ben fatto, che rende fofpefo ogn'vno fé egli 
fu fìnto» ò naturale . 

Pietro fu figliuolo di Chriftoforo , e Difcepolo di Titiano , dal 
quale venne erudito da lui con particolare affetto nella Pittura , 
per rilpetto del Padre fuo , che gli era amoreuole compare . Ri- 
tornato à Brefcia con buone inftruttioni , hebbe materia divari 
impieghi . Dipinfe nella Madonna delle Gratie , il martirio di 
Santa Barbara . In San Francefco nella Cappella di San Michele 
ritrane quell'Arcangelo , che difcacciaua Lucifero dal Cielo ; e 
nella Chiefa de 'poueri della Mifericordia Giacob con gli Ange- 
li , e la Nafcita del Saluatore . 

Sono opere di Pietro ancorale coperte dell'organo nella Ma- 
donna delle Gratie, oue egli fece la Sibilla , che dimoftra ad Otta- 
ulano la Vergine col Bambino in vn raggio di gloria, e fifariano 
veduti ancora effetti di lui migliori , fé giouinetto non veniua fo- 
prauenuto dalla morte : ed alcuni vogliono , ch'ei fi moriffe di ve- 
leno col Padre j & altri , che terminane la vita ferito di peftilenza 
l'annoi 5 76. - 






V.ITA 




Lattantto Gambara 
Pittore. 



"s 




Ì S9 

V I T A 

DI LATTANTIO 

G A M B E R A 

PITTORE 

Afccl'hiiomo fra tutti gli animali della terra il piò 
infeliccnon riportando daJl'aluo materno, che vn 
cumulo di miferie, e di mali . Piange non tantofto 
natOjbifognofo d'alimento , e prouando dell'aria i 
rigori . Quindi il Cielo lo intimorifce co' tuoni, e 
con le faette;il Sole gli comparte infocati calori; la 
terra moftri,e Ierpenti;il mare fcogli, e naufragi . Si auuanzano in 
oltre lemiferiefuefoggiacendotal'hora à crudele Tiranno , che 
gli toglie le foftanze,chegli vfurpa l'honore,e che Io tiene auuin- 
to j qual fiera tra ceppi , -e catene . S'egli è adorno di virtù viene 
perfeguitato;feJnetto abbonito; fé ricco inuidiato ; fé pouero de- 
rifo.-non manca Amore compartirgli tormenti, f Ambinone fti- 
moli di regiiarc;rAuaritia continue brame di cumular"ricchezze . 
Lafcio le noie,e le infirmiti cotante, delle quali abbonda la vita_> 
mortale,non effendo altro,che vn mare di pene, e di pianti , onde 
polliamo dire con certo Poeta: 

: Haft'mur in lacrymis, Ucrymìs quoque vita macUfcìt* 
Et vitam rurfus linquimus in lacrymis . 

Tra le tante miferie nondimeno vn follieuo gli foprauanza,che 
mò con le indultriofe operationi rintuzzar le ingiurie dellaFortu- 
ia,e ichermirfi con l'ingegno dalle mfidie nemiche , come cercò 
li far Lattantio mediante la virtù,nato di pouero padre Sarto , il 
juale bandito dalla Patria , fi ritiròd Cremona viuendo pouera- 

K k a mente 



$9$ fàVìUàeTMòrì 

mente del meftier fuo > violentando il figliuolo > che con l'ago h 
continue fatiche gli alleggeriffe . 

Ma non tolerando quell'impiego fi vile , dauafi qual ho: 
lì tróuana folo à dileguare fopra del banco,riceuendo perciòtnol 
te -,.L- i -zate,vripren{ìòni dal Padre . Vii giorno abbattendoli ne 
contraili Antonio Campo Pittor Cremonefe, intelaia cagioni 
del rumore , e veduti i difegm del putto,fcopertolo fpiritofo, e d 
viuace iugegnQjfrapoftoli mediatore di quelle differenze , prefe i 
fanciullo in fua protettione , fotto la cui difciplina fi tratteli 
ne per anni fei; fi che apprefe con facilità la maniera del Maeiìro 
e fi fé pratico , e vago coloritore . 

Ritiratoli à Brefcia d'anni 18.fi pofe di nuouo in pratica co; 

j' confi- R° manm Oj da cui ottenne vna figliuola in moglie , riceuendo ùs 

dcraion:- dotte alcuni fpolueri , e larinontia delle pitture delle cafe affegna 

tegli dal comune , al mercato dal lino nella contrada del Gambe 

rojnelle quali Lattando dipinfe alcune facre hiftorie di Dalida , ■ 

di Sanfone, di Giuditta,e d'Olofernejaltre de fatti de' Romani j 1 

Sabine rapite da medefimi Romanijtre de'quali fi affaticano in fa 

fua vna di quelle fanciullejLucretiajche violata daTarquinicfi re 

cide alla prefenza de' Parenti;Mutio 4 Sceuola 3 che fi arde la mani 

dinanzià Porfena;e Quinto Curtio,che entra nella voragine . Fa 

ceni ancora il trionfo di Bacco > Venere , Satiri , Se Amori ; e fa 

Gunofo peli- p fa a( ^ alcune feneftre , figurò fé fkffo in atto di ritrarre vna fu 

fauorita con Amoretti > che gli tengono il telaio , Se altri > che g! 

fomminiftrano colori,e pennelli > poiché Amore non può tener. 

celato, bramandu uyni vno , che le bellezze della fiu donna , e I; 

fiamme fue,fi faccino al Mondo paleli . 

Colorì poi fopra la cafa de Tiranti il faettar de' figliuoli e 
Niobe da Apollo, e da Diana, il che fece fenza premio,con la fol 
ricognitione de' colori , per far vedere a Titiano, quanto 
foffe auuanzato nello ftudio , che in quel tempo erafi trasferito 
Brefcia , portando le.pitture della Sala publica , che fu circa l'ai 
no 1 5 6 5 .come habbiamo dalle lettere fcritte per quell'occafion 
. da Chriftoforo Rofa architetto al medefimo Titiano. 
Parm " lUl ° Andatofene à Parma dipinfe alcune cofe per lo Ducale nelDuc 
mo di quella Citta fece hiftorie à frefeo intorno a muri , e fopra 
de gli archi,attioni del Saluatore . Ritornato à Brefcia,pofe man 
alle opere in San Lorenzo; dalle parti della Capella compofe di 
hiftorie del Santo detto , mentre difpenfai tefori della Chiefa 

pone- 



BdC. mUolfi. Parte I. z6i 

pouerelli,ritraendofi in vn de' Temi con vafe d'oro in mano : e 
quando il Santo Diacono è condotto alla prigione, non volendo 
■ idolatrare : e nell'Altare lo efpreflè nel patibolo della graticola.! , 
Qiirfpiròl'animajconuertendo Iddio quell'inufitato tormento in 
gioie di Paradifo.Feceui vn fregio de' fanciulli, & à lati della Cap* 
pella Abelle,e Caino,e Giona regettato dalla Balena fui lido. 

Commendali per opera di lui Angolare lavoltaàfrefco del!a_» 
Chiefa de'Sanri Fauftino,e Giouita , oue fono Angeli , Profeti, & 
attioni de' Santi medefimi, e vi colorì ancora vagamente la nafci- 
tadel Mefiia à oglio , che altre fiate ha feruito pertauola dell'Ai- 
tar maggiorerei luogo oue di prefente è ripofto l'organo : e nella 
volta della fpetieria del monafterio fteffo finfe Apollo con le mu- 
fe,e vn fregio intorno di fanciullini,& animali. 

E fua faticala facciata della cafa de' Caiini con Gioue in atto 
maeftofo;f Abbondanza ignuda col cornucopia; e dalle parti della re (unc s 
porta,vi è Eraclito piangente le miferie de' tempi fuoi, vedendo frdco. 
cotanto auuazarfi in autorità i Mimi,e le meretrici,e ftgnoreggia- 
'• ' re l'Ignoraza,efAuaritia. Dall'altra parte ftafiì Democrito ridédo 
delle humane pazzie, e di coloro in particolare,che auuéturano la 
vita al mare infido col riparo di debil legno per acquiftarricchez- 
ze;de' Grandi dominati daH'Ambitione,de'Padroni tiranneggiati 
da ferui,degli affumicati Alchimifti ; degli infelici mariti ; il cui 
honore è ripofto nella difcretione delle mogli , e de' miferi Cor- 
tegianiin fine, che fpendono il tempo tutto della lor vita in ferui- 
gio degli ingrati Padroni. Tra le feneftre appaiono alcuni bambi- 
ni,con frutti,e fiori in mano; e due hiftorie a chiaro fcuro ; e nella 
contrada di San Francefco fopra ad altra cafa dipinfe Apelle, che 
ftà ritraendo la Regina Stratonica. 

Vengono ancora celebrate le pitture , ch'egli fece nel chioftro 
de' Padri Benedettini di Santa Eufemia, oue tri gli archi diuife 
hiftorie del vecchio teftamento,e dell'Euangelo . La prima in or- 
dine è il ferpente di bronzo eretto da Mosè nel deferto , in cui Af- 
fando gli Hebrei lo fguardo, fi rifanauano da morii de'ferpenti, 
fimbolo del Saluatore Crocefìflb:appreffo a cui fiegue vn deporto 
di Croce,e dipoi il limbo de' Santi Padri : e nel girar dell'angolo 
Nadab, & Abiu Sacerdoti caduti morti innanzi all'Altare con gli 
incenfieri tratti per terra ; l'homicidio di Caino dell'innocente A- 
belle;Dalida in atto di troncar i capelli al forte Sanfone corcato- 
gli in feno ; Giuditta , che tronca il capo ad Oloferne fepolto nel 

fonno 



z 62 Le Vite de Pittori 

fonno ; Iael, che imprime l'acuto chiodo nelle tempie di SizattC 
Capitano rifuggito nella di lei cafa : & in fei fpati j feguenti ' fèco 
Profeti con breui in mano . 

Dipinfe ancora loafpetto della propria fua habitatione , polla 
dietro al Vefcouato , la quale eflendole deturpata da maleuoli, la 
rcdipìnfejcome hor fi vede,facendoui nel mezzo Atlante , che fo- 
fliene il globo della terra col motto Indefeffus labore, comedimo- 
Jrat?clifi! l ' fttaryolefle, che fé bene que' maligni gli haueuano guafta la pri- 
miera faticatoli gli naueuano però leuato l'ardire,e la virtù . Iru 
altri vani linfe il Tempo,che conculca la bugia ; la Verità cadente 
dal Cielo;Apollo con le Mufe,& altre figure. In Santa Maria dell» 
Pace iecs molte hiftone della vita di Chrifto . 

In Cremona nella Chiefa di San Pietro , eraui vn quadro col 
Saluatore depofto di Croce,hor ridotto in pala d'Altare , con rag- 
giungerai due figure di Nicodemo,e di Giofeffb da Luca Catape- 
110 Cremonefe. 

Nella terra di Frontignano dittante da Brefcia dodeci miglia.» 
ammirali fìmilmente il Redentore depolto di Crocce nel Car- 
mine vna tauola con più Santi . 

Trasfentofi Lattando àVenetiaàpetitione de* Signori Fofca- 
A Vcnetia . ri,colorì à frefeo nel cortile delle cafe loro à San Simeon picciolo 
tre grandi hiltone del ratto delle Sabine , fatto da Caualieri Ro- 
mani in vna folennità àqueuo effetto ordinata, che in belli at- 
teggiamenti rubbano quelle gioumette, quali cercano con la fu- 
ga futtrarfi dalle mani loro.Sti Romulo in vn canto in atto impe- 
rante, e fopra ad vna loggia altre vengono rapite. 

Al dirimpetto è la battaglia feguita tra Romani , e Sabini per 
caufa della feguita violenza; e nella terza fottopofta fono i mede- 
fimi popoli combattenti , tri quali fi frapongono le Sabine per ri- 
dur i Padri>et i mariti allapaceimaquefte due fono poco men,che 
del tutto corrofe dalla tramontana ; e dalle parti fono figure , Se 
ornamentile fottovn fregio con numero di figurine , & animali . 
Sopra ad vna porta è Lucretia sforzata da Tarquinio ; e nello af- 
petto del cortile diuife conmoltó ingegno 3 conforme à lìti, Volca.- 
110 in ifcoreio,& Amore; vna donna con certa di fiori,in atto di fa- 
lir'vna fcala,Marte,e Diana dalle parti delle feneftre , e foprafan- 
ciulli aggrappati à felloni; e nel cortile della cafa Brefciana à Sàti 
Giouanni,e Paolo fsec alcuni capricci. In Afolo Cartello del Tri- 
n'g'.ano vedeli yn fatto d'armi fopra la cafa de' Signori Soranzi.. 

Ve=- 

J3 






Dei C. Adolfi. Torte 1. 2 6? 

Veggiamo finalmente in Brefcia la Sala,ch'egli dipinfe pure a_/' 
frefco al Signor Paolo Sauoldo , hor de' Signori Fratelli Sauoldi. ,•*'"« Pitture ' 
Nel primo luogo tra" due feneftre vi è Gioue nel mezzo agli Dei > Bicf/a. 
che decreta mandare il diluuio fopra la terra.Nel fecondo Nettu- 
no coltridéte,e molti Fiumi» e Fonti ignudi con lunghe barbe co- 
ronati di giunchi, & vrne in mano , che attendono il comando di 
Gioue. Nel terzo ', li medefìmi Fiumi diluuiano le acque fopra il 
Mondo. Nel quarto fono huomini> che fi abbracciano à colonne> 
per fottrarfi dal pericolo,e donne piangenti, & vn foldato è tirato 
in alto con fune da vna mano, che fpuntada vna cornice . Nel 
.quinto alcuni cercando fcampo alla vita loro,fi tengono ad albe- 
B , edonne , che fi addolorano. E nel fefto appar Nettuno fopra ad 
voi conchiglia tirato da caualli Marini in atto imperante , con 
altri umilmente polli in foga. • 

Sopra la porta principale ftà vnadóna con vafi vuoti intorno , ■ 
lignificando il fine del diluuio; e dopò quella Deucalione, e Pirra 
rimettono il genere humano col gettar de'faffi diètro alle fpal- 
lé t conforme la rifpofta dell'oracolo,da' quali nafcono groppi di 
fanciulhni, indi appaiono huomini , e donne , che propagano la 
natura,& altri rendono gratie alla flatua di Gioue;quali inuentio- 
ne fono diuife da colonnati,e da fregi . • 

Altra ne dipinfe al Caualier Pedrocca,hor del Conte Francefco J 
Martinengo da Barco; e lauoroui alcune ftanze col foocero foo . 
Vna al Signor Achille Maggio, & ad altri ancora. 

Era Lattando di viuace ingegno , inuentore di molte bizzarrie ' 
ne' traueftimenti del Carneuale, tenendo Brefcia fempre in fella 
con nouelli capricci . Fu arguto,e viuace nelle rifpofte,ed eflendo 
vna volta auuertito efler gionto vn Pittore , che gli hauerebbe 
dato molto trauaglio, dimandò quello ei fapeffe fare , ed intefo, 
che faceua bene i paefi,e gli animali: rifpofe,poco rileuar tali cofe 
al buon Pittore « , (Raggiungendo in fua fauellà, ) che importaua il • 
(àper far bène i fantocci. • 

Lauorando egli nella uoltade'San ti Fauflino,e Giouitavn con- " 
radino curiofo di vederlo à dipingere falì le fcale,& accortoli Lat- ' 
tantio del venir di coflui,fe gli affacciò,facendo il verfo del Gallo ^"£ oCt:i d3iì "' 
d'India,onde quello atterrito cade precipitofo giù della fcala, "e fi 
percofle in guifa,che vi lafciò la vita . - 

A ltra volta dipingendo alcuni Angeletti in vna Cappella iti Sa- - 
^A^efiandro,faceua il grido de'bambmi à fegno» che Vn Frate di - 

quella^ 



64 



LeVite de* Pittori 



quella Chiefajche palleggiando diceuarofficio,infafticlito dal ru- 
more il pregò à far ftar quieti que' fanciulli : ma quello fi fcusò ha- 
uerli colla su portati per ritrarli , e che non poteua quietarli . Fi» 
nalmente falite il Frate le fcale , rifolto di leuarli al tutto, ricercò 
di lororma quegli ridendo diffe 3 non eflerui altri fanciulli,che quel- 
lijche dipingeua 3 e fi conuertì il rumore in rifo . 

Infine hauendo quello valorofo Artefice fin gli anni 31. coi* 

Mono in fte- poca fortuna degnamente dipinto (ed in particolare molte cofe à 

Ica età. frefcojin che hebbe molto genio , lauoradole con molta facilitai 

vaghezza)terminò la vitajlafciàdo vna numerofaprole,alla quale 

non rimafe,che pochi auuanzi del valorofo fuo Genir<w. 

FùfuodifcepoloGiouittaBrefciano, che ha lauoratoifre/co 1 
in Brefcia picciola facciata di cafa appretto S. Giorgio 5 & vn quj£ 
tiro à oglio ne' Frati Cappuccini con la maniera del Maeftro, j 







mm 




*2 

VITA 

DI GIROLAMO 

M V T I A N O 

PITTORE- 

Iuetràqnefta ferie il nomedi Girolamo nato l'an- 
no 1528.1-iellaterradiAcquafredda nel territorio 
Brefciano della nobil famiglia Mutiana > che dico- 
no haueffe origine da quella di Roma » di donde 
vfcirono Confoli > e famofi Capitani, dellacuima.- 
no > benché non fi veggano opere in publico in quefte parti , regi- 
meremo quelle , chefitrouanoaltroue 3 effendo natiuo dello 
ftato . 

Apprefi ^principi) della Pittura in Brefcia da Girolamo Roma- 
nmo,fe ne pafsò à Venetia,oue fhidiàdo dalle pitture di Titiano,e 
d'altri eccellenti Autori,feceacquifto della buona maniera . Trat- 
to poi dalla curiofità fé ne andò à Roma > e diuenuto amicodi 
Tadeo Zuccaro difegnò^ con eflb lui peri qualche tempo le ftar 
:ue antiche, e le più infigni Pitture , occupando il rimanente del 
tempo nel far ritratti,e paefi,ne quali hebbe genio particolare. 

Furono delle opere fue prime alcune figure finte di bronzo nel- 
la Minerua nella Capella de' Gabrielli ; eper far vedere lo auuarv- 
zo dello ftudio fuo fi affaticò in condurre vna tela con l'hiftoria di 
Lazarcche piacque molto , che fu porta in Santa Maria Maggio- 
re ; e ne' Santi Apoftoli dipinfe à frefco al lato deftro dell'Aitar 
maggiore il San Francefco con vn vaghiffimo paefe, e in vna Cap- 
pella la Vergine Annuntiata . 

Pattato poi ad Oruieto lauoroni vna tauoIa,& hiftorie à frefco 
della vita di Chriflo , & in Fuligno efpreffe vu'attione di Santa 
EUfabetta>che riceue alcuni infermi ►• 

Li Rice- 



< 



Le Vite de' Pittori 

Riceuuto in yrotettione dal Cardinal, Flippolito da Efte gli di- 
pinfe nel Tuo giardino, di Monte Cauallo , alcuni Angolari paefi 
E per lomedefimo fece à Tiuoh più ftanze à frèfco . 

Ritornato à Roma* auuanzatofi in credito , vi itabilì l'habita- 
tione concórrendogli opere numerofe,poiche ou'.è il bene iui èia 
Patria. Nella Madonna de Monti fece la tauola della Natiuità del 
Signore . Per la Chiefa de' Padri del Giesù,quella della Orconci- 
ilone ftimata Pittura .rariffima : & à Padri Cappuccini t il San 
Francefco,c'ic riceue le Stimmate. . 

In Santa Caterina de' Funari dipinfe in vna Cappella il Chrifto 
morto, & alcuni fuoi miracoli ; In Santo Agoftino fece la Santa- 
Apollonia, e due figure del Santo detto , e di Santa Monaca nella 
Sacreftia : & a monte Giordano nel Palagio de' Duchi Orfìni di 
Bracciano l'Annuntiata j & in Santa Caterina dalla Ruota lauorò 
à frefco vna Cappella con la Vergine nel viaggio dell'Egitto , & 
altre figure. 

E opera fua ne' Padri della Vallicella l'AfùintadelSaluatore; 
e nella Chiefa d'Aracelli il San Paolo > l'Anuntione del Redento 
re,& hiftorie di San Matteo . . 

In Santa Maria Trafpuntina figurò la Vergine col bambino fo- 
pra la Luna .Nella Madonna degli Angeli alle Terme di Diocle- 
tiano,ritraffe il Figliuolo di Dio, che dà le chiaui à San Pietro ; in 
San Bartolameo de Bergamafchi il San Gio: Decolato ; & in San 
Paolo fuor di Roma noftro Signore,che fale al Cielo . . 

Mandò ancora à Loretto alcune hiftorie della vita di San Gio- 
uanni Battifta per la volta d' vna Cappella j & operò molte cofe 
iPrencipb&àf articolari . . 

Nella ftanza delConciftoro , fece nel foffitto la miflione dello 
Spirito Santo,doue formò beUiilìme tefte,e n'hebbe molta lode. 
A requifìtione del Pontefice Greg. XIII. dipinfe per la Chiefa 
di San Pietro la tauola de' Santi Antonio Abbate , e Paolo primo 
Eremita-nell'attodidiuidereilpanereccatoglidal Corno r e di 
quelli efprefle l'effigie con molta venuilà,e diuotione, & vn natu- 
rale defertee per lo medefimo Pontefice compofe . i cartoni della 
Cappella Gregoriana,che furono lauorati di Mufaico , e vi fece di 
propria mano alcune fìn^olari tefte,e due pitture di S.Girolamo., 
e di S.Greg.Nazianz. ò come altri dicono d£S.Bafilio , alle quali 
non diede Une per la morte feguita , e quelle da vn fuo difcepolc 
furono- terminatele con fuoi difegni,fi laiiorò la galeria Vaticana 

Ma 



DelC Ridoljì. Tarte L 2 67 

MalopratuttelecofefùilMutianoeccelIentifliino nel fardo 
paefi,e molti fé ne veggono in iflampadi Cornelio Corte celebre 
intagliatore,il SanGio: Battifta orante, il San Girolamo in medi- 
tinone, li SantijEuflachio, Onofrio, & Antonio , e la Maddalena 
tra le fohtudini, celebrati per le bellezze loro per marauigliofi , 
con aitre fue fatiche date alle {lampe. 

Fùqueftohuomo degno molto inferuorato della Pittura > Se 
inftancabile ne' fuoi lauori , conducendogli à fine con molto ftu- 
dio,ritraendo le cofe tutto da modelli, quali tarhor foleua formar 
di grandezza,quanto ù viuo con habiti naturali . Trafle molti au- 
»uanzi dalle opere fue, onde puote agiatamente viuere,e foftenere 
il decoro della profeflione . Fondò l'Accademia de' Pittori,ed ot- 
tenne il breuedal Pontefice Gregorio XlII.alIa quale lafciò alcu- 
ni fuoi haueri,& ordinò, che mancado i di lui heredi fi douefle 
de fuoi beni fabricare vn'albergo per ricouerare que' 
giouani foreftieri, che capitanerò i Roma per iflu- 
diare la Pittura, e dopò hauer abbellita Ro- 
ma con le molte fue pregiate Pitture ter- 
minò la vita d'anni 6z. il 1590. 
e gli fu data fepultura in San- 
ta Maria Maggiore co- 
me haueua ordi- 
dinato . 



TÙMù 




LI a VITA 




Bonifacio Veneti ajsso 
Pittore, 






2 6 p 

VITA 

DI BONIFACIO 

VENETIANO 

PITTORE- 

Acque Bonifacio ne'piùbegranni della Pittura , e 
all'horche il Cielo con fauoreuole manoinfluiua 
le gratie in quella degna profeillone. Egli fu difce- 
polo del Palma Vecchio, & imitò alcuna volta co- 
'■' sì le opere Iucche rendono ambigui gli intendéti, 
chi diloro ne fial'Autore; fi dilettò nò meno dife- 
gtùr la via di Titiano, onde fece vn mifto dell'vno,e dell'altro fiale 
formandone vna foaue maniera , poiché il faper apprendere da 
grandi Artefici le parti migliori fu fempreàfomma virtù reputa- 
to * benché l'imitatione fouerchiamente vfata viene à fcemar la 
lode in coloro, che pretendono acquiilar grido di valorofi . 

Di quello ingegnofo Pittore vedefi nella Chiefa delle Mona- 
che di Santa Chiara di Murano nell'Altar Maggiore la miiTìone 
dello Spirito Santo, oue fé ne fiala Vergine in atto di diuotione , 
Con gli Apoftoli intorno, che foprafatti da raggi Diuini, fanno di- 
uerfi effetti d'ammiratione . 

Ma ftudio maggiore egli pofe nelle pitture delle fianze del Pa- 
lagio de' Gouernatori all'entrate . Nel primo appartamento di- p,ttl,re ^'9.? 
pmfe m lungo quadro il Saluatore a ledere co piedi fopra la palla entrate 
del Mondo . Al deliro lato è la Vergine, e San Luigi ginocchioni, 
•con breue in mano oue è annotato . Legcm tuam Domine non prate- 
riui , & vn Senatore con velie di broccato foderata di lupi 
Cernieri tiene altro breue,in cui fi legge . Trxcepta tua Domine ob- 
/fw«wi:ecUlfiniilro San Domenico, che ne tiene vn'altro in cui è 
regiftrato.Pr«Cfp ta tua Domine cttfiodiui , con San Marco appreflb, 

&vn 




270 Le Vite de' Pittori 

& vn Angelo pofto nel mezzo accorda il Liuto , con altre figurine 
lontane . 

Dalle parti del quadro fono diuife le virtù Cardinali , e nel mu- 
ro feguente appaiono in due vani li Santi , Chriftoforo,Giouanni 
Euangelifta,il Battifta,Fr-ancefco,Marma,e Girolamo . 

Nella ftanza interna fopra la banca , vi è la vifita de' Magi figu- 
rata à canto à vn rouinato edifitio, che ofterifeorto con molta pie- 
tà alla Vergine idoniloro. Di lontano fono Caual ieri in camino> 
e ferui veitìti in belle manierce vedute di paefe, & à fianchi hauui 
Santi tutteJari de' Signori del Magiftrato , Antonio» Marco , Mat- 
teo, e Ludouico Rè di Francia.. 

Nella parte del muro feguente fono diuifi li SS. Domenico , vn 
Profeta,Girolamo Luigi, Vicenzo,e Iacopo. E nell' altra parte è il 
Saluatore trasfigurato nel Tabor tra Mosè,& Elia , con i tre difee- 
policaduti fopra del monte abbagliati dallo fplendore, & è recin- 
to da Santi Gregorio,Paolo,Nicolò,& altri Beati. 

Nel Magiftrato profilino del Sale ha rapprefentato in altri tre 
patimenti Salamoile fedente in Trono , dinanzi a cui vna dello 
due donne mcretrici ( con geflo imperiofo infta,chè il bambino ri- 
mafto vniojconforme la di lui fentenza,fia diuifo ; l'altra, che ef- 
prime la vera madre lo fupplica , che viuo fi doni alla crudele fua 
nemica.Stanno intorno al Rè Perfonaggi,e foldati,& il Carnefice 
foftiene il fanciullcper efequire la fentenza: e certo cheli Pittore 
pareggiò in quell'opera il vero , col finto cafo , e da lati fonoii 
Santi Vicenzo martire, Luigi, Iacopo,e Vicenzo confefTore. 

Nel dirimpetto l'Adultera vien condotta al Saluatore , chedi- 
moftra nel roflore del volto le fue colpe , ma quello per fottrarla 
dalle accufe degli Scribi,e Farifci,che gli ftanno intornigli dimo- 
f Ira le lettere fcritte in terra. In vn canto è vna femina con vn put- 
to languente in braccio ; e di lontano fi veggono profpettiue > e fi- 
gurine^ dalle parti li Santi Francefco,Paolo,e Marco. 

E nel terzo è il Saluatore riforto dal monumento co'foldati 
dormienti,tolto in mezzo da Santi Gio: Battifta > Antonio Abba- 
te,Girolamo veftito da Cardinale,e Rocco. 

Nella contigua ftanza vedefi il Saluatore con Luca , e Cleofa» 
che fi auuicinano all'albergo di Emaus incontrati da ferui t epàì 
dapreffo pofto alla menfa co'medefimi Difcepoii , e mentre egli 
benedice il pane,vn di quelli allargando le braccia ferito da raggi 
diurni moftra d'iftupidire;vi è l'Hofte vicino rubicondo, e graflò , 

e vn 



Del C. Adolfi. Parte I. 2 7 / 

tvn giouinetto verfa il vino in vnbichiere , e ferui più dittanti al- 
leftifcono viuande * & un fanciullo tratto per terra fa vezzi à vn 
cagnuolino,e di fopra'in tré mezze Lune fono le virtù Teologala e 
nell'angolo vicino San Marco in piedi di naturale . 

In altro appartamento foprapofto degli Signori cinque Sauij 
ammirali in lunga tela Mosè fui monte,& à piedi Aróne,e Giofuè 
col popolo ; il cader delle coturnici , e dellaManna , ou'entrano 
numero di huomini>e donne formate con vezzofi fembianti , che 
portano validi Manna , e che fan preda de' caduti augelli, e ne' 
cantonali in due fpatij fono collocate le figure de 'SS.Iacopo mag- 
giore^ niinore,Antonio,Matteo,Marco,Sebaftiano,e Leonardo, 
& al ricontro ftano in altri fpati j diui.fi gli Apofìoli , Andrea, Gio- 
uanni , con altri Beati . . 

Finalmente nella camera detta degli Impreftidi vi ritrafle No— 
lira Signora Annuntiata dall' Angelo , qual' efprefTe con nobile 
Idea,e.gratiofa attitudine,e di lontano appare la piazza di S.Mar- 
eo , & ha da preffo le figure de' Santi Pietro, e Antonio Abbate . 

Al finiftro lato fegue nel muro vicino Zaccharia co l'incenfiere 
dinanzi all'Altare, à cui l'Angelo annuntialanafcita del Battifta . 
L'oratione del Santo Profeta puote ottennere le gratie da Dio , 
che abbondantemente le concede a" chi à lui ricorre. 

E nell' vltimo luogo è il Saluatore, che multiplica il pane e'1 pe- 
lce nelle mani degli Apoitoli, & alcuni di quelli lo difpenfano alle 
fameliche turbe fparfe in gran numero fopradel monte,quali Bo- 
nifacio elprefle con belle attitudini facendoui vecchi,e giouani, e 
donne con braccia fcoperte , e belli ornamenti ; & ha dalle parti 
USS. Antonio Abbate,Luigi,Agoftino. & Antonio da Padoua. In 
altra ftanza v eia Regina SabbainnanziàSalomonccon numero 
de ferui ; S. Marco,e Venetia,à cui porge vno ftendardccon mol- 
1 te figure in fpatij diuife,& in altre più cofe tenute del fuo pénello. 

Dimofìrò noumeno il fuo valore Bonifacio , tuttoché nelle-, 
: opere predette molto bene C\ diportane, ne portelli , che feruono 
I per tauola-d'Altare ne' Padri Semiti oue il Redentore nel mezzo- 
degli Apoftoli è interpellato da S. Filippo con dire: Domine cftende Eccellente 
, nobis Tatrem,&<fvfficit nobisÀcui rifpofe. Tbitippe, qui videi me, vi- 
dtt,& Tatrem meum, ego.&Tater vnumfumus , quali detti fono re- - 
giftrari à pie della Pittura . • 

Cinque tauole di quefto Autore fi trouano altresì in Venetia,in vide s?e Pft- 
Sant' Antonio nell' Altare di Cafa Cappello il SanNicolò tolto in gjjfjg^f^. 

mezzo cevia^- 



272 LeVite de' Pittori 

mezzo da Santi Vicenzo, e Domenico > e nella cima la Vergine 
con Angeli, vn de quali fuona la lira. 

La feconda in San Giouanni , e Paolo dell'Arcangelo Michele, 
che difeaccia Lucifero dal Cielo; la terza nella eompagnia de'Sar- 
ti,con la figura di Maria Santiflima , Sant'Huomo Buono Protet- 
torloroinattodifatelefimona ad vn pouerello eftenuato dall'- 
inopia,e Santa Barbera, nella quale imitò così bene la maniera-. 
del Palma vecchio,che vien creduta di quella mano;la quarta nel- 
l'Altare de Polaiuoh in San Giouanni di Rialto ed in quella entra 
akresi la Regina de' Cieli in vna nube,& vn Angelo tocca la viuo- 
la,&à piedi Hanno gli Apoftoli Pietro , e Paolo,e l'Euangelifta 
San Marco ; la quinta è in Santa Maria Maggiore con noltra Si- 
gnora in gloria cinta da Angeletti con fiori m mano, e nella parte 
inferiore la i tanno contemplando li Santi Pietro , Francefco , An- 
drea , e Chiara*, e nella Sacreftia de' Padri di San Sebaftiano fece , 
tre hiftorie del facrificiod' Abramo , dellafcala.diGiacob,edel 
Battefimo di Chrilto. 

Nel magistrato della Zecca fono due componimenti della Re- 
gina Saba innanzi à Salamoile, e de' Magi adoranti il nato Salila*- 
tore . Nella libreria di San Marco vi è vna diuotione di più figure» 
e nel mezzo noitra Donna,& vn Angelino à fooi piedi, che fuor.a 
i! liuto , ed efl'endo quella pittura efpofta in luogo aperto nella 
fommita delle fcale m,chirecife la tefta dell'Angelo.» che vi fu re- \ 
dipinta dall' Alienfe . 

AcampoSanPieronelPadouano nella Chiefa de'Padri Fran- 
cilcanivedefilatauola di Sant'Antonio da Padoua , che predi- 
ca fopra ad vn albero aflìftendouiil Rettore , & i principali del 
commune quali ritraile dal viuccon numero|d'huomini,edidon- 
ne del Contado , che lo afcoltano in naturali forme>apprefen- 
tati. 

Delle priuate fatiche di quefto buon Artefice trouafì in cafa 
del Signor Dominico Ruzzino Senatore vn quadro di Mese trat- 
to dal^fiume , per ordine della figliuola di Faraone accompagnata 
da (ne Dame,vna delle quali poitafì àrnuoto lo raccoglie . 

In cafa degli heredi del Sereniflimo Doge Frizzo vi è l'hifto- 
ria del Figliuol Prodigo, & il Signor Vicenzo ?.leno> ha in gran 
quadro gli auuenimenti del medefimo , e come vien raccolto dèi 
Padre . 

-In cafa Nauagìera alla Pjetd-, è vna Madonna col bambino in 

foia 



Del C. Ridolfi. Varie I. 273 

feno,e San Giofeppe in vn paefe con 1; Verginelle , Caterina > & 
Agnefe . 

Nella Galeria del Signor Giouanni ReinA: ammira»" ingrana 
telada vifita de' Magi, oue l'Autore , oltre l'hauer diuifatal'-attio- . Oprofiug». 
ne con ogni fingolarità, hauni vfato vn efquifito colorito , e for- 
matala Vergine., eque' Regi cofimae;tofi,e naturali , che fi pjò 
quell'opera pareggiare, a qual fi fia fatica di celebre mano. 

In cafa de' Signori Conti Vidmani vi è Mosè fancmllino troua- 
to nel fiume , con numero di ferue al corteggio della Figliuola 
del Rè,di pellegrina inuentione.il Sig. Bernardo Giunti ha alcune 
picciole hiftoriette, oue entrano molte figure di bella machia. 

Il Sig. Giouanni Vati Veerle,hàvn quadro eccellente di Chrifto . 
allamenfa di Simonce la Maddalena a fuoi piedi minori del natu- 
rale.U Signor Chriftoforo Orfetti(in aggiunta d'vna Madonna col 
bambino in fèno , con San Giofeppe, e Santa Caterina di mano Veneta. 
del Palma Vecchio,S. Francefco mezza figura, 6c altre del Porde- 
none)pofiIede di quefto Autore due tondi con Ifaacche benedice 
Giacob ingannatoda Rebecca,e'l ferpente di brózo;& in altri qua- 
dretti Mosè bambino pollo dalla madre nella cefta per efporlo al 
fiume,indi è recato alla figliuola diFaraoncche fta diportandoti* 
tri liete verdure, con fue Dame»e fuonatori intornojpoi dalla me- 
defima è prefentato al Rè Padre, e con elio lui alla menfa : Noè 
ricoperto da' figliuoli} e Dauide , che fuona l'arpa innanzi al Rè 
Saule ,che fono gratiofi componimenti. 

Furono trafportati in Inghilterra fei lunghi pezzi de' trionfi del 
Petrarca con figure men del viuo, ne' quali cercò Bonifacio di ef- 
fimere l'intentione del Poeta, che breuemente ne toccheremo 
'ordine tenuto neldiuifarli,acciò fia nota la fua diligenza . 

Nel primo appariua Amore ignudo alato con bendai gli oc- 
:hi,e turcaflb pendente da purpurea sbarra , pofaua fopra dorato 
rarro tirato da quattro bianchi deflrieri in atto di feoccar lo ftra- Amore! d ' 
e, con folta fchiera intorno de' feguaci foggiogati, diuifi in più 
lrappelli>ornati dicuriofi velliti:trà primi eraui Cefare , che amò 
*leopatra;Ottauiano LiuiajNerone PopeajMarc'Antouio Faufti- 
lajAlefsàdro TebejEnea LauiniajHercole Deianira,e Iole;Achil- 
e Deidamia,e Brifeidc;Demofonte,e Filide;Giafone, e Medea,& 
fifle ; Ennone che arfe di Paride ; Ermione d'Orette; Laodomia 
iiProtefilao;Argia>e Polinice;Venere,e MartejPlutone, e Profer- 
ina,Apolloje Giunone,e Gioue legato innanzi al Carro. 

M m Veniua- 



2 7^ te Vite de" Pittori 

Veniuano dopò Maffinifla ; Seleuco,Perfeo , & Andromeda; 
Narcifo,In;Alcione,eCeice;Efaco,Scilla;Galatea,& Aci.e Polife- 
mo,Glauco;Canente,e Pico;Egeria,Canace;Pigmaleone,e Cidip- 
peingannata con l'aureo pomo, & altri , che vifTero foggetti alla 
tirannia d'Amore,cioè Pópeo con la diletta fua Cornelia, Agame- 
none,e Calandra ; HipermeitrajPiramo , e Tisbc infelici Amanti; 
Leàdrocó Ero à mano;Vlifle,e Circe;Annibale,Ipficratea,Portia, 
Giulia,& alcuni Patriarchi,Regi, e Duci Hebrei ; Giacob , Ifaac; 
Dauide,Salomone , Sanfone,Sichem , Amonne , Oloferne,epoco 
lungi erano Procri , e Cefalo, Artemifia,Deidamia , Semiramis , 
Mirra , e tra quefti framife il faggio Pittore Lancilotto , Trillano 
che feruirono a Gineura, & adlfota Regine, e numero d'altri A- 
manti . 

Haueuaefpreflì di più alcuni Poeti,Greci, e Latini, con lauree 
in capo,e libri in mano,Orfeo con Euridice; Alfeo,Pindaro , Ana- 
Creonte; Virgilio,e Lidia;Catullo,e Lesbia; Propertio , e Cinthia; 
Tibullo,e Deha;Safo,e Faone;Dante con Beatrice ; Cin da Pifto 
ia con Seluagia , & altri Poeti Prouenzali,che fcriflero, & adopra 
rono le armi per Amore . 

Nel fecódo trionfaua la caftità formata in modella giouinettal 
coperta di bianca velie con palma m mance corona d'oro in ca 
pò : tirauano il di lei carro quattro Alicorni', & era accompagnat; j 
da numero di carte donne , tri le prime Penelope , che feruò la. 
lede per fi lungo tempo al marito Vlifle; Virginia vecifa dal Padri I 
per conferuarla intatta dal Decemuiro; le Tedelche donne , chi; 
ellendo i loro mariti fatti vecidere da Mario , fi diedero la morti 
per conferuar l'honore;Hippo Vergine greca, che aftbgofliin ma ^ 
re;Tutia vertale , che atteilò la fua caftità portando l'acqua ce I 
Cribro;Herfilia col numero delle Sabine; Didone , & altre guida : 
te da madonna Laura,che teneua in mano verde vefllllo in cui ap . 
pariua candido armelino , e più dittante era figurato Amore lega 
to ad vna colonna battuto , e fpenacchiato da molte Vergini 
mentre il cafto drappello auuiauafi al Tempio della pudicitia fi 
tuato fopra dipiaceuol colle. 
Nel terzo trionfaua la morte fopra lugubre carro códotto da du 
DcnaMoit: rnagrigiouenchi, coperta di nero manto , et haueua dalle par: 
molti popoli Greci , e Latini , e tra quefti appannano i limolaci 
di Nino* d ? Aleflandro,di Dario, di Serfe, e de' Romani trionfate 
xi;di Scillajdi Mario 3 di Neronc,di Gaiojdi Mefentio, e d'altri Tj 

ranni/ 



Della Ciftità. 



Bel C. Adolfi. Torte L 171 

irti , eh* inuolti tra le po-pore, & il fangue fri la vile plebe gia- 
lano , con numero de Capitani) & altri Heroi,è ui fi vedeuano 
ora molti Pontefici; Cardinale Imperadori, e Regi, de' quali 
lì di ftingueuano i fembianti,che per le Mitre , e le Regie Co- 
: , e come fieno amaflato dal mietitore giua quella fuperba 
facendo con la falce degli ettinticadauen alte catafte,onde (Sau- 
diano :■ 

Sub tua purpurei veniunt vejlìgia Reger 

Dep ojito luxu, turba cum paupere miftì ,. «• R .rp. Pro 

Omnia mors aquat cf *"''°' 



pan. 



I 

I 



Infelici vanti de' miferi mortali il fafto, e Inumane grandezze y 
che altro non fono,che vn efea, che l'anima dolcemente alletta^, 
Bade pofeia il morire più amaro diuiene-, poiché la Morte in fine 
iogn'vno trionfa, ne per girar degli anni , ò per variar della fta- 
;gione la vica noltra giamai nnuerde . Cade quallanguido fiore l'- 
età gionamle , e quafilampo fugge la 'virile etade , ecomeramo 
• priuo d'humore la vecchiezza ifterilifce, & ogni humanapreten-- 
(ione' termina col fepolcro. 

Nel quarto era la Fama con tromba d'oro. conculcando co'pie- De n a p ama ,. 
di il :épo,e veniua il carro fuo guidato da due Elefanti circondato 
d'cgn'mtomo da coloro, che fecero nel Mondo gloriofe attioni ; 
e perche moki furono i deferita dal Poeta in queito trionfo > qui 
parimente ne haueua molti effigiati il Pittore . 
Cefarc Dittatore,Scipione,Ottauiano Augurio, Publio Come- 
te Gneo FratellijClaudicQJFabio Maffimo ; Due Bruti, Mar- 
co Attilio RegolojMatco CuriojFabiojLucioQXincinnato, Ser- 
rancAttilio, Furio Camillo, Marco Pompilio ; e ( lafciandone i 
l iioki)rorquato,Curtio,TitoManlio Capitolino , Oratio , Mutio 
Sc^uola,Pompeo Magno,Lucio Scilla ,Mario Trionfatore,QJVle- 
tello,Vefpafiano,col figliuolo Tito,Nerna,Traiano , Elio , Adria? ' 

no, Romolo fondatore di Roma > con fei Regi ornaci di manti, e 
Diademi reali. 

Seguiuano Umilmente il trionfo altri eftemiHeroi vediti di 
varie fpoglie,e Loriche, Annibale, Achille,Etore, due Dari , Filip- 
po Macedone,& Aleffandro il Figlio ; Bacco, Alcide, Epaminon- 
da»AleiTandro di Epiro , Aiace, Diomede, Vliile, Etore, Agame- 

Mm z none» 



27 6 LeVite de Pittori 

none;Leonida Spartano , Alcibiade^ Temiftocle , Milciade,Te- 
feo, Pirro,& altri valorofi guerrieri.- 

Vemua apprelTo Giacob, Giofeffo , Ezechia^ Noè , Nembrotj 
Giuda Macabeo,& altri degli Hebrei. 
Haueua in oltre efprefle alcune illuffri Donne famofe nelle armi 
in fuccinte gonne con archi in manose turcaffià fianchi: Antiope , 
Oritia,Hippolita,Menalippe , Pantafilea Regine delle Amazoni, 
Tomiride,Semiramis,Zenobia , Giuditta ; & appretto feguiuano 
Nino,BellojZoroalirOj Cario Magno co' fuoi Paladini i Corredo 
con altri Heroi,e Capitani. 

Ma non fi ftanchi il Lettore dar di villa ad alcuni ancora famo- 
fi per lettere:Platone,Socrate,Pitagora,Senofonte, Virgilio, Mar- 
co Tulio, Dcmoftene,Efchine , Marco Varone, Saluftio , Tito Li- 
uio,Plinio,Plotiuo, Tucidide , Herodoto padre della greca hifto- 
ria,Euelide,& i Numi della. medicina, Apollo, EfculapicAuice- 
na,Galleno, Anafarco intrepido, Senocrate collante ; Archimede 
Quintiliano>Seiieca,tdutarcoj Diogene, Zenone, Porfirio , & altri 
Dialetici . 

Era nel quinto rapprefentato il Tempo , che le mondane cofe 
fignoreggia, fuor che la fama degli huomini eccellenti , benché 
Pel Tempo.- p Cr legge del Cielo ogni cofa finifea. 

In quefto haueua finto nella fommità bella Cittella vefiita ài 
rofato co' crini inanellati cinta da mutoli ranci , e vermigli ingem- 
mando il-Cielo di fiori. SegnialailSolefopra dorato carro tira* . 
co da vdoci-deftrieri , e dietro il Tempo con due grand'ali ap- 
poggiatoi due foftsgni di legno, e feguendo Bonifacio l'intendo* ■ 
ne del Poeta haueua formato vn drappello d'Heroi , che non te- 
mono la forza del Tempo; raccomandati dalle penne degli fcrit- 
ton all'eternità . 

Erano ancora- diuifatc in più fiti'le ftagioni figniiìcando m 
cJQelle le- quattro età dell' huomo. Nella Primauera appariua fiori- 
to prato co' fanciulli in pner.ìi giuochi . Chi con tremula canna in- 
mano tentaua colpire il propo'.to fegno con altri iti aringo , e chi 
fatto gentil Caualiere guidaua con lacio humile capretto feguito 
da molti fanciulli con fegni di lieti applaufì . Altro fopra ilcom- 
pagno faltellaua , e Paitorelle tefleuano ghirlande di vari 
fiori. 

Nellaparte dell'Eftate erano Contadini , che mieteuan fpiche; 
giouanetdcó cani àmanoj& augelli rapaci in pugno; vn fiionaut 

iL 



DelCSMolfiTdrtef. . 277 

il- feutcaltro la viuola ; RufHchi danzauano con Paftorelle al fuo- 
no de zufoli,alcuno fcoccaual'arco,altrilottanauo ; e chi nel feno. 
della fua donna giaceuafi . 

In quella dell'Autunno appariuano alberi carichi di frutti , e 
fri quelle follitudini erano huominttogati con libri in mano. Biz- 
zaroCaualierefcorfeggiaua fopra generofo defiriere; poco lun- 
gi vn pellegrino fianco dal camino prendeua ripofo , follecito 
mercatante commutaua con akro le merci j ingcgnofo Pittore 
ritraeua (corticata Anotomià , & induftre fcultore fcalpellaua al- 
lùdo faffo per formarne leggiadra figura. 

Nel fito del verno vedeuanfi i colli coperti di neue; vecchi, che 
raccoglieuan monete d'argento , e d'oro ; canuto Marinaro rac- 
contaua alla fua famigliuolade'trafcorfi viaggi le noie ; Vene- 
rando Eremita con lunga, & ifpida barba, cinto d'horrido cih'cio s 
porgeua preghi al Cielo: vn Filofbfo con lacera vefte mendicaua_i 
il panejfcaltra vecchiarella recaua all'amante nouella dell'amico j 
& attempato Contadino dopò lo hauerrefa opulenta la cafa del» 
l'mgnuo fuo Signore , tuttauiazappaiia la terra, fopraftandole in - 
quel laboriofo officio la morte. 

Con talidimoftrationi volle Bonifacio dar ad intendere le va- 
rie operationt , che fi trattano da mortali nel corfo della vi- 
ta » e come fi cangiano gli affetti , e i voleri conforme l'etadi > 
e la forza del Tempo , che il tutto finalmente confuma , onde 
bene eonchiufè il Poeta . - 

tutto vincere ritolte ìlTempo audrol 

Chidmafi Fama, & è morir fecondo j 

Ne più, che contrail primole alcun rip4r&, 
Così il Tempo trionfa, e i nomi , e l Mondo , 

L'vltimo de' Trionfi era quello della Diuinità , e dopo lo ha- pslbDiuim- 
ttcrdimoftratoil Poeta l'ordine delle fiumane cofe,tìgurandofi vn ta. 
miouo Mondo , confiderà lo fta:o di coloro , che rettamente vif- 
fero , e come Iddio ente pnrifilmo , lungi da ogni corrnttio- - 
ne , fopra le cofe tutte trionfa , e quiui adequando il Pittore la 
vinone alla noflra capacità , fecefbpra à vn carro rifplendente 
d'oro , e di gemme, guidato dagli Euangehiti,le tre Diuine Per- 
foncche itringeuano vnkamtte lo feettro fopra la palla del Mon- 
do. % 



«xiaxit 



27 S Le Vite de' Vittori 

doj e gli faceua corona intorno numero di Cherubini , e Serafini'» 
Precorrevano il. trionfo i noftri primi parenti , l'innocente A- 
belle:feguiuaNoè conl'arca: Abraamo, IfaacMosèJacob^aui- 
dc,& altri Patriarchi : le Sibille con ftendardi. impreffi delle cofe 
pve dette con Sacerdoti > e Leuiti , e Profeti,e Duci dell'antica leg- 
ge. Intorro al carro erano i Dottori della Chiefa.e dietro loro ve- 
niuano colorojche abbandonarono itrafichi,e le reti per fegi.ii le 
orme delluo Signore,& altri , che fi riduflero à menar vita in foli- 
tane grotte cinti di horridi cilici con numero di Verginelle , co-- 
perte di candidi veli con corone d'oro,e di fiori in capo , e palme» 
m mano>akune teneuano coltelli,rafoi 5 forbicij tenaglie > ruote , e 
vefiiUijne' quali purpureggiaua la Croce 5 auuiandofi à goderete- 
nozze nell'Empire a m.-gione col celefte fuo fpofo,,& in vn canto- 
haueua ritratto il Poca col pochetto è'1 capuccio in capo > che of- 
fèruando fi bella vifionejla riportaua ne' fuoi morali trionfi. Qua-- 
li opere tutte diuisò Bonifacio con belle > e leggiadre forme , e: 
foau e colorito . 
Tittiue ratti- Apprendiamoci al fine delle operationi dell'Autore colraccon- 
to d'alcune priuate fue fatiche di Venetia . Trouafi in cafa Barba- 
riga di San Polo due grandi ottangoli: in vno,e Plutone, e Pr<>fer- j 
pinafopraadvncarrotiratodadueguffi . Pantafo, e Morfeo in* 
nan?i fuonano corni ritorti > fpargendo fopra à mortali il dolce 
foporc: vn fanciullo dorme à pie del carro , e due fopiti in profon- 
do fonno ftanno dutefi fopra le nubi 3 e gli vola appreflb vna gio-- ; 
umetta con ali tenebrofe .. 

Nell'altro di pa r i grandezza apparifee l'Aurora forta tempefti- 
uadalle piume , che rifchiara>con gli albori il Cielo, ricamandolo 
di fiorimi da preflfo il gelofo Titone > che non potendo fofterire la 
lontananza dell'amata moghe,toItofi al ripofo, l'accompagna per 
i non praticati fentieri dell'aria , et ambi fiedono fopra doraco 
carro tirato-.da due galli: Vna delle Aure le iti a piedi,che de lata- • : 
fi dal fonuo fi ftropiccia gli occhi , e per l'aria ancor fofca> volano 
Amorecti,che faettano garuli augetlini;akri col fuonode'corni rif- 
uegliano i mortali alle fatiche» e vicino al carro follecito Agricol- 
tore con lazappain ifpalla , e la falce inmanotempeftiuo ali'ope-- 
ra s'incamina . 

In due minori ottangoli Ci veggono Paftòrelle, e fanciulli con 1 
fafei dibiade,e mazzi di fiori .Alcuni verfano il grancBacco fie- 
de nel mezzo graflb 3 e rubicondo con vafe riuerfato nel grembo». 

di 



TtelCRtdolfi . Parte I. 2 79 

didonde n'efce il vermiglio licorce latiretti con grapoii d'vua, & 
alcuni di loro fomminillrano al compagno la dolce beuanda . 

Altri quadri diiùGmo la Primauera iguuda tri fiori in balla , e-» 
morbida Cicteila,con fanciulli intorno: vna donna con fpiche per 
l'eftateivn villano con paniere d'me per lo Autunno : vn vecchio 
col pelliccio per il verno , che fi rifcalda ad vn focolaretto tenuto 
da vn fanciullo : il Tempo con due grand'ali, che mi fura il globo 
della terra , la Prudenza feco con due faccie, che hi riguardo al 
paflato > e rimira il futuro; e la Fama con tromba d'oro dalla qua- 
le cadono alcuni breui annotati de'nomi di coloro, che rimango- 
no eterni dopò la vita mediante à fatti gloriofi,& alla cortelìa de* 
fcrittori,che foli polfono mantener viua la memoria loro. 

Il Signor Gio: Francefco Loredano Fenice de' Letterati » e fre- 
gio il più nobile delle Mufe , poifiede gentiliffima inuentione de' 
Magiche adorano il nato Meffia , rapprefentati con molto deco- 
ro>e corteggio de' erui,& il Signor Francefco Michele hi la nati- 
uirà del medeimio Saluatore co' Paftori,che l'adorano, e gli reca- 
nopailorali doni . 

Si trouano altre pitture appreflb de'Signori trafportate in va- 
rie parci, & vn quadro in particolare con Herode aliamenfa>alla_j 
quale l'impudica figlia arreca la tefta del Battiila ottenuta dall'- 
empio Rè in premio della fuadifoneftà:. e quello fu mandato al 
Rèd'Inghilterra . 

Si fono vedute ancora dipinti da quella mano recinti di letto , 
caffè , e limili cofe polle in vfo in que' tempi per delitie delle ha- 
bitationi,ou'erano figurate hiftorie facre, e profane ; le Mufe con 
l'infegne loro,i PianettijVeneri con Amorini,Satiri,paefi,e fi fatte 
gentilezze,dalle quali fi fono tratti vtili di confideratione,e(fendo 
tenute in molto pregio, non vi eflendo il meglio impiegato dana- 
reche nelle pitture degli huomini eccellenti , e fece in fine opere 
numerofe attendendo egli con molta affiduità all'Arte fua > non 
conofeendo giamai ripofo , che nondimeno prouò fempre vna ri- 
flrettafortunajcome auuiene di tutti coloro , che mangiano il pa- 
ne della Virtùjpoiche al vitio fi dona fenza mifura : ma alla virtù 
1 nonfi dàjchcftentatamente lo alimento , che però va fempre ac- 
compagnata da vna laboriofa , &inceflante fatica , mediante la_« 
quale però fi raccoglie in fine la gloria , da chi non teme il di lei 
horndoincontroonde Claudiano; 

Non 



Londra. 



2 8 o Le Vite de* Pittori 

No» quìfquam fruìturveris odoribusl 
HybUos lambris nec fpoliat fauas, 
iwr.Sc Ìviiari& Si fronti caueat , fi ttmeat rubot , 

Armat [fina. rofas > metta tegunt apes . 

Con tali forme Bonifacio fi fece ftrada all'immortalità, ilquàle 
dopò lo hauer dato faggio di molta virtù conle cofe numerofe 
operate , cangio le belJeize de' colori terreni co' fplendori del 
Cielo d'annidi. 




VITA 




PAOLO CALIARI VERONESE 
PITTORE. 



J8$ 



V I T A 



DI PAOLO 

CALI ARI 

VERONESE 

PITTO R E: 







O N ballano le facondie degli Oratori , ò le hiper- 
boli de" Poeti per difpiegare i pieno le bellezze 
della Pittura» la quale non eflendo , che vn com- 
pendio marauigliofo degli effetti della Natura.» 
(oue Affandoli l'occhio riman deluforràle fìntio- 
iii)(ì confonde ogni Itile , ed iufterilifce ogni vena 
iperbenfauellarne . Anzipiùcrefceloftuporefe confideriamo > 
; che nel fuo principio l'huomo altro Maeftro non hebbe , chela 
gran tauola del Mondo, nella quale il Souttno Artefice Iddio le 
cofe tutte dipinfe,ardifce di emulare con breui linee , e muti co- 
lorile operatiomdiuine 3 recaudoanch'egli con l'arte il voloà gli 
augelli: il guizzo àpefci: il vegettare alle piante : il moto à gli 
animali. 

Ne qui fa punto il pennello di Pittore induftre , poiché tra le 
tapezzarie de' dipinti Giardini fa ilpuntar le rofe, gli amaranti j e 
le viole: e su le cime de' monti i lauri, i cipreffi , e glioliui . Quin- 
di colonfce l'Alba ridente, ed il Sole , che difcioglendo le vermi- 
glie nubi ljeto riforge con. il crin d'oro ad .illuminar il Cielo . 



Nn a 



Forma 



a 8 4- & Vite de' Pittori 

Forma egli vii mare turbato ' , che disfida con le onde altere i 
contefa le Stelle ; e fra le vie del liquefatto argento ci fa vagheg- 
giar tal'hora le VenerUeGalateede Grader gli Amori .Ricama 
le fpog,|ie degli animali , infonde il lucido nell'oro , Io fplendoro 
nelle gemme , e con mirabil modo figura ogni pellegrina impref- 
fìone. che nell'aria fi mira . 

Eccolo di più emulo d'ogni h umana inuentione , mentre in 
breue fuperficie'd'aflejò di tela dirizzacolofli,inalza Palagi. , erge 
Tempi j, & obelifchi : e con verifimili apparenze dilpiega de' paf- 
iati tempi le flragi, gli incendi) , e le vicifiìtudini delle mondane 
cofe;ed oltre il diuifare la varietà de' corpi , efprime negli humar 
ni volti la gioia» lo fdegno , la letitia,il dolore , e le paffioni tutte 
dell'animojfacendo l'officio hor di eloquente Pittore, hor dipin- 
gente oratore,ed in fine la Pitturaè quello fpecchio in cui fi mira- 
no epilogate le opere tutte del Creatore* e ciò, che ftringe in feno 
la vaftità della terra,& il giro del Cielo circonda . 

Ma perche non fi può di materia fi degna , che fempre fcarfa- 
mente ragionare ,le fia più adequata lode il meditarla tacendo , e 
con le opere degli eccellenti Autori > ed in particolare con quelle 
di Paolo il dimollrare le di lei bellezze , accordando tutte le opi- 
nioni degli intendenti, ch'egli habbia ottenuto il primiero inten- 
to dell'Arte col dilettare con modo nò praticato da altro Pittore 
giàmai,ammirandofi nelle Pitture fue pellegrine maeftofeDeid, 
graui Perfonaggi,Matrone ripiene di gratie,di vezzi , Regi veftiti 
di ricchi adobbi,diuerfità depanni,fpoglie varie militari , adorne 
architetture diete piate, vaghi animali,e numero di cotante curio- 
fìtà , che ben poflbno appagar l'occhio di chi le mira con foauii- 
fimo trattenimento , onde fi rende chiarimmo nella ferie de' più 
infigni Pittori della moderna età . 

Ne già prefumiamo tra quelli fofchi caratteri far rifplendero 
maggiormente cotanto valore ma folo con la penna Epilogar di 
quello gli honori . 

Traile Paolo i natali in Verona Città illuftre di Lombardia ce- 

Veroiia pania ^ CDre P er l'antichità , per l'amenità del fito,per gli archi , e Teatri 

di Paolo. egregi j emuli delle moli più altere di Roma , per la quale fcorren- 

do l'Adige fuperbo irriga à giùfa del famofo Tebro con rapido 

corfoil verde lembo de' fuoi diletteuoli colli, e chiara non meno 

pei le difcipline di Marte,che per quelle della dotta Minerua* che 

fi van- 






DtlC. Rìdolfi. 'Torte L 2 s/ 

fi vata,pet compendio delle fue grandezze,lo hauer prodotto qqe- 
fto egregio Pittore . 

Hor nell'anno 1552. nacque Paolo per accrefcere decoro alla 
Patria» e bellezza al Mondo . Fu il di lui Padre Gabrielle Caliari 
Cittadino Veronefe,e fcultorcche gli infegnò da fanciullo i prin- g 1 ^ 010 dei 
cipij dell'Arte tua, auezzandolo à far modelli decreta : ma vedu- 
tolo più inclinato al dipingere , che allo {colpire lo pofe fotto la 
difciplina di Antonio Badile fuo Zio , il quale con grido di chiaro 
Pittore in Verona dipingeua, della cui mano fi vede nella Chiefa. 
di San Nazaro vna tauola à man finiftra efpreilaui la Vergine fo- 
pra le nubi col bambino in grembo , e fotto alcuni Santi Vefcoui, 
: & vn fanciullo} che gli tiene il libro con altre figure, & il Lazzaro 
rifufeitato in San Bernardino: da che fi comprende donde traflel'- 
. origine quefta gentil maniera , la quale fu accrefeiuta in bellez- 
za, e nobiltà da Paolino , che con tal nome alfhora per vezzo fi 
chiatnaua . 

Dimorato per qualche tempo nella cafa del Zio auuantag- 
giò gli anni col fapere , producendo ftupori nel difegno,& indi Doni nanna* 
> nel colorire . Era l'ingegno fuo dotato di quelle parti,che fi ricer- di Paolo, 
cano nel buon Pittore,di facile apprenfione , tolerante le fatiche , 
riteneua nella mente le cofe imparate , era di genio nobile , ne 
formaua cofa nell'Idea , che non fpirafle gratia , e diletto : à 
fegno > che nel verde Aprile degli anni partorì co' fiori giocon- 
diflimi frutti. 

1 Si diede poi à far opere da fé con letitia del Padre, poiché altro 
nù bramano i degni Genitori da fìgliuoli}che il vederli incamina- 
tinella via deU'honore. Fece dunque in S. Fermo di Verona pic- 
cola tauola con noftra Donna à federe,e due Santi ; in San Bernar- 
dino dirimpetto al Lazzaro del maeftro fuo,noltro Signore , che 
rifaaa la fuocera di San Pietro ; e nella via flroua due figure di 
bella macchia , da quali principi j fi prefaggirono le future fue 
grandezze . 

Condotto in quello mentre à Mantoua dal Cardinal Hercole 
Gonzaga con Dominico Riccio detto il Brufaforci s Battiftadal „ . 
Moro, e Paolo Farinato giouani Pittori Veronefi per dipingere le toua.° * *"" 
tauole del Duomo , fece Paolo nella fua il Santo Antonio Ab- 
bate percoflòì con baftone da vn Demonio , e da vn'altro de- 
lufo fot,to forma di femina » preualendo in valore ài concorren- 
ti. 

Rimu- 



s 8 6 Le Vite de Vittori 

Rimunerato dal Cardinale ritornò à Verona trattenendomi! 
per breue tempo in far copia del quadro di Raffaello de' Conti 
Canoffa, che nelle cafe medefime fi conferua, & in alcuna prillata 
fatica: mi viuendo poco con:en:o,non incontrando, che indifa- 
uéturc(venficàdofi in effetto il detto di Chrifto,che niun Profeta è 
ben veduto nella Patria,)penfaua di migliorar fortuna fotto più fa- 
uoreuole Cielo;(le piante tra fportate in pellegrino terreno auuan- 
zano fpeflo granale bellezza,) ne pafsò molto , che all'intentione 
feguì l'effetto andatofene à Tiene nel Vicentino , oue nelle cafe 
a Tiene. de' Conti Porti dipinfe i frefco nella Sala in paramenti, diuifi da 
figure à chiaro fcuro, huomtni, e donne , che giuocano ad vna 
tauola ; vn cornuto di Caualien,e di Dame ; vna caccia , & vn bal- 
lo; e nella cornice cartelline:bambocci,e felloni.. 

Sopra la porta d'vnCamerone ftanno appoggiate ad vn fron- 
tifpitio Palade, e Mercurio; e nelle pareti appaiono quattro hifto- 
rie:di Mutio Sceuola,chc fi abbruggia la mano in emenda d'hauer 
vccifo il Secretano m vece del Rè Porfena: di Sofonisba dinanzi 
a MaffinifTa, che la fece dapoi fua fpofa per fottrarla dal trionfo ; 
di Marc' Antonio alla Menfa > e Cleopatra con reale apparecchio» 
e corteggio de ferui : e di Serfefedente,à cui tributano doni ipo- 
poli della Grecia,& vn fregio intorno de fanciulli , e fettoni : nelle 
porte finfe cacciatori ; e dalle parti d'vn camino Venere , e Vul- 
cano, nelle quali fatiche v'hebbeparteBattifta Zelotti fuo difce- 
polo, che per effer di maniera fimile indifferentemente lauora- 
ua nelle opere di Paolo , à fegno , che le cofe loro pareuano d'- 
vnamedefimamano, e alcuni dicono , che gli feruifle ancora-» 
Antonio Fafolo Vicentino , che all'hor giouinetto ftudiaua dal* 
le opere fue . 
. Paffato a Fanzolo Villaggio del Triuigiano nelle cafe degli Sig. 

Emi operò ancora i frefco con Battifta fopra la porta della loggia 
Cerere pofta nel mezzo de' flrométimrali,e dalle parti Gioue fot- 
to forma diDiana,có Califto,elamedefimapercofla da Giunone. 

In vna delle camere vedefi in trepartimenti:la fauola d'Adone. 
In vn camerino quella di lo in quattro fpatij compartita , & in 
altra la Pittura , la fcultura , e le Arti liberali , nel fofficto della 
SalaleMufe, e fchiaui legati > a piedeftalli di colonne dipintila 
per ornamento . 

Terminate le opere dette & altre fparfe per que' Villaggi Batti- 
Ila fé ne andò à Vicenza per dipingerla il Monte di Pietà, Pao- 
lo 






Del C. Adolfi. Parte L 2^ 

Io fé ne pafsò à Venetia , non potendo la virtù fna riceuere augu- 
mento di confideratione efpofta nelle follitudini, fi che faceua di 
meftieri) che in più cofpicuo luogo faceffe pompa di fue bellezze, * Venetia • 
che però fuchi dille;. 

Chevalbelt^nonvtjla ì e fé puruifta, RftH<Uci.i 

H$n vagheggiata ì e fé pur vagheggiata- Sccn-j, 

Vagheggiata da un fola ì 

lui dunque ftabilital'habitatione hebbe materia di far conofee— 
re il fuo valore : e benché fi vedeffero in quella Cicca le Angolari 
Pitture di Titiano,quelledel Palaia Vecchio, e nei iiorire all'hora 
delTintoretto,nongh mancaronodegui trattenimenti ^ 

Quindi gli fu locato il foffitto della.Sacreftia dal Padre Bernar- 
do Torlioni Priore diSanSebaftianofuoamoreuole compatrio- 
:a,oue fece la Coronationedella Vergine con gli Euangeliiti in- 
umo . Ma i fanciulli pofti in que' tondi, che tengono libri, e Sebalfialo^ 31 * 
due cartelle, in vna delle quali è fcritto . Coronavi m capite tuo ac- 
:ipe , e nell'altra accipe dignitatem,& coronata aternam , furono di 
nano d'vn fuo fcolare . • 

Piaciuta l'opera gli allogò poi la parte del Cielo della Chiefa» 
>oco dianzi rinouata,diuifo con bell'ordine da due ouati , e da vn 
]iiadro nel mezzo confitti minori fpatij . 

Nel primo ouatofeceuiEftertutta vezzo , e leggiadria con- 
lotta dalle ferue al Rè Aflùero,e gli ftà a canto il Zio Mardocheo, 
luuertendolaà tener celata la dileinafeita . • 

Nel mezzo viene quella dal medefimo Afluero coronata in luo- 
;o della Regina Vafti,per eflergli fiata inobediente, e^pofeia la 
xllaEfter ottenne con fue doki preghiere la liberatone del po- 
'olofuc&honoriper lo zio, perche doue impera pellegrina bel- 
lezza ogni cofa obedifce,onde fu chi cantò : . 

Artihus innumeri* mens oppugnatur amAntump ^Rtmtd:- 

Vtlaphaquoretsvndiquepuìfusa^uis,.. 

Et nell'altro ouato ,. che cinge il quadro Mardocheo fopra ge- 
.ciofftcauallci yien. condotto da Amano per la. Città acclamata 



Pi lo lodato- 



2 ss Le Vite de* Pittóri 

per amico del Rè , in tale guifa honorato per la congiura da lui 
fcoperta degli Enuchi . 

La fortuna fpeffo fconuoglie le forti , Amano poco dianzi riue- 
rito come Signore della Perfia,hordiuenutoftamered'vnofchia- 
uo, è fatto efempio di quegli inuidi cortegiani,che nell'auge delle 
loro grandezze prouano il precipitio . La fortuna-qual'lior rif- 
plende è di vetro . Ne' rimanenti fpati j diuife balauftri,e fanciul- 
li fopra feftoni,figureà chiaro fcuro,e di terrena gialla. 

Scoperte le Pitture per la nouità della {bruttura non pure ; mi 
per le opere Angolari di Paolo ( non effendofi vedute per lo in- 
nanzi Amili bellezze ne' Cieli de' Tempi; ) vi concorfe numerofo 
popolo ad ammirarlcdando immortali lodi all'Autore , il che ni 
cagione,che que' Padri,fenza metterui tempo di mezzo , vollero, 
ch'egli profeguiise à dipingere la volta della Cappella Mag- 
giore , nella quale fece a frefeo noftra Donna in atto di falireal 
Cielo da molti Angeli circondatamella fommità della tribuna fi- 
gurò Iddio Padre, e nel giro fopra pergolati Angeli , chefefteg- 
giano con vari ftromenti , li Dottori della Chiefa negli angoli 
& in due mezze lune gli Euangelifti . 

Nel Coro efpreffe due hiftorie l'vna di San Sebafìiano dinanzi 
a Diocletiano confeflando effere Caualier di Chrifto, ma quefta_> 
effendofi guaita hi poi ricoperta da vn quadro doglio dallo fteflb 
con la medefima inuentione . Nell'altra è il Santo Caualiere per- 
colò da fatelliti co' baftoni . Sopra à fedili fece à chiaro feuro in 
due nichie hSanti Apoftoli Pietro,e Paolo,& altri Profeti , e figu- 
re intorno, a chiaro fcuro,Sibille,& Angeli coloriti,che fuonanOj 
e cantano, due Miniflri , che auuentano freccie, e San Sebaftiano 
in altra parte , diuedendo il tutto con Colonne ritorte fregiate di 
iauori,e di gentili ornamenti : fopra a volti delle Cappelle diuifo 
gli Apoftoli,e due Profeti a lati dell'organo , l'Annunriatanell'ar- 
codella Cappe Ha Maggiore , e Sibille fopra alle due minori vici- 
ne, né haueua Paolo , quando quelle opere diptnfe,che anni vinti- 
cinque . 

Incontrato per tanto nel genio della Città n'hebbe a far opere 
molte a oglio,& a requifitione de'Signori ripigliò di nuono le co- 
fe a frefeo, onde trasferitoli alla Soranza vicino à Cartel Fraco di- 
pinfe nell'affetto della loggia di quel Palagio colonne , paefi , le 
ftagioni,e fanciulli con frutti diuerfi in mano.In mezze lurre,Mar- 
te,e V«nere;GioBe,e Giunone;Mercurioje Palade > con altre pei- 

ta, 






De/ C. Adolfi. Parte L 2 8 <> 

tà, e nella volta fanciulli in partimenti , e ne' capifopra balauftri 
pofe due à federcvn di queiti con giubbone,e beretta all'antica in A ' Ia 5ora nza« 
cui diconojche Paolo fi ritraefle in atto di leggere , e vi fece due 
naturalilfimi cani . 

Nel mezzo del foffitto della Sala fìnfe vn Cielo'di Dei, e figure 
nel girar della volta;e ne' muri hiftorie, e facrificii recinti da don- 
ne à chiaro feuro, & altre fopraporte.. 

In vna delle camere appar in guifa di tribuna naturaliffima vi- 
te,con augellini,e negli archetti fono tefte finte di bronzo . Nel- 
le pareti vi è Aleflàndrcche taglia col ferro il nodo Gordiano > e 
le donne di Dario dinanzi al medefimo Alefìandro , che ordina, 
• ì che fiano come Regine feruite . 

Nella feconda fi veggono come nell'altra Virtù colorite fopra 
le porte, e figure a" chiaro feuro in partimenti , e fono delle opere 
■ pregiate di Paolo. E qui ancor vogliono,c he vi operaffe il Zelot- 
ti, come fi diffe,fuo condifcepolo. 

Circa il tempo medefimo à requifitione del Signor DanielCar- 
baro eletto d'Aquileia,e del Signor M. Antonio fuo fratello tana- A Mafie ra. 
ghiti della nuoua,ediletteuole Tua maniera,fi códuffe Paolo àMa- 
fiera,Villaggio vicino ad Afolo nelTriuigiano,oue nel palagio lo- 
ro eretto co' modelli di Andrea Palladio celebre Architetto,dipin- 
fé nouelle marauiglie . 

Nella Sala fatta à Crociera figurò le Mufccon loro ftromenti , 
architetture,lieti paef ì,e trofei militari . In alcune porte tìnte ri- 
traffe paggi, e ftanieri, e ne' volti feftoni, e rami di fiondi . Da vn 
lato della Sala compofe altrefi nobile architetture , efopraui vn 
corridore con Dame, & altri con libri , e ftromenti unificali in 
mano, chemirano vn Cielo , oue fono rapprefentati i Pianetti 
con le infegne loro . 

Oltre di ciò dinife in due Camere colonne co impofte di Satiri 
fìnti di bronzo,fopra le porte figure colonte,che rapprefentano la 
Nobiltà , il Dominio, l'Honore, la Magnificenza, & altre fì- 
tnìli , che alludono alla dignità di quella famiglia : e ne' foffitei 
appaiono Giunone,Cerere,Flora,Vertùno, e Bacco ignudo mor- 
bidiffimo, che preme vn grappolo d'vua , per dinotarci la copia_« 
de' fiori,de' grani,e de' frutti,di che abbonda quel delitiofo paefe, 
alle quali coìe refe tale gratia, e nobiltà,che fembrano,per à puto 
cofe di Cielo,e vi fece alcune diuotioni finte in quadri . 

^ellaparte della pefchiera fituata a canto al Monte colorì alcu- 

Oo ne 



2 pò Le Vite de' Pittori 

' ne hiftoriette> e la Pace nel mezzo del volto » e vi fono ancora fi- 
gure di ftucco , che per ricreatione far foleua il Signor Marcant'- 
Antonio detto ; onde que' Signora per lo buon feruigio ottenuto 
da Paolo , l'hebbero fempre in protettione, e procurarono lo ag- 
grandimento dello fiato fuo . Non può la virtù.benche nobile per 
ma Natura^ renderli riguardeuole àgli occhi de' mortali , che 
fiflan l'occhio,oue più l'oro riluce, fé il Grande con l'autorità non 
le ferue di follieuo 3 nel cui parere ogn'vno facilmente concorre.Le 
gemme auuanzano di conditione nelle mani de' Signori , e le opi- 
nioni loro fono fempre feguite dagli inferiori . 

Dipinfe indi à non molto pur à frefco in Venetia foprail 
campo di San Mauritio nella cafadelBellauite quattro hiftorio 
colorite 5 e due à chiaro fcuro de' fatti de' Romani > doue entra., 
Martio Coriolanojche à preghi diVetturia fua madre racqueta lo 
fdegno con la Patria 5 onde fu poi da Volfci priuo di vita . Nella ci- 
ma fono fanciulli polli à federe fopra à feftonije fotto alle fenefke 
fece cartelle colorite,e Camei:e tra quelle altre à chiaro fcurojcon 
fatire intorno .- e fotto quelle de' mezzati corazze , e bellici flro- 
menti pur à chiaro fcuro. A piedi fopra à modiglioni fono due fin.- 
golari ligure fìnte di bronzo , che rapprefentano la Prudenza > ej 
Minerua con rami d'oliuo 3 e gambi di fpiche in mano, per dinota- 
re , che degli auuanzi fatti doglio , e di grano il Padrone haueua_» 
murata lacafa . 
Pitture del p.i Rinouandofi in quello mentre alcune delle vecchie Pitturej 
Jagio Ducale. ^ Palaggio Ducale , parte locate ad Oratio Figliuolo di Titia- 
no t altre al Tintoretto,così à Paolo > auuanzatofi in grido perle 
opere di San Seballiano , (e predicato il di lui valore da dettisi- . 
gnori Barbari per le opere Singolari fattegli à Mafiera)gli fu toga- 
ta vna delle hiflorie maggiori per la Sala del maggior Configlio j 
nella quale co molto decoro rapprefentò Federico LImperadore> 
che riconofceua per Pallore della Chiefa Ottauiano j con molti 
Perfonaggi al corteggio vefliti in belle guife , e vi ritrafle al natu- 
rale il Signor Luigi Mocenico, che fu Doge , Agofìin Barbarigo, 
che morì nella Battaglia nauale, Marc'Antonio Grimano , Anto- 
nio Cappello, Girolamo Contarino > e Lorenzo Giufliniano Pro- 
curatori di SanMarccFrancefcoLoredano Abbatte Nicolò Ze- 
noj & altri, & era lo fcritto. 



Me- 



DelC.RUoIfi. Parrei. 2 gì 



Alexandrum III. Pont, Max. rìte creatum, & Ottauìantim-ì 
vitio fatìum Imfer. Feder. Ticinum euocauìt . Alex.di- 
cloeiusaudiensnon fuit .Itaque Federicustd&'gre fé- 
rens, Ofiauiamtm, qui ad fé ijt Pent.declarauit^ acvene- 

tratusefl.. 
Sopra à due fene Pironi dipinfe il Tempora Fede , la Patienza,e 
rVruone con fafei di verghe in mano, alludendo la conferuatione 
di quella llepublica , e l'amore nodrito tra Cittadini : e per eflerfi 
•fempre in quella conferuata la cattolica Religione; ma* quelle nel- 
? 'l'incendio del Palagio fi abbruggiarono l'anno 1 576. 

Nella camera de' Signori Capi del Configlio di dieci'formò nel 
mezzo dell'iatauolato vn'Angelo,che difeaccia il vitio , con don- 
'ne à piedi polle in fuga , che altri ne ràpprefentano . LTnnocen- 
za»e fimilijche porgono preghi , accompagnate dal Tempo > pro- 
tette da quel grande Magiftrato . Intorno fono fimboli, che figu- 
rano la di lui autorità : ma due di quelli furono d'altra mano , e vi 
fi conferua ancora foprail Tribunale vnChriflo morto foftenuto 
- da gli Angeli di mano di Antonello da Mefiìna, degno di memo- 
ria per l'Autore. 

Nel Cielo dell'anticamera fece San Marco con corona d'oro in 
mano vn Angeletto lo foiliene , & altro tiene con bello atteggia- 
mento il libro degli Euangeli appoggiato al Leone, e nella parte 
inferiore ftanno le Virtù Teologali mirando in alto , e nel recinto 
in lunghi fpatij fono trionfi de' Romani di terretta verde , e fi- 
gure a chiaro fc tiro . 

Mi quelli furono per così dire piccioli fegni della virtù di Pao- pitture <M/a 
cdimoilrandone effetti maggiori per le òccafioni, che di poi gli fe.^ dlSaB 
brtirono;poiche in virtù dell'elettione fatta da Titiano de più ec- ' 
:ellenti giouani Pittori ( hauutane la cura da Procuratori di San 
Marco)che furonoGiofeppe Saluiari,BattiftaFraco,Io Schiauone, 
1 Zelotti , ilFratina,fù Paolo tra primi annouerato , a cui furono 
affigliati tré tondi per la volta della Libraria diSanMarco verfoìl 
Campanile,ne' qualidifpiegò i feguenti componimenti . 

Nel primo finfe alcune belle Matrone per la Mufica , che fuo- • 
nano liuti, e viuole , & vnacanta à libro,e con effe loro è Amore , 

O o z per- 



2 9 : 



Le Vite de Vittori 



perche alcuni volkrcch'egli fofle inuentore della Mufica , e per- 
che il iuono,& il canto fono eccitamenti ad amare , onde Meiìan- 
.dro: 

Mufica multis e fi incitamentum amoris . . 

Si fìnge ancora nato dall'otioa et dall'humana lafciuia > onde il 
Petrarca. - 



Ci i neltrion 
fod'rtmorc. 



i« De rem ed. 



rinacque d'odo, e di lafciuia human* 
Nodrito di penfier dolci , e foaui , 
Fatto Signor, e Dio da gente vana . . 

Quindi è, che di cibi delicati fi nutre , di odori , e di lafciuie , fi 
fomenta: gli Amanti gli formano delicati guanciali di rofe , e lo 
vezzeggiano co' ventagli di molli piume, & alle mufiche delle più 
belle , e sfacendate fanciulle prende foauiflìmi ripofi > e lo dine 
Ouidio . 

Ergo, vbi vìfus eris noflra medicabilis arte , . 

Fac monitis fugias otia prima meis . 
H<ec, ut ames faciunt : h<ec, qu&f ecere, tuentUr: 

H&c funt iucundi cauja, cibusque mali .. 
Otta fi tollas, periere cupidinis arcus , 

Contempt&que iacent, & fine luce facès. - 

Nel fecondo fece due belle figure per la Geometria,e l'Aritme- 
tica. 

E nel terzo è l'Honore , . che nafee. dagli ftudij delle varie di- 
fcipline > collocato fopra vn piedeftallo ,a cui {tanno innanzi Filo- 
fofi,Hilìorici,e Poetiche gli offerifeono ghirlande di fiori d'ede- 
re , e d'allori > che fono gli acquifti fatti dopo le lunghe vigilie, 
e fatichemon raccogliendofi da fparfi femi loro > che amari frutti: 
Se infipide foglie 3 fopra che difle lo Stigliano . • 



Mai- 



TtelCRtdolfi.VarteL i 93 

Mal/èppi delle Mufe intender pria 

Perche finte fian Vergini infeconde , 

Ne frutto altro \ che amaro il lauro dia . 
Più non coltiuin de'fuàor miei l'onde, 

Sudian pur per altra opra o fronte mia , 

Che fcarfo premio è il cingerti di fronde . 

E perche haueuanoi Procuratori decretato vn fegno di parti- 
colar honore , à qual de' Pittori detti fi fofle meglio diportato , ne 
diedero anco la cura à Titiano , e al Sanfouino di farne il giudi- 
tio:mà perche non vollero efler tenuti partiali, giudicarono bene J^^^p^ 
lo intenderlo da medefimi concorrenti , che richiefti del lor pare- lo eia Procura- 
re fopra le opere de compagni (eccettuandoli le loro ) conuenne- £°] uil ò - War - 
ro,che Paolo ne hauefle riportato il pregio , che tanto riferirono à 
medefimi Procuratori,i quah(oltre laricognitione ad ogn'vno có- 
ferita), lo riconobbero con dono d'vna catena d'oro , in fegno 
delfhonore confeguito , che tuttauia fi confenia dal Signor Gio- 
feppeCaliari nipote, come pretiofa reliquia dell'Auofuo glorio- 
fo.E certo>che gli honori,che prouégono dalla virtù,più pregiar fi 
deuoncche le ricchezze , che dalla fola fortuna dipendono , e lo 
afferma lo Stagirita . • 

Imperia,^ opts glori* caufa expettandafunt '. 

Si lafciano le grandezze , e fi fpengono in profondo oblio i no- 

I di coloro, che fenza fregio di virtù fi muoiono, e rimati folo la 
lemoria degli huomini eccellenti . 

Fece per laChiefa de' Crociferi, nella Cappella deftra à canto 
lo Altare, noftro Signore adorato da Pallori, oue la Vergine lo 
raccoglie entro pouere bende . 

Andato pofeiaà Verona a riuederi Parenti, dipinfe à Padri di 
San Nazaro in capo del loro Refettorio vn recinto ài vaga archi* 
tettura, e due colonne per ogni parte intrecciate da Vitalbe, che Opera cele- 
foftengono maelcofofrontefpitio , e tra quelle pofe piccaglie di bre di Verona 
feftoni appefi àtefehi d'animali . Sopra à cantonali della hiitcria 
fìnfe due Satire nella diformiti loro bellifiìme , e nel mezzo il 
pranfodi Simon leprofo con la Maddalena in atto di vngeri piedi 

al- 



e 



2 fjf Le Vite à? Vittóri 

al Saluatore , in faccia à cui iti il medefimo Simone fiupido delf- 
attione della Donna generofa; oltre la menfa è lo infellonito Giu- 
da ripieno di liuore,che accenna i circonitanti la perdita dell' vn- 
guento pretiofo, che l'in uamorata Peccatrice inoltra di fpargero 
ìbpra i piedi del Signore . 

• Non fi può deferiuere , con quale grauitd fé ne ftia quella Ma- 
ttonatila foftiene vn piede di Giesù annodato da crini d'oro , ed 
altri fciolti fregiano con le aurate fila l'alabaltro del feno fuo 
pofa l'altra mano,che di candore vince le neui intatte, fparfe di ro- 
fe, fopra il vafe del pregiato liquore ; & ogni fuo gefto in fine pare 
accompagnato dalle Graticin quell'humile attione > fonoui ferui 
con aurei vafi , ?c altri , che fomminiftrano viuande al banchetto > 
Mimi ve ititi à liurea con bertuccie à mano , che vengono a tener 
in feftai conuitati, ne vi è, che defiderare di pompa, ed'apparecr 
chio ; quale Pittura fu dallo fcrittore delle prefenti vite ritratta^ 
della medefima grandezza , e mandata in Fiandra à granPerfòr 
naggio . 

Profetili Paolo nel ritorno le opere di San Sebaftiano , poiché : 
que' Padri non voITero,ch'altrijche lui vi dipingente , e rifacendoli 
giiornamenti di quella Chiefa , pofe mano alla tauola dell'Ai» 
tar maggiore , nella quale fece noftra Donna col Bambino al 
feno , & Angeli; à piedi San Sebaftiano legato ad vna Colonna > 
San Pietro, e SanFrancefco, in cui ritraile il Padre Bernardo 
detto . 

Ma nell'opera della Purificatione dell'organo da lui dipinta I- 
£" - o!are fa " anno i 5 tfo.rinforzò il colorito, e dimoftrò eccellenza maggiore . 
Qui fki la Vergine col Pargoletto tra le virginali braccia , e con 
materEa tenerezza lo apprefenta al vecchio Simeone, fopra cui 
piegandoli il venerando Pontefice adora quella Diuinita, che già 
gran tempo bramato haueua di vedere , e beando le luci in fi gio- 
conda viltà defia di chiuderle in perpetuo ripofo . Circondano l'- 
Aitare Sacerdoti,Leuiti co' libri in mano , ferui con torchie acce- 
fe,& incenficri , & vna Donna velata di lieto colore ftà in vn can- 
to con due colombe per l'offerta . 

Nella parte interna èia Pifcina con molti infermi > cheatten- 
dono la motione delle acque dall'Angelo à lato a colonnati d'- 
vn porticale 3 che girando intorno formano ampio cortile tirato 
conrigorofa profpettiua , e le figure primiere collocate nella_> 
linea principale del piano > mancando a poco , apoco la vedu- 
ta 






Del C. %dolfi. Parte /. 295 

ca delle più lontanccon accurato artificio del punto cfferuato nel 
palmento della Chiefa. Ponto deHa 

E fé bene i buoni Pittori per fuggir tal'hora quelle vedute no- ié^?to. 1Ua °" 
iofe di profpetciue hanno accostumato tener il pmito eleuato, per 
lo accommodar vile figure , in alcuni cafi però hanno anche of- 
feruaro il rigore^come fece Paolo in quello luogo , per dar ad m- 
tendere>come egli ben fapeua la norma di quefte benedette rego- 
le.Sopra di che alcuni belli ingegni tanto fi trauag!iano 3 poco ba- 
r dandoalle cofe più importanti , douédofi vfar le Architetture per 
folo ornamentojcol dar fempre il luogo primiero alle figure > co- 
me parte più effentiale del componimento , in modo , che_> 
,;on fuperino nella quantità» e nella forza l'hiftoria , quali offerii a- nelle Jjuhiite 
ùóni fi deuono ridurre dal faggio Artefice ad vna ragioneuole tl "e. 
tattica, con la quale l'occhio re Ili appagato , conofcendofi l'in- 
degno del Pittore nello fpiegamento deìl'hiitoria 5 non nel valerli 
:on licentiofo modo di quello , che più s'intende . Ma condonili 
pella digrefiione per sodisfare a coloro 3 che bramano l'intende- 
e la ragione di tutte le cofe.. 

ì Nel capo in fine del Porticale è Noftro Signore , che comanda 
il languido,che prenda il fuo letto,e fi metta in camino , e fé non 
.'ode il rendimento delle gratie 3 ècolpa della Pittura , che non gli 
oncede lo elprimere le voci» mentre Ci accinge al partire . Ne in 
[ueilo luogo toccherebbe d' hiperbole il dire , che le Gratie forn- 
nimilraffero à Paolo in quel degno miniftero le Murici , i can- 
tari dell'Alban i zaffiri del Cielo» e le Idee più belle del le huma- 
ie forme , non potendoli produrre effetti così eccellenti da mano 
aortale,fe non v'ha parte il Cielo . 

, A' fianchi dell'organo fono figure à chiaro fcuro ; nel pulpito 
a nafcita del Signore>& altre hifloriette, e fotto dalle parti del fe- 
iolcro di Lorenzo Donato flanno due gratiofi fanciulli à chia- 
'o fcuro j con faci fpente in mano , etefchidimorte > e nell'an- 
iito nel panare in Sacrellia è picciolo quadretto di SanGirola- 
10. 

Eccitati da fi rari efempi i Padri della compagnia del Giesù 

d imitatione di quelli di San Sebaltiano , penfaronoj per render 

■■tu riguardeuole , e frequentata la Chiefa loro, d'abbellire anch'- 

glino la parte del foffitto > onde appoggiarono alla pcrlbna di 

'aolo il far delle Pitture . 

Hor nel primo quadro {pezzato ne' cantonali fopra l'ingreffo 

della 



2p6 LeVite àé Vittori 




tiout. 



della porta kcc l'ambafciata dell'Angelo alla Vergine annuii 
dandole la nafcita del Melila , al cui improuifo apparire fi riuo 
glie piena di canore al Nuntio diurno . Il defcriuere lo apparta 
mento di quella nobil ftanza abbellita d'archi foftenuti da colon 
ne ritorte cinte da ferpeg^ianti Vitalbe ,Ie pretiofe coreme , ch( 
cingono il pudico lettole velli varie del celeile meilaggiero , ch( 
increfpate da folfio d' aura foaue formano nelle e uremica de' léb 
gratiofi raggiri , la vaghe2za delle ali de' colori più belli dell'Iridi 
dipinte jil fembian ce diurno, l'atto gentile, il modello veihre, ec 
in fine il fulgore de' raggi dello fpirito celefte,non è officio , che 
fi póffi compire dalla penna di mortale fcrittore . Sono troppo di 
fuguali le forme dell' humana fauella per efprimere perfonaggi, è 
attioni di Paradifo . 

Nell'altro quadro verfo l'Aitar maggiore ftanno i Pallori intor 
no al Prefeppe,vn.de' quali fiede fopra ad un Bue, che col mugin 
par riuerifea in fua fauella il nato Signore , & vno guida altro j ' 
mento.. 
, Enell'ouatopoflonelmezzola Vergine afcendealCielo, fol 

difp:ega l'at- leuata dagli Angeli adorni di vari vediti brillanti per la diuerfit; 
de' colori , alcuni la feruono d'appoggio, altri con incenfieri vai 
profumando le vie dell'aria , e chi dibattendo le ali dorate cor 
teggia la Celeile Regina . Intorno al fepo lcro, oue ripofarono! 
Sante membra Hanno gli Apoflolrfifsando gli occhi al Cielo,e t< 
nendo libri.e torci accefi , & alcuni con le mani aggroppate fofpi 
ratio la perdita di Maria . Gira intorno al Sepolcro nobile pergo 
lato con fcala nel mezzora quale tutto che non rigorofa nel pun 
to,per il collocami delle figure, riefee di piaceuole veduta , e fi 
marauigliofo effetto . 

In minori fpatij dalle parti fono compartite hifloriette di coli 
verde,e rofl"o,di Mosè,di Giona, con altre del vecchio,e nuouote 
flamenco: mi il quadro dell'Annunciata marauigliofo tràquelf- 
ordin e riman occupato dal Coro delle Monache , che in vece de 
Padri detti vi furono polle dal Senato,e nel Tabernacolo è la figa 
ra del Redentore . 

Crebbe in gran maniera nonfolo il nome di Paolo per le co 
fé operate , male fortune ancora : onde pofe foprabanchi fé 
milla feudi , che nel giro di pochi anni auuanzati co' pennelli ha 
uea, quali felicemente fi augumentarono, poiché gli acquati rat 
ti coni a vktùhanficure le radici» ne yì è tarlo di confidenza , che 
■•---- le 



DelCRidolfi. Torte I. 2 97 

le dhiori . In quefto mentre Paolo fé ne pafsò à Roma col Signor 
GirolamoGrimanoProcuratore di S.Marco,di cui era famigliare» PaoloàRoi 
deftinato oratore al Pontefìce,non tanto per veder fecondo il co- ma * 
munc coftume le grandezze della Corte, ma come Pittore le ma- 
gnificenze degli edificale Pitture di Raffaelo , le fcolture di Mi- 
chel' Ange4o>e le celebri ftatue in particolare , pretiofe reliquie» 
tlellaRomana grandezza,fopra le quali pofe alcuna ofleruatione» 
ammirando quell'eccellente formajche fu ferapre feguita , & ap- 
prezzata dagli intendenti,e la venuftà delle Imagini degli Heroi> 
da che traile nouelleùnpreffioni,come poi dimoftrò nelle opere > 
che appretto deferiueremo , poiché le cofe rare da lui vedute , & 
offeruate più lì affinauanOj& acquiftauano gradi di maggior per- 
fettione nell'ingegno fuo . 

Ritornato a Venetia gli fu locata la maggior parte delle Pit- 
ture del Configlio di Dieci, altre al Zelotti, eque' due vani, oue Opere della 
entra Mercurio,e la Pace,e Nettuno cól Tridéte fopra Caual Ma- ^gito di l^w:^ 
rino furono di mano di vn Monsignore detto Bazzacco molto ir 
mico di Paolo, che haueua l'incombenza dell'opera tutta. 

Hor nell'ouato maggiore fece il Gioue fulminante , la Ribel- 
lione^ FaIfario,il Vitio infame,e'I Tradimento, quali errori ven- 
gono dall'autorità di quel grauiffimo Magiftrato con molto ri- 
gore caftigati,che rouinofamente infieme annodati,cadono (pa- 
uentati dal fulmine di Gioue : e tra quelli è vn'Angelo con decre- 
ti di quel Configlio , che sfèrza l'aria con crefpa capigliatura , ic 
ali,che paiono di naturali piume, riportando l'Autore felicemen- 
te nel Gioue la (tatua del Laocoonte famofa di Belvedere di Ro- 
ma , & in altra figura la tefta detta cornmunemente dell* Aleflan- 
dro , ò come alcuni dicono d'vna delle Amazonij& altri getti > 
che nello ftndio fuoteneuar 

Sopra il Tribunale finfe nobile Matrona con ceppi , e catene-» 
rotte in mano per accennare l'autorità dello fteflb Magiftrato j 
nel conferir le gratfe,ed il caftigo,mirante vn Cielo di Deità 3 di- 
notando il patrocinio celefte verfo de'Prencipi giufti. 

In altro vano fece Venericene riceue dalle mani di Giunone 
gioielli, Corone, eT corno Ducale in fegno del fùpremo honore : 
ornamento vfato anticamente da Troianij(da quali hebbero ori- 
gine i popoli Veneti ) come fi vede nella figura di Ganimede ap- 
pefo nel mezzo del Statuario della RepubUca * e come rien det- 



I 



2pS LeVìte de' Pittori 

toda Virgilio per boccàdi Romulo à Troiani in quefti Ver/I. 



lMÌ<fcIìb.j, 



Defiàu cordi jtwat indulgere chorei* y 

Et tutticAmamcAs& babent redimicuU Mitr* l 



Qual figura fa gratiofa pompa dell'alabaftro del collo,e del fa- 
no fuo » 

In altro minor oliato fiutato nel cantoria! e fece vna bella Gio- 
itane con ricco ornamento ne' crini,con le mani al petto, che mi- 
ra con molta modeftia , all'ingiù, &vn vecchio coninuolgi di 
bende k\ capo>e barbarefche fpoglie , che appoggia il mento fo- 
prail deliro braccio , cadendogli in giro la canuta barba tra le 
dita,che inferifcono le diuerfe conditioni de' popoli» che ricorro- 
no nelle oppreffioni Loro à quel tribunale , e que fte due figure , in 
pamcolarcbenche l'altre tutte fiano predicate per marauigliole, 
fono tenute da Profefforijdelle più fingolan,ch'egli fi faceflè , e 
Palma" del fòleuadire Iacopo Palma , cheinquefto cafo Paolo gionfe al 
maggior fegno deirefquifìtezza» e che in quelle fece vnmifto del 
piùerudito» che fi pratichi nell'antico, e della più nobile fua ma- 
nierai onde auniencche alcuna volta il Pittore mollo davnim- 
pulfo di fpirito arriua all'auge più fublime della perfettione , oue 
di rado permeile : diuife ancora intorno ali ouato maggiore 
quattro figure à chiaro fcuro pertinenti al dominio ,& altri belli 
ignudi * 
L'anno poi 156 5 .per compimento della Cappella maggiore di 
San Scbaìtiano dipinfe i due gran quadri laterali, oue riitrinfei 
fiupori,e le marauiglie dell'Arte. 

L'vno contiene li Santi Marciliano,e Marco condannati alla_> 
rrrorte,fe fra certo tempo non lafciauano la fede di Chrifto, quali 
nel fcendere le fcale del Palagio del Prefetto Cromatio , condotti 
da Miniftri alle carceri,vengono incontrati dal Padre loro Tran- 
quilio,fbiì:enuto da ferui,che in getti dolenti li prega à fuggir Ia_» 
Morte,e rifèruarfi in vita per follieuo di fua cadente vecchiezza,e 
furiofa gli fegue la Madre co" crini fciolri a guifa di Baccante per 
ritenerli. 

A pie delle fcale Hanno ginochioni le Mogli,dimoftrandoglii 
loro figli bambjini> acciò > che moifi nelle vifcere da filiali afifetti 

muti- 



V 



1 



LbeìC.%ìdolfi.Vartet. 299 
ìtino MorSanti penueri , & vna fanciulla fupplicheuole fé gli 
accia in atto puerile , ma affittendogli a fianchiti Caualierge- 
nerofo Sebaftiano gli inuigoriffe al martirio, e ferue d'oftacolo a 
quelle violenze.-. chehanpotere negli humanipetti> additaniogli 
vn Angelo belliffimo nel Cielo col libro della vita in mano; Staui 
vn Mendico/opra fcaglionì molto naturale , & altri aggrapati à 
colonne > e di lontano fono ornate Matrone > che mirano la co- 
ftanza de' Santi>e gratiofe vedute d'architetture. 

Celebrila Greca eloquenza la tauola di Timante> nella quale 
l'induftre Pittore dato, che hebbe a vedere in Calcate Aurufpice, Affetti mara-' 
in Aiaccin Achille , e in Menelao gli affetti tutti della pieti , e "cl'^ga^." 
'del dolore , ricoperfe con tenébrofo Telo il volto del Padre Aga- 
menone»celando in quella guifa quell'affanno , che ftimò inefpli- 
cabile dal fuo pennello » che in quello cafo fu da Paolo fuperato • 
'che difpiegò non folo nel volto della Madrcdelle Mogli,e degli 
amici de' Santi gli affetti della pietà,e delkt commiferatione » ma 
gionfe ad efprimere nel fembiante del dolente Padre i caratteri 
d'vn'impareggiabile dolore . 

Nell'ateo efprefle San Sebaftiano legato advn ordigno di le- 
gno per riceuer il Martirio con Sacerdoti » che lo perfuadono à 
idolatrare} cangiando il tormento» in diletto » & à godere lo flato 
della fiorita fua giouinezza > con nobili Perfonaggi » Caualie- 
ri,& altri veftitiin fontuofe maniere» che miranola di lui intrepi- 
'dezza > e vi ritraile a canto d'vna colonna il Padre Andrea fudet- 
to»feceui ancora miniilri con baftoni in mano.ferui che tengono 
cani , & altri ornamenti . L'attione è rapprefentata fotto à vn_# 
perticale retto dacolonne corinte , che rende molto decoro aU'- 
inuentione . 

Vi dipinfe in oltre due tauole perle Cappelle minorUVna del 
Saluatore al Giordano , l'altra del Crocefiffo con la Vergine Ma- 
dre tramortita in feno alle forche , e la Maddalena con le braccia 
»perte,che mirando il fuo Signore pendente, flilla da fonti degli 
occhi liquide perle,e fopra vn traue d'vna Cappella è fìtuato pic- 
ciolo quadretto con noftra Donna»& vna Santa Verginella porge 
vna colomba al bambino,e vi è ritratto il Padre Michiele Spaue li- 
ti Venetiano» 

Fece in fine dono a Padri medefìmi d'vn gonfalonetto da pro- 
ceffione entrouiS.Sebaftiano,mediante i qualifù conofciuto,ne' 
^rincipij il fuo valore in Venetia . 

Pp a Ma 






300 LeVitedf Pittori 

. Ma quciIo»che maggiormente aggrandì il nome di Paolo 
no quattro gran tele de conuiti da lui in vari tempi dipinte , in 
quella Città , nelle quali conìnuentioni diuerfe rapprefentò fon- 
tuoiì apparecchi ad vfo di reali banchetti . 

Il primo , ch'egli ket fu quello del Refettorio di San Giorgio 
Maggiore di braccia vinti in circa di larghezza delle Nozze di 
Cana di Galilea,oue entrano cento,e venti più figure. 

€iou.caF-J. La Menfa ha due riuolte ne' capi imbandita di nappi d'argen- 
tee d'oro,e diuifata di manicaretti,paftizzi,frutti, e di qual fi vo- 
glia defiderabile curiofità . Siede Chrifto nel mezzo, la Madre ì 
lato pregandolo àprouedere del vino mancante . Seguono per 
ogni parte gli Apoftoli , e numero d'inuitati diricche veftiad- 
orni , e tra quelli molti de que' Padri ritratti ; ne' quali per eflerfi 
Paolo obligato al naturale non corrispondono al rimanente delle 
Idee formate di fantafia. 

In vn de' capi fiede lo fpofo adorno di Zimarra con uefte di 
porpora,e d'oro,e la fpofa bella,e lieta à canto , nel cui volto paf- 
feggiano le Gratie,e vi brillano gli Amorijà quali vn Morettoar- 
recca vn bicchiere dell' acqua tramutata in vino , mentre da ferui 
viene dalle vrne verfato ne' piccioli vafi. 

E pernon mancare l'Autore d'ogni reale grandezza, formò nel 
mezzo vn Coro di Mufici,che fuonano viuoloni,flauti,leuti » e li- 
ree cantano à libro . Dietro alla Menfa trapafla grande-poggmo- 
lo,per Io quale tranfitano fcalchi , che alleftifcono le viuande ; e 
daìle fcale vicine altri ne riportano à commenfali : e dalle parti 
collocoui due corfi di Colonne ; e nobili Palagi più lontani , che 
con arte gentile fi vanno dilungando, di donde , molti mirano il 
fontuofo banchetto . 

Matth.cap.iE. ji f econc io fu quello di San Sebaftiano, oprato l'anno 1 5 70. ed 
è il cornuto di Simone à cui ftà da preflb nobile Matrona, oue in- 
teruengono molti conuitati,ferui co cibi,e vi appaiono profpetti- 
ue con ìtatue, naturalismi cani, & altre curiofità,e Giudu lenato 
dalla iedia mira con occhio toruo la Maddalena à piedi del Salua- 
tore , che fparfoui fopra ilpretiofo licore gli rafeiugaco' crini . 

Lucacap f. Il terzo è m San Giouaani Paolo da lui dipinto l'anno 1 573 • 
& è quello narrato da San Luca nella cafa di Leni Vforaio > 
che vi fu pone in luogo del Cenacelo di Chrifto fattouida 
Titiancche fi abbruggiò : onde Fra Andrea de' Buoni defidero- 
& di veder nr»cuauu Pittura offerì* ' : :o effetto 

'. ' ' " certa 









DelC. Ridoifi. 'Pttrte I. jo i 

C«f ta quantità di danarcche auuanzato di elemofine , e di con- 
feifioiù haueiu , prezzo che per auuentura non lì acce ttarebbc da 
wigalant'huomo ne'prefenti tempi per lo imprimere vna così 
gran tela . Ma non potendo il pouero Frate fpender di più,sfor- 
zato Paolo da preghilo volle in fine compiacere rauumendo co- 
sì gran carica , fpinto più dal delio della gloria * die dell' và- 
ie. 

L' apparecchio è finto fotto à fpatiofa Loggia > in tre grand ar- 
chi compartita,fuor de' quali fi mirano belle flrutture de' Palagi» 
che rendono diletteuole veduta . Nel mezzo pofa il Saluatore, al 
dirimpetto Leui venuto di purpurea vefle, e feco fiedono molti 
Publicani > & altri mefcolati con gli Apoftoli, ne' quali com- 
pofe rarilfime tefte in fingolari effetti , e vi ritrafle Frate Andre* 
ìfudetto in vn canto con la faluietta fopra la {palla > della cui effi- 
gie fi trarebbe di vantaggio ciòchefufpefo nell'opera ; e tra le 
cofe (fammiratione è la figura dell' Hofle appoggiato ad vn pie- 
deftallcche oltre il diuifar fingolarmente la qualità del perfonag- , Veaicome 
gio » e di così frefche carni , che par viuo> e gli è vicino vn feruo CB U5l " ee * 
•Etiope con habito morefco,e celta in raano,che moftra di ridere, 
che muoueà rifochi lo mira. 

L'opera tutta in fine,è maneggiata con grande maeflria quan- 
to in quello genere fi può fare , non volendo Paolo rimetterai di 
xonfeienza , ne dar materiaà Frate Andrea di dolerli dihauer 
mal impiegato il fuo danaro . 

Il quatto è pollo nel Refettorio de' Padri Seruiti>& iui efpreife 
di nuouo il pranfo di Simon leprofo con Chrifto» & in atto diacc- 
iò vi dà la Maddalena pentita à fuoi piedi inondandogli con le Marc» m. 14 ; 
lagrime , e tergendogli co* capelli limili all'oro . Pregiatilfimi 
pianti,pretiofe perle >che liquefatte nellambico del Cuore al fuoco 
d' vn ardente afe ttohauefte virtù di lauar le macchie d'vn inue- 
terato errore . La menfa è fitùata nel feno di maeftofo Teatro, 
'nel cui circuito girano molte colonne , e volano nel mezzo due 
Angelesti con brene in mano (mtto.Csifà r um in calo fuper vno pee- 
cttort fw? ìitem utn agente , e qui linamente fece Giuda alzato 
dalla menfa in atto di riprendere h. pia attione della matrona pe- 
nitente, e numero di Perfonagg; fedenti al banchetto , ne' quali 
fono ritratti molti de' Padri > che contribuirono alcun dono al 
Pittore . 

Dalle parti fono dirizzate, due ricche bottiglierie, di donde le- 

uano 



.1 



3 oi Le Vite de* Pittori 



; 



uano i ferui vafi,e piati d'oro , e d'argento:ed in quello per parer ( 
de' Profeflfori Paolo fi auuanzò nello ftile dagli deferita , ed in 
particolare la figura del Saluatore fembra per à punto diui- 
na. 

Cedinopureàfinobiliapparecchi le reali menfe di Attuerò, 
Famollconui- di Cleopatra,d'Aleflandro , e de gli Augufli celebri perla qualità 
chi. "" de' conuitati,per la copia degli aurei valida dotti Artefici fcolpi- 
ti,per le viuande pretiofe, che non giongeranno alla grandezza 
di quelli da Paolo dipinti : mirabili per gli ornamenti, per lo nu- 
mero de* ferui, per li perfonaggi diuini , quali non fi poflono con 
caratteri delinearceflendo dato folo al di lui pennellojil faper^tali 
cofe degnamente difpiegare. 

Furono numerofe l'opere in oltre, ch'egli appretto dipinfe , fri 
quelle vna gran tela per la Chiefa di San SiIueftro,oue fece l'ado- 
ratione de' Magi , figurandoui marauigliofamente la Vergine Ce- 
dete fotto rullica Capanna di molti legni coilrutta nella guifa di 
grande edificio.Spuntano da vn arco Caualieri,e ferui,che guida 
no Camelli carichi di bagagIie,intato,che i Rè loro profetati ade 
ranoilnatoGiesù, e Maria, dal cui purifiìmo volto efeono tali 
lplendorijcheben può quel ruilico albergo gareggiar dipomp 
co' Palagi de' maggiori Monarchi. 

Per lo foffitto del Magiflrato delle biade fece la figura di Cere- 
rete arrecai Venetiafafci di biade , per fegno della copia de 
grani, de' quali abbonda lo Stato Vcnetiano , e del publico pro- 
uedimento ; con Hercole a canto, appoggiato alla ciana per la_> 
Virtù Eroica: nel palco del Magi (Irato delle legne dipinfe Vene- 
ti a,Netunno innanzi con Tritoni, che la tributano di marini do- 
ride nell'officio de' fopradatij fece la ajedefima dinanzi alla Ver- 
gine. ■ " 

Operò medefimamente in quella fiorita età molte cofe per 
altroue, eflendofi refo chiaro douunque il nome fuo, onde procu- 
rauano ipopoli e tlemi di abbellire à gara anch'eglino le Patrie 
loro con le fue Pitture di così valorufa mano . 

Fece dunque per lo Duomo di Montagnanalagran tauola del- 
la Moniagna- j a Cappella maggiore di Chrifto trasfigurato nel Tabor tra mez- 
zo à Mosè,& Elia cinto da lummofi fplendori , .volendo in quel- 
la guifa dar vn faggio a fuoi più cari della celefte beatitudine,che 
non fi merca, che col patire, ragionandoli tri que' diletti de' tor- 
menti , e di morte . Stanno fopra del Monte i Discepoli > alcuno 

fcher- 



Del Ci Adolfi. Parte 1. s % 03 

fchermendofi con mano da Iumi;altro riparando/i col mantello : 
e per la Chtefa dedicata alla Vergine di lendiuara dipfnfe l'afce- 
fa al Cielo del Saluatore . 

A Padri della Maddalena di Treuigi fùoi amoreuoli altra ne 
mandò con Chrifto,e la Maddalena nell'hortomella qual voglio- "*S tìl £ ,# 
nocche ritraefle fua moglie : à canto quella è la forella Marta > & 
vnritratto : e di lontano ftanno Aiageli alla cuftodia del Sepol- 
cro . 

Hor mentre quella fi trattiene col fùo Signore , rapprefèntan- 
dogli gli affetti del fuo cuore > contempliamolo in altro Altare in 
Crocerà Madre ifuenutajla ftefla Maddalenapiangente , & in vn 
gonfalonetto daprocefiìone la medefima Santa penitente . Ed in 
vero furono fortunati que* Padri > poiché fort irono ventura di ad- 
ornarle Chiefe loto con le opere di tanto Pittore . 

PerlaChiefadiSant'Agoftinofecela tauola di San Gioachi- 
io,& Anna.e li Santi Giacopo,e Giorgio a piedi, e per Io Refet- 
torio delle Monache diSanTomafo le Nozze di Cana di Gali- 
ea>& invn quadro l'eftinto Saluatore > diche fece dono all' Ab- 
oadefla . 

In Villa di Grauigna nel Triuigiano trouafi vna fua tauola col 
•itratto delPio.uano. In altra di Cafolain cafa Cappello è Santa _ Pitture nel 
Caterina dalla ruota ; enelfoirktod'vnaftanzalafauoladiDa- rm ' 8 ' 
uè. 

Nel villaggiodiS. Andrea dipinfe à frefco noftraSignora in vn 
rapitello; à Rouerè del Triuigiano fece la tauola di Santo An- 
nido orante;e San Francefco>chericeue le Stimmate;col ritratto 
lei Padrone di cafa ongarina: e perla Compagnia della Croce di 
Guidale la figura di Santa Lucia. 

Ma riuolgiamo il palio verfo Padoua>e veggiamo nell'augufto 
Tempio de' Padri Benedettini la gran tela col Martirio di Santa_> in'.Padciia» 
jiuftina , che intrepidamente riceue la feritanel feno dal Came- 
lee: attione di magnanima,e Real donzella , che in fi tenera eti, 
n fi alta fortuna offerifee fé ftefla in facrificio à Dio.Volano intà- 
dal Cielo Angelettijche le recano Palme,Sc auree corone: e fo- 
,« vi affitte il Saluatore cinto da Angeliche Gerarchie ,Ia Vergi- 
|.e,e San Giouanni oranti . 
Ma quella Pittura poco (i gode,effendo mal feruita di lume, & 
ccupata da vaftiffimo ornamento : onde rimane non poco pre- 
iudicata di fuabeUezza,rnercèjche gli operali moderni ad altro 

non 



3 o^ Le Vite de* Pittori 

non badadojche ad ammaffar catafte di legno , e monti di pietre 
in uece di ornamenti : ne la pittura hi di meftieri , che d'vn breu( 
recinto,che la circondi . Nelle camere dell'Abbate conferuafi di 
quella il modello in alcune parti variato: e fopra la porta della Sa- 
greftia raflunta di noftra Donna . 

Eraui , ne* Frati de' Zoccoli l'andata di Chrifto al Cielo nell'- 
Altare di Andrea Capo di Vacca:mà quella tela fu da rapace ma- 
no dal mezzoingiùtagliatarnevireitauamenoilSaluatoreimà 
incamminato per le vie dell'aria , non lo raggimi fé col ferro : e vi 
furono ridipinti gli Apoftoli da Pietro Damino da Caftelfranco > 
e vollero que* Padri , che vi li regiftraffe quefta ifcrittionc. 

gttpd furto affarìo eldhoratìfìm& tdbuU eximif PdulìVt- 
ronenfis ddemftmn fuerat , curantibus Ccenobij PA- 
tribus y é" felici penniedloPetri Damivi Cafr ofrdx* 
camjùppletum e fi . 

Amo Domini MDCXXF. Dk XXV III» Mdrtf. 

In San Giouanni di Malta, detto dalle barche r è la tauolia del 
battefimodiChrift.o;enella Maddalena altrapiecioLatauol ettzj 
continente la Vergine col bambino y & vn'Angelino * chèfì na- 
feonde fotto il manto>SanGiofeppe ,c San Gieuannino , pr^ '*■ 
tifimi a Pittura » 

E*ano ancora in quella Città in cafa Còntarina orto quadri di. 
facre hiftorie di figure intorno al naturale , in vno 1 entraua noftra 
Signora con più Santi; in altri Chrifto tri Dottori ; il Centurione 
■dinanzi al Salnatorcj accompagnato da ferui* che le teneuanoit 
deftriereje l'elmo dorato;Vn'inuentione di Sant'Elena , che dor- 
mendo fognauafi veder la Croce tenuta da due Angeletti » no- 
drendo nella mente quella Salita Regina benché fi dafle in preda 
alripofo, così Santo penfieto . 

Quindi èjche le cofe, che concepiamo nella mente ci vengono 
fpefib recate da fantafimi all'intelletto- nel fonno^e le quattroSta- 
gioni ifi figura . Al Pra della Valle in cafa Grimana fi veggono 
altre due hiiiorie il Centurione, e Mosè bambino ritrouato nel 
fiume , gentile componimento .• 
in vk<nza» £ proieguendo il camino d Vicen2a>ammimmo nell'Altare de 

Co- 






<DelC c Htdolfi . Parte I. jos 

^o^oli in Santa Corona i Magi peruenuti inEetelemme adoranti 
1 Meflla , e vi è vn'intreccio di rozi legni fopra rouinato edifitio , 
:ra' quali trapanano fpiritelli volanti , nel cui feno fiede la Vergi- 
le, la cui bellezza , e venuftà è fenza dubbio inefplicabile ; e la_» 
tiaeftà di que' Regi auuantaggia ogni magnificenza terrena: co- 
lie fono fingolari due paggi, che feruono al Rè Maggiore : ed è 
runofa cofa il vedere vn Mulo fpuntar da vn lato , che tra le bar- 
dature^ che hi bendato gli occhi,tiene le arme de' Padroni . 

A Padri pofeia della Madonna del Monte,così detto dal colle, 
■he fignoreggia la Città,cinto d'ogn'inrorno da diletteuoli mon- 
i,oue Vertunce Bacco compartono in copia frutti , & vue pre- 
Tiatiffime , dipinfe per il Refettorio loro il pranfo di S.Gregorio 
vlagno fatto à poueri, oue Chriflo diuenuto hofpite fuo fiede te- 
:o alla menfa,per dimoftrare quanto grata gli folle la pietà , vfata 
dal Santo Pontefice . Hauui moki pellegrini a canto effigiati in 
ìobili fembianti , non Capendo Paolo , che fempre nobilmente-» 
apprefentar le figure fue . Al dirimpetto fiedono due Cardinali 
:o' manti purpurei , l'vn de' quali mira fuor di grande occhiale j 
:fprimendoui l' Autore certo coftume del Perfonaggio lodata 
larte in vero. A lato à vna colonna accommodò ingegnofamen- 
e il Priore , che fpicca mirabilmente perii nero delle vefti ; e fo- 
*a a due corfi di fcale dalie parti fono feruenti , che dilpenfano 
ad altri pouerelli gli auuanzi della menfa Pontifìcia . 

Mala bellezza di fi rari oggetti non ci ritardi il veder le opere 
ii Verona . Nella Chiefa di San Giérgio, fece Paolo nell'Altar 
naggiore il Santo Caualiere ginocchioni, difpogliato da' Mini- 
fri , perfuafo da' Sacerdoti ad offerir incenfi all'idolo di Apollo , 
lei cui volto dimoftra l'animo inuitto , che non teme le mi- 
uccie del Tiranno , inuigorito in mirando nel Cielo la Vergine , 
bolla tra le Virtù Teologali . 

Sotto l'organo è S. Barnaba Apoftolo collocato nel feno d'- 
'na Tribuna , che rifana vn'infermo leggendoui fopra l'Euange- 
o,e vi affiftono huomini,e donne con torchi in mano, che fanno 
bratione ; altri conducono infermi al Santo acciò gli rifani . 

E benché l'Autore raramente fi diportane nella primiera tauo- 
a,in quella nondimeno pare à Profeflbri , che fi auuantaggiaiTe 
n certo che di maniera: ne quell'arcione può rapprefentarfi con 
naggior pietà » ediuotione: dinaoitrando Paolo ia fi degne^ 

9s ?* c " 



Verona» 



1 



3 o 6 Le Vite de 3 Pittori 

Pìttur ^l'affetto Tuo verfo la Patria, che fatto haueua fi poca ftima 
diluì; e nellafacreftia de' Padri della Vittoria vi è picciolo qua- 
dretto del Saluatore tolto di Croce , ftefo nel grembo della ma- 
dre, con le Marie piangenti . In San Polo è vn altra tauola con 
noftra Donna fopra a vn picdettallo , il Battifta » e'1 Paro- 
chiano ritratto dal viuo . 

Ma qui aggiungiamo ancora le opere , che fi conferuano in 
co? P ^di v 1U " °i uc U a Città appreflb particolari di quella mano. Nelle cafe degl 
na. Signori Marchefi dalla Torre io vidi vn quadro di Mosè bambi- 

no ritrouato nella certa de'giùchi nel fiume dalla figlia di Farao- 
ne ; & «na tauola in altra picciola telanti quelle de' Signori Con- 
ti Ghiftùvn a Venere ignudarne fi mirain fpecchio , e'1 ritratto 
di vna Matrona con vna fanciullina à canto da' Signori Beuilac- 
qua • Nelle camere dell'Abbate di SanNazaro eraui il Prefèpc 
diChrifto j dicuifecero dono que' Padri al Cardinal Lodoui- 
fio. Hora è in Roma appreflb il Signor Prencipe Ludouifio. Il] Si- 
gnor Dottor Curtoni ha il Saluatore (ottenuto da due Angeli.La 
fauola di Atteoneoue entrano molte Ninfe ignude,& vn Europa; 
vn dileguo a chiaro feuro della Virtù » che fugge da vn brutto fel- 
pe, lignificato per ilVitio .. 

Nello tt udio degli Signori Chriftoforo , e Francefco Mufelli , 
quali conferuano l'affetto delgià loro degno Padre • verfo la Pit- 
tura» fono ìfcguenti quadri di quefta mano . Vna Madonna col 
fanciullo nel grembo in dolce fonno (opito . Glifponfali di Santa 
Caterina con Giesù bambino , che pende dalle braccia della Ma- 
dre^ pronubi fono Giofeppce'l Battitta 5 e grat'iofa Dama ritrat- 
ta dal viuo ► Il Saluatore a 1 Giordano con Angeli vaghiilimi,che 
tengono le veftimeata . diritto pollo alla menfa con i due dil ce- 
poli Luca,e Cleofa in atto di benedire il pane , che fpirada ogni 
parte gratic di Paradifo. Vi fon feniche portano viuande al con- 
uito ; evezzofatanciullafcherzacon vn|cagnuola . Ne io vi- 
di cofa cofa la più condita di grada > edivenufti . Vn'altra 
effigie di Maria Vergine con San Giouanni , che d trattulla_> 
col bambino Giesù ; e San Giofeppe ripofato all'ombra di liete 
piante . Due pellegrine inuenrioni di Giacob al fonte con Ra- 
thelle ; ede n'Adultera accufata dagli Scribi à Chritto, che tinta 
diroflbre nel volto per lo commetto errore tien gli occhi chini à 

terra mentre irtano gli accufatorijche fia punita» 

Hanno 






DelC 'Rìdolfì. Forte L jo 7 

Hanno di più vna Venere i par del vino , alla quale ogni più 
igido cuore confacrerebbe i'aftetto, come à fimolacro della bel- 
ezza,& Amore ita a tuoi piedi co' (oliti arnefi . 

Oltre le Pitture narraterpoflìedono que' Signori ancora alcuni 
lifegni fopra carte tinte illuminati di biacca,che lungo farebbeil 
ìarrar le inuentioni tutte ; ma folo faremo mentione di certi pel- 
egrini penfieri , ch'egli di propria mano annotò nel rouerfeio 
l'alcuni di quelli , inuiandogli , per anuentura , à chi glie 
,\& haueua fatta iflanza, quali regifrreremo con l'ordine mede- 
imo. 

Pittura quarta . Infinite fono le forme , e le attitudini coru 
e quali è fiata dipinta la Vergine , che fu da Alberto Durerò 
:idvn medefimo modo quafifemprerapprefentata > facendo- 
a col figliuolino in braccio , efemprenudo . Li Greci tut- 
i lo faceuanoìnuolto nelle fafeie, per non hauer eglino prati- 
adi formare 1 corpi. Ogni figura puerile nondimeno fi può di- ^omi C mUen * 
ungere nuda , come veltita . Il Buonarotti fece il bambino ad- 
lormentato , e la Madre, che leggeua vn libro : ne io la vidi gia- 
nai vicina al letticiuolo, vertendo il Saluatore » Io farei il bàmbi- 
10 in culla con Angeli intorneche teneffero panieri di frutti,e di 
ìori in mance che fuonaflero vari flromenti,e chi di loro cantai*» 
"e al dormiente bambino , e che la Vergine , lo vezzeggiane ac- 
compagnata da Sant'Anna . 

Pittura quinta . Io feci giacer la mia flanza vn quadro di nò- 
fra Donna)> che ftaua a federe col libro innanzi , e con gli occhi 
euati al Cielo, e la mano al petto , & haueua da vn lato la madre 
ua,the dormiua,e per lo quadro diuifai molti Angeli, qual di lo- 
ro tenéua vna Feniccaltro corona di fpine,e chi di Stelle,il Sole , 
: la Luna, compartendo il terreno di frutti , di fiori, d'oliui, e di 
?alme,per inferire come al Creatore flanno prefenti le i ragioni, e 
e cofe tutte,e come egli viene feruito dagli Angeli fuoi miniftri » 
Partecipando Maria degli oflequi.e de' diuini mifteri. 

Pittura fefta.Se io hauerò tempo giamai, voglio rapprefentafe 
òntuofamenfafottoà nobil loggia,oue entri la Vergincil Salua- 
ore,c Giofeppe,fàcendogli feruire col più ricco corteggio d'An- 
;eli,che fi polla imagmare > che gli fomminittrino in piatti d'ar- 
jento,e d'oro regalate viuande , e copia di pompofi frutti . Altri 
ìano implicati in recar in terfi cfiftalli»& in dorate coppe pretio- 
e viuande , per diraoftrare il miniftero pre (lato da Beati fpiriti al 

Qg ì loro 



InJBrefcia. 



Betgomo • 



Genoua. 



Yenctìa • 



In Muraro. 



toS Le Vite de* Pittori 



loro Dio» come meglio nel fine del libro farà dichiarato > per 
intelligenza de' Pittori , e per diletto degli amatori della Virtù, 
dellaqual inuentione io ne vidi un rariflìmo difegno. 

In Brefciavedefi la tauola di Sant'Afra nella Chiefa eretta al 
di lei nome , che fopra ad un Catafalco riceue il martirio : à pie 
della quale fono corpi de Santi martirizzati , & Angeletti, vola- 
no dal Cielo con Palme,e ghirlande : nella qual opera dimonroflì 
Paolo non men ualorofo del Tintoretto , e del Ballano , che in 
quella Chiefa haueuano altre tauole dipinte . 

Nelle cafe de' Lanzi in Bergomo , fi conferua la figura di Chri- 
fto ecce home, di cui vien riferito da foggetto degno di fede vn no- 
tabile auuenimento , che cercando il Caftaldo di quella Cafa_/, 
fcolparfi da certa imputatione, negli preftando fede il Padrouo > 
diflcche ne pregaua quell'imagine à darne fegno fopra la vita d'-i 
vn'vnico fuo fìgliuolo,che indi à pochi giorni fi morì , riferendof 
ciò à miracolo , che Iddio volle dimoftrare per mezzo di quell; 
figura da Paolo dipinta. 

In Genoua finalmente» per dar fine alla narratione delle cofo 
efterne,è una tauola del Crocefìflb, la Vergine, e San Giouanni, 
Dicono eflere nella cafa de' Signori Grimaldi lavifita de' Magi 
gli fponfali di Santa Caterina martire : quali foggetti più volto 
▼nicamente rapprefentò l'Autore . L'eitinto Saluatore in quello 
del Signor Francefco Lomellino ; & altre due tele dal Signor Fe- 
lice Pallauicino della fuga di noftra Donna nell'£gitto,e di Chri- 
fto tra Dottori. 

Hor ragioniamo di alcune cofe à frefeo, che per compiacere i 
Signori oltre le narrate Paolo dipinfe, onde pare impofiìbil cofa, 
che nel breue tempo di fua vita , fi numerofe opere egli facefse . 
Ma ciò auuenne per la facilità del fuo dipingere, non ponendo in 
fallo ilpennello , e perche rendeua le figure fue à fecondi colpi 
fempre finite . 

Sopra il gran canale nelle cafe de' Cappelli colorì alcune figu- 
re di Cerere,di Pomona,di Pallade,& altre Deità. Quelle di fopra 
furono dipinte dall'amico fuo Zelotti . 

In Murano nel Palaggio del Signor Camillo Triuifano, che di- 
cono fofle eretto co' modelli di Monfignor Daniel Barbaro,cho 
ferine fopra Vitruuio , ( doue ne' partati tempi lì tratteneuano in 
veglie gentil'huomini , e Dame ) fece nella volca d'vna itanza ter- 
rena il Cielo degliDeijCon lauciullini Yolantijàicuno di loro arre- 
ca à 












De! C. %dolfi. Torte L 30 9 

a àGioue Regio diademato fcettrò,egioìclli,comeddator'del- 
; grandezze ; altro ad Apolline il pietre, fopradi cui cade Coro- 
a d'allorojàMarte gnernita corazza,& vii fanciullo gli foftiene il 
rando;& haiuii appreflb Cinthia con la face in mano,e'l cane vi- 
'inojà Venere ghirlàda di rofe,che tiene Amore in braccio,& al- 
■0 pargoletto à piedi; à Saturno fquadre,e l'arclupendolojà Mer- 
lino il cappello» libri , e unificali ltromenti > & i coturni . Altri 
i ambini fen portano mitre,leuti , chitarre, in belli atteggiamenti 
olando:ed il quadro è recinto da nobile ornamento finto di ftuc- 
;o,con fatire.e certe aurate fopra à modiglioni cosi ben fatte, che 
>aionodirileuo . 

. In quattro vani nel fregio entra la Muficado Studio , TAftrolo- 
ia,e la Fortuna , che arrichifee di gemme vn dormiglione, e due 
ligure à chiaro feuro ftannoà fianchi del camino , che non fi cre- 
lono dipinte,che col toccarle. 

Chi penfa annouerare la quantità de' fiori , che la ridente Pri- 
nanera comparte ne' delitiofi giardini >• ò la numerofa ferie de' 
rutti, che con larga mano diffonde il fruttifero Autunno, potrà 
>en'anco deferiuere le qualità Angolari di sì dotte , e pellegrine 
'ìgure . 

: Fmghino pure àfua voglia i Poeti Gioue maeftofo ; Saturno 
jraue,e di penfierionufto; Marte audace, ne! cui volto campeggi 
1 furore;Mercurio agile nel paleggiare i fentieri dell'aria; Apollo 
:on delicato volto, fopra il cui capo ondeggi nembo di crefpi , e 
)iondi capelli,e che gli penda al fianco sbarra di color celefte ag- 
groppata ad vn nodo d'orefoftenendo il canoro legno; e Venere! 
n fine così vezzofa,che fpiri douunque gratia,& amore , che fiati 
iiftettofe tutte le forme del dire in comparatione di quelle, che 
"eppe formar'il pennello di Paolo:à cui tratti,e colori fi dan vinte 
'■ epenne,ed arronìti gl'inchioftri . 

Nell'appartamento di. fopra colorì nella volta d'vn falotto Ve- 
dere portata per aria dagli Amori . Sopra vna delle porteche fer- 
tono all'entrata fece Giano,e Saturno ;Gioue , e Giunone dalle. 
parti.Bacco , & Apollo fopra l'altra , e da lati Nettuno fui dorfo 
ii Caualmarino, e Cibelle fedente sii Leoni ; e ne' capi fece alcu- 
ìi Amori, due de' quali uerfano vn vafo d'acqua del Fiume Lete, 
"opra d due faci, che ha virtù di fpegnere la fiamma Amorofa, tk 
litri due tentano rapidi di mano vnramo di Palma, per inferire 
a gara d'efler l'vn all'altro fuperiore nell'amare.E nelle pareti di- 

uife 



5 io Le Vite de' Pittóri 

nife piccaglie di frondi , e di frutti » paefi , hiftoriette di cole 
giallo ; e fopra alla porta della loggia vicina fece altre figure 
chiaroscuro, elmi, corazze , & hiftoriette d'Alelfandro finte di 
bronzomelle quali cofe dimoftrò Paolo qual talento pofledeua i 
qualunque modo di dipingere. 

A contemplatione del Signor Francefco Erizzo indi dipir 
pur à frefeo nel porticale del Tuo palagio di San Cantiano , hor i 
Venctia. ca f a Morofina(fabricato co'modelli di Andrea Palladio)ftrutture 
antichee paefi : e vi lafciò ancora di fua mano di ftucco la ftatua 
di Marte (l'altre furono dal Vittoria fcolpite) nella quale offerii 
fi la maniera del fuo dipingere . 

Nello afpettoverfo il canale formò Nettuno trionfante fopra 
conchiglia tirata da Caualli Marini con Tritoni intorno,che por- 
tano fanali» bandiere, &: armi diuerfe , e fuonano bucine ritorte : 
e per lo Cielovolano fanciullini con mazzi di freccie,carcaflì,tur- 
banti,zagaglie,e corone in mano:e la Fama fuona tromba d'oro . 
Tra le feneftre fece à chiaro feuro Minerua, e la Pace, & a pie- 
di le Stagioni : per la Primauera Diana col cane ; perl'Eftate, 
Cerere col cornucopia ripieno di frutti , e di Biade ; Bacco per f- 
Autunno,che preme un grappolo o"vua in bocca d'una Tigre ; & 
un uecchio inuolto in vna fchiauina perii Verno:e per ornaniéto 
delle feneftre feccui torli de' corpi, fopra la porta due fchiaui , & 
altre bizzarie dipinte con tale tenerezza , che non fi poffono più 
foaueméte colorire/à fegneche paiono dalla natura mi prodotte. 

A petitione del Signor Girolamo Grimano Procuratore di San 
Orlago. Marco dipinfe ancora à frefeo alcune fauole nella facciata del de- 
litiofo fuo palagio di Oriago , alcune dotte figure nel frontelpi- 
tio: & in Villa di Magnadole nelle cafe de' Signori Giunti,hor de' 
Signori Fofcarinijfece nella Sala tra v partimenti d'architetture hi- 
ftorie Romane. 

Qui breuemente annotiamo altre Pitture delle Chiefe di Ve- 
netia, poiché le opere , che haueuano à farfi in quella Città erano 
Tempre compartite con Paolo , eflendo uniuerfalmcnte piacciuta 
la di lui maniera. 

Tretauole fono in San Francefco della Vigna . L'una_» 
nella Cappella de* Giuitiniani con la Vergine fedente in alto , 
San Giofeppe con ella lei , e'1 picciolo Battifta, che tiene l'A- 
gnellmojà piedi Sant'Antonio Abbatce Santa Caterina , gratio- 
falìgura>e molto ftimata: la feconda nella Cappella de'Badoan 

di 



DelCRìdolfi.TurteL jir 

Chrifto riforgente ; la prima diuolgaca per le ftampe del Car* 
,ccio>quefta del Chiliano . 

LaterzaèpoftanelIaSacreftiaconla Vergine medclìma nel 
lezzo di due Angeli lietiHtmi,che toccano leuti : e di fotto ftàno 
inocchioni i SS .Gio:Battifta>e Girolamo» vefiito da Cardinale» 
ie legge vn libro tenuto da vn fanciullo ritratto al naturale di 
ifa Corina padrona dello Altarciftituito da Gioitami!» e Giro- 
,mo Corina l'anno Ì5 6z . quale Pittura fu redipinta da Paolo fui 
uiro , eflendone andata vn'altra amale nell'incendio feguito 
di' Arfenale il 1574. ma queita per l'humido della calce» fi va' 
regiudicando » non refiftendo meno i marmi alle ingiurie del 
:mpo : ma egli auuerrà fbrfe> che più fi conferui in quelle carte 
eferitta . 

Otto tauole in oltre fono fparfe per altre Chiefa di Venetia_. > 
na delCrocefiflb negli incurabili;la feconda in San Giuliano col 
ìorto Saluatore fbpra vna nube foiì:enuto dagli Angeli , & à pie- 
• i hauui li Santi Iacopo,Marcoj e Girolamo > eretta dal Caualier Altre fasore 
ignuda; e nella Cappella del Sacramento vièla cenadiChri- v c ,f c ° t ja. m 
'to . La terza > e in San Iacopo dall'orio nella Cappella diSan Lo- 
enzo con tre Santi , e nel bafamento il martirio del Santo Diaco- 
10 ) e fopra la banca del Sacramento ritraile le Virtù Teologali in 
n tondo>& i Dottori della Chiefa negli angoli, che gli riufeì vna 
Ielle più liete,e vaghe fue Pitture . 

■ In S.Polo fece la quarta degli fponfali di noftra Donnacon San 
3iofeppe . Due in San Pantaleone.in quella dell'Aitar Maggiore 
■ì il Santo veftito con manto Ducale,che guarifee vn fanciullo te- 
luto dal Piouano. L'altra nello Altare de' Lanaiuoli col San Ber» 
.lardino » à cui uien portato per mano degli Angeli il nome di 
! Giesù . La fettima nelle Monache di Santo Andrea»oue fotto ru- 
nica capanna il Santo Cardinale ftà leggendo , e percuotendoli 
con dura felce il petto . E finalmente era l'ottaua ne' Serui con la 
Regina de' Cieli fopra ad vn pergolatOjS.Giouannijed vn Vefco- 
uoàbaflo » equeftafùdafacrilegamanorubbata t epofeiari- 
nouata dall' eccellente pennello del Signor Aleflandro Varo- 
tari. 

In Sàta Soffia efprefle la cena del Giouedì Santo , & è tirata laJ 
menfa in profpettiua , con Chrilto nofiro Signore in capo in atto 
di commumear gli ApoItoli;che ad vno ad Yno fi proitrano a fuoi 
piedi. 

IP 






SM LtVtte dc'Thiorì 

InS.Geminianofeguendolomedefimoftile fece ne'portelli 
dell'organo due Santi Vefcoui,San Giouanui,e Santo Menna Ca- 
ualiere. 

Mafia tempo di fauellare delle Pitture del Palagio Ducale, 
narrando quanto fia poilìbile le cofe perlordine de' tempi . Do- 
j >lttur n'* e li' a uendofi rifar le due Saie dello fcrutinio, edelConfigho , cheli 
abbruggiarono l'anno i 576.fuftat.uito dal Senato , che fi rino- 
uaffero nella più nobile forma , e che fi adornafferodi nouelle 
Pitture , deputando fopra quelle innonationi li Signori Iacopo 
Soranzo Caualiere, e Procuratore , Francefco Bernardo , Iacopo 
Marcello,e Iacopo Contarino , quali dopò mature confideratio* 
sii fopra le hiftorie , che haueuanoà farli per decoro, emaefta 
della Republica ,(vdiro il parere di Don Girolamo Bardi Mona- 
Girolamo co Camaldolenfe verfato nell'hifctorie ,)conuennero con partico- 
rca' Hlft °" ^ ar decreto nelle pedone del Tintorctto; e di Paolo, a quali furo- 
no pofcia aggiunti il Palmari Baifano,& altri poi per la mukipli- 
cità delle opereche haueuano a farfi. 

Fatta la duufione delle Pitture, ogn'vno degli eletti procura* 
uano con molta follecimdine la parte loro,folo Paolo con ammi- 
ratone di rutti giamai lafc iauafi vedere al Magiflrato , quando 
incontrato dal Contarmo vno de' Signori fu acremente riprefo, 
Pao1 .? , m r an - ch'elfendoannouerato tra primieri Pittori, non comparifee co- 
ro """ " me gli altri per la parte fua , come fé poco curarle l'honore fatto- 
gli,^ il publico feruitio.A cui Paolo nfpofe , che ripntaua a fom-; 
ma fua auuentura l'hauer'à feruire al fuo Prencipe ogni uoIta_. 
che ne folle richiedo , ma che non haueua di mefiieri di ricercar 
nouelli impieghi, de' quali fi trouaua affai ben proueduto : ne ciò . 
afcriueffe à mancamento, di quell'aftettò,che come buon Citta- ' 
dino,portana alla Patria . 

Mi perfuafo dolcemente dal Contarino comparue il feguente 
mattino alMagiftrato , e gli fu allogato Tonato maggiore fopra il 
Tribunale nella maggior Sala , con due de' quadri dalle parti . 
Hor qui Paolo con fi degna occafione,che doueua perpetuare, in 
così cofpicuo luogo il nome fuo parcorì vn'efretto pretiolò del 
fuo valore . Sopra !e nubi figurò Venecia tra due torri, alla fimi- 
glianza dell 'antica Roma coronata dalla Vittoria di reale diade 
ma,come Regina imperando all'Adriatico mare, e alle più nobili 
Città di Lombardia,:e la Fama occhuna,i;he fuona tromba d'oro- 
palefando le di lei glorie . Hauui fé w l'Honore^U Liberti col Pi; 

leo 






Del CRidojfi. Parte/. 313 



so fopra ad vn haftajla Pace,Giunone con Io fcettro,e'l Diadema 
inpenale in mano,iìgnificadoladi lei maeftà,Cerere ignuda co- 
onata di fpiche,e'l cornucopia in feiio ripieno di biade, e la Feli- Dignità # 
itàjgodédo ella di cotanti commodi,& honori. Dietro à quella» aKBa " 
'inalza profpetto fuperbo fo (tenuto da colonne ritorte, e nella_i 
Dmmità della cornice ftanno due figure finte di bronzo Mercji- 
io , &Hercoie , per l'eloquenza , eperlaforteaea , e fot- 
opafla vn poggiuolo oue pofano popoli diwerfì ; inferamdo le 
nolte nationi foggette,con nobili matrone , che han fanciulline 
aghiflìme in feno ammiranti quelle Deità . Diuife parimente 
:el piano Caualieri, foldati,e prigioni militari amefi,có molte ai- 
re bizzarie,che rendono il componimento numerofo , e decora- 
. Ne qui mancherebbe materia di lodare l'ingegno fopranatu- 
ale di Paolo , hauendo con tanta pompa>e vaghezza qual fi fia 
>arte di quell'opera abbellita: ma bafti il dure , ch'egli nacque per 
lare à vedere come fian fatti gli habitatori del Cielo , e le magni- 
icenze terrene . 

In vn de' quadri fece l'efpugnatione delle Smime eflendo del- Acquifto <M- 
,'imprefa Generale per la Republica Pietro Mocenico vnito col ^ ^n" Sabel 
egato del Pohtefìce,nel qual aflalto impauriti i Turchi , fi fuggi- Deca 3. lib. 5» 
ono ne' riportigli delle cafe loro, e da Venetianì furono fatte ric- 
che prede d'huomini, di fpoghe,d'oro,Q argento,e di vafi pretio- 
ì,e fotto quello fi legge. 

Adc&teras vaflattones^ direzione sque Ajìaticas 
cUjjis Veneta Smyrnam exfugnat . 

ell'altro fece la difefa di Scutari feguita , per lo valore di An- 
tonio Loredancin tal maniera accaduta. Accàpatifi co numero- 
fo efercito Solimano , &Alibego Direttori dell'armi Ottoma- Difefa di So». 
.ie fotto à Scutari, col fohto tumulto de' Ianizefi , ed'Arcieri af- ^j.'Ànt. Sabel 
falirono le mura ; ma i Cittadini vniti co" foldatiVenetiani, inui- Deca s-l^* 10 * 
goriti da! Loredano,che facédo l'officio di coragiofo Capitano in* 
animauagli alla battaglia, col raccordargli la diuotióne della Re- 
publica,ramore della Patria,fhonore della Fede,la conferuatione 
delle mogli,de' figliuoli, e la fperanza della Vittoria,faceuano co* 
faflì,e co fuochi riferrati in vafi di creta fieriffima ftragge de Tur- 
chijvccidendorie rremiUadiloro» onde il nemico fu neceflkato 

Rr ri- 




31^ 



Le Vite de' Pittori 



ritirarti come fu bene efprèffa dal pennello dell'Autore > e fotto è 
regiftrato . 

Stodra, bellico ornm dppdratttdiù, vehemenmquek Turcìs 
opf>ugK4t4yacerrma propugnatione retinetar .. 

R ertaci il far mentione d'alcune fingolariPitture,allequ*Ii il 
Veronefe arrecò L'vltimo della gratia > e della perfezione * fi che 
paiono di quelle invaginate bellezze , che fi formano tal'hor nel- 
la mente : onde il Mondo fece guidino», che l'Arte non fapef» 
fé produrre eccefll maggiori .. 

Nelle Monache di Santa Caterina , nello Aitar Maggiore di- 
pinfe quella Santa Regina- > all'hor,cherefariguardeuoleperlo 
battefimo , rapitain vn'eftaiì diuino celebrò le nozze col Rè del 
to™ 81 ' ^ l'Empireo y. che gli pone in dito aurato cerchio perfegno dell' 
eterno maritaggio ► Quini in vece di Cortigiani affiliono gli An- 
geli adorni di preriofe velli fregiate di lauori , e di ricami delle A- 
ranne del Cielo , & alcuni diloro per render phì lieti gli Himenei 
fourani formano co' 1 cuti , elirefoauifiime finfonie . Non vi è 
parte in quell'opera veramente mirabile , che non fia condita di 
pretiofe forme di vaghezza>e di giocondifiimo colorito: onde l'- 
occhio da sì diletteuolioggettirapito gode vn faggio dellabeatK 
tudine celefle 3 gratie particolarùche furono concedute al pennel- 
lo di Paolo - 

Qui raccontiamo ancora com'egli dipinfe , per alcune Mona- 
n/r . che vn quadro mezzano del Paradifo , incuiofleruandoi.buo- 
Bt'compom. ni termini dell arte lece le figure più lontane men finite, e mor- 
tificate ne' colori j auuantaggiandofì nella, forza , e nella va- 
ghezza nelle vicine :. ma non riufeendo àgli occhi di quelle 
vaghe in vifta , non campeggiandoui a fuo talento l'azzurro > il 
verde,8i il vermiglio 5 ne dlfcernendouifi le sfilature de' capelli > 
e le palpebre degli occhi,mal contente* fé ne viueuano : quando 
capitò al monailerio certo Fiammingo co'picciolifuoi quadretti 
.miniati d'oro , e di vaghi colori > che inuaghirono in guifa gli oc- 
chi di quelle Suore , che biafimauano la forte loro di non hauer 
incócrato in fimil Pktore nell'opera, del Paradifo; e ftrappandofe- 
gli di manojcon atti donnefehi mirandogli , Yedi> alcuna diceuà» 
foreHa come fon betv&w* quegli occhi » e come fon vaghe quella 

bion- 



jncnu. 












TtelCRidolfi . Torte!. 311 

bionde chiome?altra lodauale Iabra coralli«e,e chi la finezza de' 
colori,aggiungendoui ogn vna a~ gara mille beneditrioni : ondo 
auuedutofi l'oltramontano del poco laro intendimento > fé le of- 
ferì con l'aggiunta delie fpefe di commutare l'opera di Paolo in_. Sl ' m P''<-'tà di 
ma di fiumano , promettendole colori tratti dalle miniere del 
Cielo: le quali riputando vantaggiofo il partito, cambiarono Ia_> 
gemma in criftallo , pofeia riportando altrotie il quadro lo (calato 
Pittore , il vendè ( tutto che l'Autore ancor Yiuefle) feudi quattro- 
cento . 

Con fimile talento dipinfe altre cinque tauòle . In ogni Santi 
nell'Altar maggiore quella della gloria de" Beati , oue è la Vergi- 
ne nella fommità coronata da Dio Padre » e dal Figliuolo : fopra 
delle nubi in più cerchi fono i Martirio Confeflbri , le Vergini : e Bell'ardine- 
così di lontano altri ne appaiono in groppi velati da trafparenti 
fplendori,fenza rendere alcuna confufione . Nella fteffa Chiefa 
foe nel di fuori de' portelli dell'organo Chrifto adorato da' Ma- 
gi^ con eflìloro Caualierico'fparuieriàmano,e ferui con ricchi 
doni:e nella parte interna i Dottori , che con le penne loro difefe- 
ro la militante Chiefa , & Angeli fopra cantanti di quelli le glo- 
rie : e fotto la calla dell'organo figurò Iddio Padre circondato da 
molti Cherubinetti . Lauorò la feconda per il Signor Girolamo 
Grimano Procuratore di San Marco per la Cappella Maggiore^ 
della Chiefa di S. Giofeppe della nafeita del Media co' Pallori in- 
torno al Prefepe ; e due Angeletti feendono dal Cielo con breue 
in mano ifcrittOjC/oj-u in txcelfts Deo;&c altra ne fece qualche tem- 
po prima della Trasfiguratione nel Tabor j che fi vede in iftam- 
pa. . 

InSantoLucavièlaterzacolSanto fedente fopra del Bue in 
politura di fcriuerl'Euaiigelo>che mira la Vergine, che gli appare 
dal Cielo, che fi vede ancor ritratta in picciola tabella nella me- 
defima ftanza con gli ordigni del dipingere . Fortunato Pittore , 
che forti degno di felicitarle luci in quel diurno fembiante , onde 
apprenderti il modo di compor l'Idee diuine» La quarta, ch'èifi 
vero una delle più fcelte dell'Autore , è nella Sacreftia di S.Zac- 
caria con noftra Signora in alto nel mezzo di adorne architettu- 
re,con li Santi Caterina , e Francefcoà piedi, e'1 picciolo Giouan- 
ni,che porge al Serafico Santo purpurea Croce . Vi è San<iiro- 
lamo in altra parte veftitò da Cardinale , à cui non fi può aggiun- 
gere decorco naiurakzza maggiore , valendoli in quello l'Auto- 

Rr a re 



3i<5 Le Vite de* Pittóri 

re d'vn'effigie naturale . La quinta in Santa Mara Maggiore del 
1* All'unta della Vergine con pellegrina inuentione , & ordine di 
pergolati intorno al Sepolcro , oue ftanno accommodati gli Apo- 
ftoli ; & appefi à muri fono quadri dell'Adultera,del Centurione, 
e de' figliuoli di Zebedeo condotti dalla madre à Chrifto ; & altro 
col Signore nell'horto in agonia foftenuto da vn' Angela va- 
ghiflìmo,appoggiato ad vna colonna . 

Opere di Mu- Ma fcoftianci per poco da Venetia, fece il Veronefe nella Chie- 
fa di S.Iacopo di Murano dinuouonell'Altar maggiore^ Saluato- 
rclamoglie di Zebedeo coni due fratelli Iacopo , eGiouannit 
per i quali chiede la deftra ,e la fioiifcra nel Regno de' Cieli , alla 
cui Chrifto rifpofe , che pria eonuiene bere il Calice de' traua- 
gli . In altro èia Vergine , che fallita la Cognata Elifabetta falito 
vn pergolato; e nel terzo il Redentore vittorioio refufcita dal mo- 
numento cinco da fchiera d'Angeli fèfteggianti, hauédo debella- 
to Satanaffo,e ritoltala preda de'SS. Padri all'Inferno; e nell'orga- 
no fece gli fpósali di S.Caterina Martire>& i SS. Iacopo,& Agofh 
In San Pietro Martire lauorò per la Compagnia del Rofarioil 
quadro fopra banchi a canto l'Altare , con la Vergine in aria , il 
Pontefice,Cardinali 3 e Prencipi da vna parte ; dall'altra Mattono 
con le loro fancinlline, a' quali San Domenico difpenfa vermiglie 
rofe colte dal compagno dalla vicina fiepe . Pretiofe rofe,che rac- 
colte con diuoto affetto da pio fedele , hauete virtù di riiànar l'a- 
nima infetta da gli errori, de' voftri foaui odori,fi formano que' 
profumi,che drizzati al Cielo da vn cuore diuoto , vagliono à pla- 
care lo fdegno diuino . 

Et in picciolaChiefetta vicinai gli Angeli uièSan Girolamo 
in meditatione , e fopra la porta Sant'Agata vifitata da San Pietro 
nella pregione , & vn'Angelo lo precorre con vn torchio . 

Tortello. Poco diftante in Torcello,Città fepolta fra le fue rotane , nella 

Chiefa di Sant'Antonio è la tauola nella Cappella Maggiore col 
Santo Abbate tolto in mezzo da due Vefcoui , & vn paggetto gli 
tiene vnlibro . Nell'organo colorì l'Annuntiata , e l'Adoratione 
de' Magi, & altre hiftoriette della Vergine a chiaro fcuro , nella 
caflaje dalle parti dilpkgò in noue quadri attioni di Santa Crifli- 
na>in queita forma. 

Nel primo, è quella Santa Verginella perfuafa dal Padre à Ido- 
latrare.Poi fatto pezzi degli Idoli d'oro , e d'argerìto , gli difpenfa 
i pouereUi . Apjprciìo vieti da Minila, v er ordine del Padre battu- 
ta con 



Dei C. %dolfi. Vate ì. * 1 7 

a con le verghe . Indi pofta in pregione è vifitata dall'Angelo.' 
ì dapoi condola innanzi al Padre , perfeuerando nella fede di 
"hrifto, viene bracciata ignuda con yncini di ferro , e polla fopra 
naruota accefoui fotco il fuoco. Di nuouo rinchiufa in prigione 
medicata dagli Angeli , & appreflb gettata in un lago , uiea 
attezzata , e da pefcatori raccolta in una barca . 

In Mazorbo Ifoletta contigua nella Chiefa di Santa Caterina 
i è la tauola di San Nicolò , e con efl'o lui altri Santi, e ritratti di 
(tonache • E più lungi diftendendo il camino fino à Zara in San 
)omenico è la tela del Rofario ; & a Lecce'Città della Puglia go- Lecce . 
ono que'popoli due figure di S.Filippo>e Iacopo di quefta egre- 
iamano. 

Ma fia tempo di girar le vele a Venetia>hauendo noi folcato un 
ratto di mare, e breuemente diciamo delle ultime cofe da Paolo 
ipinte , con le quali fuggellò gloriofamente il fine della aita fua. . 
Haneua egli per lo innanzi dipinto in San Nicolò ie' Frari quat- 
:o hiftorie continenti il Battefimo di Chrifto,con Angeli uaghif- 
:mij la Cena ch'egli fece co'Difcepolijil medefìmo Crocefiflb nel » cnel1 *' 
-aluario conia Maddalena, e Longino d piedi pentito del com- 
ìeflo errore ; il Saluatore riforto dal Monumento>cinto da beati 
3Ìriti,con foldati dettati al lampeggiar degli fplendori , quando 
1 nuouo fece nel mezzo del foftìtto i Magi adoranti il Meflìa , ad- 
rni di vaghe uefti,e con apparato di nobili architetture , e vi è vn 
.'ruo » che ritiene vn cauallo maeftofo nell'afpetto , pronto 
ell'attitudine , e cosi viuace nel mouimeuto > che par fé n'efca_» 
alla tela.Da capi fece in vn de' nani San Nicolò , che afl'unto aì 
'efcotiato di Mirrea è riuerito dal Clero; e nell'altro S.Francefco 
el Monte dell' Auernia riman ferito nel certame d'Amore dal 
erafino; egli Euangelifti negli Angoli. 

Fu circa lo {ceffo tempo decretato dal Senato^ che fi dalle fine 
Ile Pitture della Sala delCollegio,quali furono diuife tra il Tinto- 
:tto , e Paolo: à cui toccò tri quefte il quadro fopra il Tribunale, 
1 cui dipmfe il Doge Sebaftian Veniero, vno de' più famofi Eroi, 
he trattafle l'armi Venetiane ': quale formò con la fola imagi- 
atione , ornato di manto aurato, genufleflo dinanzi al Saluato- 
òin rendimento di grafie per la Vittoria ottenuta de'Turchi, ef- 
:ndo dell'armata Generale , a cui fchiera d'Angeli portano Pal- 
let oliui in fegnò di trionfo,e per la pace apportata alla Patria. 
Uuui in compagnia la fede col Calice in mano; Venetia, e Santa 

Giu« 



3 1 s Le Vite de* Pittori 

Giuftina con la Palma,nel cai felice giorno, ch'ella falì gloriofa a 
Cielo per lo martirio , trionfarono le armi Venctiane del Rè Ot- 
tomano; e vi ritrafle ancora Agoftino Barbango Proueditorcche 
nel conflitto? gloriofamente combattendo terminò la vita , e pet 
la di lui prudenza fi mantennero vniti ì Collegati . 

Nel primo vano fopra il Tribunale figurò Venetia in trono,fcu 
Giuftitia, che le porge la fpada , e la Pace il ramo d'oliuo,poiche 
con fomma equità ha retto Tempre l'Impero fuo , con quelle let- 
tere appreflb . 

Cuftodes lìbertatìs • 

Nel mezzo fece laFede in vn Cielo in contemplatione , e < ott 
la forma d' vn facrificio , per dinotare la Religione incorrotta e 
quella Republicatnodrita nel diuino culto, e di fopra è fcritto . 

Nunquam derelitta. 

Et ì piedi fi legge : 

e R,eij)ublic& Tundamentum l 

E nelterzo vano appaiono Nettuno col Tridente, e Marte po- 
tato fopra i bellici ilromenti , con bambinetti volanti per 1< 
Cielo , che fen portano elmi , e conchiglie marine > inferendo i 
poderofo dominio della terrai del mare con ifcrittione . 

*R$bur Imperi} '. 



Ne' due corfi dalle parti diuife otto morali Virtù, la Fedeltà^ 
Ek>quenza,la Concordia,la Vigilanza,la Secretczza,& altre ade 
quate al gouerno degli Stati. 

Etti quelle in alcuni ouati di color verde fono dipinte attioni ài 
Scilla,diDecio,d'Aleflandro,diSeleuco,eintornoi muri per fre- 
gio altre ne finte di rofiò in paramenti di Dauide , di Solone, 

d'Ar- 






DelC. Rtdolfi. Tartt I. np 

[' Archimede, ' di Claudio , ài Leonida , con molti bambini 
rapofti • 

Nel Cielo dell'anticamera colorì à frefco di nuouo Venetia 
•on molti Personaggi innanzi > che tengono varie infegne Eccle- 
ìaftiche, &r vn fanciullo tiene vna mitra , e da lati fono due cor- 
mcopia per inferire l'Abbondanza delle rendite dello Stato. 

Verfo il fine della vitalba fece Paolo nella Sala del Maggior 
ronfiglio il ritorno di Andrea Contarino Doge a Venetia vitto- lìj^DcQacU 
iofo de' Genouefi à Chioggia>i quali dopò lungo affedio ridotti 
.Il'vltimo delle miferic>fi refero alla pietà del Précipe,ch'era dell'- 
irmata Generalerilquale códotti feco tre milla di lorocó altri pri- 
;ioni j (che indi furono liberati ) trionfò nella piazza di San Mar- 
o ; e qui fi vede incontrato da Senatori, che oflequiofi fé gli in- 
hinanccome conféruatore della Patria , e debellatore de* nemi- 
i . Vi è il Primo Cereo di San Marceli Chierici del Seminario 
on la Croce,e mazze d'argento innanzi così naturali, come fé ad 
no ad vno tratti gli hauefle dal viuo . Sono fparfi ancora per la 
>iazza foldati, & Alfieri , e Marco Dolce Capitan di Giuftitia ri- 
ratto dal viuo, che ancor dipinto arreca terrore à federati . Vici- 
io alla pietra del bando fece vn mifto di Greci , di Schiauoni , e Bell'i mrec ciò 
li Cingari , etri queftivn galeotto formato con fommanatu- 
alezza . Sonoui in oltre armi tratte per terra , eduevinacif- 
ìmi cani : quali cofe Paolo far foleua per lo più con la fola imagi- 
ìatione 

Ne qui fi può con breue difeorfo lodar a pieno fi pellegrina 
ottura* ma argomentiamo da ciò la fuaperfettione , poiché vi 
fcrifle il proprio nome(effendo egli in queftaparte fempre mode- 
to)per dar ad intendere ch'ella fiì delle opere fue più rare, e nella 
.ima fono regifìrate in marmo quelle lettere . 

Andreas Centanno LMx] 

Slu} ClodianA elajfts Imferator , 

Strutta. Patria , atrociKmos kojìes 

felicijjtme debellanti. 






MCCCLXVI2T. 
Vixìt pjtea Am* XIV* 



Ma 



320 



LtVitc de' Vittori 



TUiino». 



Ma ragioniamo ancora delle opere, che'l Veronefe fece 'à pati- 
Pr""cf f aKC *' tlone ^ e ' Prencipi,e Signori , da che comprenderai!] il gufto uni- 
uerfale r che hebbe ciafcnno delle Pitture fue , le quali faranno re* 
giurate , come ci verranno à mano , non potendo/I feruar l'- 
ordine de* tempi : sì perche con poco differente modo per mol- 
to tempo dipinfe . 
Ykiwai Per Ridolfo I Umperadore fece tre inuentioni,di Venere , e d< 

Marte;di Cefalo ., che ingannato dall'Aura vccideua la moglie ; e 
dell'accennata Dea, che acconciauafi il crine adornandolo di fio- 
rii Amore le teneua lo fpecchio . 

A Carlo Duca di Sauota mandò una gran tela entroui la "Regi- 
na Saba dinanzi à Salomone, feguita da Perfonaggi , e ferui , che 
portauano ricchi doni ; &altradiDauide, chetroncauailcapc 
al fuperbo Golia , che ambe fi videro uella Galeria di Tori- 
no. 

Per loDucaGuglielmodiMantoaoprò in mezzano quad 
Mosè bambino leuato dal fiume , diluiimpietofitaiìlafigliuc 
diFaraone,accompagnatada fue damigelle adorne dicosì uaghi: 
fpog.lie,che non il uidero giamai rifplendere feriche tele,di più u " 
uaci colori , che fu itimato rarilfimo fra le Pitture dell a Galeria e 
Mantoa ; & ad Artemino luogo di delitie del gran Duca di Tofca 
na fono quattro hiftorie della fcrirtura » 

Sono pofledute quattro gran tele dal Signor Duca di Modor 
in vna entra ilSaluatore adorato da' Magi (ingoiare tri quef 
nell'altra le nozze di dna di Galilea con matrone alla menfa 
tratte dalnaturalejChrifto incaminato al Monte Caluario feguid 
da molta sbirraglia,e miniati, la. Vergine noftra Donna,có le Ma 
rie; ; e nella quarta >e la mede/ima Vergine pplta à federe , acant 
alla qsaleità la Fede col Calice, e la Croce in. mano conakunirji 
tratti innanzi» 

Molte furono le Pitture raccolte dopò la morte dell'Autore < 
Perfonaggi.Monfig.GeiU.che fii dapoi Carcfinale,.aiétre eraNur! \ 
rio à Venetia t mandò alla Santità del Pontefice Paolo V. lo fpor 
falitio di Santa CaterinaMartire con numerofo corteggio d'Ai 
geli veramente celefti .• 

Il Signor Prencipe Borghefe ha vn quadro mezzano cou^Sa! 
t'Antonicc he predica a' pefcifuHito,qnati fpuntano fuor della' 
qua per vdirlo, come fé haueflero lo intendimento . 

Freno il Signor ,Pre»cipe Ludouifio fi con{ènu*no in due tele 

Puri- 



Miutoua»- 



Alternino. 



Moite»a. 



*MJ*8 s 



DtlCRidelfi. Parte/. *2i 



purifìcatione di N. Donna, e S.Giouanni,che predica alle turbe ; 
te il Sig.Marchefe Giuftiniano hàvna figura di Chrifto morto ret- 
to da due Angelini Sig. Conte di Monte Reggia 1 Vice Rè di Na- 
poli.pofledeua due fauole d*Ouidio . 

Il Signor Vice Conte Bafilio Feilding Ingkfe , pochVmnì fono 
Ambafciator'à Venetia,fece acquifto di molti quadri di quella 
mano, continenti tali inuentioni . 

Vn componimento della Vergine con la Martire Caterina 
anto il naturale. In altri mezzani quadri Eua>che nodriuaAbel- 
le,e Caino pargoletti nelle folitudinico" cibideglialberi>econle *-°'>d r *« 
acque de' correnti rufcellijAbraamo in atto, di facrificar il figliuo- 
lo IfaacjNoftro Signore adorato da Magi ; il medefimo battezza- 
jjindi battuto alla colonna , figurando il fatto di notte tempo , e 
iceuendo fhiftoria il lume da vna fiaccola accefa> il Saluatorc ri- 
fufcitato.e San Giouanni predicante alle turbe; vn picciolo fog- 
getto di noftra Donna con due Monache ; vn'altro col Signore in- 
uitato da Marta,e da Maddalena in fua cafa, accompagnato dagli 
Apolloli ; Efter Regina innanzi ad Afiuero col feguito di molte 
Dame. 
De' foggetti fauolofi , eraui vna Venere > con Adone al natu- 
: , che pendeua fopra il vifo di quella Dea con cani à mano ; & 
iue picciole tele . Neflò Centauro faettato da Ercole per lara- 
uta moglie;e con diuerfa inuentione,Venere, in delitie col bello 
Adone, quali cofe perlopiù fi videro fra la raccolta delle Pitture 
i di Barcolameo dalla Naue . 

Mon fign.de Houflet,già Ambafciator Francefe à Venetia, fece 
anch'egli acquifto del martino di Santa Giuftina,della conuerfio- ar ' sl * 
ne della Maddalena,e di Chrifto rifufeitato .in vn ottangolo , che 
i fece t'aoloin concorréza d' vna nafcita di Chrifto'del Bafiano,e d'- 
I vn deporto di Croce del Tintoretto; e d'vnnouello penfiero d'A- 
li done con l'amorofa Dea,& Amore,che ritiene vn can leuriere . 

A contemplatione del Signor Iacopo Contarino > dipin- 
; te vn quadro di braccia quattro in circa , con Europa fedente fo- 
pra il mentito Toro , che le bacia amorofamente il piede,Iamben- Veneria. 
dolo con la lingua.Alcunc delle fue donzelle le feruono d'appog- 
gio; altre l'ornan di fiori.; & Amoretti le volan fopra fpargendo 
ari. Ed efprefle raramétequell'attione come per apunto vien de- 
critta da Ouidio , i cui verfi tradotti cosi fuonano iunoftra Ìin- 
JIU. 

Sf PoftU 



Metta». Jib.i. 



5 22 Lt Vite de' Pittori 

Po/eia l'ardita, e regia gioitine tt a , 
Non fi/pendo d'vnZJfo premer' il dorfi. 
Sopra ui fiede, ed egli burnite in tant» 
Si letta, e uerfiilmar a poco a poco 
Si dri%z,a,e immerge il falfo pie nell'acque i 
Indi permeinoti mar la ricca preda 
Lieto fin porta; ed ella, che fi vede 
Fuggir HUdOyda timor opprejfa 
Dirugiadofi perle bagna ti nifi, 
M temendo rejiar nel mar fommerfit , 
Con vna man l'uno de' corni afferra , 
£ con l'altro fuldorfo firipofa . 
Intanto gli aurei crini, élnobìlueh 
Moffjk ve man dall'aura in bei raggiri. 






In quefta guifa Paolo difpiegò in più fiti la bella Europa , che 
piagédo in fine varca il mare,non fapédo d'efler tutelata davn Nu- 
me.La bellezza è vn raggio* che accieca chiunque vi fifia lo fguar- 
do,alla quale fi tributano gratie, e fauori , onde vederemo in bre- 
ue rafciitgate le di lei lagrime , fatta Signora della più nobil parte 
del Mondo.Lo flato Signorile adombra ogni errore, ed è folo ad- 
ditato il vitio qual'hor è mendico. 

In più vafta tela in cafa Pifana rapprefentò laCoftanza di Alet 
fandro con le donne del vinto Dario , alf hor che la Fortuna apei> 
togli il calle alla Monarchia della Perfia,gli cinfe le tempie d im- 
mortale alloro : hauendo con poca perdita de* Cuoi pofto in fuga 
cosi numerofo efercito . Qui vedefi la madre,le mogli, e le figli- 
uole di Dario genuflefie à fuoi piedi raccomandarfi alla di lui cle- 
menza,che generofo volle, che qual Regine fodero ofìequiate , e 
feruite. Hauui à lato Efeììione fuo fauorito Capitano, & altri Ca- 
ualieri, che ammirano cotanta magnanimità , mal'imitata da Ca- 
pitani degli eferciti , a' quali feruono per Trofei delle vittorie le 
ltragi,e le rapine . Pendono ancora dalle féneftre, e da pergolati 
molti, che oiTeruano la generofa attione . 

Il Signor Procurator da Pefaro ha in picciola tauoletta noft) 
Signore depoito di Croce fcefo nel grembo della madre , coni 
pietofe iorelle,,Nicodemoj e Giofeffo, che in maniere dolente g] 

prefta- 



De! C. liUolfi. Torte I. su 






predano gli virimi offici:md più d'ogn'altra Maddalena,traffitta_i 
dal dolore , gli inonda di lagrime i piedi, affigendoui i dolenti 
baci. 

Il Signor Caualier Guflbni hi l'hiftoria di Sufanna , e nella Ga- 
lena del Signor Domenico Tluzini Senatore vedefi noftro Signore 
moftrato da Pilato al popolo» in cui fi affaticò il Pittore nel dimo- 
ftrare la qualità d'vn corpo delicatiflìmo porto in afrlittione : feor- 

Sendouifi,per così dire fino il palpitar delle membra» ed il roflbre 
el volto cagionato dalla vergogna,come auuiene di perfona no- 
bilcche lenza colpa parifce.In altra tela è lo auuenimento di Mo- 
sè bambino , dinerfamente difpiegato degli accennati , oue la fi- 
gliuoladi Faraone ordina alle ferue,che fia cuftodito, ed egli mo- 
ftra di forridere : in tanto vna vecchia ftende vn drappo per entro 
raccorlo : quale Pittura per eflèr dinolgata non ha meftieri di no- 
uellalode. 

Nelle cafe de' Signori Comari di San Caffiano fono due diao- 
tioni»e due morali componimenti , vn quadro dell'Adultera in ca- 
fa Soranza,l' Adoratione de' Magi>e'l Centurione pregante , il Sal- 
tatore per la faltìte del feruo , nelle cafe del Signor Vicenzo Gri- 
mani da Santo Ermacora; & altra inuentionedella vifita de" Magi 
con numero di picciole figure è incafaMocenicadiS. Samuellc; 
il ritratto di Onfre Giuftiniano , fu gouemator di Galea nella bat- 
taglia nauale , creato Caualie re dal Senato mentre recò la felice-» 
nouella della vittori*, ottenuta contra Turchi , è in quelle de' Si- 

? lori Giù ftiniam" di San Mosè ; e del Signor Gio: Battifta Sanuto 
trouano due fauole di Venere, che partorito Anterote lo dimo- 
imi ad Amore, tenuto da Mercurio , eferuita dalle Gratie , . . 
fingendo i Poeti Anterote inferire quella corrifpondenza, che nu- 
tre Amore, fenza di che egli torto fi muore : di Megera figliuola di 
Creonte Tebano , che gli dimoftra il figliuolino Ofea faluato dal 
fuo furore hauendo nel ritorno dall'Inferno vecifo dopò il morto 
LicoCreontiadcCreomaco , eDijconte altri fuoi figliuoli >& iiBocfiKcìo 
vh penfiero della Virtù in forma di vecchia coronata d'alloro j e B ^ k de Sf '£j°j 
della Lafciuia , nel cui mezzo è porto picciolo fanciullo di quella.* iib.10. 
fàmiglia,inuirandolo ogn'vna à fé . L'huomo nato fra gli agi, e le 
delitie difficilmente refifte a motiui del fenfo » deuiandofpeffo 
dal fenticro della Virtù . 
fctiJSign.Francefco Michele di Sant'Angelo ha la Purificatior 

Sf a ne 



324 XePite de Vittori 

ne della Vergine, il cui bel volto fpira grada» e diuotione » e 
fparfa l'hiftoria di belle architetture, e di ritratti di fua famiglia 

Trouafi il Signor Marco Otthobono , gran Cancellier VenetOi 
vn quadro del matrimonio di Maria Vergine con San Giofeppe ; 
celebrato dal lommo Sacerdote nel Tempio]. 

Il Signor Nicolò Ctaflo hi l'effigie dVno di fua cafa . Il Signe 
DetioS.Stai. Bernardo Giunti due ritratti in vna fola tela . In cafaBonalda 
Santo Euftachio erano quattro hiftorie diGiuditta,di Sufanna» 
Racchele,e di Eller. 
T ... Monfignor Melchior! Piouano di Santa Fofca gode l'elpreffio 
racoli ddla ne d'vn miracolo della Madonna,accaduto nella figliuola d'vn 
Madonna. <j j F ra ncia|Imperadore da quale inuidiata per la fua bellezza da 
Matrigna » fu da quella mandata fuor della Città ad vecidere d: 
Serui>che impietositi dapreghi,ch'ella porgeua alla Vergine» 
categli folo le mani le riportarono alla crudele , per fegno dell'i 
dine efeguito.Ma tratto dal rumore , vn figliuolo d'vn Duca vfei- 
to alla caccia , veduto il miferabile fpettacolo, fece condurre l'in 
felice giouinetta alla Città»e fattala medicare, inuaghitofi delle ( 
lei bellezze la prefe pofeiaper ifpofa. 

Auuenne in tanto , che queglipaffando alla Corte Imperiale t 
peroccafione di certe fede bandite dall'Imperatore à perfuafic 
ne della moglie,(per mitigar il dolore della perduta figlia , ) iui fi 
trattenne per qualche fpano di tempo , dando faggio in più ma- 
cere del fuo valore . Oue/iebbe auuifo dal Padre, che la fpofa fu, 
haueagli partorito due bambini. Ciò feoperto l'Imperatrice 
meno , venuta in cognitione quell'eflere la figliastra* alla quale 
fur tronche le mani » intercette ancora le rifpofte del Pren ri- 
pe , che caldamente la raccomandaua co* nati figli al Padre , mu- 
tò di quelle il ientimento,pregandolo,fe punto l'amaua > che foffo 
la moglie come adulteralo' pargoletti ve cifa. 

Fu efequito l'ordine dal Duca , mandatala [alla forefla co' Ni- 
poti , acciò foffe diuorata dalle fiere» la quale vagando per quelle 
iòlitudinì» fu raccolta da vn'Eremita » econeflòhufenviflcper 
qualche tempo » raccomandandoli fpeflò alla protettione di no- 
ftra Signora , che indi à non molto le apparue » e restituendole le 
»iani,liberolla da quell'oppreflìone. 

Ritornato il Prencipe alla Patria, & vdito quanto era accaduto 
eontra l'ordine fuo? della diletta fpofa , poftofi tofto in camino tir 

«0- 



VelCRjdolfi. Parte I. 3*5 

trouatola nel deferto,la códufle con moka fefta alla Corte,ed inte- 
fodalei di chi folle fìgliuola,(chefinoaH'hora haueua tenuto cela- 
to,)tofto ne diede auuifo all'Imperadorcil quale fece ardere l'em- 
pia moglie, che di tanto male era fiata cagione . 

Qui fi vede Maria Vergine, che appare alla giouinetta nel Bo- 
fco.pofla fopra vile letticiuolo co i gemelli al fianco, e due Ange- 
li tengono le di lei mani in vn drappo rapprefentata con moltapie- 
din quell'infelice fiato . 
Ammiranfi nella Galeria del Signor Giouanm Reinfl: in Ve- 
lia , ( di cui altroue habbiamo fauellato ) due ritraici di fpofi di 
r t Soràzajla parabola'del Samaritano tipo dellaChriltiana pietà, 
iza la quale ognbpera è vana,) che fcefo dal poledro nel mez- 
> d'vna bofcaglia gli medi ca le ferite,infondendogli foglio, & il • 

10, attione molto bene dispiegata perla languidezza efprefsa 

I ferito , e per lo affetto del Samaritano : il Saluatore riforto 
1 picciolo quadro inuolco in vn panno lino à cui fan corona mol- 

ifpiritelli volanti, con vn breue foitenuto da alcuni di loro con 
l'ali ifcritto. Ego ,&-pjter vnum /«w«y,che fi pon dire tante gemt 
d'ineftimabil valore,e'l facrificio d' Abraamo . 

Màdò quelli ancora alle fue cafe in Amfterdamo di tanto Auto- Amfterdame. 
re vn quadro con Santa Caterina, che fi fpolaàChrifto, con An- 
geli lietifiìmi , che fefteggiano le reali nozze col fuono de* leuti , 
e vi fi mirano cafamenti lontani,che fu delle opere più pregiate di 
Paolo . 

Li Signori Conti Vidmani poffiedono tre hiftorie del Paraliti- 
co,di Lazaro rifufcitato , e di San Paolo conuertito, oue entrano y cnetia . 
numerofe tìgure,& vn gratiolo componimento della Vergine col 
bambino in grembo à cui il picciolo Battifia bacia il tenero pie- 
de,San Giofeppe da vn latcche fi appoggia fui deliro braccio.e la 
Martire Caterina,che ftà mirando il fuo Spofo,e Signore , che fo- 
llo mirabili figure . 

II Signor Paolo del Sera hd il martirio della detta Santa , che 
porge preghi al Cielo mentre 1'/ ngelo con la fpada diflòlue la 
machina;& il Sig. Chnftoforo Orfetti la figura di S.Stefano orate. 

Et ha di più vna inuentione di Marte,che fi traftulla con Vene* 
re,& Amore gli t,iene la briglia del cauallo,! vero pregiata Pittura. 

li Signori Giouani, e Iacopo Van Veerle hanno nelle cafe loro 
vn ritratto d' vn mercatante con vette di doffi , che pofa fopra vn Annetta. 
tauoJino vn paio d'occhiali . Vn gladiatore veftito di bianco 

eoa 



3j?£ ZeVite de' Pittori 

con fpadone in mano>e con lettere. Neefpe, nec rutta. Altro ritratt 
di donna con libretto in mano> & vno rariffimo di vn Schiauc 
no. 

Si conferuanoin oltre in Venetia preflb i SS. Nani dalla Gii 
Venera. decca alcune fpaliere dipinte da Paolo à requifìtione del Sig.Ma: 
e' Antonio Barbaro Procurator di S. Marco > il quale per tratten 
mento riportaua le forme ne'pani da Cartoni da quello defignati 
connetendoglipofeiainfiemeveniuanoda Paolo adombrati ce 
colori à oglio . 

In fette partimeiiti dunque diuifì d'archi , e di colonne corint 
fece l'hifloria d'£(tergiouinettaHebrea> che dalla fchiauitù per 
uenne al foglio reale della Perfia. Non vi è laccio,chepiù ftringa 
• che la bellezza > qnefta gira à fua voglia i Regi , non mancano g 

efempi nelle Sacre ,e nelle profane carte.Fù quella figliuola di A 
biail fratello di Mardocheo della ftirpe di Gemini condotto i 
Babilonia da Nabu codonofor nella cattiuiti di Ieconia Rè e 
Giudea > che viueafì all'horain Sufa Città principale della Perfia 
nodrita come figliuola dal Zio. 
Siìh t a ^ or ne l' >aimo terzo del fuO Irppero Aflfuero fece à fuoi maggie 

ri Capitani, & à loro ferui fontuofi coniti à fine di far pompa dell 
fue grandezze , appre(tandolemenfedinanzialRegioGiardin< 
fotto ricche tende divari colori » fòitenute da funi di buio f 
e di porpora>inferte in and li d'argento affitfià colonne di Man 
rao . Erano gli ilrati fregiati d'oro collocati fopra à pauimentl 
di fmeraldi , e di marmi pari; diftinto » ed era il conuito diuifiw 
to di lauti cibi , beuendofi in tazze dorate i nettari pi 
tiofi . 

Nel primo partimento appaiono Duci r e Capitani alla 
fa veftki in belle guife all'vfo Perfiance tri quelli è ritratto il me 
defimo Procuratore .Sonoui tórui>che arrecano viuàde, e gli danr 
à bererSi in vn canto è il malfarò di cafa con battone in mano: & ii 
altra parte vna Matrona col euffino fotto al fianco > in atto di cci 
mandoje di lontano fi mirano i regi; giardini . 

Nel fecondo il Rè Attuerò fiede al conuito fotto ricca tendx 
tràprmcipaliDuci,Car(èna,Setar>Admata>Tarfi,Mares>Marfans 
e Mamucan, àquali foli era conceduto il vedere la faccia del Rè 
e federgli appretto ► E. da loro intefo il parere di ciò* che far hauc 
«ufi cUiia Regina Va, ti>chc da lui inulta» negò venire al folenn 

con» 







DelC Rìdolji. Tarte l 327 

onuito> conuéne nei parere di Mamucà di repudiarla>per oppri- 
mere la liberta delle mogli, elegendo nouella Regina . Dinanzi al 
ve fti il trinciante , & altri ferui gli fomminiftrano in piati d'ar- 
;ento vari cibi , vnfoldato con l'alabarda ènei limitare dell'ar- 
0. 

Nel terzo efequitofi da mininri l'ordine Regio,raccolte le più 
ielle Citelle dell'Impero > .dateincuftodiaadEgeo Eunuco cu- Ca P'*« 
tode delle donne del Rè,à cui alpettaua.la cura di ciò>cheoccor- 
;uaperferuigioloro,Eilers'auuiaalRè adorna d'ogni bellezza 
trichita di veli,di gémere co' fguardi vi faettando i cuori , e fé n« 
^appoggiata à due vezzofe ferue veftite i liurea . Vn paggetto 
li foftienel'curemità.della verte , altro le mette innanzi vn guan- 
ialetto -y & è feguita da due vecchie matrone j e di lontano fopra 
ergolati molti ©{Temano la di lei beltade . 
Nel quarto Mardocheo fenulmente veftitodaparteal Rè del- 
t congiura di Bagata >e Tares Eunuchi e onde hebbero pofeia il 
ouuto caftigo , di che fé ne fece mentione negli annali . Affifto- 
o molti Satrapi al regio fianco » & vn feruo è nel di fuori della 
anza con fparuiere in maao, à cui da à mangiare vn cuore d'ani- 
lale . 

Nel quinto apparhee di nuouoAfliiero tra Duci fotto il Ciclo 
i verde cortina, con purpurea velie , e Zimarra d'oro,e barbare- c».«« 
:o ornamento in capo di bende ornate di gemme , dinanzi à cui 
.uerente lo Scriba legge negli annali la congiura feoperta da 
lardochco : onde il Rè fitto introdurre Amano figliuolo di A- 
iadati della ftirpe di Agag, che haueua coftituito fopra a Prenci- 
i del fuo Impero (venuto tempeftiuo alla Corte per chiedere al 
è la morte di Mardocheo contra di lui fdegnato > non riceuendo 
pretefi ofiequij ) da cui intefo in quale modo poteuafi honorare 
n'amico del Rè > (credendo Amano godere dinouello honore ) 
li ordina, che velìito Mardocheo del regio manto > col diadema 
i capo,lo conduchi fopra ornato cauallo per la Città , acclaman- 
olo per amico del Rè.Penfi ogn'vno qual rimanefle l'inuidcnon 
i effendo pena,che foprauanzi quella di veder l'inimico folleuato 
le grandezze ; è in quell'hhìoriavnNano, che tiene vn cane , 
altro (là corcato a piedi del Rè > quali fraponendo fpeflò Paolo 
;' fuoi componimenti limili animali . 

Nel fello auuertita filler dal Zio della perfecutione di Ama- 
) ) introdottali ai Rè al maggior fegno abbellita > ed afllcurata 

dalla 






12 z Le Vite de* Pittori 

dalla Regia verga ( non clfendo permetto ad alcuno l'entra 
ta ) furando le ai lui gratie co' vezzi , econglifguardi , inni 
tatolo a pranzar feco> con Amano , fi veggono alla menfa il R, 
Amano , e la Regina,laquale (copertolo ad Attuerò per nemico, ( 
traditore,che maggiormente adirarofi con Amano,indi vedutole 
corcato fopra il letto di lei, ordina » che fia appefo al patibolo pre 
parato da quegli psr Mardocheo. In quella guifahebbe fine la grà 
dezza del Priuato del Rè. Così ad vn tratto fi càgiarono le fue reli 
c «7- citadi in vna morte infame . Non vi è fortuna più proflima al mu 
rarfi , che quella del Fauorito . Le gratie de' Grandi fabbricaa' 
ifepolcnà i cortiggiani . 

Nel fettimo Attuerò leuato dalla menfa s'incamina alle flanze 
& Eller per altra via feende le fcale con le férue , e vicino è va 
Nano co.n due Papagalli , vn foldato con l'alabarda , e lungi appa 
iono i Regij Palagi . E nellamedefimaCafaficonferuanoanco 
ra alcune coperte da Carriaggi con capricci dell'Autore , & anr 
colorite . 

E ripigliando breuemente il filo delle cofe publiche, nel tinell* 
del fondaco de' Tedefchi formò Paolo in concorrenza d'altri Pit 
tori quattro curiofi penfieri . In vno è figurato il Mondo in gra 
Pala.col Zodiaco intorno; nella cima flà Saturno con la falce ; pi 
fotto la Religione in velie Azzura > & vn fanciullo tiene il palle 
rale,& altro putto con ifquadrce compattile a pie del Mondo già 
ce vna vecchia rugofa fopra vile letticiuolo figurata per l' Here 
fia. 

Nel fecondo è la Germania ritratta in nobile Dama con la ce 
rona , elofeettro , alla quale Gioueconfèrifce l'Imperiale Di, 
dema, Regie Corone, e copia di gemme tenute da due vezzo 
Bambini. Nel terzo Pallade , e Marte per la militare difciplina 
efercitata da quella bellicofa natione . Giunone, ed il Sole n< 
quarto perla copia delle miniere d'oro, e d'altri metalli ; de' qua 
abbonda quella regione . 

Op?revitime Negli virimi anni della vita fua lauorò Paolo a' Lanaiuoli nel! 

^pin Pao Chiefa di S. Pantalone vna gran tela in uolto co S. Bemardinc 
mentre tra al fecolo > che fatto fpedaliere in Siena , in tempo < 
peflilenza ordina le cofe appartenenti al luogo , ditlribuifceeL 
moline, e rittana gì' infètti : gratie, che vengono folo concedu; 
a coloro , che feruono piamente ài Cielo . Et al Patriarca Tr 
uifano dipinfe nella Chiefa di Caftello la Tauola de' Santi Apolb 

li 



| <DelC. c Rtdo$. Tarul. 329 

EPietro j Paolo, eGiouanni , l' Annunciata nella Confraternita* 
de' Mercatanti * e l'Aflunta della Vergine per lo foffirto del Re- 
. fcttorio de'Padri di. &. Iacopo della Giudecca .. J Kfe dd» 

Ragioniamo finalmente delle Pitture, che rimafero al morire di gn.Calrtri» 
Paolo nella diiuiCafa , hor poffedute dal Signor Giofeppe Caliari 
Nipote , & Vnko herede di quella famiglia, Vn quadro angolar- 
mente condotto col morto Saluatote nelfeno dell' Eterno Padre-» 
inferendogli!' Amore , che hauealo rid otto i morir per l'huomo. 
A' fianchivi {tanno due Angeli piangenti, e gli volano- intorno 
Chcrubinetti adorni d'ali miniate di più colori; mirabile pittura 
perl'eruditione del corpo del Saluatorcdottamente fentitnentato- 
In due minoritele è dipinto il mifteradèinucarnatk>ne,nèlT può* 
defcriuere à pieno la bellezza. della Vergine > la vaghezzadell'Anr 
gelo, e ^apparato di quella nobile ftanza ; nell'altra Santa Catert- 
naMartire fpofata da Chrifto , nel cuibeLvolto fi fcuoprono lo 
» candidefue aftettioiìi ► 

In altro quadro di piedi otto di lunghezza vi è il giuditio di 
. Salomonecon le due donne contendenti fopra del viuo bambino* 
. e nella vera Madre fi'eiprime quel dolore, ch'è verifimile prouafìe 
a ,in lèntire , chele carni fue doueflero diuiderfi , mentre il carnefice 
I in habito bizzarro , con braccia ignude, ftà in atto di efequire l'or» 
, dine Regio ► In altro èi'Àdoracione de.' Magi dicuriofainuentio- 
ne-. lafigura di Santa Maria Maddalenafino à ginocchimeditante 
I jlCrocefiflo,chepofaladeitramano fopra tefehio dì morto tipo 
E del fine humano , Giuditta in. mezzafigura , che recifo il capo 
I ad Oloferne lo ripone nella facca della vecchia ferua. Sufannaal 
bagnoeon i due vecchidi leiinuaghiti , che la guatano tra le fion- 
di: Scaltra figura di Maddalenainpiedi, che mira il Cielo. Le-» 
Nozze di Santa Caterina Martire, e Sant'Anna, chefuolge vna 
fafcia . Il Prefepe del Saluatore; e quando fa Orationenell'Horto». 
1} inpicciolaforma, con raro finimentocondotto . Il medefimo alla 
colonna ; & vn gratiofò penfiero-ou'entra vn gentil' huomo Vene- . 
«ano di Cafa Mocenica , che ritornato dalla caccia » fi è polio à 
Tuonare il viuolone tramezzoad alcune Deità } & Amon, trapaf- 
landò da 1 diletti de' bofehi alle Virtù .. 

Conferuadi più due lunghe tele > che Paolo dipinfe per ordine uRepublica 
del Senato, che doueuano feruir pertefser arrazzi per lo Collegio: maBda podc- 
in vna apparifee l'atto memorando di Religione fatto dalla Re- {^^«nia; 
publicaj alThora, che il pio Buglione muouendo le armi per ri- 

Te tor- 



3 3 o Le Vite de* Pittori 

torre il Sepolcro dell'humanato Dio dalle mani degli infedéli (pi 

lo cui fine s'erano collegati molti PraKÌpi,eCapicauidell'Europ 

alle efortationi di Pietro dAmiens Eremita, che fc ne fti dinan: 

al Doge VitalMichele)fpedì per quella imprefa ducento legni fa 

to la direttione di Henrico Contarino Vefcoiu* Cartellano , e < 

Michele figlinolo del Prencipe , foccorrendo di abhondcuu 

Deo*^!^ ve tt°iuglie l'efercko Chriftiano.e già G. veggono nelmarelea 

' teftjte. galee » con dorati fanali , e ventilanti bandiere» che fi ai 

ulano al partire .. 

Nell'altra è figurato fatto di Giuftitiaefercitato dal Prencipe 

Antonio Veniero nella perfona del proprio figliuolo , conciai 

w.AnsSattr nandoloà perpetua carcere : e di lontano vien condotto allepr 
Deca, 1,1-.*, glonk ».* • m 

Ha inoltre de' foggetti fauolofi vna Venere pocomen del nati, 
rale in braccio ad vn Satiriche mirandola (ì ride: e qui coninoli 
ingegno accoppiò il Pittore, la deformità dell'huomo fèluagg; 
con la bellezza di quella Deaionde più beila apparifee : laquale d 
pinfe con ogni delicatezza . Sorride anch'ella, veggemlo Amo: 
Comeè.bcn. dormire tra gli fmerald ideile herbe, e le gemme de" fiorir ment 
«©ionia. non veduta dal guardingo Cupido liberamente col ruitico Silem 
fi traftu-lla. Nella qual figura autierafiVche vna dipintabellezzancjl 
ha mea potere di far preda de' cuori „ che le veraci .. EdEuropjl 
che fi affetta fui dodo deU'infidiofo Toro ,. con molte donzelle in 
torno ., 

Tfouafi ancora due ihuentioni del Paradifo- , con numero ■ 
Beati fopra le nubi in più cerchi collocati, douendo Paolo farla • 
Pittura per il Maggior Coniìglio vnito col Baffano * eflèndo alt' 
deftinata la parte della Trinità, e degli Angeli ,, come più pr«l 
portionata al di lui operare: il che non hebbe effetto interro» 
dalla morte,, chiamatolo Iddio ì dipingere le beate ftanze da. 
Cielo .. 
tictro eìuftu Vaìtta, è della battaglia nauale feguita contro à Selim Rè dh 
•iawlib.it>.. Turchi,oueentranoniimerofi legnicon dorate poppe , armi ite • 
dardi,et infiniti combattenti , con molti de ; nemici vecifi Voue ili 
quegli orrori Paolo bella ancora fece apparir la morte .Nella foni 
miti è la Vergine orante dinanzi al trono delle tre diuine perf- 
ne»Venetia inginocchiata nel mezzo de'SS.Marco,e Giuftina,fu- 
"plkanti,per le quali intercaiRoniriportofli da Prencipi Chnltiai 
te. Vittoria-, e due modelli dell'hìftoria -.di Paga Akfiandro Terzi» 

che 




Del C. lifdoyì. Parte I. 3 3 1 

diuerfaruente furono dipinte le opere da' figliuoli come dire- 

Hi egli ancora il ritratto di Pio V. Pontefice > e quello di Paolo 
atto daini medefimo dallo fpecchio , alcuni cagnuoli tolti dal na- 
turale . & altre gentili cofe > & molti difegni à chiaro feuro in carte E ^. , . p 
^ rinteche non fono men da pregiarfi,che le opere colorite : hauen- y,a<| p a ^»? 
io Paolo con impareggiabile prattìca, e feliciti non meno di- 
fegnato : quali vengono dal Signor Caliari detto con molta ac- 
curatezza confermiti, infieme co ia catena d'oro donata da Procu- 
•' xaton di San Marco à Paolccome dicemmo , per le opere della Li« 
- braria « 

Paniamo finalmente àfauellare degli ftudifuoi , narrando fe- 
delmente ciòjche vdito habbiamo riferire da'difcepoli, e da quel- 
■3 'li,chehebbero pratica feco . Paolo dunque, come nel principio 
accennammo , fu dotato dal Cielo di fingolar temperamento in_, 
-: cotal'artcapplicatofi da fanciullo à gli ftudi, & alle fatiche . Nel 

- 'principio della fuàiihtutioneritrane le opere del Badile fuomae- 

•- ftro.e le carte del Durerò , à fesno , che conferuò nel far de' panni . SeU(fu %. r * 

, . • • j- ìi - j 1 » ■</• ■ Je carte deL 

~ alcuni termini dt quelle piegature > praticandole pero con più faci- Durerò. 
v - le,& efpedito modo.Fatto adulto , fi dilettò de' difegni del Parme- 

• giancrìtraendone molti. Apparò da' buoni rilieui, (come hanno 

- Tempre fatto gli eccellenti Pittori, ) la gagliardia de' contorni , la 

- fierezza d; mufcoli, le ofleruationi delle ombre^ i battimenti ga- 
gliardi, e he fi formano al lume della lucerna, che non fi praticano* « a no . rmt * 

" che languidamente nel naturale ; e conferuànfi ancora dall'herede 

- molte tefte , braccia > e figure di getto tratte dall'antico , delle 

: J quali Paolo fpefle fiate fi valle { come già narrammo)nelle opere 

• delConfig!iodiDieci,&altroue . Fiì però creduto da alcuni, ch*- 
eflenio egli copiofo nelle opere fue di tanti capricci , & ornamen- 

: ti ; egli hauefse in fua Cafa vn cumulo de' modelli acconci di varie Accrclce b:U 
fpoglie , e capigli aure annodate in vari; modi, di che foghonò ? "a? a ai 
molti Pittori far raccolta - poiché folo aiutato da una felice reten- 

. tiua,formaua le cofe vedute con la fola imaginatione jallequali ag- 
giungeua con f ingegno fempre gratia,e nobiltà. 

Hebbe ancora per intento d'imitar la Natura , fine , che fi pro- 
pone ogni Pittoreimà infelice colui , che non sa dipartirli da 'quel- 
la pura imitatione > per i dirfetti,de' quali ella è ripiena . Ma emen- 
do Paolo di genio nobile, ne appagandoli di ordinarie forme, più 
belala dipinte: egli fu gioueuole fopra modo l'hauer praticata 

Tt a la 



312 JUVitt d*' 'Pittori 

la maniera Venetiaaa,che ha dato lume ad ogni Pittore ; mìglio^ 
rando il modo del colorire , dopò ch'ei venne à Venetia:cono{ceit' 
do,chc il far di Titiano, e del Tintoretto era il più lodato ; come 
quello > che più fi apprefiaua al naturale, & occorrendogli (peflè 
fiate à dipingere in competenza del medefimo Tintoretto , hebbe 
dd^T^ 1 ^* 1 • niate " a "* esercitare l'intellettctcntando d gara quelli due fublimi 
to, " ingegni di foprauanzarfi Fvn l'altro con la Virtù: fi che molte volte 

lafciarono ambiguo il Mondo nel Giuditio delle opere loro . 
de fé il Tintoretto fece conofeere in tante fue fatiche lo sforz 
maggiore dell'Arte , con l'efprimere le figure fue con erudite for 
me,pronti atteggiamenti.e con gran maniera> & energìa di colori* 
scomponendo così fpiritofi penfieri , che fono infuperabili : il 
Veronefe altresì,per le maeftofe inuentionì,per la venuftà de' fog- 
,. _. getti > perlapiaceuolezzade' volti, per la varietà de'fembìanti, 
tÒm?o C NumiP er,eva g nezze5e P er g 1 ^ n fi mti allettamenti , che framife nelle 
delia Pittura . opere fue, alle quali diede vna così elegante Simmetria , che com- 
munemente gratià fi appella, fi tiene , che egli abbellifie la Pittura 
d'ogni pompa,& ornamento:!! che pofti fra fi dubbie , e pellegrine 
contefe,non fi può,fe non dire, che l'vno fofle il Caftore , l'altro il 
Polluce del Cielo della Pittura : e che d guifa di nouelli Atlanti fo* 
fteneflero così nobilpefo: ambi giouando con i dipinti efempi,di- 
lettando con le varie inuentioni,e con gli artifici j più accurati del- 
l'Arte . 

Aggiungiamo d gli honori di Paolo , che non vi fu publica , ò 
priuata fua fatica di confideratione , (come del Tintoretto auuen- 
ne,)che non folte ritratta dagli ftudiofi ih difegno>& in colon , per 
apprendere quella nobiltà,e vaghezza , che tira gli occhi di ciafeu- 
no alla contemplatone , poiché la bellezza degli oggetti èquell- 
incantOjche affafeina i cuori. 

Accrebbero ancora molto il di lui nome le numerofe in- 
uentioni date alle ftampe dal Carraccio > come la tauola di San- 
ta Giultina di Padoa ; quella' degli fponfali di Santa Caterina-, 
nella fua Chiefa di Venetia ; la Purifìcatione di noilra Donna del- 
l'organo di San Sebaftiano, ridotta in foglio reale dal Villamena ; 
il Crocefiflb della Chiefa ftefla; e la tauola narrata del Santo Anto- 
nio in San Francefco della Vigna dal medefimo Carraccio inta- 
gliatale quella di Chrifto rifufeitato dal Chiliano; e due de' Cena- 
coli detti, con altre inuentionitrafportate ne' rami da' Fianim- 
ghiintagliatori,che diuulgano del continuo lafamaTua . 

Le 



Le Pitture fparfe nelle Galerie più famofe dell' Europa teltifica- 
noetiandio il gufto vniuerfale , che hanno hauutoi maggiori 
Prencipi» e Signori di quello chiaro Pittore, hauendo eglino con 
ccceifiue Ipefe fatto di quelle numerofa raccolta : non parendo per 
appunto adorno qualfiuoglia Palagio,oue non entri alcnnacofa di 
quella mano. Letapezzarie , e gli addobbi delie ftanze contefti 
difeta» e d'oro fi (limano dal volgo per la qualità della materia; 
le pitture eccellenti per lo contrario fi pregiano da gli intendenti, 
come parti dell'ingegno ; quindi è > che più s'ammiravnvafodi 
creta > da egregia mano ("colpito > che fé d'oro fenza artificio ■ od 
arte comporto •: che però quel Dottiflimo Poeta defcriuendole fi- 
gure fcolpite nelle porte del Palagio d'Armida , così diflè^ 

Le forte qui d'effigiato argento J^ '.dot* 

Sui cardini ftridean di lucid" croi 
Fermar ne le figure il guardo intento , 
Chevinta la materia e dallauort. 

Hor palliamo a fauellare delle qualità dell'animo tuo, percht* 
fpeffo auuiene , che la Virtù rimane adombrata da non buoni co- 
rnimi . Nafce T huorno in quello Mondo per dominare : onde il 
Poeta Salmoneiè così cantò » 

Santtius his animaly mentifque eapacius alt* *i«am.iib.i, 

Deerat adhuc , & quoddominari in caterafo/fit . 

Ma non eflendo dato ad ogn' vno il trattar lo Scettro > ci refla>< 
«dimeno il modo di vantaggiarli nell'honore , mediante la Vir- 
tù , egli habiti morali, come fece Paolo , che fi refe cofpicuo per 
le molte fue degne condkioni. Hebbe generofi penfièri , quali Qualità <h 
diede anco à uedere nelle opere fue , perche ogni caufa produce "«fo* 
effetti afe fomiglianti . Fu egli molto ingenuo ne' fuoi trattati ; 
n fece officio giamai per ottenere alcuno impiego ; né auuilì lo 
to fuoco' balfi trattamenti : offeruò femprelapromeflà, e pro- 
curò in ogni fuaattione la lode . Vsò ve Ititi di pregio, e calzari di D'ingenuità • 
elluto, che ancor fi conferuanodall'herede ■. Refle la fua famiglia d; decoro< 
. con molta prudenza , tenendo i figliuoli ritirati dalle frequenze , e 
dalle pratiche nociue , iitruendolicon ogni pietà nel diuino culto, Di Prudenza* 
e nelle morali difcipline (il degno Pittore fu Tempre accurato, e 

circo- 



334 



LeVitc de* Pittori 



circofpetto.)Vifle lontano da Lufii;fù parco nelle fpefe, onde heb 
Auuanxa mol t> e materia di acquiftar molti poderi, e cumular ricchezie , efu[ 
pellettili degne di qual fi uoglia Caualiere, lafciando i figliuoli ao 
commodati de 4 beni di fortuna in modojche fenza difagio,e fatica 
viuer degnamente poterono . 

Confeguìlagratia,& il fauore de'Grandi,e l'amore de" Profe 
ri>e gli oifequi di tutti coloro, che lo conobbero , e raccontomi 1'- 
Alienfe Pittore , che incontratoli in Titiano nella piazza di Saa-i 
Marco,à cui Paolo hauendo pre fiato il douuto oflequio,fìì da quel- 
lo affettuofamente abbracciato foggiungendo > che fi rallegra- 
ta nel vederlo eflendo in lui raccolto il decoro > e la nobiltà della 
Pittura. 

Inuitato à feruigi di Filippo Secondo Rè di Spagna , perdi- 
JUfiutaloii?; pingere alcune ftanze dell'Efcuriale , ricusòTandarui , occupato 
SBttttu d ' ne ^ e opere del Palagio Ducale, e da i molti affari impedito , e rin- 
crefcendogliperauuenturaillafciarilpropno nido , poichccon 
ragione fu detto:£>ow«* cpttma ; eflendo carifiìmo ad ogu'vno il vi- 
uere nella propria habitatione , andandoui in fuo luogo Federi- 
co Zuccaro da Sant'Angelo in Vado . Quelli , mentre ritrouof 
fiinVenetia > vifitauafpeflb l'amico Paolo , e procurò alcuni 
memoria delle fue mani , e da vecchi Pittori ho più fiate vditi 
dire,che il Zuccaro ritraefle in difegno i due quadri della Cappella 
di San Sebaftiano ; &in vnafua Poefia introducendo la Pittura 
à far mentione de' doni ottenuti da Pittori,così di lui ragiona. 



Celebrato dal 
Zoccari» 



Macie diro di Paolo Veronefe, 

Magnanimo ', cortefe, ed eccellente, 

Che diede fine a mille belle imprefi . 
Delle fik rie che gemme d Oriente 

J%u,etfomi po/ètma collana al collo, 
& di càndide perle un gran pendente, 

Siriferifcono di Paolo ancóra alcuni memorabili detti ; che non 
poteafi far buon giudicio della Pittura , che da coloro ch'erano 
bene iftrutti nell'arte,che tale facoltà era dono del Cielo ; e che lo 
. , affaticarli in qnella,fenza il talento naturale, era vn feminàr nelle 
^cm i ao- on< j e . c jj e j a pj u J e g na p a f te del Pittore era l'ingenuità, e la mode- 
ftia j & che le imaginide' Santi,e degli Angeli doueuano efler di- 
pinte 



DelC.Rtdoifi/ParteL 335 

pintedaeccellériPittorhhauéio à indurre Fainmiratione,e l'affèt- 
to. Riueriua Titiano come Padre dell'Arce >&apprezzaua molto 
il vniice ingegno del Tintoretto,fpiace>ndogli Colo > ch'egli appor- 
tane dannoà Profeffori col dipingere ad ogni maniera, che-era per 
à putito vn dittruggere il concetto della profeflìone^ le proprie fo- 
ftanze . 

Seppe Archita comporcolombe di legno , e con arte dargli il Alb.Magn»; 
volo;fit chi diede la fauella ad vn tefchio di morto; chi osò paffèg- Dedale, 
jriare i (èntierì dell'aria ; e chi rinterrò ne* forati bronzi i fulmini di 
Gioucper diserrarli àfiia voglia con prodlgiofà marauiglia : ma r^. ° ' 
Paolo in fine fece colè anco maggiori. Egli fecondò la gioia; refe 
pompofàlabellezzajfèce più felteuoleil tifo ; & ifpirò fenfi di vita GratiediPao» 
nelle imagini da lui dipinte. 

Mafiamoperuenutiin fine a celebrare i fiinerallal noftrodiuf- 
no Pittore. Le Gratiede Veneree gli Amori, dal cui pennellofuro- 
no così degnamente dipinte le bellezzce difpiegati gli honori» ve- 
ibno in legno di duolo lugubri gramaglie r e la Pittura di nero am- 
manto ricoperta fofpiri inconfolabi Imente la perdita fua hor » che 
Paolo fi muore • Arrechino le Ninfe mirti, e ciprefil per ornarne il 
fèretro; le Mufe formino lugubri filoni , e cantino le nenie con 
mefie elegie . Piangeff con ragione il fine di ciafcun mortale , 
disfacendofi vn compofito pretiofo delie mani di-Dio , dicuidi£- 
fe Ouidio r 

Nat ut homo e fi ; fitte hunc diurno femitte fecit M e u 

lite Ofifex rerumMundi melioris ortgp , 

Mi più copia di lacrime fi verfi nella morte di Paolo >eflèndo la 
perdita maggiorequanto ella è di cofapiù degna ► 

Già correua l'anno 1588. quando Iddio terminò leuarlo dal 
Mondo nell'età fiia ancorvinlcper dar'i diuedere 3 ehe non fì. con- 
cedono,che per breue tempo così fatti doni a mortali; mentrein- 
teruenendoadvnafolenneprocefiìone r per l'Indulgenza conce- 
duta dal Vicario diChriftoSifto V.rifcaldatofìper lo viaggio > a£ Miwrei 
falito da acuta febre,fi morì d'anni 5 8.1afeconda fella di Pafqua di 
R.efurrettione,,fortunato anco nelmorire volando al Cieiaonullo 
delle dirane gratie . 

Sofpirò il Mondo perdita sì graue » e rallcgrofllil Cielo » che 

rac- 






3 3* Le Vite 'de* Vittori 

raccolfe m feno ànima fi, pura . Fa pofcia il corpo con funebre 
pompa dal frateUce da figliuoli Fatto feppelhre in San Sebafbano 
Saa ftpultura. nel mezzo delle opere fue>effenjdogli Col degno fepokro quel Tea 
tro di gloria, che formato co' pennelli fi haueua ; & à canto all'or 
gano gli erefièro l'effigie maefteuolmente. da Camillo-Bozzett 
fcolpitajche indi à qualche tempo fu da Gabrielle vltimo figliuole 
fatta rinouare da Matteo Carneri con quella ifcrittione - 

PAVLO CALIAMO VERONENSI PJCTORT, 
NATVRAE AEMVLO, ARTIS M I RACV LO 
SUPERSTITE EATIS E AMA V ICTVRO+ 

Efopraiapietra. > che ricuopr* le ofc^fuepofero quella breu 
anemona. 

PoubCaHarwVeron. Vittori celeberrimo* 

Fili/, &Benedic. Frater 'Vientijs, 

& fibt PofterifqHe. 

Decefstt XI I. Kalend, Mai} 

MDLXXXVlLl. 



Nonpotendofiin quell'angufto faflò racchiudere que'mc 
^•immortali, degni d'effer regiftratiper mano dell'Eternità fri j 
Imagini rifplendenti delle Aiìdromede,delle Caffiopee , e de' T 
feinelCielo - 



DcJ 



DelGRidolfi. Parte I. 3 3 7 

Dell'Eccellentifs.Sig.Nicolò 
Graffo. 



fntre con dotta man di/igni, e tingi 
Sopra caduco Un forme celefii, 
ggal nona idea ne la granmentehdutfli, 
Paola, che ogn alto fregio in vn re jlringi? 

Tu più viuo derviuo il finto fingi, 
E talma , e i fenfi entro i colori rnnelìi: 
Tu ardenti amori in freddi petti hai de Hi t 
Se beltà su le tele orni, e dipingi . 

Staffi fenz/almal'huom per meraviglia, 
Ch'alma hd l color de le tue finte carte, 
Siche l'vn perde il moto , e ? altro il piglia '.' 

Che più? fé facofa perfetta in parte, 
Sempre colt opre tue fé ne configlia , 
E tuo tejf empio , la Natura, e 7 Arte . 

Del Signor Pietro Michele 
Nobile Veneto. 



De t'ingegno canoro 
D'vn Catullo fi vanta, 
Irà le fue fponde l'Adige fonerò . 
Ma poi mentfegli mira 
E quale for%a, e quanta 
H abbia in uincer Natura 
Di Paolo la Pittura, 
Le meraviglie delle tele ammira, 
E dice in fuo parlar , ceda l'alloro 
Ceda, che unita homai questa ed* quello], 
La penna dal pennello. 
j, Vtf Na* 



358 

Natura, & Artis Pauli Caliari Veronenfisr 
-Pictoris celeberrimi duellum . 

0' pulchrum'uafiamundi certame» arenai 

Hinc Natura,atque bine Ars, C aliare > tu*. 
Mortales tanto pr<efunt,Diui£ duello, 

Vt iaudis vicirix prxmia digna ferat . 
At longe imparibus mire concurritur armis ; 

Marte tamen contrà fiatur vtrinque- pari, 
I Ih calore potens, hocu ano /reta- colere- 1 

Hac ficìis , verJs impetit Ma viri* . 
H&cvmbris dar a conte ndit firenua luci 

lllius, ejr faljìs fallit imagi nibus. 
N attuo piéìum, folidoque opponit inane s 

Ludit ejr ìmmmeris ingeniofa modis . 
Ejfufaafpiceres vent» volitantia figna* 

Et gateis criftas /ùrgere terrifea-s ,• 
Loricas, clj>peos£ex*re t aurofc rigentes, 

Fulmineosenfes , flammiferas^ faces, 
Et pietas pharetras, arcus, volucres ^fagittas > 

Ingenteshajlas, iatta% pilamanu, 
Intrepidas ecjuitumturmas prorumpere in hojies^ 

Turbar^ ejr cuneos , fi gnu canent» tuba . 
Nec pugn& finis. Virtuti radere virtus 

Ne/cia t confiióht fertur in arma- nouo . 
£tt a tandem ancipiti detur fententi* lance ? 

Ambitviftrices, utraque ui&afuit. 

M. Antoni] Romici I. C 



Vb 



VITA 



339 



DI CARLO 

E 




I C LI VOLI DI PAOLO. 

EDIBENEDETTO 

Il Fratello Caliari Pittori. 

1 Vanto forte fauoreuole il Gelo di virtùj e di gride 
alla perfona di Paolo>onde ne ottiene continui ap- 
plaufi dal Mondo > ne tbrmaffimo con la penna va 
rozzo abbozzo , dacuinondiineno ogn'vnopuò 
conofeere l'eccellenza fua. Così per le orme di tan- 
toGenitore incaminatifi Carlo, e Gabriele aggiii- 
fero fama 5 & honore alla famiglia loro 5 & hebbeanco Paolo que- 
lla felicità di vederli prima del fuo morire adulti » ornati di vir- 
tù>e molto bene educati» 

Carlo dunque , benché inuida morte il togliefse nel flore degli 
anni.gionfe nondimeno àprodur effetti eccellenti dell'ingegno» 
onde non è fempre vera l'opinione del fauio , che l'anima noftra 
auuinta tra legami di quella fpoglia mortale, gli fìa, di meltieri di 
lunga coltura per erudirfi,poiche fi è veduto alcuna volta, chela 
Natura operando i fuoi miracoli , follieua l'intelletto ancora ne- 
gli anni acerbi ad oprar cofe di marauiglia • 

Datoli Carlo da fanciullo allo ltudio ritrafle molte cofe dal Pa- 
dre>e dal Ballano (il cui modo di colpire piaceua à Paolo)>e ritro- 
iwdofitarhoraadvn fuo Villaggio nel Triuigiano dilettauafi di 

Vu a ritrarre 







3 +0 Le Vite de' Pittori 

ritrarre i Partorire pecore,rherbette,i fiori,8cogni ville/co ftro 
mento>vn numero de' quali difegni fi conferuano dal Signor Ca 
liari Nipote , che argomentano la bellezza dell'ingegno di que, 
giouinetto . '" 

Hor tra le opere prime ch'egli fece in publico fu vn'attione d 
San Nicolò porta (oprai volti della fua Chiefa di Venetia , che li 
bera dalle mani del- Carnefice tre giouani condannati ingiufta 
mente alla morte da Euftachio Prefetto di Mirtea . 

Circa gli anni 17. di fua età fece due iniientioni di Adone, 
eftinto, e Venere piangente, conCupidine» che fdegnato fpezzs 
uà l'arco per la perdita di sì bel Garzone . V'erano altri Amoret 
ti , che raccogheuano la fquarciata sbarra , la faretra, e gli Arali 
Nell'altro Angelica , e Medoro incideuano ne' tronchi delle 
piantei nomi loro,ad' onta del forfennato Orlando;poiche Amc 
re non si trattar altre armi , che faette d'oro , e con quelle impi; 
gar i cuori , che furono vedute con gioia dal Padre , raffigurano 
in quelle vn'idea di fé fieno , e quefte furono da Caualier oltrame 
tano trafportate in Germania, &c il Medoro fi' vede in iftampa < 
Rafaello Sadeler . 

Mancato Paolo l'anno 1588. Carlo , e Gabrielle incarniti» 
nella maniera del Padre diedero compirne to à molte opere da li- 
noti finite preftandogli qualche aiuto il Zio in particolare nelle' 
architetture . E diedero anco fine al quadro della manna nella!. 
Cappella del Sacramento ne' Santi Apoftoli. 

Haueua Paolo dipinto in vna Cappelletta d canto la ChiefiT 
Vecchia de' Padri Capuccini picciola tauola col battefimo 
Chnfto,edato principio per ordine del Senato ad vna maggi 
per la Chiefa nuoua de' Padri medefimi , confimile inuen 
ne,e quefta ancora fu terminata da figliuoli,e v'iferiflero . 

HeredtsPAuli CalUri Veronenfis fecerunt . 

Dipinfero poi vna gran tela per lo Reffettorio de'Padri di 
Iacopo della Giudecca ou'entra noflro .ignore alla Menfa di I- 
ui Banchiere , e molti degli Scribi, e Farifei , che lo riprendon > 
checonuerfi conPublicani.E quell'hilìoria compartita di colcjs- 
ncoóc archi:con ftatue in nichie,e belle architetture di lontano* 
il Zio terminò tutti gli ornamenti , che cingono le Pitture del ti- 
fìtto di Paolo . 

Nella Sala del Maggior Configlio rapprefeotarono due hift- 

. e 






De/C *Ridolfì. Parte I. 3 4 r 

riediAleflandroIII. Pontefice > diuerfandofi da modelli accen- 
nati del Padre . Nella prima il Pontefice detto vien riconofeiu- m. Af*.Srf>e> 
-rodai Doge Ziano, e dai SenatOjche viueuafi nafeofto tra Padri D ' :C • ,I *•^ 
della Carità , fingendo l'attione dinanzi à quella Chiefa fituata à 

co Je ripe del gran Canale , con molto popolo , e pefeatori en- > 
tro le barche, che hanno ne' caneftri naturaliflìmi pelei . 

Nella feconda il Pontefice col Doge efpcdifcono due Amba- 
feiatori alflmperadore Federico I. con Ducali comiflìoni per 
trattar fecola Pace, e vi appaiono fenatori foldati , e molti (Det- 
tatori . 

Da vn capo della fala dell'Anripregadi dipinfero alcuni Amba- 
feiatori Perfiani federi a lato al Doge Cicogna,mentre i ferui loro 
difpiegano drappi d'argento lauorati a fogliami,mandati in dono 
alla Republica dal loro Rè , con Secretari del Senato , e vari per- 
fonaggifparfì , diuerfamente Yeftitùe nell'altro,fono figurati altri 
3 : Ambafciatorù 

v In San Nicolò de' Erari han dipinto il Saluatore condottosi 
101 Caifaflb . Per la Chiefa di San Vito vna tauola eoa più Santi , Se 
vn 'altra per San Nicolò del Lido oue entra la Vergine, San Bene- 
n: •detto , & altri Beati. Sopra la porca del Reffetorio de" Padri di 
>; ; ; San Sebaftiano fecero Similmente noftra donna in gloria , che hi 
-; «dalle parti li Santi Sebaftiano , e Girolamo , & à piedi appaiono 
n;; ; in vna bofeaglia il Beato Pietro da Pifa fondatore di quella Reli- 
gione , con altri Beati dell'ordine . 

InSantaGiuftinadiPadoua lì veggono due tauole con San.. l'adoui. 
Paolo caduto da Catullo, e foldati polli infuga;e'l martirio di 
San Matteo Apoftolo . 

In Veivetia nella cafa detta la grade de' Signori Comari colori- 
rono vn vago fregiodn cui la Regina Caterina Cornara viene_> 
incontrata dal Doge A goftino Barbarigo , e dal Senato , feguita 
da nobili Matrone veftite di bianco , feruite da vezzofi fanciulli . 
E nella Chiefa del Soccorfo fecero ancora quelli valorofi 
rateili la Vergine fopra le nubi , fotto la quale fono inginochia- V*"--'*- 4, 
j fl te alcune lafciue donne , che depongono le gemme , e gli orna- 
menti ; altre più lontane ftanno d federe fotto a porticali intente 
in vari lauori , per fuggire l'otio cagione de' difordinati affetti on- 
,]j de fi nutre Amore,e per la Confraternita de' Mercatanti la nafeita 
di Maria Vergine,oue è Sant'Anna nel letto con molte ferue , che 
le appreftano fouuenimenu . Altrcao^n dono a lauar la bambina, 

ev'- 



34* 



LeVite de' Vittori 



Cologna. 



Treuigi. 



c v'è finto vn apparato di nobile Stanza. 

Di mano di Carlo nella fagrertia de' Padri della Cariti vedefi il 
S. Agoftino fedente tra Padri dell'ordine , & in S.Giobbe la tauo- 
la di San Diego nella Cappella di Agoftino Telia. 

Nella Chiefa di S.Francefco di Montagnana , è fua fatica la fi- 
Montagnana. g ura jj Sant'Agata , e nella Parochiale di Cologna la Vergine co- 
ronata co' Santi Felice , e Fortunato Protettori nell' Aitar Mag- 
giore . 

Perla compagnia della Croce di Ciuidale ha efpreflb il Salua- 
tore condotto aÌMoate Caluario , e per quella de' Battuti il me- 
desimo Signore morto in feno dell'Eterno Padre con due Angeli, 
che lo reggono . 

In Treuigi in S.BartoIameo fono parti del fuo pennello la pit- 
tura del Santo Euftachio. In Sant' Agoftino vn' altra ou'entra- 
no quattro Sante Verginelle, e due molto più eccellenti m Sah 
Tonili© del martirio di Santa Giuliana, e di Santa Caterina , e ui 
fono miniftri ignudi bene intefi , e coloriti ; e nelle Monache d'o- 
gni Santi, la nafeita del Saluatore adorato da pallori fu pofcia_« 
opera d'ambi elfi fratelli . 

In S.BartoIameo di Vicenza fono anco di Carlo i portelli del 
Tabernacolo,& in Brefcia nella Chiefa di Sant'Afra nel luogo-de' 
cantori dirimpetto all'organo è dello Hello la nafeita di Chrifto 
da molti per la fua bellezza tenuta di mano di Paolo . 

Finalmente colorì per la confraternità de' Varottari di Vene 
vn lungo quadro di Lazzaro leuato dal monumento,figurachei 
fé dimoltra la meftitia nel volto , Se il pallore nelle membra, o 
dotta con buon difegno, e ferui ignudi,che follieuano la pietra 
ed il Saluatore con atto imperante ordina , che gli dilciolgmo le 
fafcie,e vi annotò il nome,e fu dell' opere vicino il fine della vit; 
è delle fue più ftudiofe . 

Dipinfe ancora col fratelb vn giro di cuoi dorati per lo Tin 
lo del fondaco de' Tedefchi con fauole di Medea , che ringiow 
nifee il vecchio Efone,il giuditio di Paride fopra la bellezza delle 
treDee;Atteoneconuertitoin Cerno da Diana; Mercurio , eia 
Mufica ; le Sabine rapite concorfe ad vna Solennità de'Roma- 
ni ; Virginio, che vecide la figliuola, & altre inuentioni . 

Conferua il Signor Giofeppe Caliari detto vn'Imagine di 
Pittore «jj.Ca.r noflro Signore ecce homo di mezze figure; Vn 'altra diuotione 
6tg^fcalkrì. con la Vergine Sant' Anna,e San Giofeppe, e'1 picciolo Battifta. 

il 



Vicenza i 



Srefcia • 






DelCRiàoifi. Parie/. 343 

torto Saluatore appoggiato alla Madre , & vna figura di No- 

donna col fànciullino al feuo , che tiene vna colomba fchar- 
a-ido con S. Giouanni , & vna inuentione d'Eller introdottali 
,d Afluero cortegiata da ferne , e colorita con molta vaghezza . 

De' foggettifauolofi ha vna Venere ignuda quanto il natura- 
t, con due Amori , che tengono alcuni drappi: Europa con mol- 
e donzelle intorno > e in altre tele Marte abbracciato con Ve- 
»ere, che riflette in vnofpecchio tenuto da Amore. La mede- 
ima fedente tra fiorito prato, che fi vagheggia in terfo criftaljo 
on due Amori , che la coronano, e nella terza piange lo eftinto 
Vdoue». 

In due quadri di piedi dieci in circa hanui il cieco nato illu- 
ninato dal Redentore , e'1 languido alla pifcina > che prende il 
iio letto per ordine del Saluatore per dipartirli , ed'in quelle in- 
teruengono molte figure , e vi pofe mano anco il fratello, la Ver- 
dine, e l' Angelo Gabrielle in due tele compartiti . 

Monfignor Melchiori tiene di Carlo tre hiftoriette 3 di Abigail , 
:hc prefenta a Dauide il pane, eì vino , & altri doni; di Z-accheo 
.hiamato da Chriflòdall'albero; e della Sibilla, che addita ad Ot- 
tauiano Imperadore la Vergine in vn raggio di gloria . 

Il Signor Francefco Bergoncio hi vnCrocefiffo con laVergf- 
\e in angoniaà pie della Croce, e le Marie dolenti, attione fin- 
^olarmcnte di/piegata . 

Viueuano quelli due fratelli vniti con nodo foauiffimo ài 
fcmore , nondiftinguendofi tra di loro fuperiorità, dipingendo 
.ndiflérentemente nelle opere , che faceano , e convnmedefi- 
no fine attendendo con la virtù allo accrefcimento della fama_»» 
e delle fortune loro , quando morte fi interpofe a tanta felicità , 
troncando la vita di Carlo , poiché datoli con fouerchia applica- 
tone à gli ftudi,elfendo di natura delicata,guaftò ad vn tratto la 
complefllone : poiché fpefiò auuiene , che gli fludiofi nonrice- 
oendo il douuto aiuto dagli fpiriti,che concorrono oue più fi ap- 
plica la mente rimaneùndebolito lo ilomaco , onde cadono in_i 
varie infirmiti >e cofi auuenne à Carlo, che per tale effetto diede 
nell'etefia , morendo d'anni 25. il 1596. ; e fé egli foflè lunga- 
mente vilfuto hauerebbe fenza dubbio emulato la gloria del Pa- 
dre , hauendo in quegli anni giouanili così ben dipinto:ma fu ad 
vn tratto rapito al Mondo, & alla Pittura. 

Hor diciamo di Benedetto. Quelli feruì alcuna voka al fratcl» 

lo 



544 Le Vite de" Pittori 

lo nelle architetture,& à nipoti, come fi difle : ma più valfe nelle 
cofe ù frefco , che d oglio, in che fiì molto pratico , onde era del 
continuo occupato in fimih operationi . In Villa di Strà fopra la 
Brenta dipinfe nel Palagio de' Signori Mocenichi hiftorie della 
famiglia loro,& in altre cafe alla Mira,e nel Padouano . 
T;eo-'gi. Laitorò ancora à frefco nella Sala del Vefcouo Ji Treuigi mol- 

* te parabole. Il ferito nel viaggi o di Gierico fouuenuto dal Sama- 

ritano;il Paftore,che fi ha pollo in collo la pecorella fmarrka » il 
Rè.che fa por nelle carceri il Commenfale , non hauendo la vefte 
nuttiale;il figliuol Prodigo raccolto dal Padre;Lazzaro mendico 
à pie delle fcale del Ricco Epulone ; & il Padrone , che rimette il 
debito al Villico; e tri colonnari diuifè le virai Teologali > Se in 
capo le Cardinali,che tengono le anni Cornare . 

Nel Cielo del corridor vicino compofe vn intreccio di frondi » 
di fructi.e d'augelli>e nelle pareti fece {tratture antiche.; vn pag> 
getco>che folt iene vna cortina con altre fantafie; e verfola piazza 
alcune virtù a chiaro fenro . 

Nella d'unitone delle opere del Palagio Ducale » eflendofi in- 
trodotti nouelli Pittori oltre i nominati , fu locato anco à Bene- 

•:M-AnfJat,ci. detto vna delle hiftorie maggiori perla Sala dello Scrotiiuio „• 
nella quuledifpiegò la lìxage fatta degli infedeli dal Doge 
manico Michele fotto al Zaffo hauendo condotta numerofa 
' m.'t'a nella Som perfoccorfo de' Chriftiani, riportandone fegi 
lata Vittoriane he reftò guaita dalle pioggie* 
Ma le più lodate fatiche di Benedetto furono quelleà chiaro 
ro dvl cortile de' Mocenichi à San Samuelle , nelle canali imitò 
colore di quellepietre,che ftadoefpofte lungamente allepiog; 
partecipano del gialliccio mii to di verde .lui dùquein cinque 
timenti Maggiori dinife hiftorie de' llomani.-Hoftilio vecifo 
la battaglia da' Sabini à cui fratino intorno molti foldati ; Or 
vincitore de Curiacci , chevecidela forella importunami 
frapoftofi al fuo trionfo;Mutio Sceuola, che fi abbruggiaintrep' 
damentelamano dinanzi àPorfenna : GfiOftaggi mandati dj 
Romani al mede (imo Rè,che gli riceuè fotto maeftofa tenda, t< 
nata da quattro Caualieri;e VirginiQjche priua di vita-la figline 
la alla prefenza del Decemuiro . 

Sotto à quefli in cinque minori fpatij fece fauolc d r Oui 
Hippomene nel primo» gionto al prefiflb termine del corfò vi 
citore poco fortunato delfa bella AtaUuta» Caliilo nel fecon< 

fco- 




DelCRUolfi. Parte/. US 

Scoperta grauida al bagno da Diana ; Paride nel terzo eletto Giu- 
dice di Pallade 5 di Giunone , e di Venere, qual di loro teneua di 
bellezza il pregio ; Europa nel quarto fopra l'ini! diofo Toro ; e 
Medea nel quinto, che fa nngiouinire il vecchio Efone . E nella 
parte verfo il canale fece altre hiftorie delle Sabine frapofte tri 
Padri,e mariti combattentijdi Coriolano ; di Tutia Vergine ve- 
ftalejdi Popilio, che coftringe Antioco Rè di Siria alla pace coru 
Romani,con altre hiftorie,fregi,fanciulli,&: animali. 
Végono ancora lodate l'opere colorite a frefco,ch'egli fece nel- 
lo afpetto di cafa Barbara alIaGiudeccadior de' Sig. Nani. A pie- 
di fono rapprefentate cinque imprcfè di Hercole, che vccide An- 
teo figliuolo della terra ftringendofelo al feno ; mentre fiacca le-» 
corna ad Accheloo conuertito in Toro ; conduce Cerbero dalf- 
Infcrnojsbrana il Leone Nemeo > e dà morte à Cacco ladrone. 

Sopra la porta finfe il Tempo, e Diana > dalle parti Venere» 
Marte,Giunone, ApollojCerere,Nettuno,e Cibelle> & vna hifto- 
ria per ogni parte. 

Nel cortile dipinfeà chiaro fcnroHoftilio vccifo da Sabini » 
le donne de* medefimi , che fi framettono tra le armi loro > 
; de' Romani , per racquetarh: la moglie, e le figliuole di Dario 
illa prefenza d'Ale(Tandro,e Vetturia ,che ottiene il perdono per 
a Patria da Martio Conolano fuo figliuolo , e v'erano anco uarie 
hiftorie in altra parte , hor diuorate dalla Tramontana . 

In vna loggia colorì in quattro partimentida Sorted'Arte , Ia_» 
Mmmetria,e la Virtù,con figure tra mezzcdi terretta gialla, che 
tengono ftronienti,S: infegne di varie profeifioni . 

Hor Benedetto dalle còfe molte operate traile vtili di conii- 
deratione, venendo del continuo occupato da Signori , e fu in 
particolare ftudiofo molto dell'architettura > come fi vede nel 
cortile di cafa Morofinaà Santo Stefano , oue kce vn grande 
)rofpetto,di più ordini comporto , con figure finte in alcuni fori» 
: corpi di ftatue fopra à piedeftalli . 

E nella Sala della cafa iftefsa compofe vn giro di colonne 
n forma di Galeria con ftatue tra mezzo finte d'oro > et à chiaro 
curo, e fuor d'vn'arco fotto ad vn pergolato ftanno alcune ma- 
rrone ridotte à diporto con fuonatori . 

Il Signor Caliari detto ha di mano del Zio vn quadro di noftro 
signore al Giordano con molte figure , e'1 Redentore >che vifìta 
a madre dopò la Rifurrettione coi feguito de' Santi Padri . 

%x pper- 



34.6 Vita delittori 



E perche Benedetto hebbe Tempre per fine Io aggrandimento 
della fua Cafa ville del còtinuo vnito al fratello,e lontano da ogni 
ambitione,compiacédofi, che Paolo riportane la prima lode, no- 
norandolo come maggiorce perla virtù; il che di rado accader 
mole tri tratelli,che trattano vna medefìma profellìouejpercho 
l'ambitione per lo più preuale nell'inferiore T £ dopò la morte di 
Paolo confernò l'affetto ne' Nipoti lafciandogli heredi d'ogni 
fuo hauere .. 

Fu di conuenenole intelligenza nelle buone lettere,compofe_> 
verfi volgari, e Sattire pungendo i coftumi di quell'età , e termi- 
nò la vita d'anni <5o Jl 1 5 98» 

Soprauifle Gabrielle al fratello,&: al Zio , e datò fine ad alcune 
opere, (ì occupò per qualche tempo nella mercatura non renan- 
do tuttauia di dipingere alcuna cofa. Quindi fece vna Pittura del 
BattefimodiChrilfoperla Chiefa della Maddalena , già non 
molto leuata per feruarl'ittitutione di chi erede lo Altare , che 
ogni dieci anni folle rinouata. Fortunati Pittori . fé molti capitaf- 
ferod limili ordinationi , elfendoogni luogo ripieno,onde po- 
co rimane da dipingere . 

Fece anco vn ftudiofo quadro dell'Adultera , vn Ecce homo in 
piedi,e molti ritratti,*: alcuni à paftellì rari (Timi, che fi cóseruano 
dal Sig.Giofepps fuo figliuolo ; ma uedendofi accommodato di 
fortune, nò volle di vantaggio commettere alla diferettione della 
forte gli acquilli fatti con la virtmma viuédo ripofatairiéte pafla- 
ua co molta honoreuojezza la vita, vilìtado i Pittori,e godédo in 
pace de v cómodi di fua Cafa. Finalmente l'anno della peftilenza il 
1 63 1 .affaticando in feruigio publico , ferito dalcontagiofo ma- 
ledirò l'anima al Cielo d anni 63 .. 

Così perlo corfo d'anni 1 00.111 circadalla nafeita di Paolo fino 
al mancar di Gabrielle tenne la Pittura honorato feggio in quel- 
la famiglia , e volle anco , che Paolo, il quale giouinetto mo- 
rì , e Giofeppe viuente fuoi figliuoli attendeflero al difegno ; 
acciò in loro fi conlerualle la memoria di quella Virtù , che co- 
sì illuftre haueua refa la.fua famiglia . 

Si pregino gii rinomini de' titoli fuperbi , delle pretiofe fuppel 
letili,delle Imagini de gli Aui, dt' cumulati tefon da' fuoi Mag 
giori,che fono m fine mendicati honon , e grandezze » che dali ■ 
tltrui merito,e dalla fortuna dipencìeno . 

- 

Stetti* 



Del C. Ridoljj. Tari e 1. 3 4.7 

Stemmata quid factum? quid frode fi y Ponticejongo 
Sanguine ceriferi , ficlosque oftenderevultus 
Maiorum? & slam e s in curribus Aemilianos ? 
Et Curìos iam dimidios ? nafumque minor em 
Coruini,ejr Galbam4uriculis,nafòque care memi 

E più fotto così foggiunge . 

Tota licet ueteres exornent undique cera 
Mria>nobilitas folaefi , atqueunicaVirttts. 

Così cantò Giuuenale dell'humana iattanza,perche il vero ca- 
rattere di nobiltà è quelloj che in noi fi forma dalla virtù , come 
difle altro Poeta: 

Nobili s efl folus uirtuteìnfignis, &arte t 
Virtus nobili bus clariorunauiris . 



GiuucinSit.S. 







Xx a VI- 




Battista Zzlotti 
Pitto re, 



/ Ft'cinttf ' 



VITA 



DIBATTUTA 

Z E L O T T I 

VERONESE 




Pittore. 



'Tenuto il Zelotti valorofo > & eccellente Pittore^ 
più per il giuditio fatto da quegli intendenti , che 
han veduto le opercche per hauer fortito dal Mon- 
do quel grido > che fi conuiene alla fua Virtù , per- 
che non feppe profittarli di quel volgato Prouer- 
bio> che l'huomodiuienfabro della propria fortu- 
na,non badando al Pittore l'efler valorofo , fé ancora nelle grandi 
Cittadi à vifta de' popoli non efpone le operejfi che venghi cono- 
fciuto > e doue concorrendo lo applaufo comune fi fonda la fortu- 
na dello Artefice . E tuttoché i Critici vibrino volontieri le faette * 
oue più la Virtù rifplende > nondimeno l'huomo valorofo fupera_» 
tutte le difficoltadi,e dell'inuidia trionfa in fine , ne giamai auuic- 
ne,che alcuno cerchi d'abbaflare le cofe di poco pregio ; ma folo 
quelle,che arrecar poflonomoleftia,onde venghi alcuno à fcema- 
rc di riputatione > e di lode» 

Bactifta dunque, fi cagionò in gran parte il proprio danno , ha- 
uendo per lo più dipinto ne' villaggi , e refe, per così dire feluag- 
gie le più belle lue fatiche,oue non capitando » che dirado gli in- 
tendenti,(che poflbno aggrandirle con le ragioni , e con le Ioduri- 
mane appreffo di molti adombrato il nome fuo , aggiungendocele 
ancora quella infelicità > che eflendo fiato condifcepolo di Pao- 
lo Cahan , e con fitnigliante maniera hauendo dipinto > vengono 

ledi 



3So LeV ite de Vittori 

le di lui opere tal'hor credute di quella mano , non efiendo noto 
l'Autore. 

Hordi quefri riferiremo quelle operationi , <he vedute hab- 
biamo , acciò fi ano palefìal Mondo , come effetti d'vn vào- 
rofo ingegno ', -porche fiattiiìam vn de' migliori Pittori del fcco- 
lo andato,ed in particolare nelle cofe à frefco , haucndo con mol- 
ta vaghezza , e felicità con tale forma dipinto , vfando un cosipa- 
iìofo colorito.che pare per apunto à oglio. 

Eglìapprefe i primi erudimenti della Pittura in Verona aa 
Badile, & altri vogliono , che ancor iftudiafle per qualche tem- 
po da Titìanoana egli feguì però la maniera del Badile .Giouinet- 
to dipinfe à Serego nel Vicentino nelle Cafe de' Borfslli alcuno 
inuentioni finiate tri colonnati, e nella facciata vicina de' Conti 
Porti vna grande hiftoria,e le armi di quella Cafata , hor annullate 
dalla tramontana . Lauorò ancora in compagnia di Paolo a Tie- 
ne , àFanzolo , & altroue molte cofe à frefco , come fi difse , - 
Poi col fauore de' Signori Vicentini d quali haueua dipinto , gli 
Bati.fhàVi- furono locate le due facciate del Monte di Pietà foprala piazza d; 
Vicenza,nellc quali efprefle le feguenti hiftorie. 

Nell'Angolo verfo il Palagio del Capitano appar Mosè > che 
Exod.cap.17. percotendoil fafTo con la verga tx fcaturire in copiale acque ,be- 
uendone lo affetato popolo : e lo iteifo Mosè abbracciato con k 
capi*. jj-Q Sacerdote di Madian fuo cognato . 

Di fopra tra le feneftre ftanno due Profeti ; e nella parte infe- 
riore finfe vn arazzo pendente entroni fuonatori , e gentili dame 
ridotte à diporto in un giardino , che fuonano leuti , e claui cem- 
bali > con tali incanti molte nouelle Sirene cercano affafeinare gì . 
animirni faggio il prode Vlifle, che fi chiufe le orecchie, ne lafciò . 
penetrare al cuore il mortifero ueleno del canto lufinghiero; d; L 
Iontano uengono ferui,chc arrecano panieri di frutti , Se altri rin- 
frefeamenti . 

Nella riuolta del cantone feguì à dipingere quattro hiftorie tri 
le feneftre maggiori: Mosè,che fa fegni alla prefenza di Faraone^ j 
l'Angelcche vecide i primigenia dell'Egitto,& afferrando il ve' 
d'vna donna.che fugge , moftra di ferire con la vibrante fpada y 
leuti. ceccc " tenero fuo bambino,che tiene auuinto tra le braccia. Loauuer 
ment» è fìnto di notte,e le figure tocche di pochi iumi,e rinfbr 
te di fìeriffime ombre. Nel quarto pofcia,è la prellanza , che fece 
ro gli Egitti j de' vafi d'oro j e d'argento à gli Hebrei nel dipartir*; 

dal- 




Del 'C. Rido/fi. Torte L 351 

l'Egitto , efopra tra le minori accommodò due. donne per cia- 
ti vano appoggiate à cartelle , chi di loro moftrail morbido fe- 
e chi le (palle . 

Nella parte inferiore tri fori de'mezzati fiatino pendenti da_, 
accie attaccate ad anelli alcuni belli ignudi , in varie pofituro 
ommodati , che non fi poflbno per auuentura meglio difegna- 
e colorire . 

Nella feconda parte fece altre hiftorie della fcrittura , con la 
bmmerfione di Faraone , che fono quafi confumate dal tempo : 
nàinqueftenonarriuò già alla bellezza delle narrate, poiché in 
pelle gionfe a tale fegno,che ne ottiene lode vniuerfale,& vedute 
ila Paolo > quando andò a Vicenza d portarci Cenacolo alla Ma- 
ionnadel Monte , furono molto commendate : biafimando 
jondimeno Battifta,che giamai fapeife ftaccarfi da muri > e che_> 
nù fenno hauerebbe dimoftrato fé fi folte fermato in alcuna gran 
Città" ; oue conofeiuto il fuo ualorc gli farebbono concorfe nume- 
ole occafioni, fenza affaticar per fempre in quella guifa . Ma ef- 
lèndo quegli in cimato a vagare , e all'operare à frefeo , gli fu forza 
èguire il naturale talento . 

Dipinfe poi à oglio à pie del Duomo,! due Altari de'SS.CótiGio- 
:éppe,e PaoloPorti,Chrifto in vno nella nauicella co gli Apoftoli> 
:heper lo corfo della notte haueuano pefeato in vano, à quali or- 
linato , che di nuouo gettino le reti in mare , fanno copiofa pre- 
la de pefci(perche doue Dio afìute.iui abbódano 1 beni,e le felici- 
adi.) Vièfulhtovnadónacon uaghe fpoglie,che accenna quella 
ittione ad una fu a bambina ; In San Rocco è Sant'EIena, che ri- 
roua la Croce , e ui fi uede il fufcitar la morta in virai del precio- 
b contatto. Nel Corpus Domini fecela Cena del Signore ; & uà 
juadro di Pietà ; e fopra il cimitero di Santa Corona rapprefentò 
a uenuta dello Spirito Santo fopra degli Apoftoli . Dalle qua- 
i operationi fi comprende,che fé Battifta fi fofle più applicato à 
.ipinger à oglio.farebbe gionto à fegm maggiori,come nelle cofe 
frefeo . 

Nella piazza dell'Tfola colorì di nuouo à frefeo un foffitto nel- 
iCafa de' Chiericati . Fuordella porta del Cartello alcuni ignudi 
ìfrontefpitij de'porticaìi ; & a Leonedo nel Palagio de' Godi di- AltreKumi* 
'infe nella Sala due tatti d'armi feguiti era Dano>& Alelfandro ; & villaggi? 6 
ircole nel mezzo alla Vircù,& aila iatica>fimboleggiando , che l'- 
uomo generofo deue incontrare ogni laboriofa imprefa per la 

gloria; 



352 Le Vite de 'Titt&rt 



gloriale la Fama porta tra prigionie militari fpoglic. In altre ftan* 
ze diuife le Mufe co* Poetile varie inuentioni ne'foffitti;laVirtù; 
che difcaccia il Vitio 3 le ftagioni j & un fregio ripieno di corpi 
ignudi . 

Andato Battifta i Venetia, per riueder gli amici , fu di lui fatta 
Opti e d.!!aE- anco elettione da Titiano per le opere della libreria j a cui fece af- 
filano. * figliare tre tondi a oglio per quella volta. Nel primo vedeuafi un 
cóponimeto di più figure. Nel fecódo è l'habito buono,e la Virtù. 
Nel terzo lo ftudio co' ffrométi Matematici i canto.Mi il primo 
efsendofì guafto,fù ridipinto dal Signor Aleflandro Varotari : il- 
quale alludendo al concetto di Battifta, hi rapprefenìtato Atlante 
col globo celcfte in ifpalla , apprefìò il fiume Nilo co' bambini 
intorno > e l' Aftrologia , ■ che fu dal medefìmo Atlante riporta» 
ta nell'Egitto. 

Sopra il Canal grande, nella Cafa de* Cappelli, lauorò a frefeo 
alcune figure(doue Paolo altre ne dipinfe nella parte inferiore ) , e 
vi fece una hiftoria,che fembra di Cibele fopra vn carro , che poco 
horfi vede. 

In Muranojin Cafa del Signor Camillo Triuifano , nella volta 
d'un mezzatoterreno fece Apolline tri le Mnfe,SÌ Amoretti,ch( 
volano perlo Cielo con ghirlande in mano , e nel fregio intorno i 
muri le Stagioni . i J er la Primauera fece, vn «ioiune vicino ad vna 
fiepedirofe : Perfeftate una donna ignuda pofta i dormire tri 
fafei di biade : Vn villano con grappolo d'vue per lo Autunno: e 
per il Verno una uecebia, che fi rifcalda ai fuoco , con donne y 
che foftengono felloni , & alcuni ignudi . 

Operò ancora in Veneria nel Cortile di Cafa Cocina i S. Ei 
Berto & Suo ftachichor Milana due grandi hiftorie . Vn fregio nella fonimi 
ripieno di corpi ignudi molto bene interi : nel foro d' vna fèneftra 
mirafi bella Matrona con un cagnuolo, & un fanciullo , che à pri- 
ma uifta raflembrano viui.In altri uani nhfe le Mufe, corpi à chia- 
ro fcuro,& altri ornamenti. E certo,che fé quella fatica fofle efpo- 
fta alla uifta del Mondo , ne trarrebbono gli ftudioiì molto profit- 
Vtnctia* to,& il Pittore la meritata lode . Nelefùpocafuadifauuentnra, 
che quefta,con altre fue fatiche , rimanefse fepolta , mancandogli 
anco in uitaquell aura d'honore ,* che l'anima nutre in qualche 
parte almeno , benché poco follieuo apporti abifogni huma- 
ni. 
Mei mede fimo tépo gli furono allogati due omti, & un quadro 

bis- 



• 



Bei CfRiàoìfi. Parte I. 3 5 3 

. bislongò, per lo intauolato della Sala del Consìglio di Diec/ , In 
vno,fcce Venetia fopra il Leone > con lo fcettro in mano : Nel fé- *k opere nel 
condo Gìano,e Giunone, dinotando l'uno la perpetuità di quello Dkcì^ '° 
Lnperojl'altra le ricchezze,e gli honorìpoffeduti : £ Venetia an- 
cora nel terzo , e con efla lei Marte , e Nettuno, come tutelari 
Di). Et in quelle opere approntinoli! m guifa al Veronefe , che 
da molti fono credute fue Pitture . 

Ma veniamo di nuouo alle cofe a frefco , nelle quali dimo- 
ftrò maggior valore > eflendogli ftato in quefta parte molto cor- r Wttuteéd 
tefe il Cielo,e fauelliamo dellePitture,ch'egIi kcc al Cataio,luogo ataic * 
già fabricato dal Signor Pio Enea degli Obizzi,toccando noi bre- 
uemente le hiftorie,che pur fono degne di racconto : rauuifandofì 
in quelle molte guerre accadute in Italia , & altri curiofi auueni- 
menti : & perche fi comprendi la fecondità dell'ingegno nello 
^piegamento di tante, e fi nr.merofe inuentioni,adorne di pelle- 
grine bellezze . 

Il Palagio è fituato fopra piaceuol colle de' monti Euganei , di» 
Haute un tiro di freccia da un ramo del fiume Bacchigliene , che 
fcorrendo per torte vie con lubrico pie d'argento,inuita à fpenger 

, nelle acque fue criitalline negli eitiui ardori la fete ; e ferue à vn 
tempo di commodo paflaggio à viandanti . Da quefto fito fi di- 
feopre vafta campagna , oue l'occhio gode diletteuole veduta di 

■ pianure ; et in altra parte le delitie de' vicini colli . L'edificio è 
con infolita architettura fabncato,ha due torrioni ne'fianchijche 
gli arrecano non men bello,che bizzaro ornamento;e nelprofpec* 
tofono dipinte hiftorie da vari} Autori . 

A quefti , è appoggiata fpatiofa Loggia foftenuta da ftanze ter- 
rene^ da lunghi porticali dipinti à grottefche , recinti da fpalliere 
di mortelle,e da vafi di cedn,e d'aranci . Poco da lungi campeggia 
diletteuole giardino , oue quafi in ferico drappo ìfpuntano por- 
porine rofe, candidi gelfomini , garofani ardenti , e la ferie de' 
più vaghi fiori > e vi fi vagheggia una perpetua , e ridente pri- 
mauera . 

Ma tralafciando le confiderationi di quell'artifìciofa ftruttura» 
le Imagini de' tutelari Di j,e le ifcrittioni fopra le porte , entriamo 
nella Sala à veder le marauiglie efprefleui da Battifta>il quale con- 
dotto dal Signor Pio Enea detto circa l'anno 1570. vi dipinfe à 
oglio, primieramente nel fofficto della SaU in tre paramenti que- 
ftfynu.ejjt.ioni. 

Yy In 



5 5 4- Le Vite de' Pittori 



Demcciitia> 



Siljo ?• 



Tn quel di mezzo fece la Democraria , ch'c quella fpetie di go- 
uemo ou centra, la nobiltd.e la plebe , figurandola la-Città di Ro- 
ma con cote indotto , nella.quale ritraile la Signora Leonora Mar- 
tinenga moglie del detto Signor Pio lineasene tiene nella deilra_, 
uunoìa Vittoriane l'hatla nell'altra. Stauui appretto la Difcordia,e 
rinnidia,in forma, di. vecchia>con mazza in mano , e vafo di vetro, 
entroui vn cuore con medaglie d'oro>e'l motto ..Aurifacra fames* 
Quindi ditte Oratio. 



OdcéòL-.j 



Crefceniemfequitur cura pecunidnf 
Maiorumque fames 

Tiene la Difcordia il coltello in feno,e'l pugnale in mano : 
torno al quale fi aggira, vn breueferitto . 

Dìfc or dia maxima dilabuntur „ . 

Edi lei fu chi dine:. 

Di/cor dia Demens 









Intrauit coelos , fuperosque ad bella coegìt . - 

Quali due paffioni furono principali cagioni della rouina del 
Romano Impero . Dinanzi à Roma iti il Confole armato con co- 
rona d'alloro in capo > e Littori con li fafei , inferendo l'afsolu- 
ra poterla . Altri tengono le Aquile Imperiali» trofei de' vinti ne- 
mici, e ferui con vafi d'oro ripieni di monete . Tale fi vide Roc 
nel tempo della fua libertà, mentre ancora non era fotto il Do: 
nio tirannico de' Cefari . 

In vno degli ouati , dalle parti , è Minerua armata » con_i 
tefacella in cima d' vn'hafta,appoggiata allo feudo, 5 in cui fono di- 
pinti due caualli col motto: Te Bellona manet. Nell'altro lEloquen- 
»a con corona d'olino in capo,& altra d'oro in mano,che fiede fo- 
pra il Leone, ha fotto à piedi libri , e copia di monete con lo fcrit- 
to . Non tninus eloquio , quamarmis : . poiché col mezzo delle ar- 
mi , e delle lettere gionfe Roma a dominare il Mondo . E fot- 
to quella Pittura nel fregio della cornice fi legge. 

S. P. 






Dei C *Rìdolfr Parte I. 3 5 j 

S. P. Q;_ R. 

~NobUibus plebi % pares mctitur bonorei . 
Slualifjjexternis belli s interrita Roma 
Mole fua dedit ingentem concufid minar». 

Nell'altro quadro porto nel primo ingreflb , figurò Batti Ma il 
tipo dell' Ariftocratia > valendofi per efempio del Dominio Ve- 
netiano , e quiui ritratte il Doge TaiigiMocenicoall'htjrviuente Ariftocratia. 
fotto Baldachino di brocàto , coronato dalla Prudenza> e dall' Oc- 
cafione, mediante le quali fi aggrandì quello ftato. Tiene la Pru- 
denza vna cartella fama. Futura cxcoguo : L'Occàfione ne tiene 
vn'altrain cui fi legge Duce Deo . Dietro al Doge fono ritratti dal 
viuo Pietro Fofcan,Vicenzo Morefino Caualiere, Paolo Tiepolo> 
Francefco Bernardo , Giottanni Donato . e Tomafo Contarino 
Procuratordi San Marco > con altri Senatori , e Marc' Anto- 
nio de' Francefchi Secretano del Senato . Feceui ancora gli or- 
namenti vfati , ufcendo il Doge in publico ne' giorni folenni, 
cioè lo fiocco tenuto dal Morefino ; la Sedia , l'ombrella -, e gli 
ftendardi , il cui Impero Corìferiiafi felicemente fotto il glono- 
fo Principato del Sereniflìmo Francefco Molino. 

Negli ouaci pofiiì fianchi fece la Concordia col cornucopia > 
e tazza in mano:hi fotto a piedi vn fafcio di treccie -, e la Cicogna 
a ca»to,per dinotare la Vigilanza,e 1' V nione di quella Republica» 
con l'ifcrittione.i^* cre<'cK«f.Neiraltro è la Pace col ramo d'oliuo> 
e breue auuolto intorno col detto . Vbi egojbi Deus . Et a pie dei 
quadro fono regifirati quefti uerfi . 

N OB I LIT AS SOLA VIGET. 

Antiqua.de gente Patres, titulisque decori 
Molli bus Imperqs populum , plebemy, gubernanr , 
SicVenetusrexit per fecula multa Senatus. 

Nel terzo pofcu rapprefentò per la Monarchia vn'Imperado- Monarchia. 

Y y 2 re 



%%6 LeViteMTktfri 

re aflifo in trono,& a fuoi piedi regie corone . Quefti vien corona- 
to d'alloro dalla Felicità, e dalla buona Fortuna , che tiene il ca- 
duceo in manOj e'1 corno di douicia . Dinanzi a quello fiatino Im- 
peradori,e Regi con veffilli del Crocefiflò>e della Croce, e fchiaui 
tratti ropraafcaglioniincatenati.fi da vna parte Consiglieri , &il 
Signor Pio Enea con mantello dorato . 

Legano medefimamente il quadro due ouati , in vn de' quali, 
e l'Ardirejnell'altro la Clemenza . Quello ferue di mezzo per im- 
padronirà* degli Stati , equeftaperlaconferuatione . L'Ardire 
è figurato in Marte , e nella delira mano ha lo fcettro , nella fi- 
niffira la Vittoria con ifcrittione* Marci Fiiiori . La Clemenza 
pofai piedi fopra vn cadauere , e tiene vn giogo fpezzato > per 
inferire , che il Monarca deue vfar particolarmente la Pietà , e la 
Manfuetudine col motto . Orbe pacato. E fotto quello è pari- 
mente regillrato: 

CV M IOVE CAESAR. 

Ipfe pus erbent certdt fubmittere Princeps 
Le gibus, o vtìnarn Chrifli Paftoris advnunt 
Bitter/ade gente gregescogdntur oh 'ile . 

In quefle fi belle , & ingegnofe inuentioni non mancò il Pit- 
tore il far conofcer l'arte ancora , così nello fpiegamento , co- 
me nel diuider quelle figure con accurate defcrittioni d'ombre : 
e di lumi : a fegno , che non mancano d'ogni lludio, e bellezza 
Ma lafciandone al prudente fpettatore la confideratione, fe_ 
tiamo il racconto delle hiftorie dipinte ne' muri , e prima narri 
mo le figure fopra le porte collocate . 

Sopra la prima,che ferue all' cntrata,è la Città di Luca co mante 
auratee corona di lauro , che fi appoggia ad vn modello di Citta 
& ad vna Pantera, con lettere nel fregio della porta C^fans fum 
Nell'altra èia Fama con tromba d'oro , intorno alla quale (i aggi 
ra vn breue di tal tenore . Mèi fieli Fama fat el\ , eflendo officio 

t 



Pitture della 



di lei il diuolgare le att ioni de gli huomini illuilri . Sopra la tei 

zaèl'Honore , armato di corazza, con manto reale; ha fotto; 

Sala àfreicc""" piedi corone, géme,& ori , e flringe vn tronco ài lancia inferito & 

fei corone, d'oro , di lauro, di quercia, di gramigna , la murale , < 

la ; 



) 



IklCRMolfi. Parte 1. y 5 7 

caftrenfcper le feiattioni principali della militia: e nello feudo 

figurato il Tempio > che edificò Marco Marcello all'Honore , 
con lettere Vmutis honor,non peruenendofi a quello fenzala virtù. 

Nella quarta è la Vittoria con -vette cangiante > coronata di 
lauro>la palma*eì melaragno in mano>appoggiata ali elmo : con 
l'Aquila à piedi,e molti militari amen* e ì ifcrittionc : Ver varia 
■cajus: eltendo molte le maniere del vincere . 

Nel capo della Sala dipinfe Battifta l'albero gentilitio di quel- 
la Cafa 5 e à pie del tronco la Città di Luca con la Pantera.e'l cadu- 
ceo di donde hebbero gli Obizzi l'origine : eia Città di Padoua> 
con afpetto di graue Matrona > e libri a piedi , econvafe d'acqua 
merlato inferendo il Fiume della Brenta.che per quellatrafcorre. 

Ma veniamoalle hiilorie , tralafciando il numero delle armi di 
molti Signori vniti in parentado con quella famiglia , i trofei > 
& i molti ornamenti . Nel primo quadro ritraile Arrigo Se- 
condo Imperadore con diadema , e giuppa aurata fopra bianco 
dentiere , il quale paflàndo per Italia lafciò fuo Luogotenente-» 
Cenerate nelle riuiere di Genoua contra Corfari , e SaraciniO- 
bizzo Primo prode guerriero , con fopraueile bianca fregiata di 
sbarre azzurre, che riceue il baftone del comando , & vn valetto 
gli tiene il destriere. Viene l'Imperadore accompagnato damolti 
Caaalieri, con due ftendardi , l'vno impreflò delle Aquile Impe- 
riali con lettere . Hemicus Setundus Sueuus,&* Battana Dux Impera- 
tor ; L'altro delle armi Ducali in cui fi kgge-.Ducatus THufterburgen. 

Nel feguente vedefi Obizzo Il.di quella famiglia Luogotenen- 
te del Marchefe di Monferrato entro lo {leccato > che vecide Cifi- 
moValacco Luogotenente del Saladino. Da vna parte fono Ca- 
ualieri con Io ftendardo del Marchefe con lettere . CvnvadusMar- 
tbio M.Ferrari-x foldati Valacchi dall'altra parte,con Zimarre bar- 
barefche , vn de* quali tiene altro ftendardo con ifcrittione Saladi- 
nus Magnus jl[i<& Imperato? : et in vna targa è dipinto vn braccio, 
che firingeinfanguinato ferro , con detto ; Demiffus ab alto .In 
altro feudo tenuto d a vnCaualierChriftiano apparifee vna Cro- 
ce rofsa con quelle lettere F. E. R. T., cheinferifconojFoM- 
tudo cius Rjiodum tenuti j e nella rotella del Barbaro Caualiero 
re vedefi moflruofo tefehio con due corna > e nel giro quefto 
fcritto: Zi^emus falaccbus Saladini Vroimperaior . Et in quella delf- 
Obizzo è fcritto intorno all' axme;Cwculc«bis Leonem,& draconew. 

poiché 



3 53 LeVite de' Vittori 

poiché la fede preuale ad ogni hoftilità nemica del nome Chri- 
itiano . 

Nel terzo vi è vn' annata nauale mofla col titolo di Crociata»» 
contra Saracini, della quale fu Generale Boemoudo Buglione "Rè 
diGierulalemme fotto Clemente III. Pontefice , venendoli ài 
fatto d'armi nel mare di Licia , contra feicento nani del Saladino, 
oue inreruenne Nino degli Obizzi Capitano di quattro galee de 
Lucchefbche fece acquitTo di due Naui nemiche : e nelle coperte 
delle poppe d'alcuni legni appaion le armi del Rè di Francia , di 
Riccardo Rè d'Inghilterra , di Baldovino Conte di Fiandra,del- 
JaRepublicadi Luca,e d'altri Prencipi collegati. 

Nel quarto Nicolò degli Obizzi fatto Generale da Gregorio 
I X.vnito col Legato del Pontefice, fopra la fpiaggia del Porto d'- 
Ancona, ordina , che fi imbarchino ifoldati per lo foccorfodi 
terra Santa ; & in quelle fattioni morì, pofeia combattendo : e di 
lontano vedefi la Città detta fituata fopra d'vn colle, e molte naui 
alle ripccon le armi Papali . 

E nel quinto Luigi, figliuolo di Nicolò detto, coperto di kicide 
anni , accompagna il Pontefice Innocenti© IV. fuor di Sutri , fe- 
guitodaCardinali,edalungafchieradi Caualieri , eflendoafle- 
diato dalle armi di Feder.II.Imperadore , che lo condurle fahio à 
Cinica vecchia . Nella parte vicina è vn foldato , che tiene purpu- 
reo itendardo,impreflo delle infegne Impenali,con lettere. Fede- 
ricus li. Sueum Imperatore inaltra bandiera leggeri, Co;»/ 7 vinetto- 
burgeriì terminando qui le hiftorie di quella Sala, quali colorì Bat- 
tifta con molta felicità , fi che l'occhio giamai fi franta in mirare 
iì belli, e gratiofi componimenti. 

Da quella fi palla nella prima Camera del Papa,così detta dalie 
Camera del armi Pótificie dipinte fopra la porta, tolte in mezzo dalla Religio- 
Papa. ne e ff[gi aca j n fembiate di donna vecchia,efieiidoantichi(fiina nei 

Mondo /coperta di manto azzurro temperato di itelle , e libro 5 
piedite dalla Fede col Calice , e la Croce nel mezzo, e la palma ft 
manodnditio delle Vittorie ottenute , e de' trionfi de' martiri : hs 
la velie fpruzzata di vermiglie Itille , effendo fondata nel fangort 
del Saluatore con lettere nel fregio dellaporta . In vtroque^Adam 
intendendoli per iinuouo Adamo iltìgliuolo della Vergine . So 
praadakra porta e la Virtù ignuda non hanendo di meftierid 
lafciue fpoglie per adornarfi,eilendo ricca di naturali fregi : ftrin 

gè vn 






Del C. Adolfi. Parte I. 35^ 

<rz vn ramo di (pino fiorito con breue incorno . Vmuù omnut pa- 
Kpt-.ìSi ha due cigni i lato, per dinotare la Tua purità , e Mede (opra 
i vn fallò- oue è annotato . Nulla meis fine te qitxritur gloria re- 
bus . 

La prima hiftotia amano manca di quella danza rapprefenta 
la militare fattione,oue interuiene Lu!gi accennato, il quale con- 
dottoli capo della fattione Guelfa per lo Pontefice in Fiorenza 
ne caccia iGibellini,& in quelle bandiere fi veggono le armi de 
frinocentio IV. di Dante Àligeri,de' Guicciardini,& varie manie- 
re di vediti . Euui vn'Alfìere Tedefco caduto à terra, con ftendar- 
do Imperiale legnato con lettere Federicus II. Stoujfen Sueuus ^pmn- 
Doruor Imperatore 

Indi nella feconda figurò il faggio Pittore lo fpofalitio feguito 
tri l'accennato Luigi benemerito di Santa Chiefa, e Caterina de' 
Fiefchi nipote del Papa , alla prefenzadi Cardinali , Caualie- 
ri , e dame , adorne di ricchi addobbi , rimunerando la virtù 
di quello , che hauealo liberato dall affedio di Sutri . 

NellaterzavièilmedefimoLuigiconfoprauede aurata , in- 
ginocchiato dinanzi allo tìeffo Pontefice, che all'hora rifedeua in 
Auignone,creato Generale di Santa Chiefa in Italia , il quale rice- 
ae il Gonfalone impreflò delle chiaui, e dell'ombrella Papale , & 
Obizzo il fratello anch'egli in gmppa d'argento vien deftinato 
Capitano della guardia Pontificia ,riceuendo vn fioiile ftendardo 
con l'arma Fiefca dal Sommo Pontefice .h 

Nella quarta Anfrione figliuolo di Nicolò , e Tomafo di 
Luigi vediti alla confolare , primi Signori di Luca , vengono 
incontrati da' Cittadini Lucchefi , che gli prefenrano le chiaui 
iella Città , e lo Stendardo impreflò della Pantera con quelle let- 
rereS.P.QJ.., 

E nella quinta vedefi nella piazza di Luca vna (tatua equeftro 
iorata,eretta in honore del detto Tomafo , perche diftefe col fra- 
nilo quella Città contrai Malafpini, eGibellinifuomfciti» con 
nolti,che (tanno à mirarla,e nel piedeltallo fi legge: 

%hom* Aloyfit Filit VatrlPAtrU TrofttgnAtm 



Efo~ 



3 



3 6o LeVtte de Vittori 

H iopra la bafe dei piedeftalio (tanno alcuni giuocando à da 
di. 

Poi nella (erta appare. Papa Vrbano IVmel mezzo à Cardine 
tì>dinanzi à cui (là inginocchiato il Cardinal Egidio, & Annone.» 
detto, quegli deftinato Legato , quelli Capitanodelle armi in In- 
ghilterra , negando quel Regno il tributo (olito allaChiefa > coi 
Regno d'Hibernia . 

È ■neU'vltimahiiloriaè figurata la battaglia fèguita a Taglia- 
cozzo tri Cario Angio . Primo Rè di Napoli , e Conradino di Sue- 
uia, out rirrouoiìi Bonifacio figliuolo di Tòmafo, già Signor d; 
Lucca ,.ve-nuto in aii>to del Rè di Napoli, oue morì combattendo : 
ed in quella mifchia appaiono le infegne del Rè Carlo , di Corra^ 
dino,del.Ducad'Auftria, del Pontefice -, e de' Fiorentini con mi < 
mero di Cauaheri adorni di curio fi ornamenti » 

Nella vicinaftanza,detta di Ferrara, feguì Battifta à difoiegare 
con la.fbslita felicità altre fei attioni di quella famiglia:ma prima^ 
veggiarno ie figure dell'intauolato . Quiui apparifce vn. vecchie 
con l'ali , formato condotti (entimemi, che leu porta bella fan- 
ciulla ignuda, sferzata da vna donzella,, che ha la codadifer 
pe . Il vecchio e figurato per il Tempo , la fanciulla per la Ve j 
rità, daini melata: l'altra è la ui2nzogna,ch2 cerca d opprimer- i] 
la, come fua nemica . 

Sopralaportafono-learmiliFerraracon due gratiofe figure 
dalle parti , l'vna è l'Humanità , veftita di verde, con l' Agnellini 
nel grembo, e'1 folgore di Gioue eftinto à piedi , per dinotare l] 
benigna fua natura. 

L'altra è di Marte con l'halta , & ha nel cimiero il Montone, 
nello feudo lo Scorpione con breue,che ambedue le legaifcritto 
Obfequìo j & armis. 

HCaualierà canto alla porta, che ftringe lo ftendardo con iti 
mi di Clemente IV. entroui l'Aquila > che tiene ndl'vnghiav 
Drago, rapprefenta Ludouico , figliuolo di Tomafo mentouat 
condottiere de' caualh col nome del Pontefice detto imprefl 
Nel proflimo fito Guglielmo Malafpina degli Obizzi , Pod* 
Ite di Padoua, con vefte di brocato,e berrettone all'antica, aflìf 
ad alcune fabriche da lui erette in quella Città > accompagnar 
dalla Corte>e da moki Cictadini>con Artefici impiegati in que li 
uori. 

Nel- 



DelCRidolfi.Tartel. sèi 



Nell'altro è dipinto Obizzo di quella ftirpe veftito di porpora 
con bauero d'armellini » autoreuole nella Città di Lucca trucida- 
to da congiurati , e fi veggono le cafe loro rouinate per ordine-» 
publico, e fuggirfi alcuno de" medelùni j & vna delie mogli col 
bambino al feno . 

Mirali nel feguente fpatio Filippo Rè di Francia a cauallo, 
cinto da sbarra di Caualieri , che tengono il Regio ftendardo fre- 
giato delle armi Reali y in cuièregi(trato;P/.?(/j/>p«f FaleftusDef 
grafia 7 1 ancor uni B,ex : acuì il Conte di Fiandra porge le chiaui 
della Città di Gante fola à lui rimalta; et al dirimpetto è Nicolò 
de^li Obizzijche le riceue> e rimafe Luogotenente di quella Pro- 
mncia . 

Neil' Angolo proffimo,è Girardo , Con figliero Maggiore del 

Rè Roberto di Napoli . con foprauefte di porpora , e bauero d'ar- 

: mellinijcon fcritture in mano>mandato dal Rè à Ferrara ■> ( che vi 

teneua le armi fatto arbitro, tra il Pontence> & il Marchefe Azzo) 

1 come foggetto di autoritàjche vi fondò la famiglia . 

A quello fiegue la battaglia nauale feguita tra Caualie : 
ri di Rodij e gli infedeli , oue ritrouorfi Ruberto degli Obiz- 
zi Commendator di Marfiglia Capitano d'vna Galea» che ne 
vmfe vna de' nemici,e vi morì combattendo. 

E nell'vltimo luogo fi fcorge la Città di Lucca aflalita da_» 
Canniccio col fauore di Vguccione Sig .di Pifa, fcacciandone Lu- 
cio degli Obizzi , che reggeua la Città -, gettando à terra gli ften- 
dardi della Chiefkje del Rè Roberto di Napoli : e vi appaiono le 
infegne Imperiali , e quelle di Caftruccio con la Croce rolla in- 
quartatajcon quello dire:£g/* è queUcbe Dio vuole,e (ara quel» che Dio 
vorrà . 

Dall'altro capo della Sala ver ponente fi paffa nella terza fian- 
ca > neiia quale colorì Battifta altre fei hiftorie: màregiftriamo 
prima le ligure delle porte . La prima è la Prudenza col compaf- 
io>el ferpe auolto , appoggiata alle arme de' Pallauicini , e fopra 
quella fi legge . 

jR tx lufiter omnibus idem , fdtd viam inuenìent. 

L'altra è la Pace veftita di color verdce'l cornucopia > & arneiì 
militari à piedije nello feudo fi veggono due porte con ìfcrittione. 
iCaudantur Belli prtte; e di fopraj Ex pace rerum opulenti* . La tecza 

Zz ci' 



$62 Vita delittori 

è l'Occafione ignuda , che pofa il piede fopra vna ruota , nel cui 
giro fi legge -.Vtere Jone f»«.Tieneilrafoio in vna mano,per dimo* 
ftrarccome ella fpeflb recide le fperanz e huniane: nell'altra ha vii 
vafe,oue fono rinchiufi glieuenti delle cofe, contale auuertimen-. 
to. Qu£ (ìnt ne/ce * 

Le hiftorie di queftaitanza fono diuife da colonne Corinto. 
Nella prima fono fei Caualieri,con girelli violati,che portano ba- 
ra funebre di Lucio degli Obizzi , fegnata con le armi del Rè Ro- 
berto accennato . Quelli fotto Trapani di Tofcana infermatoli fi 
morUvenuto in foccorfo del detto Rè> che lo accompagna alla fe- 
poltura in atto di meititia , feguito da molti Caualieri co' capucci 
in capo > in fegno di duolo , e da altri à cauallo con lo itendardo 
Regio,e quello de' Fiorentini con lettere R.P. F. è nella cima del- 
la Rocca fuentolano le infegne di Lodouico IV. di Bauiera Impe- 
radore . 

Appanfce nella feconda il Camello di Monte Catifio di Tofca- 
na,tenuto da Caftruccio,e da Vgucione , attediato da' Fiorentini, 
effendo Direttore delle armi Alemanno degli Obizzi , che fi vede 
à cauallo à parlamento con gli attediati; & alcuni de' foldati giuo- 
cano à dadi fopra il tamburo - 

Pofciailmedefimo Alemanno Podeflà di Parma , ingiuppa' 
aurata , accompagnato da' Cittadini togati , arreca le chiaui 
di quella Città ad Obizzo Eftenfe Marchefe di Ferrara.vendutagli 
da Azzo da Correggio,che vfurpata l'haueua à Guido il fratelIojSc 
vn Caualiere tiene lo ftendardo del Marchefe con l'Aquila bian- 
ca in campo azzurro , nel cui carico rimale parimente Alemanno 
per lo Marchefe .. 

La quarta rafigura vna fiera battaglia tra Modona,e Rcgio,nel- 
la quale il detto Marchefe , & Alemanno Podefìà di Parma ruppe- 
ro il Gonzaga,iI Carrarefe,il Vifconte, e lo Scaligero centra quel- 
li congiurati^ Ci veggono le infegne loro difiipate , & i foldati po- 
di in fuga . 

Il Caualier 5 che fi vede nel profilino vano , fu Giouanni degli 
Obizzi, più volte Generale de' Fiorentini» che fece due giornate 
co'Tedefchi. 

E neh" vltimahiftoriaèTomafo, figliuolo di Filippo, chiaro 
Capitano prò Arato a piedi di Giouanni Rèdi Boemia da cui ot- 
tenne priuilegi,e la liberatione dell'oppreflà Città, venédo à que- 
fto effetto in Italia il medefimo "Rè,e vi fono due ftédardi imprefli 

delle 



l 






DelC.Ridoìfi. Tarte 1. jtj 

delle Aquile , e dells infegne delì'Imperadcre Carlo 1 1 1. , e dello 
fletto Rè . 

Da quefta ftanza fi palla in quella di San Marco ; e fopra la_, 
porca fono due figure , Nettuno coronato di palme , col tridente , 3 £ amera<1 ' s ' 
con drappo ceruleo , che in bella politura pofa il piede fopra i vn 
deltìno,e PaMade.che in gefto di grauità tiene fluita , e lo feudo 
impreflbeon la fcfta di Medufa , per dinotare in vna l'Impero del 
mare, nell'altra la prudenza di quel Senato » nel cui mezzo ap- 
pare nelle armi il Leone, per cimiero il Corno Ducale , e nella 
fommità l'ombrella : e nella lapida oue ambi fiedono leggefi. His 
ètobuslotteaufpìcc . Sopra ad altra porta è l'Inuidia , vecchia,e 
macilente , non eflendo cofa nel Mondo la più antica di lei: hi 
vn ferpe in bocca , &vn'altro le rode il cuore con ramo fpino- 
fo in mano , con breue intorno con lettere ; Finirti femperob- 

110X1.1 . 

La prima pittura di quefta ftanza dimoftra horribile conflitto 
di Caualieri, accaduto nel piano di Tofcanà , in cui Giouanni Au- 
cutho Capitano per l'Imperadore, e per lo Vifconte nel cader da_> 
cauallo porge lo ftocco à Tomafo fopranominato , Capitano del 
Pontefice , & in quella iiufchia fono abbattute le bandiere Impe- 
riali^ del Vifconte. 

Nell'altra vi è vn fimile combattimento tra Odoar- 
do II I. Rè d'Inghilterra , e Dauide Rè di Scotia percoflb fui ca- 
■po con ferrata mazza dal Rè nemico , diftmguendofi que'duej 
gran Prencipi per le corone pofte fopra de gli elmi , nel cui fatto 
hteruenne fimilmente Tomafo, che mal fodisfatto del Pontefice 
(che in fao luogo haueua eletto Capitano IoAuchuto) fé ne pafsò 
in Inghilterra,có la cui opera,e con figlio otténe quel Rè la Vitto- 
ria:e nelle bandiere appaion le armi dell'Inglefe con ifcrittione_> : 
Odoardus I\ex lAniltx , e'1 motto Francefe Hoo)> foit qi mal y pence. ! 
Etin quelle dello Scozzefe : Dmìcì I\cx Scstix , col motto . In-' 
dtfejfus* 

Dopo , il medefimc) Tomafo veftito di manto azzurro , 
vien crearo Caualiere dilla jarcitisra dal fuddetco Rè , fé- 
denterri R egi diNoruegia , e di Dania , con altri Caua- 



licriintornodeil'ordine , ornati di Zimarre fregiate d'oro : o 
nell'apparato della ftanzafono compartite le armi Regie j e di 

■ molti Prencipi co' nomi loro j che furono infigniti di queifho* 
nore. 

Zza Ve- 



3^ LeVitt de Vittori 



Vedefì poi nella vicina Tomafo ritornato in Auignone,& iui con 
. la fua Virtù impetrò per la Pacria la protettione dal Pontefice Gre- 
gorio Xl.e dal medefimo fu creato Generale di Santa Chiefa, da 
cui riceue priuilegi , e lo llendardo impreflo delle chiaui » e dell r - 
brdla . 

Pofcia nella quinta lo fletto Cavaliere vien creato Direttore^» 
delle armi da Antonio i;lla Scala Signor di Verona , vellito co» 
manto di brocato , e berretta chermefina con cerchio d'oro in- 
torno,per lo quale Tomafo amminiftrò il carico, tuttoché con in- 
felice fine, reflanio lo Scaligero priuo dello flato; & euui vn Al- 
fiere con habito bizzarro ,■ che tiene lo flendardo dello Scali- 
gero. 

NellaproffimahiftoriaGioiianni, figliuolo di Alemanno, e 
ereato fimilmente Capitano delle armi da Francefco da Carrara 
il vecchio , Signor di Padoua(con l'affiftenza del Vefcouo ) da cui 
riceuè le infegnce lo flendardo,in cui è fcritto . Francifcus fenior 
Carrarenfìs Vtttauij Domimi*. 

E nella fettima dipinfe lo accurato Pittore il Marchefe Alber- 
to da Eflcpoflo in fontuofo letto , che ridotto à morte, iflituifce 
Gouernatore del Marchefe Nicolò fuo figliuolo , Tomafo detto 
fuo Confìglier Maggiore , che gli fiede appreffo in vefle di veluto 
ncro,con l'ordine dalla Garrettiera al collo. 

Nel Cielo finalmente della quarta ilanza,detta di Firenze , co- 
Fiorenza" 3 * ^ ori ^ °g uo ^ nollro ingegnofo Pittore la virtù coronata da raggi ( 
Solari j con cota verde fregiata d'oro , in atto di calcar il Vitio ; 
ignudo, cinto da funi . Al deliro lato è la Punitione , che lo per- 
cuote co' flagelli , & intorno all'Iurta s'aggira vn breue con que- 
llo dire. 

Vijgijio.hu. C4Big4tqtde,àuditque dolos,fubigitque fateri . 

Dall'altro è il Merito con lo fcettro , e varie corone in ma- 
no. 

Sopra la porta fscc due figure , l'vna di Flora con ghiri anda in 
capo , e vefle ricamata di fiori per Firenze ; l'altra è d'vn Vecchio- 
ne, per l'Arno, ignudo, coronato di giunchi difegnaco eoa iìcri 
dintorni appoggiato ad vn'vrna con ramo d'oliuo in mano, eì 
iriOttonelmezzodecrambi.F.'fM' gtnw. 

Incorno à muri finalmente fono in otto quadri le (e-/, .lenti fi- 
gure 



Del C.Ridolfi. Torte L 3 $ $ 



urt . L'v*a rapprefenta Nicolò figliuolo d'vn altro Aleman- 
10 > con vette d'oro , e manto violato autoreuole nella Città di 
.ucca.Quefti elTendo profcritto da Cittadini ,fe ne pafsò à Vincis- 
io Iniperadore 5 e ne riceuè la libertà per la Patria . 

L'effigie del Caualier vicino,e di Ludouico figliuolo di Aleinà- 
Capitano di Fiorentini , che tiene lo ftendardo col giglio roffo 
Agivi di quella Republica . 

L'altroè Giovanni figliuolo d'vn altro Nino pur Capitano de' 
1: cacaatodaLucchefidavnfuoCaftello oue eraffi riti- 
opo varie fàttioni con Lucchefi , che fi riuolge à dietro per 
iueder le diroccate mura accompagnato da foldati . 

Azzo da Elle indi vien fatto prigione da Antonio degli Obtz- 
i Capitano del Marchefe Nicolò , accompagnato da molti fol- 
ati . Vn caualiere tiene la bandiera del Marchefe con l'Aquila 
iancain campo azzurro, & un foldato à piedi porta l'inlegne del 
ùnto nemico. 

Il Perfonaggio -, che fi appoggia allo ftendardo Eften fé figu- 
\ Nicolò fratello d'Anfrione , Generale del Marchefe di Ferra*- 
. centra rubelli» chevinfe due volte in giornata Othobono dì 
■arma. 

.Apprefib appare vn principio di maeftofo Tempio > oue il 
larchefe Nicolò nel pellegrinaggio di terra Santacondotto fece» 
icolò detto lo crea, con altriiCaualiere , e volle il Marchefe ri- 
:uere da vn di loro lo fteflò honore » 

Pofcialacopo degli Obizzi Vefcouo d'Adria nel Concilio 
ÌCoftanza viene aflunto all'ArciuefcoUato di Pifa affiftendoui 
)ImperadoreSigifmondo , e Cardinali à cui vien conferita la 
roce,e la Mitra . 

Finalmente nell'vkimo quadro dipinfe il Matrimonio feguitó 
ì Antonio di Ruberto figliuolo di Tomafo,con Negra de'Negri 
jbile Padouana, celebrato per mano del Vefcouo l'anno 1 43 2 > 
ide viene quella famiglia à pofledere molti poderi nel Padoua* 
Djperuenutiin quella Dama vnica herede di quella cala » che 
strania fono pofleduti con felice fucceifione dagli Signori Mar-» 
hefi Ruberto,e Pio Enea degni Caualierì. 

In vn de'torricini fono compartite alcune Città , e paefi , 8£ 
ìtre cofenegliappartamenti minori,quali palleremo per breuità» 
attendo delle principali fauellato . 

Horfiamiconcedutolohauer infertoinquefto luogo fi lunga 

filo 



366 LeVitt de' Pittori 

filo d'hiftoria > perdimoftrare l'induftria, & accuratezza di Ba 
tifta nel faper diuifare fi numerofe ìnuenfioni > veftiti così diue 
fidePrencipi , oruamentideCaualieri, fiti di Città? battagl 
terre ftri,marittìme> che vagliono ad appagare l'occhio d'ogni ci 
riofo,& intendente , tralafciandofi molti particolari compre fi ni 
[Battifta vni g]i Elogi) iui annotatila quali habbiamo tratto quella parte fol< 
ueifalc. c ^ e a pp art i ene a [j a pittura come ftà per apunto , non hauend 
noi hauuto per intento di tenere hiftona di quella famiglia tra> 
tata diftufamerite da erudita penna ; ma folo trafeorrere qut 
le attioni così felicemente difpiegate dal pennello dell'Aliti 
re j che fé bene egli eraiftrutto de'foggetti , che doueua.d 
pingere, l'hauerli in così degna maniera intefi , & elprefli , non 
che non gli arrechi gran lode^e lo renda degno di fublimi honor 
E tutto che il Cataio fia luogo delitiofo , e riguardeuole , le ope: 
di Battifta nondimeno lo rendono maggiormente nominato,cor 
correndola del continuo numero di forestieri, e ftudiofi della Pi 
tura j per ammirare cosi efquifite fatichile quali da molti , no 
ben pratichi delle maniere , fono {limate, per opere di Paolo 
poiché come già dicemmo Battifta con non molta differenza d 
pinfe. 

Qui fi potrebbono ancora confiderare molte particol, 
rità per gloria dello Autore : ma per fuggire il tedio > le 
mettiamo à quegli intendenti , che per auuentura eccitati 
noftrifcritti , capiteranno a vedere fi belle } e pellegrine fai 
che. 

Apprendinodaciòglihuomìnidi gran fortune à far raccol 
delle opere de' Pittori Illuftrij adornandone le cafe loro , che g 
deranno vederle vifitate da belli ingegni, e conseguentemente r 
fleranno eternati i nomi loro dalle penne degli fcrittori > con gì 
dimento della pofterità. 

E tenuta pure opera fua in Padoua nella contrada di S. Lucia 
picciolo afpetto d'vnaca{a,figuratauila Fedeje Minerua, che 
gono in capo ad vn'huomo ignudo vna corona reale , accomp; 
gnato dalla Carità,che fimboleggia l'huomo degno réderfi mer 
teuole di dominarejC dal Cielo gli cadono molte infegne di honc 
re.E nella cima annotoui il padrone ^Mortali fatis: volendo iuferiri 
che ad vn'huomo , che douea morire tanta cafa eflerc bafteui 

Ci refta il far mentione delle opere fatte da Battifta nel Pai 
de' Signori Nicolò , e Fraocefco Fofcari > fabricato co' modelli 

An- 






DelC. c Rìdolfi. Parte I. 367 

idrea Palladio fui margine della Brenta al Moranzano , in fico 
eniiiìmo,perdoue panano del coturno numero di barche>e paf- °P fr * <kf 
jieri, e vi fono due fcalle , che portano ad vna loggia foftenuta orailM " ' 
. otto colonne doriche 5 e daquefta fi palla in fpatiofa Sala fatta à 
jciera . 

Nel principio della volta fece in vn'ouato Aftrea ritornata al 
elo 5 proftrata dinanzi à Gioue , accennandogli con mano in 
i molti mortali in folazzeuoli trattenimenti , tolerati dalla di- 
ìa Clemenza . In altro tondo nel mezzo appaiono alcune Vir- 

i: enelfeguenteouatoftàMidaintronoj con manto reale , e 

>fcettro, &hddapreflbrinnidia, come per apunto la defcrif- 

'■■ Ouidio . 

pallor in ore fedet : màcie s in cor por e tato t Mec iib.u 

Nufquam retta acies: liuent rubigine dente s: 
TeBorafelle virent: lingua e fi ejfufa uè ne ni ? 
Rifus abefi. 

A cui comparifce innanzi la Difcordia veftita di vario colore , 
1 facella accefa feguita da molti, dimoftrando con tale capric- 
> lo fiato delle Immane cofe , poiché il Mondo fu fempre ripie- 
odidifcordie.edi riuolutioni. 

armano la Crociera due ouati, in vn de' quali entrano due fcmi- 
Sjche offerifcorio ìncéfì à Giano, adorato per Dio da gli Antichi 
3me iftitutore de Tépij, e de facrin"ci:nell'altro Gioue su l'Aqui- 
le Mercurio,che fcédono in terra,per vedere lo flato del Mòdo . Varie f aHO j er 
Sopra la porta dell'entrata fiedono gli fteffiDei alla mésa di Bau- 
. e Filemone, a quali Bauci ferue di coppiete con ruftico vafe , 
ratticandofifpeflbfottoadhumiletettolacortefia bandita dal- 
'■ cafe de' Grandi . 

I In altre due mezze Lune fono in vna i medtffimi Dei,che oner- 
ino empio homicida togliere la vita ad vn mifero viandante-» ; 
gl'altra coftituifcono gli hofpiti loro cullodi del Tempio fuo , 
lentre fanno ritorno al Cielo , annoiati dalle molte impietà ve- 
ute, poiché l'humana fierezza arriuaà tale fegno» cheil Cielo 
teflb Ci rende cieco,riferbandone il douuto caltigo. 
I! rimanente di quella Sala è compartita da peducci,fopra qua- 
poùno teitc d'Imperadori finte d'oro:c dalie parti ftàno appog- 
giati 



$6 8 Le V'ite de' Vittori 




giatihnominiignudi,formati con grande maeftria, e frefchiffinw 
colorkojche iui paiano più torto nati, che dipinti : con fanciulli j 
trauerfoàfeftoni> e cartelline finte di baffo rilleuo , tocche coi 
molta gcacia. 

Sopra à ciafctma delle porte Iti vna figura fedente . L'Auro 
logia in eontemplatione co.i la sfera in grembo ; l'Aritmetica,ch( 
accenna d i t'ormar numeri fopra d'vna tabella ; la Poefia coronati 
d'allora,che moftca Tuonar la Lira.; e Bellona per l'Arte militare 
con corta all'antica» e l'hallain mano . 

S 
ni; 

coroni 

ruote > ed altri arnefi da guerra 3 inferti in legaccie appefe à ma 
fcheroni, fi che.ogni parte di quella nobii Sala fi rende vaga> £ 
adorna . 

Neifoffitto della ftanza a man diritta vedefii'Auroraveftitac 
cangiante , ibpra dorato carro,ccii ghirlanda di vermiglie rofe ii 
ticsr a luaa> capo , fpargere par lo Cielo cane (trino di fiori, cosi vezzofa, chi 
dettane' riguardane! la gioia : che per aunentura non la dipinfér" 
fibella giamai le penne de' Poeti, facendolaioriera del Solo 
nuntia delforgente. mattino , di mille fioretti adorna coiti ne 
giardini dej Ci do, innaftìare dLcriitallini humori. le tenere hei 
bette. Viene il di lei carro tirato con lunghi nafta dalie Aure vo : 
lauti > adorne di vaghe fpoglie , che formano nell'aria fuolaz 
zi gentili . 

Ne' muri fi mirano belle architetture co'rifalti;nelniezzoh 
ftorie colorire ; e fopra. frontefpitij alcune Virtù ; e nel git 
fono diuifati vafid'oro, bandiere, turbanti, turcaffi, elmi, alabat 
de,& altri Ci fatti ftromenti .. 

La vicina itanza pare trasformata in vn Cielo , fotto à cui s'ir 

al za grande tribunadi bronzo , forata nel mezzo , oue Bacco prt 

me grappolo d'vna in vna tazza,tenuta da> Amore, con Venere v 

cina,effendo che il vinoè fomento dilibidine : e vola per lo Ciel 

ìngegnofi ca-vn' Amorino fpargendo fiori .. 

Le hiitorie nelle pareti, fono vnfacrificio , che fifààBaccc 
ipargend >•'; dal Sacerdote fopra le fiamme il fangne d'vn'Hirco 
come animale < onfecrato a' quel Dio ; & vn miao d' huomini , 
don lische fi diportano in aivuìche: e Cupidojtrà quelli infinua; 



DelCRidolfi. Parte 1. % 6} 

dofi>và dettando amorofo incendio ne'feniloro:onde è che foeflb 
da diporti muficali fi trappafla a'diletti di Veneree la Virtù facil- 
mente (ì cangia in vitio. 

Nella terza ftanzavedefi altrefi vn Cielo fueIato,ne} cui mezzo 
èGioue in atto difnlminar'iGigatijcircondato da vn numero de 
DeijVenerejDiana* Pomona> che dimoftrano i loro delicati fenì : 
Cibekje Giunone riccamente vellite, Saturno figurato in vn vec- 
chio>ripieno di fentimenti ; Priapo col ferro adunco ; e Bacco in 
vn bel giouine, con grappolo d' vua in mano .Dalle parti veggonfi 
gli ornamenti delle porte diroccati^ Giganti abbattuti dal fulmi- 
ìe di Ginue,precipitar in più maniere da' monti , che auuanzano 
di grandezza due volte il naturale ; chi di loro dimoftra il petto , 
chi la fchiena»aIcuno fi appiglia a fterpi del móteet altro rouino- 
famente cade à rouefeio» dipinti con fi grande fierezza , che non 
poflbno auuantaggiarfi di perfettione. 

E nella quarta itanza è Prometeojche furato il fuoco dal Cielo, 
fen vola à portar in terra la copia de' mali. Quindi èjche fi veggo- 
no molti infermi giacenti fui terreno . Le fauole intorno fono di 
Fetonte fulminato da Gioue ; di Cacco» che rubba gli armenti ad 
Ercole; e nel terzo luogo è Giunone perla Ricchezza con Amore, 
roiche egli folo fì mantieneoue abbondano i lufli. et i commodi. 
Negli intavolati in due Camerirji finalmente dipinte il Tempo, 
Fama forte , perinferire , che il grido di quelle nobili fue fa- 
né folte per durare à pari corfo del Tempo : le quali medefi- 
mente darebbono materia di lungo diteorfo , eitendo in vero 
iene di Angolari bellezze : poiché egli fu in limili lauori huo- 
rarifiìmo , e degno da equipararli con qual fi fia celebre Pitto- 
t,che ne gli antichi,o moderni tempi habbia dipinto. 
Non fi trouano,che poche'opere fue appreflb particolari , e tra* 
fte habbiamo vedute due fauole d'Ouidio fra le cote di Barto- 
ieo dalla Naue . Il Signor Marc' Antonio Romiti Iureconlulto 
gemmo, al cui dolce canto rifuonano di foauiifimi accenti lo 
iatiche fponde , ha di quella mano picciola hiftorietta à chia- 
fcurcdi Herode alla menfa, con Erodiade, e fuoi baroniioue 1- 
;dica fanciulla, danzando , ottiene in premio il capo del Bat- 
Così il mtiopreuale alla Virtù» e l'empietà* opprime l'Inr 
cenza . 

Ma concludiamo il ragionamento nonhauendodaregiftrar 

Aaa cofa 



$yo Le Vite delittori 



cofa dell'Autore , che porta auuantaggiare le narrate , fi che ripi- 
gliando il primiero difcorfo diciamo , che gli fu di molto pregiu- 
ditio lo hauerpocomen, che per lo tempo di vita Tua dipintone* 
villaggì> oue rimafero perdute le più belle fne fatiche ; donde au- 
uiene,che egli è poco conofciuto dal Mondo : che fé hauefle fé* 
guito il configlio dell'amico Paolo , col rtdurfi nella frequen- 
2a de' popolijcome già dicemmo, con meii difaggio , e fatica ha- 
uerebbe trapalati igionii,&allótanato fi da que* patimenti ,chè fi 
prouanx* nell'operare a frefccper l'humido dell'acquaje della cal- 
ee, che inducono varie infermità,che bene fpeffo abbreuiano la_ 
vita. 

Aggiungiamo ancora, che Battifta fece poca ftima di fé fteffo> 
nodrendo nell'animo troppo ritirati penfieri , pofledendo vna_> 
tanta virtù . . Egli fu d'impareggiabile felicità nel fuo dipingere,, 
abbondò di pellegrini pen fieri, e di numerali capricci . Fu vago 
coloritore, rifoliito, e franco difegnatore: nondimeno, ben- 
ché adorno di tante qualità , poco Ceppe foftenere il fuo decoro, 
accommodandofi facilmente à gli ltenti, & alle fatiche , dalle 
quali finalmente non trafle, che fcarfi- , & infelici aunanzi: ne 
gode meno di quello applaufo cotanto ambito dagli eleuati in- 
gegni , eh eilfolopremio(tutto che vano) nferbato à virtuofi 
per lo più dalla gratitudine mondana dopo la morte ^ 

Ma così girano le vicilfitudini delle cofe . Nafee alcuno per 
dominare > altri per viucre in foggettione , e chi per goderò 
lontano dalle . noie fino all'vltimo della vita de' cornino- 
di , e degli agi , fenza prouar giamai difaftro alcuno ; on- 
de refia per fempre infelice colui , benché ornato di Ango- 
lari conditioni , (. riferuando il douutt> alla Chriftiana Re- 
ligione ). , chenafcefottononbenigno'pianeta : così coloro» 
che infunili fludi traùa~gJiancr , d'altro non fanno acquàio ire 
fine,, che di quella gloria , che ferue di folo fregio al nome del- 
ta quale diile quelinfigue. Poeta t- ' • ■ > 
-« • • 

' ';" Ma /? l Latino, e* l Grecò 
titmcu Marion dime dogò, la morte è vn ventc*. 



Et 



DelC^doìfi. Parte L 571 

Et vn'altro argutamente cantò t 

Cheti giouaU Fama ? * che i conforti? 
La gloria e viua di viui , e morta Ài morti J 

La q.iale non ferue d'alcun follieuoall'huomo» mentre no» 
jìimge à godere di qualche ripofo , che non prouò giamai il mife- 
ro Battiita,che d'anni tfo.terminò pouerameate j fwoi giorni» Cot- 
to il griwepefo delle fatiche. 



Maffeo Venie. 




Aaa i LA 




Iacopo da Pojvte, 
da Ba3 5Aivo Pitto jrz 









37 1 

VITA 

D I IAC OPO 

DA PONTE 

D A 

B A S S A N O 

Pittore. 



\ On fono> che veramente degni di lode coloro , che 
oltre le numerofe maniere ritrouate da gli cccet 
lenti Pittorijhan faputo inuentarnuoui modi di 
ben dipingere,eflendo facile ad ogn'vno, benché^* 
di mediocre ingegnosi feguir le orme dagli altrui 
piedi calcate > come lo inuentar nouelle forme ftì 
fempre da grandine pellegrini intelletti • Chiariflimi in queitapaf- 
tc furono Gio:BeIlino,Raffaello,Leonardoda Vinci, Giorgione, 
Titiano,il Tintoretto, il Veronefe,& altri: ciafcun de' quali imita- 
rono raramente; ma con diuerfo ftile la Natura, chi di loro recan- 
do grada àfembianti , morbidezza alle carni , rihenoàcorpi , 
ftringatura al difegno.e decoro all'inuentioni , onde con tali di - 
uerfìtà fi fecero conofcerc per eccellenti non folo ; ma iftitu irono 
lcfcoleloro. 

Appoquefti deuefi con ragione collocare Iacopo da Ballano * j; g j( j- ,. -, 
che allótanatofi dall' vfate maniere co nuouo modo fondato nella uentcìe <tella 
forza,e nella naturalezza feppe formar la propria fua , laqua-Icc 
sépre piacciuta à Profcflbri nò folo; ma alf vnmerfale,per vna tale 
proprietà,ch'egli arrecò alle cofemttcche prefe i dipmgere.ed in 
particolare i gU animalij fi che al Bue non manca , che il mugire ; 

alla 




t :a aiauicu. 



i 



3 jj. Le Vite de* Pittori 

alla Pecora il bellare, al Cauallo il nitrire, alLeoneilrugito>al 
Gallo il canto , e còsi di mano in mano egli diede ad ogni ani- 
male la propria qualità , fiche viene da tutti commendato. 

Quelli nacque l'anno i 5 io.efii figliuolo di Fràcefco da Potè Pit- 
toresche inuaghito del Mto di Ballano lafciò la Patria Tua di Vici- 
za,& iui fermò l'iv bkatione-.e feguédo la manierade'Bellini..mol- 
te cofe dipinfe , e diluivedefì in Ballano nella Ghiefa iuperiore 
dei Camello la tauola entroui Maria Vergine, e li Santi Barto- 
lameo, eGio:Battiita. In Villa di Allago , capo de i fette co- 
muni , vi è di ina mano la figura fimilmente di noflra Donna con 
li Santi Gidttanni , e Matteo lodeuole Pittura . InSolagna hi 
pofeia con miglior ftile dipinto il San Michele, e San Donato 
à lati della Vergine ; per la Villa di Vollero la venuta dello Spi- 
rito Santo; e per la compagnia di San Paolo di Banano il Santo 
medefimo con la Regina de' Cieli,e S.Pietro. Tali furono le opere 
di Francefco , rimafte in publico,che fu in oltre di buona lettera- 
tura, & intendente della Filofofia : ma datoli all'Alchimia, confu- 
mò vanamente molti degli haueri fuoi . 

Ma di Iacopojcgnforme l'ordine proporlo , fauelliamo,ilquale 
da fanciullo fu educato dal Padre nelle Immane lettere , che le fu- 
rono molto gioueuoli nell'arte ,per la cognitione delle hillorie , e 
delle fauole, & per il ritrouar delle inuentioni : onde non hebbe 
a ricorrere all'altrui parere, comeauuiene à molti feiocchi Pit- 
tori . Indi applicatoli al difegno , eflendo di pronto ingegno , 
diede in breue inditio di riufeita , da che giudicò Francefco, nev 
gli fallì il penderò , ch'eidouetfediuenir buon Pittore. 

Ma perche gli agi' delle paterne cafe fpeflb infingardifeono » 
pensò di prouederli di nouello maeftro , col mandarlo à Veneti» 
Difcepolo di in cala de' parenti,che il pofero con Bonifacio Venetiano,fotto la 
Bonifacio . Cu j diiciplina coltiuò le iftitutioni apprefe dal Padreje raccontali* 
che qual hor Bonifacio dipingeua, fi riferraua in camera,e che Ia- 
copo per il foro della chiaue ofleruaffe il di lui fare ,& che in que- 
lla guifaapparafle il modo del fuo dipingere, e col ritrarre ancora 
v dalle opere di quello fi fece pratico in quella maniera, come lo di- 
moflrano alcune fue Pitture. Altri YOgliono,che conia folaerudi- 
tidae dal Padre imparaffe l'arte , e che ftudialìe poi dalle cofo 
di Titiano ; ritraendo inoltre le carte del Parmegiano, donde 
prefe alcuna gratia negli atti delie figure. 

Dòpo non lunga dimora in Veneta* tratto Iacopo dallecurej 

di 






DelC.Ridolfi. Parte L 3 7 S 

li tua Cafa(eiTendogli mancato il Padre)ntornò a Badano > & ac- 
:afate ducforelle , fi difpofe di viiiere doue nacque , e di godere 
ie' comtnodi della Patria } e della Ebaniti dell'aria natiua. Haueua 
.gli cominoda habitatione, vicina al Ponte famofo,eretto co' mo- 
delli di Andrea Palladio per doue parla ilfiume dslla Brenta» che 
difendendo tra vicini monti > irriga con piaceuol corfo l'obliquo 
prò delfalueo Tuo . Verlb tramontana l'occhio fi diffonde nella 
-edutadi feofeefi monti > & ver Ponente gode la bellezza di lieti > 
'<. abbondcuoli colli , & in altra parte fi difeopre valla campagna 
ipiena di nuuierofe habitationi, di Cartellai di Ville» 

In queito ameno,e diletteuole iìto Iacopo trapafsò felicéhjen- . 
e il corfo degli anni fuoi > lungi dalle frequente de' popolù doue 
jullulanoleoccafioni de' competitori , & il fauore de' più Au- 
oreuoli fpefle fiate ferue di scorta al men meriteuole alle migliori 
-'ornine -, 

• Ma veniamo al racconto delle cofe da lui dipinte . Nella Par- 
•ochiale di Cittadella fece,ne' Tuoi primi t^mpi , nello Aitar mag- Slie opere ìff 
;iore il Saluatore alla menfa con Luca» e Cleofa di foauiffimo co- Ocsadelia.; 
orito; e ne' fianchi della Cappella lauorò à frefeo il medefimo Si- 
nore trasfigurato nel Tabor . 

Sopra la porta Padouana dell'ifteflb Ca dello dipinfe Sanfone_» 
n atto di rouinar i foftegni della Loggia de'Filiftei. In Villa della 
lofata,nel cortile di Cafa Delfina , fece con fimilc Itile alcune fa- 
ole dell' ArioftO) e le Arti liberali , & vna Venere ignuda in voj 
'aerino. 

Pofcia con miglior maniera colorì à frefco in Badano nella_» 
ontrada de i fpezza pietra la figura di noftra Donna > che ha il 
ambino in feno>fcherzante con San Giouannino ; & in Villa di 
oe con maniera tratteggiata ritratte invìi Capitello di nuouola 
'ergine , con li Santi Rocco , e Sebastiano , alla fimiglianza di 
uello di Titìano di San Nicolò de' Frari di Venetia;& al Portile» 
'illaggio poco dillantejdalle parti d'vn portone dipinfe ancora i 
anti detti, e Santo Antonio Abbate. 
Sopra la porta del Leone jdi JBaflano figurò M. Curtio > ch'- 
itra precipitofo nella voragine ; & à Padri Semiti lauorò in vn 
Dito la Regina de' Cieli in gloria > e Cherubinetti intorno : & à 
tedi Frati di quella Religione > e gentili donne adoranti > e nel 
ezzo naturale Paefe . 

Condottoli àMaroftica, Cartello del Vicentino» operò pure 

afre- 



Baffone* 



%i6 LtViteifTtitorì 

i frefco nella Sala dell' Audienza alcuni trofei di terretta gialla ; e. 
Maroftwa. ne Ji a facciata della Coìnpagnia del corpo di noftro Signore il 
miracolo di Santo Antonio di Padoua, dell'Afìna famelica ginoc- 
chiata dinanzi l'Eucarillia , per confufione di quell'Hcbreo , cbe 
hebbe ardire di negar contenerli in quella il corpo del SaJua» 
core.. 

Hor non fia graue al Lettore il vagar meco le Ville del Vice»» 

Varie p;i mre tmo ' e del TriuìgianOj rauuifàndo molte Pitture dell' Autore;&|in 

nc'Yillaggi . Villa di Santo Luca veggiamo vn deporlo di Croce portato al 
monumento > colorito con piaceuole modo; in Pianezza la figu- 
ra di San Bernardino ; a Farra quella di Maria Vergine , e del- 
le Sante Lucia > e Maddalena ; in Santa Caterina di Lufìana di 
nuouo noftra Donna > tolta in mezo iaSan Zeno> e dalla detta 
Santa; a Borfo parimente noflra Signora,con due Santi à lato ; & 
in Cauafo vn'altra fimile figura con Santi Rocco , e Sebaftiano ; e 
nella parte inferiore fono molti infetti di Pelle . E lauorò ancora 
altre Pitture a Befega,S: àLoregia. 

laTaiìo. Ma di nuouo ritorniamo à Badano. Sopra la Cafa de' Michieli 

colorì à frefco col medefimo flile vn fregio di bambini nella cr 
ma,e fotte vn 'intreccio d'animali,dilibri,e di medaglie, e di ftro- 
menti muficali a chiaro feuro; e di fotto Sanfóne fopra vn monto 
di Filiilei > il quale con lamafcella dell'Alino fa di quelli horreii' 
da flrage.Trà le feneilre fece la Prudenza , laRettorica , e l'Indu- 
firiarc nella parte inferiore diuifè in cinque ouati la morte dell'in- 
nocente Abelle , oue appaiono tuguri) coperti di paglia, non ef- 
fendo ancor pofti invio da mortali gli eminenti Palagi . Noè 
vbriaco giacente fulterreno,con le parti virili feoperte > e Sem , e 
Giafet , che lo ricoprono col mantello : Vn fanciullo morto 
in iftorcio fràtefehidi cadaueri col mottoMors omnia xqncit; e 1* 
bella Giuditta,che ha recifo il capo ad Oloferne. 

Indi apprello lauorò tre quadri per vn recìnto di letto d'vnaj 

delle camere del Rettore .GiofeAb nel primo, chedifpiegauaifo- 

. gni al Coppiere di Faraone,& alfornaio;nel fecondo interpretaua 

biKgguifc 3 "levi/ioni ai Rè», e nel terzo vedeuafi aflifo fopra ad eminente fo- 
gfi»,acclamato dal popolo faluatore dell'Egitto . Ma quelli rena- 
rono inceneriti l'anno 16-2 7. eflèndo pollo fuoco' nel medefimo 
Palagio da vnmifero condannato à morire, ne' quali panie , che 
fcguifle la maniera di Bonifacio. 
Nel chioilrQdiSajflFrancefcoritraife la Vergine col fanciulla 

in 






DtlC.KiMfi^arUL 377 

in teno, Sant' Antonio Abbate veftito aìl'Epifcopale , e"! Serafico 
Santo , togliendone di quello l'attitudine da quello di Titiano di 
San Nicolò de' Frari di Venetia . Et auuanzandofi tuttauia nello 
ftudio,fece in San Girolamo uoftra Signora > che fen'fugge nelf - 
Egitto. 

A Poue" di nuouo nel Bafìanefe dipinfe latauola del S. Vigilio, 
co' Santi Battifta,e Girolamo. A Padri Riformati d'Afolo la tela_» 
della Concettione , figurandoui Sant'Anna,che tiene nel feno la_. AC *>' 
Vergine ; e per lo Duomo l'Affunta della medefima , con numera 
di bambinetti,& à piedi li Santi Stefano,& Antonio. 

'Lauorò in quefto mentre per lo commune di Ballano /negli in- 
tauolati delle ftanze del Palagio Pretorio , gli ordigni di tutte le 
arti à chiaro fcuro,& in altri paftorelle,fanciulli , & animali,che fi 
abbruggiarono con i tre quadri detti ,reftando iilefa la ftanza de_> Ba g M<i , 
gli ordigni ; e perla Sala dell'Audienza dipinte alcune Sacre hifto- 
rie de i tre fanciulli vfciti ìllefi dalle fiamme , dinanzi à Nabuco- 
dònosor; di Sufanna accufata da vecchi ; e dell'Adultera condot- 
ta dagli Scribi à Chrifto,nelle quali entra io gratiofe figure . 

Nel Borgo Vicentino figurò la Santiffirna Triade » con Angeli 
intorno, alcuni de' quali fuonano ftromenti; &à piedi finfe vn na- 
turale paefejoue entrano tuguri^ vnavecchia,che porta le Oeche 
'al mercato : & aggiunfe nel bafamento della tauola già dipinta 
dal Padre fuo nel Borgo mcdefimo, due tefte de' Santi Vefcoui di 
bel colorito. Nelle caie de' Campefani , di quello ftile vedefi vna 
femina ignuda. 

Seguendo pofcia nelle attitudini la via del Parmegiano , (di cui 
'giouinettojcome dicemmo, molte cofe ritratte haueua,)fece m ca- 
pace tela con figure men del viuo Chrifto in Emaus , che per lun- 
go tempo conferuoffi nelle cafe de Guadagnini m Badano ; e col 
; modo me defimo ; in Villa delle Noue nel Vicentino colorì vna_» 
Cappella àfirefco con le figure degli Euangelifti ; & in tre ton- 
di li Santi Rocco , Sebaitiano , e Donato cauati di M ©fal- 
co. 

Ma ci compatifca il Lettore, fé troppo a lungo badiamo ne' vil- 
laggi,oue abbondano le cofe del Bafiano,ilquale refe quei nò men A , tre p- imax 
nguardeuolijche le Cittadi co le Pitture fue. In Enicorapprefèntò h a rf « ih r iù 
àTreico nella Tribuna maggiore Chrifto Croce fiftò; Maria Vergi- yi,li f£ l * 
'ne nel v iaggio dell' Egittojgli Euangelifti;e la figura di Santa Giu- 
Itina pò ite tra' Santi Antonio Abbate,Rocco,e Sebaftiano , enei- 

Ebb l'in- 



378 Le Vite de* Tutori 

l'intauolato fece venti otto hiftorie della fcrittura > che fi abbtug- 
giarono per certo incendio accaduto . A Fieta nel Triuigiano di- 
pinfe intorno all'Altare la figura di San Michele , e di San Gior- 
gio, la vifita di noftra Donna alla Cognata Elifabetta , e'ipaf- 
far > ch'ella fece per timor di Herode nell'Egitto , e gli Euange- 
■lifti. 

Hor veggiamo le opere di Vicenza , nelle quali maggiormente 
Iacopo à Vi- cam P e ggi a l a v i rCu fiia, poiché effendo fatto famofo il di lui nome 
cenza. gli fu locata dalla compagnia de' Bombardieri la tauola [di Santo 

Eleuterio per la picciola Chiefa loro", fituata in capo la piazza de' 
-Signori.Quì nella fommità d'vna fcala appare il SàtOjche benedice 
alcuni fuoi diuoti , e vi entrano fingolari tefte»e naturalilfimi ca- 
ni;e con più generofa maniera fece pofciaà Padri di San Rocco , 
nella Cappella maggiore,il Santo Pellegrino, che rifana col fegno 
della Croce molti languenti ignudi infetti di pefte, con altre don- 
■ne,che gli dimoftrano i figliuolini loro feriti dal contagiofo male; 
•e nella cima è la Vergine afcendcnte al Cielo , cinta da molti Aii- 
geletti. Ne fi può ridire con quanta naturalezza efprimefle quella 
pia attione,à fegno , che l'occhio impreflo di quelle mede Imagi- 
ni,proua certoche di meftitia,e di commiferatione , come in effet- 
to è /ingoiare il colorito , che non può di vantaggio dimoftrare il 
naturale. 

Apetitione della medefima Città l'anno 1572. ritraffe in ; 
gran mezza Luna i due Rettori , Giouanni Moro , e Siluan 
Cappello, in velli Ducali , perche (ì conferuafle la memoria del 
buon loro regimento:quali ftànoproftrati à piedi di noftra Donna 
fedente fotto maeftofo Baldachino,con San Giofeppe i lato. Die- 
tro àqnali , fono ferui vediti àliurea : epocolungifopraad vna 
fcala falgono alcuni]miniftri con chiaui , per ifearecrar prigioni; e 
quefta opera fu collocata da Vicentini per ringoiare ornamento 
nel capo della Sala del loro Configlio;e per la Chiefa di S, Croce 
fece vn Clinico morto, in braccio alla Madre fua dolente , vn fcr» 1 
uo tiene vn torchio accefo , da cuiprendono il lume , & vn paefe 
lontano . 

E fra la ferie delle cofe fue più gentili fi annouera ancora la pit- 
tura de' Santi Apoftoli Pietro, e Paolo , polla ne' Padri del Giesù 
V'enetìa. éi Venetia,a* quali non manca ogni grana.e colorito ; e quella di 
San Chriftoforo, che varca il fiume , con noitro Signore bambino 
in ifpalla» pofta nella Chiefa al nome fuo confecrata nell'Ifoktra-* 

vici- 






DeiCSRi'dolfi. Torte I. 37? 

vicina à Muraticene C vede in iftampa d'Egidio Sadeler ; con al- 
tri Santi daile parti,e nell'ifteflà Chiefa vi è la figura di San Giro- . • - 
boto orante 3 poiìo tra defebi con libri innanzi. 

Lauorò ancora a Padri del Giesù della Città di Brefcia noue £ K f c , a> 
quadri perii Choro , con tal'ordine collocati. Amano delira è 
Chrifto orante iiell'horto,fÌagellato alla colonna > moftrato da Pi- 
lato al popolo, difpogliatofoprailCaluariopereflèrCrocefiflb. 
Dalla finivtra , e la prefa nell'horto , la ;Coronatione delle fpi- 
ne,il poggiar del Monte Caluario,inchiodato in Croce,e nel mez- 
zo la di lui fepoltura . 

Tra di mezzo le narrate cofe faceuail Ballano molti quadri > 
quali volentieri traeua dalla fcrittura Sacra , che gli veniuano Ie- 
llati di quando, in quando da negotiatori , & altri ne mandaua à 
Veneria per vendere,fi che non ria difearo al Lettore,che di quelli 
facciamo vn breue racconto:che furono la Creatione del Mondo , Gen.cap. i«" 
facendoui numero d'animali, Adamo , Se Euacoftituiti dal Signe- 
re Padroni della terra; lo fteflò Adamo pernialo dalla credula mo- 
glie à mangiare il vietato pomo , edindi veniuano difeaccia- 
ti dal Paradifo terreftre dal Serafino con fpada di fuoco . Vede- 
uafi pofeia, come Adamo lauoraualaterra, in pena del peccato 
commeflb,& Eua, che nutricauaifigliuolinicol latte delle Ca- 
prette ; Abelle vecifo da Caino , e la fepoltura dello fteflb Cap.4-. 
Adamo . 

Figurò pofeia Noè, che per ordine del Signore fabricata l'Arca 
v'introduceua due animali di ciafeuna fpetie: ne fi può deferiuere Ca P- 6 ' 
quanto bene hauefle contrafatti i giumenti , le pecore, le capre , 
le Tigri , gli Orli, i Leoni,& ì Conigli, con altri animali della ter- 
raglie à due,à due paflauano per vn ponte nell'Arca , con lo fpar- 
uiere,ilpaflere,ilpico, la rondine, la ciuetta , l'vfìgnuolo , & altri 
vccelli, che parimente entrauano per la feneftra dell' Arca ; altri 
uagauafto fra gli alberi , e Noè follecitaua l'entrata degli arumali 
con altri di fua famiglia : vn'efempio rariflìmo della quale fi con- 
ferua nella Chiefa di Santa Maria Maggiore di Venetia'; e fi dice> 
che Titiano ne comperane vna limile per feudi venticinqueprez- 
zo di confìderatione in que tempi , riputando il Baifsano huomo 
rarifli.no in quello genere. 

Dipinfe poi come Iddio perule pullulate iniquità mandando il Cap . 7 , 
diluuio fopra la terra fommergeua il mondo,e vi appariuano cor- 
pi d'huonainiigniidijporcsrj' dall' onde 3 altri impauriti fi aggrap- 

Bbb a par 



S S o Le Vite de' Vittori 

panano i gli alberi.e fi vedeuanoipauioli,I' caldaiche conche,& 
C 'P-9 • altre maflantie i galla fopra delle acque . 

Ralferenato il Cielo,ce{l~ate le tempeite,& il furore de' venti,ve- 
deuafì Dio , chefauellauacon Noè , e per fegno della paco 
fatta con l'huomo appanua nell'aere l'arco celefte » fregiato 
dipiùcolori : &dapoidmedefimo Noè vbriacco, dimostrando 

Cap ifc * e P ai '^ wiJLveoiua ricoperto da Sem,e daGiafet.Agar licentiata 
da Abraamo,Lot,che raccoglienagli Angeli nello albergo , e indi 

Cap. 19 partendo dalle Ottadi infami il trafhillaua con le figliuole ; il fa- 
crificio di Abraamo ; Efaù , che vendeua al fratello Giacob la pri- 

Cap-"* magetiiturapervnafcodelladl Lente» e pofeia gli rapina dal Pa- 

Cap . . dre la benedittione,con l'inganno di Rebeccafua madre; e fuggi- 

op >?• tofi per tim«r del fratello in Aaram, addormentatoli nel camino » 
vedeua gli Angeli , che afeendeuano , e difeendeuano dal Cie- 
lo. 

OP34. Dipinfe ancora Dina figliuola di Lia rapita da Sichem . E moi- 

re acnoni della vita di GiofelTo , mentre raccontaua il fogno x 
fratelli de' manipoli , e delle ftellc > che l'adorauano - Vendu- 

Capj7» to da' medefimi i gli Ifmaeliti , ecomediuenutoferuodiPuti- 

c far, inuitato a piaceri anoroli dalla moglie vi lafciaua fuggendo 

nelle mani il nuntellojlo fuelar de' fogni, ch'ei fece al coppiere, & 

Cip 40. al fornaio nelle prigioni , e come interpretaua le vifioni al Rè Fa- 

C r«4' • raone.con altri fuoi auuenimenti » 

Mitri lecuriofe cofedi quell'ordine furono 'vari componi- 

a Clt ' menti del ritorno di Giacob in Canaam,per ordine del Signorie.» 
dell'andata fuanell'£gitto,pernuedere il figliuolo Giofeffb, fatto 
ViceRè da Faraone j porgliendogliene belhfltma occasione la ve- 

Cap 47» duta de' vicini monti, per doue fogliono tranfitar'i Pallori ,' che 
dalle montagne conducono le greggie , e gli armenti loro ipa- 
fcoli fecondi del Batfanefe, e del Vicentino , riponendo fopra do 
gli afini,e de' cauaHUe conche,le caldaie, i fardelli, i figliuoliui, e 
le cofe tutte del meftier loro. Così nella medeiìma guila figurò il 
Baffano i palleggi detti , con numero d'animali in camino , uario 
maiTaritie,le mogli ,& i feruiidel cui foggetto conferuafi vna gran 
tela in Cafa Contarina di S.Samuello . 

Ifoicap.*. Traffe umilmente dall'Efodo molte inuentioni.Mosè bambino 
ritrouato nella celta impeciata dalla figliuola di Faraone , e fatto 
adulto fuggitori dalla Corte per l'homiadio commerTo,nel paefe 
di-Madia>pei:uenuto ad vn i'onK diffendeua le figliuole di Ragne! 

Sa- 






DelCRldolfì. Parte L %*t 

S cerdote dall'importunità de' Paftori;& ottenuta Sefora'per ifpo-' 
éftdiasnuto cultode di Pecore.fauellaua co Dio,e per diuiri volere Ca P i- 
partitoli dal Suocero per Egittcfì vedeua in camino co Iamoghe> _ 
e numero d'arméti,rapprefentati dall'Autore con ogni fquifitezza. ar ' 4 * 
Poi faceua fegni alla prefenza di Faraone ; cangiana le acque in Cap 7. 
fangue,e hicédo vfeirein copia le rane da' fiumi;pofciacagtonaua 
la mortalità degli animali,le grandinile locufte, le tempefte ; e fi- 
nalmente fece l'Angelo, che vecideua i primigeniti dell'Egitto > e Cap-i*. 
la fommerfìone di Faraone . 

Colorì ancora , come peruenuti gli Hebrei nel deferto , gli ca- c ^ 
deua la manna dal Cielo, e gli pioueuano le coturnici , e l'acqua 
vfeita dal faflb al percuoter della verga di Mosè ; e due di quefto 
inuentionifonoappreflò del Signor Caualier Guflbni . 

Ritraile inoltre come Mosè nceueua le tauole della legge da 
Dio nella cima del Monte , mentre il popolo idolatraua il vitel d- c 
oro,& alcune facre ifticutioni dell'arca , del candelabro , Se altro v ' iU 
dell'antica legge • 

Indi formò da Numeri il ferpente di bronzo eretto da Mosè $ 

nel deferto , in cui fifsandofi il popolo firifanaua da morii de* Num.cap.11. 
ferpenti; Balaam Profeta fopra dell'Alino in camino per male- 
dire il popolo del Signore arrecato con fpada minacciante dall'- Cap.11. 
.Angelo. 

Raccolfe altri foggetti dal Deutoronomio , e da' libri di Gio- 
fue,la prefa di Ierico col fuono delle buccine,e lo arretrar ch'ei fé- , r 
ce del Sole nella battaglia contragii Amorrei. Cap.10. 

Da Giudici traflfe Sifara Capitano vecifo con acuto chiodo da 
Iael , nella cui Cafa erafi rifuggito ; Sanfone , che ritrouato il 
lauo del mele nella bocca del Leone proponeua à giouani del ^-«P-4- 
conuitol'E'iigma , che dal mangiatore folte vfeito il cibo > e dal 
forte la dolcezza, che da loro fu difpiegato , hauendolo riuelato c 
alla moglie, (vedi come poteuaftarfecreto nella bocca d'vna fé- 
mina»)e di quello efprefse ancora varie imprefe|, come la ftrage_> 
d-' Filiftei; il portar le porte della Città di Gaza ; e pofeia tradito Cap i6> 
dall'infame Da!ida,priuo de'crini, pollo prigione rouinaua l'edi- 
ficio de' Filiftei. 

Finfe di più Rut , che raccoglieua le fpiche ne* campi di 
Booz, e come quegli la fece fuafpofa > dicumacqueObedjcdi , 
quello Ifai padre di Dauide. Rut«p.i. 

Da i libri de i Rè fgelfe ancora le più fegrtalate anioni di Daut- lrReg . £ fe 

de* 



3«» le Vite de 1 Pittori 

de,all'hor,che fanciullo veniua vnto in Rè da Samueilo per ordine 
Cap !«•• di Dio, e come con la fionda vccideuail fiero Gigàte Golia, et m- 
di gli troncana il capo; e come col recifo tefehio in mano veniua_» 
ap 1? incontrato con canti,e.fuoni dalle donzelle di Gierufalemme^po- 
Cap i8-. feia psrfeguitato daSaule riceueuadal Sacerdote Abimelec il pa- 
ne della proportione ; & aflunto al foglio reale conduceua L'arca 
Cap-n* di. Dio tolta dalle cafe di Amiuadab,in quello di Getro fuonando 
'•• '"l'arpa con l'Oza caduto morto , che hebbe ardire di rattenerla ». 
Pofcia lo dipinfe ad vna fenefira del fuo Palagio , che vagheggia- 
Capii, uà la bella Berfabea > beuendo per gli occhi il tofeo mortifero 
d'Amore,e come poi commeflb l'adulterio,e l'homicidio di Vria,-. 
Cap.n- vcninariprefo da Natan Profeta. . 

R fap . Rapprefentò apprcffo.il Giuditio di Salomone; la Regina Sa- 
Cap.ie- ba. dinanzi al medefuno Rè , venuta ad ammirare le di lui gran- 
dezze ; Elifeo, che moltiplicaua la farina» e loglio negli, orciuoli 
Eap.13. ^ e jj a y ec j OU2 . e come rifufcitauale il morto figliuolo.. 

Diede anco à vedere la Sagra del Tempio,& alcuni facri riti del- 
Paral.cap (• Paralipomenó.Tobia in camino- accompagnato dall'Angelo Raf- 
Ti^acapé. f ae iio , che prendeua il pefee ; e come gionto alle paterne caio- 
ap ' 11 ' rendeua la luce al vecchio Padre col fiele, accorfaui la moglie je 
le fanti con enettidi marauiglia-. 
Giua.iap.io. Giuditta vfeita di Betulia, auuiatau" af campo dì Oloferne,. 
Cap 13. * cu * ^ notte tempo troncaua pofcia il; capo. Alcune attioni d'- 
Erte!: cap.i. Eller , e delpatiente Giobbe .. 

Giobcap.i. Compofe numerofe inuentioni ancora dall'Euangela , inco- 
Dall'Euange- «linciando dall'Incamatione /e nafeita del Saluatore qual dipin- 
te- fé in più maniere come fi vede in due quadri in Cafa del Signor 
Chriftoforo OrfettU' vna figurata di notte tempo co' Pallori , zj< 
molti armenti intorno al Prefepe di rieriflima macchia, l'altra di- 
moflra il forger dell'Aurora,e la Vergine , che raccoglie il nato fi- 
glio tra le bende,e quiui Hanno altrefi pallori adoranti,ed in que 
ila volle imitare la leggiadria del Parmegiano con efquifito colo 
. • rire,fi che paiono viue figure , e vi ritraile al naturale alcuni giù 
menti,edella medefima manieratimi vna Sufanna rariifima al ba- 
gno con i due vecchi. 
Fece in più guife l'Apparitione dell' Angelo à- Pallori ( vrì 
Teseea» de'quali (oggetti di delicato colorito 1 preffo ilSig.Gio:Gnman<r 
la vilìta de' Màgijla Purificatione della Vergine ; il fuo panaggif; 
nell'Egitto; Chrifto tf<i Douorwi ._inedefi>«io battezzato nel Gior- 
dano! 



: 



DelCRMfi. Parti L j tj 

«kno'jlà Maddalena conuertita dal Saluatore ,• che pur fi vede in_j 
'picciol tela in Cafa-Contafina a San Samuello, Chrifto introdot- 
to nella Cafa di Marca oue vedeuafi vn preparamento di animali > 
e di pefci,Lazzaro riiufcitato ; & il pafcere delle fameliche turbe 
fopra il monte . 

Eforefle molte attioni della paflìone del Redentore ; f ora- 
tione nell'horto ; tradito da Giuda', prefo da Miniftri, condotto 
à Caifauo,flagellato,coronato di fpinccrocefiuo , e tolto di Cro« 
ce : fingendo tali foggetti di notte tempo con pochi Iumi,ed osi« 
■bre gagliarde illuminati da faci, e da torchi, e dopo la Paflìone,lo 
dipinfe Rifufcitato,& in più maniere accompagnato, nel riaggio 
d'Emaus da Luca , e Cleofa,& a federe con eflì loro alla menfa 
f otto ad vna frafcata con l'hofte adaggiato fopra ad vna fedia, & 
in altra parte appariua la cucina con le mailaritie , vna ferua , che 
4auauaipiatti,&altre,chepreparauanoleviuande . E quella in- 
uentione raramente colorita in vna tela , e apprefl© al Signor Ni- 
colò Renieri,Pittore altroue mentouato,chepur fi vede con altre 
fienili in iftampade'Sadelerk 

Difpiegòfinalméte numero di Parabole. Ti Samaritano ferito nel Molti pitt ; 
"viaggio di Ierico , era tra le cofe di Bartolameo dalla Naue , che bok. 
pattarono in Inghilterra.il ricco Epulone,che flafll banchettando 
tri le meretricijco' mimi a canto,fuonando lenti, e'1 mendico La- 
saro à pie delle fcale,con naturaliffìmi cani, che vano lambédo le 
di lui piaghe,è poffeduto dal Sig. Iacopo Pighetti di buon talento 
della Pittura : vn'altro di maggior forma da' Signori -Contarmi di 
San Felice ; drvnoè in Cafa Contarina di San Samuello su lo 
ftile del Parmegiano.il Padre di famiglia,che mandaua gli opera- 
ri nella vigna i il Rè , che rimetteua il debito al feruo , e po- 
co lungi l'ingrato opprimeua il fuo debitore ; il Paftore,che ri- 
ìTouaTala pecorella fmarrita fé la poneua in collo ; il feminar del 
grano,il cui foggetto trouafi il Signor Bernardo Giunta, oue vna 
vecchia contadina alleftifce le touaglie, evi fonoduelben fatti 
^iouenchi; il figliuolo Prodigo riceuuto in gratia dal Padre ; il 
toioicliere , che fàceua compra della margarita pretiofa . Ne 
•>'i fu cofa in fomma degna di fpiegatura nella fcrittura, che non 
foffe da Iacopo figurata , efiendone egli molto ben [pratico , & 
intendente . 

Hor ripigliamo il filo delle opere fueefpoftenelpublico -, e 
:ondoniciil Lettore quella lunga digteffioneà fine , che fi cono* 

fca 



384 Le Vite de' Tittorì 

fca quanto egli fofle copiofo d'inuentioni,e fi venghi in cogniti©. 
PaJoua. ne delle molte fue fatiche. NellaChiefa di Santa Maria in Vanz« 
n ... di Padoua dipinfe la tauola del motto Redentore portato al mo- 
uent^onevan- numento da pietofi amici GiofcrTce Nicodemo.Viene la funebre 
ko gioite co p 0m pa accompagnata da ferui con torchi accefi , che difeacciano 
t ie m ve. 13- ^ tene ] :>rc della fera? & arrecano lume al pretiofo cadauere . Vi è 
la Vergine madre tramortita , tinta d'vn pallore di morte, e lo 
(tanno intorno le dolenti forelle per fouuenirla , che fi di {traggo- 
no in pianto ; e vi fono iftromenti della paflìone tratti per ter- 
ra , àfegno, che non manca àquellapùattione ogni verifimile 
circofianza . 
Baflano. Ma per veder le opere ancora dell' vltima fua maniera, cicon- 

uiene far pa(Taggio di nuouo i Banano, e qui nella Chiefetta fupe- 
riore del Cartello miriamo la nafcita di Chrilto , oue l'Aurora ap- 
parfa fopralecime de* monti rifehiara co* fuoi candori il Cie- 
lo . Nel feno di ruflica capanna Uà la Vergine inginocchia- 
ta, in atto d'inuolgerein pouere fafcieil nato bambino , mancan- 
dole in quel folingo albergo quegli apprcièamenti, che fogliono 
abbondare nelle cafe de' grandi . Due AHgeletti feltofi intanto 
fcendonoall'aprirfid'vn lampo di gloria , & intorno al Prefepe 
fiatino adoranti i Pallori , veftiti di rozzi panni , co' piedi lordi di 
fango , vn© de' quali arreca vn' Agnellino per farne dono alla Ver- 
gine madre,& altro guida vn bue,che mugge per allegrezza. Non 
e dato alla penna il delineare labellezza,ela purità di quella Ver- 
gineIla,chenelcomporlapare,che più fi afiaticaflero gli Angeli. 
che'l pennello del Pittore , fi che ogn' vno in mirando quel diuinc 
miftero, efpreflo con tanta naturalezza , giurerebbe di ritrouarf: 
nella capanna di Betelemme con Maria, Giofcppe, &i Pallori, 
onde l'animaintenerita flilla sii gli occhi lagrime di dolcezza, tì- 
gurandofi Iddio nafeere tra vile fieno peramore dell'huomo . Lz 
bellezza della qual Pittura trae del continuo Perfonaggi à ve- 
derla , che pur 'anco han tentato con larghe efibitioni di farne ac- 
quift'o : ma que' popoli non vollero giàmai pnuarfene , aceri: 
iui fi conferuiper tefhmonianza della Virtù d'vn tanto fuo Citta 
dino ; e nella medefìma Chiefa fono in vn' Altare le Sante Apollo- 
nia,& Agata ,& apprefiò dipinfe a frefeo nelle Gratiela CappelL- 
della Triniti. 

Per Cimzzano terra vicina à Trento fece quattro tauole. Neil; 
prima à majao delira fece l'incontro d'Anna à Gioachino fuor del 

la 



ìlio. 



DelCRìdolfi. Parte I. 3 8 5 

!a ۓtti,k il Santo Patriarca guida feco numero d'animali , & va 
iranallo carico de' pastorali arnefr , e nel bafamento ui è vn paefi- 
ìo entroui Maria Vergine , chetienefotto il manto vari; di* 
noti . Nella feconda è Santa Caterina fpofata à noftro Signo- Cl 
re»e nella baie il di lei martirio della ruota . Nella terza è Santo 
Antonio Abbate in atto di leggere: alla delira San Vigilio» alla fi- 
liflra San Girolamo , &à piedi con l'ordine medefìmo il Santo 
Vbbate tentato da Diauoli ; e nella quarta San Giouanni Battilla 
predicante alle turbe:e fotto la decollatone . Nelle quali opera- 
ioni v'hebbe alcuna parte Francefco il figliuolo , compiacendoli 
J Padre , che vi folle annotato ii nome d'ambidue . 

In Villa di Cartigiano fece à frefeo nelia Cappella maggiore i Carugù*» 
juattro Dottori della Chicfa, e dalle parti il diuicto fatto da Dio 
id Adamo j & Eua ; e come indi vengono difeaceiati dal Paradifo 
lall'Angelcper lo trafgredito precetto . Ed in quelle ancora pre- 
louui alcun aiuto Francefco> il quale ^hauendo fatto le parti pu- 
dende ad Eua fuelate ., le ricoperfe il buon vecchio con vn ramo 
li fronda>dicendo : non conuenirfi in luogo facto minima occa- 
ìonedi fcandalo;e la Crocefiflione del Saluatore * 

Ritraile ancora Iacopo per laCittàdiFeltrein vna tauolala^ 
leginade' Cieli>con vn Santo Vefcouo Protettore: & à piedi rap- 
«refentouui il diluuio accaduto in quella Città , per lo cui rifpetto 
ii eretto lo Altare 3 oue appaiono moki morti , & varie malfanne-» 
opra delle acque . A Notai di Ciuidal di Belluno operò il mar- 
ino di San Lorenzo ; & à Padri riformati d'Afolo il San Girola- 
mo orante nell'Eremo. 

In S. Francefco di Ballano fece il S. Giouanni fedente, che mira 
on molto affetto il Cielo,di cui fé ne veggono molte copie . A 
] adri delle gratie latauola del San Valentino ; e per la Chiefa di 
■•Caterina il S. Martino à cauallo 3 che diuide il mantello colpoue- 
'0 j della più forte Ina manierale nel Palagio publico vna Madon- 
laàfrefco, & altra doglio con S.Rocco 3 e'l ritratto del Rettore, „ 

,In Treuigij nella Chieia d'ogni Santi efpreife in vn quadro li u ' 1 '- 3 " 
ami Fabiano Pontefice,Rocco,e Sebafliano > quale fii ridotto in 
orma di pala per vno Altare da LodouicoPozzo>come hor li vede 
ggiungendoui vn Paefe; & in S. Paolo è il Crocefìflb con la Ver- 
one, S.Giouanni, e S.Girolamo . 

Per l'erettione della Chriiliana fede nelle parti delle Indie gli 
•iron commefle da Antonio Maria Fontana orefice molte anioni 

Ccc del- 



Fekre. 



BalTano. 



ì%4 Le Vite de* Pittori 

della vita del Saluatore , che feruironoà molto profittoper Hit 
Sne Piptue troduttione della Religione, hauendo la Pittura virtù d'imprime* 
1C ' re fen fi di diuotione, e di mantenere nelle humane menu le me* 
:morie delle cofe accadute . 

Furono le opere verfo il fine degli anni fuoi,la tauola della Ma- 
donna del parto nella Chiefa del Cartello di Banano , nella quale 
fi dice , che vi lauorafie anco Leandro il figliuolo ; e la gloria de' 
Beati ne' Cappuccini, togliendo alcune figure da Titiano j & il S- 
Paolo predicante ,per lo Cartello diMarofhca» oue fi legge anco 
le Stagioni . a nome di Francesco. 

E per fine del racconto diciamo alcuna cofa delle belliulmej 
Tue ftagioni , vna ferie fingolariflìma delle quali Ci cóserua dal Sig. 
Nicolò Renieri,di cui altroue habbiamo fauellato. In quella della 
Primauera appare il paefe fiorito , vn giouinetto con lepre in col- 
lo,e cani leurieri à mano; Contadinella,che animarla fiorì, altra.; 
munge la capretta tenuta da vn Contadino, & vn paftorello tiene 
la conca del latte;alcuni vanno alla caccia, e viiòno ancora fparf 
uiuaci cani, & altri animali . 

Nella feconda dell'Eftate Contadini mietono il granojaltrik 
aflettano fopra de' carri ; più da lungi il battono ; femine raccol 
gon le cadute fpiche ; vn vecchio Paftore tofa le pecore ; vna vec 
chiaalleftifcelaméfa;&unaféciulla leualamineftra dalla pétola 

Nell'Autunno vi è chi fpica le vue dalle viti; una donna le ripo 
ne ne' ceftijun Contadino le preme nelle tine; un fanciullo beue i 
mofto;altra donna ftàin atto di affettarli i certi in ifpalla; e lungi i 
vn feruoin camino con leprein collo . 

Nel Verno finalmente vedefi la campagna , & il monte copei 
to di neue;un Ruftico,che fa legne; vna donna ne riporta un fafei» 
fopra le fpalle; e fotto tuguri; di paglia di lontano euui vn Villa 
no,che ha vecifo il porco ; donne, che filano, e che accendono 
fuoco, e che preparano le ruftiche menfe.Molte dellequali ftagic 
ni faceua il Banano , per mandarle à Venetia à vendere,e ftauan 
per molto tempo appefe al cantone di San Mosè: & vna ferie dell 
medefime fi vede nella Chiefa di Santa Maria Maggiore , che 
ne' tempi noftrinefono ftateriuendute le migliaia di feudi, h. 
.... , . uendo quefto degno Artefice dato materia à molti con lef; 
tfEaore. tiche fue d'arricchire • Ed è pur vero, che frà'l numero delle e 
celienti Profeffioni i Pittori vaJorofi han fortito quefto infelice ii 
controdi non goder e in vita de' fparfi fadori , come fé haueflc 

' " nemt- 



Dei C. Ttjdolfi. Parte /. %%? 

nemico il Cielo, tifandoli ancora quella impietà dal Mando d'a.b- 
borrire la Virai in vita del galanr'huomo , per arricchirlo dopo la 

, morte di lodi, che nulla coftano.. 
Furono ancora in quantità le cofe operate dal E affano à partico- 
lari, ne qui pentiamo regifìrarle tutte , che farebbe imponìbile efr 
fendo capitate in varie niani:ma ci ridurremo alle principali . 

A Ridolfo ILImperadore mandò i dodeci mei' , ne' quali erano 
diuifate tutte quelle attioni, che occorrono per l'anno : che così P^ture fatte i 
piacquero à quella Maeftà,che fempre mai amò i Pittori,e furono 
de fuoi più cari Bartolamea Sprangar , e Giofeppe Heintz , quai 
creò fuo Caualiere, e di lui viue il tìgliuolo del medefimo nome in 

i Venetia ingegnofo Pittore , che perciò ne ricercò Iacopo à fuoi 

feruigi : ma egli non volle cangiar la picciola fuaCafa co' Palagi 

reali : quali fi videro per lungo tempo nella Galena di Praga. 

Dipinfe pure per altro gran Prencipe gli Elementi facendo 

affiltereaciafcunovnaDeità.AJl'aereGiunone;alTAcquaNettii- 

, nojaila Terra Cerere;al Fuoco Volcano: co la diuerfità delle cofe, 
che ti comprendono fotto gli elementi,e le parti del giorno, e del- 
la notte facendola cadere quelle operationi > che R trattano in 

. quel tempo da mortali. 

Sono anco infinite le Pitture , che fi ammirano nelle Galerie Lo rfra 
d'altri Prencipi,del Rè d'Inghilterra,del Duca di Roucchimghà , 
che ha vna ferie delle Stagioni , il Duca di PembrouK vna delle-» 

! Arche di Noè, & il Conte d'Arundel Chriilo , che difcaccia i ven- 

i ditori,c compratori dal Tempio . 

In Roma altre ve ne fono prefloà Cardinali, e Prencipi, ed in Roma, 
particolare il Signor Duca di Bracciano ha vn deporto di Croce-» 
finto di Notte rariffimo > et alcune nelle Cafe de' Signori Aldo- 

! brandini, e Borghefù 

Li Sig.Giouanni,e Iacopo Van Burea polfiedono quefte ope- 
re del Baffano . Vn quadro entroui Noè vfcito dall' Arca,che fabri- / 
ca co' figli alcune cafe , con copia d'animali; l'Angelo, che ap- 
pare à Pallori annuntiandogli la nafcita del Meffia con molti ar- 
menti ; Abraamo nel viaggio dell'Egitto con la moglie,i figliuoli , 
le malfanne, el numero de' greggi formati all' vfo fuo naturaliiu- 
mi . In altro fono alcune donne , chelauoranov.-uulbuinal 
lume d'vna candela.Mezza figura al naturale d'vn Monaco vorito 
di bianccaltro ritratto d'huomojdi mezza età,& vno d vu vece-Ilio 
spicciola forma; &in vr» quadro bislongo,Iddio,cliecoftituilce 
__ Ccc a Ada 



3$ 8 Le Vite delittóri 



Adamo Signore della terra, e degli animali ; oue fé ne veggono 
moiri di varie fpetie,così ben tattiche paioli vini; e la parabola di 
Lazzaro mendico con l'Epulone» che irà banchettando: alla cui 
menfa fono monatori,e meretrici, & vn cane uiuaciflìmo. 
Mastichiamo il difcorfo co breue relatione d'alcune Pitture di 
Vcn.uu. Vcnetia.ì Signori Conti Vidmani hanno vn San Girolamo in mei 
ditations , & vna hiitoria de' Magi tocca con molta delicatezza 
nella quale interuengono,oltre la Vergine,& i Rcgi,fenu, caualli, 
& altre curiofe cofe. Il Padre Anfelmo OliuaBrefcianoJnquifitore 
m Venetia,riguardeuole per le molte me VirLiupoiTiede vn genti- 
Infimo quadro co no (tra Donna,che tiene il bambino ai feno bac- 
iandolo con tenerezza . 

11 Signor Francefco Bergontio ha di quella mano il ritratto d'- 
vn Contadino, {ingoiare : & vno di donna di mano di Giorgio» 
ne , & altro dipingo dal Morone, d'vn Poeta , ambi Tariffimi . 

Apprefìb quelli confenu vn'eihgie maefeofa del Saluatorej 
del vecchio Palma, ?i vna Madonna col bambino in feno con San- 
t'Elifabetta,e S. Gióuanmiib di Perino dal Vago, celebre Autore! ' 

li Signor Iacopo Ponte gode dell'Ano fuo un picciolo San Gi- 
rolamo in meditatione , il Martirio di San Sebaiiiano , & al 1 
tre cofe: & una Imaginc dinota di Maria Vergine con Sant'Cate- 
nna del Paima Vecchio.il Signor Giofeppe Caliari ha vn altra fin 1 
golare figura di San Girolamo in un paefe,]che (là leggendo. Se vii 
pastorello tra alcuni animali . 

Co l'vltima ina maniera factaà colpi hi dipintolacopo à Padri di 
S. Giorgio Maggiore diVenetia una gran pala della nafeita del Si- 
gnore co' Pallori adoranti , che nceuono il lume dagli fplendori 
del nato bambino. Per la ComnaOTia de' Battuti di Chio^ia fece 
il Saiuatore in Croce con Angeli , che raccolgono il prenoto [an- 
gue . E di quella maniera 1 andrò per la Villa di Ledolo vna tela_» 
con più Santi. Altra à San Zenone co' Santi Apo'loli Pietro,e Pao- 
loà pie della Verginee moki gonfaloni {par-fi in altri luoghi . 

Fu egli non meno valorofo nel far de' ritratti , riducendolial 
naturale,eiTendo auuezzod cauare le cofe dal vino , un de' quali è 
apprettò del Signor Gio:BattifìaCornaro di S. Luca . Ritraile il 
Doge Sebastiano Veniero,Lodouico Ariofto , Torquato Tallo , & 
altri letterati,e fé fleflb dallo {pecchie con la uuolozza , e pennel- 
li in mano,da cui habbiamo tratto l'effigie . 
Si veggono etiàc^o quelle Pitture nella propria habitat io ne- hot 

polle 






De/C Rìdo/fi. Vàrie L 1 8 * 

pollcduu cby>igiior Carlo fuo Pronipote erudito nella Pittura , e 
nelle buone Iettere,un quadro della Creatione del Mondo, altro 
della Vergine col fanciullino,e San Giofeppe,e'l picciolo Eattiftaj Bafliaa. 
che li ripofa nel viaggio dell'Egitto fotto ad vn'aìbero dal quale 
{laccano gli Angeli frutti. Vna pala del battefimo diChrifto,che fu 
vna delle ultime opere fue non finita ; la figura di San Giorgio , 
che vecide il Drago ; una Stagione deH'Autunno>& i figliuoli di 
Noè,che dopò il chinino riedificano tugurij,molti difegni,& ordi- 
gni dell'arte : & il Signor Iacopo Apollonio ha un jquadro dili- 
gente dell'Annunciata . 

Si compiacque Iàcopojcome detto habbiamo , di habitare nel- 
la Patria fua,conferendole l'aria natiua , godendoli della cornino- puntata al 
.da fua Cala , coltiuando tal'hora per ricreatione certo fuo giardi- Due Attaiifo 
netto > ripieno di femplici , de' quali ueniua regalato da Alfònfo 
Duca di Ferrara,e da altri Signori >:rà quali fraponeua bifeie, & al- 
tri animali dipinti lopra cartonicene d prima viltà danaio materia 
ditimore:onde per tali curiofiti, ma più perla rara Tua uirtù ueni- 
ua fpeflb vietato da Signorhche di la paflàuano . Alcuna uolta fi 
ttasferiua à Venetia>trattenendon" con Francefco', e Leandro figli 
fuoh à quali feruiua d'opera,e di confìglio , per uederli bene eru- 
diti nell'arte. 

Così vide ritirato dalle frequenze, e da competitori , oue ger- 
moglia l'inuidia j che uolentieriefercita^li effetti fuoim^luagi 
^lerfo coloro,chepoffiedono uirtuofi talenti :poiche l'Ignoranza-* 
da materia dirifoda v 'irtù digelofia, e diliuore . Paffauaegli uir- 
. tuofamente la uita,ftanco dal dipingere , leggendo in particolare 
la fcrittura Sacra . Tratteneuàfi taluolta con gli amici nella Muli- $ . ... , 
ca, nella quale fu peritiffimo, e'fpetiajmente negli ftromenti da Mufieà. etW 
fiato:onde la di lui CaHi era diuena*artm nobiliffimo hofpitio del- 
la Pi:tura,e delle Mufe.Ne mancarono in lui effetti di Religione-» 
uerfo Dio,e di pietà uerfo de' poueri,onde ueniua fpefto riprefo di 
troppa liberalità dall'auara fua moglie . Viffe lontano dall'Ambi- 
tionc,conofcendo,che il merito è quello>che follieuagli rinomini 
i gli honori,noii le nane pretenfioni deTuperbhe degli ignoranti. 
Terminò in line la uitaqueftohuomo celebre , ammalatoli di 
^petecchie d'anni 82. il di i^.diFebraio 1592. ne gli increbbe il 
morire, diceua egli , che per non poter di nuouo imparare , inco- 
minciando all'hora ad apprendere il buono della Pittura > cono- tf aoK , 

iceo- 



3 9 e> Ze tto ài Vittori 

fcendoquanto fofle. difficile il peruenire alla perfetyone dital'a 
Notabiledioa te,non uarcandofi quefto pelago immenfo , che con lunga efpe- 
rienza,e con fino giudicio,e uiperifce chiunque fi commette allo 
onde fuo uoraci,fenza la fcorta di faggio nocchiere. Ben può l'al- 
trui autorità^ la fortuniferuir di fcorta ad alcuno per lo acquifto 
di qualche benemià non fi da la laurea da prudenti, che à coloro > 
che corrono felicemente lo ftadioje che fi approflimano uantag- 
giofamente al fegno .. 

Le furon fatte da pietofi parenti belle,& honorate.efequie, ej 
dal popolo di Banano con lunga fchiera di lumi, (che per apunto 
forrnauano un Cielo luminofo diStelle , ) che non uolle dimo- 
fìrarfi ingrato al merito d'un fuo eccellente Cittadino(che haue- 
ua per fempre coLfuo ualore illuftrataJa Patria) alla fepoltura ac- 
compagnato ,& in S.Francefco feppelito.. 

Il Mondo,ch'è il Teatro, ouefidifpieganole humane opera- 
Sila Sepoltura tloniconferuerà per ogni tempo la di lui memoria nelle mirabili 
in S. plance- opere fue,che più inueterata nnuerdirà di nuouo } [ne temerà dev 
tarli del tempo, e, dell'obliuione». 




YITA 




Francesco da Ponte 
xjaBassano Pittore, 






VITA 

DI FRANCESCO 

D A P O N TE 

DA 

BASSANO 

Pittore. 



Ebbe Iacopo quattro figliuoli a'quali infegnò l'arte 
fuarmà il più valorofo di loro fu Fràcefcojche arri- 
uò à fegno d'emulare la gloria del Genitore . Que- 
fti fu alleuato con ottime ìftitutioni dal Padre , e-> 
negli anni ancor giouanili gli fu di fbllieuo in mol- 
te fatichejcome toccammo nella fua vita. 
Pcruenuto ad età matura > prefe in moglie bella » e prudente 
donna della famiglia de' Comirmà parendogliene poco auuanzo 
di fortune far poteffe nella Patria 3 diuifè le foftanzecol Padre,e da 
quello accommiatatofùfe ne pafsò à Venetia , doue in breue tem- 
po con la fua Virtù huomo famo(b 3 e ricco diuenne. 

L'arriuo di Francefco in quella Città trafle la curiofità de' Vene- 
tiani à riconofcerlo ( dilettandoci eglino delle colè nuoue_j ) 
portando feco ilgrido di valorofo . Quindi egli incontrò varij im- M*™?™ <fe 
pieghi : e benché il Tintoretto, e Paolo fonerò tenuti i più eccel- c ;Ì t a, m p ' c ~ l 
lenti, piaceuano nondimeno le cofe di Francefco per la nuoua>e 
bella via di colorire apparata dal Padre , rapprefentando que- 
gli ancora qualunque cofa al narurale , ed in particolare alcune 
domeniche attion» , e glianimah*. 

Le prime opere da lui efpofte in Veneti* furono vna tauola nel- 

Ddd la 




ig^ Le Vite de* Vìttm 

la Chiefa delle Cittelle, di noftra Donna bambinetta , chefene 
patta al Tempio,riceuuta nella fommitd della ic ala dal Sacerdote; 
& in Santa Soffia quella dello Aitar Maggiore , li Chriito, che fé 
n'entra in cafa di Marta,e di Maddalena,có altre ligure. In S. Iaco- 
po dall'Orio ne fece pofcia vnamigliore,con la Vergine in aria,c 
fctto li Santi Giouanni , e Nicolò , &invnalungatela S.Gio- 
uanni,che predica alle turbe. 

Si pofe nello fieno tempo mano alle Pitture del Palagio Duca- 
le^ perche moltiplicauano le opere in modo T che non lì poteua- 
no condurre dal Tintoretto,e dal Veronefe a ciò deftinati , vi fu 
aggiunto il Palma , e Francefco , col fauore di Iacopo Contarino 
curatore della fabrica , nel cui affetto erafi infinuato vn particola- 
re oiTequice feruitu, onde gli fu locato l'oliato fopra il Tribunale 

hb't Deca . dello Scrutinio , & vno de' quadri maggiori, nel quale fece la rot- 
ta data da Venetiani à Pipino l'anno 1 1 z ? .poiché hauendo fatto i 
Francefi vn ponte di legno fopra delle botti , fi incamìnauano à 
Venctia, che gli fu da Venetiani disfatto , e fecero di loro fan- 
guinofa firage, e vi perirono in molto numero nel Canal Orfano , 
così detto dal fatto accaduto ; màquello>con altri appreflb>fe n'- 
andò à male, per caufa delle pioggie , e fu pofcia per altra mano 
rinouato . 

Poi nell'ouato fece lo acquifto di Padoua ( tenuta alfhora da_.. 

tti A n -$,b - 1 Carrarefi)fottoladirettionediCarlo Zeno, e di Francefco Moli- 
1 eca *" no Proueditori » Qui fi veggono le mura aflalitc di notte ri tempo 
piouofo ; e valendofi dell'occafione linfe Francefco conmoko 
ingegno vna faetta , dal cui lampo riceuono le figure i il lu- 
me : e fra quelle ombre rifplendono le armature, e fi difcoprono 
molti arnefi daguerraje colorì quall'operacosì bene , e macftre- 
uolmente , che incontrò molto nel genio de' Venetiani , e de' me- 
defimiProfeflòri l& hebbe adire Iacopo Palma , quando pofe uu 
opera il fuogiidiciovniuerfale > chefologli metteua timore 1'- 
ouato dìFrancsfccper eflere con molta forza dipinto. 
-j. r ,. Gli furono etiamdio allogate due altre hnìorie nella Sala del 

Bici. 1 Con figlio:c nella prima,che ancor fi conferuaverfo il Cortile, di- 

pinfe il Pontefice A lefiandro Terzo , che prefenta al Doge Ziano 
lo Stocco, mentre monta in galea per combattere contra l'armata 
di Federico Imperatore . Il Papa è accompagnato dal Clero » 
& il Doge da Senatori , e Capitani : & alleìponde del Canale 

appar 



Dei C. *Rìdolfi. Varie I. 395 

appaiono molte barche ripiene di vari popoli , & in bella prospet- 
tala è ritratta la piazza di S. Marco . 

"Nell'altra.ch'era polla nell'Angolo verfo lapiazza, appariuail 
Tempio di S.Soffia di Coffantinopoli, oue radunati i Duci, &i 
Capi della Lega Sacra,& eletto perlmperadore Baldouino Conte 
'diFiandra,il Doge Henrico Dandolo, come maggiore , gli pone- 
va in capo la Corona Imperiale^ vi entrauano moki Caualieri , e 
foldati con bandiere,e tamburi: ma quella parimente rellò guaita 
per caufa delle pioggie già dette . 

Nel palco pofcia dimoftrò Francefco virtù molto maggiore 
in quattro quadri fpezzati.fràmellì rr.i quelli del Tintoretto , e del 
Palma, e del Veronefe . Hor nel fecondo in ordine verfo la Qua- 
ranta Ciuil-nuoua dipinfe il fatto d'armi feguito a Malclodio,nel 
diitretto di Brefcia, tra Carlo Malate (la Capitano di Filippo Ma- d^J; 1 ^' 
ria Vifconte Duca di Milano,e Francefco Carmagnuola Direttore 
delle armi per la Republica,quale fopra generofo Cauallo ordina, 
che fi facciano i nemici prigioni,e'l Capitano; e vi fono foldati in 
iniferabil guifa feriti : & incarteila vicina dorata fi legge. 

. Vitti adMalclodium Infubres adcsteram vim edptiuorum in- 
gentem iffe etiam belli Bux in fotejlatem adductus , 

Nel fccondo,pofto nell'altro capo, l'efercitodi Nicolò Piani- 
no Capitano del Vifconte vien rotto dall' Attendolo Generalo s a bel.]ib.j. 
della Republica, vicino Cafal Maggiore , e fuggitoli il Picini- E>e« ^ 
no in vna barchetta, la caualleria Veneta co' fanti in groppa,gua- 
da il Pò,fegnendo la vittoria? e v'è vna donna caduta nell'acqua in 
atto di chieder'aita,moIto natnrale:e vi fi fcorgono le infegne del 
Marcello Proueditore , e del Duca . Et in vnbreue è anno- 
tato. 

Te dite intquos accepto trdnat padumEques Venctus , 
-dtfa Infubres fundit . 

Nel terzo,pofto verfo S.GiorgioMaggiore, fi veggono alcuni 
Cartelli di legno eretri da Hercole I.Duca di Ferrara fopra la ripa Sabdl.LL.*. 
del Pò , abbruggiati da Venetiani fotto il comando di Damia- Dcca4 * 
no Moro , ( tacciandone Sigifmondo il fratello, )che ne con- 

Ddd a duffe 



396 Le Vite de" Vittori 

dufle vno a Venetia per trionfo : evi è regiftratoT 

Dtiobus Principi* Atte flint lignei* Caflelli* incendio dtle- 
tis , infona terty mole* in vrbem aduehitur . 

E nel quarto, collocato nell'altro capo della Sala » diede i ve- 
dere la rotta data da Venetiani a gli Imperiali > tra monti di Ca- 
Pietro Bcm- dore,oue l'AIuiano e'1 Proneditor Cornare vinto il nemico , mar- 
bolib*. chiano in ordinanza co' prigioni . E perche il fatto auuenne in 
tempo di verno, rinfe lo Autore alcuni foldati vecifì fopra de i ne- 
uofi colli ; e vi fi legge . 



Nec loci iniquìtate , nec inoperabili pene niuittm munirne* 
to^arcentur Veneti ab inf erenda Germani* Clade . 

Dicono , che Francefco , per vedere gli effetti di quelle figure > 
Belleofltraa- affigefle le tele al palco,non ancor finite, & iui aggiuftafle qualun- 
que cofa alla veduta , con molta accuratezza , afììttendoui il di Ini 
Padre,che teneua vno fpecchio in mano , & offeruando entro gli 
errori gli accennauaà Francefco, con vna bacchetta , onde riusci- 
rono quelle opere così ben regolate , & eccellenti , ufandoui vn 
foauiffimo colorito , e molte bellce dotte oflèruationi: velando 
con ombre le figure lontane,e fiaccando le vicine con pochi, ma 
viuaci lumi,e con maeftreuoli colpi : onde lì comprende quanto 
gli foflero gioueuoli i ricordi del Padre ; equal beneficio ap- 
porti lo hauere alcuno amico di virtù , che corregga > et auifi gli 
errori. Mi perche la verità fu fempre abborrica,penetrado, più fa- 
cilmente le lodi,benche adulataci , che le corretnoni, le quali, fé 
foflero tal'horfentitcgiouerebbono per apunto,che le medicine a 
corpi infetti,e mal difpofti. 
Occorfe in tato à Fràcefco di far conofeere il fuo valore in altre 
Rema. Città onde mandò à Roma alla Compagniadi San Luigi de'Fran- 

cefi vna gran pala dell'Affinità della Regina de' Cieli con numero 
d'Angeletti, e gli ApoJtoli intorno al Sepolcro ,edue ligure de' 
Santi Rè di Francia ; & alla compagnia de' Padri del Gieiù ne di- 
pinfe vna minore con la Santiffima Trinità , e numero de Beati in 
gloria,ammirate molto p cr la bellezza loro . 

Per 



DelCRidolfì. Parte 1. 397 

Per la Città di Bergomodipinfe nel palco della Sala publica il 
lettore di quel tempo di Cafa Benedetti in atto di raccomandar Bcxgomè» 
juella Città à Venetia>acconipagnato da Paggio da alcune virtù» 
5e in due ouati i fianchi feceui altre morali Virtù , diportandofì 
nquell'opera egregiamente bene . 

E per la Chiefa di Santa Maria Maggiore della mede (ima Città 
•cce nel Cielo in quattro ouati f Annuntiata>la Vifitatione,la Na- 
"cita del Saluatore , e la Purihcatione , nelle quali vfando il|folito 
Valore ottenne lo applaufo da quella Città. In altra Cappella della 
xiedefima Chiefa jdipinfe la Cena di diritto con gliApoftoli di 
jel colorito. Per la Chiefa di San Francefco l'Affinità ; e per quella 
di Santo Aleflandro dalle parti della Cappella del Sacramento la- 
aorò in due tele la Cena di noftro Signore , e l'Oratione nell'hor- 
to. 

In Sant'Afra di Brefcia dipinfe anco la tauola di Santo A* _ .. . 
pollinarej che di notte tempo battezza alcuni fedeli ; e li Santi 
,Fauitino>e Giouita>che miniftrano ad altri l'Euchariftia : e quelle 
figure riceuono il lume da torchi accefi , tenuti da tre Angeletti 
volanti , e da lumi medefimamente delle candele tenute da altri 
fedeli . E ui è vn fanciullo>che foffia in vn tizzone, che gli riuer- 
beranel volto con mirabile effetto . 

Maciconuiene volgere il camino à Treuigi . Dell' Autore era 
picciolatauoletta in S.Vito, col Santo medefimoje San Modello» Taoig* 
( che indi fu leuata per rimetterne vnamaggiore.In San Nicolò ap- 
pcfo al muro vedefì vn gran quadro.col Saluatore in atto di fulmi- 
nar' il Mondo , dinanzi à cui ita la Vergine Madre orante » dimo- 
iandogli li due Santi Francefcoje Domenico» acciò in virtù del- 
l'innocenza loro plachi l'ira fua; & il Signor Afcanio Spineda,vir- 
tuofifiimo gentilhuomo , di cui altroue habbiamo fauellato» pof- 
fiede di Francefco.vn quadro di Giuditta . 

A Befega>Villaggio del Triuigiano -, è la tauola del Martirio di 

San Lorenzo. A Lorgia Villa poco dittante ve n'è vn'altra» entroui 

. S.Marco» con due Santi . In Afiago fece quella di Santo Antonio 

Abbatccon Santi à lato Vito»e Modefto , & alcune Sante Vergi. 

■ ni ; & in Enicolauoròàfrefco intorno à muri la vita di Chri- 

|fto- 

Occupauafi ancora Francefco in far quadri à Mercatanti » tra- mercatura! 61 
endone vtili di confideratione , quali veniuano trafportati in vari) 
tooghùpiacédo douunque la di lui manierale molte copie fuepaf- 

fauo 









398 Le Vite de Pittori 

fano ancora per originali > chefifaceuano da'giouani, cho 
teneua in cafa : e qualhorriceueua il pagamento de" quadri, 
con volto allegro riportai» Je monete nel lembo della ve- 
tte à Madonna Giudaia fua Moglie, che le annoueraffe : eflendo 
egli di così fempJice natura , che men lapeua il lor valore . Ma 
quella riferuandole , ne comperaua di quando in quando poderi 
nel Baflanefe , co' quali poi honoreuolmente maritò due fue figli- 
uole dopò la morte del marito . 

Si vedeuano di quella mano nel Duomo di Chioggia prima 
dell'incendio due gran tele , con hiiìorie alludenti il milterio del- 
l'Eucarifha; l'oblatione di Melchifedeoe la Manna . Et in San 
Francefco della medefima Città tuttauia fi coaferua la tauola di 
San Diego ; e nella terra ài Cauarzere vn'altra parimente con la 
Vergine in gloria^ San Nicolò, e li Santi Felice , e Fortunato à 
piedi . 
Turino. TrafTe la fama di Francefco etiandio la curiofiti de'Prencipi ad 

hauer delle opere fue, che però fece più cofe al Duca Carlo di Sa- 
uoia , & ad altri Signori. 

A contemplatione del Signor Iacopo Contarino fuo particolar 
protettore compofe due mezze figure di Santo Antonio di Pado- 
ua,e di S.Sebaftiano ignudo,figura delicatiffima, doue fi vede co- 
me egli fapeua dipartirli ancora da quella via fua fatta di colpi: 
che tuttauia fi ammirano nella Cafamedefima con altre picciole 
fue hiftoriette in rame dell'Euangelo . 

Hanno 1 Signori Barbarighi^diS. Polo il moltiplicar del pane, 
e del pefce;il paflaggio di Abraamo nell'Egitto; &in minor tela 
Apolline diuenuto Paftore cuflode dell'armento del Rè Adme- 
to. 

In cafa del Sig.CarloNipote I Badano fono due quadri degli ele- 
menti deli'acqua,e del fuocojvna parte del giorno, & vna cucina. 

Poco prima del fuo morire lauorò per ordine del Senato duo 
tauole per la Chiefa nuoua de' Cappuccini , della Nafcita del Sal- 
tatore , e della Refurrettione , con cuftodi armati di giacchi , e 
dicelate, &cofcperil vito tratte per terra molto naturali : nel- 
le quali cofe pofe molto ftudio , che fi vede anco in ifiampa 
Wolfgango Chilianoj & alcune picciole hiftoriete dell'Euan 
gelo appefe à muri ; e la Cena del Saluatcre nel Tabernaco- 
lo. 

Hebbe ancora in commiffione del Senato di far vn modello 

del 



Vcncria» 



LelC. c Rulolfi. Parte I. j9 9 

lei Paradifo per il maggior Configlio , che dipinger doueua_j 
on Paolo , come già toccammo nella di lui vùa> chenonheb- 
>c effetto per la diuerfità delle maniere . 

Haueua dato anco principio ad vna lunga tela per la Sala del 
^onfiglio di Dieci , che fu poi condotta da Leandro il fratello, 
1 quale diede ancor fine ad altre opere da quello incomincia- 
e. 

Ma nel meriggio finalmente degli anni fuoi ofcura nube di 
norte offufcò così bel giorno , (efiendofi Francefcoauuanza- 
o in molto credito in Venetia non folo: ma in ogni luogo oue 
ranoperuenuee opere fue ) poiché continuando con fouerchia 
:ppIicatione ne gli lmdi , diede in vn'ecceflò tale di malinco- 
ìia , che gli cagionò in fine la morte : hauendcii formato nel- 
amente d eflerprefo da sbirri , fi che viueua in continui tenori : 
inde la faggia moglie lo face uà curare » tenendolo rinferratoin 
ramerà > penfando con la buona cura Iettargli quel penfiero dal 
;:apo; ma vn giorno fentendo egli picchiar fortemente alla por- 
adifuaCafa , ftimòperapunto > che glisbirri veniflfero per 
uijonde ripieno di fpauentcfalito fopra vna feneftra» fi gettò fu- 
riofamente à terra , e percotendo d'vna tempiafopra d' vn (aflò > 
:eftò mortalmente ferito . Al cui rumore accorfa la moglie , e 
iafamiglia , lo ritrouarono vicino al morire : ma rauuedutoii 
::ardi di fua follia dille : Mifero , che feci ? Iddio mi perdoni 
così gran peccato , india poco tempo , non valendo l'human 
àpere > ne l'arte di Chirurgia > fi morì con difpiacere uniuer- 
'ale della Città : hauendo dilettato ad ogn'vno con fue pellegri- 
le Pitture.. 

Viife Francefco vna vita pura » &innocente> dimoflrandoiit 
ogni fua attione fegni più tolto» che nò di femplicita , riportan- 
do dalla Madre alcune leggerezze di mente , le quali col prò- 
greflb del tempo Ci auuanzarano in modo > che diede ne' de- 
liri. 

Fu il cadauere luo fatto condurre à Ballano dalla pietofa mo- 
glie > e nella Chiefa de' Frati Minori feppellito , oue gli ereffe 
honoreuole fepolcro con l'effigie fua di marmo , da Girolamo ^Baffano» 1 * 
Campagna fcoIpita>fotto la quale fece affigere a perpetua memo- 
ria del degno fuo marito quella ifcrittione - 



Fra»- 



Le Vite delittori 



400 

Francijco a Ponte IacF.patemam pingendi dilige ntÌ4m y ac 
venuftatem aJfecuto,egregy operis tabulis,qua cum Abbi „ 
tum in Reip.V 'enetorumComitijs ac curia, /pefiantur, 
immortali! nominis lattdem adepto Venetjiemtbeuntijn ^ 
Patriam delatojuftinaV xor majìifftma» 
H. M. P. C. 

Vixitannos X L 1 1 1. MenfesVÀiesV 111. 
Qbtjtanno, M D X C 1 V. Non. lui. 



E fopra la fèpoltura fi legge . 

lacoboa Ponte ac Frane. Fitto funimis Pìftorìbus reiìcfuì 

fratres patri,? ' xor meftifìtma F ranci/ci. p, ac Ptft. 

U JO X C 1 V.. 



I 




VITA 









4CU 

VITA 

DI VIC ENZO 

CIVERCHIO» 

E d'altri Pittori Cremafchi . 

N Crema Città Uluftre dello Stato Veneto., 
così detta da Cremete vno de' fuoi fondatori , 
dipinfero nello feorfo fecolo Vicenzo Quer- 
cino , & altri induftri Pittori di quella Pa- 
tria > de quali hauendo raccolte molte ope- 
re non prima da noi intefe » neregiftreremo 
in quello luogo la memoria . 
Valfe il Ciuerchio nella Pittura non folo : ma 
nell'architettura , e nell'intaglio . Furono da lui dipinti i Portelli 
dell'organo nellaChiefa Catedrale di Crema con l'Annuntiata ; e 
fu opera fual'inuentione dell'ornamento, e dell'intaglio ; & è anco 
fua fatica la figura di legno di San Pantaleone nello Altare à quello 
confecrato . 

Vedeuafi in capo della fala del Confìglio vn quadro entroui San 
Marco>la Giuftitia , e la temperanza : ma eflendo occupata la Cit- 
tà da Francefi fu leuato dal Gouernatore Bernardo Ricaudo » che Aleniamo li, 
ìo mandò in Francia al Rè . feftSrif **" 

Dipinfeanco à frefeo nelle fale inferiori del Palagio negli ar- Crema. 
<hetti molti ritratti dal naturale d'huommi illuftri di quella Città , 
tra quauVenturinoBenzoneGonfaloniere di Santa Chiefa : Sog- 
getto molto cofpicuo di quella famiglia , che hebbe. il dominio 
di Crema. 





Eee VITA 




40 2 

VITA 

DI CARLO VRBINO 

P I T T O R E. 

, V E S TI fu ftudiqfo della fimmetria, e delle profpet- 
tiue, & accurato nel collocare le figure ne' fiti loro 
ccnleolTeruationi del punto. Ha di colmi Monfi- 
gnor Cefare Vimercato Archidiacono fugniflìmo 
di Crema 3 che pur anco fi diletta di dipingere, alcu- 
ni difegni.-ma Carlo fu più ftimato per le opere a fre- 
fco> chea oglio , onde fu chiamato per farne alcune a Milano , & à 
Pauia > oue tra l'altre cofe fi veggono alcuni putti da lui dipinti 
fopra la piazza lodati dagli intelligenti della Pittura,. 

Fu opera fua laboriofa in Crema il circuito del Coro con la vol- 
ta de' Canonici Regolari > oue erano figurati in Croce fignati , tol- 
tane f inuentione dall' Apocalifle , ne' quali riportò gran numero di 
tefte dal naturale : ma quella pittura fé ne andò a male ; gettan- 
doli quella volta a terra per rinoiurla , con perdita di fi bella fati- 
ca) della quale ne conferua vna copia in picciola forma Mófignor 
Vimercato fudetto di mano di Angelo Ferrano . 

Ma nel Palagio Pretorio vedefi tuttauia nella fala Mocenica > la 
Vittoria da lui efpreflaj ottenuta da Renzo da Ceri Capitano per 
la Republica Veneta contra le genti Sforcefche,e Spaglinole; delle 
quali regifhreremo breuemente loauuenimento , acciò apparifea 
maggiormente l'indultria di Carlo nel diuifarla . 

Erant> accampati Profpero Colonna j eSiluio Sauello Capitani 

Sforcefchi due miglia lungi da Crema . Quegli ad OrYanengo. que- 

ftiad Ombriano 3 e fatto vn baftione alla torre di Pianengò » iui ac- 

., r campatoli Cefare Ferramofca con le continue feorrerie de' Caual- 

nionell'Hiftc- li, e de Fanti danneggiaua del continuo ìlpaeie fino a Santa Maria 

tic di Crema, j e n a c roce ,doue i Cremafchi brauamente fi dirfendeuanojhauen- 

do munita quella Chiefa a guifa di fortezza.Si erano non meno tra- 

uagliati dalle armi nemiche,che dalla peftilentia > che più difsemi* 

nauafi per le continue rubberie , che faceuano i foldati nelle cafe_> 

delle fpoglie degli infetti , prouando etiandio infiniti oltraggi > e 

calamità da popoli circonuicini 3 à quali rifugiuano 3 fé per Guelfi 

erano 



Del C didelfi. Parte L 40 3 

erano fcoperti>onde di loro ne veniuano fatti molti prigioni . 

Ma deliberatoli Renzo di cacciar il nemico daOmbriano, au- 
uertito da vn contadino detto Baruffo prattico del paefe,per quale 
ftrada fi poteffeaffalire il hemicojche per tale effetto, dicefi, foffe 
riccorfo al Capitano > ( per effergli ftata rubbata da foldati nemi- 
chi vnagiouenca } et andato feco Andrea della Matrice per ricono- 
feer il luogo, veltito anch'egli da villano , vfeirono pofeia la notte 
precedente il giorno di San Zefirino dalla porta del Serio quattro- 
cento contadini ( introdotti per quello line nella Città ) e fette- 
cento fanti guidati dal Matrice , da Andrea Grauina, da Sauafto da 
Narni , e da altri C apitani moflifiper diuerfe ftradecol Pietra 
Santa, e Baldafsar da Romano per aflalirfc in vn medefimo tempo il 
baftione di S.Lorenzo , e Iacopo Micenello anch'egli auuiatofi co* 
Caualli leggeri ver Caprignanica > gli huomini d' arme poftifi in 
Giarra di Serio per impedire il foccorfo al Colonna , e Renzo col 
Contarino condottoli alla porta d'Ombriano . 

In tanto il Matrice Capitano dell'Auanguarda, ordinato co' fuoi 
il modo dell'imprefa , rolti feco alcuni capi de' foldati, ingànate, Se 
vecife le prime fentinelle, e fatto il medefimo delle lècóde , feguito 
pofeia dalla Fanteria ; e peruenutoalla torre , oue ftauafi numerofa 
guardia de' sónachiofi foldati,quali poco badàdo alle voci del Tor- 
rigiano,furono da quello,e dalle genti Venete tagliati ipezzi;& af- 
faliti i nemici nelle sbarre co trombe di legno , e co fuochi riferrati 
nelle pentole pofero fuoco ne' padiglioni,e ne' loro alloggiamenti; 
ma il Sauello accortoli dell' improuifo affalto de' foldati Vene- 
ti,mancatogli il tempo di vellir le armi , falito i cauallo con lo folo 
fcudcaccompagnato da alcuni fuoi,fcorrendo coraggi ofamente il 
campo gli nncoraua al combattere:ma quelli fpauentati da fuochi, 
e dalle armi nemiche fi pofero finalmente in fuga, & i Suizzeririti- 
ratifiàgli alloggiamenti di Jà dall'acqua dell'Alchina in quefto 
mentre animofamente fi difendeuano : ma sbaragliati dal Matrice 
con la propriaartiglieria de' nemici, e dall'altra parte aflaliti da_. 
contadini , rimalero poco meno che deltutto disfatti . Reftarono 
morti in quel conflitto molti valorofi Capitani ; i foldati del forte 
S.Lorézo fi refero al Cugnuolo fopralatn da furore de' Cótadini, & 
il Colóna veduto il capo del collega disfatto fi ritirò a Romanégo. 
Hor di fi nobile vittoria ritraffe Carlo lo auuenimento , facendo 
veder di lontano i foldati Sforcefchi- , che rubbano la Giouen- 
cad Baruffo. Siluio Sauello in atto di falire à Cauallo ; ilcam- 

E e e 2 pò 



404 Le Viti de Pittóri 

pò nemico affalito dalle genti Venete ; Gli allo ggiamentiabbrag- 
{Tiati:gran numero de'fcldati trucidati, &i Suizzeri dapreflc^che 
nel ritirarli inchiodano l'artiglieria . 

Etin altra parte della Sala medefima r apprefentò di lontano i 
foldati Veneti vittoriolì, che s'inuiano ali a Città carichi delle fpo- 
giie de vinti nemiche chi di loro guidano i prefi foldati> ecaualli ì 
mano in forma di trionfo . Il Rettore col valorofo R enzo ,che gli 
vanno in contra feguiti da numerofa fchiera de Cittadini, enei f re- 
gio intomo appaiono molti prigioni . 

E volle Renzo, che in racordanza di fatto fi memorabile fé nt-; 
t egifirafle la memoria in vno ftendardo,che fi vede apprefo in Cre- 
ma nella Chiefa dedicata alla Vergine con quefte lettere . 



OBSIDIONE LEVATA PARTAE VLCTORIJE- 

POSTERIS MONVMENTVM FVTVRA 

AD FASTIGIA DIViS. VIRGINIS 

SPOLIA PRiV MXIMVS. 

& a Baruffo fu dato in guiderdone lapefca del Serio , che ancor fi 
conferua ne' poderi fuoi» • 

Nella Cappella di S.Pantaleone Protettore della Città dipinfe 
ancora alcuni miracoli del Santo , e fuor della Cappella la rifurret- 
tione del Salnatore. Nella Chiefa di Santa Caterina operò la na- 
feita del Saluatore , & ilrimanente di ella Cappella à frefeo fu ope- 
ra pur di Carlosoue entra Iddio Padre, Angeli,& altre figure . 

La tauolacol Chriflo portato al fepolero poftoin S. Agoftinofù 
in oltre fu a fatica; con la Vergine, l&Marie, e numero d'altre figu- 
re,tenutain molta ftima.da-que' Cittadini . 

Il Signor Conte Galeazzo Vimercato Gentil'huomo di Crema 
conferita alcuni difegni di quefta manojaltri del Cariano,del Bufo> 
e d'Alberto Durrero ; Se vna rifurrettione del Saluatore di Califfo 
ììaLodi, d;lettandofi anco queito Caualiere di trattar pennelli pec 
nobiliflìmo trattenimento . 

Fuori della porta della Città nella Chiefa di S. Maria Rotonda 
della Croce,yedefi dipiùilChtifto flagellato in vna Capella , doue 

fono 



Del C %idolfi. Parte I. 4G <, 

fono anco opere del Diana , ede' fra dli Campi Cremonefi . 

In Villa di Camifano nella Ciucia del Chiericato di S.Stefano fi 
veggono opere fìmilmente di Carla , & altr&ancora apprettò de' 
Cremafchi . 

Prono egli nondimeno- > come fpeflb auuieneàglihuominidi 
Virtù.infelice fortuna nella Patria 3 efiendo à lui antepoftonell'elet" 
rione delle Pitture del Rofario per la Cappella dx S. Domenico 
VnellJ Pittore di poco pregio , onde mal fodisfatto, fenepafsòà 
MuanOj & lui diuenurr» vecchio terminò la vita . 




VIT* 




4° 6 

VITA 

DI AVRELIO BVS 

P I T T O R E. 

V coflui difcepolo di Polidoro daCarauaggio.e 
di Maturino , e feruì loro in molte opere che fecero 
in Roma , onde riportò Ipeflo ne fuoilauon i con- 
cetti loro,di Raffaello,e di Giulio Romano . 

Gode laXittà di Cremadi quello Autore la pit- 
tura, à frefco nella Cappella della Trinità , e fopra 
la torre del tormento nella parte , che riguarda la piazza, alcune 
gran figure à chiaro fcuro > che hor mal fi veggono , eflendo cor- 
rofe dal tempo . 

Nel Palagio de' Signori Conti Antonio,e fratelli Benzoni Patti- 
ti) Veneti, e riguardeuoli per le molte loro nobiliflime conditioni 
fece nel fregio d' vna ftanza molti corpi d' huomini , e di don- 
ne , fanciulli? felloni , & altri ornamenti, e nella fala del Signor 
Ranuccio Zorla ha dipinto in vn foffitto gli Dei alla menfa , e lo 
afpetto del medefimo Palagio,à chiaro fcuro » - 

La facciata della cafa de' Signori Gambazzocchi con le Sabine 
rapite pure à chiaro fcuro, fu opera di collui, e fi trouano altre fuc 
pitture appreflb de' priuati » 

Nella Villa di Mofchefano ha colorito anco à frefco il calino del 
Conte.Ridolfo Vimercaro con hiftorie, & varie fantafie. Morì l'in- 
felice non ottante la fua virtù in mifero flatojdatofi per viuere a di- 
pingere carte da tarochi . 

Si veggono ancora in Crema opere di Califto da Lodi » oltre le 
già defcritte nella fua vita , & appreflb particolari ; di Giouanni 
Cariano, di cui habbiamo altresì fauellato, &.vn' altra tauola del- 
la miflìone dello Spirito Santo di Paris Bordone nella Chiefa de' 
Padri Francifcani, e nella Càtedrale fono altre opere del Moretto 
Brefciano . 



Il fine della Prima tdrte. 







^ 






Baravi glie 

*}£££ ARTE, 

Le v XTp overo trtTT o^ 

VpÌH, d EGL' ILLVSTRI VX&» 
NEl X£ DELLO STATO- 

v A t CW DESCRITTE ~rf*' 

| C AVAL1 ER CARLO Rll» ** 



Ci 



parte 



o^ 



*- T IIXVSTRE S1&* 
B °RTOlX> DAFINO- 

*"<> g,„ IN VENETI A, vlJ f 

con ; Bat tista scava MD^ 1 

Uc ENZA DE' SVPEPJOP" 1 ' 
E PRIVILEGI. 

L IN ^EGNA DE1XA TOSCANA- 



< 




I 






■ 



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- 







MOLTO ILLVSTRE 

Signor mio Colendiffimo . 

E le co fé tutte/I fregiano per fatiti 
e diletto , che recano 9 donde fi trag- 
gono effetti piùfruttuoji) e dilette-» 
noli , che dalla Pittura? Giudice 
n' e il Mondo 3 e l'atte fi ano con mil* 
le e fempii più chiari Scrittori. 

Non vi è Natione cosi barbara, che dettale facol- 
tà non prendi vagherà „ e non applaudi i tratti à'~ 
vnindufìre pennello : Occhio non è così rigido , o cuO' 
re cosiferigno , che non s intenerita allavifla d'vrt 
piaceuole oggetto, e non fi lafci vincere da vna aa+ 
cor che finta belletta. 

La Natura sleffaf dà vinta alle *vue diZeuft, 
à i giumenti di <tApeile , ($ à i veli di Parrafio 
nel vedere i di lei parti ridotti a tanta perfettionLj 
dati' arte fua emulatrice. 

La noslra Sacrofanta Religione ha giudicato efe- 
re la Pittura efficace me%zj)perconferuare 9 enodri» 

a 2 re 



renelle menti de K fé deli il Divino culto , /emendo Ji 
libro a /empiici [ di norma a /aggi } e di /cala a' di- 
noti per falir e al fi elo. 

I firmati Signori non filo- , ma i Prencìpi mede- 
'fimk hanno afcrittv aioro particolari ventitré il trat- 
tenere* alle forti ; e fàuonrt gli-eccellenù Pittori 9 co- 
me fc e -ero Filippo , ($ Aleffandro Amelie ; Demetrio 
Protogene: Lucio Paolo Metr odoro , Ce/are Dittato- 
rè ^Timomaco da Bifantio , MafimilianO , e Car- 
lo V. Imperadon Alberto:.. Durerò , e Titiano , 
Frane e/co /.Rè di Francia Leonardo da Vinci , & 
Andrea dal Sarto 3 Filippo IL Rè di Spagna Pel 
leqrin da Bologna » & i Sommi Pontefici Leone X. 
Raffaello , ClementeV.lL e Paolo ILI. Michel' Ange? 
lo , (fjregorio XI II. il Mutiano 3 Clemente Vi LI. 
(f/ofeppe d' A spino , e Cherubino ^Alberti } & altri 
molti y dimando quelli non ritrouar/i co/a , che più 
roridi decoro , e che più vaglia a trattenere virtuo- 
fam ente gli animi .che la bellezza delie varie ima- 
gim , onde fi poneua dagli ^Antichi ne' fronti fpiti/ deh 
le porte delle loro habitat iòni ilfimolacro à fiere ole , 
tipo dell' h eroica Virtù , accioche col di lui e [empio gli 
buomiw \fi por t afferò per mezj&o degli ftudi , e delle 
fatiche alla gloria . 

Si adornino pure le regie habitat-ioni di porpora , 
t d'oro f che il loro ornamento maggiore /ara fempre 

la 



a Tittu'rÀ , poiché ci ricrea non foto : ma con va- 
neviuaci forme fare , eh' ella con effònoi tratti, e fa- 
nelli . 

Queflo e/empio e fiato degnamente pratticato da 
VS. M. fllusìre , la quale hauendo eretti fontuofi 
Palagi , e quelli abbelliti ài predo fi arredi, ha voluto 
mcchirli etiandio con le opere de' più egregi Pittori , 
■nàitio dell "intendimento , ch'ella tiene di quefta fin' 
volar e facoltà . 
\ Qui non mancar ebbero lodi ancora di R eligio' 
te , di Pietà , e di Magnificenza , così bene dalei 
•fer citate ,feguendo levejìigie de' fùoi Maggiori, de' 
quali conferuano i Tempi] , & i luoghi pij di quefìa 
iloriofa Citta immortali memorie : ma non deuo con 
'afearfe^a delle lodi feemare quel merito , che gli 
nferua il Sommo Iddio nel Cielo , e che tuttauia el* 
'.ava augument andò con le <virtuofe fue operationi . 
Taccio le conditioni della fua Cafa, lo fplendore^j 
■ielle ricchezze , il candore de' coflumi , la genero fità, 
■a prudenza 3 l'ingenuità, & altre fingolan doti , che 
miei fi ammirano , onde fi e acquietato apprefo di 
ognvno concetto di Pio, di Liberale, e di Prudente, 
p ha obligata la Fama fleffa à diuolgare per ogni 
urte il nome fuo immortale. 

Tratto io dunque da tante riguardeuoli qualità , 
v imai proportionato impiego il confecrare al merito 

di 



di VS. M. lllujlre il preferite volume delle Vite* 
di que y Pittori , che fior irono nelt età noflra in Vene- 
tia , e nello flato Veneto , oue rinacquero le feien&e 
e le discipline più belle della (fjrecia , & tn eminenti 
grado la Pittura , i cui nomi hor riforgono dà fepol 
cri a più glorio fa vita 3 de' quali V S. M. ll- 
lujlre conferua , e de più antichi ancora 3 molte in 
fimi Pitture in quefte Vite regisìrate , rendendo f> 
per auuentura non men degna , e curiofa la fatkt 
per le varie, e numero fé htjlorie, per lifauolofì, cj 
morali [oggetti figurati dagli flefi Pittori ,' prouedendo 
io nello flejfo tempo d'vn tanto autor euolè Protettori 
all'opera^ e dandole fegno della mia antica diuotione 
Qradifca per tanto VS. M, Illuflr e il picciolo tr\ 
luto della mia penna , che diuerra maggiore , JL 
con occhio corte fé fa da lei veduto , e qui terminati 
do il dire, le bacio ajfettuofamente le mani , e leau 
guro dal Celejìe Datore continue grafie 3 & honori 
DiVenetia,ildì 2 2. Giugno 1648. 

Di VS. M lllupre 

Diuotiflìmo Seruitore 

II Caualier Ridoli 
Del 



- Del Signor 



\ 



PIE 







CHIELE 

GENTII/HVOMO VENETIANO 



_ 




AL CAVALIER RIDOLFI, 

Per le Vite da lui defcritte de' Pittori Veneti , e dello Stato r 

E N TA NDO di fot tur, con nob il forte , 
L'aura del nome fuo , dal Tempo a» aro , 
Getter ofo di cor , di braccio forte 
Sudai Guerrier fìtto l temprato acciaro ; 
Ma cade al fin dweuittabil Morte 
Al f curo colpir di frale amaro ; 
E de' chiari Trofei le nobil pompe 

il venen de l'Età fiero corrompe . 
perche , col corpo in vn , di cieco Vafo 

Non chiuda il nome fredda pietra ofcura , 

Peregrinar da l'Orto , e da l'Occafo. 

L'Amante di Virtù fi prende cura . 

Studia faper , che fia Fortuna , € Cafì , 

E i fecreti fpiar fuol di Natura , 

Conuiene al fin, che'l fatal'vfo eifegua 

Che Morte al volgo ignaro i Dotti adegua. 
Ne gli eterni del Ciel lucidi Arcani , 

Quafi , che'n fcritte , o figurate carte 

Varie vicende de fuccejji humanì 

Aftrologo gentil legge con arte . 

Ma benché fia , ch'egli predica , e fpiani 

De l'altrui vita il corfo a parte à parte , 

Althor , che nero Jhral foura Impiomba 

Pur cede anch' egli a itpeuittabil tomba . 

Per- 



Terche nel Fonte ctHelkona immetta 
Auide labra adorator d'Apollo 
Corre in Parnafo , ou'dfuo Nume alberga 
Col plettro in mano , e con la Cetra al collo ^ \ 
Ma , che de l'onda facra il nome àfperga, , 
Ne da gli Anni partenti empio tracollo 
Che gioua a lui , s' al fin di vita fciolta 
Con la plebe più vii giace fepolto ? 
Toltt a i Monti di Paria i marmi ilìu/lri , 
A colpi di duriamo martello , 
Sogliono affaticar Scultori indufiri 
E la mano ne l'opre , e lo f carpello ; 
Onde poi ne/ce a far oltraggio a' lufilri 
Forma di Simolacro altero , e bello , 
More al fin lo Scultore , e Jeco ancor A 
Le grand opre di lui l'Età diuora» 

£uafi habbia forza a Gioue egual ne l'opre 
Mofira vn quadro talhor volti dipinti , 
Tratteggiati sì ben , che mal fi feopre 
Quali fi ano più veri i veri, ò i finti» 
Spejfo con arte tal l'arte fi copre , 
Ch' i maggior Mafin à rimirare accìnti 
Reflan tra lor delufi . Ah tanta pofifa. 
Al fin diuìen Trofeo d'anguftàfojfa • 

Ma fora troppo vii fé non potejfe 
L'Arte del tempo riparare i danni ; 
E'n virtù di Virtù , fé non fapejfe 
L'ira fchiuar de' Secoli tiranni. 
For^a al fin ritrouo , chefòr^a hauefje 
pari al giro fatai , che /Orman gli Anni* 
Contro' l venen de' fé e oli l'inchioflro 
Fatt'e balfamo eterno al nome noflro « 

Tolfer le penne Greche , e le Latine , 
E quelle de l'Italia al fife o Oblio 
I nomi , e l'opre chiare , e peregrine, , 



1 



i. 



Cui di Lethe palfat vietar q ti Rio, 



S^lìh 



Quindi ,fè Ben di Spanta , e d'Illa alfine 
Ogni più fòrte Heroe cadde , e morio ; 
Ne gl'altrui fcritti i Secoli viuenti 
Veggo» Fìmprefe lor come prefentt . 
entr'han chi i lor coflumi , e l'opre ferine , 
piato» ri/òrge , e di Stagira il grande. 
Di Tolomeo la fama eterna viue . 
La gloria di Ticon bei raggi fpande ». 
E tra feguaci de l'Aonie Dtue 
Codon la Grecia , e'iLatio opre ammirande v 
Chi de' mar mi fon chiari entro i lauori. 
Chi ne le tele han fama -, e ne' colon . 
osi , G AB. LO , hoggi tu con bei volumi 
Segni k la Fama altrui gloria infinita^ 
Mentre [opere , i fatti . & i coffumi 
Spieghi con dotto fi il de l'altrui Vita. 
E , quanto auuien , ehe [Età rea con fumi «•• 
Tanto eterno per te Virtute addita , 
E dentro a' fògli tuoi rendi immortali 
T>e le Pitture altrui le linee frali, 
f te felice , a la cui man conceffo 
Vien sì bene adoprar pennello , e penna y, 
E con quefta , e con quel toccar Pecceffo , 
Che de la fama altrui , la Fama accenna.. 
Anzi, e' hoggi dal Cielo e fol permeffò 
A quella Fama , che per u s impenna 
D'ejfer fol vera Fama , onde fepolia 
Sta £ altrui fama , e d-obiio cieco muolta\.^ 
tosi , mentre dapplaufi altero godi 
Per la fidata tua nobil fatica , 
E meritare , e non curar le lodi- 
Opri , ch'altri di te cantando dica ; 
Far potejk ancor' io lodate frodi 
Al tempo ingordo , & a [Età nemica]^ 
E mojlrar c'hai ne i Unt, e ne le carte 
VApclle , e dt Plutarco ingegno , &arte. 



& Del" 



Del Signor 

A SCANIO SPI NED 

DE 5 CATANE!. 

[INGA Apelle, eLifippo 

Formi coloflì, onde à l'età futura 

Cedi all'Arte Naturai 

E de l'opre lor belle 

Sen voli il gridò pur fopra le Stelle: 

Che {e dotti Scrittori 

Non dafler vita à i marmi , & à i colori f . 
Cario , come fai tu tra dòtte carte 
Il tempo ftruggerebbe i nomi, e l'Arte. 




A 






Del Signor Gemente Mola ; 



SE dal Ridolfi fcritte ■ 
.De' famofi Pittor s'ammiran l'opre 
Eterne su le carte , • 
Con euguaFcura ", & arte 
Immortali le fue pitture fcopre r 
E fé a Tanticne Mule H pregio ruba > 
Ocon'fonoia tuba 

Tra gl'inchioftri , e color femina carmi 
Inalza ii' Tèmpo ad huom sì raro i marmi 






COR- 




CORTESE LETTORE. 

A Vita del Tintoretto , già dedicata alla Se- 
renifsima Républica Veneta, efpurgàta da_> 
molti errori , accrefciuta di molte opere *, e 
detti del medefìmo Autore > viene di nuo- 
uo alle ftampe con leVite di molti altri Pit- 
tori » da noi defcritte , la quale fi è pòfta nel 
principio di quefta feconda parte , efTendo 
fato il Tintoretto fondatore di quella maniera , che fùpofcia^- 
là quelli feguita. - 

Per auuerti mento ancora fapi, che nel riuedere il primo vo-- 
ùme Ci fono offeruati alcuni altri errori , non annotati in quello , 
1 :He faranno qui regiftrati; & in oltre eflèndofì trafcorfe alcune 
; )pere degli Autori , nella Vita di Polidoro Venetiano à carte 
lfo'5. alla linea 3 3. dietro la parola coloritojeggi come qui fieguc: 
Nella Chiefa delle Monache dello Spirito Santo è di fua mano 
_|'.à tauola della Mifsione dello Spirito Santo fopra degli Apoftoli . 
Nella vita di Giofeppe Porta, detto Saluiati,à carte. 223. linea 
: 2. dietro la parola Eritrea - , aggiungi : ' 
Nella Cappella del Sacramento in S. Polo operò alcune telo 
[ . oglio col lauar de' piedi di N. Signore à gli Apoftoli, TOratione 
[ (éll'horto , l'andata al Monte Caluàrio , e tortello tolto di Cro- 
I e ; e l'afpetto della Cafa de' Zeni à frefco a' Rari fopra il canale. 
| Et haucndo procurato nelle relationi delle Pitture priuate rap- 
: 'iefentaru fìnceramente la verità degli Autori delle opere de- 
Icritte , nondimeno (rampato il primo volume , neirinuefti- 
l^re' la maggior certezza delle non vedute , mie flato affer- 
I ciato da Profeflbri intendenti , che han vedute le pitture annota- 
la nella prima parte pofTeduteda Giouanni, e Iacopo VanVe- 
| rie, nelle pagine 5 5. 122. 2 02. 2 r 3.2 3 8.2 "73. 325. &in altre pa- 
ine ritrouarfidi molte le originali prelfo diuerfì Signori, hòvoluto 
l uìauuertirteneper mia difcolpa , accioche fopra la mia ' relazione 
t r>n prendi errore , onde habbi di me à dolerti , e perche rtfti mag- 
' iòrmcnte appagato della mia diligenza , e viui lieto . 



Errori; 



Errori non annotati della Prima Parte; 

Pag. Lio. ERRORI. eORRETTIONI. 

Firentine» fi catino, Sciaogailuogolcggi Eioiecririo < 

Vicennio A' Vicent io 

con titolo col titolo- 

i pecche perche—» 

ioz m ao fot mauano 

fa.rrficlo ■ Sacrificio 

eli quei Padri daque' Padri 

di quella Dea della triforme Dea 

nell'anno 1551, nell'anno 1 e ;o. 

che anni jj. che anni 17. 

Errori della Seconda Parte . 



i» 


IO 


* 


8 


90 


19 


J«J 


14 


»9* 


»7 


III 


9 


307 


16 


»74 


4 


S8 $ 


3 


988 


33 



CE 



Bag; 


Un. 


ERRORI. 


CORRETTION- I. 




7 


'9 


Santi 


Sarti 




9 


I 


mediate 


medianteche 




IO 


9 


accrefetmonto ' 


accrefei mento 




K 


37 


vicito 


vicino 




JJ 


36- 


(antimo 


fentimento 




37 


ì 


à Mantoua ■ 


à Mantoua eoa lamoglir - • 




30 


3 


pone 


per porre 




33 


38 


le conmene 


fé le conuiene- 




3f 


36 


vna 


vno 




54 


10 - 


Arti 


Atte 




57 


37 


aleno? 


àletto 


l/. 


Sx 


maig, 


notabili detti*. 


non ci va ' 


B* 


98 


14 


lune 


lune.& il Santo Andrea in Croce à pi? della CtàeSU- 


fi. 


99 


13 


Santo detto 


Santo detto , & altre Sacte Hiftone 


L 


31* 


IO 


Vndeggia 


ondeggia 


1 


120 


'9 


patangene 


paragone 






3J 


parandone 


paragone 


H' 


m 


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«0' quali 


con le quali' 
Raguel 




146 


37 ' 


Ragnel- 




IJ4 


31 


Ladislao 


Stanislao 




i6i 


39 


viola 


nuoti 




166 


37 


fommitì 


fommità , Scalcradi S. GiaeintO nelladi Iui«tppettà- 




J70 


a? 


tilTìmi 


Santiflimi 




1S6 


16 


Cecilia 


Agata 




»9J 


1 


to' altra 


vn'altra già deferita 


W' 1 


300 


39 


importatene 


opoitajoae» 


ai7 


1 


▼iadislao ■ 


Stanislao 




348 


30 


teisti 


ferirti 




349 


3* ; 


Keremiturn 


Heremiraai ; 




35 1 


9 


IMmiuo 


Damino 




S«5 


15 


il Santo 


Santo Antonio 




371 


*4- 


del Fiei'cui 


dei Fieichi 




**» 


17 


efpreflo 


è <^>preflb 


■'*■'' 


9»4 


li 


S. Pietro Incarnale 


8- Pieno Incarnano, detto Infardile 




308 


*9 


an 


ne 





Nella. Tauota delle cofe Notabili alla lettera C oue dice Comari 

leggi. Corrari . 
Gli errori di minor cònfìcferatione ^ortografia, e di pofìiile trafeorìé. 
lì rimettono alla tua difcrettione . 

Altri Scrittóri inferiti nell' Opera . 

Abbai* Giimani Cefare Zarottì • 



Cuoiano Sudi Piatane , 



TAVOLA 



TAVOLA 

DELLE VITE 

DE PITTORI MODERNI 

VENETI, E DELLO STATO, 

Defcritte nella Seconda Parte . 

A {orci. 105. 

Domenico Tintotene » a 6 j. 
LFSSANDRO f 

Magan^a.2^j 
Andrea Vicenti- Felice Riccio , detto ilBrufafor~ 

no. 144 «• fi9- 

AntonioFoler. 146. Filippo Zanimlcr ti . 282. 

Antonio Vaffilacchijetto A He- Francefco Moten*e%zumo. 1 3 6. 

fé . 2 09. Francefco Zugni . 2 58. 

(fofm Vicentino , /&/tt 7*- Francefco Apollodoro , <&/*>«& 

g/w;*?. 231. Farcia, 260, 




B 



fatti/fa dal Moro- ■ T-15. Giù: Antonio Fa filo . 254. 

G io: Batti/la Ponte. 170. 

v G&. Battifia Maganza , detto 

Camillo Mar pegano . 226. Magagnò. 229. 

Ct fare. dalle Ninfe. 77. Gio: Battift a MOganT^a figliuolo 

Claudio Rtdolfi . 302, di Alejfandro . 245. 

CV/5w<7 Pw^ Capuccino. j J&, C*». Battifia Biffane . 2 60. 

G io: Mario Ferdi^zoti. 132. 

■^ Gio: Rothamer . 76. 

Zter/s Varottarì . 79. C*"«gw Damìni . 252. 

Domenico Riccio } detto il Brufa- Giouanni Contarino. 89. 

a Gì- 



Girolamo Tonte \ 1 7 0. 

G traiamo Gambetto , 2 dtf . 

Girolamo Magatila , 246. 

H 



M arietta Tìntoren a. 71. 
Martin de V os. y^ 

AV«* Ingoli , detto Rattem tà- 

t<L- 352. 



tlenrìco y.akhèmburg . 126. 

I 

/ytf^fl Tintor etto . 3 . 

7^^(? Palma ilgiouine ♦ 173. 

L 

Leandro da Ponte da Zaffano 
.Caualiere. 16^, 

Leonardo Corona* 97. 

Ludouico Pozzo/arato '■. 85. 
£»/>/ Benfatto . 138. 

M 

Maffeo Verona , 1 48. 

.MiW<? VecfUìo , detto di? tita- 
no . -145. 
Marc Antonio Buffétti . 246. 



O 

Orlando Fiacco. 

P 

P/V/ro Malombra . 
Pietro Dami ni . 
Paolo Frane efebi. 
Paolo Marinato . 
Parrafio Michiele » 



Santo Peranda. 
T 



117. 



153., 

-48. 

12; 



2-Jl. 



Tiberio Tinelli Caualiere. 287. 
Tomafo Dolobella . 2 2 6J 

Tomafo Sandrim . 2 5 d.jj 







> 1-— 



TA- 








T A V O L 

DELLE COSE NOTABILI, 

E de luoghi 

DOVE SONÒ LE OPERE DE GLI AVTORI 

Deferirti nella Seconda Parto . 

BVSI, che apportano danno alla Pittura qual* 

302. 
Agoftino Barbarigo Proueditor dell'Armata feri- 
to da Turchi. 2 ir. 
Agoftino Carracckrdà alle ftampe !a Paffione dèi 
Tintoretto. 21. 
Albero della Religione Benedettina dipinto dall' Alienfe . z\6. 
Alberto Muti ha di Matteo Ingoli . 25 2 . 
Alberto Zuccato ritratto dallAlienfe, 2 20". 
Alelfàndro Maganza Pittore , fua nafeita , e Maeflri . Paffa à Ve- 
netÌ3 , fa vedere alcune Tue opere ad Aleflandrò Vittoria > e vie- 
iie efortato da quello à trattenerli in Venetia . Richiamato i 
Vicenza dagli Accademici Olimpici , tra quali è àniìoueràto . 
Prende moglie > ha molti figliuoli . 2 3 7. Sue opere in Vicenza -. 
237 r e.fegue, Intelligente eli belle lettere > e come gli giouaffe- 
ro 240. Cuoi ritratti 2 40. 2 41 . Cafe de" Prìuàti , Villàggi del Vi- 
.centino, & molte Gfctà d'Italia hanno delle opere fue .242. Ri- 
tratto di lui medefimo , e fottofcrittione. 2 43. Suo madrigale, 
• & à che fine fatto. Sue piaceuoli maniere, molto ftimato, e fuoi 
impieghi ibid^Zelante della Religione . Pietofo verfo rpoùeti r 
Suo temperamento , e trauagli, età, e morte. 244. 
itìeflandro Varotari Pittore quando venife a Venetù , e fue ope- 
re, e lodi. 84. ■ 
Akflandro Vittoria Scultore quello dice/Te à Giouarmi Contan- 
do, &à Pietro Malombra intorno alle opere loro» 90. Fauori- 
fce il Palma giouineje pere he. 1 74. 1 75 .Dà credito ad vnopera' 
del medefimo .185. »•'■ 
Aleflandrò Turchi Pittore eccellente in Roma . 1 * 1 . 

a 2- Alef- 



Tdtiold delle €ùfe Notabili l 

Aleflandro III. Pontefice doue , e come ritratto . *j^ 

Aleflandro Berardelli hi di Tiberio Tinelli . 258. 

Aleflandro Languidis ha di Pietro Damini . 251. 

Alfiere gratiofamen te dipinto da Felice Riccio. 110. 

Aloifia Contefla di Prata moglie del Doge Reniero Zeno» 1 8 r . 

Aitar Maggiore di San Lorenzo , e fuo Architetto . 2 5 : 

Altobello Buono ha del Peranda - 2 80. 

Ambafciator Inglefe acquifta molti quadri del Tintoretto . 42 . 

Amici del Palma giouine da lui ritratti , e doue . 179. 

Amici , e famigliari del Tintoretto quali foflèro . 60, 

Amici dell'Alienfe ritratti da lui , e quali . 220. 

Amori di Ludouica Padouana cantati da Gio. Batrifta Magan- 
za in Lingua mitica Padouana fotto nome di Magagnò . atp. 

Amore doue vii maggiormente la fua forza . 121 . riputato daL» 
finocchi celefte Deità. 122. 

Andrea Gritti forprende Padoua . 1 77. 

Andrea Palladio celebre Architetto ritratto da Orlando Fiacco; 
Erettore de' Teatri > e de Palagi in Vicenza. 23 7. Architetto di 
San Giorgio Maggiore di Venetia . 214. 1 

Andrea Zeno , e fua impre fa » 1 36. i 

Andrea Vicentino Pittore.i 44. fne opere in Venetia ibid. e fegue. 
In Badano. 145.Infatieab1le.146. Sua morte, ibid. 

Angolo dello Spadone nella Sala del Maggior ConfegJio perche* I 
così detto. 37J 

Anima intellettiua accrefee perfettione nell'huomo . 4J 

Anime del Purgatorio in qualmodo fono fuffragate . 188. 

Antonio Aliente detto Valfilaechi Pittore. Sua Patria, Genitori, 
fuo ingegno , e Condifeepoli, fue prime opere. 2-09. Licentia 
to da Paolo Veroneiè , e perche . Vende tutti ifiioi difegui y & 
imita la maniera del Tintoretto. Suoftudio , & altre opere fuc 
prime . Suo quadro efpofto à S. Lorenzo,!odato da Paolo, aio, 
-211. Altre opere da lui fatte nelle Chieiè , e nel Palagio Ducale 
di Venetia fino à carte 214. Inuentore del Tabernacolo di Sa 
Giorgio Maggiore 2 15. fuo ragionamento intorno ad eflb Ta 
bernacolo ibid. Dipinge l'Albero di San Benedetto j e fi trasfe 
rifeeà Perugia. 216. FàL'hiitoriade'Magifoprail Tribunal 
del ConfegJio di dieci ibid. Opera per il Rè di Polonia > vien da 
quello inuitato alla Corte, e vi manda il Dolobella fuo Difirepo- 
loibid. Sue opere fuori di Venetia • 217. 218. Altre fatte uu» 

Vene- 



TauoU delle co fé Notabili» 

Venata . 118.219. Altre mandate in varie parti. 119. Varie fa- 
tiche di lui in Venetia predo particolari * e ritratti. 219. 2 2 e?. 
Sua opera celebratadaLucretiaMarinelIa.220. Cartoni diuerfi 
da lui operati per il Mofaico della Chiefa di San Marco . Litiga 
con il Palina. Mal feruito da fuoi Auuocati. 221. Pafla alle ter- 
ze nozze . Difegno da lui formato , nel quale rapprefenta lo 
flato ilio. 2 2 i.Perfeguitato dagli adhcrenti del Palma.ib.Fortu- 
natone' fuoi primi tempi , e guadagni. Suacafa allenita , Se 
ornata ibid. Raccolta fatta da quello di difegni rilieui> e carte in 
iftampa di eccellenti Autori . 221.222. Vifitato da' Prencipi » 
e Personaggi , dotato di molta felicità nel difegno , e nel colori- 
re. Imita il Tintoretto ibid. Liberale co' Pittori foreftieri . In- 
telligente dell'Architettura > e dell'Aritmetica ibid. Suoi detti. 
222.22?. Male da lui patito , morte , funerale , e fepoltura , & 
odainperfona dell'ertili to Alien fé. 223.224. ' 

Antonio Foler Pittore. 1 46. Sue opere in Venetia ibid. in altri luo- 
ghi. 1 47. fua morte ibid. 

Ànconio Marcello Rettore di Vicenza come ritratto da Aleflan- 

. dro Maganza . 240. 

Antonio Vicentino, detto Tognone . 23 1. fua nafeita , ferue al Ve- 
lotti > fi pone a' difegnare , diuiene buon Pittore . Sue opere-» 
commendate dal Palma deturpate da vii fuo Emulo > fi vendica. 
Altre opere fue nelle cafe de' Vicentini . Muta la maniera . Di- 
fperato fi fa foldato. 2 3 2 . fuo fine . 233. 

Antonio VIiana hi di Pietro Damino . 250. 

Apparato funebre nella Chiefa de' Frari per il Gran Duca . 

Ferdinando I. di Tofcana fatto da Maffeo Verona . 1 49. 

, Apparato per la creatione di Papa Vrbano Vili, fatto dall'Ingoli. 
254. 

Aquileia hi di Domenico Tintoretto . iG%. 

Arco eretto fui lido da chi dipinto . 2 09. 

Arma Bai bara perche mutata. 272. 

Armata Veneta combatte Coftantinopoli , 212. 

Arme vno de' foggetti adeguati al buon Prencipe, 191. 

Armida deferirta dal Taffo , efprefla dal Caualier Ridotti. 3 19. 

Arqui hi del Palma giouine . 1 9°- 

Arte della Pittura in che confifti. 2 8 1. Quanto fia difficile . 132, 

Arte quanto maggiormente rifplendi . 13*.. 

Afolo nel Duomo vi è di Pietro Damini* H9- 

Attedio 



Tamii delk coft Notabili '» 

A#èdiodi Tiro dipinto dall' Alicnfe . x\ j, 

Afpramonte Poema heroico di Gio. Mario Verdizzotti ; 132. 
Attor Baglioni Capitano della Republica Veneta ritratto con la_. 

moglie da Orlando Fiacco ► 1 1 8. 

Attioni humane ii trattano per interefle . 1 3 2 . 

Attioni de* Romani dipinte da Gio. Antonio Fafoloje doue, 234» 
Attioni del Doge Cicogna dipinte dal Palma giouine , e douo • 

180..182.. 
Atto modello di Penelope defcritto da Paufania , come {piegato 

dalCaualiec Ridoliì, 318. 



Badia nella Chiefadella Madonna hd di Andrea Vicentino .. 145. 
di Filippo Zanimberti . 282. 

Barbari nel loro Palagio vicino à Cartel Franco hanno di Ludoui- 
co Pozzofarato » e di Dario Varotari .. 85. 

Barbatigli* à San Polo hanno del Tkitoretto .. 45. del Contarino. 
92. del Malombra.! 5 g, di Leandro Badano. 1 69.. del Palma gio- 
uine. r p-pw di Carlo Bidolfr . 3 1 o, 3 1 7. 

Barbon Morofini Procorator di San Marco doue ritratto . 181. 

Bartolameo Malombra padre di Pietro Malombra Pittore . 153, 

Bartolameo Liuiano Generale della Republica Veneta . 195. 

Bartolameo dal Calice, con G ratio fo fuo fratello,doue ritratti dal 
Peranda. 278, 

Bartolameo Nanti hi di Carlo Ridolh" , 3 1 %, 

Ballano ha di Andrea Vicentino . r45 . di Leandro Ballano. 1 55. di 
Alefiandro Maganza » 242, 



ChiefediBafiano. 






Santa Caterina hi di Leandro Banano. 1 6jAi Alefiandro Magan- 
za. 242^ 

Capuccini di Alefiandro Maganza . 042 .. 

San- Francesco di Andrea Vicentino » 145. 

San Gio. Battifta di Leandro Badano . 167. 

Parocchiale de 1 Catello di Leandro Bafiano l ' 16 f. 167.. 

Battaglia nauale del ij7i r dipintidal Tintofetto nello Scrottinxo 
27» 

Bat- 



TahòU delle cofe Nùf,4$» 

Battaglia nauale di Stefano t omarino contrai! Vi (conte <&<&{,-* 
doue dipinta . ^ 

Battaglia tri Mefentio, e Co flautino Imperadore dipinta dal Bea- 
fatto. ^. 

Battaglia nauale fcguita nel Pò tri i Venetiani * Se il Duca di MUa= 
no dipinta dal Palma giouine . iV7« 

Battaglia accaduta al Zaffo dipinta dal Peranda . 27.2. 

Battuta dal Moro Pittore , perche così detto . 115. Sue opere irj^ 
Verona j & in Mantoua . 1 1 5. 1 16. In Murano, ibid. In Vene- 
ti- n.7o 

Beato Giouanni Colombino jfìitutore dell'ordine de* Giefuati, 
213. 

Beneficio apportatodaFraCofmo Piazza a' Catholici in GeniUr 
nia,&inche modo. 169. 

Bergomo ha del Palma giouine. 193. 

Bernardo Contarino fi offerifee di vecidere il Duca di Milano.2 ri. 

Bernardo Giunti ha del Conrarino.95.di Antonio Foler. 147.de! 
Palma giouine . 202. di Aleflandro Maganza. 242.de! Peranda. 
280. del Caualier R idoi fi . 319. 

Benedetto Moro Procurator di San Marco con quali conditioni 
daffe à dipingere vna-tauola al Palma giouine . 195. 

Biagio Lombardo ha di Paolo Farinate. 130. di Tiberio Tinelli. 
288. 

Biflbne ; Vedi Gio. BattiftaBiffone. 

Bologna ha del Tintoretto . 41. 

Bolis ha di Aleffandro Maganza. 242. di Gio. Eattifta Maganza » 
del Palma giouine. 246. 

Bortolo da Fino ha del Palma giouine. 20i,delBaifano2O2. o 
d'altri celebri Autori ibid. 

Bouolenta ha del Caualier Ridolfì. 325. 

Braida Auogadra doue dipinta . 3 7. 

Brefcia come dipinta dal Zanimberti.. 2 8 3. 

Brefcia ha del Tintoretto. 41. del Palma giouine* J98. 199. di 
FrancefcoZugni. 258. 2 55. di Domenico Tintoretto. 268. dej 
Zanimberti. 284. 

Chiefe di Brefcia. 



Sant'Afra hi del T'ntoretto. 4L del Palma giouine.i^j., 
Sant'Antonio : il Palma giouine . 193. 



Ca- 



Tamia delle cofe Notabili* 

Capuccini il Palma giouine. 1 93. 

Con fraternità del Rofario: il Palma giouine . 199. 

San Domenico : il Zugni . 259. 

Duomo il Palma giouine. 199. il Zugni, 258, 

Santa Francefca Romana : il Zugni, 258. 

San Giorgio il Zugni . 258. 

Le Gratie il Zugni . 258.259. 

San Lorenzo : il Zugni . 258.259; 

Santo Mattia : il Zugni . 259. 

San Nicolò; il Zugni. 258. 

C 
Caio Fabio Pittore. _ 323» 

Caldogno Villa del Vicentino ha di Gio. Antonio Fafolo . 234. 

Campagna Scultore,fue opere alla Montecchia nel Padouano. 8 r. 

Campo delle Beccane, di Luigi Benfatto . 1 40, 

Camillo Marpegano , e fuoi difegni . 225. 

Camillo Sauio Scultore ha del Corona. 1 02. del Zanimberti, e del- 
l'Aliente . 284. 

Camera de Signori Deputati di Vicenza di Aleflandro Maganza_,, 
239. 

Candiana ha di Francefco Zugni, 259. del Palma giouine. 199.de! 
Sandrino ibid. 

Candia ha di Tiberio Tinelli . 

Canal' Orfano perche così detto . 

Candia come dipinta dal Palma . 

Cannea contenuta da Pafchal Cicogna. 

Cangiafio imitato dall'Aliente . 

Cappella del Cardinal Commendone . 

Cappelli à Murano hanno di Francefco Montemezzano , 

Cappelli in Venetia di Antonio Foler. 147. del Ballano . 

Cappella eretta da Monfìgnor Veraldo in Verona . 

Capitello riftorato dall'Ingoli . 

Cardinal Brittanico ritratto d-al Tintoretto , e doue . 

Cardinal Gonzaga conduce à Mantoua Domenico Riccio, e vi la 
uora in competenza d'altri Pittori . 107. 

Cardinali ritratti da Orlando Fiacco . 117, 

Cardinal Cornare hi di Felice Riccio. m, 

Cardinali , Prencipi , & altri Perfonaggi ritratti da Leandro Baffa : 
no. - 157. 168, 

Car- 




tamia delle cofe Nùtaiilì, 

Cardinal Vendramino ritratto dal Palma > e doue." r o8*< 

Carlo Duca di Crequi Ambafciatore ftraordinario a' Venetia per- 
la Maelìà Chriftianiffima . 292. à nome della quale crea Caua- 
liere Tiberio Tinelli, ibid. 

Carlo Ridolfì. creato Caualiere aurato Pontificio con Breue di PP. 
Innocentio X. 3 1 8." 

Carlo Ponte ha di Leandro Baflano.. 168. 

Carlo Duca di Sauoia ha del Palma gioitine. 195. 

Carlo Zeno vince Bucicaldo Capitano de' Genouefì . a, ir. 

Cartoni per il Mofaico deNa-Chiefa di San Marco fatti dal Tinto- 
retto. 5 1 . da Battifta dal Moro. 1 1 7. da Maffeo Verona 149. da 
Leandro Baffano. 169. dall' Alienfe. 130.. 

Cafal Maggiore ha di Francefco Zugni. 259. 

Calale del Triuigiano hi dell'Ingoi! . 255. 

Cafa de' Dotti in Padoua dipinta da Dario Varottari. 82. 

Cafa de' Cogoli in Vicenza dipinta da Gio. Antonio Fafolo . 254. 

Cafe in Verona dipinte da Domenico-Riccio. 105. 106. 107. da». 
Paolo Farinato.. 127. 

Cafe dipinte dal Zugni . 1158.259. 

Cafa del Palma frequentata da letterati j e da quali.. _ 204, 

Cartello di Montorio abbruggiato dal Conte Guido Guerra .127. 

Cartel Baldo vicino ad Ette ha del Corona. 100. del Malombra-.-. 
155. 

Cartel Franco ha di Fra Cofmo Piazza ne' Capuccini. 160. ài Pie- 

. tro Damini ne' Seruùln Sant'Antonio^ in Santa Maria di fuori 
249. Ne' Padri Francifcani di Matteo lngoli. *5?» 

Catena d'oro » e medaglia donata dal Duca di Mantouai Dome- 
nico Tintoretto- 255» 

Caualier Marino ritratto dal Malombra. 15 5 « 

Caualier PafBgnano ottiene in dono vn difegnodall'Alienfe.214. 

Caualier dalla Corgna ritratto dall'Alienfe . ^l5. 

Caualieri Zuccaro>e d'Arpino ciò> <he diceffero dell'Aliente . 22 3 . 

Caualier Vitalba di Bergomo ha di Carlo Ridolfì . 317. 

Cena dei Signore dipinta dal Tintoretto ne' Santi Geruafio» e Pro- 
talk^ fi vede in iftampa. ?r. 

Cena del Saluatore fatta dall'Alienfe per il Rè Catolico . 1-19. 

Cefare dalle Ninfe Pittore fcolare del Tintoretto. 77. fue opere 
ibid. 

Chipirò folleuar fhuomo alle grandezze , & agli honori • 282, 

b Chiara 



fattoi A dette céfe Notabili \ 

Chiara Varottari Pittrice. 71. di ohi figliuola, e fae lodi . 8 j, 
Chiefe di San Giorgio Maggiore rinouata col modello di Andrea 
Palladio. 214. 

Chiefe di Venetia : Vedi Venetia alla lettera V. doue fono tutte_» 
. regiftrate, infiemecon i Magistrati, e Famiglie di efla. Citta . 
Chiefa del Redentore quando , e perche eretta . 1 61', 

Chioggia hi del Tintoretto. 4 1, del Corona. 1 00. di F uigi Benfat- 
to. 140. del Malombra 1 5 5. dell' Alienfe. aio. di Pietro Damini 

Chiefe di Cbioggia , 

San Domenico ha del Tintoretto . 4r . 

Madonna di Marina : di Luigi Benfatto. 140. del Malombra. 1 5 $.' 
di Pietro Damini. 249. 

Padri Zoccolanti : del Corona . 100. 

Chriito flagellato del Palma giouine dato alle ftampe. 181. 

Ghriftoforo Oroboni ha del Tintoretto * di Leandro Bafiano » o 
d'altri eccellenti Pittori . 1 6S. 

Chriftoforo Orfetci ha del Contarino „ 54, 

Cibi de' fciocchi quali . 317» 

Città diuerfe nelle quali fono opere di Aleflandro Maganza . 441» 

Città di Dite. 2 40. 

Cittadini di Treuigi conferuano opere di Ludouico Pozzofarato 
85. 

Ciuidal di Belluno ha del Tintoretto. 41. del Palma giouine. 19 
dell' Alienfe . •" a 17. 

Ciuidal di Friuli hi del Palmagiouine . 1 84, 

Claudio Ridolfì Veronefe Pittore } fua nafcita. fortune ,.fuoi pri- 
mi ftudi in Venetia.e Maeltro. S;ia prima opera in Venetia. 3 02. 
Ritorna à Verona,fegue la maniera di Paolo.Tralafcia di dipi» 
gere ibid. Si porta à Roma . Palla ad Vrbmo . Si trattiene appref 
fo il Barroccio . Prende moglie. Vi ad habitar àCorinaldo. 
Opere diuerfe fatte da lui in quella Terra, i Sinigaglia, & i Ma» 
te Secco , Rniede la Patria. 3 05. tà in quella molte opere , 
Padbua, 5c per altri luoghi . Sua particolare ofleruatione . Età » 
morte , e fua prole . 3 04. 3 

Clemente Vili, celebra le nozze di Margarita d'Auftria con Fili, 
pò III. Rè di Spagna. 26 J 

Comete Molli Scultoree fwe lodi.ì.oo. hi del PaJiU" giouine.ibii 

Col 



• 




Tonda delle cbfe Notabili. 

Collegio de' Notai in Vicenza > come , e da chi dipìnto . 239. 

Coiiegl iano hi di Ludouico Pozzofarato. 8d. del Palma giouino 
192. delPeranda. 278. 

Confra'ci della Scola di-San Rocco terminano di Tare alcuna Pitra- 

. ra cofpicua nel palco del loroAlbergo,e quali Pittori ricercafle- 
ro per far il difegno ,come dipinto dal Tintoretto ve cori quale» 
accortezza.' 19. 

Confiderationi dell'Autore fopra le opere del Tintoretto . 25. 

Confiderationrintorno alla vita del Palma giouine . 204. 

Centanni di San Samuello conferuano nella loro Libraria i ritratti 

. di Menon > Begoto a e Magagnò fatti dal medefimo» & altri mol- 
ti. 230. 

Contarino : Vedi Giouanni Contarino . 

Contertabile di Cartiglia chiama à Ferrara Domenico Tintoretto 
165. 

Conti Porti in Vicenza hanno di Gio. Battili a Maganza. 229. di 

. Aleflandro Maganza . 242» 

Conte GirolamoGualdo ha di Tiberio Tinelli, e d'altri Autori . 

Conti Capra in Vicenza hanno di Gio. Battifta Maganza. 229. di 
Aleflandro Maganza. 241. 

Conti Bevilacqua in Verona conferuano vii modello del Paradifò 
del Tintoretto . 52. 

Conti Canoffi ritratti da Orlando Fiacco . 117. 

Conte Aleflandro Pompei ritratto dal Riccio . 1 2 r v 

Conte Scorto di Piacenza acqui fta opere di Paolo Farinato . 1 2 8 . 

Conte Seflb porta inTfpagna opere delFarinato . 128» 

Corinaldo Terra della Marca d'Ancona ha varie opere di Claudio 
Ridolfi. 3°3- 

Coronatione di Baldouino in Imperadofe di Coftantinopoli di- 
pinta dall'Alienfe. 218. 

Comari à San Polo hanno del Tintoretto * 45 • 

Cornaro ha di Tiberio Tinelli . 298. 

Coronatione della Dogarefla Grimani . 1 59. 

Corpo di San Marco da chi Ottenuto . 1 4« 

Creacione del Mondo come dipinta dal Palma / 1 94. 

Crema hi di Pietro Damini » 2 49. 

•Croce apparfa à Coftantino imperadore . 1 40. 

Cofa più defiderabile quale .• 3 44. 

b i. Cof* 



133- 



TamU delle co/è Notabili . 

Cofa fia neceflario all' huomo ciuile . 

Coftumi del Tintoretto deferita dall'Autore. 155. efegue fino al 

fine della vita . 
Currano Villa del Padouano ha del Tintoretto . 4U 

Cnrtio Mannelli Medico ritratto dall' Alienfe . 220. 






Dalmatia ha del Palma gioume. 198. del Caualier Ridolfì . j*£ 
Damina forella di Pietro Dammi valorofa Pittrice . 2 52, 

Dario Varotari Pittore , & Architetto Veronefe. 79. fua' origine, 
ibid. è Scolare di Paolo Caliari. ibid. ottiene vna figliuola di 
Bazzacco in moglie. 80. Si ritira àPadoua, e perche. Sue pit- 
ture in Padoua ibid. In Pragia , Pokfine > Venetia. 8 1. Inuento. 
re di molte fabriche. 82. Suoi notabili detti ibid. E' {"oggetto à 
molte infirmiti. Miracolo accadutogli, fua morte , fepoltura. e 
fuoi figliuoli . 8j. I 

Dauide Spinelli come ritratto da Tiberio Tinelli. 2.91. ha di Santo 
Peranda. 280.! 

Decollatone di San Giouannicome dipinta dal Peranda. 277. ; 
Defcrittione dell'huomo formato da Dio . 4. 

Defcritrione di dae gran quadri dipinti dal Tintoretto alla Ma dò- : 
na dall' Horto. 12. e d'altre fue opere dipinte m diuerfi luoghi • i 
14. efegue. 
Defcrittione della ricuperar ione di Zara . 39. 40. | 

Defcrittione delle Pitture del Signor Cortoni Veronefe. 108. efe*l 

guo. 
Detti del Tintoretto intorno alla Pittura . 5 9. 1 

Detti di Dario Varottan. 82. dell' Alienfe. 222. 223. di Marc'An- 

tonio Bafletti. 247. di Tiberio Tinelli . 299. 3 o 

Detto del Tintoretto. 5 1 . del Malombra . 158 

Detto comune. air 

Di che fi doleffe il Tintoretto. 61 

Dichiaratone delle tre Fiere deferitte da Dante nel primo Cantoj 

dell'Inferno . 
Differenza fra le piante, gl'irrationali ,e l'huome. 
Differenza quale nello ftudio della Pittura . 
Differenza tri il dipingere à oglio, & a frefeo . 
Dimanda del Palma giouine al Tintoretto » 





Tamia delle c»fe Notabili; 

Diogine come dipinto dal Tintoretto . iSt 

Difcepoli dell'AIienfe quali . 2 25. 

Difcorfo del Tintoretto fatto al Doge , &al Senato nel Collegio 
. per il quadro della vittoria nauale . 27. 

Difcorfo dell'AIienfe intorno al difegno del Tabernacolo di San-. 
: Giorgio Maggiore da lui inuentato . 215^ 

Difegui di Paolo Farinato come {limati . 129. 

Difegno formato dall'Alienfe , nel quale figurò fé fteflb > e lo flato 

filO. 22 1» 

Difegnoè vna delle grafie maggiori concerie dal Cielo. 246'. 

Difpofitione del gran quadro del Paradifo fatto nel Maggior Con- 
figlio dal Tintoretto . 52. 

Doge Dandolo ripone nell'Imperio Ifaccio . 2 1 2j. 

Doge Prioli ha di Tiberio Tinelli . 288. 

.Dogi dipinti dal Tintoretto. 3 6. 3 7. dal Palma giouine. 183.1 84. 

, 198, da Leandro Baffano. i6ó.ló8; 

DDolo Villa del Padouano in cafa Mocenigo hi di Dario Varotari . 
kj 1 r 82.- '.,-.■ 

liti , Domenico MìcHiele Doge va con l'Armata nella Soria •»■ 2.72. 
ri Domenico Bruni ,e Gio. Giacopo Pedrah Brefciani , e loro opere, 

. a 54- 

Domenico Riccio detto il Brufaforci Pittore.! 05. Impara dal Ca?- 

, rotto, epoiin Venetia dall'opere di Titiano , e di Giorgione . 

Sue opere in Verona. 105.1 06. e fegue. poco auuenturato. Act 

<),iì , .■ cademico Filarmonico >fua morte. 114. 

ei; Domenico Tintoretto Pittore figliuolo di Iacopo . Sueope.re_»> 

nelle. quali imita il Padre. 26 3» 264. Pitture nel gran Configlio 

ibid. Altre opere in varie Chiefe. 265. Vien chiamato à Ferrara 

■ c i dal Conteftabile diCaitiglia »fà iJ ritratto di Margherita d'Au- 

ftria » condotto dal Duca Vicenzo Gonzaga à Mantoua > fa il di 

lui ritratto, da cui ottiene gratia per alcuni condannati, Fa il 

ritratto della Duchefla- Margarita , & altre opere per quel Duca» 

ó! I dal quale vien riconofciuto di catena d'oro con medaglia. ibid t 

^ n ti .. Moki ritratti da lui fatti. 266. 207. Altre fue opere. 268. Cads 

fdiapoplefia. InchevaleiTe. Di che fi dilettall'e. ibid, fuo pen- 
derò perche non efequito. Aiura il Padre nell' opera del Parat 
difo del gran Configlio. 52. fua morte. . 26 g. 

Donati à Quinto nel Triuigiano hannodi Lodouico Pozzofaratp , 

Doni ' 



111 



1.7! 



Tamia delle eofe Notabili l 

Doni fatti da! Caualier Tinelli al Duca di Crequì .- _ j$2. 

Dònne celebrate per valore d'arme , di lettere 3 e di pittura ■> ■ 71. 

Donne belle perchè pianghino .- 202. 

Dono fatto dalla Repubhca Veneta i Cario Ridòlfi quale y e per- 
che.. 317. 

Dono fatto dalla Città" di Verona à Giouanni Cornaro > che fu 
poi Doge. 120. 

Dono fatto al Piazzaperil Teatro-dalui formato . - 159. 

Duca di Mantoua vifita il Tintoretto, e prende diletto in vederlo à 
dipingere. 26. l'inulta à Mantoua > e vi conduce la moglie , vien 
accolto dal Duca , il quale conferifce con effe alcuni penfieri di 
fabriche , e pone ad effetto il di lui configlio . ■ 26. 27. 

Duca d'Vrbino fi diletta di vedere il Palma giouine à ^dipingere. 
Vien ritratto dali'ilteifo Palma» ècondotto ad Vrbino dal Duca 
medèfimo. 173. 

Duca della Mirandola hàdel Palma giouine. 194» delPeranda. 
2 74»efegue . 

Duca Vicenzo Gonzaga conduce feco à Mantoua; Domenici 
Tintoretto . 265 

Duca Cefare di Modona ritratto dal Peranda con la Ducheflà > 
figliuoli.. 276. 

Duca diCrequì creaCaualiere dell' ordine di S, MicHiele Tiberio 
Tinelliànome del Rè Luigi XIII. di Francia, e di Nauarra.292. 

Duca di Candale volle effer prefente al crear Caualiere il Tinelli . 
292; fuo ritratto . 25)4. 

Duca, e Ducbefia di Mantoua ritratti dàlCaualier Tinelli, 298. 

Duchefle di Mantoua» e-di Ferrararitracte da Domenico Tinto- 
ietto. aéj. 



Effetti dell'Emnlatione . 
Effetti delle operationi attiuedelfhuomo v 
Effetti della Pittura quali . 
Effetti d'Amore deferitti da Seneca . 
Effigie naturali de' Santi Domenico , e Tomafo d'Acquino , 
Effigie di Aleflandro Vittoria doue confèruata ; 
Elegia di Tibullo . 

Emulatione tra l'Alienfe 3 & il Corona . 
Epigrama. fopiavna gito»* di' Cajtlo Ridalle fae opere^i e 31 1 

"" Epi- 




TauqU delle eojè Notabili. 

Epilogo delle più eccellenti, e celebri pitture del Tmtc*tttatf£ 
Errore del Corona come corretto . 98, 

Efpeditione d<Jla Soria dipinta da Domenico Tintoretto» e doue* 

2Ó<f. 

Efplicacione de' quadri di Paolo Francefchi . 74. 7 5* 

E<te antica Città dell'Italia. 12$. 

Elle bà del Contarino. 92,. del Corona.. ioo. 

XhiefetUEflt, 

San Francefco il Contarino . 91. 

Capuccini il Corona . 100. 

Età" del ferro come dipintadal Palma giouine . ip4« 
Eti dell'Oro » dell'Argento , e del Rame comefpiegate dal Peran- 

da_i . 174. 27J. 

Età dell'Oro lodata » e deferitta dall'Autore . 274. 

Età giouenile deH'Autore<ome pattata . 3 09. 

Europa come dileguata da Paolo Fan nato • 1 } 0, 

Eustachio Balbi doue , e da chi ritratto. \\ r„ 



Facoltadi ,,-che inducono il diletto quali." 287. 

Famiglia de i Maganza doue deriui , 129. 

Famiglia de i Ridditi d'onde dermi , celebrata da Scrittori, e doue 

fifermafle,. - 305.307, 

Famigliari di Gio. Batti Ila Maganza , chi fo fiero . 131* 

Fantm Dandolo primo Podeilà di Brefria. 459, 

Fafolo> vedi Gio, Antonio Fafolo .. 

Fatica elaborata di Aleflandro Maganza - 239. 

Fatto d'arme feguito tra Veronefìj e Federico Iraperadore dipinto 

da Paolo Farinato . 1 2 6. 

Fatto d'arme di Crefcentino dipinto dal Palma giouine , 195» 
Fauoladi Pfiche -come dipinta dal Palmagiouine. 194. 

Fauola di Adone come rapprefentata dal Zanimberti . 283. 

efegue. 
Fauole tratte da Ouidio nelle Metaraorfòfi come dipinte dalPe- 

randa. 271?. 

Fauola di Prometeo 1 e di Giunone dipinte dal C. Tinelli, 2 9 7 ■ lo- 
ro 



Xamla dette còje Nbtàbtltl 

•• ro dichiaratone , e lignificato. 29& 

Fède come dipinra da Aleflandro Maganza. - 242. 

Federico HI. Imperadore » efuahiltoria dipinta dal Tintoretto. 

15. i<?. 

Federico Barroccio valotafo Pittore!. 5 oj« 

Felice Riccio detto il Brufaforci figliuolo di Domenico , ftudia i» 
1 Fiorenza. 119. fue opere, in Verona. 11 9. 1 20. e fegue. Sua mor- 
te, e fue opere terminate da' fuoi Difcepoli . 121. 

Felicità maggiore del Pittore ,<jua le. 148. 

Felicità de' tempi » ne' quali vifie Gio. Antonio FafoJo . 235. 

Eeltre ha di Domenico Tintoretto » 268. 

Fiacco . Vedi Orlando Fiacco . 117, 

Fiere dipinte dal l'armato , come fono defcrittc da Dante . 12 7. 

Figliuoli di Dario Varottari^quali. t 8$. 

Eigfiuolidel Palma giouine , e loro fine . 204. 

Figura del Tintorettafattad confufione di alcuni giouani Fiamin-i 
r -ghi. 56. 

Figure d'intaglio fatte da Domenico Riccio . 1 05. 

Filippo II. Rè di Spagna ha del Tintoretto. 42. di Paolo Farinato.. 
128. 

Filippo Efengrenio Pittore compra lo Itudio di Girolamo Gamba- 
rato . 2 07. 

Filippo Zanimberti Pittore difcepolo del Peranda. Sua nafcita. In* 
•cimato alla pittura . Condotto dal Padre àVenetia , e con chi 
l'accomodaffe . Suoftudio. Si riduce con Matteo Ponzone fuo 
condifcepolo , operano varie cofe infieme . Sue opere, litigi» 
morte , fepoltura. 282. fino alla pagina. 285. 

Fiorenza ha del Tintoretto. 42. del Foler. 147. di .Leandro Bada- 
no. 167, 

D. Floriano Damino ha di Pietro fuo fratello.. 2 $.!> 

Foler. Vedi Antonio Foler. 146. 

Fondaco de' Tedefchi .- il Tintoretto. 48. il Palmagiouine. 184. 

Fortuna fauorifce i pazzi; 1 47. Ha gran parte negli accidéti di guer- 
ra. 201. fauorifcei meno intendenti. 505. 

•Fra gli ornamenti della pittura qual tenghi il primo luogo . .256 

Fra Cofmo Piazza Capuccino Pittore. 129. fuo lludio , ,& opere,/, 
ibid. Si fa Capuccino. 1 60. Pafla in Germania , e fue opere ibi4 
Va à Roma , & iui fa molte pitture . Altre fue fatiche in Veuetia 
fua morte » e fepoltura. ibid. 

Fra 



TdMoU dette Còfe tfttdìtì. 

Fra Simone da Camerino Autore della pace tra la Republica Ve- 
neta » e tudouico Sforza Duca di Milano . z6 1 . 

Fra Tomafo Capeiio ritratto da Andrea Vicentino » 145. 

Francefco Donato Doge ritratto dal Tintoretto . 3 7. 

Francefco Barbaro doue ritratto , e Tua lode . 3 7» 

Eraacefco Bergontio lodato. 47. ha del Tintoretto, e d'altri eccel- 
lenti Autori . ibid. di Paolo Fraacefchi. 74. del Palma giouine. 
200. del Peranda. 280. del Zanimberti . *8 j.' 

Francefco Reloio ha di Ludouico Pozzofarato . S6. 

Francefco Bembo ottien la Vittoria cótro il Duca di Milano. 1 77. 

Francefco Rufchi , e fua opera . 201. 

Francefco Matfei Pittore ha di Aleflandro Maganza. 242. Termi- 
na va quadro dal Peranda . 280. 

D.Francefco Rubino amico dell'Autore ha del medefimo . 322. 

Francefco Criuelli Pittore . 90. 

Francefco Apollódoro detto di Porcia > ftimato nel far ritratti , «j 
quali egli facefle . 260. 

Francefco Montemezzano Pittore , difcepolo del Veronefe. 13 5, 
Sue opere à frefco, &à oglio. 1 3 6. 1 3 7. Altre fue doti , e morte. 

«37- 

1 Francefco Zugni Ere fciano Pittore, difcepolo del Palma, & imi- 
tatore delle opere fue.Di che fi dilettale, e fuamorte.2 5 8. 259. 
Friuli ha di Pietro Malombra . 155. 

Funerale del Palma giouine. ■ «0$. 

Funerale del Gran Duca Cofmo II. di Tofcana, 253. 

G 
Gambarato Pittore . " 1?$ 

Gambaiato. Vedi Girolamo Gambarato . 206 

Gafpare Gozzi ha del Zanimberti. 284. del Caualier Ridòlfi. 3 18 
Genoua hi del Tintoretto in S. Francefco , & in cafe priuate . 41. 
GermaniaM di Paolo Francefchi. 74. di Giouanni Rothamer.75. 
• del Contarino. 90.^1. del Piazza. 160. dell' Alienfe. 219. del 
Battetti. 2 47* 

Ghifi ha di Paolo Farinate 129. di Paolo Veronefe > di Paris Bor- 
done, dal Fetti. ibid, di Tiberio Tinelli . 293 • 
Giappone fi ritratti dal Tintoretto . 60 . 
Gioachino dal Calice Capo de' Confrati del Rofario ne' Santi 
Giouanni, e Paolo, Protettore del Corona. 99* 

C Giorgio 



TaunU delle M/è XòtdiH, 

.Giorgio Grotta , inuaghito della maniera del Palma giouine* 

198. hi opere del ivnidefimo . ibid. 

Giorgio Damini fratello di Pietro in che fi erercitafle . Sua morte 

252. 
Giofeppe Caliari hi il ritratto di Titiano , 1 1 8. & opere di Matteo 

Ingoli. 253. 

Giofeppe Saluiati Pittore, 1 S j. 

Giofeppe d'Arpino . 181. 

Giouanna Garzoni Pittrice. ^ 71. 

Giouanni Padoua hi di Ludouico Pozzofarato . 8<J. 

Giouanni Cornaro , fu Doge , Capitano di Verona . 120. 

Giouanni Fiamingo inuentore di quattro foggetti adeguati al 

buon Prencipe,e de' vedi fottofcritti . 1 90. 1 9 r. 

Giouanni ReinùVhà del Tintoretto. 46, di Giouanni Rothamer. 

Giouanni Fiandra ha delf Ingoli nella fua cafa di Triuignano. 253 

D. Giouanni Peranda fratello di SantOj Canonico di San Marco , 
Cappellano di Marin Grimano . 271. 

Giouanni Cornaro Doge ritratto dal Peranda. 2 7 8. dal Zanimber- 
ti. 2S3. 

Giouanni Contarino Pittore, , e Caualiere. 89. fua nafcita. po.Stu- 
dia dalle opere di Titiano . ibid. fuo colorito Iodato dal Vitto- 
ria, ibid. Va in Germania, pitture iui fatte. 90. 91. Torna i Ve- 
netia , fuo modo di veflire , & opere, ibid. e fègue , In altri luo- 
ghi. 92. preffo particolari, ibid. Due commendate dal Marino. 
9$. Suo fine. 94. Imitatore di Titiano. 288. 

Giouanni Rothamer Pittore Alemano. j6. Studia dalle opere del 
Tintoretto. ibid. dal Palma giouine. 77. Sue pitture in Germa- 
nia , in Verona , & in Venetia . j6. 

Gio. Mario Verdizzotti illuftre per lettere , e per la pittura. 131. 
Sue doti , & opere hi Pittura , & in fcritto . 132.133. 

D.Giouan Maria da Ponte Piouano in San Iacopo dall' Orio ri- 
tratto dal Palina giouine . 175. 

Gio. Pietro Cortoni,fue lodi. Hi pitture di varij Autori . Sua Ga- 
lena commendata. 108. efegu?. 

Gio. Giorgio Trillino Scrittore ; ritratto da Gio. Battifta Magan- 
za. 229» 

Gio. Battifta Nouello difcepolo del Palma . 248. 

Gio. Battifta Barroccio ha detCaualier Ridolfi . 317» 

Gio. 






TaaoU delle cofe Notabili* 

Gio: Grimani ha del Tintoretto. 49. di Maffeo Verona, r48.de! 
Malombra. 156V 

Gio: Francefco Loredano ha il ritratto di Pietro Loredano fatto 
dal Tintoretto. 60 . del Corona . 102. 

Gio: Baratta Ponte figliuolo di Iacopo , e fue opere . 170. 

Gio: Antonio Fafolo. Sua nafcita , & opere. Morte cagionatagli 
dagli Emoli per inuidia . 2 3 4. 2 3 j . 

Gio: Battifta Maganza detto Magagnò. Sua Origine , Genitore, e 
nafcita. Dotato di varie fetenze . Scrine in Lingua rufticagli 
amori di Ludouica Padouana da lui amata . Sue pitture. 229. 
Scriue à Titiano. 230. Accademico Infiammato di Padoua , & 
Olimpico di Vicenza . Suoi fcritti approuati da' Letterati. Ri- 
porto fra gli huomimilluftri di Vicenza. Suoi famigliari chi fof- 
fero. Sua humanità .• Pietofo verfo i poueri , Morte , e fua lo- 
de. 231. 

Gio: Battifta Maganza Pittore figliuolo di Aleflandro. Imita il pa- 

: . dre , prende moglie , fue opere in Vicenza > & in Padoua. Sua_. 
morte. 245. 

Gio: Battifta Bilione Pittore Padouano .■ SuoiMaeftri. Opere, 
e Morte. 260. 261» 

Girolamo da Canale fam'ofo Capitano.' 1 75. 

Girolamo Priuli ritratto dal Tintoretto , e doue . 35. 

San Girolamo fcolpito da Aleflandro Vittoria, doue fi troui. ro2. 

Girolamo Fracaftoro Medico > doue , e da chi dipinto .- 1 06. 

Girolamo Verità . 106. 

Girolamo Ozizouufthi Polacco ritratto dal Malombra. 154. 

Girolamo Ponte figliuolo di Iacopo, e fueopere. 170. 

Girolamo Gambarato difcepolo del Saluiati . 206. prattica con il 
Palma . Si vantaua di hauergli infegnato à colorire . Sue opere .• 
Commodo di fortune. Sua auaritiaiftudio di pitture da lui ven- 
duto. Muore difperato. 207. 

Girolamo Maganza figliuolo di Aleflandro follieua il Padre da_. 
molte fatiche. Sue opere, e morte* 245. 

Girolamo Maroe ha di Carlo Ridolfi. 322." 

Girolamo Campagna Scultore eletto dall'Alienfe per far il Taber- 
nacolo di San Giorgio Maggiore .- 215. 

Giuditio finale come dipinto dal Palma giouine .- 1 8o.- 

Giuditio dell'Àlienfe intorno al Giuditio finale dipinto da Mi* 

• ©hiel' Angelo nel Vaticano» J*& 

& » Giulio/ 






TahùU dette cofe Rotabili. + 

Giulio' Strozzi inuentore dell'apparato funebre per il Gran DucaJ 
Cofmo II. di Tofcana. 2 5 3. Ritratto dal Tinelli. 291. 

Giulia moglie di Pompeo , come dipinta dal Tinelli .. 3 94, 

Giuftitia come dipinta dal Palma giouine . 190. 

Giuftiniani à San-Moisù hannodel Malombra- . 1 55. 

D. Giuftiniano Martinioni ha del Caualier Ridolfl •• 3 22. 

Godego in Cafa Gradenigo , di Fra Cofmo Piazza « 1 61. 

Gonfaloni diuerfi dipinti da Maffeo Verona. 149. 150.- dal Palma-i 
giotìine» 1 84. dall Alienfe. 211. da Pietro Damini. 250. daGlau- 
dioRidolfi. 203. 

Gratie àchi fiano compartite .■ 306. 

Gratia ottenuta da Domenico Tintoretto per alcuni códannati..<£tf5 

Grecia fu già Madre feconda delle più rare difcipline . 2 09. 

Grimani di San Luca hanno del Tintoretto. 46. di Andrea Vicenti- 
no. 145 .del Palmagiouine . 200. 

Grimani Calergi hanno del Palma giouine . 200; 

Guerra tra Pipino , e Venetiani doue dipinta-» 144. 

Guglielmo Duca di Mantoua ritratto con altri Prencipi della fami- 
gli a dal Tintoretto.. „ 4 2 » 

Guìjoniif Caualiere hi del Tintoretto. 44. dei Palma gionine.199, 
del Peranda. z8o. del TineHi.. 291, 

H 

Hebrei puniti, e perche. 242» 

Henrico III. Rè di Francia ritratto dal Tintoretto .• 29. 

Henrico Contarini ruppe i Pifani . 144, 

Henrico Dandolo Doge racquifta Zara » 144, 

Henrico Valchemburg Auguitano difcepolo dell' Alienfe , apprende 
la maniera di Venetia.Ritorna alla Patria. 2 26.H3 del Palma gio- 
uine. 155. del Maeilro. 218.219. 
Herefiarchi , & Heretici ritratti da Fra Cofmo Piazza , & in che mo- 
do .- 160. 
Hiftoria efpofta dal Tintoretto in Rialto , lodata da Titiano .- 8, 
Hiftoria della Regina di Cipro da chi dipinta, e doue . 98» 
Hiftoria di Heraciio Imperadore jdoue,edachi dipinta-. 1-39. 
Hiftoria di Mezentio, e Coftantino Imperadori > come rapprefentata* 

140. 
Hiftoria di Papa Aleftandro III. dipinta da Leandro Baflàno . 166. 

Hiftoria 



Takok delie enfi Notabili. 

H-iftoria dell'afledio di Tiro efprefla dall' Alienfe , efpiegatadal* 

l'Autore. 212, 

tiiitorie dipinte dal Tintoretto nelle Sale del Maggior Configlio» 

e dello Scrottinio , e quali . 1 6. 1 7. $ 7. 3 8. 

Hiftorie dipinte da Maffeo Verona à Orgnano in cafa Cappello. 

150. 
Hiftorie Sacre fatte dal Palma giouine a PP. Crociferi . 1 82 . 1 8 ■; . 
Hiftorie dipinte dall'Alienfe nelle Sale del Palagio Ducale . 211. 

2:2. ' 

Honore fatto daìrAmbafciator di Francia nei" funerale del Caua- 
, lier Tinelli . j-oo.- 

Humanità grande di Grò: Battila Maganza .- 431. 

Huomo non puèvfchermirfi da' lacci d'Amore .■ 121.' 

Huomini foggetti ;ì gl'infortuni^ benché degni . 121. 

Huomini di poco fpirito > e di poco ingegno» quali . 1 3 2 r- 



Jacopo Robufti detto il Tintoretto. 3. ftìa nafeita» Genitore y 

- e perche detto il Tintoretto. Suoi Maeftri. 5. Serine leleg-^ 
. gi dello ftudio fuo nel proprio Gabinetto. 5 .-5. tome fi efèr- 

eitafle. 6. 7. copiofo di inuentioni. 7. Sue prime opere am- 
1 mirate da Titiano-.8 : . Cafe da lui dipinte quali >cdoue. io. Ope- 

- re da lui fatte nella Madonna de H'Horfo. 1 1 . 1 2 . 1 3 . Per la feo- 
la di San Marce. 13*. 14. iy. Per la- Sala del Maggior Con- 
figlio. 15. 16. Sala dello Scrottinio. 17. In San- Rocco. 17. 
18. Nella Libraria di San Marco.- 18. Nella Scola- di San_. 
Rocco. Sua accortezza. 19. e feglìe. Vien ftipen'djato dal- 

. lamedefima Scola di San Rocco. 20. Opere da lui* fatte per 
1 il Ducardi Mantoua .• 26. oue è condotto dal raedefimo Du- 
eainfiemecon la moglie . 26. 2 7;fuaefibitionefattaal Prin- 
cipe. 27. Riconofcmto dal Senato.- 1?. Artifìcio vfato per 
ritrarre Henrico- III. Rè di Francia. 2 8. 29. Rifiuta il titolo 
di Caualiere . 29. Varie fue opere per Venetia .29. 30* e_> 
fegue . Tauola rarilfima ne" Crociferi.-3o.fue-pittureàfrefc0=- 
. 34>e fegue k Altre opere nel Palagio Ducale. 34.3 5. e fegue. Ó* 
. pere fuori di Venetia. 41. 42. Opere in Venetia preiìo parti 
• colari.43 .e fegue. Pitture ne' Magiftrati di Venetia.49. Nella^ 

- Cappella del Rofario. 50. In S.Giorgio Maggiore, ibid» Cartoni- 

per 






Tatui* dette co/e Notabili. 

- per il Mofaico. 5 1. Paradifo da lui dipinto nella Sala del Mag- 
gior Configlio 51. 52. fuo artifìcio per ottener quell'opera. 5 r. 
ordine da lui tenuto nel diuifarla. 52. 5;. Commendata, ibid. 
fuevltime fatiche. 54. 55.fuoj coltrimi. 5 5. e fegue. Sue argutie. 
. 5 '6. 5 7-58. fuoi detti notabili. 59. Inuentore di varie curiofità . 
60. fuoi amici. 60. Honorato da Prencipi. ibid. fue pitture cele- 
bratiffime;. 62. Aia morte. ibid. Pianto da' Pittori . Elogij fatti 
fopra di lui. 65. 64. e fegue. Sua figliuola Pittrice. 71. fue ope- 
' re imitate dagli Oltramontani. 7j. 

Iacopo Sanfouino Architetto dellaScoladi San Rocco. 19. 

Suo ritratto fatto dal Tmtoretto è nella Galèria.delgran Duca_. 
diTofcana.- 42. 

Iacopo StradaAntiquario delllmperadore ritratto da Manetta». 
. Tintoretta.- 62. 

Iacopo Ponte figliuolo di Leandro il Caualiere. 108. ha del Tin- 
toretto. 49.de! Padre, e di Francefco fuo Zio. 169. 

Iacopo Ligotio Veronefe, Pittore del Duca di Fiorenza . 1 19. 

Iacopo Tiepolo Doge concede Terreno a* Padri Dominicani de* 
Santi Giouanni ,ePaolo. 145. 

Iacopo Palmailgiouine Pittore. Sua na(cita.i7j.Suc prime ope- 
re. ibidi-Fà il ritratto del Ducad'Vrbino , che lo conduce feco» 
e lo ftipédia.i 73.1 74,Copia le opere di eccellenti Pittori, ibid. 
Studia. inRoma-dalle opere di Michiel* Angelo , e di Polidoro .• 

1 74. Ritorna ad Vrbino. India- Venetia. ibid. Dipinge a' Pa- 
dri Crociferi . Ritorna à Roma , e di nuouo à Venetia. Sue pit- 
ture in quella Città, ibid . Famigliare di Aleflaudro Vittoria»». 

175. Sue opere in Venetia. ibid. e fegue . Nel Palagio Ducale. 
1-77. 178. e fegue. Ha copia d'amici, ibid. fue intrentioni date 
alléftampe. 184. Fa varie pitture per le Chiefe di Venetia. 185. 
e fegue .• Opere da lui fatte fuori di Venetia .1 89. 190. e fegue. 
Altre opere in Venetia preflb particolari. 199. e fegue fino 
alla pagina 201. Suoi Amici. 2 04. fue rifpofte. 2 05. morte » 
e funerale, ibid,- fuo ritrattojememona. 206; Celebrato dal Ca- 
«alier Marino.- 203. 

Iacopo Lunghi ha di Pietro' Damini'. ajo. 

Iddio non fece cofa più bella »nè migliore' nell'ordine di Natura 
dell'Huomo . 4. 

Ignoranza come riuerita . 2 $ 1 • 

Jtaagine della Madonna piaciuta ai Rè di Spagna» da lui acquieta- 
ta. 






Tastala dette eojk Notabili, 

ta.n8. ' ~ - 

Imprefa , e moto conueniente alla Pittura . "8 £. 

Imprefa, e moto dì Felice Riccio Accademico Filarmonico, ti o. 

Incendio del Palagio Ducale., quando^accaduto . 17. 

Inclinatione dell'Autore , e fuo itudio . 5 07. 

Incontro di San Benedetto con Totila Rè di Longobardi dip into 
da Gio.BattiftaMaganza,edoue. ztf. 

Infirmità.del Tintoretto quale. . , 6 2 . 

Inghilterra ha del Tintoretto nella Galeria del Rè .. 42. 

Ifcrittione per il monumentodi Dario Varottari . 84. 

Ifcrittione in honore di Ottauiano Valiero . 230. 

Ifcrittione del quadro della pace d'Italia . 142 , 

Ifcrittione d' vn quadro dipinto dal Malombra. 154. 

Ifcrittione del quadro , detto de i Burchi . 177. 

Ifcrittione del quadro della forprefa di Padoua . 178. 

Ifcrittione del Palma giouinc .." 2 06. 

Ifcrittione del monumento di Tiberio Tinelli . 301. 

Ifcrittione del Doge Cicogna. 181. 182, 

Intagliatori , che hanno tralportatoiniftampak opere del Tin- 
toretto- 15. 

Intelletto di che habbia bifogno.^22. perche dato da Dio all'huo- 
mo. 324, 

Inuentione del Tintoretto per ritrarre il Rè Henrico III. di Fran- 
cia,. 28. 29. 

Inuentione del Tintoretto per efler riconofciuto davn Prencipc*» 
Oltramontano da lui ritratto . 57» 

Inuentore dell'ordigno da prender i forci chi foife* 105,. 

Irene difcepola di Titiano. 71* 



landò il Caualiere hi del Tintoretto » 44, 

Leàdro da Ponte Badano Pittore» e Cau. 1 ^.Figliuolo di Iacopo . 
Paflacol Padre àVeiieria- ibid. Sue opere per Moluena , e BaA 
fano. i5j. 167. perVenetia. 166. Creato Caualiere dal Doge 
Marin Grimano, di cuijfece il ritratto, x 66. fue opere in aJcw 
luoghi. 157. eccellente ne' ritratti: Cardinali, e Prencipi da lui 
ritratti, ibid. Prencipi di Venetia . Amhafciatori , & altri parti- 
colari. i$8. Pitture diuerfc. ibid. Iauentore^i^àrij -capricci j. 

16$, 



TMùla. delle co/è Notatili. 

i6g. Cartóni per il Mofaico. ibid. Decorato, ibid. fplendido « 
;Sua morre , e fepoltura . i -jo. 

Lega di Cainbrai , come dipinta dal Palma giouine. 185- 

Lega Sacra dipinta da Domenico Tintoretto -. 2 64, 

Legge di Naturai che neceffiti. 62. 

Legge come dipinta dal Palma giouine , - 191. 

.Leonardo Corona da Murano Pittore. 97. fuoi primi ftudij. ibid. 

, jStudia dalle opere di Titiano j e del Tintoretto. 98. Suo quadre 
fìimato da Tkiano . Opere inVenetia. ibid. e fegue. Nel mag- 
gior Configlio» 98. Tauola lodata, ibid. Altra pregiata. 100. 
Concorrente del Palma giouine. 99. 100. io 1. Varie fueopere 
. in altri luoghi, ioo.ior. Opere in cafe de' particolari, io 2. Nel- 
la Compagnia della Giuftitia. 102. 103. Sua habitatione , e 
morte . 103. 

Leonardo Donato Doge , doue > e da chi ritratto . 142. 141. 

L^oj-ii in Villa Cucca nel Triuigiano hanno di Santo Peranda.279. 

Letterati amici del Palma giouine , e quali . 204. 

Letterati amoreuoli dell'Autore. 323. 

Lingue malediche quello dichino delle Donne 71. 

Lode obbietto dell'anima. 5 

Lodi vniuerfali date al Tintoretto per il Paradifo da lui dipin 
nel gran Configlio . 53 

Lodi di Paolo Patinato * 13.1. 1 

Lonico in San Fermo , ha di Montemezzano.. 137- del Caualier 
Ridoliì. 309. 

Loredani hanno dell' Alienfe. 2i9.delZanimberti. 283 . 

Lorenzo Delfino-tei del Tintoretto . 45. 

Lorenzo Tiepolo Proueditor dell'Armata Veneta contra Genoue- 
fi , e fua imprefa . 1 

B. Lorenzino da Valrouina , eiuo martirio. 

Loreo ha dell'Alienfe. 210. 

Lucca , nella Catedrale, hi del Tintoretto . 41. 

Luca Michiele Procurator di S. Marco>doue, e da chi ritratto. 1 8 r. 

Luca Nelli , ritratto dal Cauaher Tinelli . 291. 

Ludouica Padouana amata da Gio. Battifta Maganza . 229. 

Ludouico Pozzofarato , Pittore Fiamingho. 85. perche detto da_. 
Treuigi. Eccellente ne' paefi. Sue opere in Venetia. ibid. Al- 
tre in Treuigi , e Triuigiano . 8 j . 8d. 

Ludouico Battello ha di Filippo Zanimberti . 284. 

Lui S l 






Tamia delle co/e Notahik* 

luigi Mocenico Doge ritratto dal Tintoretto . $5, 

Luigi Molino va à Maritouaper >a Kepuolica Veneta > e conduce 

{eco il Tinelli. a 8. 

Luigi Gradiguano ha di Matteo Ingoi! . 2,5. 

Luigi Benfatto difcepolo dei Veronefe . 138. Sue opere in Vene- 

tia. ibid. e fegue . In Chioggia. 1 40. Sua Mi r:e. ibid. 
Luogo della Renghiera del Confolato di Vicenza dipinto da Alef 

fandro Maganza ^ 239- 

M' 

Maddalena di Domenico Tintoretto polla in iftampa . 2 6$ . 

Madrigale di Aleflandro Maganzajcol quale chiede la mercede di 
vn quadro dipinto da lui . a 43"«" 

Maffeo Verona Pittore,e fue conditioni. 1 48. Difcepolo di Luigi 
Benfatto . Sue opere in Verietia.-148.-1 49. In altri luoghi. 1 5 o. 
Sua morte. 150. 

Magagnò , vno de' Scrittori di Ruftiche Pòefie j chi fotte ^ 229. 

Mac-anza , e fua Origine . a 29. 

Magi Villaggio vicino a Cafkl Baldo > ha' del Corona .' . 100»- 

Mal pieri di San Samueilo , hanno del Tintoretto. 45 .del Peranda 
280. 4 

Malombra. Vedi Pietro Malombra» £jj". 

■Mantouahàdel Tintoretto. 26. 42. di Domenico Riccio, 107.CÌÌ 
Battilta dal Mòro. 116.diPaoloFarinato.125. iiS.dell'Alien-' 
fé. 210. di Domenico Tintoretto.- 265. 

Marc'Antonio MemmoDoge , ritratto dal Palma giouine nell'an- 
tifala def gran Configlio . 1980 

Marc'Antonio Romiti ha il ritratto di Gio: Giorgio Trifiìno Poe- 
ta infigne, fatto da G10: Battila Màganza.- 229 Hi di Alef- 
fandro Maganza. 242'. di Girolamo Maganza . 246. di Pietro 
Damini. " 251. 

Marc'Antonio Bendo ritratto dal Caiialier Tinelli .- 29 r . 

Marc'Antonio BaiTetti Pittore . Vale nel difegno .Suo Maeftro „ 
Si porrà à Venetia ^246. Copia le opere del Tintoretto . Va à 
"Roma. Manda vn'operafua à Verona. Ritorna alla Patria. Altre 
pirture iui operate , e mandate in Germania .Amico de' Profef- 
fon . Celebra le Pitture di Verietia . Suoidetti.- Sua pietà. 

'' Muore di Pefte ,• 247. 24P, 

P ; Marc'An- 



'tàmia delle ed/e UùtaUU, 

Marc* Antonio Maganza figliuolo di Aleffandro, e Tue opere. 24^ 

Marc' Antonio Bragadino {corticato da Turchi . 155. 

Marchefe Martinengo , ha di Filippo Zanimberti .• 2 84. 

Marco de i Vefcoui ritratto da Manetta Tintoretta,doue fi confer- 
ui. 72. 

Marco Otthobono ritratto dal Palma . 200. 

"Marco Barbaro , e fila attione generofa • 272, 

Marco figliuolo di Battifta dal Moro . j 17. 

Marco Vecellio, detto ài Titiano Pittore > Nipote , e difcepolo di 
Titiano. 142. Sue opere in Venetia. ibid. e 145. Sua Morte, fue 
figliuolo, ibid. 

Marco Dolce ritratto dal Contarino . 91. 

Margarita d'Auftria ritratta da Domenico Tintoretto . 265. 

Manetta Tintoretta Pittrice , figliuola di Tacopo. 71. amata dal 
Padre, ibid.fue qualità. 72- Stimata da Prencipi. Sue opere,& 
Morte, ibid. 

Mariti Grimani Doge ritratto dal Contarino , e doue. 9 r . dal Ma- 
lombra. 1 5 5 . dal Caualier Badano . 1 66. il quale è creato Ca- 
ualiere dal medefimo Doge. ibid. Ritratto da Domenico Tin- 
toretto. 2(5j. 

JVIaroftega ha di Aleflandro Maganza in San Sebaftiano . 241. 

San Martino Villa del Triuigiano ha del Peranda . 278, 

Martin de Vos (colare del Tintoretto . Sue opere 5 e varie fue i 
uentioni . 7 

Martin Pafqualigo celebre Scultore, e fuo ritratto * %o\ 

Matteo Pbnzone , fue lodi , & opere . 28 

Matteo Ingoli, detto il Rauennato Pittore. Sua Origine. Pai 

à Venetia in cafa di Luigi Benfatto Pittore.Termina molte op 

redelMaeftro. Imitail Palma. Si diletta dell'Architettura-. . 

Sue prime opere. 252. Protetto da Gabrielle Caliari . Altre fue 

pitture fatte in Venetia, e fuori. Altre rimafte imperfette perla 

mortedilui. 255.254.255. 

Mazentio, tipo d'ogni crudeltà. 159. 

Medicina come adoperata dà Dario Varotari \ 8o« 

Medico Fumanelio di celebre grido . 125* 

Medico Giuliani ritratto dal Farinato> e doue Ci troui . 129» 

Melchiori Piouano di Santa Fofca , ha del Tintoretto. 48. di Gio: 

Rothamer. 76. del Tinelli. 295. 

Wenon ,Begoto , e Magagnò Scrittori di mitiche poefie . 229» 

Mercede 






" 




fattola delle cojè Notabili . 

Mercede atEgnàta al Tintoretto per l'opera del Pàradifb , non io-' 
cccraca . - ^ 

Merlata Villa del Padouano, hi di Leandro Baffano.r 67. e dell'- 
Autore. 3 f , 

Meftrc hi dell'Ingoli. 2 5 5. ^ Domenico Tintoretto . 26S. 

Mianiaila Cariti lianno del Tin;oretto. 43. 

Mkhiel Pietra pittore in Vcnetia hi di Gio: Antonio Paiolo. 2 5. 

Miian Milani , hi del Palma giouine . 3 oo. 

Milo Ifola dell'Arcipelago , patria dell'Àlienfe . 209, 

Miracolo occorfo i Dario Varotari . 8 ?.. 

Miracolo dei pane , e pefce dipinto dal Farinato > e doue . 129. 

Miracoli del Rofario. 1^.9. 

; Miracolo di San Stanislao Veicouo doue dipinto , detto per errore 
Ladiflao. 154. 

■ Miracoli della Madonna dipinti dal Baflano.i 66. 1 69. Altro dipin- 
to dall'Ingoli. 2 55. Altro dipinto da Matteo Ponzone . 28r. 

Mirandola hi molte opere di Santo Peranda>e quali. 274. del Pal- 
ma giouine. 194. 

Mirano Terra del Padouano hi del Tintoretto. 41. del Malombra; 
155. dal Zugni. 2 5 9. del Caualier Ridolfi . JI 5» 

Mifura tolta dal Tintoretto all'Aretino > & in che modo . 5 8. 

Mocenichi hanno del Tintoretto. 29. 45. di Maffeo V.erona.148. 
dell'Ingoli, 2 54* 

Modelli di Daniel Volterano fatti venir da Fiorenza dal Tintoret- 
to. 6* 

Modelli fatti da Paolo Farinato . 1 % o„ 

Modello del Palagio de'Capi di liftafopra la Montecchia di Dario 
Varottari. #1. 

Modello principiato da Matteo Ingoli per la Chiefa della Saluto» 
25S. 

Modello fatto da Tiberio Tinelli d'vna tauolaperlTmperadore» 
292. ! I 

ModonahidiSantoPeranda. - ' 277- 

Molini i San Gregorio hanno del Malombra . ; ar 1 5 6. 

Molino hi del Tinelli- *£&• 

Moluena Villa del vicentino hi del Caualier Baflano . . ;i i-5j. 

Monfelice hi del Palma giouine nelle fette Chiefe, & in S. Giaco- 
po. !89= 

Monfìgnor Giorgio Vefcouo di Brefcia . doue ritratto.. 1 py. 

Da Monfieur 



T.AHoU delle cofe Notabili* 

Monfieur d'AUnfon porta in Francia vn-cjuadro di Pietro DaminU 

250. 
Monsignor Tiepo lo Primocereo di San Marco , doue ritratto dal 

Peranda. . 273, 

Monfieur Heflelinoj ritratto dal Caualier Tinelli . 291. 

Monsignor Quirino Arciuefccuo di Candia conferifcef infegae dì 

Caualiere Aurato Pontificio à Carlo Ridolfi,conBreuedì N.S. 

PP. Innocentio X. 3 1 8. 

Montagnana hi dell' Alienfe . 217*. 

Montano Medico , doue , e da chi dipinto . 1 0$. 

Monte Sinai ha di Pietro Malombra . 15$. 

Monte Ortone ha dell'Alienfe. 3 1 7. del Biflbne r z6t. 

Monte Cafiino hi di Leandro Badano . \66. 

Monte di Pietà in Vicenza , da chi dipinto. 23 2, 

Montefecco ha ài Claudio Ridolfi . 30 j. 

Monte forte nel Veronefe, ha di Claudio Ridolfi . 30J. 

Montecchia* hàdi Dario Varotari. 8i.deHAlienfe, 81.210, 
Morefino ha del Tintoretto • 44. 

Morii hanno del Contarino . 93. 

Mormorationi de' Pittori contra il Tintoretto> e perche . ir. 
Morte d'vn Nipote dell'Autore > e Tue qualitadi . 3 1 j. 

Morter Ifola , hi del Canal ier Ridol fi . 322. 

Moti giocofi del Palma giouine. 205. 

Moto pungente del Vittoria contro il Corona . 1 1. 

Mula a San Vido hanno del Tintoretto . 46, 

Murano , hi del Tintoretto. 41. del Contarino. 90. di Bàttiftadal 

Moro. u6. di Montemezzano. rjo'. del Malombra. 154* x 55- 

del Palma giouine. i7ó.di Pietro Damini. 25 o.dell'Ingoli.3 55. 

Chitfedi Murano, 

San Giouannì ha del Tintoretto . 41 

San Martino del Contarino. 90. del Malombra. 154. del Palm; 

giouine. 17** 

S. Bernardo del Malombra. 154. l'Alienfe. 2 19. il Damini. 2 5 o. il 

Tinelli . 2 " 

Santi Marco , & Andrea del Malombra. 155. deJl'Ingoli. 25 5. dei 

Peranda. 273, 

S. Iacopoj del Palma giouine . » 7<% 

San 






TattoU delle ~cofe Notabili. . 

San Maffeo, del CaualierRidolh*. Jitf". 

Muro, come mifurato dal Tintoretto.* ~m 

Mufelli hanno del Tintoretto, ^ 

N 

Nani ha del Tintoretto. 49. del Tinelli* 29$; 

Napoli ., e per il Regno ha del Palma giouinc . 1 S9. 

Natura produce per Io più le cofe imperfette . ,6. 

Nauagieri alla Pietà hanno del Tintoretto . 46". 

Nicolò Corradino ha del Tintoretto,. 4 j . 

Nicolò Renieri Pittore > e.fuelodi. Vafief» icruresdalui pofledute . 

47.48. 
Nicolò Golfmo, Maeftro di Paolo Farinato . r 2 j . 

Nicolò Rarbaqgo, e Marco Triuifano amici Heroi % ritratti dal 

Caualier Tinelli, 291,, 

Nicolò Contarini Poge,ritratto dal Tinelli . 29$. 

Nicolò Graffo , come dipinto dal Tinelli. 294. Ha del Tintoretto, 

47. del Palma giouine. 200. del Peranda,. .280. 

Nome di Pietro Malombra annotato in più Lingue fotto ad vna_. 

pittura. 155* 

Nouenta di Vicentina , in Cafa Barbarigo , ha di Antonio Foler . 

147. dell' Alieiìfe,. 218. 

Nozze di Cana Galilea dipinte dal Tintoretto nel Refettorio de' 

Padri Crociferi , date alla fbampa da Odoardo Fialetti , 3 v, 
Numa Pompilio, 254. 



'Occhio, cofà"vagheggi nella pittura. _ 09. 

Oda del Cafoni, in lode del Caualier Tinelli. 296. 

Oda funebre dell'Autore in Morte d'vn fuo.Nipote.. 3 1 3. 

Odio de* Pittori contro il Tintoretto , e per. qual cagione . 55. 

Odoardo Fialetti Bolognefe , itudiofo delle cofe del Tintoretto. 

31. 

Oggetto più nobile, che formiil Pittore, quale. 35°« 

Onighi in Treuigi, hanno di Ludouico Pozzofarato . 85. 

-Opera di Leonardo Corona , fattaia San Stefano » lodatada' me- 

.defimiconcorrentt... 9$* 
Opera 



TauoU delle cofe Notabili'. 

Oper ; di Paolo Farinato in iftampa . 1 28. 

Opera del Palaia come porta io ftitna da Aleflfandro Vittoria.! 86. 

Opera dell' Alienfe efpofta da lui. 210. Commendata da Paolo 

Veronese. 211. 

Opere d„i Tintoretto leuate da diuerfi luoghi . Nel capitolo de' 
Padri de* SS.Giouanni,e Paolo vn San Giorgio.32.In San Fran- 
cesco della Viglia > ninnerai di Cinito. ibid. fopra la portai 
della Chiefa della Carità , Il Chrifto in Croce, ibid. 

Opere del Tintoretto à frefeo più famofe . 34." 

Opere del Tintoretto portate in Inghilterra . 42. in Francia ibid. 
che fono appretto altri Principi , e gran Perfonaggi. ibid. 

Opere di Martin de Vos date alle ftampe > quali fiano . 75. 

Opere di Giouanni Contarino fatte à Ridolfo Imperatore. 91. 

Opere di Leonardo Corona da chi terminate > e quali . 1 03. 

Opere di Domenico Riccio fatte in Verona , e loro deferittione 
105. io(5. 107. 

Opere di Felice Riccio in Verona j e Suo Territorio, 119. 120. 
121. Altre lafciate imperfette, e da chi finite, iai. 

Opere compone, e tradotte dal Verdizzotti . 132. 

133- 

Opere di Marco Vecellio . 143.' 

Opere del Malombra portate in Ifpagna da D. Alfonfo dalla Que- 

ua AmbafciatorCatholico . 157. 

Opere di Fra Cofmo Piazza date alla ftampa . 161. 

Opere del Palma gioume date alla ltampa>e da chi intagliate.184. 

Altre fparfe in vari) luoghi del Territorio Triuigiano. 192 . 193. 

Altre celebrate dal Caualier Marino. 202.20?. 

Opere à frefeo deii'Alienfe .211. Altre mandate in Augufta . 2.9. 
Opere di Antonio Vicentino detto Tognone , fatte in Vicenza.» . 

232. 
Opere lafciate irhperfette da Pietro Damini . 251. 

Opere d'Architettura dipinte in varij luoghi da Tomafo Sandri- 

no. 256.257. 

Opere lafciate imperfette dal Peranda. 279. 280. 

Opere principiate 3 e non terminate dal Caualier Tinelli. 292. 293. 

298. 
Opere del Caualier Ridolfi , & ifcrittioni > edoue. 309. Altre in-i 

varie Città dello itato Veneto . • 316. 

Oppofitioni de' maligni ad vn quadro del Tintoretto . 39. 

Ordeia- 



r Tamia dette cofe Notabili. 

Ordelafo Faliero Doge , ruppe gli Vngari fotto Zara > 2 1 u 

Orgnano in cafa Capello , vièdiAntonioFoler. 147. di Maffeo 

Verona. 150. 

Origine della famiglia de' Farinati degli Vberti . 125. 

Orlando Fiacco Pittore. 115. fue opere. 117. Valorofo nel far' i 

ritratti, ibid . 
Oroboni ha del Caualier Baflano , diTitiano, e d'altri eccellenti 

Pittori. 168-169. 

Otthi fopra il Terraglio hanno di Ludouico Pozzofarato . 86. 
Otthoboni hanno del Palma giouine . 2 00. 

Ottone figliuolo di Federico ìmperadore presentato ad Aleflan- 
. dro III. Pontefice .> 1 44, 

P 

Pace d'Italia doue dipinta . 143. 

Padoua forprefa da' Venetiani dipinta dal Palma giouine . 177. 

Padoua prima ricuperata da Venetiani dopo la Lega di Cambrai • 
184. 

Padouahidi PaoloFrancefchi Fiamingo. 75. di Dario Varotari . 
80. del Corona. 1 00. del Malombra. 154. del Palma giouine-» . 
190. di Pietro Damini. 249. dell'Aliente. 210. diGio. Battifta 
Maganza. 245. del Biflbne. 260. di Claudio Ridolfi. 304. del 
Caualier Ridolfi. 316, 

Cbiefedi "Padoua. 

$. Agata f di Dario Varotari. 80. il Corona. iQo.rAlienfe. 210^ 

S. Agoitino , il Palma giouine. 1 90. Dario Varotari. 80. il Dami- 

ni . *'4?« 

S. Benedettoci Malombra. 1 54* il Palma gióuine.190. il Damini. 

250. 

■S. Biagio. Pietro Damini. -49°' 

Capuccini, il Corona. i° « 

Carmine, il Biflbne. 260. Dario Varotari, . .8cv 

S. Clemente, il Malombra. 15 4. il Damini.' . M9* 

Duomo il Dammi . a 49' 

S. Fgidio, Dario Varotari. •' 8o > 

S. Francesco grande, il Damini. 2 49* 

$.Giouanni della Morte, il Damini, " é 2 42» 

Santa 



TdMola delle mfe N ut abili c - 

Santa Giuftina', il Palma giouine. 190.il Maganza.^.ilDamini. 
249. il Biflbae..2'6o"Xlaudio Ridolfo 1 304. 

Heremitani>il Dammi „• 240. 

S. Lena, il Dammi. 249. 

S. Lorenzo > il Dammi. 249. 

S. Maria in Vanzo 1-Alienfe . ■ 217* 

Oratorio dello Spinto Santo , il Dammi . 249. 

Padri delle grafie , Dario Varotari. 80. il Damini -■ 249. 

Riformati, Carlo Ridolfì. 316. 

Rofario , Dario Varotari . • 8 ^. 

Il Santo , il Malombra. 1 54. Damini. 2-49.il Biflbne. ■ 260. 

Spirito Santo , il Biflbne.- 260. 

Teatini, il Palma giouine. 1 90. il Damini . ■ 249. 

Padri di San Stefano ,.quali ritratti dal Petanda • 2 80. 

Padri ( róciferi, ritratti dal Palma giouine. 180. 18-1. 182. 

Padri de' Frari »ritrattidal Palma giouine . ■ 1 85. 

Paefi di Paolo Franceschi , Fiamingo come eccellenti j • 74. 

Paefi Singolari di Ludouico Pozzofarato . 8 5. 

Palagio dell Acquapendente , Lubricato colmodellodi Dario Va- 
rotari. 82. 

Palàgio di Camillo' Triuifano in Murano dipinto da Battifta dal 
Moro. ix5. 

Palagio di Iacopo "Contarmi » ricetto di egregi Pittori . • 2 30. 

Palagio degli Auiani'in Segiario nel Vicentino » da chi dipinto l 
19^.218.. 

Paolo Cornaro detto dall' Anticaglie,da chi ritratto, e doue fìi. 49. 

Paolo Veronefe , perche nafeondéfle le fueopere ìLnigi Benfatto 
fuo nipote. 138, 

Pàolo Piazza . Vedi Fra Cofmo Piazza . • 159 

Paolo del Serahà dell intoretto; 48. del Contarino, pjv del Ti- 
nelli.- 298, 

Pàolo V. Pontefice fa dipingere à Fra Cofmo Piazza, e doue. 160. 

Paolo IV. doue dipinto dal Palma giouine . 181. 

Jfoolo Franceft hi Pittore Fiamingo , Scolare del Tintoretto^Ope- 
re fue iivVenetia. 73. Valorofo ne' paefi* 73,74. pitture iatte> 

per l'Imperadore , e quadri priuati. 74. fuo paefe celebre. ibid. ca- 
pricciofo nelle inuentioni, efuamorte. 7$. 

Paolo Farinato Pittore Veronefe , difcepolodi Nicolò Golfìno. 
Sue condistfmbe natura* 1 25 . Sue opere à frefco>& in Veron? 

12 j, 



Vattola detU co fé NoidbìU. 

&1. Altre mVerortaàoglio,&à forco. «6. iij.efegùé." Iti 

Venetia. 129. Vltima fua pittura in Verona, ibid. e fegue. Suoi 

diffegnuStudiofo dell' Architettura militare. 13 o. Sue qualitadi* 

morte , e due notabili cofe di lui. 1 ? i„ 

Paolo de i Frefchi Pittore . s y Ie 

Paolo Pincio, perche dipinto con catene in mano . te 8. 

Paolo Veronefe, come ben imitato da Luigi Benfatto fuo Nipote. 

Paolo Veronefe ritorna amico dell'Aliente . 2 rr-« 

Paolo Veronefe è il Giardino della pittura ... 3 1 1, 

Parenzo nella Catedrale ha del Palma giouine .' 198, 

Parere del Tintoretto intorno vna pittura . 5 8. 

Parrafio Michiele pittore famigliare di Titiano jdfcepolo del Ve- 
ronefe, e fue opere. 134» 
Parte principale lodata nel Pittore > quale . 305. 
Pafchale Cicogna Generale in Candia . 1 84. 
Paflaggio del Doge Prioli à Venetia. . 253. 
Patriarca Vendramino > comeritratto dal Palma giouine. 198. 
perfettioue dell'arte della pittura > da chi dipendi. 246 . 
Perfonaggi ritratti dal Peranda nella Sala nuoua del Palagio Du- 
cale. " 278. 
Perugia hi dell'Aliente. 216. 
Pefaro à Sant'Eultachio, detto Stafhà del Tintoretto. 43 „ 
iPeftilentia in Roma ne' tempi di San Gregorio Papa . 238» 
Peftilentia di Roma , rapprefentata da Matteo Ponzone . 28 1 « 
Peltilentia defcrittta dall'Autore. 3 1 1 . e fegHC. 
Piazza. Vedi Fra Cofmo Piazza. 159.' 
Pietro Loredano Doge , dipinto dal Tintoretto-» douefiritroui. 

60. 

Pietro Ziano Doge rinuntia il Dogado , e fi tà Monaco . 2 1 u 

Pietro Malombra Pittore Veneto. 153.SuepittureinVenetia.15j 

e fegue. In altri luoghi, ibid. e fegue. Eccellente ne' ritratti . 

155. 156. Erettore de' Teatri, -prattico delle prolpettiue, fue 

pitture in Ifpagna. 157. Buon'inuentore . Sfortunato. 158. Stn- 

diofo di belle lettere . Sua Mortele fepoltura. ibid. Lodato dal 

Marino nella Galeria . 15 5 . 1 5 5. 

Pietro Damini da Caftel Franco Pittore . Suo Genitore,e nafcita, 

come imparale à difegnare. Suo Mae ftro di Matematiche. 

Altri fuoifludij.Suaprima 0pera.a48.Va ad habitar'in Padoua. 

E Opere 



TauoU delle co/è Notabili 

Opere da lui fatte in quella Città, in Vicenza, & in altri luoghi. 
249. 250. Altre in cafe de particolari , & altre lafciate imper- 
fette . Sua maniera di dipingere , e morte . 3 5 r , 

Pietro Mera Pittore Fiammgo , ritratto dall'Alienfe. 220. 

Pietro Giuftiniano Rettor di Vicenza, ritratto da AlefTandro Ma- 
ganza. 24f, 

Pietro da Cortona Pittore , e fuo detto fopra vn ritratto dipinto 
dal Tinelli. 294. 

Pietro Gradenigo hi di Paolo Fracefchi.74.di Carlo Ridolfi.3 1 1. 

Pifani à San Paterniano , hanno del Tintoretto . 43. 

Pifani i San Stefano deli'Alienfe . 219. 

Pittigliano forprende Padoua. 177. 

Pittori adherenti del Tintoretto lo difendono . 39, 

pittori, che ridulTero la pittura alla maggior perfettionc . 89. 

Pittori honorati da Prencipi , e quali . 292, 

Pittura gemma del Mondo . 89. 

Pittura » perche vadi declinando.. 222, 

Pittura ftipera ogni ornamento di feta,e d'oro . 2 76. 

Pittura , e fuoi effetti . 287. 288, 

Pitture più intigni del Tintoretto. 61. 

Pitture à frefcò , perche fi collumino in Terraferma . 107. 

Pitture del Palma giouine trafportate à Fiorenza , à Turino , e da 
chi, 202. 

Pitture eccellenti , in cafa degli Signori Girolamo » e Francefco 
Contarmi . 230. 

Pitture delTmtoretto,riportate in difegni dal Bafletti,e come.247 

Pitture di Venetia, predicate dal Balletti . 247. 

Pitture di Tiberio Tinelli defluiate al Rè di Francia non finito . 
298. 

Poc/ìa di Pietro Michiele fopra vn S. Girolamo del Palma gioui- 
no . 200. 

Poefiadi Lucretia Marinella fopra vn'opera deli'Alienfe. 220. 

Poefie diuerfe in morte del Tintoretto. 64. e fegue . 

Poefie del Marino fopra algunc picture del Contanno. 93. & altre 
fopra alcune opere del Palma giouine . 202. 2.03. 

Polefìne in cafa Pifana , di Dario Varotari . 81 

Polo Nani ha del Peranda. 180. del Caualier Ridolfi , 31 !• 

Ponte à San Mauritio ha del Tintoretto . 44 

Ponte longo neiPadouano dej Palma giouine . 1 7 J< 

Pragia 



TauoÌa, delle eofì k inabili. 

'ragia h a di Dario Varotari . to. 

'rencipi ricercano al Tintoretto Manetta fua figliuola l Ji * 
'rencipi ritratti da Dario Varotari in Padoua. - 8o« 

?rencipe Lorenzo de' Medici vi/ita il Caualier Tinelli , Se ottiene 
opere Tue. 293. 

i^refadi Galli poli dipinta dal Tintoretto. e doue * 38=. 

^efa di Margaritino dipinta dall'Alienfe, e doue . 312, 

Prioli del Doge Antonio hanno del Malombra .157. dei Tinelli 

*88. 
Prioli a Santa Maria Nuoua , hanno del Tintoretto , 46. 

Procaccino , e fua opera . 186. 

Procuratori di San Marco > Protettori dell'Hofpitaletto de' Croci- 
feri* 181. 
profontione di vn Fabro,che ritrafle il Rè Henrico III. di Francia» 
e di Polonia. 29. 
Protettori del Palma giouine, quali . a 04» 
Prudenza > come dipinta dal Tintoretto . 37* 

Quadri fatti da Paolo Fracefchi per l'ìmperadore . 74* 

Quadro de' Centauri fatto dal Francefchi perl'Alienfc, celebratif- 
(imo . 74. 

Quadro venduto dal Corona all'Alienfe,e perche . 98. 

Quadro del Malombra portato in Inghilterra dalfAmbafciatore 
Inglefe. 157» 

Quadro detto de i Burchi dipinto dal Palma giouine . 1 77» 

Quadro del Palma giouine perche leuato . 1 80, 

Quale fia il punto più difficile del Pittore . 4. 

Quali Pittori erano itimati in Venetia ne' primi tempi del Tinto- 
retto . 8, 
Quali colori lodati dal Tintoretto. 59* 
Quello occorrerle al Tintoretto Jauorado à frefeo in tna Villa. 5 7. 
Quiete , e ripofo , quello produchino 204, 
Quirino Arciuefcouo diCandia > hi del Palma giouine. 199. dell'- 
Autore . 3 1 9» 

R 

Raccolta fatta dall'Alienfe di rilieui ,cafte in iftampa ,-c difegni ài 
vari; Autori, 221.222, 

E 2 Ras- 







TauoU delle cofe Notabili ì 

Racconto delle attioni,fortune>e fatiche dell' Autore. 3 06. e fegue 

fino al fine . 
Raccordi dati dal Tintoretto a fuoi figlinoli .- . 6z, 

Rauenna ha di Gio: BattiftaBiflòne . 260» 

Rè d'Inghilterra hi del Tintoretto , 43. 

Rè Cathohco ha dell' Alicnfe , e lo inuita alla Corte .• ai 9. 

Rè di Polonia ha dell' Alienfe . 2. 1 6. 

Rè di Francia inuaghito della maniera del Tinelli,lo fa chiamare 

alla Corte. 29 1 . Dà ordine a fuoi rapprefentanti in Italia > che 

gli conferifehino l'ordinedi San Michiele . ibid. 
Refettorio de* Padri Crociferi, dipinto dal Tintoretto -• 
Reggio di Lombardia hi del Palma giouine - 
Religione, come dipinta dal Palma giouine . 
Relogi di Tremgi hanno di Ludouico Pozzofarato . 
Reniero Zeno Doge lafcia entrate all'hofpitale de' Crociferi. 1 81. 
Refa di Zara » doue , e da chi dipinta .- 

Rettorica , quanto fìa neceffaria all'vfo humano .. 3 08.. 

Riccardo Malombra lodatore della ma famiglia in Venetia . 1 5 8. . 
Ricchezza come rapprefentata da Gio: Antonio Fafolo. 23J. 
Ricognitione del Senato Veneto, affegnaca al Tintoretto, & à pò- : 

fieri fuoi, e per qual caufa . 28. 

RicuperationediZara, dipinta eccellentemente dal Tintoretto. 

.39. 
Ridolfo II. Imperatore ha del Tintoretto. 41. di Paolo Francefchi 

74. Crea Caualiere il Contarino. 9 1 . ritratto da Leandro Baffa- 

no. i6j. Amatore della pittura. 1 60. Ha del Piazza, ibid. Hi 

del Palma giouine. 195. 

Rifpofta data dal Tintoretto ad Odoardo Fialetti . 56. 

Rifpofta del Tintoretto data ad alcuni Prelati , e Senatori . 5 6.- 
Rifpofta del Tintoretto data ad vnfuo fratello in vna lettera. 57. 
Rifpofta del Tintoretto data ad vn beli' humore . 58. 

Rifpofta di Dario Varotari ad vn pedante . 82. 

Rifpofta arguta diLeàdro Ballano all'Ambafciator di Spagna. 170 
Rifpofta del Tintoretto al Palmagiouine. 59. 

Ritentiua felice di Luigi Benfatto. 138. 

Ritratti efpofti dal Tintoretto in Merceria à concorrenza d'altri 

Pittori , lodati . 8. , 

Ritratti fatti dal Tintoretto nella Saladel Maggior Configlio , ev 

di chi., 16. 

Ri- 



Tamia dette coft Notabili', 

itratti di Clemente VII. di Carlo V. e d' alcuni Gentil'huomini 

Veronefi , da chi dipinti , e doue. 107* 

' ratti fatti da Orlando Fiacco . 117. 

tratti d'huomini Illuftri, fatti dal Malombra . 1 5 5 . 

litratti di Ca rdinali , Prencipi , e d'altri Perfonaggi » fatti dal Ca- 

ualier Badano . 1 67. 1 08. 

ratti della famiglia Bagliona - 185. 

Utratti fatti da Gio: Battuta Maganza . 229. 

Ritratti di Menon , Begoto , e Magagnò fatti in vn quadro mede- 
fimo da Gio: Bardita Maganza, detto Magagnò. 229. 
itratti di Signori , e Letterati fatti da Francefco Apollodoro . 
260. 

ratti di Prencipi, e Signori fatti da Domenico Tintoretto. ìóó^ 
267. 
itratti vari j fatti dal Caualier Tinelli. 391. 2 93. e fegue . 

■ Ritratti de' Prelati, Signori -Illa (tri, Letterati > & altri fatti dal Cay 
ualier Ridolfi. 3 19. e fegue . 

Ritratto di Henrico III. Rè di Francia fatto dal Tintoretto . 2^9. 

iRitratto dell'Aretino portato in Inghilterra con altri del Tintoret- 
to ^ 42 • 

^Ritratto del Baron Vvelfperg da e hi dipinto , e doue fi troni . 91. 

Ritratto di Marco Dolce fatto dal Contarino » accarezzato dagli 
animali. 91. 

Ritratto di Girolamo Magagnati doue dipinto . 92. 

Ritratto di Titiano , fatto da Orlando Fiacco ,doue fi trom. 1 1 8. 

■Ritratto di Martino Pafqualigo fruitore. 2° 1. 

Ritratto del Palma gioume, ifcolpito da Iacopo Albarelli, doue ri- 
porto.. 206. 

Ritratto di Akflandro Maganza > fatto da lui medefimo, con fot- 
toferittione. M3- 

Ritratto del Duca di Mantoua , fatto da Domenico Tintoretto . 
265. 

Ritratto di Monfieur Heffelino , fatto dal Caualier Tinelli, fatto 
vedere dal medefimo Heffelino al Rè . a 9 l • 

Ritratto del Duca di Crequi fatto dal Tinelli , & in qual modo . 
292. 

Ritratto del Padre Angelico Aprofio Vintimiglia dipinto dall'- 
Autore. 320. 

Rodengo ha di Francefco Zugni. 2 59>- 

• Roma 



T4*&ld delle cefe Ntfdftè* 

Roma hi di Fra Cofmo Piazza. 1 6©-. del Palma giouine. 1 74. 189, 
di Claudio Ridolfi . , 3°?. 

Romiti ha di G10. Batti fta Maganza. 229. di Aleflandro Magan- 
za. 2 42 . di Girolamo Maganza. 246. di Pietro Dammi . 251. 

Ronconi Medico ha di Aleflandro Maganza. 242, 

Rotta data da Vittor Soranzo à Sigifmondo da Efte , doue dipin- 

ta_,. ,-.,'. 38, 

Rotta data da Veneriamo- Genouefi, da chi ,e doue dipinta. 135. 
Rotta data à Piloni da Henrico Contarmi, dipinta da Andrea Vi- 
centino » 1 44- 
Rotta data dal Doge Ziani ad Ottone figliuolo di Federico Impe- 
radore dipinta da Domenico Tintoretto » 265. 
Rouerè di Trento , ha di Carlo Ridolfi , 315. 
Rouigo hìdi Tiberio Tinelli . 293, 
Rua, ha del Palma giouine. 189.' 
Rubino, ha del Tintoretto. 48. del Palma gioitine- .■ 200. 
Ruzini hanno del T1ntorGtto.44.delPozzofarato.85.del Corona. 
io2.diParrafio. 134. 

S 

Sala del Patriarcato ha del Palma giouine» 19$* 

Sala dell'Audienza.del Podeftà di Vicenza dipinta da Gio. Anto- 
nio Fafolo.23 5 .da Aleflandro Maganza.240.co altre Sale.241.. 
Sale de' Rettori di Brefciadipinte dal Zugni . 259. 

•Salò nella Parochiale ha del Palma giouine. 1 93. dell'Àlienfe. 2 1 7.- 
San Cleto Papa iftitutore de' Crociferi . 1 80. 

San Girolamo come formato dal Tintoretto . 55. 

Sandrino Brefciano, e Tua opera à Candiana . 1 99* 

Santo Peranda Pittore. Sua nafeka , e genio nella Pittura. Si port» 
a Roma . Indi a Loretto. 271 . Pafla di nuouo à Roma con let- 
tere del Cardinal Gallo. 272. Ritorna alla Patria , & opere fue . 
072. 273 .opere da lui fatte per il Duca della Mirandola. 274. e 
fegue. Se ne va con la famiglia alla Mirandola , oue dipinge va- 
rie cofe. 276. Chiamato d Modona dal Duca,fa il di lui ritratto, 
e de' Prencipi lùoi figliuoli, ibid. Mortifica vn Cortegiano.277. 
Altre opere fatte per il Duca della Mirandola, ibid. Ritorna à 
Venetia , oue fa diuerfe pitture. 278. 279. Opera fua imperfet- 
ta. ibid.Pitture fatte à priuati. 279. 280. Altre fue imperfette, 
ibid» Suo temperamento , morte > e fepoltura » 2 $1 . 

"San- 






TamU delU cpfi Xotdilì* 

Santo Catani hi di Cario Ridolfi . 3 j y~ 

Serraualle hi del Contarino - p 2< 

Sbarco fui lido di Henrico 1J.L dipinto da Andrea Vicentino. 145. 
Sbarco del Doge Sebaftiaa Ziani dipmro da Leandro Banano . 

166. 
Scola di San Rocco doue prima ù*tuata. Quando trasferita vicino 

a Frari ,e chi fofle l'Architetto di quella. 19. 

Scola di S. Rocco Accademia de'ftucUofì della pittura, e degli Ol- 

traraoncani. 25. 

Serittore della prefente opera ha del Palma giouine . 200* 

Scritti di Già. Battifta Maganza appiouati da Letterati . 231, 
Sdegno del Corona contrail Palma giouine , e perche. 99, 

Sebastiano Ziani prefenu ad Alefiaudro UL Ottone figliuolo di 

Federico Iraperadore . 1 44. 

Seballian Veniero , ritratto dal Baflano . 1 6 y. 

Secondo acquifto di Cóltantinopoli , dipinto da Domenico Tin- 

toretto. 264. 

Segiano nel Vicentino ha del Palmagiouiue. 195. dclfAlienfo 

218. 
Sei flati deli' Huomo come rapprefentati dal Palma giouine. sor .' 
Sentenze del Guarino. 7. 6 1. 

Sentenza di Orario. pò. 223. 

Sentenze di Orario , e di Seneca . 131. 

Sentenze intorno alla mutatione di Fortuna. 2 a 1. 

Sentenze di Valerio Maifimo,e del Guarino intorno la Virtù.; $19. 
Sentiero della Virtù malageuole da calcarli . 8 . 

Sepolcro di Marc'Antonio Bragadino . 159. 

Sepoltura del Tintoretto. 6$. 

Sepoltura di Ruberto Strozzi . 1 87. 

Sepoltura del Petrarca, e doue . 190. 

Serie diritratti fatti da Tiberio Tinelli de' Prencipì , Cardinali, 

Prelati, Nobili, Letterari , & altri, spj.efegue. 
Sette Chiefe di Monfelice da chi dipinte. 189. 

Significato delle pitture, che fono nelle Sale vicine al Collegio 

del Palagio Ducale . 3 5* i 6, 

Sigifraondo III. di Polonia , hi del Palma giouine. 1 95 . 

Silueftro Nicolmi , e Giouanni dal prete , ritratti eccelknremeute 

da Domenico Tintoretto , e doue . -65* 

Silueilroj e Maffirao Valieri fratelli, doue ritratti- 349- 

Sim- 



TdUùìa delle cofi Notabili. 

Simmetria» e fuoì Scrittori. 348? 

Sinigaglia hi di Claudio Ridolfì . 303. 

Sifto V. Pontefice ritratto dal Tintoretto , e doue .' 3 3. 

Soggetti adeguati al buon Prencipe, come dipinti dal Palma gio- 

uine. 190. 191. 

Sonetto di Gio. Battifta Maganza, detto Magagnò » in Lingua ru- 

(hca Padouana mandato à Titiano . 230. 

Sonetto di Celio Magno > (òpra il di lui ritratto . 267. 

Spinedain Treuigi ha di Ludouico Pozzofarato.8<J.deI Palma gio- 

ume. i y 2. 

Spineda Villa del Triuigiano hi di Carlo Ridolfì . 315. 

Spinelli, hi del Peranda. 280 del Tinelli. 297. 

Statua di Bartolomeo Coleoni da chi formata . 3 4. 

Statua eretta à Pafthale Cicogna da' Cittadini della Canea . 1 84: 
Stefano Vatììlacchi foccorre l'Armata Veneta di vettouaglie.209. 
Stefano Ghifi, ritratto dal CaualierTinelli,eladiluimoglie.293. 

ha opere di Paolo Farinate 1 2p.e d'altri eccellenti Pittori, ibid. 
Strà in Cafa Bernardo , di Maffeo Verona . 150. 

Stratagemma di Carlo Zeno . a 1 1« 

T 

Tabernacolo di San Giorgio Maggiore da chi inuentato . 2 1 y. 1 

Tauola del Palma vecchio, rinouata dal Palma giouine . 1 89. 

Tauola dipinta da Gio.Antonio Fafolo,credutadel Veronefe.234. 

Tauole varie di Paris Bordone, e doue . 1 93 . 

Teatro formato dal Piazza , e per quale effetto . 159. 

Temperanza , come dipinta dal Tintoretto . 2 7. 

Tèmpio eretto alla Madonna della Salute. 31& 

Terrazzo , Villaggio del Veronefe, hi di Claudio Ridolfì . 305. 

Tiberio Tinelli Pittore, e Caualiere. Sua nafcita.Genitori , & edu- 
catone , Maeftri , e fuo ftudio . Imita il Ballano ne' primi fuoi 
ritratti , Sue prime opere. 288. e fegue. Tralafcia il dipingere. 
289, Trauaglia per amore. 289. 290. Ritorna di nuouo a dipin- 
gere . fi vari j ritratti. 29 1. Perfeguitato dagli emuli. Creato Ca- 
ualiere del Rèdi Francia. 2 9 2. Tue opere principiate, e non ter- 

■ minate. 292. 293. Vifitato dai Prencipe di Tofcana . Vari j ri- 
tratti da lui fatti de' Prelati , Dogi , Prencipi diuerfì , & altri Si- 
gnori. 294. e fegue. Lodato dal Craflò , e dal Caualier Caffoni. 
«94. 295. 296. Altre opere da lui fatte, 297. Si portai Manto» 

uà, 



T nuota delle co fé Hot àbili . 

uà, e fai ritratti di quelle Altezze. 2 98. Segue ì dipingere iru 
Venetia ibid. Vieti follecitato i paflàr'in Francia ibid. Fauori- 
*o da molti Signori. Mal riconofciuto delle opere Tue. Dipinge 
volontieri per letcerati.2 99. morre.efuo monumento.^ 00.30 1. 

Tiepoli del Patriarca hanno dell' Ingoli . 253. 

TkiaiioliceutiadiftiaCafailTintoretto,eperche-. J» 

Tiriano Pittore figliuolo di Marco Vecellio. 143. 

Tomafo Dolobellafcolare dell' Aiienfe» pittore del Rè di Polonia. 
22<5. Sue opere , e fortune, ibi J. 

Tomafo Sandrino Brefciano Pittore, Architetto . Sua nafeita. Va- 
lorofo ne' foffitti . Sue opere. Sua morte, e fcolari . 2 5 6. 257. 

Tomafo da Rauenna Filofofo, doue > e da chi dipinto . 15. 

Torcello in Sant'Antonio ha del Peranda . 274. 

Torello Seriana Scrittore dell'Hiftorie di Verona . 11?. 

Traflatione del corpo di Santa Lucia . 1 8 j. 

Tre prime Etadicorne dipinte dal Peranda . 274. 275. 

Treuigi ha del Pozzofarato. 8j. 86.192. del Corona. 100. dei 
Palma. 130. deIDamini.250. dell'Ingoli.2 $4. delPvràda.278. 

Cbiefedi Treuigi. # 

Santa Caterina, il Palma giouine.t 92. Damint.250. Giesù ilPoz- 
zofarato.85. S.Gregorio, il Pauna.192. Madonna delle Gratie, 
il Peranda. 278. S. Margarita.il Palma. 191. Santa Maria Nuo- 
iu, il Damini. 2 59. S.Nicolò, il Palma. 192. il Peranda. 278. 
Padri Capuccini, il Corona. 100. S. Tomafo, il Palma. 192. S. 
Tonifto , il Palma, ibid. l'Ingoli . 254. 

Treuille in Cafa Prioh , di Dario Varotari , cU Ludouico Pozzofa- 
rato. 8 1 . di Fra Cofmo Piazza» 160. 

Triefte ha del Peranda. 279. 

Trionfo di Marco Marcello doue dipinto . 2 40. 

Tr iuignano » Villaggio del Triuigiano ha dell'Ingotì . 35 3. 



Valerio Maflìmo trafeura la dignità della pittura . 313. 

Varotti hi del Zanimberti. 2 48 . di Carlo Ridolfi . 317. 

Vdine nel Duomo Maffeo Verona . 1 5°« 

Vendramini alla Giudecca, di Maffeo Verona. 148. del Palma.198 
Venere piangente dipinta dal Palma , e perche . 2 o*. 

Venetia come dipinta dal Malombra» 154. dal Palma. 178. dall- 

Jngoli. a 54« 

- ■ F Cbiefe 



T ditola delle cofe NttaUli,. 

fChiefe > e Confraternita di Venetia. , oiie fono diuerfe "Pitture* 

L'Angelo Raffaello > Luigi Benfatto. 13 9. il Palina giouine. 199. 

l'Alienfe.. 214. 

Sant'Anna, il Tintoretto.. 9. 

Sant'Antonino il Palma. 1 j6. S.Antonio . 1 89. 

Sant'Aponale ,il Benfatto. 139.il Palma. 187. l'Ingoli. 253. 

§£. Apoftoli* Dario Varot2n.8r. Montemezzano. 137. Antonio 
Palma. 173. il Palma. 187. J' Alienfe. 214. Domenico Tinto- 
retto. 268. 

S. Barnaba , il Palma . 1 97. 

S.Bafilio , il Gambarato . 205.. 

S. Benetto, il Tintoretto . 9. 

S. Bartolameo , Rothamer. j6. il Corona. 99.1'i Malombra. 155 -il 
Palma. 187. il Peranda. 373.279. 

S. Bonauentura , l'Ingoli. 254. Domenico Tintoretto. 268. 

Capuccine, il Palma. , 197. 

.Capuccini, il Tintoretto.51. il Palma.195.il Piazza. 161.il Peran- 

.da_j. 273. 

Carità, il Tintoretto.3 2. Leandro Baflano. 166. Tinelli. 297. 

Carmini, il Tintoretto. 9. Andrea Vicentino. 145. Palma. 197. 

S. Calfiano.il Tintoretto. 29. il Baflano. 167. 

Santa Caterina, Tintcretco.54. il Vicentino. 1 45-.il Foler.i 46. Pal- 
ma. 197. Tinelli . 293. 

S. Chiara di Venetia j Malombra. 155. Palma. i85.Ahenfe . 218. 
l' Ingoli . 253. 

Celeftia, il Vicentino. 145. il Verona. 149. il Palma. 198. Dome- 
nico Tintoretto. 258. il Tinelli . 28?. 

Citelle della Gmdecca , il Palma . 1 96. 

Collegio de' Pittori , Dario Varotari . 82. 

Compagnia della Giuftitia.il Tintoretto.33.il Corona.102. il Pal- 
ma. 178. 179. 188. 

Compagnia de' Fruttatoli , Luigi Benfatto . 1 40. 

Compagnia di S. Lizerio , preflb S. Zaccaria» il Palma . 199. 

Confraternità de Milanefi ne'Frari, il Contanno . 92. 

Confraternità della Mi fericordia , Domenico Tintoretto . 26Ì. 

Conuertite alla Giudecca il Benfatto. 1 39. il Palma . 195. 

Corpus Domini, il Palma. Ì85. 

S. Cofmo della Giudecca , il Tintoretto. 3 3. il Palma . 1 9 $■ 

Croce di Venetia, Tintoretto. 33 . il Con tarino. 91 .Bafljano.i 66. 

Palma 



TomùU delle cofe- Notabili. 

■ Palma. 185.. 

Crociferi,Tintoretto.30.PaJma. 174. 180. 181.182. 185.1'Alien- 

fe . 219. 

S. Daniel , Tintoretto. 33. Domenico fuo figliuolo . 2d8. 

S. Domenico^ Verona. 149. Malombra.i 54. Palma. iptf.l'Alien- 

fe. 218. 

S. Eufemia della Giudecca. luigi Benfatto .■ r 39. 

S. Euftachio,detto Stai,il Corona.99. Domenico Tintoretto. 265. 
S. Fantino , Gefare dalle Ninfe. 77. il Corona. 1 o 1 . Palma . 188. 
S. Felice , il Tintoretto .■ 3 r . 

S.Filippo, e Giacopo» Luigi Benfatto. 140. Maffeo Verona. 149. 

Palma. 196. Damini. 250.il Peranda •■ 273. 

S. Fofca , il Palma .• 197. 

S. Francefco della Vigna» ifTintoretto. 32'. Monte'mezzano. 135. 

137. il Palma. 189. 199.TAlienfe.2r8.il Peranda. 272.279.* 
^.Francefco de Paula.il Contarino.92. Malombra.» 54.Palma.19tf. 
Fran , Andrea Vicentino. 14$. Palma. i85. Alienfe. 218. Peranda 

273. Claudio Ridolfi. 302. 

S. Gallo , in campo Rufolo , il Tintoretto .• 33. 

S. Geminiano , il Tintoretto . 33 . 

S.Geruafio ,& Protafio.il Tintoretto. 31:. Malombra.. 15 5. il Pal- 
ma. 197. Domenico Tintoretto. 265. 
S.Gieremia, il Palma. 197. l' Alienfe. 21 4. flngolu 254. 
S. Girolamo > il Tintoretto. 3 ? . il Palma . 197^ 
Gefuati, il Tintoretto. 3 3. l'Aliente , 213. 
S.Giouanni in Bragora > il Corona. 99. il Palma «■ 176. 
S.GiouanniGrifoltomo, Luigi Benfatto . 140. 
S. Giouanni Nuouo , Montemezzano. 13 7. il Foler . 145. 
S.Giouanni di Rialto.ilCorona. 98.il Vecellio.i4?.rAlienfe.2 1 3.. 
ì Domenico Tmtoretro. 265. il Tinelli. 297. Carlo Ridolfi. 3 1 6. 
S. Giouanni Fuàngelifta , FAlienfe . 214. 
S. Giouanni Decollato > ilCaualier Ridolfi . 3 1 6.'- 
S.Giouanni de' Forlani, il Varotan. 81. Palma.198.rAlienfe.21 r. 
SS. Giouanni,e Paolo,il TintorettO.3 1 .3 2.50. il Coruna. 99. 1 oo. ' 

il Vecellio.143.il Vicentino. 145. il Piazza.! 59. il Banano. r 66. 
. Palma. giouine. 175. i88.MatteoIngoli. 254.255. Domenico 

Tintoretto. 2 tf 4. il Peranda . 272.273. 

S. Giofeppe il Tintoretto. 3 3-Parafio. 134.il Palma. 184. il Peran- 
, da. 272. 

S. -Giuliano » il Corona. 99. Battano. 167. Palina. 175. il Peranda .. 

F 2. 27j. 



T4M0Ì4 Meco/e Notabili. 

573.2animberti. 282? 

Santa Giuftina, il Contarino. 91. Palma. 187. Alienfe. 2 1 8. Peran* 

da.2 73.Zanimberti. 282. 

S.Gregorio, Antonio Foler. 146. l'Aliente. 2 io ; Domenico Tin- 

toretto . 263; 

Humiltà , il Palma . 1 96. 

S. Iacopo dall'Orio , il Palma . 175-. 

S. Iacopo di Rialto , il Vecellio. 1 43 . il Malombra. 1 5 j.Domeni- 

co Tintoretto. z6$. il Peranda . 272,. 

Incurabili , il Tintoretto. 3 2, Gio. Rothamer . 76. 

S.Leonardo>l' Aliente. 214* 

S.Leone, il Palma giouine. 787. 

S. Lorenzo il Palma.! 98.Domenico Tintoretto.2tf8.il Peràda.2 73. 
S. Luca , Luigi Benfatto ... 139; 

Santa Lucia, Leandro Saltano. 167. il Palma .. 185, 

S. Luigi, il Foler. 146, 

Santa Maddalena , il Tintoretto , S. 5 jv 

Madonna dell' Horto, il Tintoretto . ri. vi . 1 2. 

S.Marcelliano. il Tintoretto. 33. l'Aliente. 2 14.il Pafignano. ibicfc 
S. Marco , Cartoni perii Mofaico. il Tintoretto. 5 1 . Battifta dar 

Moro» 1 1 7. il Verona . Cartoni , & opere à oglio. 147. Leandro^ 

Ballano. 169. l'Aliente. 220». 

S. Marcuola, il Tintoretto. 9.1! Corona. 100. Paolo Farinate. 12 9; 
S, Margarita , il Tintoretto . 5 4, 

S. Maria Formofa , il Corona. 99. il Palma . 176, 

S. Maria Giubenico,il Tintoretto. 30. il Palma. 1 7 

Santa Maria Nuoua , il Corona. 99. Montemezzano, 136. Zanim 

berti. 28 

Santa Maria Mater Domini, ilTintoretto * 3 2V 

Santa Maria Maggiore , il Tintoretto. 54. Battifta dal Moro. 1 1 7. 

Luigi Benfatto. 140. il Palma. 1 85. Domenico Tintoretto. 26 3 
Santa Marta , il Benfatto. 139. il Banano, 167. l'Ingoli .252.253 
S. Martino , il Palma giouine .< 1 9 jv 

S.Moisè, il Tintoretto. 31. il Palma. 184. 

S, Nicolò, il Corona, 98. Montemezzano. 137. il Benfatto. 138. 

1.39. il Palma. 185. 

S, Nicolò de' Frari , Paolo Francefchi , 73, il Benfatto. 139. il Pak 

ma. 174. 175.185. 
S»Pantalcone , i' Paima . 1 2SÌ 

S, FaterniaiK) > il Corona. 1 01. il Palma . 175* 

Pie- 



ftaUold dette cofe Notabili K 

l'ietà , il Palma, r 96. il Peranda . 278- 

,Polo, il Tintoretto. 32. il Benfatto. 139. il Piazza. i5p.il Palma 

18^.187. 
. Prouolo , l'Alienfe. ai 4/iI'Peranda . 277. 

» Rocco, in Chiefa , il Tintoretto » . 17. 1 8, 

. Rocco , e Santa Margarita , Montemezzano * 136. 

. Saluatore ,il Palma. 1 87. il Peranda ► 378. 

.SamuellojilFoler. 147. 

cole di S.Marco.il Tintoretto.i 3. ^.Domenico Tintoretto. 265 . 
, diS. Roccoli Tintoretto. 19. fino alla pagi na.2 4. della Paffione, 
il Palma gioitine . 186. di SanGiouanni Euangelilta, il Palma. 
175. 177. il Peranda. 273 .-Scola de' Mercatanti , il Tintoretto . 
. 5,5. il Palma.i97.TAlienfe.212.213.DomenicQTmtoretto.253. 
; de' MarangonijilCorona.101.il Caualier Ridolh.3 I ^« de' Cal- 
zolai, il Palma. i85.de' Tintori, il Verona. 149. il Palma» 197. 
, l'Ingoli .2 54. preflb S-. Giob , il Benfatto . 1 40. 

.. Sebaftiano > l'Ingoli . 253. 

. Sepolcro, il Baflano. 159. il Palma. 1 9$. il Peranda » 2-2. 

erui, il Tintoretto. 8> il Corona. 1 ai. il Peranda . 278» 

. Seuero il Tintoretto . 9* 

1. Siluellro > il Tintoretto - 33. 

,. Simon Grande , il Palma . 1 85. 

.anta Soffia , il Corona. 98. il Baflano, 167. il Palma » 1 87. 

pirito Santo , il Tintoretto . 94 

.. Stino, il Tintoretto . 33, 

. Stefànotil Corona.98.il Peranda . 179» 

'olentini, il Palma. 185.. 1 86. il Procaccino, ibid. il Peranda .273. 
278.279. 

an Tomaio , il Palma . 199. 

riniti , il Tintoretto. 9. 1 o. il Palma . 1 76» 

.Vitale, L'Alienfe. 219* 

an Zaccaria , il Palma. 188. 199. l'Alienfe . 219. 

Le famiglie , e cafe di Yenetia non fono pofte m queito luogo , 
cflendo citate nella tanola fotto le proprie lettere.. 

I/ole di renetta.- 

.Giorgio Maggiore ha del Tintoretto. 50.def Baflano. i55. del 

Palma gioii. 1 ;4.dell'Alienfe.2i6.di Domenico Tuitorecro.2.65. 

Madonna delle Gratie , del Tintoretto - 5 1* 

S.-NÌ- 






141 

5 1 
298 

49 

*34 

49 

H4 
198 

35 
3*3; 



r^/w/fc ak#<? <?*/? Notabili. 

S.. Nicolò del Lido, del Damini. ajr 

San Spinto del Palma . 195 

0$«, e Magifìrati di Veneti* . 

Anticamera del Confeglio di Dieci di Marco Vecellio . 

Arfenale , il Tintoretto . 

Auuogaria , il Tintoretto. 49. il Badano» 166. il Tinelli . 

Camerlinghi , il Tintoretto . 

Libraria di S. Marco , il Tintoretto. 1 8. Parrafìo . 

Officio del Sale , il Tintoretto . 

Palagio Ducale , il Contanno. 9 r. l'Ingoli • 

QuarantiaCiuil Vecchia, il Malombra. 

Quarantia criminale , il Palma • 

Sala degli Stucchi , il Tintoretto . 

Sala del Collegio , il Tintoretto . 

Sala del Configho di Dieci, Marco Vecellio. 142. il Ballano. \66- 
l'Alienfe.- 116. 

Sala dell' AntiPregadi Andrea Vicentino . 145. 

Sala noua del Doge.il Palma.199.il Peranda.278.il Zanimber.283 

Sala del Maggior Configlio',- il Tintoretto. 15. 16. 57. 58.39 
5 2. Paolo Fiamingo.73.il Corona.98.il Vicentino. 144. Leandri 
Badano, idà.il Palma 177. e fegue fino alla pag.180.il Gamba 
rato.206. l'Alienfe.211. 218 Domenico Tintoretto. 26. 

Sala del Pregadi , il Tintoretto. 36. il Vecellio. 142. il Palma. 1 

- i84.ilGambarato. 20& 

Sala dello Scrottinio,il Tintoretto. 17. 3 9.40.Montemezzano. 136. 
il Vicentino, r 44.1 45 .il Palma. 1 8 0. l'Aliéfe.2 1 1 .il Peranda.2 71 

Sale delje arme del Configlie di Dieci , l'Alienfe . 217. 

Salotto dorato, il Tintoretto. 34. 35. 

Signori di Notte al Criminal, il Malombra. 154. il Palma „• 198 

Stanze della Procuratia , il Tintoretto. 48. Battifta dal Moro. 1 17] 
il Banano, \66.i 58. l'Alienfe 220.il Tinelli. 239 

Verità come rapprefentata da Aleflandro Maganza . 239 

Verona, come dipinta da Felice Riccio. no 

Cbie/e , & alcune cafe di Verona, ouefi trottano di uerfe pitture . 

S. Ànaftafia,delRiccio.i 2 o.delBafletti.247. Claudio Ridolfì. 304 
S.Antonio , di Battifta dal Moro.i 1 5. S. Apoitolo del Riccio.120 
Capitello di S. Bernardino, di Paolo F arinato. 1*8 

Captoccini y il Farinate 1 2 8. jl Balletti .- 247 

Calè- 



TauoU delle afe Notabili. 

de'Marogni, il Farinate de* Murari, i27.delMedicoFtmafc- 
nelle 1 25. de* Pedemonti ,diBattifta dal Moro . 1 1.6. 

^hiefa dalla >cala»di Felice Riccio > 120* 

.Chriftoforo , del Riccio. 120. di Claudio Bidolfi . 304. 

mmerlaci , di Claudio RidoJfi . 3 04» 

ella Colomba di .Claudio .Ridolfi . 304. 

ti Beuilacqua hanno del Tinroretto.52.Cano<fi, di Battifta dal 
Moro.i is.da!laTorre,del Farinate 12 8.. Pompei,di Domenico 
Riccio. 1 08. di Felice Riccio . 12 \. 

rtoni, hi di Domenico Riccio.ioS. e d'altri Autori. iop.di Bat- 
tila dal Moro. 1 1 7. del Badano. 167. del Palma. aoj. 
Daniele , di Felice Riccio. 1 20. in S.Domenico, ibid. 
omo, del Riccio, ibid. di Claudio Ridoliì . 304, 
. Eufemia , Domenico Riccio. 108. Battiftadal Moro. 1 15. Clau- 
dio Ridolfì. 304. 
ermo, di Battifta dal Moro. 1 15. S. Francefco, del Riccio.* 20. 
ìorgio , il Riccio. 120. il Farinate 1 29. Montemezzano .157. 
Domenico Tintoretto. 268.. 
. Luca, di Claudio Ridolfi . 3 04. 
donna di Campagna.clel Riccio. 1 ip.delFarinaro.iatf. Claudio 
Ridolfi. 3 02 . S. Maria in Organo, il Riccio. 1 c?8. il.Fannaco. i 26. 
"elli,hanno diRothamer. 76. di Domenico Riccio. 1 74. di Bat- 
fta dal Moro.i 1 7. di Felice Riccio. 120.1 2 1 . del Farinate 1 3 o, 
Nazaro , Orlando Fiacco. Jij.il Farinate 1 25 il Palma . 193* 
atorio di S. Carlo , ClaudioRidolfi . 304. 
gi. della Beuerara, del Moro. 1 17. de' Murari,del Riccio. 105. 
Pietro incarnano , Claudio RidoI 8 . 3 04. 
Polo, il Farinate 12 8. Claudio Ridolfi. ; 3°4- 
ori Quaranta , il Farinato .. 128. 
olfi di Domenico,e Felice Riccio.io7.i2i.ClaudioRidolfì.3 04. 
del Configlio di Orlando Fiacco. 117. del Riccio, x 70. del 
Farinato. 125.127. 
amofi, di Felice Riccio, 121. 
Saluaro, del Corona . 1 01» 
Stefano,Domemco Riccio.108.il Baffetti, il TurchU'Ottino.247. 
Tomafo , detto Tome , Domenico Ricciei 08. il Farinato. 1 25. 
il Bafletti. 2 47. Claudio Ridolfi . 305. 
Zeno , Orlando Fiacco- - 117* 
rfi d'Homero in perfona di Gioue irato contro Giunone . 297. 

ut. 



feoui Lipomani , ritratti da Orlando Fiacco . 



Ve- 



Tavola delle coft Notabili. 

Vefcouo Georgio di Brefcia ritratto dal Palma. 195 

Vicenza Città dello Snato Veneto j e fue Iodi . 13 • 

Chiefe , e Confraternità di Vicenza-, ouefono le pitture , 

Angeli , Aleflandro Maganza. 339. AracelLi . 24C 

-S.Biagio.il Palma. 193.1lMaganza.238.il Damini. 241 

S. Bartolameo Canonici Lateranenfi » il Maganza . 2^ 

Capuccmi, Claudio Ridolri. 30! 

Confraternita del Gonfalone, il Palma. 193. il Maganza- 238. Ai 

drea Vicentino ibi d. Gio. Battifta Maganza. 245 

S.Corona.BaiTano,i<57.Maganza. 238. Gio: Battifta Maganza.24 

Duomo» A eiTandro Maganza. 237. S. Eleuterio. 238. Ho pitale 

della Mifericord a. 240. S.Iacopo.2;9« S. Lorenzo. 238.2^ 

S. Lucia. 2 40. Madonna del Monte. 2 40. S. Marco, ibid. 

S. Michiele > il Tintoretto. 4 

Ogni Santi di Gio: Battifta Maganza . 24' 

S. Pietro , Gio-- Battifta Maganza. 229. Aleflandro Maganza . 23Ì 

Riformati » il Caualier Ridolri . 32 

S. Rocco » il Fafolo. 234- il Maganza . 24; 

Seruijil Palma. 193. il Fafolo. 234. il Maganza > e nell'Oratorie 

238. il Damini. 14 

Teatini» il Damini . 249. il Maganza- 23» 

S. Valentino , ii Maganza . 23; 

Viaro , del Peranda. 280. del Tinelli . 29 

Vidmani hano del Tintoretto. 46. del Palma.200.del Tinelli. 29Ì 

Villa Cucca nel Triuigiano , ha del Peranda . 27; 

Virtù , e fua forza. 185. perche da pochi conofeinta . 20; 

Vite,di Santa Marta dipinta dal Benfatto.i 39. di San Girolamo d 

Palma. 179. di Santa Francefca Romana > dal Dammi, ijo.d 

B. Lorenzo Giuftiniano , dall'lngolu 25. 

Vittoria ottenuta da Stefano Contarmi doue dipinta > 3' 

Vittoria ottenuta da' Veronefi à Defenzano da chi dipinta • I J' 

Vittoria nauali dipinta da Andrea Vicentino . 14 

Vittorie di Bartolomeo Liuiano > doue dipinte ■ 19 

Voti religiofi > come dipinti dal Peranda . 27 

Z 

Zaguri hanno dei 1 intoretto . 4 

Zara come ricuperata. 3 9. 40. racquietata dal Dandolo. 144. 26, 
Zeni hanno del Tintoretto. 2. 45. del Tinelli. 298.de! Peraada.22 
Zignoli di Treuigi hanno del Pozzofarato . • 8 

ZognonelBergamafcohàdel Caualier Ridolfì. 32 

il Fine dtlh Tamia delle co/e Notabili , 



>v 



■ 




Iacobo Robvsti 
detto il Tintoretto Pittore, 



VITA 

I I A C O P O 

R O B V S T I 

DETTO 

L TINTORETTO 

CITTADINO VENETIÀNO 
Pittore, 

WfEraiB O N fi deue per auuentura > come alcuni penfano * 
fèlf dar titolo di pregiata a quella Pittura , che tal hor 



BW «Njffl compare con ricca pompa di colon abbellita, poi 
É8K/1k che la difficoltà di queftamateria non confitte ne 
faper diuifare in afle,ò in tela il vermiglio , o 1 ol- 
tramarino ; ne meno acquifta il nome d erudito il 
Pittore.mentrevàinteflendodigemm^edinaftrivncni^otra. 

«SS Serico drappo d'arabefchi tarane la perfettione d ar- 
S o'sTfuW m termma nell imitatione de i fiori , delkpunte , o 
desfi » "mali, poiché tali cofe ad altro non feruono ne componi- 
menridènehiftorx,che per recare adornamento, non giaper 
coftituire le bellezze eflentiali della Pittura. 

Io orme appoggiandomi à fentimento miguore direi , che fé 
b-ne £3 animali tutti irragioneuoli , (che hanno tra di 
ìo o anCceSa fuperiotiti, perderne particolari qualità , e per 
onalchè P ù, e menoapparéte bellezza) P omedono d alcune gradi- 
quaicne pm,c mu. rr • fi di p0 dere vna forma fomma- 

te forme, non poflono pero pregiarli ai go atre ™ #> ^^ 



^ Delle Vite de* Vittori 

mente perfetta>in riguardo a quella déH'huomo , a cui fu compar- 
tita bellezza^ dignità maggiore, &vna armoniofa Simmetria » 
che "li arreca tale gratia,e decoro ( oltre il poffedere le portioni 
pai eccellenti,che nell'inferiori cofe fono diffufc , e la ragiono > 
eh' è fua propria dote > ) che lo rende fuperiore ad ogni cofa. 
creata . 

Ne da quefte conditioni argomentati in tutto la di lui nobiltà , 
rhuomecrea 1T 4 perche come creatura preferita hebbe feffere dalle mani 
to dalle riiani dell'eterno Facitore, la don© le altre cofe col folo cenno della fua 
^ Dl °* onnipotéza furono prodottela in quefti fi cópiacque nel cópor- 

lo di fango,formàdone oflà cotàtccolligàdole infieme co' nerui: 
aggiiigédoui,mufcoli,arterie,cartilagini,uene,efottiliflime pelli. 
Indivi folleuò la frótcaffiloui il nafcaprì la bocca,abbafsò il me* 
to , incauò le orecchie,diihnfe i capelli,gli iucuruò le fpalle , al- 
largò il petto , allungò le braccia, diftinfe le mani , rileuò i fian- 
chi, fece mufcolofe le cofcie , nerborute le gambe, pofandole fo- 
pra le bafi fortifiime de' piedi:e come fupremo Pittore, intinto il 
pennello nel candore de' gigli, e nel vermiglio delle rofe, colorì le 
Anima intd- guancie,e le molli labra , edil refto del corpo tutto, 
lutma a<xre. jsj e q U j terminò la marauiglia , poiché infondendogli l'anima.* 
ncirhuomo . intellettiua,lo coltimi vn'Imagine di fé iteffo , recandogli in tale* 
guifa il fommo delle perfettioni . Ma perche fu di noftra intentio- 
ne folo il fauellare delle forme vifiue,tralafciando le interne bel- 
lezze,ci bafterà l'hauer dato a. vedere come il corpo fiumano , per 
l'ordine della fua creatione,e per la bellezza delle parti fucprece- 
da in nobiltà le cofe tutte dell' vniuerfo:onde fi può fenza difficol- 
tà conchiudere,che fé Iddio nell'ordine della Natura non fece co- 
fa la più bella , ne la migliore dell'huomo , che la più eccellente-» 
operatione,chc prouenir pofla da mano indultre 5 queita fia, fé egli 
saprà con giurie proportioni,con gratiofi moti , & afferri pellegri- 
ni formar gli Immani corpi: all'hora il Pittore toccherà fenza dub- 
- bio il punto più difficile dell'arte . 

Sarà dunque hoftra cura, benché difficile l'imprefa , riferendo 
del gran Tintoretto le attioni , il far conofeere con la narrationo 
delle opere fue , come egli peruenne all'apice laboriofo dell'arte ; 
e come co' fuoi pennellirecò la maggior perfettionc alle Imagini 
dalui dipinte; e come egli adornò la Pittura delle più fcelte , e 
pellegrine inuentioni ; onde la .Natura , che tal hor direttola 
rimane, per le fuc mani grana > e grandezza otteane . 

Ma 



DeìC.Ridolfi, Porteli. 



$ 



Ma prima > che c'ingolfiamo nell'Oceano delle tante fue fati- 
.e.dalle quali verrà ogni benché debile ingegno in chiarezza co! 
iuifarle,che non fono hiperboli le cofcche prendiamo a defcri- 
re>diciamo della Tua nafcita, & educatone , 
Nacque Iacopo in Venetia , Teatro d'ogni marauiglia , faii- 
1 1 1 5 1 2 . di cui fu Padre Battifta Robufli Cittadino Venetiano , 
itore da panni,da che prefe il cognome di Tintorecto . Effendo 
iciulletto fi daua a difegnare co' carboni, e colori delle tinte dei 
idre fopra de' muri > formando figure puerili » che nondimeno 
mteneuano alcuna gratia. Ciò veduto daparenti,ftimarono be- 
cche egli coltiuaffe la naturale inclinatione : onde il pofero con 
itiano > nella cui cafa trattenendoci con altri giouani , procuraua 
:rarre i di lui efempi. Ma indi a non molti giorni, venuto Titia- 
jacafa,& entrato nel luogo degli fcolari, videfpuntare a pie 
vna bancha alcune carte, nelle quali fcorgendoui certe figure xtmóiec^* 
fegnate , ne ricercò,chi fatte le hauefle ? Ma Iacopo, che n'era ftaflein «f« 
j Autorcdubitando hauerle errate,timidamente diffe , quelle cf- jjj d ^ a ™*£ 
te di fua mano , e ptcfagendo Titiano da que' principi j > che co- 
ipotefle diuenir valent'huomo, St apportarle alcuna moleftia_» 
l'arte , impatiente , falite a pena le fcale , e polito il mantello » 
nmife a Girolamo allieuo fuo 5 (così può ne' petti humanivn 
cciolo tarlo di gelofia d'honore,)che torto Iicentiaffe Iacopo di 
Cafa . Onde fenzafaperlacagione,priuo di maeftro rima- 

Penfi ogn'vno qual difgufto egli fentiffe nell'animo , 
l perche fìraili affronti diuengono tal'hora ftimoli pungen- 
i gli animi gentili , e danno materia di generoferifolutioni, TìtiinceMi. 
rcitato Iacopo dagenerofo fdegno,benche fanciullo , girò nella chel Angelo " 
lente fua il modo di condurre a fine l'incominciata iutprefa; ne xfntorctfo! 
fciandofi foprafare dalla pafKoncconofcendo il valore di Titia- 
5, di cui fi predicauano comunemente gli honori,pensò iti ogni 
lodo cólo itudiare dalle opere di quello , e da i rilieui di Michel*- 
ìgeloBuonaroti, riputato padre del difegno, diuenir Pittore, 
ssìcon la icona di quelli due lumi diuini, che la Pittura , e 
Scoltura re r ero così illuftre ne' moderni tempi , s'incarnino ai- 
bramata meta : non effendo -che faggio configlio il proue- 
rfidificurafeorta in malagevole camino , che additi il fen- 
ero . E per non deuiare dal propofto tema i fenfle le leggi 
cUo ftudio fuo ne' muri d' va fuo gabinetto in tale guifa. 



6 Ti ette Vite de Vittori 

lldìfegno dì Michel Angelo^' l colorito di Titidno, 

Indi fi mife à raccorre da molte parti , non fenza grane difpen 
dio, impronti di getto tratti da marmi antichi : fi fece condur d; 
Firenzei piccioli modellidi Daniello Volterrano , caiuti dalk.fi 
gure delle fepolture de' Medici j polle in San Lorenzo di quella. 
Gittàjcioè l'Aurorali Crepufcolo,la Notte, & il Giorno, fopra. 
quali fece ftudio particolare > traendone infiniti difegni à lume d 
lucerna,per comporrcmediante quelle ombregagliarde, che fan 
no que' lumi, vna maniera forte, e rilettata . Cosìdaqualunqui 
braccio,mano>e toriòjche raccolto haueua , non reftaua di conti 
nuamente ftudiare,riportaiKlogli in carte tinte co' carboni, & ac 
quarellijtoccandogli co' lumi di gelfo,e di biacca , apparando coi 
tali maniere le forme occorrenti per lo bifogno dell'arte . 

Conofceua egli bene con l'acutezza dello ingegno fuo , eh 
per diuenir gran Pittore , faceua di meftieri lo afluefare il difegr^ 
fopra fcelti alieni , e dipartirfi dalla riltrettaimitatione della Na 
tura,la quale produce per lo più le cofe imperfette,ne accoppiaiiì 
fieme,che difficilmente, come altroue toccammo,le parti tutte e 
corrifpondente bellezza . Andaua anco faggiamente ofleruande 
che gli eccellenti Artefici he bbero per intento di cauare vn'eftca 
to del bello della natura , e coaiutandolo nelle parti mancheuoli 
farla apparire nelle opere loro in ogni parte perfetta . Netrala: 
feiaua di copiar di continuo ie Pitture di Titiano , fopra le quaj 
ftabilì il modo del ben colorire:onde auuenne, che molte cofe à 
Lo ftndei.te pinte nella fua fiorita età ritengono in tutto di quello Itile à qua 
itu; agg'un- giangefse alcune delle ofleruationi,che apparate haueua cólo ili 
dio; e feguendo(fenzaintepidire il corfo delle fatiche) latra' 
eia de' buoni Maeftn j andauafiauuanzando à gran paiìl alla pe 
fettione . 

Si pofe anco à difegnare da corpi naturali , formandone vati 

Mo^o delio attitudini , alle quali daua gratia ne' mouimenti , cauandone ai 

ftudio (no. c ora infiniti feorci . Taluolta feorticaua membra di cadaueri,p 

vedere la ragione de' mufcoli, procurando di accoppiare , ciò ci 

ofleruaua nel rilieuo col naturalerapprendendo da quello la buoi. 

forma,da quelfi la vmone,e la tenerezza. 

Efercitauafi ancora nel far piccioli modelli di cera , e di cret, 
vertendoli di cenci > ricercandoneaccuratamente con le pieg ': 

de 



BelC. Rido/fi. Tartc IL ? 

e* pannile parti delle membra, quali diuifaua ancora entro pie- 
iole cafe,e